A pochi giorni dal caso di Riccardo, l’11enne costretto a scendere dal bus
perché senza il nuovo biglietto “olimpico” e rientrato a casa a piedi per
diversi chilometri nella neve, c’è stato un momento importante per le parti in
causa. La notizia è stata riportata dal giornalista Alessandro Banchero durante
la trasmissione del 3 febbraio di Uno mattina su Rai 1: l’autista Salvatore
Russotto ha incontrato la famiglia del bambino. Il faccia a faccia è avvenuto a
porte chiuse dopo le polemiche seguite all’episodio avvenuto sulla linea tra
Vodo e San Vito di Cadore, nel Bellunese.
Russotto, che è stato sospeso dalla ditta e non sta percependo lo stipendio, ha
spiegato di aver voluto parlare direttamente con i genitori e ha raccontato: “Ho
incontrato la famiglia, ci siamo stretti la mano”. L’autista ha aggiunto di aver
espresso le proprie scuse e ha definito il colloquio un momento di chiarimento,
dicendo: “Mi sono tolto un peso”. Per i genitori la faccenda è chiusa e hanno
deciso di non intraprendere azioni legali nei confronti dell’uomo. “Ora devo
andare con il sindacato davanti all’azienda e spiegare cos’è successo e poi
saranno loro a decidere se licenziarmi oppure no”, ha spiegato Russotto.
Riccardo, dopo l’accaduto, è tornato alla quotidianità ed è stato invitato a
partecipare alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali, ormai alle
porte. Il caso era emerso a fine gennaio, quando il ragazzino, di ritorno da
scuola, era salito sul pullman con un biglietto ordinario da 2,50 euro. Con
l’introduzione della tariffa speciale da 10 euro legata al periodo olimpico, il
titolo non era stato ritenuto valido. Il conducente gli aveva quindi chiesto di
scendere.
Il bambino aveva proseguito a piedi per circa sei chilometri, lungo la ciclabile
innevata, con temperature sotto zero, impiegando oltre due ore per arrivare a
casa. Una volta rientrato, i familiari avevano riferito che faticava a parlare e
a camminare, con i vestiti bagnati e segni di freddo intenso. Dopo la denuncia
sporta dai genitori, assistiti dalla nonna avvocata, la società di trasporto
Dolomiti Bus aveva avviato accertamenti interni e disposto la sospensione del
dipendente, mentre la procura aveva aperto un fascicolo per chiarire le
responsabilità.
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genitori: “Ci siamo stretti la mano, mi sono tolto un peso” proviene da Il Fatto
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