“Come si fa a non essere d’accordo con delle robe che scrivo da quattro anni
solo perché le dice Vannacci. Petrolio e gas? Ma perché dobbiamo pagare
l’energia più cara, rinunciando a quella russa e scegliendo di prenderla da
Paesi che sono altrettanto o più autocratici della Russia?”. Lo ha detto il
direttore de il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, ad Accordi&Disaccordi, il
programma sul Nove condotto da Luca Sommi.
“Dobbiamo finirla con questo moralismo autolesionistico” ha detto Travaglio,
citando anche l’Azerbaijan e “la pulizia etnica compiuta in Nagorno-Karabakh”.
“La sfiga vuole che petrolio e gas siano quasi tutti in Paesi autocratici. O non
li prendiamo più, e torniamo alla candela, oppure li compriamo a chi ce li dà al
prezzo migliore”.
L'articolo Travaglio sul Nove: “Petrolio e gas? Non lo prendiamo dalla Russia ma
da autocrazie peggiori, il nostro è moralismo autolesionistico” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Tag - Roberto Vannacci
Nessun invito ufficiale a Roberto Vannacci da parte della Rai. È quanto fanno
sapere fonti vicine a Viale Mazzini dopo le indiscrezioni sulla possibile
presenza del generale all’Ariston. Eppure, qualche giorno prima dell’inizio
della kermesse, il leader di Futuro Nazionale aveva lasciato intendere
tutt’altro. “Ci sono stato anche l’anno scorso, perché mi avevano invitato. Mi
hanno invitato anche quest’anno per la serata del 27, e domani avrò delle
riunioni di natura politica in Liguria”, aveva dichiarato all’Ansa. E
l’europarlamentare è stato in effetti avvistato nella cittadina ligure ieri, 26
febbraio, mentre presenziava a un aperitivo organizzato dalla regione Piemonte.
Una conferma della sua presenza in platea questa sera?
“TRA SAYF E VANNACCI? STASERA PARLIAMO DI SAYF, SENZA DUBBIO”
Il “caso Vannacci” è tornato anche in conferenza stampa, oggi 27 febbraio, dove
al governatore della Liguria Marco Bucci è stato chiesto cosa farebbe in caso di
incontro con il generale: “Se incontro Vannacci? Non sapevo fosse in platea
stasera, non ho mai parlato con il generale Vannacci. Se lo incontro lo saluto
volentieri e gli dico ‘benvenuto in Liguria’, come a tutti quelli che vengono in
Liguria. Stasera penso ci saranno anche altre persone, quindi a tutti quelli che
incontro dico ‘benvenuto in Liguria, hai mangiato la focaccia? Se vuoi c’è una
pasta al pesto per te’“.
Poi, sulla proposta politica del generale: “Non ne sono assolutamente a
conoscenza, non ho passato il tempo per studiarla e soprattutto faccio
l’amministratore, ho un’altra cosa da fare”. E chiosa finale, riportando il
focus sul Festival: “Tra Sayf e Vannacci? Stasera parliamo di Sayf, senza
dubbio”, ha concluso il governatore, con riferimento alle origini genovesi del
cantante in gara.
L'articolo Vannacci in platea a Sanremo? La Rai dice “nessun invito ufficiale”
ma il generale è già nella cittadina ligure. Il governatore Bucci: “Se lo
incontro? Gli dico ‘benvenuto in Liguria’ come dico a tutti” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
La campagna acquisti di Forza Italia in Regione Lombardia ha numeri record: nel
2023, a inizio legislatura, i consiglieri erano soltanto 6, oggi la truppa è
quasi raddoppiata, contando 11 consiglieri. L’ultimo arrivo, a sorpresa, è di
questa mattina e scongiura lo sbarco in Regione di Futuro Nazionale, il partito
di Roberto Vannacci. Già, perché a entrare in Forza Italia è l’ex assessora
Barbara Mazzali, per giorni tentata anche dall’avventura col Generale
fuoriuscito dalla Lega.
