Doveva essere la stagione del rilancio, la mossa a sorpresa per risollevare gli
ascolti di un format in forte affanno. Invece, l’avventura di Taylor Frankie
Paul nei panni della protagonista di The Bachelorette si è trasformata in uno
dei più clamorosi disastri d’immagine nella storia del reality, culminato con la
cancellazione dell’intera stagione a sole 72 ore dal debutto. Come ricostruito
in dettaglio dal New York Times, a far precipitare la situazione è stata la
pubblicazione da parte del portale TMZ di un video risalente al 2023, in cui si
vede chiaramente la star del reality The Secret Lives of Mormon Wives attaccare
fisicamente il suo ex fidanzato, Dakota Mortensen.
LA DECISIONE DI ABC E LA FUGA DEGLI SPONSOR
Di fronte all’evidenza delle immagini, i vertici televisivi non hanno avuto
scelta. Giovedì, la rete ha staccato la spina al programma. “Alla luce del video
appena emerso oggi, abbiamo preso la decisione di non procedere con la nuova
stagione di ‘The Bachelorette’ in questo momento. Il nostro obiettivo ora è
supportare la famiglia”, ha dichiarato un portavoce di Disney Entertainment. La
cancellazione è solo l’apice di una crisi scoppiata all’inizio del mese, quando
è emerso che Paul e Mortensen (padre del suo terzo figlio) sono indagati dalla
polizia di Draper City, nello Utah, con l’accusa di violenza domestica. Le forze
dell’ordine hanno confermato che l’alterco oggetto della nuova indagine è
avvenuto dopo le riprese di The Bachelorette, ma durante quelle per la nuova
stagione di Mormon Wives (attualmente sospese).
Le ripercussioni economiche non si sono fatte attendere: il noto marchio
Cinnabon ha immediatamente ritirato una ricca sponsorizzazione che coinvolgeva
Paul e il resto del cast del reality sulle mogli mormoni, precisando che la
partnership “non è più in linea con i valori del brand”. Intervistata mercoledì
a Good Morning America (prima che il video di TMZ venisse diffuso), Paul si era
limitata a dire che avrebbe affrontato la questione legale “quando sarà il
momento giusto”.
I PRECEDENTI LEGALI E IL FALLIMENTO DEL “VETTING”
Come fa notare il New York Times, la scelta di affidare a Taylor Frankie Paul il
ruolo principale dello show (“Se non rispetti gli schemi, rompili”, recitava lo
slogan di quest’anno) era apparsa fin dall’inizio un azzardo estremo.
L’influencer aveva già alle spalle gravi problemi con la giustizia. Nel 2023 era
stata arrestata per un’altra aggressione fisica ai danni di Mortensen, con
accuse che includevano aggressione aggravata, abusi su minori e violenza
domestica in presenza di un minore (l’arresto era stato persino mostrato nel
primo episodio di Mormon Wives). Paul aveva patteggiato dichiarandosi colpevole
di aggressione aggravata e ottenendo la sospensione della pena per 36 mesi. Una
nuova incriminazione, come quella attualmente al vaglio della polizia,
violerebbe automaticamente i termini della sua libertà vigilata.
La vicenda ha scatenato la rabbia dei fan storici del programma, che accusano la
produzione di gravi falle nel processo di selezione e verifica dei concorrenti
(il cosiddetto vetting). Un problema sistemico, ricorda il quotidiano
newyorkese: già nel 2024 era emerso che Devin Strader, vincitore della stagione
di Jenn Tran, aveva precedenti per furto con scasso e un ordine di restrizione a
carico, così come altri due concorrenti dello spin-off The Golden Bachelorette.
UN CASTING CONTRO LE REGOLE (E CONTRO IL FORMAT)
Per avere Taylor Frankie Paul, la produzione aveva persino stravolto le regole
storiche di The Bachelorette. Per la prima volta, alla protagonista era stato
concesso di tenere il proprio smartphone durante le riprese. Un’eccezione senza
precedenti — giustificata con la necessità di sentire i figli e promuovere il
suo show su Hulu — che ha distrutto la regola aurea dell’isolamento totale dei
partecipanti. A rendere il tutto ancora più surreale è lo status sentimentale
della donna. La quarta stagione di Mormon Wives, appena uscita, documenta la sua
relazione instabile con Mortensen, terminando addirittura con il dubbio di una
sua possibile nuova gravidanza. Un quadro del tutto incompatibile con le
premesse di un dating show basato sulla ricerca del vero amore. Come ha
sintetizzato duramente su TikTok l’ex protagonista del format Charity Lawson: “I
programmi di incontri non servono per trovare una cura ai propri traumi. A
questo punto dovrebbe essere puro buon senso”.
