Dopo aver messo piede nel segmento dei Suv di dimensioni medie con la Bigster,
Dacia svela la Striker, un crossover inedito che punta su pragmatismo e
accessibilità. La Striker non è solo un nuovo modello, ma il (secondo) pilastro
di una strategia commerciale ambiziosa: portare la quota di vendite dei veicoli
Dacia nel segmento C dall’attuale quinto a ben un terzo del totale nei prossimi
anni.
Lunga 4,62 metri, l’ultima arrivata del marchio romeno ha cromosomi da station
wagon ma senza rinunciare all’altezza da terra e allo “standing” tipici di una
sport utility. Il look è “robusto”, accordato col family feeling di Duster e
Bigster, pur introducendo nuovi concetti di stile, specie in coda.
La Striker nasce come veicolo multi-energia: la gamma motori – i dettagli
tecnici non sono stati ancora rivelati ma dovrebbero ricalcare fedelmente quelli
della Bigster – punterà su una versione Ibrida (proposta con trazione anteriore
o 4×4) e su una edizione GPL, alimentazione apprezzata in Italia.
Insieme a Bigster, Striker formerà una coppia complementare nel segmento C: due
personalità distinte unite dalla stessa filosofia del miglior rapporto
qualità/prezzo. Dacia ha confermato un prezzo d’ingresso inferiore ai 25.000
euro, rendendo la Striker una soluzione competitiva sia per i clienti privati
che per le flotte aziendali. Il debutto in società è fissato per il mese di
giugno.
L'articolo Dacia svela Striker, il nuovo crossover accessibile che punta al
segmento C proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Dacia
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DACIA DUSTER 2026
Poco più di due anni fa Dacia ha presentato la terza generazione della Duster,
dopo che le prime due avevano venduto oltre 2,2 milioni di unità. In questo
biennio l’ultima arrivata ha già raggiunto il mezzo milione di esemplari ed è
sempre il suv più venduto ai clienti privati di tutta Europa, un dato che
dimostra la bontà del progetto.
Uno dei motivi principali di questo apprezzamento è il design, che è sempre
stato un punto di forza della Duster ma che con il modello attuale ha fatto un
deciso passo in avanti. Il look della Duster, peraltro, è molto funzionale,
poiché tutto il veicolo è avvolto da una “cintura” continua, composta da
protezioni laterali, passaruota e paraurti, realizzati in Starkle. È un
materiale sviluppato da Dacia che contiene il 20% di plastica riciclata, è
resistente agli urti, non richiede verniciatura e mantiene inalterato il colore
nel tempo. Completano il pacchetto le ampie piastre anteriori e posteriori,
anch’esse tinte in massa, pensate per resistere a graffi e usura.
L’altra grande novità di questa terza generazione è stato il sistema ibrido
firmato Renault, portato in dote dalla piattaforma CMF-B, la stessa della Clio.
All’inizio il powertrain aveva 140 CV ma ora è stato aggiornato e la potenza è
salita a 155 cavalli, con 215 Nm di coppia. Della parte termica si occupa un 1.8
4 cilindri a Ciclo Miller da 109 CV, mentre quella elettrica è suddivisa tra due
unità, una da 49 CV e una da 20 CV che funge da generatore-alternatore.
La trasmissione non utilizza frizioni e i rapporti vengono innestati
direttamente: ce ne sono due per la parte elettrica e quattro per quella
termica, con quindici totali combinazioni di velocità disponibili che vengono
scelte automaticamente dall’elettronica in funzione della situazione. Chi guida
deve solo scegliere tra marcia avanti “D” e indietro “R”, o al massimo la “B”
per aumentare il freno motore. In partenza la Duster usa sempre il motore
elettrico principale, con il 1.8 che si attiva solo successivamente.
I due motori elettrici sincronizzano l’innesto dei rapporti e compensano il
vuoto di coppia durante i passaggi di marcia, riducendo al minimo i
trascinamenti e aumentando l’efficienza, tanto che in città si guida in
elettrico per l’80% del tempo. Rispetto al vecchio Hybrid 140 i consumi sono
calati dell’8%: nel ciclo misto la Duster si accontenta di 4,7 l/100 km ed
emette 106 g/km di CO₂.
