C’era anche Snoop Dogg tra i presentatori previsti per la consegna dei premi
alla 83esima edizione dei Golden Globe Awards, domenica 11 gennaio. Il rapper ha
consegnato il riconoscimento per il Miglior Podcast, ma clamorosamente una parte
del suo discorso è stata censurata mentre parlava.
“La categoria Miglior podcast è molto importante per me, – ha affermato – perché
prima dei podcast ero quello che ascoltavate mentre andavate in giro in
macchina. A voi podcaster, auguro che non finisca in quel gioco. Un saluto ai
Golden Globes per aver inserito la categoria podcast in questa cerimonia di
premiazione. E un saluto a tutti i podcaster. Siete tutti vincitori, ma il vero
vincitore è…”
E proprio prima di annunciare che “Good Hang” di Amy Poehler si sarebbe portato
a casa un premio, ha ripreso la parola: “Sono fatto come un figlio di puttana in
questo momento – ha ammesso Snoop, secondo Entertainment Weekly, presente alla
cerimonia di premiazione – Mi avete fatto restare qui troppo a lungo!”.
Il momento ha portato un po’ di sollievo comico, allentando la tensione
all’interno del Beverly Hilton Hotel. Eppure, milioni di spettatori sono rimasti
all’oscuro mentre la CBS censurava l’artista. Infatti la diretta tv non è
proprio in contemporanea ma in leggera differita proprio per consentire alla
produzione di censurare o “beepare” per tempo qualsiasi fuori programma.
> Snoop Dogg was briefly censored during the Golden Globes broadcast after
> saying
>
> “I’m high as a motherfucker right now. Y’all had me here too damn long”
>
> Here is the uncensored version.
> pic.twitter.com/Q9h1RXTO2Q
>
> — FearBuck (@FearedBuck) January 12, 2026
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tenuto qui ad aspettare a lungo”: Snoop Dogg ai Golden Globes censurato – VIDEO
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Tag - Golden Globe
Uno dei momenti più emozionanti della cerimonia di premiazione dell’83esima
edizione dei Golden Globe, che si è tenuta stanotte, un abbraccio che ha
riacceso le emozioni in tanti fan della serie tv cult “E.R. – Medici in prima
linea”.
George Clooney e Noah Wyle si sono ritrovati e abbracciati a oltre trent’anni
dalla serie che li ha consacrati al grande mondo di Hollywood e che ha segnato
un’intera generazione di spettatori. Come riportano i media presenti alla
cerimonia, l’incontro tra i due ha suscitato entusiasmo e un’ondata di nostalgia
tra i presenti.
George Clooney ha ricevuto la nomination come Miglior attore in un film commedia
o musical (categoria vinta da Timothée Chalamet per “Marty Supreme”) per il suo
ruolo da protagonista in “Jay Kelly”, mentre Wyle si è portato a casa la
statuetta come miglior attore in una serie drammatica per “The Pitt”, sempre
ambientato nelle sale di un ospedale proprio come “E.R. – Medici in prima
linea”.
Due percorsi professionali distinti, carriere che li hanno portati lontano dal
fittizio County General Hospital di Chicago che li ha resi celebri, eppure il
legame sia professionale che affettivo tra loro è rimasto intatto, nonostante il
passare del tempo. Il caloroso abbraccio che si sono scambiati ne è la
testimonianza più eloquente.
“E.R. – Medici in prima linea”, il cui titolo originale era “ER”, è stata una
delle serie televisive medical drama più amate e premiate della storia della
televisione. È stata trasmessa negli Stati Uniti dal 1994 al 2009.
> Noah Wyle hugs and kisses “ER” co-star George Clooney as the #ThePitt wins at
> the #GoldenGlobes for best television drama. pic.twitter.com/zjbn1CBFAm
>
> — Variety (@Variety) January 12, 2026
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della serie tv cult “E.R. – Medici in prima linea” impazziscono per la réunion –
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Una battaglia dopo l’altra batte Marty Supreme. C’è poco da girarci attorno. La
satira impegnatissima sul radicalismo politico snob anti Trump ha lasciato il
segno ai Golden Globe 2026 vincendo quattro premi: miglior film
musical/commedia, miglior regia e sceneggiatura per Paul Thomas Anderson,
miglior attrice non protagonista (Teyana Taylor). Rimane a bocca asciutta, come
spesso gli capita, Leonardo DiCaprio. Battuto qui da un superlativo Timothée
Chalamet, protagonista proprio di quel Marty Supreme surclassato nei premi
maggiori dal film di PT Anderson.
