La guerra in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz mandano in tilt il
prezzo del petrolio e le Borse asiatiche. Nella notte tra domenica e lunedì il
greggio è schizzato a oltre 130 dollari al barile, spingendo – come riporta il
Financial Times – i Paesi del G7 a muoversi con una mossa di emergenza che
dovrebbe essere ufficializzata in giornata. Sarebbero pronti a discutere in una
riunione di emergenza alle 14.30, ora italiana, il rilascio comune e coordinato
delle riserve strategiche. La decisione, già presa in passato dopo l’invasione
dell’Ucraina, coinvolgerebbe anche l’agenzia internazionale per l’energia.
Secondo il quotidiano tre Paesi, fra cui gli Stati Uniti, sarebbero già
d’accordo con la decisione: Washington in particolare sarebbe orientata per un
rilascio comune di una quantità fra ai 300 e i 400 milioni di barili, circa il
25-30% del totale delle riserve. La mossa è stata presa in passato solo cinque
volte: due volte dopo l’invasione dell’Ucraina, una durante la prima guerra del
Golfo, poi a seguito dell’uragano Katrina e dopo il blocco della produzione in
Libia. Il solo annuncio ha permesso al prezzo del greggio di ripiegare dai
massimi toccati nella notte, rimanendo comunque stabilmente sopra la soglia dei
100 dollari. Il Wti del Texas sale del 15% intorno ai 105 dollari al barile
mentre il Brent del Mare del Nord avanza del 17% avvicinando i 110 dollari.
Intanto le Borse asiatiche hanno vissuto una seduta da profondo rosso. Il blocco
di Hormuz e i prezzi in volo libero del petrolio hanno spinto i listini a
chiudere in terreno negativo a partire da quella di Tokyo dove il Nikkei 225,
pur recuperando in parte le perdite, è sceso del 5,2% a a 52.728,72 al termine
delle contrattazioni. Il Kospi sudcoreano è sceso del 6% a 5.251,87 punti,
mentre i mercati cinesi, che tendono a essere meno influenzati dalle tendenze
globali, hanno registrato perdite più moderate. L’Hang Seng di Hong Kong è sceso
dell’1,6% a 25.343,77, mentre l’indice composito di Shanghai è sceso dello 0,7%
a 4.097,69. L’indice di riferimento di Taiwan è crollato del 4,4% e anche altri
mercati regionali hanno subito perdite.
L'articolo Guerra in Iran, il petrolio schizza oltre i 100 dollari:i Paesi del
G7 pronti a rilasciare un terzo delle riserve proviene da Il Fatto Quotidiano.