A livello dimensionale la Duster si colloca nella zona più alta del segmento
B-Suv, con 4,34 metri di lunghezza, 1,66 di altezza e un bagagliaio da 594
litri. L’altezza da terra, di 20,9 cm, ricorda il carattere off-road della
Duster che ha anche degli ottimi angoli per il fuoristrada. Quelli di attacco e
di uscita raggiungono i 31° all’anteriore e i 36° al posteriore, con un angolo
di dosso di 24°; ci sono anche il terrain control con 5 modalità e una serie di
informazioni aggiuntive che si visualizzano nella schermata dedicata sul sistema
di infotainment. Quest’ultimo nelle versioni top utilizza un nuovo touchscreen
da 10,1 pollici orientato verso il guidatore, è connesso e include
l’aggiornamento delle mappe per 8 anni. Ci sono anche le prese usb-c al
posteriore e la piastra per ricaricare lo smartphone.
Al volante la Duster si fa apprezzare per la fluidità del sistema ibrido, che ha
sempre una buona spinta ed è scevro da quell’effetto scooter degli ibridi
tradizionali. Guidando con un po’ di accortezza si sfrutta la frenata
rigenerativa e i consumi diventano davvero interessanti, mentre se si alza il
ritmo il baricentro alto e l’assetto morbido creano trasferimenti di carico
considerevoli e consigliano di rallentare.
Il comfort generale è buono, pure nei viaggi più lunghi, anche se
l’insonorizzazione potrebbe essere migliore nella parte bassa dell’abitacolo e
intorno agli specchietti. Infine, per quanto riguarda i prezzi, la Duster Hybrid
155 costa quasi 5.000 euro in più della bi-fuel da 120 CV con lo stesso
allestimento e ha un listino che parte da 26.650 euro.
L'articolo Dacia Duster Hybrid 155, la prova de Il Fatto.it – Più potenza e meno
consumi – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dacia ha deciso di venire incontro ai suoi fedelissimi clienti, sempre più
carichi di aspettative e disposti a spendere qualcosa in più per avere ciò che
cercano (la maggior parte degli ordini non riguarda affatto l’allestimento meno
costoso), anche sul fronte della connettività. “Se tutti richiedono una
connessione di bordo performante, non tutti hanno le stesse esigenze. Per
soddisfarle al meglio, riproponiamo un’offerta a tre livelli, che sulle nuove
Sandero li arricchisce tutti”, fanno sapere i tecnici Dacia.
Il sistema multimediale Media Control con comandi al volante, di serie fin dalla
variante d’accesso (la Essential), che è già in grado di visualizzare le
informazioni e le chiamate telefoniche sullo schermo del cruscotto, offre anche
quattro altoparlanti, connessione Bluetooth, porta Usb-C e supporto per
smartphone integrato nella plancia. Inoltre, grazie alla relativa nuova
interfaccia dell’App gratuita, l’interazione è più intuitiva e il conducente può
gestire le varie funzioni e accedere ad altre “operatività” dal proprio
smartphone.
Sui livelli superiori (Expression, Extreme e Journey) è standard il sistema con
lo schermo centrale a sfioramento da 10” ad alta risoluzione (a richiesta sulla
declinazione Essential): il Media Display offre connettività wireless Apple
CarPlay e Android Auto e la sua diagonale è di 2” superiore rispetto a quella
del modello uscente. Il Media Nav Live è a richiesta e include la navigazione
connessa con informazioni in tempo reale sul traffico e mappe aggiornate per 8
anni oltre che un impianto audio Arkamys 3D Sound System con 6 altoparlanti.
Il caricatore a induzione è un inedito assoluto per il marchio. Tra le altre
novità proposte dal costruttore ci sono i retrovisori ripiegabili elettricamente
(utili a protezione degli specchietti soprattutto quando la macchina è
parcheggiata lungo strade strette), i fari automatici che evitano di abbagliare
gli altri utenti della strada e la multiview camera, funzionale nelle manovre a
bassa velocità e per parcheggiare, grazie alla visualizzazione di una vista
dall’alto del veicolo e degli ostacoli.
