Il mercato automobilistico italiano apre il 2026 con un segnale positivo, ma i
numeri raccontano una ripresa ancora fragile e lontana dai livelli pre-crisi. A
gennaio le immatricolazioni di autovetture nuove sono state 141.980, pari a un
incremento del 6,2% rispetto allo stesso mese del 2025. Il confronto con il
periodo pre-pandemia resta però pesante: rispetto a gennaio 2019 mancano ancora
circa 23.300 unità, pari a un calo del 14,1%.
Una parte della crescita è legata agli incentivi per le auto elettriche
prenotati da fine ottobre, che hanno sostenuto le immatricolazioni anche nei
mesi successivi. Le vetture EV hanno raggiunto a gennaio una quota del 6,6%, con
circa 9.400 unità targate. Un dato in crescita rispetto a un anno fa, ma lontano
dai picchi di fine 2025 e ancora marginale sul totale del mercato.
Se il ritmo di crescita di gennaio si mantenesse costante per tutto l’anno, il
2026 si chiuderebbe intorno a 1,62 milioni di immatricolazioni. Sarebbe comunque
un livello molto basso nel confronto storico: nel 2007 in Italia si vendettero
quasi 2,5 milioni di auto, mentre nel 2019 — ultimo anno “normale” prima della
pandemia — le immatricolazioni furono 1.917.106. Il mercato attuale resta quindi
sotto di circa 300.000 unità rispetto a quel riferimento.
Il calo delle vendite non è però sinonimo di minore interesse per l’automobile.
Il parco circolante continua infatti ad aumentare: dalle 32,6 milioni di auto
del 2000 si è passati a oltre 41,3 milioni nel 2024, con una crescita del 26,9%.
Questo significa che le famiglie tendono a sostituire meno spesso la vettura,
mantenendo in circolazione modelli più vecchi, meno sicuri e più inquinanti.
Dal punto di vista dei canali di vendita, gennaio mostra un andamento
disomogeneo. I privati segnano un calo del 3,7% e le flotte aziendali del 1,2%.
A trainare il risultato complessivo sono invece il noleggio a breve termine, in
forte crescita (+182%), e le autoimmatricolazioni (km zero) di case e
concessionari (+29%). In pratica, oltre 11.000 vetture in più rispetto a un anno
fa provengono da questi due canali, che compensano il calo della domanda
“reale”.
Sul fronte delle alimentazioni, prosegue il ridimensionamento delle
motorizzazioni tradizionali: benzina -26% e diesel -16,2%. Crescono invece
elettriche (+42%), ibride plug-in (+131,8%) e ibride mild/full (+22%), a
conferma di uno spostamento graduale verso soluzioni elettrificate, pur con
quote ancora lontane dagli obiettivi europei.
Secondo il Centro Studi Promotor, la priorità è favorire il rinnovo del parco
circolante con politiche che tengano insieme ambiente, sicurezza e occupazione.
Anche Federauto e UNRAE chiedono interventi strutturali, in particolare sulla
fiscalità delle flotte aziendali e sui tempi di rimborso degli incentivi, che
vedono i concessionari esposti per oltre 300 milioni di euro.
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6,2% proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Dopo un 2024 da record, Porsche ha fatto un passo indietro sul mercato italiano,
chiudendo il 2025 con 7.228 vetture consegnate, ovvero il 12% in meno rispetto
allo scorso anno. Il totale del venduto, in ogni caso, rappresenta il quarto
miglior anno di sempre per Porsche in Italia, che si conferma come terzo mercato
singolo europeo per volumi.
Rispetto alle 8.223 auto totalizzate nel 2024, nel 2025 è mancato il contributo
della Macan termica, che è uscita di produzione e che era il modello Porsche più
venduto in Italia, con circa 3.000 unità ogni anno. La sua sostituta elettrica,
invece, si è fermata a 1.703 pezzi. La Macan EV, tuttavia, ha portato nuovi
clienti al marchio Porsche, perché la metà dei suoi acquirenti non aveva mai
acquistato un’auto di Zuffenhausen. Inoltre, per l’85% dei neo proprietari,
questa Macan ha segnato l’ingresso nella mobilità elettrica.
