Tag - Serie TV

“Hanno provato a rubarmi le collane e gli ho spezzato i denti”: l’attore di Mare Fuori Artem Tkachuck di nuovo nei guai per una rissa
“Hanno provato a rubarmi le collane e gli ho spezzato i denti”. Così Artem Tkachuk, diventato famoso grazie alla serie “Mare Fuori” per il ruolo di Pino, finito nuovamente al centro delle cronache. Come riporta La Repubblica, l’attore a Roma con gli amici per passare qualche ora di divertimento, avrebbe avuto una discussione con un altro gruppo di persone. In particolare l’attore sarebbe arrivato alle mani con un ragazzo di Roma. Il tutto sarebbe accaduto nella notte tra il 31 gennaio e il primo febbraio. Sul posto sono intervenuti gli agenti di polizia e i sanitari del 118. Dopo le prime visite si sarebbe accertato che i due erano in visibile stato di alterazione, probabilmente per l’alcol. Nessuna denuncia. Dalle prime ricostruzioni l’attore avrebbe trascorso qualche ora in discoteca, dove all’improvviso sarebbe degenerata una discussione con altre persone poi degenerata fino alla hall dell’hotel dove soggiornava Tkachuk. Non si sanno i motivi della rissa. “Artem ora è tornato a Napoli, ma la sua vita desta sempre più preoccupazione”, ha scritto sul suo profilo Instagram Alessandro Rosica. Nel settembre 2025, Tkachuk è giunto in codice rosso presso il pronto soccorso dell’ospedale dei Pellegrini di Napoli. Il paziente, in evidente stato di agitazione, ha danneggiato apparecchiature mediche e proferito minacce nei confronti del personale sanitario e degli addetti alla sicurezza presenti nella struttura. “Avevo stracciato la flebo dalle vene per fumare una sigaretta per calmarmi. Mi hanno abbattuto come un elefante e 13 giorni nel TSO”, così si era difeso. Già a gennaio Artem Tkachuk ha minacciato di morte con insulti omofobi rivolti a un follower che sui social gli ha commentato una storia dicendo: “Ma è perz a cap” (“Hai perso la testa”, ndr). Tanto è bastato per far esplodere l’attore di “Mare fuori” che ha verbalmente aggredito il proprio interlocutore. “Figlio del maccarone, ti taglio la gola come un maialino” gli ha scritto taggandolo. “Figlio di buona donna, tuo padre è un cocainomane, è pure ludopatico. Quel figlio di buona donna” – ha proseguito Artem, come riporta il sito Biccy.it pubblicando gli screen della chat tra i due. L'articolo “Hanno provato a rubarmi le collane e gli ho spezzato i denti”: l’attore di Mare Fuori Artem Tkachuck di nuovo nei guai per una rissa proviene da Il Fatto Quotidiano.
Roma
Trending News
Serie TV
Aggressione
“Le continue collusioni reiterate dei politici sono uno spettacolo orribile”: Lino Guanciale sulle tracce di Matteo Messina Denaro
Dopo 30 anni di latitanza, Matteo Messina Denaro è stato arrestato il 16 gennaio 2023. I Carabinieri del ROS hanno catturato il boss mafioso nella clinica privata “La Maddalena” di Palermo, dove si sottoponeva a cure per un tumore al colon sotto il falso nome di Andrea Bonafede. La sua cattura ha posto fine a una delle più lunghe latitanze nella storia italiana, iniziata nel lontano 1993. L’evento viene raccontato in “L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro”, la serie tv in onda in due serate, in prima visione su Rai1, martedì 3 e mercoledì 4 febbraio. Il colonnello Lucio Gambera, interpretato da Lino Guanciale, è da anni sulle tracce del latitante ma, a causa dei ripetuti fallimenti, ha ricevuto dal suo Comandante un’indicazione: ha tre mesi di tempo per portare a termine l’incarico, ovvero catturare Messina Denaro che sullo schermo veste i panni di Ninni Bruschetta. Nel cast anche Leo Gassmann che veste i panni del tecnico radio Ram e Levante, che interpreta la moglie di Gambera, Maria. Una curiosità entrambi i cantanti saranno protagonisti del prossimo Festival di Sanremo 2026, al via dal 24 febbraio. Abbiamo incontrati i tre protagonisti della serie. LINO GUANCIALE: “LE COLLUSIONI REITERATE DEI POLITICI SONO UNO SPETTACOLO ORRIBILE” “Di Matteo Messina Denaro, nello specifico quello che a me colpisce è sempre il fatto che delle intelligenze anche straordinarie si votino a cose nefande, è una cosa che accade quotidianamente purtroppo. Poi quello che mi ha colpito moltissimo dal punto di vista umano è evidentemente la capacità di riuscire a far respirare l’idea che alle persone intorno che sia normale. Nello specifico che sia normale che qualcuno che conduce esistenze criminali come la sua, si debba coprirlo o aiutarlo a non farsi prendere. È