Gli Adas (sistemi di assistenza alla guida) previsti dalle normative sono di
serie e includono la frenata automatica di emergenza (urbana/extraurbana con
rilevamento di veicoli, pedoni, ciclisti e moto) e il sistema di monitoraggio
dell’attenzione del conducente. Il costruttore, per agevolare la guida degli
automobilisti, ha installato il pulsante “My Safety”, che consente un accesso
rapido alla configurazione personalizzata dei dispositivi di assistenza.
L'articolo Infotainment evoluto e Adas di serie. La connettività di bordo
firmata Sandero proviene da Il Fatto Quotidiano.
Accessori in stile Dacia. Fedele alla propria filosofia del “value for money” e
ispirata dalla necessità di evitare tutto ciò che non è strettamente necessario
e che aumenta inutilmente il peso dell’auto, il costruttore rumeno del gruppo
Renault ha lanciato la gamma YouClip, l’ingegnoso e esclusivo sistema che
consente di fissare in modo pratico e sicuro diversi elementi in punti chiave
dell’abitacolo. Si tratta di una soluzione intelligente che ottimizza gli
interni, “offrendo un tocco moderno e funzionale”: è basato su un meccanismo di
fissaggio (il numero di punti dipende dal modello: tre sono di serie, altri a
richiesta, come quelli che si possono inserire sui poggiatesta) che permette di
“agganciare accessori progettati per essere posizionati in punti strategici
dell’abitacolo”.
Quello più noto è il “3 in 1”- ossia un portabicchiere, un gancio per borsa e
una lampada portatile – l’astuccio portaoggetti e un supporto per tablet
multimediale. L’obiettivo è quello di rendere ogni viaggio “più comodo, pratico
e versatile”. I punti di fissaggio sono dei sostegni ai quali si possono
agganciare vari supporti per personalizzare gli interni, incluso un caricatore
per smartphone e, tra gli altri, un appendiabiti. Dacia ha in mente di
continuare a sviluppare la gamma di nuove opzioni, a cominciare dalla custodia
per gli occhiali e da una borsa per la spesa: YouClip può così diventare anche
una interessante idea regalo.
Dopo averlo sviluppato – se ne erano occupati i tecnici della stessa casa
automobilistica – Dacia aveva subito deciso di estenderne le applicazioni
lanciando anche una competizione tra le scuole di design, i cui allievi erano
stato sollecitati ad immaginare nuove soluzioni. Il concorso era stato promosso
in occasione dell’ultimo Salone dell’internazionale di Parigi, nell’autunno del
2024 con il coinvolgimento di tre istituti: l’Ecole Nationale Supérieure des
Arts Appliqués et des Métiers d’Art della capitale transalpina, la Rubika,
scuola superiore di creazione digitale con sede in 5 campus, inclusi quelli in
India, Canada e Kenya, e Strate, scuola di design industriale di Lione. Erano
stati presentati complessivamente 65 progetti con la giuria che aveva
selezionato quattro finalisti e assegnato la vittoria a Hector Vanquaethem
(Rubika).
L’accessorio premiato si chiama “Legătură” (collegamento in lingua romena) ed è
composto da due elementi. Il primo consente di regolare e bloccare le cinghie ed
è facilmente collocabile nell’abitacolo grazie al sistema di attacco YouClip,
mentre il secondo comprende due strati di materiale. Quello superiore è
traforato per fare più ordine ed evitare che gli oggetti si spostino i macchina
e se lo si capovolge diventa una superficie protettiva impermeabile nel
bagagliaio, ma può anche fungere da tappetino per esterni. E in pochi secondi,
“Legătură” si trasforma anche in una borsa multifunzionale.
L'articolo YouClip, gli accessori modulari che rendono versatili gli interni di
Sandero proviene da Il Fatto Quotidiano.
