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“Ha superato i controlli senza passaporto né biglietto e si è imbarcata sull’aereo nascondendosi in bagno”: fermata a Malpensa
Non ha il biglietto né il passaporto ma riesce comunque a imbarcarsi sul volo Newmark-Milano. È quanto accaduto all’aeroporto del New Jersey, negli Usa, dove Svetlana Dali, una donna di nazionalità russa, ha superato i controlli di sicurezza e si è imbarcata sull’aereo diretto in Italia. Secondo quanto riporta Il Corriere della Sera, è la seconda volta che la signora compie un gesto simile dopo quello del 2024, quando salì su un aereo decollato dall’aeroporto “JFK” di New York e diretto a Parigi. Lo scorso mercoledì 25 febbraio, Dali è salita a bordo del volo United Airlines 19 e si è nascosta in bagno. Secondo una prima ricostruzione, sarebbe riuscita a superare i controlli di sicurezza e gli addetti al gate seguendo furtivamente un passeggero durante l’imbarco. Quando l’equipaggio si è accorto della donna, il Boeing 777-200 stava già sorvolando l’Oceano Atlantico. Un membro dello staff ha notato l’intrusa in bagno che, smascherata, ha fornito una falsa identità dicendo di chiamarsi Amy Hudson. I piloti hanno segnalato la vicenda a terra e dagli Stati Uniti è stata allertata la polizia di frontiera italiana. Alcuni passeggeri hanno dichiarato che la donna fingeva di non sentire le domande dell’equipaggio. La signora è stata fermata a Malpensa. IL PRECEDENTE Scene simili si erano verificate a novembre 2024, quando la donna aveva eluso i controlli e l’imbarco ed era salita sul volo Delta Air Lines da New York a Parigi. Dopo quell’episodio, a Dali fu imposto l’obbligo del braccialetto elettronico. Dopo la condanna, la donna ha provato più volte a rimuovere il bracciale e ha tentato la fuga dagli Usa salendo a bordo di un autobus diretto in Canada. Tuttavia, le autorità l’hanno intercettata a Buffalo. Svetlana Dali non si è arresa e ha provato a fuggire via aereo. Prima è riuscita a superare i controlli del “Bradley International Airport” (in Connecticut) ma è stata fermata all’imbarco, poi si è nascosta in un bagno in un’area riservata dell’aeroporto di Miami. Entrambe le volte la signora non era riuscita a fuggire dagli Stati Uniti. Dali ci ha riprovato imbarcandosi sul volo diretto a Milano. Il soggiorno italiano non è durato a lungo, dato che la donna è già tornata negli Usa. Intanto, la compagnia United Airlines ha pubblicato un comunicato dichiarando: “La sicurezza e la protezione sono le nostre massime priorità. Stiamo indagando su questo incidente e collaborando con le autorità competenti”. Sulla vicenda è stata aperta un’indagine. > @abc7nyDali, who previously was convicted in Brooklyn federal court of being a > stowaway on a Delta Air Lines flight out of New York’s JFK Airport to Paris, > allegedly snuck onto a United flight at New Jersey’s Newark airport on > Wednesday night, law enforcement sources told ABC News.♬ original sound – > ABC7NY L'articolo “Ha superato i controlli senza passaporto né biglietto e si è imbarcata sull’aereo nascondendosi in bagno”: fermata a Malpensa proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Malpensa, dentro al pacco c’era il teschio di un orso bruno: sequestrato dalla Guardia di Finanza
Un pacco spedito dalla Bosnia-Erzegovina e diretto in Italia, etichettato come “trofeo di caccia“, nascondeva al suo interno il cranio di un orso bruno privo della documentazione necessaria per l’importazione. La scoperta è avvenuta nella Cargo City dell’aeroporto di Malpensa, dove i finanzieri della Sezione operativa Cites dello scalo varesino, insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno intercettato e ispezionato la spedizione. Il pacco di cartone era ben confezionato ed è stato aperto con un taglierino. All’interno, oltre alla pelliccia appartenente alla specie “ursus arctos” e regolarmente dichiarata, i controlli hanno portato alla luce l’oggetto di colore bianco avvolto nel cellophane. Il cranio – riconducibile allo stesso tipo di animale – non risultava indicato nella spedizione e non era accompagnato da alcuna documentazione che ne autorizzasse la regolare importazione secondo le norme “Cites”, ossia la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche a rischio di estinzione. Il teschio è stato quindi sequestrato dalle fiamme gialle per la successiva confisca, come prevede la legge. Le autorità hanno poi proceduto all’accertamento a alla contestazione dell’illecito, contestando la violazione amministrativa nei confronti dell’importatore. Il traffico di flora e fauna non rappresenta una novità per l’aeroporto. Negli anni, infatti, non sono mancati sequestri significativi: nel 2021 era stata intercettata una pelliccia di giaguaro pronta per volare in Cina e, in un altro caso, in un bagaglio erano stati trovati anche uccellini di specie esotiche rarissime. L'articolo Malpensa, dentro al pacco c’era il teschio di un orso bruno: sequestrato dalla Guardia di Finanza proviene da Il Fatto Quotidiano.
