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“Visto che ti stai perdendo la cerimonia degli Oscar…”: l’Ucraina regala a Sean Penn una statuetta fatta con i detriti della guerra – Video
L’attore statunitense Sean Penn ha ricevuto in dono dall’Ucraina una statuetta a forma di Oscar, realizzata con metallo proveniente da un vagone ferroviario danneggiato dalla guerra, dopo aver disertato la cerimonia di domenica per visitare il Paese devastato dal conflitto. Lo riportano i media internazionali. Come scrive tra gli altri la Bbc, Penn, 65 anni, ha vinto il suo terzo Oscar come miglior attore non protagonista in ‘Una battaglia dopo l’altra’ ma era assente alla cerimonia. In un video pubblicato da Oleksandr Pertsovskyi, ceo delle Ferrovie Ucraine, il dirigente dice a Penn: “Ti stai perdendo gli Oscar… Quindi abbiamo realizzato questo. È fatto con un vagone ferroviario danneggiato dai russi”. Da sempre sostenitore dell’Ucraina, Penn ha visitato il paese diverse volte da quando il Cremlino ha lanciato l’invasione su vasta scala quattro anni fa. Nel 2022 donò uno dei suoi Oscar al presidente Volodymyr Zelensky. L'articolo “Visto che ti stai perdendo la cerimonia degli Oscar…”: l’Ucraina regala a Sean Penn una statuetta fatta con i detriti della guerra – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cinema
Oscar 2026
Sean Penn
Sean Penn vince l’Oscar ma diserta la cerimonia, per il New York Times potrebbe essere in Ucraina
Sean Penn vince, ma non c’è. E la sua assenza diventa quasi il vero racconto della serata. Alla 98esima edizione degli Oscar, l’attore statunitense conquista la statuetta come miglior attore non protagonista per Una battaglia dopo l’altra, ma decide di non presentarsi al Dolby Theatre di Los Angeles, lasciando la platea senza uno dei discorsi più attesi della serata. Come riporta il New York Times, tra gli impegni di Penn ci sarebbe un viaggio in Ucraina. Ad annunciare la vittoria è stato Kieran Culkin, incaricato di consegnare il premio. Salendo sul palco ha subito chiarito la situazione con una battuta: “Penn non è qui con noi perché non ha potuto o non ha voluto, quindi ritirerò io il premio al suo posto”. Un’assenza che non ha sorpreso più di tanto. Da settimane, infatti, la presenza dell’attore alla cerimonia era considerata improbabile. La sua stagione dei premi è stata segnata da una lunga serie di apparizioni mancate e comportamenti imprevedibili. Penn aveva già disertato due momenti chiave della cosiddetta award season e aveva fatto parlare di sé per dichiarazioni provocatorie: tra queste, quella di voler fondere le proprie statuette per trasformarle in proiettili da inviare all’Ucraina. Un gesto simbolico, nelle sue intenzioni, per denunciare l’invasione russa e sostenere Kiev. Anche quando si è presentato agli eventi, Penn ha continuato a far discutere. Ai Golden Globe, ad esempio, ha fumato all’interno del Beverly Hilton Hotel durante la cerimonia, prima di perdere il premio contro Stellan Skarsgård. Successivamente ha conquistato due riconoscimenti importanti – gli Actor Awards e i BAFTA – ma senza essere presente a ritirarli. La sua assenza agli Oscar rappresenta comunque una perdita per la cerimonia. Sean Penn è infatti uno degli attori più imprevedibili e politicamente espliciti della storia recente dell’Academy. I suoi interventi dal palco sono spesso diventati momenti memorabili, capaci di accendere dibattiti ben oltre il mondo del cinema. Uno degli episodi più ricordati resta il discorso pronunciato quando vinse l’Oscar per Milk, il film dedicato all’attivista per i diritti civili Harvey Milk. In quell’occasione Penn invitò apertamente chi aveva sostenuto il divieto al matrimonio tra persone dello stesso sesso in California a riflettere sulla propria eredità morale e a cambiare posizione. Tra i momenti più discussi c’è anche quello che precedette l’annuncio della vittoria di Alejandro González Iñárritu per Birdman. Prima di consegnare la statuetta, Penn scherzò con una battuta destinata a far discutere: “Chi ha dato la green card a questo figlio di pu**ana?”