“Il 2025 è stato un anno che ha dimostrato la solidità del nostro brand, la
forza della nostra gamma prodotti e il valore della nostra rete. È stato l’anno
in cui abbiamo salutato Macan con motore a benzina, il nostro best seller, ma
anche quello in cui la sua nuova versione 100% elettrica si è affermata come
punto di riferimento nel segmento delle D-SUV premium luxury elettriche. La
performance straordinaria di 911 ci ha inoltre permesso di mantenere stabile il
fatturato, insieme alla solidità del business aftersales” ha commentato Pietro
Innocenti, amministratore delegato di Porsche Italia.
Così, nel 2025 la 911 è diventata la best seller di casa Porsche, con 2.544
esemplari consegnati, un numero che non si vedeva dal 2008. Al secondo posto del
podio si è posizionata Cayenne, con 2.122 unità vendute, in attesa delle prime
consegne, nel corso dell’anno, della nuova generazione elettrica (nella foto).
Panamera ha chiuso il 2025 con 439 esemplari consegnati, mentre Taycan con 260.
La 718, disponibile nel 2025 solo nelle versioni top di gamma Cayman GT4 RS e
Spyder RS, completa la classifica con 160 vetture consegnate ai clienti. “La
nostra gamma è pensata per soddisfare tutte le preferenze dei clienti. Offriamo
oggi un elevato livello di flessibilità, che sarà ampliato in futuro. La domanda
è ben bilanciata tra le tre tipologie di motorizzazione, con i modelli ibridi
che rappresentano il 37% delle vendite, seguiti a breve distacco dai modelli a
benzina (36%). Particolarmente significativo è il contributo dei modelli 100%
elettrici, che raggiungono una quota del 27%, un risultato di assoluto rilievo
se confrontato con la penetrazione complessiva dell’elettrico in Italia, ferma
al 6,2%. Un dato che supera non solo la media del mercato, ma anche quella della
nostra Casa Madre, attestata al 22%”, ha concluso Innocenti.
Come definito nel piano di ricalibrazione della gamma annunciato da Porsche AG,
verso la fine del decennio è prevista l’introduzione di nuovi prodotti per tutte
e tre le tipologie di alimentazione, con l’obiettivo di offrire ai clienti la
massima libertà di scelta in tutti i principali segmenti: berline, SUV e
sportive a due porte. Quest’ultimo segmento vedrà il debutto della nuova 718,
che completerà l’attuale gamma elettrica composta da Taycan, Macan e Cayenne, ma
che avrà anche motorizzazione termiche. Il suv posizionato al di sopra di
Cayenne, inizialmente concepito come completamente elettrico, sarà proposto solo
con motorizzazioni a combustione e ibride plug-in. Sempre verso la fine del
decennio, è previsto l’arrivo di uno sport utility a motore ibrido plug-in e
termico che affiancherà la Macan. Infine, per gli attuali prodotti con motore a
combustione sono previste nuove generazioni di modelli.
L'articolo La Macan elettrica frena le vendite di Porsche Italia, meno 12% nel
2025 proviene da Il Fatto Quotidiano.
La “storia d’amore” (e di interesse) tra Dacia e i privati è proseguita anche
nel 2025, anno in cui il marchio ex low cost e adesso “value for money” ha
sfiorato le 700.000 unità vendute: con 697.408, il 3,1% in più rispetto all’anno
precedente, quando aveva tagliato il traguardo dei 10 milioni di veicoli
commercializzati.
Rilanciato nel 2004 dal gruppo Renault, Dacia ha intercettato quello che adesso
è quasi un bisogno (auto a prezzi accessibili), sostenuto tra l’altro da nuove
tecnologie elettrificate, un design molto più accattivante e anche una serie di
“concessioni” sugli allestimenti e sugli accessori, non più esclusivamente
spartani. Frank Marotte, il capo delle vendite, è tutt’altro che spaventato dal
rischio di “cannibalizzazione” del futuro modello elettrico di segmento A basato
sulla medesima architettura della Twingo: “Abbiamo detto che costerà attorno ai
18.000 euro e quindi di più rispetto alla Spring, che costituisce l’accesso alla
gamma a zero emissioni – spiega – ma contiamo di intercettare un pubblico
completamente diverso”.