un po’ banale ma è quello che mi colpisce degli eroi del male, ma nella loro banalità sta la possibilità di potersi opporre, cioè il fatto che sia comunque un personaggio così potentemente seduttivo. Lo Stato oggi è ancora prima linea per la lotta la mafia? Non so dare una risposta, se non quella che evinco dai fatti. È evidente che l’Italia e lo Stato in cui sono cresciuto io aveva come ordine del giorno la lotta alla mafia. Io sono stato una un ragazzo negli Anni 90 ed era sempre presente nel dibattito politico, come fosse una necessità insopprimibile. Certo è che assistiamo a uno spettacolo di continue collusioni reiterate anche da personaggi politici che, una volta che sono stati in galera, a nuove dimissioni per tornarci per lo stesso motivo. La recidività di certe connivenze, è uno spettacolo orribile. Credo che sia necessario più che cercare di dare un’idea un po’ superficiale di sicurezza, portare in oggetto quella cultura della legalità vera che mi sembrava bene in auge, ecco degli anni in cui siamo stati giovani”. LEVANTE: “FALCONE E BORSELLINO HANNO ACCESO UN FARO GIGANTE” “Cosa ricordo di quel 23 maggio 1992, il giorno della Strage di Capaci (Matteo Messina Denaro è stato condannato per la strage, ndr)? Io avevo cinque anni festeggiavo il mio compleanno perché io sono nata il 23 maggio e ovviamente ricordo molto poco. Ricordo però che negli anni successivi il mio compleanno era sempre accompagnato da un’immagine, dalla memoria di Falcone. Quindi è un giorno importante sotto tanti aspetti e non è un giorno in cui la mafia vince una battaglia, è un giorno in cui la perde perché c’è stato un grandissimo sacrificio da parte di questo uomo poi successivamente di Borsellino che hanno acceso ancora di più i riflettori sulla ferita gigante che la Sicilia viveva da troppo tempo”. LEO GASSMANN: “LA MAFIA È NELLA NOSTRA VITA, AGISCE SILENZIOSAMENTE” “Che tra quelli della mia generazione se ne parli poco di mafia è sicuramente è vero. Diciamo che siamo sempre circondati da cattive notizie. La mia impressione, in generale, è che comunque ci sono tante cose sulle quali bisognerebbe lavorare, che però poi passano in secondo piano perché poi arriva sempre una notizia diversa, un’altra cosa che succede in un’altra parte del mondo. Quindi siamo circondati da brutte notizie e non sappiamo dove aggrapparci. La mia generazione credo che veda la magia come un qualcosa di antico, come qualcosa che viene raccontato nei film o nelle serie televisive, perché poi alla fine, almeno per quello che so io, la mafia è entrata a far parte della vita comune di tutti noi. Anche perché non ci sono le stragi che hanno caratterizzato gli Anni 70, 80 e 90. Oggi la mafia agisce in maniera molto più silenziosa e quindi è anche più difficile scovarla e capire chi è irresponsabile. Quindi sicuramente la percepiamo in una maniera un po’ cinematografica più che altro. Questo è un po’ un problema perché in questo modo la mafia un po’ vince. Quindi penso sia importante comunque fare progetti cinematografici come questo, perché comunque si accendono le luci su degli eroi che a volte non vengono ringraziati a sufficienza”. L'articolo “Le continue collusioni reiterate dei politici sono uno spettacolo orribile”: Lino Guanciale sulle tracce di Matteo Messina Denaro proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cinema
Serie TV
Matteo Messina Denaro
Dal lavoro come cameriere al Sottosopra di “Stranger Things”, fino alla vetta di Billboard: chi è Joe Keery, l’attore che ha scalzato Taylor Swift con “End of Beginning”
Forse, fino a qualche tempo fa, se qualcuno avesse chiesto “chi è Joe Keery?”, pochi avrebbero saputo rispondere. Magari, ancora oggi, c’è chi non lo sa. Ma se il nome non risuonasse, il volto (quello sì) è uno dei più popolari del momento. Per tanti è Steve Harrington della serie tv cult Netflix “Stranger Things“, il gelatiere, l’eroe con la mazza chiodata amicone di Dustin e con gli occhi a cuoricino per Nancy. Per altri – e cominciano a diventare molti – è Djo, l’artista che con “End of Beginning” ha invaso i social e sta scalando le classifiche mondiali. DAVANTI ALLE STAR DEL POP Ha scalzato Taylor Swift dalla vetta della top 50 globale su Spotify, lasciandosi dietro anche Bruno Mars con il nuovo singolo “I Just Might”. Solo sulla piattaforma di streaming musicale svedese, “End of Beginning” conta oltre due miliardi di ascolti. Per una settimana, Keery era riuscito a prendersi anche la