Nell’aggiornare la terza generazione della Dacia Sandero – quasi 4,09 metri di
lunghezza (11 millimetri in più per la Stepway), 1,5 di altezza (+ 35), 1,85 di
larghezza e un passo di 2,6 con un bagagliaio di capacità compresa fra i 410 e i
1.455 litri a seconda della configurazione dei sedili – ingegneri e designer
sono intervenuti anche sugli interni.
Ad esempio, la T rovesciata adottata nella nuova firma luminosa è stata
richiamata anche nell’abitacolo per le nuove bocchette dell’aria presenti sul
cruscotto per creare, spiega il costruttore, “un richiamo che lega design
esterno e interno”. Per aumentare allo stesso tempo il comfort e la tenuta sono
stati impiegati nuovi rivestimenti in tessuto blu nell’allestimento Expression e
denim blu nella versione Journey. Le “stoffe” sono state utilizzate per la
plancia, per le portiere e per i sedili. Le “poltrone” degli allestimenti
Essential ed Expression hanno tessuti neri (Sandero) e color blu (Stepway).
Sulla declinazione Extreme, Dacia ha confermato le funzionali sellerie in TEP
microcloud lavabile, proposte nell’intreccio verde e nero, e i tappetini di
gomma previsti per i posti anteriori e posteriori e per il bagagliaio.
Pure il volante è nuovo e con la sua ergonomia ottimizzata Dacia lo assicura
“particolarmente piacevole da usare”. Con le nuove motorizzazioni Hybrid 155 ed
Eco-G 120 abbinate alla trasmissione automatica anche il comfort di guida viene
promesso come “ulteriormente migliorato” grazie all’adozione del nuovo comando
E-Shifter, che – informa un comunicato – è “tanto intuitivo quanto elegante”.
Sulle Sandero Eco-G 120 (l’alimentazione bi-fuel a benzina e GPL: fino a 1.490
chilometri di autonomia grazie al serbatoio da quasi 50 litri) con cambio
automatico, Dacia si è anche concessa il “lusso” di proporre le palette al
volante.
Sul fronte della connettività, la proposta – a partire dall’allestimento
Expression – include il nuovo sistema multimediale con display centrale da 10” e
navigazione connessa oltre che un caricatore a induzione per smartphone. Con i
450 e 600 euro dei pacchetti Navigation e Navigation Plus con il Media Nav Live
è possibile estendere l’ambiente “digitale” con altri dispositivi, come ad
esempio due prese Usb al posteriore. Per offrire un’esperienza completa e
ottimale è stato inoltre modificato l’interfaccia del quadro comandi digitale da
7”. Tra le altre cose, con una cifra compresa tra poco meno di 550 e poco più di
600 euro (Iva inclusa) è possibile anche assicurarsI il kit per il gancio di
traino.
L'articolo Dacia Sandero, un abitacolo tutto nuovo. Tra comfort, praticità e
stile proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il rinnovamento della gamma Dacia non riguarda un singolo modello, né si limita
a un aggiornamento cosmetico: è una revisione complessiva dell’offerta, pensata
per rispondere a un mercato europeo sempre più complesso. In un contesto segnato
dall’aumento dei prezzi medi, dall’incertezza economica e da una domanda sempre
più prudente, il marchio del gruppo Renault ha scelto una strada chiara: rendere
l’automobile accessibile e coerente con l’uso reale.
A fine 2025 Dacia ha superato quota dieci milioni di vetture vendute dal 2004 e,
nell’ultimo anno, ha registrato una crescita del 3,1% rispetto al 2024, un dato
controcorrente rispetto all’andamento generale del mercato. La nuova gamma
fotografa bene questo trend. L’offerta copre oggi le principali esigenze della
mobilità privata senza inseguire la moltiplicazione di versioni e sigle.
Spring presidia l’accesso all’elettrico urbano, Sandero resta il pilastro del
segmento B, Jogger interpreta il tema della versatilità familiare a costi
contenuti, mentre Duster consolida il ruolo di SUV compatto concreto e
funzionale. Benzina, GPL ed elettrico convivono in una proposta leggibile,
costruita per funzione più che per immagine. È una scelta che rinuncia alla
complessità e che, proprio per questo, continua a intercettare una domanda
reale.
