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“La scuola in Iran bombardata per colpa di dati d’intelligence obsoleti”: vertici della Sicurezza Nazionale interrogati dal Congresso
La Sicurezza Nazionale americana è sotto pressione per il raid americano che ha colpito la scuola elementare Shajaba Tayyiba di Minab, in Iran, uccidendo 170 persone, quasi tutte bambine. Alti funzionari dovranno comparire di fronte al Congresso per rispondere a domande sul conflitto contro la Repubblica Islamica e sulla capacità effettiva dell’Fbi di impedire attacchi terroristici in territorio americano. Ma è soprattutto l’operato dell’esercito contro il regime degli ayatollah a preoccupare i funzionari, viste anche le ultime rivelazioni: a provocare quello che è stato fino a oggi definito “un errore” sarebbero state informazioni di intelligence obsolete che localizzavano una base militare nel luogo dove invece era presente l’istituto. La Casa Bianca ha fatto sapere di aver avviato un’indagine. Quelle che iniziano mercoledì al Senato e passeranno giovedì alla Camera fanno parte delle audizioni annuali sulle minacce globali che coinvolgono i più alti funzionari dell’intelligence governativa e che quest’anno si svolgono in un momento di grande attenzione per la campagna militare statunitense in Medio Oriente e di crescenti preoccupazioni per il terrorismo in patria, a seguito dei recenti attacchi a una sinagoga nel Michigan e a un’università della Virginia. E ad aumentare il livello della preoccupazione ci sono anche le rivelazioni sull’attacco alla scuola di Minab. Secondo quanto circolato, i dati di targeting obsoleti provenivano dalla Defense Intelligence Agency, il cui direttore, il tenente generale James H. Adams, è tra coloro che testimonieranno. Un altro tema da affrontare saranno anche le dimissioni di Joe Kent dalla carica di direttore del National Counterterrorism Center. Martedì Kent ha dichiarato di non poter appoggiare “in coscienza” la guerra perché l’Iran non rappresentava una minaccia imminente per gli Stati Uniti. Aggiungendo che quello in corso è un conflitto spinto dalla lobby israeliana. Poche ore dopo, la direttrice dell’intelligence nazionale Tulsi Gabbard, il cui ufficio ha supervisionato il lavoro di Kent e che è attesa alle audizioni di questa settimana, ha scritto in un post sui social media attentamente formulato che spettava a Trump decidere se l’Iran rappresentasse una minaccia. Gabbard e il direttore della Cia, John Ratcliffe, potrebbero anche essere interrogati sulle recenti valutazioni dell’intelligence che consideravano improbabile un cambio di regime a Teheran mettevano in dubbio le affermazioni secondo cui l’Iran si stava preparando a colpire per primo, come invece sostiene Trump. L'articolo “La scuola in Iran bombardata per colpa di dati d’intelligence obsoleti”: vertici della Sicurezza Nazionale interrogati dal Congresso proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Usa, così i democratici al Senato possono fermare i finanziamenti all’Ice (che invece hanno votato alla Camera)
Il 22 gennaio la Camera Usa ha dato il via libera al provvedimento per finanziare il Dipartimento della Sicurezza nazionale (Dhs): una misura, approvata con 220 voti a favore e 207 contrari, che vale 64,4 miliardi di dollari. Dieci di questi sono riservati all’Ice, la forza anti-migranti responsabile anche delle uccisioni dei due cittadini americani Renee Good e Alex Pretti, ammazzati in strada mentre erano in corso le proteste contro l’operazione “Metro Surge” voluta da Trump. Sette democratici hanno votato con i repubblicani, ma l’esito dovrebbe essere di altro segno al Senato, e il rischio è che alla fine di questa settimana scatti di nuovo uno shutdown parziale. Il leader democratico del Senato Chuck Schumer, in un post sui social media poche ore dopo la sparatoria di sabato, ha affermato che ciò che sta accadendo in Minnesota è “spaventoso” e che i democratici “non forniranno i voti per procedere al disegno di legge di bilancio se verrà incluso il disegno di legge sui finanziamenti del Dhs“. Per la maggior parte delle leggi di spesa ordinarie che includono i fondi per l’Ice, è infatti necessaria una maggioranza qualificata di 60 voti per procedere alla votazione finale. Per il via libera ai 10 miliardi dell’Ice, quindi, servirebbe un accordo bipartisan, poiché la sola maggioranza repubblicana (53 seggi) non è sufficiente a sbloccare il dibattito senza il supporto di alcuni democratici che, però, hanno assicurato di opporsi compatti alla proposta di legge passata alla Camera. Sei delle 12 proposte di legge di spesa annuali per l’attuale anno di bilancio sono state firmate da Trump. Altre sei sono in attesa di approvazione al Senato, nonostante la rivolta dei Democratici alla Camera e le crescenti richieste di impeachment per la Segretaria alla Sicurezza Interna Kristi Noem. Il deputato Jared Moskowitz, un centrista eletto in un distretto in bilico, ha detto ai colleghi che, se Noem non verrà rimossa o non si dimetterà, “non avremo altra scelta se non avviare l’impeachment”. Anche Bennie Thompson, membro di grado più alto della Commissione Sicurezza Interna della Camera e in passato esitante sull’impeachment, ha chiesto durante la chiamata che Noem venga messa sotto accusa. Le richieste di impeachment di Noem non sono una novità ma il sostegno alla mossa è cresciuto costantemente tra i Democratici della Camera nelle settimane successive all’uccisione di Renee Good. Gli articoli di impeachment contro Noem presentati dalla deputata Robin Kelly sono stati co-firmati da 115 Democratici della Camera, rendendolo di gran lunga il tentativo di impeachment più credibile del secondo mandato del presidente Trump. L'articolo Usa, così i democratici al Senato possono fermare i finanziamenti all’Ice (che invece hanno votato alla Camera) proviene da Il Fatto Quotidiano.
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