cima della graduatoria Billboard Global 200, sempre mettendosi alle spalle la reginetta statunitense del pop e la sua “The Fate of Ophelia”. L’attore dal Sottosopra, adesso, sta in equilibrio tra set, red carpet e palcoscenici. Catturando nuovi fan con lo sguardo malinconico, l’ironia e lo stile vintage che tanto piace alla generazione Z e non solo. “Il successo è stato un po’ difficile da quantificare, ma è stato emozionante –, aveva dichiarato in un’intervista al Guardian –. Mi sento davvero grato che le persone si connettano alla canzone”. E c’è ironia nel fatto che la sua hit – rilasciata nel 2022 all’interno del disco “Decide” – sia stata spinta a tali altezze da TikTok, perché Keery non utilizza i social. “È difficile per me mantenere qualsiasi tipo di relazione sana con queste piattaforme. Ho un account per Djo di cui non ho il controllo, altrimenti è così facile essere risucchiato”, aveva rivelato sempre al quotidiano britannico. DISTINGUERE SET E PALCOSCENICO Per non finire nel loop dei reel e del video scrolling, Joe Keery occupa le sue giornate in altro modo: nel 2025 ha pubblicato il suo terzo album “The Crux”. Negli anni precedenti, aveva continuato a saltare da un set all’altro. Ha recitato, tra le altre produzioni, in Free Guy, nel dramma d’epoca “Finalmente l’alba”, scritto e diretto da Saverio Costanzo e in “Marmalade”. E poi, ovviamente, è cresciuto insieme a Steve in “Stranger Things”. Un ruolo che ha voluto separare dal sé artista, in primis per combattere un’iniziale sindrome dell’impostore. Motivo per cui ha deciso di nascondersi dietro lo pseudonimo di Djo, con l’obiettivo di evitare che la gente lo considerasse solo il ragazzo di “Stranger Things”. “Non volevo davvero capitalizzare sul mio nome di attore e mi premeva dissociare Steve dalla musica”, erano state le sue riflessioni affidate sempre al Guardian. Oggi quasi tutti sanno che dietro quelle tre lettere c’è Keery. Lui ci ha fatto pace e mantiene i riflettori accesi sulle sue due carriere. LA PASSIONE PER L’ARTE D’altronde, nella sua vita, recitazione e amore per le sette note sono sempre andati di pari passo. Con la chitarra in mano e l’impulso creativo ci è cresciuto. Nato il 24 aprile 1992 a Newburyport, nel Massachussets, dopo il liceo Keery ha deciso di iscriversi alla Theatre School della De Paul University a Chicago, dove si è laureato nel 2014. Mentre, come molti giovani attori affrontava una gavetta fatta di centinaia di audizioni, piccoli ruoli e qualche pubblicità, ha portato avanti anche la sua passione per la musica nella band Post Animal, sempre nella città del vento. Tra il 2015 e il 2018, ha pubblicato con il gruppo un EP e un album. Nel 2016, nel frattempo, era cominciata l’avventura nella serie ormai cult dei fratelli Duffer. Prima con un provino per il ruolo di Jonathan Byers e poi scritturato per Steve: personaggio arrogante e superficiale che sarebbe dovuto morire presto. E invece amato sempre più dai creatori della serie e dai fan e divenuto, con l’avanzare delle stagioni, responsabile e protettivo. Quasi un fratello maggiore per i ragazzi di Hawkins. Un ruolo di attore a tempo pieno per cui Keery ha lasciato il suo lavoro da cameriere. Nel 2019, poi, ha deciso di intraprendere un progetto musicale solista, con lo pseudonimo di Djo. E Chicago è tornata a essere centrale come uno dei suoi luoghi preferiti. Tanto da trasformarsi in metafora di nostalgia in “End of Beginning”. E così, i versi And when I’m back in Chicago, I feel it. Another version of me, I was in it. I wave goodbye to the end of beginning sono diventati tra i fan quasi un inno. Un modo per accettare, ed è questo il senso del brano, di non essere troppo coinvolti nel passato, ma apprezzarlo per ciò che è stato. L'articolo Dal lavoro come cameriere al Sottosopra di “Stranger Things”, fino alla vetta di Billboard: chi è Joe Keery, l’attore che ha scalzato Taylor Swift con “End of Beginning” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cantanti
Musica
Serie TV
Taylor Swift
“Mio fratello gemello è nato con una paralisi cerebrale e a 12 anni ha subito il trapianto di cuore. È stato lui a farmi accettare il mio corpo”: così Ashton Kutcher
