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Chi sta uccidendo la satira? Ecco come i nuovi potenti ci mettono il bavaglio. Su Millennium in libreria
Che fine ha fatto la satira? È vero che in Italia è scomparsa? E altrove come se la passa? Nel suo centesimo numero MillenniuM, il mensile diretto da Peter Gomez, da venerdì 13 marzo in libreria (trova qui la più comoda per te) e sugli store online (Amazon, Ibs, Feltrinelli, Mondadori, Libreria Universitaria, Hoepli, Unilibro), risponde a queste domande con autori d’eccezione. A cominciare dalle firme satiriche del Fatto Quotidiano, con le loro vignette e illustrazioni spesso al centro di scontri incandescenti con il potere politico: Disegni, Franzaroli, Mannelli, Mora, Natangelo, Vauro. In un lungo articolo, Daniele Luttazzi fissa il perimetro della satira, e che cosa la distingue dalla comicità. Secondo Luttazzi, in Italia non si è mai fatta così tanta satira, sui social, sui giornali e nei teatri, ma il graffio al potere è stato estromesso dalla televisione, perdendo gran parte del suo impatto sull’opinione pubblica. Mario Natangelo polemizza sull’eterna domanda sui “limiti della satira”, chiedendosi se non spetti ad altre categorie interrogarsi sui propri limiti, i politici in primis. La satira che graffia il potere, ma anche vezzi e vizi di noi comuni mortali, esiste ancora, racconta un’inchiesta di Tommaso Rodano sugli stand up comedians più seguiti, soprattutto all’estero, dagli Stati Uniti all’Europa. Da Dave Chapelle a Ricky Gervais, agli italiani Francesco De Carlo ed Edoardo Ferrario. La reporter Michela Iaccarino ci racconta la vita dura, spesso in esilio, di chi ancora prova a ridere dei potenti nella Russia di Putin, con un’intervista/ritratto di Denis Chuzhoy, costretto a fuggire in Germania, ma ironicamente orgoglioso di aver visto ridere gli agenti dei servizi segreti seduti in platea in un suo spettacolo. Di questi temi discute anche Dario Vergassola, protagonista di diversi show satirici in tv. Intervistato da Ilaria Proietti, chiarisce che la satira deve tenersi lontano dal politicamente corretto e da qualunque limite imposto dall’esterno. Quando fu invitato in un reparto di oncologia – racconta – iniziò a far battute sulle flebo con un liquido color dello spritz. “Vi sembra l’ora dell’aperitivo?”. Oggi si discute di satira, ma non da oggi. L’approfondimento storico, firmato da Roberto Casalini, parte dalla celebre e urticante “modesta proposta” (1729) di Jonathan Swift e arriva all’Italia del Dopoguerra, quella di Guareschi, Flaiano, Fortebraccio… Mentre il grecista Emanuele Greco ci ricorda come gli antichi romani rivendicassero l’invenzione del genere rispetto ai greci, a cui dovevano invece la commedia e la tragedia. Al di fuori del tema di copertina, MillenniuM propone un reportage di Luca Steinmann da Qom, la culla del roccioso potere teocratico iraniano, tornato di grande attualità dopo l’attacco israeliano-statunitense e l’uccisione di Ali Khamenei (che proprio a Qom aveva studiato, così come il suo predecessore Khomeini). E ancora, Beatrice Manca racconta i rischi di avere ChatGpt e simili come amici e confidenti, una tendenza in crescita soprattutto fra i giovani, raccogliendo l’allarme di Luciano Floridi, autore di un recente libro sul tema, La differenza fondamentale. TRA LE FIRME E LE VOCI DI QUESTO NUMERO: Stefano Disegni, Giorgio Franzaroli, Peter Gomez, Michela Iaccarino, Daniele Luttazzi, Riccardo Mannelli, Beppe Mora, Mario Natangelo, Antonio Padellaro, Max Papeschi, Marco Travaglio, Vauro, Dario Vergassola L'articolo Chi sta uccidendo la satira? Ecco come i nuovi potenti ci mettono il bavaglio. Su Millennium in libreria proviene da Il Fatto Quotidiano.
