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Vannacci: “Il mio partito al 4%? Mica male. Salvini? Lealtà non vuol dire obbedienza cieca”
“Nei giorni pari la Lega si opponeva all’invio di armi in Ucraina, nei giorni dispari vota a favore dell’invio. Nei giorni pari si professa identitaria, in quelli dispari liberale e progressista, come vuole Zaia. Ecco perché me ne sono andato”. Lo ha detto l’ex generale Roberto Vannacci, in conferenza stampa a Modena, dopo l’addio al Carroccio. “Il mio partito viene dato al 4,2% dai sondaggisti? Mica male per un soggetto politico che ancora non esiste”. L'articolo Vannacci: “Il mio partito al 4%? Mica male. Salvini? Lealtà non vuol dire obbedienza cieca” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Roberto Vannacci
Vannacci attacca Salvini: “È lui il traditore. Su armi a Kiev e legge Fornero si mette in posizione prona”
Fresco di divorzio dalla Lega, Roberto Vannacci sceglie un evento a Modena sulla remigrazione come prima uscita pubblica per lanciare il suo nuovo partito Futuro Nazionale. Ed è a Matteo Salvini che il generale dedica le sue prime parole, tutt’altro che concilianti: “Io sleale? È lui che ha tradito le promesse“, incalza Vannacci in un colloquio con Repubblica prima della conferenza. “È stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un’altra direzione“. Così elenca i temi da lui contestati: “Non solo sulle armi all’Ucraina, ma anche sulla legge Fornero. Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma”. Arrivato a Modena, l’europarlamentare spiega i motivi della sua decisione di dire addio alla Lega che lo ha candidato nel 2024 e del quale era stato nominato meno di un anno fa anche vicesegretario: “Lealtà non vuol dire obbedienza cieca e assoluta, onore non vuol dire immobilismo, disciplina non significa rifiutarsi di pensare. Io sono rimasto fedele: sono stato eletto non perché ero un politico, ma perché avevo scritto un libro” su certi valori. Il riferimento evidente è alle parole di ieri di Salvini: “Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa”, aveva scritto in un posto il vicepremier che lo ha definito un “ingrato“. “La Lega mi aveva portato come persona che portava principi, valori e ideali. Nel momento in cui non vengono rispettati non rimango in un contenitore che tradisce la mia identità“, spiega l’ex paracadutista in conferenza stampa. “Io non ho preso nessun taxi. Evidentemente il taxi ha cambiato direzione, a me interessa arrivare alla meta. Sono sceso da questo taxi, procedo a piedi con lo zaino, bussola e cartina”, ha aggiunto. Così lancia il suo Futuro Nazionale: “Un partito come quello che mi approccio a fondare – precisa – è interlocutore naturale della destra. Presenta principi valori e ideali portati avanti. Forse qualcuno se n’è dimenticato, che predica qualcosa e poi vota altro”. Così dice che con il suo nuovo partito vuole fungere “da sveglia, adunata del mattino” per il centrodestra. Forse con gli squilli di tromba “qualcuno si sveglia e dice ‘abbiamo preso una direzione sbagliata meglio tornare sui passi che avevamo promesso agli elettori'”, ha aggiunto. Cita anche le stime del primo sondaggio di YouTrend per SkyTg24: “Presentava qualcosa che ancora non esiste al 4,2%, mica male come rampa di lancio. Significa che c’è qualcuno che apprezza i valori del mio partito che ho specificato nel mio manifesto”, commenta. L'articolo Vannacci attacca Salvini: “È lui il traditore. Su armi a Kiev e legge Fornero si mette in posizione prona” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Salvini: “L’addio di Vannacci? Oggi la Lega è più forte. Ho visto tanti ingrati passare da qui”