È stata presentata a Roma ieri, 19 gennaio, la nuova serie tv di Ryan Murphy “The Beauty”, disponibile dal 22 gennaio su Disney+, che segue “The Corporation” un oscuro miliardario del settore tecnologico, interpretato da Ashton Kutcher, creatore di un farmaco miracoloso chiamato “La Beauty” che promette di trasformare chi lo assume nella migliore versione di sé stesso. A indagare sul misterioso farmaco, gli agenti dell’FBI Cooper Madsen (Evan Peters) e Jordan Bennett (Rebecca Hall) tra Parigi, Venezia, Roma e New York, dopo che il mondo dell’alta moda viene sconvolto quando alcune top model internazionali – come Bella Hadid nella serie – cominciano a morire in circostanze misteriose e raccapriccianti. Nel cast anche Anthony Ramos, nei panni di un letale sicario chiamato a difendere l’impero del personaggio di Kutcher e Jeremy Pope in quelli di un emarginato disperato disposto a sacrificare tutto per raggiungere la perfezione. “Perché non riusciamo ancora ad accettare le imperfezioni? – si è chiesto l’attore all’AdnKronos – Dal punto di vista sociale, penso che le persone abbiano paura di ciò che non conoscono e non comprendono. E quello che accade, di conseguenza, è che si formano gruppi diversi: nel momento in cui qualcuno ha paura di qualcosa, reagisce attaccandola. E quando si attacca qualcosa di sconosciuto, chi invece quella cosa la vive, la incarna o semplicemente è così, tende a stringersi attorno a persone simili per protezione. Così nascono le tribù”. Tribù che per l’attore “diventano unità protettive contro ciò che gli altri non capiscono. Succede in tanti ambiti: nella religione, nella razza, nel sesso e in molte altre cose. Le persone attaccano ciò che non conoscono per sentirsi al sicuro. Così, nel tempo, creiamo sempre più separazione: piccoli bozzoli che non riescono più a rinunciare a un ideale o a una convinzione che ha dato loro sicurezza all’interno della propria comunità”. “Il mio personaggio è un cattivo? Non credo esista un cattivo assoluto. – ha continuato l’attore – Anche quando interpreti il bravo ragazzo, sei comunque il villain di qualcuno. Anche in una commedia romantica sei il cattivo per l’ex fidanzato della protagonista. È tutto relativo”. Per costruire il personaggio, Kutcher ha osservato persone reali: “Ho preso alcuni aspetti da persone che conosco, gente così ricca da non pensare più al denaro. C’è una leggerezza, quasi una presunzione, nel modo in cui attraversano il mondo. Ho rubato qualcosa da lì”. Poi rivela un dettaglio curioso: “Ho inventato una risata per il personaggio, una risata gutturale. Non l’avevo mai fatta in vita mia. Ora non riesco più a smettere”. E ancora: “Ho ritrovato la forma per recitare in ‘The Beauty’. Il rapporto con la bellezza? Grazie a mio fratello gemello oggi so chi sono”. Così Ashton Kutcher ripercorre uno dei momenti più importanti della sua vita, raccontando come il gemello, nato con una paralisi cerebrale e sottoposto a un trapianto di cuore, gli abbia insegnato a guardare a sé stesso. “Mio fratello gemello è nato con una paralisi cerebrale e a 12 anni ha subito il trapianto di cuore – ha concluso -, abbiamo avuto la stessa famiglia gli stessi genitori, frequentato le stesse scuole e gli stessi amici poi io sono partito per fare il modello e ho iniziato a recitare senza mai far mancare a mio fratello il mio sostegno. Fino a quando un giorno mi ha detto ‘ogni volta che provi dispiacere per me mi fai stare peggio, questa è la mia vita l’unica che ho’. Viviamo tutti l’unica vita che abbiamo anche io ho sempre avuto questo corpo che ho“. L'articolo “Mio fratello gemello è nato con una paralisi cerebrale e a 12 anni ha subito il trapianto di cuore. È stato lui a farmi accettare il mio corpo”: così Ashton Kutcher proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cinema
Serie TV
Attori
Ashton Kutcher
The White Lotus, Euphoria, True Blood, Task… Una marea di serie tv cult (e nuove) sono in arrivo con Hbo Max: i titoli, il prezzo e come abbonarsi
Benvenuta in Italia, Hbo Max. La home page sembra quella di Netflix, tanto a breve avranno ufficialmente lo stesso proprietario, ma i titoli pronti fin dal primo giorno di fruizione stuzzicano già gli amanti del binge watching. Dalle prime ore di martedì 13 gennaio 2026 sulla home italiana di Hbo Max campeggia il lanciatissimo film per gli Oscar Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson con Leonardo DiCaprio, fresco vincitore di 4 Golden Globe. Attesissima anche la seconda stagione di The Pitt, anch’essa celebrata ai Globe con il premio alla miglior serie drammatica. Per l’Italia, già pronta è la visione di Nonostante, film diretto da Valerio Mastandrea. Mentre per A Knight of the Seven Kingdoms, altro spin off legato all’universo