Le polemiche sul referendum sulla giustizia sono arrivate anche tra i banchi di
scuola. A scatenarle è stato l’incontro organizzato nei giorni scorsi
all’istituto “Galilei-Sani” di Latina dove è intervenuto a favore del “No” l’ex
sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. Nel giro di poche ore la notizia è
arrivata sul tavolo del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara
che ha immediatamente alzato la voce: “Chiunque dovesse alterare la par condicio
lo fa a suo rischio e pericolo di incorrere in sanzioni disciplinari”. Parole
pronunciate dal professore leghista, schierato per il “Sì”, a margine di
un’iniziativa organizzata nel capoluogo laziale dai promotori della
consultazione popolare prevista a marzo.
La vicenda ha aperto l’ennesimo fronte sul rapporto tra Scuola e politica, e
sulla richiesta del ministero con la circolare del 7 novembre scorso di avere la
“par condicio” per gli incontri in aula degli studenti. Il ministero nella nota
sottolinea l’importanza che gli eventi pubblici su temi politici e sociali siano
gestiti in modo da garantire il pluralismo e la libertà di opinione, invitando
le scuole ad assicurare un dialogo costruttivo. Nello specifico, si raccomanda
la presenza di ospiti ed esperti di comprovata competenza per favorire un
confronto sereno tra posizioni diverse e permettere agli studenti di formare un
pensiero critico autonomo e non semplicistico.
Un avvertimento che non è piaciuto alla deputata M5S Daniela Morfino: “Le frasi
di Valditara sulle possibili sanzioni disciplinari per presunte violazioni della
par condicio nelle scuole rappresentano un attacco immotivato ai docenti. La
scuola non è un terreno di controllo politico. È il luogo costituzionale del
pensiero critico, del confronto e della formazione civica. Evocare sanzioni in
modo generico, senza circostanziare alcunché, significa insinuare il sospetto
che i docenti facciano propaganda: un’accusa ingiusta che delegittima un’intera
categoria che opera nel rispetto della Costituzione e dell’autonomia scolastica.
La par condicio regola i mezzi di comunicazione durante le campagne elettorali,
non il dibattito culturale in classe”, ha puntualizzato la parlamentare M5s .
Sul caso è intervenuta anche la deputata pontina della Lega Giovanna Miele,
capogruppo in commissione Cultura, scienza e istruzione: “La dirigente
scolastica è già stata contattata e convocata – ha spiegato – e sarà lei a
chiarire cosa sia successo e come mai si sia svolto un evento del genere
coinvolgendo solo una delle parti in causa”.
La questione ora è nelle mani dell’ufficio scolastico regionale che sta facendo
le verifiche necessarie. Il ministro Valditara – sempre nell’ambito
dell’incontro che si è svolto a Napoli – ha voluto mettere i puntini sulle “i”:
“Sanno perfettamente i dirigenti e i presidi che non si possono organizzare
eventi a favore del no o a favore del sì senza la controparte. In caso contrario
sanno perfettamente che incorrono in provvedimenti disciplinari e in questo sarò
molto esplicito. La par condicio è richiesta a tutti, anche alle televisioni,
perché se io vado in televisione a sostenere il sì, c’è anche quello che deve
giustamente sostenere il no. Non è accettabile che all’interno delle scuole ci
sia chi faccia propaganda o indottrinamento. Chi lo vuole fare, lo farà a suo
rischio e pericolo”.
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minaccia: “Sanzioni per istituti che violano la par condicio” proviene da Il
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