“Per me il capitolo è chiuso. Ho la tessera della Lega dal 1991 e quindi ne ho visti tanti, anche alcuni che non hanno mantenuto la parola e gli impegni, ingrati”. Matteo Salvini, nel corso di una conferenza stampa sul referendum della giustizia alla Camera risponde a quattro domande concesse dallo staff. Due riguardano, ovviamente il caso del giorno. “Quelli di Vannacci sono 500mila voti della Lega, non porta via niente. Dispiace umanamente, ma non preoccupa”. Ma il leader della Lega, alla domanda su una sua eventuale autocritica per aver portato Vannacci nella Lega, rilancia. “Gli abbiamo spalancato le porte di casa quando tutti lo attaccavano. Il ringraziamento è stato ‘mi tengo il posto, arrivederci’. Finito, capitolo chiuso. La Lega è la Lega. C’era prima, c’è più forte oggi. Non porto rancore, ognuno fa le sue scelte, io mi tengo ben stretta la mia comunità”, ha concluso il ministro delle Infrastrutture e trasporti e vicepresidente del Consiglio. L'articolo Salvini: “L’addio di Vannacci? Oggi la Lega è più forte. Ho visto tanti ingrati passare da qui” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Vannacci si fa vedere in questo modo virile… Sarà come Mussolini? Sarebbe da capire, perché ha a che fare con l’insicurezza”: le parole di Marina La Rosa a E’ sempre cartabianca e l’imbarazzo in studio
“Vannacci danneggerà più Salvini o Meloni?“, ha chiesto Bianca Berlinguer a Marina La Rosa, ex concorrente del Grande Fratello e opinionista del talk di Rete 4 “È sempre CartaBianca“. Un tema di stretta attualità, dopo la rottura tra il Generale e la Lega, ma La Rosa ha deciso di soffermandosi su altri aspetti e paragoni: “Vorrei dire solo una cosa su questi movimenti autoritari, come quello ci si approccerà a fare che è Futuro Nazionale, in realtà mascherano spesso questa insicurezza con una enfasi muscolare, non a caso Mussolini per esempio si faceva ritrarre a petto nudo per mostrare i muscoli”. “Anche Vannacci si fa vedere in questo modo virile, ci sono tutte queste analogie non casuali come questo forte senso nazionale, abolire tutto ciò che è diverso però sarebbe interessante scoprire anche se Vannacci ha un’altra caratteristica uguale a Mussolini. C’è stata, sembrerebbe, l’autopsia sul corpo di Mussolini – ha continuato l’opinionista – che ha rivelato le dimensioni del pene ed una lunghezza o cortezza di dieci centimetri. Sarebbe interessante sapere anche le dimensioni di Vannacci. Perché secondo me è significativo, io ve lo dico che questo ha a che fare con l’insicurezza”. Parole che hanno suscitato stupore e ilarità in studio. “Su questo non voglio intervenire”, il commento di Berlinguer con il sorriso. “Non ci posso credere. Ho fatto il voto del silenzio, non dico niente”, ha aggiunto Poletti poggiandosi le mani alla testa. “Io penso che il tema sia un pochino più serio, meglio chiudere qua“, il tentativo di Paragone di spostare l’attenzione su altri aspetti del dibattito. > “Sarebbe interessante sapere se Vannacci ha anche un’altra caratteristica di > Mussolini cioè le dimensioni ridotte del pene” > > Marina La Rosa a #ÈsempreCartabianca pic.twitter.com/TzTWKJkFwi > > — È sempre Cartabianca (@CartabiancaR4) February 3, 2026 L'articolo “Vannacci si fa vedere in questo modo virile… Sarà come Mussolini? Sarebbe da capire, perché ha a che fare con l’insicurezza”: le parole di Marina La Rosa a E’ sempre cartabianca e l’imbarazzo in studio proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Roberto Vannacci
Vannacci lascia la Lega: se fossi in Salvini mi guarderei allo specchio con commiserazione