Come si sa ai Globe le categorie di premiazione per film e attori sono due:
musical/commedia e drammatico. Così nella prima categoria con la vittoria per il
miglior film a Una battaglia dopo l’altra, a quella per il miglior attore a
Chalamet, si è aggiunto il Globe per Rose Byrne in If I had a legs I kick you.
Nella categoria film drammatico ha vinto il Globe Hamnet, il film
sull’elaborazione del lutto in casa Shakespeare per la morte del figlio Hamnet.
Drammone in costume che trascina anche la sua protagonista, Jesse Buckley, a
premio come miglior attrice (è la signora Agnes). Mentre vince piuttosto
inaspettatamente il Globe come miglior attore in film drammatici il brasiliano
Wagner Moura per The secret agent (già vincitore della Palma d’oro a Cannes)
battendo calibri come Oscar Isaac (Frankenstein) e un Dwayne Johnson che non ha
convinto con il flop The smashing machine.
Il film diretto da Kleber Mendonca Filho ha inoltre battuto il lanciatissimo Un
semplice incidente di Jafar Panahi e No other choice di Park Chan-wook
diventando il primo film brasiliano a vincere nella categoria del miglior film
in lingua non inglese ai Globe. Il miglior film d’animazione è KPop Demon
Hunters (produzione Netflix), mentre per i ruoli di attrice e attore
protagonista agguantano il loro Globe la guerrigliera black Teyana Taylor e il
grande Stellan Skarsgard per Sentimental Value, il nuovo film di Joachim Trier.
Il premio di consolazione per il miglior risultato cinematografico, e il Globe
per la miglior colonna sonora (Ludwig Goransson) va a Sinners, il film all black
diretto da Ryan Coogler che con Marty Supreme si gioca il Globe per il maggiore
sconfitto della serata. Nell’ambito televisivo la miglior serie drammatica è The
Pitt, quella musical/commedia The Studio. Mentre è bello rivedere sorridere Noah
Wyle, il dottor Carter di ER, che a 54 anni, vince il Globe per il miglior
attore (sempre un medico) proprio per The Pitt. Dall’altro lato un guascone come
Seth Rogen vince il Globe come miglior attore musical/commedia per The Studio.
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tutto. Vince Chalamet, Leonardo DiCaprio resta ancora una volta a bocca asciutta
– TUTTI I PREMI proviene da Il Fatto Quotidiano.
Alla cerimonia dei Golden Globe 2026, andata in scena a Los Angeles nella notte
tra l’11 e il 12 gennaio, Dwayne “The Rock” Johnson ha attirato l’attenzione non
solo per la nomination ottenuta con The Smashing Machine, ma anche per la scelta
dell’orologio indossato sul red carpet. L’attore americano, accompagnato dalla
moglie Lauren Hashian, ha optato per uno smoking classico, abbinato a mocassini
di velluto, una spilla d’argento sul bavero e una selezione di gioielli Chopard.
Tra questi, il pezzo centrale è stato l’orologio, anche se forse definirlo così
è riduttivo: si tratta infatti di un Alpine Eagle 41 XP Frozen Summit,
letteralmente una combinazione della più alta orologeria svizzera e dei diamanti
più preziosi.
Il modello, una delle versioni più esclusive della collezione Alpine Eagle, è
realizzato in oro bianco 18 carati ed è interamente incastonato di diamanti
taglio baguette, per un totale di 29,02 carati distribuiti su cassa, lunetta,
quadrante, corona e bracciale integrato. Come spiega in una nota la maison
Chopard, il design del Frozen Summit è ispirato all’effetto visivo della neve
sulle vette alpine.
Dal punto di vista tecnico, l’orologio è equipaggiato con il calibro automatico
L.U.C 96.41-L, un movimento ultrasottile dotato di micro-rotore in oro 22
carati. La riserva di carica è garantita da due bariletti accoppiati, secondo la
tecnologia Chopard Twin, che assicura un’erogazione dell’energia stabile. Il
movimento e alcuni componenti dell’orologio sono certificati dal Punzone di
Ginevra, uno dei riconoscimenti più rilevanti in ambito di alta orologeria.
Johnson ha poi completato il look con altri gioielli della maison svizzera: una
spilla in oro bianco 18 carati con diamanti, due anelli in oro bianco con
rispettivamente 4,14 e 3,66 carati di diamanti, un anello della collezione Ice
Cube in oro bianco con 0,03 carati di diamanti e un paio di gemelli in metallo
argentato.
