Nunzio Samuele Calamucci, mente informatica della Equalize di Enrico Pazzali, si
è procurato il “certificato del casellario giudiziale” di Ilaria Salis mentre
l’insegnante brianzola e attivista antifascista si trovava in carcere in
Ungheria. L’11 giugno 2024, tre giorni prima che la donna fosse liberata da
Budapest per rientrare in Italia grazie all’immunità perché eletta
all’Europarlamento con il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Calamucci ha
inviato gli screenshot del casellario penale di Salis a Vincenzo De Marzio, ex
carabiniere del Ros ed ex appartenente ai servizi segreti, accusato dalla
Procura di Milano di associazione a delinquere e accesso abusivo a sistema
informatico nell’inchiesta sulla banda di via Pattari.
La circostanza emerge da una nuova informativa del Raggruppamento Operativo
Speciale – Reparto Anticrimine di Milano, in cui i militari guidati dal
comandante Andrea Ilari notificano al pubblico ministero della Direzione
distrettuale antimafia, Francesco De Tommasi, gli esiti delle analisi sulle
copie forensi di tutti i device di Calamucci, ritenuto l’ideatore del sistema
“Beyond” per realizzare dossier in cui mixare informazioni lecite e altre
acquisite illegalmente. Si tratta complessivamente di 128 Gigabyte di dati,
raccolti in una pen-drive, da cui emergono i rapporti di affari di Equalize in
particolare con grosse società, pubblica e private, e con i più importanti studi
legali d’affari di Milano e d’Italia.
Il casellario penale di Salis risulta acquisito il 16 maggio 2024, mentre
l’eurodeputata di AVS è ancora in cella in Ungheria per aver preso parte a un
presunto pestaggio degli Antifa durante la commemorazione neonazista del “giorno
dell’onore” che ogni anno celebra l’opposizione delle SS all’avanzata
dell’Armata Rossa durante la seconda guerra mondiale. E’ in possesso di
Calamucci e risulta acquisito attraverso la Procura di Roma, riferisce l’agenzia
Lapresse. “Regolarmente pagato” come dimostrerebbe la “marca da bollo”, scrive
il Ros di Milano, ma secondo i militari tuttavia “non emerge altro”, da nessun
dispositivo o dalle chat agli atti, “per capire il motivo” dell’invio del
documento all’ex 007 De Marzio, al centro di molti misteri dell’inchiesta sui
dossieraggi e le cyber spie.
Di certo in quei giorni, a cavallo fra l’11 giugno 2024 e il 14 giugno 2024
(data del rientro di Salis in Italia dopo 466 nelle carceri magiare), iniziano a
essere pubblicati su media e quotidiani notizie e articoli riguardanti i
precedenti penali dell’eurodeputata, più volte denunciata anche da Aler,
l’azienda lombarda per l’edilizia residenziale che gestisce le case popolari in
Lombardia, per la partecipazione a picchetti anti sfratto e occupazioni
abitative.
L'articolo Dossieraggi, il Ros: “Tecnico di Equalize ottenne il certificato
penale di Ilaria Salis mentre era ancora in Ungheria” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
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Il tribunale di Budapest ha condannato a 8 anni di carcere l’attivista tedesca
Maja T. per il suo coinvolgimento, come membro di un’associazione criminale
definita Hammerbande (la banda del martello), in alcune aggressioni ai danni di
membri della scena neonazista ungherese. L’accusa alla 25enne, che si definisce
non binaria, era di tentata lesione personale grave e partecipazione a
un’associazione criminale. Tra il 9 e l’11 febbraio 2023, una ventina di
presunti militanti di estrema sinistra, tra cui Maja T., avrebbe aggredito
persone che avevano preso parte al cosiddetto Giorno dell’Onore, un raduno
annuale commemorativo delle SS tollerato dalle autorità locali. L’attacco
sarebbe stato sferrato in cinque punti di Budapest con l’uso di martelli in
gomma, telescopi e spray al peperoncino. Il bilancio era stato di 9 feriti,
alcuni dei quali avevano riportato ferite gravi. Nello stesso contesto era stata
arrestata l’italiana Ilaria Salis, poi eletta al Parlamento europeo e quindi
coperta dall’immunità.
La procura aveva chiesto 24 anni di carcere per la cittadina tedesca, ma la
difesa aveva respinto le accuse e contestato l’impianto probatorio, ritenuto
carente e problematico. L’impianto accusatorio ruoterebbe attorno a immagini
dell’imputata sullo stesso autobus di una successiva vittima. Il ruolo di Maja
T., secondo l’accusa, si è limitato a un’attività di ricognizione sulle persone
poi aggredite.
Maja T. era stata arrestata a Berlino nel dicembre 2023 e estradata in Ungheria
nel giugno 2024. La Corte Costituzionale tedesca aveva giudicato successivamente
illegittima l’estradizione. Politici di Linke, Verdi e Spd avevano chiesto il
suo ritorno in Germania. Per queste ragioni la difesa aveva definito illegittima
l’estradizione anche alla luce delle condizioni di detenzione e della situazione
dello Stato di diritto nel Paese. A ciò si aggiunge il fatto che Maja T. è
appunto non binaria e le politiche ungheresi in materia sono fortemente
repressive. In segno di protesta contro le condizioni carcerarie, Maja T. ha
intrapreso periodi di sciopero della fame, denunciando isolamento,
videosorveglianza continua e infestazioni di insetti. Le autorità ungheresi
respingono tutte le accuse.
Se la difesa presenterà ricorso, Maja T. rimarrà probabilmente in custodia
cautelare in Ungheria. In caso di conferma della condanna, la pena potrebbe
essere scontata in Germania secondo la legge tedesca e gli accordi
internazionali, previo accordo tra gli Stati coinvolti. Intanto Johann G., il
presunto leader della Hammerbande che avrebbe pianificato gli attacchi a
Budapest, è sotto processo con altri membri del gruppo presso le Corti superiori
di Dresda e Duesseldorf, sia per le violenze ungheresi sia per altri episodi
avvenuti in Germania.
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T.. Era stata arrestata con Ilaria Salis proviene da Il Fatto Quotidiano.