La delusione espressa pubblicamente da Matteo Salvini per lo schiaffo ricevuto da Roberto Vannacci con l’uscita dalla Lega verso un futuro xenofobo e fascista è penosa e mostra tutta la sua debolezza. Il capo del Carroccio se avesse un po’ di coraggio dovrebbe rimettere il suo mandato e fare autocritica per un’operazione che si può qualificare soltanto con un termine: un fallimento. Da ascrivere soltanto al gran capitano leghista. Si dice che il generale di estrema destra avrebbe detto a Salvini: “Ti voglio bene ma le nostre strade sono diverse”. Poche parole chiare per spiegare che il nostalgico Generale della X Mas ha intenzione di creare un nuovo partito, “Futuro Nazionale”, che si vorrebbe collocare alla destra di Fratelli d’Italia e della Lega. Non vogliamo neppure immaginare quale mostruosità storica e politica verrà partorita da questo salto indietro agli anni bui del ‘900, a questa farsa intrisa di fascismo, razzismo, xenofobia. Ma se il Generale se la ride davanti ai cronisti che vogliono sapere che cosa farà nel prossimo futuro, i colonnelli veneti e lombardi hanno poco da brindare. Si racconta che dalle parti di Luca Zaia si stappa lo champagne. Era prevedibile. Ma per il partito fondato da Umberto Bossi e guidato dallo spericolato Salvini è un colpo durissimo. Altro che brindare! Se fossi in Matteo Salvini comincerei a guardarmi allo specchio con un po’ di commiserazione, sarei assai preoccupato per l’ennesima debacle politica: nonostante il fidanzamento con il Generale, il tentativo disperato di superare a destra Fratelli d’Italia con incursioni verso gli immigrati e l’Europa, la Lega resta inchiodata nei sondaggi elettorali tra il 7 e l’8 per cento e non c’è verso di muoverla da lì. Un disastro clamoroso che il leader del Carroccio si è creato con le sue mani, dando credito al teorico del Mondo al Contrario, tanto da promuoverlo a vicesegretario. Tutto ciò nella speranza di prendere voti a Fratelli d’Italia e tornare ai fasti del 30% di qualche anno fa. Se quelli che hanno votato la Lega posseggono ancora un po’ di lucidità e di memoria, dovrebbero ricordarsi e ricordare al loro leader che lui si è speso tantissimo per Vannacci, illudendosi di tenerlo dentro la Lega con svolte a destra come la remigrazione, l’adorazione di Putin, le cannonate verso Bruxelles e altre pillole velenose di destra. Ma le preoccupazioni non finiscono qui per il riottoso alleato del centrodestra: che fine farà quel mezzo milione di voti che il Generale ha portato alla Lega e che ora cercherà di riprendersi con il simbolo del Futuro Nazionale? La speranza di tutti quelli che hanno a cuore la democrazia e la repubblica antifascista è che il Generale fallisca con i suoi insidiosi progetti, ma se non andrà così i primi a pagarne le spese in termini elettorali saranno i leghisti. Non a caso un esponente di spicco del Carroccio, Claudio Durigon, ha detto al Corsera: “Conto che resti nella Lega, senza se e senza ma, perché tutte le opzioni alternative sono un regalo alla sinistra e quindi un danno per l’Italia”. Evidentemente il Generale non ha accolto quel messaggio accorato. Vedremo come reagirà Giorgia Meloni. Se con la fuoriuscita di Vannacci la presidente del Consiglio potrà sancire il fallimento del tentativo di Salvini di superare Fratelli d’Italia a destra, il capo del governo vedrà indebolirsi lo schieramento di centrodestra a meno che voglia imbarcare nel governo anche il neo partito del Generale. Speriamo di non assistere a un simile horror. L'articolo Vannacci lascia la Lega: se fossi in Salvini mi guarderei allo specchio con commiserazione proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Il primo sondaggio su Futuro Nazionale: è oltre il 4%, Vannacci ruba più voti a FdI che alla Lega