La presenza ai Golden Globe arriva in un momento significativo per l’attore: The
Smashing Machine, film distribuito da A24 e uscito nell’ottobre 2025, segna una
fase diversa della carriera di “The Rock”, che ha lavorato a una trasformazione
fisica e interpretativa per vestire i panni del lottatore di MMA Mark Kerr. Il
film ha ottenuto due nomination ai Golden Globe 2026, una per Johnson e una per
Emily Blunt, sua co-protagonista.
L'articolo Un orologio tutto tempestato di diamanti dal valore di 1 milione di
dollari: il look di Dwayne Johnson ai Golden Globe non passa inosservato
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Le lacrime arrivano prima delle parole. Teyana Taylor piange, ride, abbraccia
chiunque le capiti a tiro – anche Julia Roberts, incrociata mentre sale sul
palco – e poi prende fiato. È il momento che segna una svolta nella sua
carriera: alla cerimonia dei Golden Globe 2026 vince come Miglior Attrice Non
Protagonista per One Battle After Another, film diretto da Paul Thomas Anderson.
È la sua prima candidatura ed è già una vittoria, anche perché è riuscita a
sbaragliare una concorrenza forte – da Emily Blunt ad Ariana Grande.
Taylor viene premiata per il ruolo di Perfidia Beverly Hills, un personaggio che
ha colpito critica e pubblico, tanto da aprire la serata: la statuetta per la
miglior non protagonista è infatti il primo premio consegnato della notte.
Emozionata, l’attrice si rivolge subito a chi l’ha “vista”: “Grazie ai votanti
dei Golden Globe per avermi riconosciuta e per avermi ricordato che ogni scopo
trova sempre il suo momento”, dice dal palco.
Nata il 10 dicembre 1990, 35 anni, cresciuta dalla madre – che è anche la sua
manager – Taylor è madre di due figlie, Junie e Rue Rose. Ed è a loro che pensa
mentre parla. Sa che la stanno guardando dal Beverly Hilton, dove si tiene la
cerimonia, e scherza: “Spero che abbiate smesso di stare su quei dannati
telefoni e mi stiate guardando adesso”. Il discorso diventa subito familiare:
“Alla mia mamma e al mio papà: siete sempre al primo posto nella mia classifica.
Vi voglio tanto bene. Grazie per essere qui con me stasera”. Poi allarga lo
sguardo alla sua “tribù”: “La mia forza, la mia gioia, il mio promemoria
quotidiano che l’amore è un’azione, non solo una parola. Tutto ciò che faccio è
radicato in questa verità”. Non manca il ringraziamento al regista. Taylor cita
Paul Thomas Anderson con affetto e ironia: “Grazie per la tua visione, per la
fiducia e per la tua brillantezza. La mia gratitudine è infinita”. E lo
definisce, sorridendo, “Paul ‘Let him cook’ Thomas Anderson”.
Ma è la chiusura del suo discorso a fare subito il giro del web su social e
quotidiani, perché unisce esperienza personale e dichiarazione politica. Taylor
guarda oltre la platea e parla direttamente a chi è a casa: “Alle mie sorelle
nere e alle piccole ragazze nere che ci stanno guardando stasera: la nostra
dolcezza non è un difetto. La nostra profondità non è eccessiva. La nostra luce
non ha bisogno di permesso per brillare. Apparteniamo a ogni stanza in cui
entriamo. Le nostre voci contano. I nostri sogni meritano spazio”.
L'articolo Teyana Taylor vince il Golden Globe e lo dedica “alle piccole ragazze
nere”: “La nostra luce non ha bisogno di permesso, la nostra dolcezza non è un
difetto. I nostri sogni meritano spazio” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sono state rese note le nomination dell’83esima edizione dei Golden Globe,
considerati da sempre l’anticamera degli Oscar. A far da padrone per i
riconoscimenti assegnati dalla stampa internazionale ai migliori film e show
dell’anno è “Una battaglia dopo l’altra”. La pellicola di Paul Thomas Anderson
con Leonardo DiCaprio si è aggiudicato 9 nomination: Miglior film (musicale o
commedia), Miglior regia, Migliore attore protagonista in un film musicale o
commedia (DiCaprio), Migliore attrice protagonista in un film musicale o
commedia (Chase Infiniti) Migliore attore non protagonista in un film musicale o
commedia (Sean Penn e Benicio del Toro), Migliore attrice protagonista in un
film musicale o commedia (Tatiana Taylor), Miglior sceneggiatura e Miglior
colonna sonora.