L'articolo Scandalo a “The Bachelorette”: spunta un video choc di Taylor Frankie
Paul che picchia il fidanzato, la ABC costretta a cancellare la stagione a tre
giorni dal via proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Serie TV
Elena Sofia Ricci è impegnata a teatro con la commedia “Le false confidenze” di
Marivaux per la regia di Arturo Cirillo, in scena dal 14 aprile al 3 maggio al
Teatro Argentina di Roma. Per l’occasione l’attrice ha rilasciato una intervista
a La Repubblica dove ha anche raccontato di alcuni aspetti privati della sua
vita.
“Ero stata programmata per odiarlo e l’ho fatto a lungo. – ha rivelato l’attrice
– Poi, a trent’anni, dopo una serie di insuccessi sentimentali, ho iniziato il
mio percorso di psicoterapia e ho capito che forse mio padre non era il mostro
che mi era stato raccontato, ma semplicemente un uomo, anche fragile, come
tutti”.
E ancora: “Sono cresciuta a Firenze fino a sette anni, più con mia nonna che con
mia mamma, mia madre si era separata poco dopo la mia nascita da mio padre, e
così si trasferì a Roma perché le capitò un’occasione straordinaria: diventò la
prima scenografa donna del cinema italiano. Guadagnava pochissimo e non poteva
permettersi di portarmi con sé. Così rimasi a Firenze con mia nonna Angela, che
per prima capì che il mio posto era il palcoscenico. Mi iscrissero a danza
perché avevo i piedi un po’ storti, e così mi innamorai di questa arte.
Cominciai presto a esibirmi, costringendo i miei cugini a fare spettacolini a
casa. Mia nonna purtroppo se ne andò molto giovane, quando io avevo quattordici
anni. E il nome che ho scelto per Suor Angela nella serie Che Dio ci aiuti è
proprio in suo omaggio”.
E a proposito di ruoli televisivi non si può non citare “I Cesaroni” che
prossimamente tornano su Canale 5, ma Elena Sofia Ricci non fa parte del cast.
“Ho un ricordo bellissimo. – ha spiegato – Però in generale, dopo un certo
numero di anni, ho la necessità di lasciare tutte le serie, perché ho bisogno di
fare altro, è stato così anche per Che Dio ci aiuti. Però I Cesaroni sono stati
una parte importante e felice della mia vita. Trovo che il ritorno sia una
scelta coraggiosa, perché magari la gente non si rende conto di una cosa: forse
vorrebbe ritrovare quelli di vent’anni fa, e noi non siamo più quelli. Alcuni
non ci sono più, e mi piace ricordare Antonello Fassari, che è stato un compagno
di lavoro meraviglioso. I ragazzini sono diventati uomini, tutti siamo
cresciuti, sono arrivati i capelli bianchi. La sfida deve essere proprio questa,
forse”.
L'articolo “I Cesaroni? Ricordo bellissimo, ma dopo anni ho la necessità di
lasciare tutte le serie. Ero stata programmata per odiare mio padre poi con la
psicoterapia, ho capito che forse non era un mostro”: così Elena Sofia Ricci
proviene da Il Fatto Quotidiano.
La morte del 54enne Nicholas Brendon, ha scosso i fan di “Buffy
l’ammazzavampiri”, ma anche i colleghi e gli amici del cast che hanno condiviso
sui social messaggi commossi. La scomparsa di Brendon segue di poco quella della
collega Michelle Trachtenberg, morta all’età di 39 anni, poco più di un anno fa.
L’interprete principale Sarah Michelle Gellar ha scritto su Instagram: “Non
sapranno mai quanto è difficile essere chi non è scelto. Ma io so. Ti vedo,
Nicky. So che sei in pace, in quella grande poltrona a dondolo nel cielo”,
citando il personaggio di Xander interpretato da Brendon.
David Boreanaz, che nella serie interpretava Angel, ha ricordato Brendon come
“qualcuno con cui condividi il tempo, non solo il lavoro. Nick era il secondo.
Portava qualcosa di reale, non perfetto, solo reale. E in questo settore, questo
conta più di ogni altra cosa. Riposa fratello, qualcuno può lasciare un segno
senza nemmeno provarci”.