Non sarà indolore per il centrodestra la scissione di Roberto Vannacci dalla Lega. La lista Futuro Nazionale del generale e ormai ex vicesegretario del Carroccio, stando a un sondaggio di YouTrend per Sky TG24, è destinata a dragare voti principalmente alla coalizione. E, sorpresa, ne toglierà più a Fratelli d’Italia che al partito guidato da Matteo Salvini pescando in seconda battuta anche da indecisi e astenuti. Risultato finale? La prima rilevazione realizzata per il canale all news colloca Futuro Nazionale al 4,2%, risultando poco al di sopra della soglia di sbarramento nazionale anche in caso di aumento dal 3% al 4%. IL SONDAGGIO SU FUTURO NAZIONALE: DOVE PRENDE I VOTI Stando alle intenzioni di voto, Vannacci eroderebbe consensi soprattutto a destra: Fratelli d’Italia perderebbe l’1,1% e la Lega lo 0,9%, mentre sarebbe contenuto l’impatto su Forza Italia (-0,2%). L’analisi dei flussi elettorali chiarisce la natura della nuova lista: poco meno della metà degli elettori della lista Vannacci proviene dall’area della destra parlamentare, ma una quota rilevante arriva da formazioni minori, dall’area sovranista extraparlamentare comprese Italia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo e Alternativa Popolare di Stefano Bandecchi. Solo il 13,5% dei voti di Futuro Nazionale sarebbe invece frutto del ritorno alle urne di astenuti e indecisi. “Nel complesso, i dati suggeriscono – sostiene YouTrend – che in questa prima fase la lista di Vannacci potrebbe emergere più come fattore di redistribuzione interna all’area di destra e come canale di mobilitazione di elettori periferici o disallineati”. LA FIDUCIA IN VANNACCI AL 14% Per quanto riguarda la fiducia personale nell’europarlamentare, al momento si ferma al 14% tra chi lo conosce. Mentre ben il 53% non ripone fiducia nel nuovo leader di Futuro Nazionale. Il giudizio è ovviamente particolarmente polarizzato: “Giudizi relativamente più positivi tra gli elettori di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, e livelli di sfiducia quasi totali tra gli elettori di Pd e Alleanza Verdi-Sinistra”, sentenzia YouTrend. Una quota rilevante di elettori di centrodestra sospende invece il giudizio, rifugiandosi nel “non so”: una posizione che accomuna il 48% degli elettori leghisti prende questa posizione. L'articolo Il primo sondaggio su Futuro Nazionale: è oltre il 4%, Vannacci ruba più voti a FdI che alla Lega proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Quando Vannacci a Pontida diceva: “Mi accusano di usare la Lega come un taxi, e invece sono qui con voi. Credo nella parola data”
È domenica 21 settembre. Roberto Vannacci sale sullo storico palco della Lega di Pontida: “Mi accusano di usare la Lega come un taxi, come un pulmino. Mi dicono “eh, ora Vannacci se ne va”. E invece eccomi qui con voi. Perché io credo nell’onore e nella parola data. Ancora ci credo, e andremo avanti tutti insieme”. Il video con le dichiarazioni dell’ex generale, che oggi ha lasciato ufficialmente il Carroccio (e dunque a distanza di quattro mesi da quel giorno a Pontida), è stato rilanciato sui social proprio da Matteo Salvini. L'articolo Quando Vannacci a Pontida diceva: “Mi accusano di usare la Lega come un taxi, e invece sono qui con voi. Credo nella parola data” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Chi seguirà il generale nel nuovo partito dopo l’addio al Carroccio? Ecco chi sono i “vannacciani”: i tre leghisti fedelissimi, più un ex Fdi
L’ufficializzazione del divorzio tra Roberto Vannacci e la Lega e il lancio del suo nuovo movimento Futuro Nazionale (che da simbolo diventa oggi a tutti gli effetti un soggetto politico) apre un altro fronte interno al Carroccio. Nel partito di Matteo Salvini, infatti, in tanti si chiedono che cosa faranno adesso i tre parlamentari “vannacciani“. Domenico Furgiuele, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello sono infatti considerati dei fedelissimi del generale: negli ultimi mesi l’avvicinamento alle posizioni di Vannacci, infatti, è stato sempre più evidente ed esplicito. Se dovessero seguire le orme dell’europarlamentare, Futuro Nazionale potrebbe già contare su tre deputati. E a questi potrebbe aggiungersi un quarto: l’ex Fratelli d’Italia oggi nel Gruppo misto, Emanuele Pozzolo, cacciato dal partito di Giorgia Meloni dopo la nota vicenda dello sparo di capodanno. Una