I numeri di mercato aiutano a capire perché. Sandero è l’utilitaria più venduta
in Europa per il secondo anno consecutivo, un risultato che va oltre la singola
annata e racconta una continuità di consenso. Jogger cresce del 23,6% a livello
globale, confermandosi una soluzione razionale per chi cerca spazio e
flessibilità senza salire di prezzo. Duster registra un calo del 9,8%, ma rimane
al secondo posto nel mercato europeo dei SUV, segno di una base solida e
consolidata. Con l’arrivo di Bigster, che ha già raggiunto 67.573 unità vendute
diventando il modello più venduto in Europa nel segmento C-SUV, la gamma si
completa anche verso l’alto, senza perdere coerenza.
All’interno di questo quadro, la prova su strada di due modelli chiave aiuta a
capire meglio il senso dell’operazione. La nuova Spring conferma il proprio
ruolo di EVurbana essenziale. Con un incremento delle vendite del 53%, è il
modello che più di tutti dimostra come l’elettrico possa funzionare quando è
pensato per un uso preciso. La batteria da 24,3 kWh, i consumi contenuti e un
assetto più controllato rispetto al passato la rendono adatta agli spostamenti
quotidiani in città e nei dintorni. Non cerca di andare oltre i propri limiti,
soprattutto fuori dall’ambiente cittadino, ma restituisce una guida onesta e
coerente con la sua missione. È probabilmente questa chiarezza, più che
qualsiasi promessa tecnologica, a spiegarne il successo.
Accanto alla Spring, Sandero rappresenta l’altra faccia della stessa filosofia.
È l’auto che misura meglio di tutte il mercato europeo attuale: dimensioni
corrette, meccanica semplice, comfort adeguato e costi sotto controllo. I
recenti aggiornamenti – dal design più robusto ai passaruota in materiale
plastico con una quota di riciclato, fino ai progressi su sicurezza, multimedia
e motorizzazioni – non stravolgono il progetto, ma lo affinano dove serve. Su
strada non stupisce, ma convince per equilibrio e facilità di utilizzo. Ed è
proprio questa normalità ben eseguita a renderla l’auto più venduta.
Il filo che lega Spring, Sandero, Jogger, Duster e Bigster è la coerenza. Dacia
prova a rendere praticabile il presente, in un mercato che spesso confonde
innovazione con complessità: la sua forza sta nell’aver scelto la
semplificazione come strategia industriale.
L'articolo Dacia, numeri convincenti e gamma rinnovata. Spring e Sandero sugli
scudi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Assieme alla Jogger, le varianti Streetway, quella dal Dna più urbano, e
Stepway, quella dall’anima più avventurosa, della Dacia Sandero sono i “custodi
del tempio di un design che punta all’essenziale”, come ama definirle il
costruttore. Con il restyling sono i primi modelli della gamma della casa
automobilistica romena ad esibire la nuova firma luminosa. Si tratta di un
elemento costituito da una T rovesciata a LED piazzata sopra i nuovi fari.
L’obiettivo è quello di “consolidare il senso di solidità dell’auto e l’identità
Dacia”.
La nuova firma luminosa è collegata alla calandra – altra novità elaborata dai
designer per l’aggiornamento di questa terza generazione – da una sottile linea
di puntini bianchi, come pixel che si stagliano distintamente sullo sfondo nero
della griglia. “Il nuovo complesso calandra / fari – assicura Dacia – è
perfettamente integrato nel nuovo paraurti in modo da formare un tutto omogeneo,
come se il frontale dell’auto fosse costituito da un solo pezzo, semplice,
moderno, ma sempre essenziale”.