Anche Alyson Hannigan, co-protagonista in tutte le sette stagioni, ha ricordato
Brendon su Instagram: “Mio dolce Nicky, grazie per anni di risate, amore e
Dodgers. Ti penserò ogni volta che vedrò una poltrona a dondolo. Ti voglio bene.
Rip”. Emma Caulfield Ford, entrata nel cast dalla terza stagione, ha condiviso
sui social: “Il mio cuore è così pesante. Non riesco ancora a trovare le parole
per descrivere quanto questo mi abbia colpito. Riposa Nicky. Ti voglio bene”.
L'articolo “So che sei in pace, in quella grande poltrona a dondolo nel cielo”:
Sarah Michelle Gellar ricorda il collega Nicholas Brendon – Tutti i commenti
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Gioie e “dolori” sulla serie tv cult “Grey’s Anatomy“. Uno degli attori più
amati e indimenticati della produzione, Patrick Dempsey, che ha indossato il
camice del Dr. Derek Shepherd, ha rivelato cosa ha comportato quel grande
successo nella sua vita. Di certo la fama lo ha portato a diventare più
“casalingo perché ha davvero limitato la nostra capacità di socializzare”.
Dempsey è entrato a far parte del cast di “Grey’s Anatomy” nella prima stagione,
andata in onda nel 2005, e ha lasciato la serie con un colpo di scena scioccante
nell’undicesima stagione. In un’intervista pubblicata lunedì 16 marzo, l’attore
oggi sessantenne ha parlato con The Hollywood Reporter più di dieci anni dopo
aver lasciato “Grey’s Anatomy”.
“Credo che, nel fervore del successo di Grey’s Anatomy, la nostra possibilità di
socializzare e di avere un po’ di privacy sia stata limitata, e questo ci ha
costretti a stare molto più a casa – ha detto Dempsey parlando di sé e della sua
famiglia -. Sono una persona molto più casalinga. Sono consapevole della mia
responsabilità quando esco. Voglio essere presente e, se qualcuno mi si
avvicina, voglio assicurarmi di interagire, parlare con loro, salutarli o fare
una foto”.
E ancora: “A volte è molto difficile uscire con la famiglia, perché potremmo
trovarci in un momento intimo e a volte le persone oltrepassano il limite. Non
lo fanno per essere maleducate, ma è molto difficile. Fa parte del ruolo che si
ricopre, come personaggio pubblico, e bisogna accettarlo, e col tempo l’hanno
fatto”.
I suoi figli, ha aggiunto, ora “capiscono il ruolo e, quando escono con me,
apprezzano molto di più cose come ‘Cosa è importante quando si esce?’. A
quest’età stanno imparando. È meglio di quando erano più piccoli”.
Dempsey è riapparso nella serie nel 2020, durante una sequenza onirica nella
première della diciassettesima stagione.
L'articolo “Il successo di Grey’s Anatomy? Mi ha costretto a diventare
casalingo. A volte uscire in famiglia è difficile con i fan che oltrepassano il
limite”: così Patrick Dempsey proviene da Il Fatto Quotidiano.
Per 7 anni Jacob Young è stato dipendente dagli oppioidi. Nessuno lo sapeva,
nemmeno sua moglie. La confessione arriva durante l’ospitata della star di
“General Hospital” nel podcast “Imperfectly Perfect”. A portarlo su quella
strada sarebbero state le conseguenze di una infanzia difficile e i precedenti
problemi con la tossicodipendenza. “Sono cresciuto in una famiglia divorziata”,
spiega l’attore, come riporta il DailyMail. “Da bambino non ho mai conosciuto i
miei genitori insieme”. Il padre si risposò, ma quando Jacob aveva 16 anni la
sua matrigna si tolse la vita: un’esperienza che fece nascere in lui tante
domande e gli diede la consapevolezza di come “le cose potessero cambiare
improvvisamente in un secondo”.
DALLA MARIJUANA ALL’ALCOL E ALLE DROGHE
L’incontro con la marijuana avvenne a 14 anni, mentre quello con l’alcol alcuni
anni dopo, quando la fama complicò tutto. Gli alcolici, a quel punto, divennero
la “stampella” per placare la sua ansia e un “aiuto” per stare davanti alle
telecamere. “Poi è arrivata la cocaina… e poi la molly (la forma in cristalli o
polvere della MDMA, ndr). Ero single. Guadagnavo un sacco di soldi a New York. –
ricorda Young – Provavo risentimento, depressione, vecchie ferite che
sanguinavano ancora dentro di me”.
