L’eurodeputata Elisabetta Gualmini passa dal Pd ad Azione. Lo ha annunciato la
stessa Gualmini in una conferenza stampa al Senato. “È un po’ come tornare a
casa – ha spiegato annunciando, con Carlo Calenda, l’addio al Gruppo S&D a
Strasburgo e il passaggio al gruppo RenewEu. – abbiamo fatto tante battaglie
comuni. Il Pd ha cambiato struttura – ha aggiunto – c’è stata una mutazione
genetica, che porta un riposizionamento nella sinistra radicale che taglia fuori
la cultura del riformismo”. L’eurodeputata ha spiegato inoltre di non
condividere la posizione dei dem sul referendum sulla giustizia. “È disdicevole
il modo con cui nel Pd si porta avanti la battaglia sulla giustizia, con la
scelta di mobilitare tutto il partito su un sindacato. In questo referendum ci
sono innesti di populismo: ‘se voti sì sei un fascista’. Il Pd non è mai stato
una roba così, era il partito della responsabilità. Non arriveranno le
cavallette. Voterò sì – ha concluso – penso che sia una riforma giusta, se il
governo fa delle cose buone noi le votiamo. È un criterio pragmatico”.
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Manca solo l’ufficializzazione che dovrebbe avvenire lunedì prossimo nel corso
di una conferenza stampa a Bruxelles. L’eurodeputata Elisabetta Gualmini lascia
il Partito democratico. La notizia arriva da diverse fonti parlamentari.
L’eurodeputata bolognese, dell’area riformista dem, sarebbe pronta ad aderire ad
Azione, il partito di Carlo Calenda, e a passare dal gruppo dei Socialisti e
democratici a quello di Renew Europe.
Gualmini diventerebbe così la prima europarlamentare italiana della compagine
liberale: alle scorse Europee infatti né la lista Stati Uniti d’Europa (composta
dai renziani e +Europa), né Azione riuscirono a superare la soglia di
sbarramento del 4% per entrare all’Europarlamento. Se l’addio dovesse essere
confermato, la delegazione italiana perderebbe il primato nel gruppo socialista,
passando da 21 a 20 eurodeputati, al pari della delegazione degli spagnoli.
Gualmini, ex vicepresidente della Regione Emilia-Romagna (dal 2014 al 2019 con
il governatore Stefano Bonaccini), è tra i politici coinvolti nell’inchiesta
sulla corruzione in Ue denominata Qatargate. Per lei e per l’altra collega dem
Alessandra Moretti la procura del Belgio aveva chiesto la revoca dell’immunità:
ma a dicembre scorso il Parlamento Ue ha deciso di respingere la revoca per
Gualmini, confermata invece per Moretti.
Nei giorni scorsi, in un’intervista sul Corriere della sera, Carlo Calenda si è
detto pronto ad allargare il suo “centro liberale” in vista delle prossime
elezioni Politiche: “Certo che vogliamo” farlo con “tutti coloro che come noi
vogliono un’Europa federale ora: liberaldemocratici, riformisti del Pd, a
partire da Gualmini, Gori, Malpezzi e Picierno, PiùEuropa di Hallisey e Magi, i
popolari come Ruffini”, ha sottolineato il leader di Azione. Gualmini, il 6
febbraio scorso, era stata tra gli astenuti nel voto sulla relazione della
segretaria Elly Schlein in Direzione Pd. Pochi giorni prima aveva contestato un
video del Partito democratico sulla campagna referendaria: “Il video del Pd che
dice che chi vota Si al referendum è un fascista raggiunge forse il punto più
basso di qualsiasi polemica politica. Quindi chi sosteneva la mozione Martina
nel 2019 e il programma del Pd nel 2022 erano tutti fascisti”, ha scritto sui
social.
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