Novità anche al posteriore, con i proiettori “pixel” a LED sviluppati per
accentuare la personalità del modello. Per la sola Stepway, il costruttore è
intervenuto per evidenziare il design “maschio” con una nuova fascia striata in
nero opaco che si estende tra i fari posteriori e il paraurti rivisitato. Le
stesse protezioni in Starkle, l’innovativo materiale composito che integra una
quantità maggiore di plastica recuperata (fino al 20% di polipropilene altamente
riciclato e altrettanto riciclabile a fine vita) utilizzato per la prima volta
sulla Duster, conferiscono un’immagine più muscolosa espandendosi su passaruota,
sottoscocca e coperture dei fendinebbia. L’adozione dello Starkle riduce anche
l’impatto ambientale derivante dal processo produttivo, abbatte le emissioni di
carbonio, contribuisce a contenere il rischio di graffi, aumenta la resistenza
agli urti e all’invecchiamento da esposizione agli ultravioletti e, ancora,
facilita la pulizia. Il materiale è eco-sostenibile e non richiede verniciatura.
In base agli allestimenti (Essential ed Expression per entrambe le varianti e
Journey sulla Streetway e Extreme sulla Stepway) la rivisitata Sandero è
disponibile con nuovi coprimozzi e inediti cerchi in lega leggera . L’antenna
shark, invece, è di serie a partire dalla versione Expression. Un’altra novità
per gli esterni è quella che riguarda la tinta giallo Ambra metallizzata. Sulla
sola Streetway i clienti possono optare anche per il color Sandstone (700 euro
per averla, come qualsiasi altra tonalità che non sia il bianco ghiaccio, che è
di serie).
L'articolo Dalla firma luminosa alla “muscolarità”. I segreti del design di
Sandero proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il successo continua. Per il secondo anno di fila è l’auto più venduta d’Europa
e lo è da sette ai privati, ma la Dacia Sandero è amatissima anche in Italia,
dove lo scorso anno è stata consegnata in 49.376 esemplari. Si tratta di un
numero che la colloca al secondo posto assoluto fra i modelli più acquistati
dagli italiani. Da sola vale oltre la metà dei volumi del marchio nel Belpaese e
rappresenta quasi il 27% delle immatricolazioni dell’intero gruppo Renault, il
terzo in Italia (poco meno di 185.000 unità, di cui 97.198 a marchio Dacia, che
ha una quota di mercato del 5,7%). Quasi inevitabilmente è anche l’auto
straniera più venduta lungo lo Stivale. Dopo esserlo diventato nel 2023, esserlo
stata anche nel 2024, nel 2025 Dacia si è confermato per il terzo anno il
marchio leader nel mercato retail (privati) con 87.370 immatricolazioni e una
penetrazione del 10.6%
“Il 2025 è stato un anno straordinario per noi – spiega il direttore del marchio
in Italia, Guido Tocci – Siamo orgogliosi di esserci confermati, per il terzo
anno consecutivo, come il brand più venduto nel mercato privati: un risultato
che testimonia la fiducia crescente dei clienti e la solidità della nostra
proposta di valore. Abbiamo inoltre rafforzato la nostra leadership nel mercato
GPL, un segmento in cui continuiamo a distinguerci grazie a un’offerta concreta,
efficiente e accessibile”. L’incidenza dell’opzione bifuel a benzina e gas
petrolifero liquefatto è infatti strategica per Dacia, che con 74.033
registrazioni (oltre il 76% del totale del marchio) in Italia ha una quota che
sfiora il 53%.
Negli ultimi quattro anni, Dacia ha “cambiato pelle” con un nuovo logo, inedite
forme di comunicazione e prodotti e servizi che l’hanno trasformata da “low
cost” a “value for money”, ossia un “rapporto qualità-prezzo vincente”. “Il 2026
si apre con prospettive estremamente positive – prosegue Tocci – La nostra gamma
è stata profondamente rinnovata nel design, nella tecnologia di bordo e
soprattutto nelle motorizzazioni. Le nuove soluzioni ibride rappresentano un
passo decisivo verso l’evoluzione della nostra offerta, mantenendo intatti i
valori di essenzialità, robustezza e competitività che definiscono Dacia. Siamo
pronti a continuare il nostro percorso di crescita, con l’obiettivo di offrire
ai clienti un’esperienza sempre più moderna, sostenibile e sorprendente”.