Un’ipotesi che avrebbe creato parecchi problemi in maggioranza, visto che il
presidente Attilio Fontana non ha mai fatto mistero di essere molto lontano
dalle posizioni di Vannacci. Meglio così, allora, anche se l’ingresso di Mazzali
in Forza Italia non è privo di conseguenze politiche. Anzi. Il primo segnale è
un campanello d’allarme in Fratelli d’Italia. Mazzali lascia il partito dopo
anni di militanza e una grande delusione, visto che a ottobre FdI le aveva tolto
la poltrona da assessora al Turismo per assicurarla a Deborah Massari, figlia di
Iginio, maestro della pasticceria. In molti tra i meloniani avevano storto il
naso perché Massari non ha alcuna esperienza in politica ed è stata favorita
dagli ottimi rapporti con Arianna Meloni, sorella della premier Giorgia. Per
qualche mese Mazzali ha covato la rabbia guardandosi intorno. Poi è arrivata la
proposta di FI, in fase di gran rilancio in Lombardia: “Siamo felici della
scelta – esulta il segretario regionale Alessandro Sorte – si tratta di una
figura di riconosciuto consenso, che in più tornate elettorali ha dimostrato
competenza, credibilità e un forte radicamento sul territorio lombardo”. E non è
finita, perché Sorte giura che “nelle prossime settimane ci saranno altri
ingressi”.
La prospettiva preoccupa gli alleati in Regione. Da almeno un anno Forza Italia
vorrebbe un rimpasto in Regione per riequilibrare i pesi, visto che nel
frattempo la rappresentanza in Consiglio è quasi raddoppiata. Fontana però si è
sempre opposto, e così la sfida si sposta sull’obiettivo più immediato, ovvero
le commissioni del Consiglio regionale. Prassi vuole che a metà legislatura la
maggioranza si metta al tavolo per fare un tagliando sugli incarichi nelle
commissioni (presidenze e vice-presidenze), intervenendo con qualche
aggiustamento dove necessario. La metà della legislatura è passata da un pezzo
(siamo a 3 anni su 5) ma non c’è stata traccia di rimescolamenti. L’arrivo di
Mazzali potrà servire ai forzisti a battere cassa.
L'articolo Regione Lombardia, continua la campagna acquisti di Forza Italia: da
Fdi arriva Barbara Mazzali. Ora il partito azzurro batterà cassa? proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Le ripercussioni dello scisma vannacciano arrivano anche a Bruxelles. Con una
conferenza stampa, il leader del nuovo partito Futuro Nazionale ha annunciato la
propria fuoriuscita dal gruppo europeo dei Patrioti, che tra i suoi banchi
ospita la Lega, per entrare in quello, ancora più estremo, di Europa delle
Nazioni Sovrane (Esn), famiglia formata in larga maggioranza da eurodeputati
appartenenti alla formazione di estrema destra tedesca Alternative für
Deutschland. “È un onore, mi riconosco totalmente nei principi e ideali di
questo gruppo”, ha commentato il generale nel corso dell’annuncio alla stampa.
Questi principi, spiega ancora l’ormai ex leghista eletto all’Eurocamera proprio
tra le fila del Carroccio, vedono “prevalere la sovranità nazionale sul
federalismo europeo che si vorrebbe raggiungere cancellando quelle che sono le
identità delle nostre nazioni, il principio che vuole proteggere le identità dei
popoli europei e delle tradizioni greco-romane europee, il principio della
semplificazione burocratica nell’economia dei nostri Stati, di uno Stato che sia
meno incombente, che tassi di meno le popolazioni e che dia libero sfogo alle
eccellenze che da sempre hanno caratterizzato l’Europa e le sue splendide
azioni. Il principio che vuole negare il Green Deal, la peggiore truffa che
l’Europa abbia subito dal dopoguerra a oggi e che ha desertificato le nostre
industrie, le ha delocalizzate e ci ha reso più poveri e più instabili. E
soprattutto una posizione chiara su quello che è stato un fenomeno di massa
degli ultimi anni, quello dell’immigrazione, che non è solamente l’importazione
di forza lavoro, che poi va in qualche modo a delegittimare o a sostituire la
forza lavoro che invece è presente ed è qualificata nelle nostre nazioni, ma è
anche l’importazione di altre culture, altre civiltà che non sono compatibili
con la nostra”.