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L’aeroporto di Milano Malpensa chiude per metà dal 16 marzo al 9 maggio: voli dirottati su Linate, ecco quali
Sipario calato sui Giochi Olimpici e Paralimpici invernali, per gli aeroporti milanesi è tempo di avviare i cantieri strutturali a lungo attesi. La data cerchiata in rosso sul calendario è lunedì 16 marzo 2026, il giorno immediatamente successivo alla cerimonia di chiusura della rassegna paralimpica. Da quel momento, lo scalo di Milano Malpensa avvierà un massiccio piano di ammodernamento che comporterà la chiusura di una delle sue due piste, interdetta a decolli e atterraggi fino al 9 maggio. I VOLI DIROTTATI A LINATE L’hub del Varesotto non chiuderà i battenti e resterà operativo per tutta la durata dei lavori, ma subirà un’inevitabile riduzione della capacità complessiva. Per far fronte a questa limitazione temporanea, un’intesa siglata tra Enac, Sea, Enav, Assoclearance e i singoli vettori aerei prevede lo spostamento di una fetta consistente del traffico sull’aeroporto cittadino di Linate. Il cambio di rotta è stato studiato in modo chirurgico: non riguarderà le tratte intercontinentali, che continueranno a operare regolarmente da Malpensa, ma coinvolgerà esclusivamente i viaggi dell’area Schengen serviti da aeromobili a fusoliera ristretta (narrow-body) e a corridoio unico. Si tratta infatti degli unici velivoli compatibili con le dimensioni e le infrastrutture del “city airport” milanese. Per assorbire questa ondata di voli, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha concesso una deroga speciale a Linate: la capacità massima salirà fino a 24 movimenti orari, superando l’attuale limite fissato per decreto a 18. I CANTIERI SULLA PISTA 35L/17R I lavori su Malpensa sono stati programmati in una finestra temporale strategica: posticipati volutamente per non intralciare l’eccezionale traffico olimpico, si incastrano in un periodo primaverile ideale per scongiurare le avversità del clima invernale e, allo stesso tempo, evitare il congestionamento tipico dei picchi di partenza estivi. L’intervento si concentrerà sulla pista 35L/17R. Il cantiere prevede il rifacimento completo della pavimentazione in asfalto, un accurato intervento sulle vie adibite al rullaggio degli aerei e l’aggiornamento tecnologico degli impianti giunti a fine vita operativa. Nello specifico, si procederà alla sostituzione dell’intero impianto di illuminazione con l’introduzione di moderne lampade a Led e all’installazione di un avanzato sistema di monitoraggio delle luci. GLI INVESTIMENTI E LE GARANZIE PER I PASSEGGERI “I lavori rientrano in un piano di investimenti strutturato per garantire nel tempo solidità, sicurezza e affidabilità operativa dello scalo”, ha spiegato al Corriere della Sera Armando Brunini, amministratore delegato di Sea. “La pianificazione anticipata degli interventi permette di contenere al minimo l’impatto sull’utenza e di assicurare continuità e qualità del servizio”. Questo cantiere rappresenta un ulteriore tassello nell’efficientamento dello scalo, arrivando all’indomani dei lavori di riqualificazione da 30 milioni di euro eseguiti sulle aree esterne e interne del Terminal 1 proprio in vista dei Giochi. Un pacchetto di opere che ha già visto l’installazione di nuove porte automatiche, la sostituzione delle colonne esterne, il passaggio all’illuminazione a Led e la creazione di una nuova area di sosta per gli autobus. A circoscrivere la portata dei disagi è intervenuto anche il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, che ha delineato gli obiettivi dell’ente: “La nostra priorità è la tutela dei passeggeri, nella consapevolezza che si tratta di lavori volti al miglioramento continuo delle infrastrutture e dei servizi. Garantiamo il diritto alla mobilità dei cittadini limitando al minimo i giorni di chiusura della pista e riprogrammando i voli su Linate: una soluzione volta ad azzerare i disagi e assicurare la continuità dei servizi”. L’assetto aeroportuale tornerà alla normalità a partire dal 10 maggio, con la riapertura a pieno regime della pista rinnovata. L'articolo L’aeroporto di Milano Malpensa chiude per metà dal 16 marzo al 9 maggio: voli dirottati su Linate, ecco quali proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Le domande poste dalla difesa mi hanno fatto sentire sotto accusa”, la testimonianza dell’ex hostess palpeggiata da un sindacalista