formazione che è pronta a schierarsi all’estrema destra, staccando Lega e Fdi. Con tutti i dubbi sul posizionamento: dentro o fuori dalla maggioranza? EDOARDO ZIELLO, EX ASSESSORE DI CECCARDI Edoardo Ziello e Rossano Sasso hanno messo in evidenza la loro posizione lo scorso 15 gennaio quando si sono smarcati dalla risoluzione di maggioranza sulla proroga dell’invio di armi all’Ucraina. I due leghisti hanno votato contro nonostante l’accordo raggiunto tra Meloni e Salvini. “Sono in piena sintonia con il generale Roberto Vannacci”, scriveva Ziello sui social il 29 dicembre scorso, postando le parole del parà sul decreto Ucraina tanto contestato e anticipando la sua contrarietà. Trentatreenne pisano, Ziello ha aderito alla Lega nel 2013 e due anni dopo viene eletto segretario provinciale del Movimento giovani padani. Nel 2016 è eletto consigliere comunale a Cascina e viene nominato dalla sindaca Susanna Ceccardi assessore al Welfare. Approda in Parlamento nel 2018 candidato alla Camera nel collegio uninominale e viene rieletto nel 2022. È stato anche assessore speciale alla sicurezza urbana del comune di Pisa con la giunta di centrodestra presieduta da Michele Conti. ROSSANO SASSO, IL PUGLIESE CONTRO L’ISLAMIZZAZIONE DELLE SCUOLE Anche Sasso ha votato no alla risoluzione. Cinquantenne pugliese, è entrato a Montecitorio con la Lega nel 2018 e nel governo Draghi ha ricoperto il ruolo di sottosegretario all’Istruzione. Oggi è capogruppo del Carroccio in commissione scuola. Negli anni si è distinto per le sue battaglie contro le “teorie gender“, contro l’educazione sessuale per gli alunni più piccoli e “l’islamizzazione delle scuole”. Nel 2018 organizzò un flash mob tra i lidi di Castellaneta Marina, in provincia di Taranto, contro un marocchino accusato di aver violentato una minorenne su una spiaggia. Sasso lo definì un “bastardo irregolare”. Durante il processo però emersero delle contraddizioni da parte della presunta vittima e del suo fidanzato e il 31enne venne assolto (dopo avere trascorso 4 mesi in cella) con formula piena “perché il fatto non sussiste”. DOMENICO FURGIUELE E LA CONFERENZA DI CASAPOUND Calabrese classe 1983 e deputato della Lega dal 2018, Domenico Furgiuele non ha votato la risoluzione sulle armi a Kiev perché assente. Anche lui è considerato un fedelissimo di Vannacci. Per Furgiuele, nel febbraio del 2022, la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha chiesto il processo con l’accusa di turbativa d’asta in concorso nell’ambito dell’inchiesta “Waterfront”, su presunti illeciti in una serie di gare d’appalto bandite da amministrazioni pubbliche del Reggino. Il processo è attualmente in corso. Il deputato è stato anche recentemente al centro della polemica per la conferenza stampa saltata alla Camera del “Comitato Remigrazione e Riconquista”, di cui fa parte Casapound. Una conferenza richiesta proprio da Furgiuele. A esprimergli solidarietà e sostegno era stato lo stesso Vannacci. Furgiuele nel 2024 fu espulso dall’Aula di Montecitorio per aver fatto la croce della X Mas. EMANUELE POZZOLO, DALLO SPARO AL GRUPPO MISTO Ai tre leghisti potrebbe aggiungersi anche l’ex Fdi Emanuele Pozzolo. Anche lui ha votato contro la risoluzione della maggioranza. Il 40enne di Vercelli ha un passato nella Lega. Eletto alla Camera nel 2022 con Fratelli d’Italia ne esce in malo modo dopo il caso dello sparo di Capodanno che lo ha coinvolto. A fine ottobre 2025 per quel caso è stato condannato a un anno e tre mesi per porto d’arma abusivo. Attualmente nel Gruppo misto, Pozzolo potrebbe aderire a Futuro Nazionale. Il 10 dicembre scorso si è intrattenuto a lungo a parlare con l’allora vicesegretario della Lega tra la buvette e il Transatlantico della Camera: “Ci parliamo sulla base di idee”, “c’è una comunanza di visioni con molte posizioni del generale”, aveva commentato ai giornalisti. Adesso gli occhi dei partiti di maggioranza sono puntati su di lui e sui tre leghisti, per capire i loro prossimi passi. L'articolo Chi seguirà il generale nel nuovo partito dopo l’addio al Carroccio? Ecco chi sono i “vannacciani”: i tre leghisti fedelissimi, più un ex Fdi proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Zaia: “Vannacci fuori dalla Lega? Non mi sorprende, ha capito di essere un corpo estraneo” – Video