Un programma elettorale il suo che, in parte, coincide proprio con quello della
Lega. Motivo per cui una delle domande poste affronta proprio le motivazioni
della sua decisione. E Vannacci spiega le differenze, a suo parere, tra la
dimensione italiana e quella europea: la Lega, dice, è stata “coerente” a
livello Ue nella linea riguardo all’Ucraina, ma “incoerente” in Italia. Vannacci
ha ricordato di aver votato contro il prestito Ue all’Ucraina “già nei tempi
passati. La mia posizione al riguardo è supportata da un ragionamento, ossia che
sono quattro anni che noi continuiamo a perseguire una strategia che non ha
portato a niente. La guerra è ancora in corso, l’esercito russo continua ad
avanzare, lentamente ma inesorabilmente, sul territorio ucraino e questa
strategia di continuare a consegnare armi e risorse infinite, che spesso non
vanno dove dovrebbero andare, all’Ucraina si è dimostrata una strategia
perdente“. Secondo il generale, l’unica alternativa se si vuol sconfiggere la
Russia è quella di “far entrare in guerra la Nato e l’Unione europea contro i
russi e quindi mandare i nostri figli a combattere in Donbass e a morire per
Kiev. E questo non penso che sia un’alternativa che i popoli europei prendano in
considerazione. Tenuta in considerazione questa realtà, noi dobbiamo ad ogni
modo e ad ogni costo sviluppare relazioni diplomatiche per giungere alla pace il
più presto possibile, perché la pace di oggi ci costerà, ma ci costerà meno
della pace di domani. Vorrei far notare che la Lega, all’interno dei Patrioti,
nell’ultimo anno e mezzo ha sempre votato contro le armi all’Ucraina e contro il
sostegno indiscriminato, anche economico, che l’Europa voleva dare all’Ucraina.
Ha votato contro anche all’istituzione” di un prestito da “90 miliardi di euro
che oggi è bloccato per l’apposizione di due Stati sovrani”, Ungheria e
Slovacchia. Quindi, prosegue, “questa posizione in Europa è coerente.
L’incoerenza si è verificata in Italia, dove invece al momento della firma del
decreto per la consegna delle armi all’Ucraina e del sostegno economico la Lega
ha votato a favore. Questo è stato uno degli episodi che mi ha portato ad uscire
da quel partito, ma non è il solo”. E a questo punto parla di “una incoerenza
generale su molte posizioni, dalla Fornero alla difesa della famiglia
tradizionale come base della società occidentale, a tantissime altre posizioni
che, se da una parte venivano esternate con grande chiarezza, dall’altra poi non
trovavano riscontro nei voti”.
Insieme a lui, a ufficializzare l’entrata in Esn c’era il presidente del gruppo,
il tedesco René Aust: “Per noi è un grande onore poterti accogliere nel nostro
gruppo e puntiamo su una eccellente collaborazione – ha dichiarato – Avremmo
accolto solo deputati fedeli ai loro principi e non c’è dubbio in questo caso.
Nelle prossime settimane e mesi questa resterà la situazione per fare un lavoro
importante al Parlamento europeo e in patria. Abbiamo discusso su punti comuni e
differenze e il risultato è che abbiamo pochissime differenze ma possiamo
trovare un denominatore comunque per la politica economica e migratoria”.