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MillenniuM, Peter Gomez presenta il mensile allo Spazio Tadini di Milano
Peter Gomez presenta MillenniuM a Milano, venerdì 20 febbraio alle 18,30 allo Spazio Tadini Casa Museo di via Niccolò Iommelli 24. Il direttore del mensile parlerà di giornalismo e inchieste a partire dal numero “Dio è con noi”, dedicato al peso crescente del fanatismo religioso nella politica e nelle grandi crisi mondiali, dagli Usa di Trump all’estrema destra israeliana al fondamentalismo islamico. Faccia a faccia con MillenniuM: scriveteci per organizzare un incontro con Peter Gomez e le firme del mensile L'articolo MillenniuM, Peter Gomez presenta il mensile allo Spazio Tadini di Milano proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Faccia a faccia con Millennium: organizzate un incontro con Peter Gomez e le firme del mensile
L’informazione diventa sempre più virtuale? Invece Peter Gomez vuole incontrarvi dal vivo. Per raccontarvi, in particolare, lo spirito e i contenuti del nostro mensile di inchieste e approfondimenti, di cui Gomez è direttore. Perché un cittadino informato è un cittadino pericoloso per il potere. Così abbiamo lanciato l’iniziativa “Faccia a faccia con Millennium“. Se gestite una libreria, animate un circolo, fate parte di un’associazione, e vi piacerebbe organizzare un incontro pubblico con Gomez e altre firme di Millennium, basta che scriviate a questa mail: millennium@ilfattoquotidiano.it. E non temete se abitate o fate attività culturale lontani dalle grandi città. Anzi, ci piacerebbe presentare il mensile anche fuori dai soliti circuiti. L’iniziativa è appena partita e già sta riscuotendo molto interesse. Se anche a voi piace ancora incontrare le persone guardandole negli occhi, se ancora provate il gusto di ascoltare e intervenire dal vivo, non vi resta che scriverci all’indirizzo che ripetiamo: millennium@ilfattoquotidiano.it. Così potremo valutare la vostra proposta e prendere tutti gli accordi del caso. Ci vediamo presto! L'articolo Faccia a faccia con Millennium: organizzate un incontro con Peter Gomez e le firme del mensile proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Archivi familiari e memoria coloniale: a Roma l’evento con MillenniuM per ricordare la strage di Addis Abeba
Yekatit 12 è la data del calendario etiope che corrisponde al 19 febbraio e rimanda al giorno del 1937 quando, in risposta al fallito attentato contro Rodolfo Graziani, l’esercito italiano e le camice nere ad Addis Abeba compirono un massacro che causò migliaia di morti civili. È la data simbolo del colonialismo italiano, che da anni viene ricordata con molti eventi in tutta Italia, su iniziativa di storici e associazioni anticoloniali e di afrodiscendenti. A Roma il 18 febbraio, alla Casa della Memoria e della Storia, un incontro promosso anche dal nostro mensile MillenniuM, si concentrerà sull’importanza degli archivi familiari per fare emergere una narrazione differente di un periodo storico troppo spesso rimosso. La partecipazione di MillenniuM è legata alla pubblicazione nel numero 96 di Novembre 2025 delle foto di Lionello Guidi, ritrovate negli album di famiglia dalla nipote Jessica Guidi. Immagini di vita quotidiana, ma anche di violenza, come quelle che documentano la strage di Addis Abeba. L’incontro, dal titolo “Tra scatti e ritratti: archivi familiari e memoria coloniale” si svolge nell’ambito del progetto Memorie Decoloniali in collaborazione con la Rete Yekatit12-19febbraio Roma. Partecipano Jessica Guidi e Lorenzo Sansonetti per MillenniuM, l’artista Magalì Asfaha che racconterà la figura del nonno ascaro, Fabio Alberti di Un Ponte Per, che illustrerà le foto di deportati libici a Ustica e lo storico e africanista Alessandro Triulzi. Presenza di particolare rilievo è quella di Stifanos Asfaha, che ricorderà la figura di Zerai Deres, a cui il 19 febbraio il Comune di Roma intitolerà insieme alle associazioni promotrici una targa nel giardino che circonda il controverso monumento ai caduti di Dogali, nei pressi della stazione Termini. L'articolo Archivi familiari e memoria coloniale: a Roma l’evento con MillenniuM per ricordare la strage di Addis Abeba proviene da Il Fatto Quotidiano.
