Mario Adinolfi continua il suo percorso di dimagrimento, iniziato poco meno di
un anno fa quando cominciò l’esperienza come naufrago a “L’isola dei famosi”.
Sui social fa sapere: “Oggi sono settanta chili persi dal 3 maggio, data in cui
partii per l’Isola dei Famosi in Honduras e pesavo 227.9 kg”. Il merito, dice
Adinolfi, è del farmaco al quale è ricorso, ma non solo. “Devo molto a sette
mesi di somministrazione di Tirzepatide, oggi da 10 mg, che però va compiuta
sotto stretto controllo medico. Il farmaco non basta” spiega, e aggiunge:
“Servono motivazione personale, sostegno coniugale (è Silvia a girare questo
video), attenzione medica, capacità di sacrificio ma il farmaco aiuta a portare
a casa risultati straordinari”. E conclude: “Sono grato a chi me lo ha
consigliato. E sono grato a voi per il sostegno in questi mesi faticosi, portati
avanti con il sorriso anche grazie al tifo che avete fatto per me”. “A me è
stata restituita la vita” dice nel video che accompagna il post e nel quale si
inietta il farmaco.
LE PAROLE DI MARIO ADINOLFI SUL FARMACO PER DIMAGRIRE
La scorsa estate, di fronte alle tante domande dei follower circa il farmaco,
Adinolfi aveva dato qualche spiegazione in più: “Stampatevi bene in mente queste
cinque parole: non è un farmaco miracoloso. Potete affrontare le iniezioni in
pancia settimanali che letteralmente vi toglieranno l’appetito solo sotto
stretto controllo medico e solo se accetterete due ulteriori condizioni: dieta e
movimento”. Quindi aveva condiviso i “trucchi” da lui adottati per perdere
ulteriormente peso: “Io dalla mia dieta ho progressivamente eliminato pane,
pasta, pizza, fritti, dolci e bibite gassate. Poi cerco di camminare il più
possibile, mi sono spinto oltre i 5.000 passi, quasi 4 km in meno di un’ora”. In
quell’occasione aveva anche rivelato: “Oggi sono cento giorni esatti dall’ultima
pesata che feci sulla piastra per bovini che abbiamo in casa e segnò 227.9 kg”.
Una nuova vita per Mario Adinolfi, dunque, che anche a distanza di mesi è
determinato più che mai a non tornare più indietro.
Video credit: Instagram Mario Adinolfi
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social: “Ho perso 70 chili. Devo molto al farmaco ma da solo non basta” – VIDEO
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I parlamentari passati con Roberto Vannacci sono alla ricerca di un simbolo
presentato alle scorse elezioni per costituire una componente autonoma nel
gruppo Misto. Un escamotage che permetterebbe al neonato partito Futuro
nazionale di incassare i contributi della Camera che, nel loro caso,
ammonterebbero a circa 100mila euro all’anno. In pole position per questo
accordo c’è Mario Adinolfi in contatto con i tre deputati vannacciani per
mettere a disposizione il simbolo del Popolo della famiglia.
La notizia è stata anticipata dal Corriere ed è confermata dallo stesso
Adinolfi: “C’è un dialogo aperto, ho avuto conversazioni con parlamentari di
Vannacci. Il simbolo è noto, è stato presentato alle elezioni del 2018 e del
2022. La presenza di un simbolo che si è presentato alle elezioni precedenti
garantisce il riconoscimento come componente del gruppo Misto, e anche il
riconoscimento in termini di contributi. Stiamo discutendo dei dettagli di
questo passaggio. Comunque il rapporto con Vannacci non è episodico ma
consolidato dalle esperienze recenti insieme alle Regionali”, dice il fondatore
del Popolo della famiglia.
Secondo il regolamento di Montecitorio, infatti, per formare componenti
all’interno del Misto servono almeno tre parlamentari e un simbolo che già è
stato presente nella scheda elettorale della elezioni Politiche. Un numero sul
quale Futuro Nazionale può già contare grazie all’ingresso dell’ex Fdi Emanuele
Pozzolo e dei due ex leghisti RossanoSasso e EdoardoZiello. In caso di
riconoscimento la Camera darebbe un contributo annuo per le attività politiche
di circa 33mila euro a parlamentare. Un espediente già utilizzato in passato:
“Lo fece a suo tempo anche Matteo Renzi quando nacque Italia viva: per creare
una componente usò il simbolo del Partito socialista italiano”, ricorda
Adinolfi, sottolineando che con Roberto Vannacci c’è già stata una
“collaborazione alle Regionali in Toscana e in Emilia Romagna, dove il gruppo
consiliare si chiama Lega-Popolo della famiglia. È una collaborazione non
improvvisata per questa vicenda”. L’ottenere il simbolo in prestito potrebbe
essere utile anche in fase di raccolta firme per la presentazione delle liste
elettorali alle prossime politiche, almeno con questa legge elettorale.
Adinolfi si spinge anche a rilanciare una suggestione: l’idea di un tridente
politico con Roberto Vannacci e Fabrizio Corona. “Non era una boutade”, tiene a
precisare: “Sono assolutamente convinto che Corona sarebbe una ricchezza per il
sistema politico, che abbia voglia di fare politica. Mettere insieme persone con
un grande ego, e non escludo il mio, è difficilissimo. Credo però – aggiunge –
che sia intelligente capire che Corona ha un consenso molto ampio in un ambito,
io ho una radice con il mondo cattolico abbastanza coltivata in questi dieci
anni e Vannacci ha presa sull’elettorato, contabilizzata già dal numero di
preferenze avute alle Europee”. “Sarebbe sciocco tenere divise queste energie
nuove rispetto al quadro delle ultime politiche”, sottolinea Adinolfi, chiarendo
di aver spiegato, nelle sue interlocuzioni con i parlamentari di Futuro
nazionale, di essere “interessato a un progetto politico più ampio rispetto al
favore che faccio a un piccolo partito al quale non sono iscritto ma di cui
condivido molti principi”.
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(e avere 100mila euro di contributi l’anno) proviene da Il Fatto Quotidiano.