Dopo i ringraziamenti reciproci, Vannacci si concede un ultimo commento quando
gli viene fatto notare che ai sondaggi il suo neonato partito è dato già al 4%:
un risultato che “rincuora“, ha commentato. “Le percentuali mi interessano fino
a un certo punto. Non ne faccio una questione di riuscita o di fallimento, ma in
qualche modo sono rincuorato. Un partito che ancora deve esistere, che deve
ancora tenere la sua assemblea costituente, che è dato alla soglia del
4%…caspita! Ditemi un’altra realtà in cui ciò sia avvenuto”.
L'articolo Vannacci esce dal gruppo dei Patrioti in Ue. Ufficializzata l’entrata
nei Sovranisti guidati da AfD proviene da Il Fatto Quotidiano.
I parlamentari passati con Roberto Vannacci sono alla ricerca di un simbolo
presentato alle scorse elezioni per costituire una componente autonoma nel
gruppo Misto. Un escamotage che permetterebbe al neonato partito Futuro
nazionale di incassare i contributi della Camera che, nel loro caso,
ammonterebbero a circa 100mila euro all’anno. In pole position per questo
accordo c’è Mario Adinolfi in contatto con i tre deputati vannacciani per
mettere a disposizione il simbolo del Popolo della famiglia.
La notizia è stata anticipata dal Corriere ed è confermata dallo stesso
Adinolfi: “C’è un dialogo aperto, ho avuto conversazioni con parlamentari di
Vannacci. Il simbolo è noto, è stato presentato alle elezioni del 2018 e del
2022. La presenza di un simbolo che si è presentato alle elezioni precedenti
garantisce il riconoscimento come componente del gruppo Misto, e anche il
riconoscimento in termini di contributi. Stiamo discutendo dei dettagli di
questo passaggio. Comunque il rapporto con Vannacci non è episodico ma
consolidato dalle esperienze recenti insieme alle Regionali”, dice il fondatore
del Popolo della famiglia.
Secondo il regolamento di Montecitorio, infatti, per formare componenti
all’interno del Misto servono almeno tre parlamentari e un simbolo che già è
stato presente nella scheda elettorale della elezioni Politiche. Un numero sul
quale Futuro Nazionale può già contare grazie all’ingresso dell’ex Fdi Emanuele
Pozzolo e dei due ex leghisti RossanoSasso e EdoardoZiello. In caso di
riconoscimento la Camera darebbe un contributo annuo per le attività politiche
di circa 33mila euro a parlamentare. Un espediente già utilizzato in passato:
“Lo fece a suo tempo anche Matteo Renzi quando nacque Italia viva: per creare
una componente usò il simbolo del Partito socialista italiano”, ricorda
Adinolfi, sottolineando che con Roberto Vannacci c’è già stata una
“collaborazione alle Regionali in Toscana e in Emilia Romagna, dove il gruppo
consiliare si chiama Lega-Popolo della famiglia. È una collaborazione non
improvvisata per questa vicenda”. L’ottenere il simbolo in prestito potrebbe
essere utile anche in fase di raccolta firme per la presentazione delle liste
elettorali alle prossime politiche, almeno con questa legge elettorale.
Adinolfi si spinge anche a rilanciare una suggestione: l’idea di un tridente
politico con Roberto Vannacci e Fabrizio Corona. “Non era una boutade”, tiene a
precisare: “Sono assolutamente convinto che Corona sarebbe una ricchezza per il
sistema politico, che abbia voglia di fare politica. Mettere insieme persone con
un grande ego, e non escludo il mio, è difficilissimo. Credo però – aggiunge –
che sia intelligente capire che Corona ha un consenso molto ampio in un ambito,
io ho una radice con il mondo cattolico abbastanza coltivata in questi dieci
anni e Vannacci ha presa sull’elettorato, contabilizzata già dal numero di
preferenze avute alle Europee”. “Sarebbe sciocco tenere divise queste energie
nuove rispetto al quadro delle ultime politiche”, sottolinea Adinolfi, chiarendo
di aver spiegato, nelle sue interlocuzioni con i parlamentari di Futuro
nazionale, di essere “interessato a un progetto politico più ampio rispetto al
favore che faccio a un piccolo partito al quale non sono iscritto ma di cui
condivido molti principi”.