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MillenniuM: la rivoluzione (tecnologica) cinese, dall’Ia alle rinnovabili. Perché l’Europa non può fare a meno di Pechino
Come è riuscita la Cina a diventare leader dell’industria tecnologica, sorpassando anche gli Stati Uniti in alcuni settori chiave, per non parlare della nostra Europa? E come sta giocando le sue carte da nuova superpotenza sullo scenario del nuovo ordine mondiale? Lo racconta, con inchieste e approfondimenti, il nuovo numero del mensile MillenniuM, diretto da Peter Gomez, da venerdì 13 febbraio in libreria (trova qui la più comoda per te) e sugli store online (Amazon, Ibs, Feltrinelli, Mondadori, Libreria Universitaria, Hoepli, Unilibro). La saggista Loretta Napoleoni, autrice del libro Maonomics, l’amara medicina cinese, firma un reportage dallo Xinjiang, la provincia della minoranza perseguitata degli uiguri, che è diventata una sorta di paese delle meraviglie tecnologiche in fatto di energie rinnovabili: pareti e tetti coperti di moduli solari; “girasoli” fotovoltaici; la spettacolare Centrale solare termodinamica a Torre a Sale nel deserto del Gobi, una “foresta di specchi” con oltre 10 mila pannelli pentagonali rotanti, che distribuisce energia anche di notte. Chi decide momento per momento da dove prendere l’energia da immettere in rete è, manco a dirlo, l’intelligenza artificiale. Traguardi raggiunti in una manciata di anni, mentre l’Europa prende tempo e gli Stati Uniti di Trump arretrano. Risultati ottenuti grazie a un potente esercito, sì, ma di ingegneri, spiega l’analista Alessandro Aresu, autore di La Cina ha vinto. Il Partito comunista cinese ha investito parte dei massicci introiti della “fabbrica del mondo” nella formazione di persone specializzate nelle tecnologie più promettenti. Del resto Charlie Munger, braccio destro del miliardario Warren Buffett, quando il gruppo decise un investimento massiccio nella cinese Byd, dichiarò: “Non voglio scommettere contro 17mila ingegneri cinesi”. Oggi Byd è il primo produttore di veicoli elettrici al mondo. Il potere economico-tecnologico si traduce in potere globale, come racconta la giornalista e sinologa Alessandra Colarizi, con un paradosso: per gli standard internazionali la Cina è ancora di un Paese in via di sviluppo, per esempio considerando il pil pro capite, ma la sua massa d’urto è tale da sfidare gli Stati Uniti. A proposito, questi risultati sono il frutto di un’attenta pianificazione centrale: tutto da leggere il ritratto di Wang Huning, il tecno-ideologo del Partito che è stato il principale consigliere degli ultimi tre presidenti cinesi, firmato da Gabriele Battaglia. Il giovane Wang viene inviato negli Usa negli anni Ottanta, ne ammira il benessere e il progresso, ma individua diverse “correnti sotterranee di crisi”: le famiglie sfasciate, l’ignoranza diffusa, la droga, la criminalità, le disuguaglianze e, soprattutto, l’individualismo esasperato. Quello che in Cina non c’è, o meglio non è consentito. Nicola Borzi si addentra nei rapporti economici tentennanti fra l’Italia e il gigante asiatico: il ritiro dalla Via della Seta voluta da Conte, la volontà del governo Meloni di tenere saldi i legami con gli Usa, il drammatico sbilancio commerciale, soprattutto sul fronte delle auto elettriche. Oltre al potere economico-tecnologico-militare, la Cina si fa strada anche con il soft power, dal fenomeno Labubu al mecenatismo nell’arte contemporanea, descritto in un articolo di Roberto Casalini. Fuori dal tema di copertina, la rubrica Strangers do it better, di Eleonora Bianchini e Francesco Lo Torto, confronta le politiche abitative per i giovani in nove Paesi (e no, l’Italia non ne esce bene), mentre Elena Basso racconta, con le foto di Adriana Thomasa, la strage dei sub che lavorano negli allevamenti di salmone in Cile, dove si sono registrate 83 morti sul lavoro dal 2013 al 2025. Da questo numero, MillenniuM arruola un’altra firma: Daniele Luttazzi, con la sua nuova rubrica “Stop the Scroll” fra satira e giornalismo. FRA GLI AUTORI DI QUESTO NUMERO: Alessandro Aresu, Gabriele Battaglia, Nicola Borzi, Alessandra Colarizi, Danilo De Marco, Peter Gomez, Daniele Luttazzi, Loretta Napoleoni, Antonio Padellaro, Carlo Petrini, Paolo Soraci, Marco Travaglio L'articolo MillenniuM: la rivoluzione (tecnologica) cinese, dall’Ia alle rinnovabili. Perché l’Europa non può fare a meno di Pechino proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Ice? Le nuove reclute sono economicamente disperate, ci sono molti neri e ispanici”: l’analisi del direttore di Jacobin