“Non sono sorpreso, non c’è nulla di nuovo sotto il sole. È la conferma, vista la ‘lunga’ carriera che ha avuto in Lega, meno di un anno, che ha preso atto di essere un corpo estraneo“. È il commento di Luca Zaia alle notizie sulle dimissioni di Roberto Vannacci dalla Lega. “Probabilmente – ha aggiunto, a margine dei lavori del Consiglio regionale del Veneto – aveva un altro progetto, non ha trovato il giusto substrato per farlo crescere in Lega, e oggi decide di camminare con le sue gambe. Vedremo quale sarà il potenziale di questa sua marcia che farà in solitaria”, ha detto ancora Zaia. Sull’eventualità che Vannacci debba dimettersi da europarlamentare dopo aver lasciato la Lega “è innegabile che quel seggio senza la Lega non l’avrebbe mai avuto”, ha aggiunto Zaia. “Direi – ha osservato – che il segretario è stato fin troppo inclusivo e comprensivo. Se Vannacci è quello di oggi può ringraziare solo il mio partito”. L'articolo Zaia: “Vannacci fuori dalla Lega? Non mi sorprende, ha capito di essere un corpo estraneo” – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Luca Zaia
“Il generale Roberto Vannacci pronto a lasciare la Lega”: atteso a ore l’annuncio dell’europarlamentare
L’ufficializzazione della rottura sarebbe solo questione di ore. Roberto Vannacci è pronto a lasciare la Lega, trapela da fonti vicine all’europarlamentare. L’annuncio potrebbe arrivare dopo il consiglio federale del Carroccio, convocato per oggi pomeriggio alle 16 in via Bellerio. Lunedì sera Vannacci, che oggi è anche vicesegretario della Lega, ha incontrato il leader del partito Matteo Salvini: un faccia a faccia molto atteso dopo le tensioni provocate dal deposito del simbolo di Futuro Nazionale. Il confronto però non sarebbe stato utile a risolvere la questione: la strappo sarebbe ormai definitivo. L’avvenire di Vannacci, salvo riconciliazione durante il consiglio federale, sembrerebbe abbastanza chiaro: Futuro Nazionale da logo diventerebbe il suo nuovo partito. Un simbolo che nelle scorse ore ha provocato anche la reazione di Nazione Futura di Francesco Giubilei che lo presentato un’opposizione formale all’ufficio europeo dei brevetti, per bloccare il marchio: è ritenuto troppo simile al loro e quindi a rischio confusione. Nei giorni scorsi, tra l’altro, il Corriere della Sera aveva pubblicato un retroscena politico: Vannacci avrebbe incontrato almeno due volte in maniera riservata Matteo Renzi, per elaborare una strategia anti-Meloni. Una notizia che ha scatenato la durissima reazione del leader di Italia Viva: “Mai incontrato, tutto inventato“, ha detto Renzi. Poi però è arrivata la contro-replica del Corriere, firmata dallo stesso autore dell’articolo: “Due fonti autorevoli e degne di fede confermano che l’onorevole Renzi e l’onorevole Vannacci si sono visti. Abbiamo anche riscontri sulla sede dell’ultimo incontro, avvenuto circa due settimane fa“, ha scritto. Il sottosegretario leghista Claudio Durigon in un’intervista a Il Giornale oggi in edicola aveva lanciato un appello a Vannacci: “Conto” che “resti nella Lega, senza se e senza ma, perché tutte le opzioni alternative sono un regalo alla sinistra e quindi un danno per l’Italia”. L'articolo “Il generale Roberto Vannacci pronto a lasciare la Lega”: atteso a ore l’annuncio dell’europarlamentare proviene da Il Fatto Quotidiano.
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