L'articolo Dialogo tra Vannacci e Adinolfi per creare una componente alla Camera
(e avere 100mila euro di contributi l’anno) proviene da Il Fatto Quotidiano.
Avevano “sfidato” il governo, in particolare i parlamentari della Lega, con un
emendamento per fermare l’invio di armi a Kiev. Alla fine, però, i tre deputati
che hanno seguito Roberto Vannacci nel suo nuovo partito Futuro Nazionale,
votano Sì alla fiducia al governo, posta sul decreto che proroga l’invio di
nuove forniture ed equipaggiamenti militari all’Ucraina. A Montecitorio il
provvedimento passa con 207 voti favorevoli, 119 contrari e 4 astenuti. Il
governo aveva posto la fiducia proprio per impedire che si votasse l’emendamento
dei vannacciani: ““Non è un modo per scappare da una crisi interna, ma semmai di
evidenziarla ancora di più”, ha dichiarato in Aula il ministro della Difesa,
Guido Crosetto motivando così la decisione.
Ad annunciare il Sì di Emanuele Pozzolo e dei due ex leghisti Rossano Sasso e
Edoardo Ziello è stato lo stesso generale: “Voteremo a favore della fiducia
perché questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo
contrari, ma serve per delimitare un perimetro politico funzionale a permettere
ai partiti di scegliere dove collocarsi e un partito di Destra come Futuro
Nazionale sa bene dove stare“. Così Vannacci – dopo avere definito Matteo
Salvini un “traditore” perché “su armi a Kiev e legge Fornero si mette in
posizione prona“ – dà indicazione ai tre deputati di votare a favore. “Non ci
prestiamo ai giochini di chi vorrebbe addossarci l’etichetta di essere insieme
ai Bonelli, Fratoianni, Renzi, Conte e Schlein di turno, ma, al contempo, non
rinunciamo alla nostra identità”, dice l’ex paracadutista che si limita a
indicare ai suoi di mantenere gli ordini del giorno che contengono l’impegno ad
interrompere le forniture di armi a Zelensky.
“Futuro nazionale oggi ha dimostrato di essere un interlocutore serio ed
attendibile per il centrodestra”, ha dichiarato il deputato Sasso in un punto
stampa alla Camera insieme a Ziello e Pozzolo. “La linea politica la decide la
maggioranza e il governo, se qualcuno fa delle dichiarazioni e poi quando c’è da
votare vota quello che noi proponiamo siamo contenti”, aveva detto martedì il
responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli. Sui
deputati vicini a Vannacci è intervenuto anche il vicepremier Antonio Tajani:
cercano un dialogo con il centrodestra? “C’è stata una microscissione, deve
essere la Lega a decidere, la parola finale spetta a loro. Da un punto di vista
culturale, ideologico e valoriale, Forza Italia non ha molti punti di contatto
con questa nuova formazione”, ha detto il leader azzurro.
Intanto dalle opposizioni arrivano numerose critiche alla presa di posizione dei
tre uomini del generale: “I Vannacciani votano la fiducia al governo Meloni?
Come in un celebre film, verrebbe da dire che sono già su Marte. Praticamente
sono scappati prima di arrivare. È vergognoso vedere come nella maggioranza di
governo stiano usando la tragedia del conflitto ucraino per questa guerra
intestina e di poltrone”, dichiara in una nota Francesco Silvestri, deputato
M5S. Italia viva, Azione, +Europa e Pd votano contro la fiducia posta dal
governo ma Sì al decreto. Da Avs e M5s, invece, doppio No. I gruppi di 5 stelle
e Alleanza Verdi-Sinistra hanno anche deciso di votare No agli ordini del giorno
dei parlamentari di Futuro nazionale, che chiedono lo stop all’invio di armi in
Ucraina. Entrambi i gruppi hanno propri ordini del giorno che, con contenuti
diversi, chiedono comunque l’interruzione degli aiuti militari a Kiev.