LA DIPENDENZA DAGLI OPPIOIDI
Proprio per placare tutto quel dolore la star iniziò a usare oppioidi,
diventandone ben presto dipendente. “Ho sprecato sette anni della mia vita con
gli oppioidi. Cercavo ancora di capire cosa non andasse in me, ma non lo sapevo.
Avevo solo bisogno di intorpidire il dolore, di sentirmi normale”. Una
dipendenza di cui nessuno si accorse, né la moglie Christen Steward, sposata nel
2007, né i colleghi sul set: “Mi presentavo sempre, recitavo le mie battute. Ero
sempre preparato. Non ha mai influenzato il mio lavoro” spiega a tal proposito,
“Nessuno lo sapeva. Nemmeno mia moglie”. Dopo 7 anni, però, divenne stufo di
vivere in una continua menzogna: “Mi presentavo fingendo di essere completamente
normale, che nella mia vita andasse tutto bene, e poi tornavo a casa e mi
rendevo conto di aver mentito a tutti per l’intera giornata”. Arrivato al limite
decise di chiedere aiuto: “Alla fine ho ceduto e ho detto la verità a mia
moglie. Le ho detto: ‘Guarda, sono dipendente. E non riesco a smettere perché
non voglio stare male, ma ho bisogno di aiuto’”. Oggi Young è sobrio e non ha
paura di parlare della passata dipendenza. Ha cercato aiuto professionale
attraverso la terapia, spiegando: “Volevo arrivare alla radice del perché avessi
bisogno di farlo”.
CHI È JACOB YOUNG
Diversi i ruoli ricoperti da Young in titoli di successo. Nel 1997 la grande
occasione, quando è stato scelto per interpretareRick Forrester in “Beautiful”,
ruolo che ha mantenuto per due anni prima di riprenderlo nel 2011 e
interpretarlo fino al 2018. Dal 2000, per 3 anni, ha vestito i panni di Lucky
Spencer in “General Hospital”, grazie a cui ha vinto il suo primo Daytime Emmy
Award come “miglior giovane attore in una serie drammatica”. Dal 2003 al 2011 è
stato invece JR Chandler nella soap opera “All My Children”, e più di recente è
apparso come guest star in “The Walking Dead” e in un episodio di “High School
Musical: The Musical – The Series” nel 2021.
L'articolo “Sono stato dipendente dagli oppioidi per 7 anni, volevo placare il
mio dolore. Nessuno lo sapeva, nemmeno mia moglie”: la rivelazione di Jacob
Young, star di “Beautiful” e “General Hospital” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Mondo del cinema in lutto. Nicholas Brendon, noto come Xander della serie tv
cult “Buffy – L’ammazzavampiri”, è morto a 54 anni, ieri venerdì 20 marzo. Ad
annunciarlo la famiglia dell’attore con un lungo comunicato condiviso sui
social. “Ci si spezza il cuore nel condividere la notizia della morte di nostro
fratello e figlio, Nicholas Brendon; è morto nel sonno per cause naturali”, si
legge.
E ancora: “La maggior parte delle persone conoscono Nicky per il suo lavoro come
attore, e per i personaggi che ha portato in vita nel corso degli anni.
Recentemente Nicky aveva trovato la sua passione nella pittura e nell’arte.
Nicky amava condividere il suo talento entusiastico con la sua famiglia, gli
amici e i fan. Era pieno di passione, sensibile e spinto senza fine a creare.
Chi lo conosceva veramente aveva capito che la sua arte era uno dei riflessi più
puri di chi era. Anche se non era un segreto che avesse affrontato dei momenti
difficili in passato, stava prendendo delle medicine e si sottoponeva a delle
cure per gestire la sua diagnosi, ed era ottimista pensando al futuro quando è
morto”.
Infine l’appello: “La nostra famiglia chiede che venga rispettata la privacy
mentre piangiamo la sua perdita e celebriamo la vita di un uomo che ha vissuto
con intensità, immaginazione, e cuore. Grazie a tutti coloro che hanno mostrato
amore e sostegno”.