Ad alimentare fiducia e ottimismo di Dacia è arrivato il successo alla Dakar, la
settima che si è corsa in Arabia Saudita, con la sesta affermazione di Nasser
Al-Attiyah che ha messo in riga piloti esperti e marchi blasonati. Per il
responsabile di vendite e marketing, Frank Marotte, è la dimostrazione che il
marchio sa introdurre nuove tecnologie, sa sfoderare maggiori prestazioni e, in
sintesi, sa innovare.
L'articolo Dacia Sandero regina d’Europa e d’Italia. Numeri che valgono un
record proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sotto il cofano, la grande novità della Sandero Stepway 2026 è il sistema Hybrid
da 155 cavalli e 170 Nm di coppia, che il costruttore presenta come “il meglio
dell’ibrido Dacia”: è la prima proposta elettrificata su questo modello, il più
venduto d’Europa. La motorizzazione è stata lanciata sulla più grande Bigster e,
verso la fine dell’anno, sostituirà la variante Hybrid 140.
Questo gruppo propulsore è basato su un 1.8 benzina a 4 cilindri da 109 Cv
abbinato a due unità elettriche (un motore da 50 Cv e uno starter/generatore ad
alta tensione), a una batteria da 1,4 kWh e a un cambio automatico
elettrificato. La trasmissione dispone di quattro rapporti riservati al motore
termico e altri due a quello elettrico: si tratta di una tecnologia combinata
resa possibile dall’assenza della frizione.
Il sistema, promette il costruttore del gruppo Renault, “garantisce un piacere
di guida apprezzabile nella vita quotidiana, ma anche una notevole efficienza
con emissioni e consumi ridotti del 10% rispetto alla precedente motorizzazione
Hybrid 140”. Con l’elettrificazione, Dacia assicura anche che “in città è
possibile circolare fino all’80% del tempo in modalità” zero emissioni:
l’avviamento avviene inoltre sempre in modalità esclusivamente elettrica.
È già a listino, poi, l’unità Eco-G 120, la prima motorizzazione GPL disponibile
anche con il cambio automatico (1.600 euro di differenza): a partire da 16.500
euro sulla Stepway, variante della quale costituisce la declinazione d’ingresso,
e da 16.600 sulla Streetway. Nessuna altra marca ha così tanto successo con le
opzioni a gas petrolifero liquefatto: Dacia detiene il primato europeo delle
auto commercializzate con questa alimentazione bi-fuel. “Le motorizzazioni Eco-G
Dacia fondono comfort, semplicità e versatilità nella guida quotidiana”,
sintetizza il costruttore. Oltre che essere sostenibili per il bilancio
familiare, queste motorizzazioni lo sono anche per quello ambientale perché le
emissioni in modalità “gassosa” sono di circa il 10% inferiori a quelle dei
motori benzina di analoga potenza.
L’aggiornato bi-fuel monta un tre cilindri da 1.2 litri con 20 Cv più di prima
(da 100 a 120 Cv), che si può avere anche con il cambio manuale a sei marce. A
beneficio dei lunghi viaggi la capacità del serbatoio è stata incrementata, da
40 a 49,6 litri e vale il 20% di autonomia in più: fino a 1.590 km sulla
Streetway e fino a 1.480 sulla Stepway. La potenza del turbo TCe da 1.0 litri è
stata portata da 90 a 100 Cv: l’unità è sempre associata al cambio manuale a sei
rapporti. La Sandero Stepway si può sempre avere con il benzina TCe 110 con
cambio manuale a 6 rapporti e la Streetway con il benzina SCe 65 con cambio
manuale a 5 rapporti.
L'articolo Ibrido da 155 cavalli e non solo. Ecco tutte le motorizzazioni della
Sandero 2026 proviene da Il Fatto Quotidiano.