. Per un attimo la sala rimase gelata, prima di sciogliersi in una risata collettiva, guidata dallo stesso Iñárritu. Il regista, di origini messicane, replicò con ironia: “Probabilmente l’anno prossimo il governo irrigidirà le regole sull’immigrazione per la cerimonia degli Oscar, soprattutto per i messicani”. Un modo per chiarire subito che non c’era alcuna offesa, anche perché la loro amicizia risale ai tempi di 21 grammi. Non meno celebre un altro episodio, quando Penn prese le difese di Jude Law durante una cerimonia in cui Chris Rock, nel monologo d’apertura, aveva ironizzato sull’attore britannico. “Vuoi Tom Cruise e tutto quello che riesci ad ottenere è Jude Law? Chi è Jude Law? Perché è in tutti i film che ho visto negli ultimi quattro anni? È in tutto, anche nei film in cui non recita: se guardi i titoli di coda, ha fatto dei cupcake o qualcosa del genere”, aveva scherzato Rock. Penn salì sul palco poco dopo per ribattere: “È uno dei migliori attori che abbiamo”. È anche per momenti come questi che la sua assenza alla Notte degli Oscar pesa. Penn ha costruito negli anni la reputazione di artista capace di trasformare ogni apparizione pubblica in un evento imprevedibile, spesso politico, quasi sempre memorabile. Questa volta, però, la scena è rimasta vuota. E la statuetta, annunciata tra gli applausi, è stata ritirata da qualcun altro. L'articolo Sean Penn vince l’Oscar ma diserta la cerimonia, per il New York Times potrebbe essere in Ucraina proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Sean Penn potrebbe non partecipare alla notte degli Oscar 2026: ecco perché sarebbe una storia che si ripete
Sean Penn potrebbe non partecipare alla notte degli Oscar. Il tam tam sull’assenza dell’attore sta facendo il giro dei siti web americani del settore, tra cui Variety. Il 65enne candidato come miglior attore non protagonista con il suo grottesco colonnello Lockjaw in Una battaglia dopo l’altra sembra non aver ancora confermato la sua presenza per 4 ore tra le poltroncine del Dolby Theatre di Los Angeles nella notte tra il 15 e i 16 marzo. Certo è che l’ultima sua presenza registrata davanti alle telecamere per questa tornata di premi risale ai primi di gennaio 2026 quando tra i tavolini della platea dei Golden Globe, seduto tra i colleghi del film di P.T. Anderson aveva fumato una sigaretta dopo l’altra come una ciminiera contravvenendo ovviamente ad ogni regola di sicurezza possibile. Penn aveva poi perso il Globe come miglior attore non protagonista a favore di Stellan Skarsgard di Sentimental value. Successivamente, e non si sa per quale reale motivo, aveva dato buca agli Actor award e ai Bafta, dove però aveva vinto. E di nuovo su cinque cerimonie ufficiali pre Oscar a tre di queste non aveva partecipato. Ignoti, appunto, i motivi dell’assenza. Se non che la sera di Globe Penn sembrava fuso come un copertone, anche se la stampa più progressista, totalmente inconsapevole del suo stato psicofisico, lo aveva scambiato per un buffo omaggio appunto al grottesco Lockjaw che interpreta in Una battaglia dopo l’altra. Vincitore di ben due Oscar come miglior attore – Mystic river (2003) e Milk (2008) – in un’intervista del 2023 proprio con Variety Penn non solo rimarcò il suo fastidio verso l’Academy che nel 2022 non aveva permesso a Zelensky di parlare durante la cerimonia degli Oscar (“la stupida stronzata dello schiaffo di Will Smith non sarebbe accaduta!”), ma aggiunse che era talmente arrabbiato tanto da essere intenzionato a fondere le sue due statuette vinte per “essere fuse e trasformate in pallottole ucraine da sparare ai russi”. Gesto plateale che poi non venne attuato. Penn sembra infatti oscillare tra l’esaltato e il fanfarone, in queste perenne delirio da piccolo cowboy incazzoso con il mondo. Ad ogni modo la sua possibile assenza alla Notte degli Oscar non sarà una mossa così originale, perché nel passato, diciamo almeno fino agli novanta, le mancate presenze in sala perfino dei vincitori era all’ordine del giorno (Marlon Brando, Woody Allen, Terrence Malick, per dirne alcuni). Di recente con la morte di Robert Duvall è riemerso il filmato della sua vittoria come miglior attore in Un tenero ringraziamento nel 1984: su cinque candidati ne sono presenti in sala solo 3 (mancano Tom Conti e Albert Finney). Insomma, con buona pace di Zelensky, se Sean Penn salterà gli Oscar ce ne faremo una ragione. L'articolo Sean Penn potrebbe non partecipare alla notte degli Oscar 2026: ecco perché sarebbe una storia che si ripete proviene da Il Fatto Quotidiano.
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