L'articolo Armi all’Ucraina, la Camera approva la fiducia: a votare Sì anche i
tre deputati vannacciani proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ci sono “la lotta coraggiosa ai progetti di creazione del nuovo senso comune
costruiti su ideologia gender, ideologia woke, cancel culture, immigrazionismo”
e la “difesa non negoziabile della sanità, del lavoro, degli alloggi di edilizia
residenziale pubblica, delle forze armate, delle forze dell’ordine e della
famiglia naturale formata da un uomo e da una donna” tra i pilastri elencati
nello statuto in 56 articoli di Futuro Nazionale, il neopartito di Roberto
Vannacci, firmato nei giorni scorsi davanti a un notaio in Toscana.
Il documento indica cinque soci fondatori di cui Vannacci è presidente nazionale
con un mandato di tre anni, con il compito tra l’altro di convocare il congresso
nazionale. Il mandato può interrompersi anticipatamente solo per dimissioni,
impedimento permanente o approvazione di una mozione di sfiducia sottoscritta
dai due terzi dei componenti dell’esecutivo nazionale, cosa che comporterebbe la
nomina di un Commissario Nazionale reggente. Gli altri soci sono Massimiliano
Simoni, ex consigliere leghista nella regione Toscana, nel ruolo di coordinatore
nazionale, i deputati ex leghisti Edoardo Ziello (responsabile organizzativo
nazionale) e Rossano Sasso (che ha la delega per il sud Italia) e Annamaria
Frigo, responsabile del tesseramento nazionale.
Il generale rimanda alle “radici fondamentali”, da cui, viene spiegato
discendono i valori, elencati a partire dall”‘identità tradizionale italiana,
radicata nel diritto romano, nel pensiero greco, nell’eroismo romano e
cavalleresco e nella mirabile sintesi di questi operata dalla civiltà
cristiana“. Fnv, questa la sigla del partito, rivendica poi “la cultura, la
tradizione e la storia dei nostri popoli, nella quale gesta, figure e vicende da
ricordare hanno contribuito alla definizione dell’identità delle comunità
locali, dei campanili, delle regioni così come della comune appartenenza alla
Nazione Italiana”.
Vannacci parla dell’Italia come “‘Patria delle piccole patrie‘, di specificità
che declinano in molteplici e differenti modi, di territorio in territorio, ciò
che nei secoli ha fatto grande l’Italia davanti all’Europa e al mondo”. Per il
fondatore di Fnv bisogna schierarsi “a difesa a spada tratta delle radici
dell’Italia e del popolo italiano, dei confini del territorio nazionale, della
coesione valoriale e culturale come elemento imprescindibile di appartenenza
alla cittadinanza, non potendo quest’ultima essere ridotta al mero rispetto
formale delle leggi né, tantomeno, al corretto espletamento di procedure
burocratiche”.
Previsti tre tipi di tessere: per i simpatizzanti (senza voto) e per i soci
ordinari e onorari (entrambi con diritto di voto). Lo statuto – da quanto si
apprende – prevede anche che, dopo il primo congresso nazionale da tenere
obbligatoriamente entro tre anni, dovranno partire quelli regionali, provinciali
e comunali.