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La nuova Dacia Sandero, presentata a Milano, si è presentata con un
aggiornamento mirato, concreto e coerente con quello che questo modello
rappresenta da anni nel panorama automobilistico italiano ed europeo per il
marchio franco-rumeno. Il restyling 2026 non stravolge una formula che funziona,
piuttosto la affina, intervenendo su design, tecnologia e motorizzazioni,
mantenendo saldo il principio del miglior rapporto tra qualità e prezzo. Un
approccio che continua a premiare Sandero, confermata auto straniera più venduta
in Italia con quasi 50.000 immatricolazioni.
La nuova Sandero evolve nel design, ma con proporzioni che restano
riconoscibili, e dettagli raccontano un’auto più matura. Il frontale introduce
una nuova firma luminosa a LED a forma di T rovesciata, mentre la calandra
sfoggia una sottile linea di elementi bianchi che ricordano dei pixel, un
richiamo moderno che alleggerisce il disegno senza renderlo troppo ingombrante.
Anche il paraurti anteriore è stato ridisegnato per apparire come un unico
elemento compatto, mentre al posteriore debutta una nuova grafica dei fari LED,
sviluppata in verticale per aumentare la percezione di larghezza e stabilità.
Tra le nuove colorazioni spicca il debutto del Giallo Ambra metallizzato,
disponibile sia su Streetway sia su Stepway, mentre la tinta Sandstone amplia
l’offerta colori della versione più urbana.
All’interno, Sandero compie un passo avanti evidente in termini di percezione e
funzionalità, con le bocchette dell’aria che riprendono il motivo a T rovesciata
dei fari, creando un filo conduttore tra esterno e abitacolo. Lo spazio a bordo
resta uno dei punti di forza del modello, soprattutto considerando il segmento,
con la seduta posteriore che accoglie comodamente due adulti e il bagagliaio che
può essere ampiamente sfruttabile nella vita quotidiana, con soluzioni
intelligenti come il doppio pianale e i numerosi accessori fissabili tramite il
sistema YouClip.
Non manca nulla anche alla tecnologia di bordo, con il nuovo schermo centrale da
10” sugli allestimenti superiori con supporto wireless ad Apple CarPlay e
Android Auto. Resta in gamma anche Media Control, soluzione essenziale che
sfrutta lo smartphone come centro multimediale, mantenendo bassi i costi senza
rinunciare alla connettività, mentre Media Nav Live aggiunge navigazione
connessa e servizi online per chi desidera qualcosa in più.
Sul fronte sicurezza, di serie vengono proposti sistemi come la frenata
automatica d’emergenza con riconoscimento pedoni, il mantenimento attivo della
corsia, il riconoscimento dei segnali stradali e il monitoraggio della
stanchezza del conducente. Disponibili anche sensori anteriori, retrocamera e
blind spot warning sugli allestimenti più completi
La gamma motori prevede il nuovo Eco-G 120 che rappresenta un passaggio chiave,
infatti per la prima volta il motore GPL da 120 CV è abbinabile a un cambio
automatico a doppia frizione a sei rapporti. Grazie all’aumento della capacità
del serbatoio GPL a 49,6 litri, l’autonomia complessiva supera i 1.500 km sulla
Streetway. C’è anche il benzina TCe 100 da 100 cavalli, pensato per offrire
maggiore brillantezza nella guida quotidiana.
A partire dalla fine del 2026, Sandero Stepway accoglierà anche il nuovo Hybrid
155, una motorizzazione più evoluta che consentirà di viaggiare spesso in
modalità elettrica in città, ampliando ulteriormente l’offerta.
Il listino parte da 14.800 euro chiavi in mano per Sandero Streetway,
confermando uno dei principali punti di forza del modello. Le versioni Eco-G e
gli allestimenti più completi salgono gradualmente, mantenendo comunque un
posizionamento competitivo nel segmento. Sandero Stepway si colloca su una
fascia leggermente superiore, giustificata da assetto, design e dotazioni
specifiche, con prezzi che superano di poco i 18.000 euro a seconda delle
versioni. Le prenotazioni sono già attive, mentre il lancio commerciale è
previsto nei prossimi mesi, con arrivo negli showroom italiani per marzo.
L'articolo Dacia Sandero 2026, più tecnologia ma stesso prezzo furbo. In arrivo
negli showroom italiani – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.