Nicholas Brendon Schultz è nato il 12 aprile 1971 a Los Angeles. Ha ottenuto la
fama internazionale interpretando Xander Harris in “Buffy l’ammazzavampiri”,
andato in onda dal 1997 al 2003. Poi altri ruoli in “Criminal Minds”, dove era
l’analista tecnico Kevin Lynch in 21 episodi tra il 2007 e il 2014. E ancora
nella serie comica accanto a Bradley Cooper “Kitchen Confidential” e in “Private
Practice”. Sul versante cinematografico era nel cast del film fantascientifico
“Coherence – Oltre lo spazio tempo” (2013) e nella commedia horror “Psycho Beach
Party” (2000).
L'articolo È morto Xander di “Buffy l’Ammazzavampiri”. L’attore Nicholas Brendon
“stava prendendo delle medicine e si sottoponeva a delle cure per gestire la sua
diagnosi” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Regé-Jean Page evita una domanda sul suo ritorno in Bridgerton e i fan vanno in
delirio. Si sa, il 38enne attore londinese, reso celebre dal personaggio di
Simon, il Duca di Hastings, nella prima stagione di Bridgerton, non è mai più
tornato a rivestire i ducali panni nella serie. E ai fan sono mancati il Duca e
sua moglie Daphne, interpretata da Phoebe Dynevor.
In una recente intervista, colui che è stato incoronato perfino come “l’uomo più
bello del mondo”, gli è stato chiesto se avrebbe mai pensato di tornare nel cast
di Bridgerton. “Senti, non so se sei su internet, ma molte persone dicono che
abbiamo bisogno di te di nuovo in Bridgerton”, è stata la domanda della
corrispondente Leah Henry a Regé-Jean. “C’è una possibilità che tu possa mai
tornare?”. L’attore ha risposto: “Sai, è buffo che tu dica questo perché io non
sono su internet”. Lei ha aggiunto: “Magari ci rivedremo?”. E lui ha tagliato
corto: “Grazie mille”.
Questa breve clip è diventata virale online. La showrunner della serie, Jess
Brownell, aveva precedentemente affermato di non essere interessata a costruire
nuovi personaggi nel cast o introdurne di vecchi. “Non siamo interessati a
rifare il casting dei personaggi. Sarebbe un disservizio rispetto a tutto ciò
che Regé e Phoebe hanno costruito nella prima stagione e al bellissimo lavoro
fatto”. Quella fuga di fronte alla domanda però non è passata inosservata e sui
social tra i fan della serie Netflix si è scatenato il toto-ritorno.
L'articolo “C’è una possibilità che tu possa mai tornare in Bridgerton?”: la
risposta di Regé-Jean Page (“l’uomo più bello del mondo”) spiazza i fan proviene
da Il Fatto Quotidiano.
Il reboot di “Buffy l’ammazzavampiri” non ci sarà. Lo ha rivelato Sarah Michelle
Gellar su Instagram. “Sono davvero triste di doverlo dire, ma volevo che lo
sapeste da me. Purtroppo, Hulu ha deciso di non procedere con ‘Buffy: New
Sunnydale’“, ha dichiarato in un video pubblicato sabato. “Voglio ringraziare
Chloé Zhao, perché non avrei mai pensato di ritrovarmi di nuovo nei panni di
Buffy, con i suoi stivali eleganti ma accessibili. E grazie a Chloé, mi sono
ricordata quanto la amo e quanto sia importante non solo per me, ma per tutti
voi. E questo non cambia nulla, e vi prometto che se dovesse arrivare davvero
l’apocalisse, potete sempre contattarmi“.
“LA PORTA È ANCORA APERTA”
Il sequel di “Buffy” era stato annunciato per la prima volta nel febbraio 2025
come episodio pilota ordinato da Hulu. Il regista di “Hamnet”, Zhao, avrebbe
dovuto dirigere e produrre esecutivamente la nuova serie, creata da 20th
Television e Searchlight Television.
Il progetto, intitolato “Buffy the Vampire Slayer: New Sunnydale”, avrebbe visto
Ryan Kiera Armstrong nei panni della nuova cacciatrice, con la star della serie
originale Gellar che avrebbe ripreso il ruolo di Buffy in un ruolo ricorrente.
Una fonte vicina alla produzione ha indicato – come riporta Variety – che,
nonostante il reboot non sia andato in porto, c’è “molto affetto” per Buffy e la
piattaforma di streaming prenderà comunque in considerazione future iterazioni
del franchise: “In sostanza, la porta è ancora aperta”.