Game of Thrones, bisogna attendere il 19 gennaio i già fedelissimo abbonati del primo giorno possono accedere all’immenso e iconico archivio Hbo Original: The Wire, Veep, The White Lotus, Euphoria, True Blood, Task, House The Penguin, And Just Like That…, Friends, I Soprano, Six feet under, Sex and the City, Succession. Sul fronte delle produzioni esclusive italiane, settore piuttosto amato dai fruitori delle piattaforme streaming, bisogna attendere un po’ di rodaggio degli algoritmi e il 20 febbraio arriverà anche il Portobello di Marco Bellocchio, biopic su Enzo Tortora. A seguire la serie Melania Rea – Oltre il caso, diretta dal sempre attento Stefano Mordini con Mari Esposito e Daniele Rienzo e che ripercorre lo sconvolgente femminicidio del 2011, il medical drama 500 battiti; Peccato, il mockumentary comedy diretto da Valerio Vestoso con protagonista Emanuela Fanelli; In utero, la serie creata da Margaret Mazzantini, diretta da Maria Sole Tognazzi e ambientata all’interno di una clinica per la fertilità a Barcellona con protagonista Sergio Castellitto; infine le docuserie Gina Lollobrigida: Diva contesa – sulla battaglia per l’eredità della diva -, e Saman – La verità nascosta, rievocazione dello straziante omicidio di una giovane pachistana assassinata dal suo clan familiare islamico per aver rifiutato un matrimonio combinato. Dalle produzioni internazionali appena avrà finito la sua cavalcata nelle sale sarà disponibile Norimberga, il film storico con Russell Crowe nei panni del nazista Goring e Rami Malek in quello dello psichiatra che tenterà di curarlo dopo che il gerarca è stato catturato e imprigionato dagli alleati. I prezzi? Come tutte e altre piattaforme online. Tre i piani mensili tra cui il “Base”, con pubblicità a 5,99 euro (due dispositivi, Full Hd); lo Standard a 11,99 euro (due dispositivi, Full Hd e fino a 30 download con limitazioni) e il Premium a 16,99 euro (quattro dispositivi, 4K Ultra HD, Dolby Atmos dove disponibile e 100 download con limitazioni). Hbo Max offrirà anche per 3 euro in più al mese il pacchetto Sport (dentro ci sono anche il Roland Garros e parecchio ciclismo) con la trasmissione in diretta dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 inclusi in ogni piano di abbonamento. L'articolo The White Lotus, Euphoria, True Blood, Task… Una marea di serie tv cult (e nuove) sono in arrivo con Hbo Max: i titoli, il prezzo e come abbonarsi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sport
Trending News
Serie TV
Film
Grande festa a Roma per il lancio di HBO Max in Italia: sul red carpet il cast di “A Knight of the Seven Kingdoms”, lo spin-off di “Game of Thrones”
Gran Gala ieri sera, giovedì 15 gennaio, per HBO Max che è sbarcato in Italia e ha trasformato Roma in Westeros con la premiere di “A Knight of the Seven Kingdoms”, lo spin-off di “Game of Thrones” che debutta il 19 gennaio sulla nuova piattaforma di Warner Bros. Discovery. Ad accogliere il cast, a partire dallo showrunner Ira Parker e il protagonista Peter Claffey, un lungo red carpet tra fotografi, tanti curiosi e il calore dei fan. “Questa serie rappresenta l’esperienza più bella della nostra vita”, dicono in coro gli interpreti, che non mancano di elogiare il buon cibo italiano. Una ingresso in pompa magna quello di HBO Max che regala al pubblico non una ma ben due premiere. A calcare il tappeto rosso anche il cast della serie “Industry”, nella Capitale per presentare la quarta stagione che debutta sulla nuova piattaforma. E con questa arrivano anche le precedenti stagioni, finora non disponibili per nostro Paese. “È stato un viaggio lungo, ma il nostro sogno è diventato realtà grazie al lavoro intenso dei team internazionali e locali –, dichiara Alessandro Araimo, EVP Managing Director Warner Bros. Discovery Southern Europe – Per la prima volta, il pubblico italiano potrà accedere all’intero catalogo targato HBO Max sotto un unico brand, un passaggio che l’azienda considera strategico e simbolico. Finalmente tutti i nostri contenuti saranno disponibili insieme, con la qualità che vogliamo garantire al nostro pubblico”. Presente all’evento anche JB Perrette, Ceo e President of Global Streaming and Games di Warner Bros. Discovery, che ha definito l’arrivo in Italia “un’occasione speciale” e un tassello fondamentale nell’espansione globale del servizio, ora presente in oltre venti mercati, e assicura che il biennio 2026-2027 offrirà “la line-up più forte della nostra