“Per me ripercorrere, a distanza di otto anni, quello che ho subito è stato faticoso ed emotivamente doloroso”. L’ex hostess, che nel 2018 fu palpeggiata per 30 secondi da un sindacalista, è tornata a testimoniare in aula per un processo d’appello bis, dopo che la Cassazione ha annullato l’ultimo verdetto, che aveva assolto l’uomo. La donna nel 2018 denunciò la violenza sessuale da parte di un sindacalista all’aeroporto di Malpensa L’uomo era stato assolto in primo e secondo grado, perché secondo i giudici, in quei “30 secondi” avrebbe potuto opporsi. Ancora una volta la donna ha dovuto testimoniare: questa volta davanti alla Corte milanese (giudici Manzi-Rinaldi-Fasano), assistita dall’avvocato Gionata Bonuccelli. Ha di nuovo risposto alle domande delle parti e dei giudici. “I giudici volevano evidentemente verificare che il suo racconto collidesse con quelli già agli atti e così è stato, anche se la difesa ha cercato di minare la sua credibilità”, ha chiarito il legale di parte civile. “Le domande poste dalla difesa mi hanno fatto sentire sotto accusa, sensazione che le donne vittime di violenza non dovrebbero più provare” ha detto la donna fuori dall’aula. Secondo la Corte d’Appello di Milano, che aveva confermato il verdetto del Tribunale di Busto Arsizio (Varese) del 2022, quei comportamenti dell’uomo non erano stati tali “da porre la persona offesa in una situazione di assoluta impossibilità di sottrarsi alla condotta”. La condotta dell’uomo, sostenevano i giudici, “non ha (senz’altro) vanificato ogni possibile reazione della parte offesa, essendosi protratta per una finestra temporale”, ossia “20-30 secondi”, che “le avrebbe consentito anche di potersi dileguare“. Per la Cassazione, invece, “è chiaro” che la hostess, che si era recata dall’allora sindacalista “per esporre un problema di lavoro era rimasta del tutto disorientata e sguarnita rispetto ai comportamenti dell’uomo”. Tuttavia in questi casi “la giurisprudenza è netta”, perché la “sorpresa” di fronte all’abuso “può essere tale da superare” la “contraria volontà“, causando nella vittima una “impossibilità di difendersi”. Per la Suprema Corte, quindi, il “ritardo nella reazione“, ovvero “nella manifestazione del dissenso”, è “irrilevante” per la “configurazione della violenza sessuale”. “Avevamo concordato l’appuntamento per la possibile causa di lavoro nella palazzina sindacale a Malpensa, ma lui arrivò con un forte ritardo, quando ormai gli uffici erano chiusi e deserti”, ha ripercorso con queste parole la violenza subita il 12 marzo di 8 anni fa. Il 14 maggio interverrà il pg per chiedere la condanna (chiese 3 anni nel primo processo di secondo grado), poi parleranno la parte civile e la difesa con l’avvocato Roberto Donetti. “Io non ho avuto timore a raccontare di nuovo quello che mi è accaduto – ha concluso l’ex hostess – mentre lui in questi anni la sua versione l’ha cambiata spesso“. L'articolo “Le domande poste dalla difesa mi hanno fatto sentire sotto accusa”, la testimonianza dell’ex hostess palpeggiata da un sindacalista proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Olimpiadi Milano-Cortina, l’aereo con il contingente del Qatar ha urtato una torre durante l’atterraggio a Malpensa
L’atterraggio all’aeroporto di Malpensa degli uomini e dei mezzi dello Stato del Qatar, per assistere le forze dell’ordine italiane durante le Olimpiadi di Milano Cortina, non è filato liscio. Un piccolo incidente si è verificato il 26 gennaio, secondo Milano Today, quando allo scalo internazionale sono arrivati “più di 100 operatori, oltre 20 mezzi tra cui i Nissan Patrol e i Thunder della Stark Motor, e tre motoslitte”. È il contingente spedito in Italia (diviso tra Cortina e Milano) dalle agenzie di sicurezza del Qatar. Ad accoglierlo a Malpensa c’erano l’ambasciatore del Qatar in Italia Sultan Saad Sultan Khalaf Al-Muraikhi, il console generale del Qatar a Milano Abdulla Al Zeyara, il prefetto Claudio Sgaraglia, il questore Bruno Megale, il comandante provinciale dei carabinieri di Milano Rodolfo Santovito. Secondo la testata, tuttavia, il velivolo Globemaster III dell’Aeronautica militare del Qatar avrebbe avuto “un atterraggio tutt’altro che morbido. L’aereo ha urtato uno dei piloni delle torri faro che si è spostato e poi messo in sicurezza grazie a una grossa gru – ha scritto Milano Today – Il velivolo stesso è rimasto danneggiato: gli alettoni in coda, che servono a controllare un asse di manovra, hanno riportato danni”. Il sito rimanda alla pagina Instagram “aeroportilombardi”, dove un clip video mostra i danni e la torre inclinata. Nei giorni scorsi erano giunti a Malpensa militari e poliziotti. Già domenica per le vie di Milano hanno sfilato i blindati di Doha, in attesa dell’inizio dei Giochi previsto per il 6 febbraio. L'articolo Olimpiadi Milano-Cortina, l’aereo con il contingente del Qatar ha urtato una torre durante l’atterraggio a Malpensa proviene da Il Fatto Quotidiano.
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