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L'articolo “Il reboot di Buffy non si farà più, ma se dovesse arrivare
l’apocalisse potrete sempre contattarmi”: l’annuncio di Sarah Michelle Gellar
‘gela’ i fan proviene da Il Fatto Quotidiano.
Non accennano a diminuire le polemiche su certe “tifoserie” che si sono
scatenate sull’onda del grande successo della serie HBO “Heated Rivalry“, con al
centro amore e passione tra due giocatori di hockey Shane Hollander (Hudson
Williams) e Ilya Rozanov (Connor Storrie). A spiegare bene la questione è lo
stesso Hudson Williams furibondo sui social che ha mandato un messaggio forte e
chiaro: “Non chiamatevi fan se condividete commenti razzisti, omofobi, bifobici,
misogini, ageisti, abilisti, parasociali o di qualsiasi altra natura
discriminatoria. Nessuno di noi ha bisogno del vostro ‘amore’ pieno di odio. Ci
rispettiamo, ci sosteniamo e ci vogliamo bene tutti: siamo dalla stessa parte.
Se non riuscite ad accettarlo, andatevene”.
La collega e attrice di set Ksenia Daniela Kharlamova, che interpreta Svetlana,
ha condiviso il messaggio, aggiungendo: “Per favore, non trasformate qualcosa
che su Internet parla di amore in odio. In questo progetto è stato messo
tantissimo amore e tutti noi nutriamo un sincero rispetto per ogni persona
coinvolta nella sua realizzazione”.
E ancora: “Non siamo personaggi e nemmeno lo sono i nostri veri amici, partner o
familiari: creare false narrazioni su di noi non è ‘amore’. Da questa serie sono
nate così tante cose belle, quindi continuiamo su questa strada. Condividiamo
l’amore, l’arte, le feste danzanti, le amicizie che sono nate e tutta la
positività”.
Hudson Williams è sempre stato restio a commentare l’ossessione di certo fandom
tossico, ma stavolta sembra che il limite sia stato superato. Tace, invece, al
momento il collega di set Connor Storrie che dopo l’exploit della serie sembra
essersi tenuto ben lontano dai riflettori, per evitare di essere travolto
mentalmente non solo dalla popolarità, ma anche dalla rovescia della medaglia
fatta di insulti social.
L'articolo “Non chiamatevi fan se condividete commenti razzisti e omofobi. Non
vogliamo questo ‘amore’ pieno di odio”: Shane Hollander di “Heated Rivalry”
furibondo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ha conosciuto la popolarità mondiale grazie al ruolo di Lenù una delle
protagoniste de “L’Amica Geniale”, la serie ispirata ai libri omonimi di Elena
Ferrante. L’attrice Margherita Mazzucco oggi ha 23 anni, ma ai tempi del boom
del fenomeno televisivo aveva solo 15 anni. Oggi presenta il corto “L’ultimo
giorno di felicità” del regista esordiente Giovanni B. Algieri, ma in una
intervista a La Repubblica ha confessato che non è stato certamente facile
sostenere il “peso” del successo.
“Non me la sono vissuta bene, soprattutto all’inizio. – ha affermato – Sono
andata in crisi, fortunatamente sono andata in terapia che mi ha aiutato molto
in questi anni. Piano piano sono rientrata nella vita e nel corpo di una ragazza
di vent’anni. La mia famiglia mi è sempre stata vicina, questo è stato
fondamentale, ma importante è stato anche ricreare un gruppo di amicizie che
avevo perso. Il primo anno è stato duro poi ho cominciato a stare meglio”.
Il futuro è tracciato: “Intanto finire questa università che mi piace molto.
Sento di avere tante strade aperte, prima credevo che avrei fatto l’attrice e
basta, anche se avevo dei dubbi sul fatto che fosse veramente il mio destino.
Oggi mi sento più libera, studiando la storia del cinema mi sto appassionando di
più, ma soprattutto mi sento tornata tra i miei coetanei”.
E infine: “Oggi sono serena. Sono contenta di questo percorso fatto e vorrei
continuare secondo le mie tempistiche. Sono cresciuta molto velocemente e ora mi
piace fare le cose al momento giusto. Il sogno che sto coltivando ora è la
regia. Vedremo quando”.
L'articolo “Il successo di Lenù e L’amica geniale? Sono andata in crisi e poi in
terapia. Piano piano sono rientrata nella vita e nel corpo di una ragazza di 20
anni”: parla Margherita Mazzucco proviene da Il Fatto Quotidiano.