“Il modo con cui Trump sta facendo rispettare le leggi sulla migrazione è insolito e senza precedenti. È come se i leader europei fossero sulle spiagge della Libia ad applaudire mentre vengono portati via i corpi senza vita dei migranti. Ma a Trump questo non interessa, a lui interessa solo lo spettacolo”. Lo ha detto analizzando l’Ice il direttore di Jacobin, Bhaskar Sunkara, intervistato da Mario Portanova e Salvatore Cannavò in occasione dell’uscita del nuovo numero di MillenniuM, intitolato Bandiera rossa sulla Casa Bianca. “Ora nessuno vuole più far parte dell’Ice – ha continuato – Le nuove reclute sono economicamente disperate, poi sì, ci sono le persone di estrema destra spinte da motivazioni ideologiche”. Il numero di gennaio di MillenniuM sarà disponibile in alcune edicole selezionate fino a metà febbraio 2026. A partire dal numero di febbraio, troverete MillenniuM solo in libreria, negli store online e tramite abbonamento. Scopri l’elenco di edicole e librerie selezionate dove trovare MillenniuM: https://ilfat.to/LibrerieMillennium Oppure abbonati ora, se ti abboni spendi la metà: https://shop. ilfattoquotidiano.it/abbonati-a-millennium/ L'articolo “Ice? Le nuove reclute sono economicamente disperate, ci sono molti neri e ispanici”: l’analisi del direttore di Jacobin proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Quelli che resistono a Trump: su Millennium la “onda rossa” oltre Mamdani
Donald Trump si è preso il Venezuela, vuole prendersi la Groenlandia e, sul fronte interno, ha trasformato l’Ice, l’agenzia di contrasto dell’immigrazione illegale, in una sorta di milizia personale. Ma negli Stati Uniti c’è qualcuno che resiste. Non solo Zohran Mamdani, il sindaco socialista di New York. A fronte della svolta autoritaria incarnata da Trump, monta una “onda rossa”. Quella che ha portato un’altra socialista, Katie Wilson, alla guida di Seattle. Quella che ha riversato nelle piazze il movimento antitrumpiano No King. Quella che ha indotto Shawn Fain, nuovo leader del sindacato metalmeccanico Uaw, a lanciare l’idea di uno sciopero generale, pratica finora inesistente negli Stati Uniti. E sono solo pochi esempi. “Bandiera rossa alla Casa bianca” è il titolo del nuovo numero di MillenniuM, il mensile diretto da Peter Gomez, disponibile da venerdì 23 gennaio in librerie selezionate (trova qui la più comoda per te) e nei principali store online (Amazon, Ibs, Feltrinelli, Mondadori, Libreria Universitaria, Hoepli, Unilibro). Un numero prevalentemente fotografico, dove spicca il reportage sugli abusi dell’Ice dentro i tribunali dell’immigrazione di New York, firmato da Nicolò Filippo Rosso. Mentre la “onda rossa” è raccontata, nome per nome, da Salvatore Cannavò, che oltre a essere un giornalista del Fatto è editor per l’Italia di Jacobin, la rivista di riferimento del nuovo socialismo americano. I consensi per Mamdani e gli altri crescono sull’onda delle disuguaglianze, illustrate da un reportage sulla povertà negli Usa firmato da Matt Black, fotografo di Magnum. Un’ampia infografica elenca i primi 69 miliardari Usa – guidati naturalmente da Elon Musk, dall’alto del suo patrimonio di 428 miliardi di dollari – che insieme godono di una ricchezza complessiva pari alla metà meno ricca (o più povera) della popolazione statunitense, cioè circa 171 milioni di persone. Ma l’onda rossa viene da lontano. Nella seconda parte, MillenniuM racconta come partiti e sindacati di sinistra si diano da fare negli States sin dagli anni Venti, con conseguenti reazioni al “terrore rosso”, anche prima del maccartismo, come ricostruisce Roberto Festa. Del resto il Paese simbolo del capitalismo culla proteste globali anche nel terzo millennio, come mostra una gallery che abbraccia Seattle, Occupy Wall Street, Black Lives Matters… Il mensile propone poi le