L'articolo Lo statuto di Futuro nazionale di Vannacci: “Lotta a ideologia
gender, woke e immigrazionismo” e difesa dell'”identità tradizionale italiana”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Sto pensando a tante cose sul mio posizionamento europeo. Il mio supporto ad
Alternative für Deutschland rimane. È un partito sovranista europeo. Peraltro,
il partito che oggi, secondo i sondaggi, sembrerebbe essere il primo partito in
Germania, è al 29%, quasi al 30% di consenso”. Lo ha detto l’eurodeputato e
leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, parlando alla stampa a Strasburgo.
“Sono persone e politici che portano avanti molti dei temi che stiamo
promuovendo in Italia, in Francia, in Polonia, in Ungheria, nella Repubblica
Ceca e in Spagna, e che rappresentano quell’area conservatrice europea
sovranista, che ritiene che questa Europa, così come è stata concepita come
Unione europea, abbia fallito e che vuole tornare all’Europa dei popoli e delle
nazioni sovrane”, aggiunge Vannacci.
L'articolo Vannacci a Strasburgo guarda all’estrema destra di Afd: “Li
sosteniamo. Io filo-Putin? No, pro Italia e pro Europa” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Per porre la questione di fiducia a Montecitorio sul decreto che autorizza aiuti
all’Ucraina per l’anno in corso, sostegno ovviamente anche militare, si è
presentato in Aula il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha così
motivato la decisione da parte del governo: “Non è un modo per scappare da una
crisi interna, ma semmai di evidenziarla ancora di più”. La questione di fiducia
fa decadere gli emendamenti proposti dai tre deputati di Futuro nazionale, il
neonato partito guidato da Roberto Vannacci. Proposte di modifiche al decreto
che avrebbero potuto evidenziare crepe all’interno del centrodestra in
Parlamento. Uno di loro, l’ex Lega Edoardo Ziello ha criticato la scelta
dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e polemizza sulla coerenza del suo ex
segretario di partito. “Coerenza – afferma Ziello – che sta a Salvini
esattamente come la puntualità dei treni di Trenitalia che lui dovrebbe gestire
come ministro dei Trasporti”.
A gettare acqua sul fuoco è il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia,
Giovanni Donzelli che sull’Ucraina a ilfattoquotidiano.it afferma: “Non siamo
disposti a governare senza far tenere all’Italia una posizione lineare, chiara e
netta di cui tutti gli italiani sono orgogliosi”. Questa la motivazione che dà
Donzelli della fiducia posta oggi alla Camera. Domani dunque si voterà sia il
decreto, sia la fiducia al governo. I vannacciani, con tanto di striscione,
hanno improvvisato un sit-in fuori dalla Camera. Di certo non voteranno il
decreto, ma ancora non hanno deciso se votare la fiducia al governo Meloni. Se
lo facessero – per Donzelli – non c’è problema nonostante le posizioni che hanno
espresso di netta contrarietà all’invio di nuovi armamenti in favore di Kiev:
“Tre parlamentari non hanno alcun tipo d’influenza”. Ma il problema non sono tre
parlamentari, ma quello che proponevano si votasse in Aula, che avrebbe avuto
sicuramente il parere contrario del governo, ma che avrebbe potuto avere il voto
favorevole di altri esponenti della Lega, manifestando in maniera evidente
distinguo su un tema così delicato per il governo Meloni. Ma Donzelli insiste:
“La linea politica la decide la maggioranza e il governo, se qualcuno fa delle
dichiarazioni e poi quando c’è da votare vota quello che noi proponiamo siamo
contenti”.
L'articolo Crosetto ai tre deputati di Vannacci: “Fiducia su decreto Ucraina per
evidenziare crisi”. Donzelli: “Se votano sì sono in maggioranza” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Tensione alle stelle a L’aria che tira (La7) tra il leader di Azione, Carlo
Calenda, e l’europarlamentare Roberto Vannacci, fondatore di Futuro Nazionale.