A seguire con 8 c’è “Sentimental Value”, con 7 c’è “Sinners”, con 6 “Hamnet” e
con 5 “Frankenstein” e “Wicked – Parte 2”. I riconoscimenti saranno consegnati
in occasione della cerimonia di premiazione, in programma l’11 gennaio. A
guidare l’evento sarà di nuovo la comica Nikki Glaser, dopo il successo della
scorsa edizione.
L’Italia rimane a bocca asciutta. Come Miglior film straniero sono candidati:
‘Un semplice incidente’; ‘No Other Choice – Non c’è altra scelta’; ‘L’agente
segreto’; ‘Sentimental Value’; ‘Sirat’ e ‘La voce di Hind Rajab’.
Tra le attrici protagoniste (di un film drammatico o commedia/musical) a
contendersi la statuetta sono: Julia Roberts per ‘After the Hunt’, Jessie
Buckley per ‘Hamnet’, Emma Stone per ‘Bugonia’, Jennifer Lawrence per ‘Die My
Love’, ‘Cynthia Erivo’ per ‘Wicked – Parte 2’, mentre tra gli attori
protagonisti: Oscar Isaac per ‘Frankenstein’, Dwayne Johnson per ‘The Smashing
Machine’, Jeremy Allen White per ‘Springsteen: Liberami dal Nulla’, George
Clooney per ‘Jay Kelly’, Timothée Chalamet per ‘Marty Supreme’.
Tra le attrici non protagoniste Emily Blunt per ‘The Smashing Machine’, Ariana
Grande per ‘Wicked – Parte 2’, mentre tra gli attori non protagonisti Jacob
Elordi per ‘Frankenstein’, Paul Mescal per ‘Hamnet’ e Adam Sandler per ‘Jay
Kelly’. Sul fronte serialità, domina ‘The White Lotus’ (Hbo Max) con 6
nomination, tra queste Miglior serie drammatica.
Si contende la statuetta con ‘The Diplomat’ (Netflix), ‘The Pitt’ (HBO Max),
‘Pluribus’ (Apple Tv), ‘Severance’ (Apple Tv) e ‘Slow Horses’ (Apple Tv). In
lizza per la categoria Miglior serie musicale e commedia ci sono: ‘Abbott
Elementary’ (Abc), ‘The Bear’ (FX on Hulu), ‘Hacks’ (HBO Max), ‘Nobody Wants
This’ (Netflix), ‘Only Murders in the Building’ (Hulu) e ‘The Studiò (Apple Tv).
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domina con nove nomination. Fuori l’Italia come Miglior Film Straniero proviene
da Il Fatto Quotidiano.
Grande soddisfazione per Sarah Jessica Parker. L’attrice ha saputo che riceverà
il premio Carol Burnett Award 2026, il premio alla carriera televisiva dei
Golden Globe, per il suo contributo all’industria televisiva sia davanti che
dietro la macchina da presa.
“La carriera di Sarah Jessica Parker incarna lo spirito stesso del Carol Burnett
Award – dichiara Helen Hoehne, presidente dei Golden Globe -. Il suo impatto
pionieristico sulla televisione e la sua dedizione alla narrazione, sia sul
palcoscenico che sullo schermo, hanno lasciato un segno indelebile nella cultura
popolare. Siamo onorati di celebrare il suo straordinario contributo
all’intrattenimento”.
Il prestigioso riconoscimento sarà consegnato alla star di “Sex and The City” e
“And Just Like That…” durante lo speciale “Golden Eve”, in onda giovedì 8
gennaio 2026 su Cbs e in streaming su Paramount+. Una serata che darà il via
all’83esima edizione dei Golden Globe, la cui cerimonia di premiazione è attesa
per l’11 gennaio.
Sarah Jessica Parker, attrice e produttrice statunitense classe 1965, è
diventata un’icona della cultura pop grazie all’indimenticabile interpretazione
di Carrie Bradshaw nella serie cult “Sex and the City” e nei successivi film. La
sua straordinaria performance le è valsa prestigiosi riconoscimenti, tra cui
quattro Golden Globe, tre Screen Actors Guild Awards e due Emmy.
Il suo talento versatile emerge anche in pellicole come “Ed Wood” e “Hocus
Pocus”. Oggi, la Parker continua a incantare il pubblico riprendendo il suo
ruolo più celebre nel reboot “And Just Like That…”, che si è concluso alla terza
stagione.
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impatto pionieristico in tv e al cinema ha lasciato un segno indelebile nella
cultura popolare” proviene da Il Fatto Quotidiano.