consuete incursioni pop, a partire dal rapporto di odio-amore degli italiani verso gli americani, da Alberto Sordi a Vasco Rossi passando per Benigni e Troisi che, nel film Non ci resta che piangere, cercano di bloccare Cristoforo Colombo prima che salpi alla scoperta dell’America… Il fotografo Edo Bertoglio, invece, rievoca i suoi anni ruggenti e tossici nella New York di Basquiat e Keith Haring, intervistato da Gabriele Micciché. Infine, due chicche. La prima: lo stralunato on the road di due artisti amici di MillenniuM, Max Papeschi e Arianna Bonucci, che hanno attraversato gli States con la loro provocatoria mostra “Eau de eau”, tra cibo spazzatura, offerte di crack e tante sorprese. La seconda: il verbale dell’interrogatorio di Bertolt Brecht davanti alla Commissione per le attività antiamericane, nel 1947. Fra reticenze, svicolamenti e velate ironie, l’inquisizione si fa involontario teatro. L'articolo Quelli che resistono a Trump: su Millennium la “onda rossa” oltre Mamdani proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Pistole, botte e coltelli: l’Ice di Trump visto da vicino. Segui la diretta di Millennium Live
Giovedì 22 gennaio alle 12 torna l’appuntamento con Millennium Live per la presentazione del nuovo numero del mensile Millenium, in libreria e in edicola dal 23 gennaio. Protagonisti di questo appuntamento il fotografo Nicolò Filippo Rosso, autore di un reportage dai tribunali di New York e Roberto Festa, firma del Fatto su tematiche a stelle e strisce. Il titolo della diretta, moderata da Mario Portanova, è: “Pistole, botte e coltelli: l’Ice di Trump visto da vicino”. L'articolo Pistole, botte e coltelli: l’Ice di Trump visto da vicino. Segui la diretta di Millennium Live proviene da Il Fatto Quotidiano.
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MillenniuM, abbonati e nel 2026 spendi la metà. E in digitale spendi un terzo
Uno sconto del 50% è un bel regalo di Natale. Ve lo fa MillenniuM, il mensile diretto da Peter Gomez per chi ama le inchieste, gli approfondimenti, le lunghe interviste, i grandi fotografi… Se vi abbonate ora, pagherete solo 90 euro per avere a casa tutti i 12 numeri del prossimo anno. Esattamente la metà di quello che spendereste per acquistare ogni singolo numero, cioè 180 euro. Ancora più conveniente l‘abbonamento digitale, che permette di leggere gli articoli del mensile in pdf e, in versione navigabile, sul nostro sito a soli 59,99 euro. Da gennaio 2026, infatti, siamo costretti ad aumentare il prezzo di copertina a 15 euro, in linea (anzi, un po’ sotto linea) con le principali riviste di approfondimento. Inoltre, per evitare il salasso dei resi, dal numero di febbraio non ci troverete più in edicola, ma in librerie selezionate (trova qui la più comoda per te) e sugli store online (e Amazon, Ibs, Feltrinelli, Mondadori, Liberia Universitaria, Hoepli). Sono tutti motivi in più per prendere al volo questa offerta. L'articolo MillenniuM, abbonati e nel 2026 spendi la metà. E in digitale spendi un terzo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Dio è con noi”: così Trump, Putin e Netanyahu arruolano la religione per guerre e potere
“Gesù ha vissuto tre anni e mezzo in Egitto. Ma non era illegale“. Parola, anzi Verbo, di Paula White, consigliera spirituale di Donald Trump. Così si concilia il Vangelo col pugno duro del presidente contro gli immigrati. E così Dio va (o torna) al potere. Vince le elezioni, “benedice” guerre, terrorismo, regimi autoritari. MillenniuM, il mensile diretto da Peter Gomez, nel numero in vendita da venerdì 12 dicembre offre inchieste, interviste, approfondimenti sulla religione che, negli ultimi anni, è tornata prepotentemente in politica, e proprio in un’era che consideriamo materialista e tecnologica (qui potete trovare la libreria o l’edicola più comoda per voi; Millennium è in vendita anche sugli store online Amazon, Ibs, Feltrinelli, Mondadori, Liberia Universitaria, Hoepli). Non c’è solo l’integralismo islamico di Hamas e dintorni. Come scrive Fabrizio d’Esposito, “Dio è con noi” è un motto che si cuce addosso agli Stati Uniti di Trump, alla Russia di Putin, a Israele di Netanyahu, ma anche all’India di Modi e persino, per