La polemica esplode quando l’ex leghista ribadisce la sua posizione sulla
necessità di porre fine alla guerra in Ucraina, scatenando il dissenso in
studio: “Prolungare questa guerra, continuando a dare armi e sostegno economico
incondizionato all’Ucraina, non fa bene all’Ucraina perché l’esercito russo sta
continuando inesorabilmente ad avanzare. Più si allunga la guerra e più si
allunga la sofferenza del popolo ucraino e la pace di oggi ci costerà
sicuramente di meno della pace di domani”.
Calenda ovviamente non concorda e ribatte duramente: “Gli ucraini combattono per
la propria patria, concetto che a un ex generale dovrebbe essere chiaro. Non
combattono per procura, chiedono di combattere. E lo stanno facendo con una
grande lezione di coraggio”.
Poi l’affondo: “Io, però, riconosco al generale Vannacci, ma da quando era in
Russia come militare, una coerenza, perché lui ha sempre supportato la Russia.
Poi uno si può domandare come sia finito un generale appartenente a un paese
della Nato a sostenere la Russia. Penso che abbiamo un problema di gestione dei
curriculum delle forze armate. Ma lui è sempre stato coerente, lui è pro Putin –
rincara – Riconosco l’assoluta fedeltà del generale Vannacci a Putin. Poi c’è un
articolo del codice penale, che purtroppo io non posso applicare e che si chiama
‘intelligenza con lo ‘straniero’. Io ci darei uno sguardo in più”.
“Comincio col replicare al re Mida al contrario, cioè all’onorevole Calenda –
risponde Vannacci – No, non sono assolutamente pro Putin, né pro Russia, io sono
pro Italia e pro Europa. E siccome le spese di questa guerra, oltre che pagarle
gli ucraini chiaramente, le paga l’Europa a tutto tondo, sia con il prezzo
dell’energia e delle materie prime che è andato alle stelle, con le famiglie che
non pagano più le bollette a fine mese, ma anche con l’invio di soldi a qualcuno
che poi ci compra i cessi d’oro, le ville di lusso e gli yacht e magari ci passa
anche qualche serata con qualche prostituta. Allora, ritengo che questi soldi e
questi armi siano inopportuni”.
E aggiunge: “L’esito della guerra in Ucraina è ormai stabilito, peraltro sono
quattro anni che noi continuiamo con questa strategia, che non ha dato alcun
risultato. Se Calenda vuole andare a combattere, prenda lo zaino, prenda il
fucile, prenda gli scarponi e vada ad aiutare gli ucraini“.
Furibonda la controreplica di Calenda: “Vannacci, noi ti abbiamo pagato lo
stipendio per anni per difendere l’Italia, cioè la cosa che stanno facendo gli
ucraini dalla Russia. Se uno che non capisce questo, vuol dire che gli abbiamo
dato un sacco di soldi ad minchiam, perché uno che non comprende che difendere
la propria patria è un fatto fondamentale per una persona che è stata
nell’esercito, vuol dire che noi abbiamo speso un sacco di soldi per uno che, se
avesse avuto un invasore di fronte, se la sarebbe fatta sotto e sarebbe
scappato“.
E chiosa, prima di salutare tutti e di abbandonare il collegamento: “Gli ucraini
non chiedono a nessuno di andare a combattere per loro, chiedono di avere le
armi per combattere per noi. E quindi, quando ne parla, lo faccia con rispetto,
perché hanno un senso della patria che lei, dopo tutte queste X, queste cazzate
su patria, onore, eccetera, eccetera, dimostra di non avere. Lei è il patriota
di Putin. E, come tale, un traditore della patria. Questo è lei, signor
Vannacci.”.
L’europarlamentare commenta: “Calenda certamente non mi insegna come essere
patriota, lui che ha trasformato in qualcosa di indicibile qualsiasi cosa che
abbia toccato”.
L'articolo Lite Calenda-Vannacci: “Traditore, lei è il patriota di Putin”.
“Prenda il fucile e vada ad aiutare gli ucraini”. Su La7 proviene da Il Fatto
Quotidiano.