storia”. A Roma è atterrato anche Casey Bloys, Chairman e Ceo, HBO and Max Content, accolto come il volto creativo dietro alcune delle serie più acclamate degli ultimi decenni. Il primo titolo italiano a debuttare sulla piattaforma è la serie “Portobello” di Marco Bellocchio sul caso Tortora (disponibile dal 20 febbraio), ma Bloys assicura che “è solo l’inizio”, ribadendo la volontà di bilanciare produzioni locali e contenuti globali. “Sono contento ed emozionato per il debutto di ‘Portobellò”, dice Bellocchio sul red carpet e aggiunge: “Ma dobbiamo continuare a fare dei bei film, solo la qualità ci può salvare”. Prossimamente su HBO Max debutterà la serie “Melania Rea – Oltre il caso”, diretta da Stefano Mordini con Maria Esposito nei panni di Melania Rea e Daniele Rienzo in quelli di Salvatore Parolisi. Gli episodi ripercorrono il femminicidio del 2011. “Sono grata di dar voce a Melania – dice Maria Esposito sul red carpet -. Ho accettato questo progetto perché io faccio questo lavoro per arrivare sullo schermo e mandare dei messaggi”. Accanto all’attrice, il collega Daniele Rienzo: “La società non si guarisce da sola, dobbiamo fare qualcosa in più e il cinema può essere di aiuto”. Con il lancio di Hbo Max il 13 gennaio, il mercato italiano dello streaming registra l’ingresso di un nuovo competitor in un contesto che appare ormai prossimo alla saturazione. Secondo le dinamiche in corso negli Stati Uniti, la piattaforma sarà acquisita nel giro di pochi mesi da Netflix o Paramount, in base all’esito dello scontro per il controllo di Warner Bros Discovery. A tracciare un quadro dei numeri reali dello streaming in Italia è Fabrizio Angelini, ceo di Sensemakers, che all’Adnkronos parla di un mercato entrato in una fase di maturità avanzata. “Dalle nostre ricerche e da alcune evidenze dei dati Auditel emerge una fase di saturazione degli abbonamenti ai servizi di streaming a pagamento. Le leve principali – riduzione dei prezzi attraverso formule supportate dalla pubblicità e contrasto alla condivisione delle password – hanno già espresso gran parte del loro potenziale – spiega Angelini. – La crescita, aggiunge, proseguirà ma a ritmi più contenuti, con un aumento dei fenomeni di sostituzione delle offerte e di churn rate tra gli operatori”. Sul fronte della domanda, i dati mostrano un’adozione ormai consolidata. “Già la metà delle famiglie italiane e l’80% di quelle dotate di connessione broadband hanno sottoscritto almeno un servizio di streaming a pagamento”, conclude il ceo di Sensemakers. L'articolo Grande festa a Roma per il lancio di HBO Max in Italia: sul red carpet il cast di “A Knight of the Seven Kingdoms”, lo spin-off di “Game of Thrones” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Roma
Televisione
Serie TV
Warner Bros
Golden Globe 2026, George Clooney e Noah Wyle si abbracciano e i fan della serie tv cult “E.R. – Medici in prima linea” impazziscono per la réunion – IL VIDEO
Uno dei momenti più emozionanti della cerimonia di premiazione dell’83esima edizione dei Golden Globe, che si è tenuta stanotte, un abbraccio che ha riacceso le emozioni in tanti fan della serie tv cult “E.R. – Medici in prima linea”. George Clooney e Noah Wyle si sono ritrovati e abbracciati a oltre trent’anni dalla serie che li ha consacrati al grande mondo di Hollywood e che ha segnato un’intera generazione di spettatori. Come riportano i media presenti alla cerimonia, l’incontro tra i due ha suscitato entusiasmo e un’ondata di nostalgia tra i presenti. George Clooney ha ricevuto la nomination come Miglior attore in un film commedia o musical (categoria vinta da Timothée Chalamet per “Marty Supreme”) per il suo ruolo da protagonista in “Jay Kelly”, mentre Wyle si è portato a casa la statuetta come miglior attore in una serie drammatica per “The Pitt”, sempre ambientato nelle sale di un ospedale proprio come “E.R. – Medici in prima linea”. Due percorsi professionali distinti, carriere che li hanno portati lontano dal fittizio County General Hospital di Chicago che li ha resi celebri, eppure il legame sia professionale che affettivo tra loro è rimasto intatto, nonostante il passare del tempo. Il caloroso abbraccio che si sono scambiati ne è la testimonianza più eloquente. “E.R. – Medici in prima linea”, il cui titolo originale era “ER”, è stata una delle serie televisive medical drama più amate e premiate della storia della televisione. È stata trasmessa negli Stati Uniti dal 1994 al 2009. > Noah Wyle hugs and kisses “ER” co-star George Clooney as the #ThePitt wins at > the #GoldenGlobes for best television drama. pic.twitter.com/zjbn1CBFAm > > — Variety (@Variety) January 12, 2026 L'articolo Golden Globe 2026, George Clooney e Noah Wyle si abbracciano e i fan della serie tv cult “E.R. – Medici in prima linea” impazziscono per la réunion – IL VIDEO proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cinema