certi versi, in Cina, dove il Partito comunista recupera pezzi di buddismo, confucianesimo, taoismo. Mentre in Europa e in Italia l’area sovranista si ammanta di un cattolicesimo ultraconservatore e anti-bergogliano. Roberto Festa ci porta negli Stati Uniti, raccontando il patto fra Trump e le potenti Chiese evangeliche, gra sedicenti “apostoli”, megachurch milionarie, crociate anti-gender e sostanziosi finanziamenti a spese dei contribuenti. Mentre Nancy Porsia si è immersa fra i neomessianici del Beth Israel Worship Center, in New Jersey, per raccontarci la strana alleanza fra cristianesimo ed ebraismo, sempre in chiave ultraortodossa. Del resto in Israele il Peres Centre for Peace and Innovation non esita a paragonare Hamas e le componenti più radicali del governo Netanyahu, opposti estremismi accomunati dal claim “morte agli infedeli”, scrive Roberto Casalini. E l’integralismo islamico? Passano le sigle del terrore, come al-Qaeda e Isis, ma l’idea resta: la nuova frontiera è l’Africa – basta guardare al Sudan – ma i soldi, le moschee e le scuole coraniche estremiste prosperano grazie a fondi copiosi che arrivano da Paesi “amici” dell’Occidente, come Arabia Saudita ed Emirati Arabi, si legge nell’inchiesta di Laura Silvia Battaglia. Dio non è morto, come qualcuno credeva. È tornato, anzi risorto, nella sua versione più bellicosa, totalitaria, ma anche pop. “Ehi raga, fate un applauso a Dio”, si sente dire al Ministero Sabaoth fondato a Milano dalla pastora brasiliana Rosalen Boerner Faccio, racconta Federica Tourn in un viaggio stupefacente nelle chiese evangeliche italiane, illustrato dal fotografo Federico Tisa. In Italia gli evangelici sono circa mezzo milione, e non sono solo immigrati. L’apostolo (anche qui) Lirio Porrello da Palermo conta diecimila fedeli in una settantina di chiese. Intanto qui da noi è possibile convertirsi all’Islam via Whatsapp, e chattare per districarsi nel labirinto di precetti che toccano ogni aspetto della vita quotidiana: Antonio Armano l’ha provato per voi. “Usare il nome di Dio per giustificare il sangue versato è la bestemmia più grande“, si indigna don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che in una lunga intervista a Ettore Boffano riflette sull’uso (e abuso) politico della religione e sulla Chiesa del dopo Bergoglio. A scanso di equivoci, l’ottantenne don Ciotti c ricorda che Dio è sempre “dalla parte delle vittime”. Fuori dall’impegnativo tema di copertina, il premio Nobel per l’Economia Daron Acemoglu, intervistato da Chiara Brusini, ci mette in guardia dal “patto fra élite e le big tech dell’Intelligenza artificiale“, che “corrode la democrazia“. Sta accadendo negli Stati Uniti, ma lo scenario peggiore è quello della Russia, dove “non sono gli oligarchi a comandare Putin, è Putin che controlla gli oligarchi”. Il fotogiornalista Gabriele Rossi, invece, ha passato qualche settimana con i giovanissimi membri della gang “Barrio18” a San Pedro Sula, la città più violenta del violentissimo Honduras, raccogliendo le loro storie, fra omicidi, torture, spaccio e disastro sociale. Come sempre, spazio alle immagini d’autore, con un portfolio dedicato a un grande della fotografia italiana, Ferdinando Scianna, intervistato da Gabriele Miccichè. Infine, fra le rubriche, Valentina Petrini torna a parlare di “tossicità finanziaria“, il rischio povertà per chi scopre di avere un tumore ma si scontra con le liste d’attesa della sanità italiana, trovandosi costretto a pagare per non morire. Valentina Petrini vuole continuare a raccogliere storie: potete raccontarle la vostra scrivendo a millennium@ilfattoquotidiano.it. Per abbonarvi a Millennium e leggere gli articoli sul sito, cliccate qui. Tra le firme e gli intervistati di questo numero: Daron Acemoglu, Laura Silvia Battaglia, don Luigi Ciotti, Fabrizio d’Esposito, Roberto Festa, Peter Gomez, Antonio Padellaro, Nancy Porsia, Carlo Petrini, Valentina Petrini, Claudia Rossi, Federica Tourn, Marco Travaglio, Alberto Vannucci, Horacio Verbitsky L'articolo “Dio è con noi”: così Trump, Putin e Netanyahu arruolano la religione per guerre e potere proviene da Il Fatto Quotidiano.
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