Golden Globe
Serie TV
George Clooney
“Il carcere è quello che c’è in testa per questo la scuola e la cultura salvano i giovani dalle situazioni di grande degrado”: così Luisa Ranieri su “La Preside”
“Il carcere è quello che c’è nella testa”. È una delle frasi pronunciate la Luisa Ranieri nella nuova serie “La Preside”, prodotta da Bibi Film TV e Zocotoco, in collaborazione con Rai Fiction. In onda da lunedì 12 gennaio in prima serata su Rai Uno per quattro appuntamenti. È una storia liberamente ispirata alla figura di Eugenia Carfora, preside di Caivano divenuta simbolo di coraggio, determinazione e impegno civile, raccontando il percorso umano e professionale di una donna che sceglie di restare, di lottare e di credere nella scuola come presidio fondamentale di legalità e futuro. A interpretare la preside è Luisa Ranieri, che ha conosciuto personalmente Carfora dopo aver visto il documentario di Domenico Iannacone. “Incontrarla mi ha acceso una luce – ha spiegato – Nel buio di una periferia ho visto qualcosa di bellissimo: il singolo che fa il suo, senza chiedersi perché. Portare questa storia al grande pubblico significa ricordare che una persona sola può cambiare un destino”. Nel cast oltre ad Alessandro Tedeschi che interpreta un professore di Italiano del Nord, al fianco della protagonista, un cast di bravi attori giovani come Francesco Zenga, Ludovica Nasti, Pasquale Brunetti (che ha partecipato come ballerino di hip hop ad ‘Amici 22’) e Luigi D’Oriano per citarne alcuni. “Non c’è prospettiva senza la scuola, – ha raccontato Luisa Ranieri a FqMagazine – perché fuori dalla scuola non ci sono le possibilità di allenare il sogno e l’immaginazione, che è l’unica cosa che ti tira fuori anche dai contesti più difficili o dalle situazioni di grande degrado sociale, economico. Magari ci fosse un’altra Eugenia Carfora in giro per l’Italia, nelle zone difficili, perché sono personaggi che portano una grande energia e una grande voglia di fare. Laddove c’è bisogno ovviamente un’Eugenia Carfora serve”. E ancora un ricordo divertente sul set: “Tutti gli attori-alunni mi prendevano in giro perché troppo concentrata e preoccupata a fare tutti i movimenti di Eugenia, dire le parole e le cose che diceva lei. C’era Francesco Zenga che mi imitava alla perfezione perché il mio unico pensiero, anche quando non ero in scena, era non dimenticarmi le movenze di Eugenia”. “Sono stata una studentessa determinata come il mio personaggio Lucia– ha spiegato Ludovica Nasti -, molto rivolta al sapere, alla cultura che secondo me è importantissima. Credo che quello che abbiamo cercato di fare noi attori sia stato proprio guardare dentro i nostri personaggi e capire veramente i loro desideri e i sogni. Ho affrontato il mio percorso scolastico con leggerezza con gli amici, ma durante le lezioni cercato il rapporto umano, in primis, con gli insegnanti. Credo sia importante anche l’affettività, che credo manchi nelle scuole di oggi”. Francesco Zenga ha poi aggiunto: “È importante che ci sia la fiducia, nelle case, nelle scuole e anche verso i nostri mentori, che sono appunto gli insegnanti e i genitori. Bisogna inculcare il diritto a sognare. Mi auguro che nelle scuole di oggi svanisca il divario tra alunno-insegnante”. L'articolo “Il carcere è quello che c’è in testa per questo la scuola e la cultura salvano i giovani dalle situazioni di grande degrado”: così Luisa Ranieri su “La Preside” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Scuola
Televisione
Serie TV
“Il mio primo bacio? Sul set di ‘Stranger Things’ ed è stato imbarazzante. Di sicuro non vuoi che accada davanti a tua mamma mentre è sul set”: così Sadie Sink
È uno dei volti più amati della serie tv cult “Stranger Things“. L’attrice Sadie Sink ha prestato il volto a Max, capelli rossi, appassionata di skateboard e soprattutto amante del brano “Running Up That Hill (A Deal With God)” di Kate Bush, inciso nel 1985. Nella quinta stagione, disponibile su Netflix, la sua vicenda è cruciale e ci saranno dei risvolti interessanti per capire se finalmente potrà uscire dal coma e riabbracciare l’amato Lucas (Caleb McLaughlin). La partecipazione al progetto risale alla seconda stagione, quindi nel 2017. L’attrice aveva solo 14 anni quando è piombata sul set di una delle serie tv più amate nel mondo e così ha ricordato in una intervista a W Magazine alcuni dei momenti più importanti che ha vissuto. “Tutto è cominciato quando avevo 14 anni – ha affermato – ed ero una matricola al liceo. Avevano bisogno di una ragazza per la seconda stagione, visto il grande successo della prima. L’avevo guardata la settimana precedente alla mia audizione e l’ho finita in due giorni”. Poi la lettura del copione: “È un maschiaccio, fa skateboard, è più saggia rispetto alla sua età. Ho anche mentito, ho detto di saper usare i pattini a rotelle, perché pensavo che mia avrebbe agevolato nell’ottenere il ruolo”. Poi un momento intimo: “Il mio primo bacio è stato sul set ed è stato così imbarazzante, perché di sicuro non vuoi dare il tuo primo bacio davanti a tua mamma, ripetutamente, mentre lei segue tutto sul monitor e anche la mamma di lui vi sta guardando sul monitor. Ripensandoci è stato dolce però“. LA TRAMA DI “STRANGERS THINGS 5” Autunno 1987. Hawkins è rimasta segnata dall’apertura dei portali e i nostri eroi sono uniti da un unico obiettivo: trovare e uccidere Vecna, che è svanito nel nulla: non si sa dove si trovi né quali siano i suoi piani. A complicare la missione, il governo ha messo la città in quarantena militare e ha intensificato la caccia a Undici, costringendola a nascondersi di nuovo. Con l’avvicinarsi dell’anniversario della scomparsa di Will si fa strada una paura pesante e familiare. La battaglia finale è alle porte e con essa un’oscurità più potente e letale di qualsiasi altra situazione mai affrontata prima. Per porre fine a quest’incubo è necessario che il gruppo al completo resti unito, per l’ultima volta. L’attesa quinta e ultima stagione esordirà su Netflix in tre date diverse con il volume 1 in uscita il 26 novembre(quattro episodi), il volume 2 a Natale (tre episodi) e il finale a Capodanno. Ciascun volume sarà distribuito alle 17:00 PT (2:00 del mattino ora italiana). L'articolo “Il mio primo bacio? Sul set di ‘Stranger Things’ ed è stato imbarazzante. Di sicuro non vuoi che accada davanti a tua mamma mentre è sul set”: così Sadie Sink proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trending News
Serie TV
Sabrina Ferilli preside carismatica vittima di revenge porn per un video intimo diffuso illegalmente: trama e curiosità di “A testa alta”
Un preside carismatica e temuta quanto amata. È la storia di Virginia protagonista delle tre puntate della nuova serie Mediaset “A testa Alta – Il coraggio di una donna”, in onda da mercoledì 7 gennaio, in prima serata su Canale 5. Ad interpretare la protagonista è Sabrina Ferilli. Dunque Virginia Terzi, preside di un liceo in un borgo sul lago alle porte di Roma, ha ideato “A Testa Alta”, un progetto contro la dipendenza digitale. La donna sta per coronare il sogno della sua vita quando un video intimo diffuso senza consenso la travolge in uno scandalo mediatico. La comunità si spacca, la macchina del fango parte e Virginia deve difendere sé stessa, suo figlio e i valori in cui crede. In questo contesto si sviluppa un intreccio corale: scandali online, dinamiche familiari, primi amori e segreti destinati a emergere. Mentre il borgo la osserva e giudica, Virginia tenta di rialzarsi. Accanto a lei c’è Rocco (Francesco Petit), il figlio sedicenne, sensibile e appassionato di scacchi, che affronta le conseguenze dello scandalo mentre vive il suo primo amore per Nina (Lucia Balordi), compagna di classe intrappolata in una relazione tossica con Alex (Andrea Pittorino), figlio del Sindaco Morrone (Augusto Fornari). A sostenere Virginia ci sono Giulia (Maria Chiara Augenti), vicepreside e amica, e Marco Colaianni (Raniero Monaco Di Lapio), professore di educazione fisica che sarà pronto ad esporsi per proteggere Virginia dalle conseguenze del video, ma anche e soprattutto dalle minacce che la donna inizia a ricevere. Ma chi può avercela con la preside e perché? Da questo interrogativo si sviluppa tutto il film. L'articolo Sabrina Ferilli preside carismatica vittima di revenge porn per un video intimo diffuso illegalmente: trama e curiosità di “A testa alta” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Televisione
Serie TV
Canale 5
Sabrina Ferilli