Marotte e Dacia si trovano anche a dover gestire l’affermazione alla Dakar: “È
successo solo l’altro giorno – sorride – e ci siamo messi attorno a un tavolo
per riflettere su come sfruttare il risultato (la vittoria è stata conseguita da
Nasser Al-Attiyah, ndr), che dimostra che sappiamo impiegare tecnologie,
prestazioni e innovare”. Difficile, almeno nel breve, immaginare trasferimenti
dal veicolo da competizione – tra l’altro sviluppato assieme alla britannica Pro
Drive e con un biturbo da 3.0 litri di derivazione Nissan – a quelli di serie,
ma è sono ipotizzabili versioni speciali o allestimenti ispirate o dedicate alla
Dakar. Se e quanto l’eco del trionfo si rifletteranno sulle vendite lo si vedrà
solo a fine 2026.
Il 2025 ha confermato la predilezione dei privati per Dacia, che con il 7,9% di
quota ha scalato un’altra posizione e adesso è il secondo marchio di maggior
successo in Europa. Inclusi gli altri canali ha stabilizzato leggermente al
rialzo anche la quota europea del 4% tra auto e veicoli commerciali e del 4,5%
per le sole auto (289.295, -6,5%). Per il settimo anno di fila, la Sandero (3,5
milioni di unità già immatricolate) è risultata l’auto più venduta d’Europa ai
privati e per il secondo consecutivo anche quello più venduto in assoluto nel
Vecchio Continente, Regno Unito, Svizzera, Islanda e Norvegia incluse. Con la
Spring, il costruttore rumeno ha guadagnato pure la testa delle classifica delle
targhe delle elettriche di segmento A (34.034 unità) malgrado l’auto (prodotta
in Cina) non abbia beneficiato degli incentivi resi disponibili in alcuni paesi.
Il Duster (2,8 milioni di esemplari venduti dal 2010 in poi) è risultato il
secondo Suv più venduto ai privati.
Il costruttore ha ridotto la propria impronta carbonica grazie alla progressiva
elettrificazione della gamma: le vendite dei modelli con motorizzazioni ibride
sono lievitate del 122%. “Un veicolo Dacia venduto su quattro è elettrificato,
il doppio rispetto al 2024”, sintetizza Marotte.
E poi c’è il Gpl, soluzione in cui Dacia continua a credere come dimostrano gli
aggiornamenti della gamma con il primo abbinamento alla trasmissione automatica,
alla trazione integrale e anche l’adozione di serbatoi più grandi per aumentare
la percorrenza: le opzioni Eco-G valgono il 50% dei volumi del costruttore. “Non
tutti si possono permettere un veicolo elettrico – riflette Marotte – e in
questo periodo di transizione il Gpl è ancora il cuore della nostra strategia”.
Quello che sorprende di Dacia è il dato sulla fidelizzazione, che è del 70%:
significa che oltre alla politica sui prezzi c’è altro, perché un cliente non si
compra di nuovo un’auto che, in genere, costa meno salvo poi lamentarsene e fare
la spola tra casa e officina. “La fidelizzazione – informa il costruttore – si
basa su un alto livello di customer satisfaction, in crescita nel 2025 sia a
livello di vendite sia di assistenza post-vendita”. Nell’anno in corso, il brand
“introdurrà anche un nuovo modello termico e ibrido nel segmento C”.
L'articolo Dacia nel 2025: +3,1% e 697 mila auto vendute. Privati ancora
centrali proviene da Il Fatto Quotidiano.
Geely Automobile Holdings Limited ha chiuso il 2025 con vendite globali pari a
3.024.567 veicoli, in crescita del 39% su base annua, superando l’obiettivo
rivisto di 3 milioni di unità fissato all’inizio dell’anno. Il risultato
rappresenta un nuovo massimo storico per il gruppo cinesee porta le vendite
complessive oltre la soglia dei 20 milioni di veicoli.
La crescita è stata trainata in larga misura dai veicoli a nuova energia (100%
elettrici e ibridi plug-in), che nel corso dell’anno hanno raggiunto 1,69
milioni di unità vendute, con un incremento del 90% rispetto al 2024.
Parallelamente, la gamma con motorizzazioni tradizionali ha mantenuto una base
stabile, superando 1,21 milioni di veicoli consegnati, nonostante un contesto di
mercato caratterizzato da una forte competizione e da pressioni sui volumi.
Guardando al 2026, il gruppo cinese ha fissato un obiettivo di vendite
complessive pari a 3,45 milioni di unità, di cui 2,22 milioni riconducibili a
modelli a nuova energia. Il piano industriale prevede il lancio di circa dieci
nuovi modelli nel corso dell’anno e un’ulteriore integrazione delle tecnologie
di elettrificazione intelligente.
Nel 2025, la strategia multi-energia del gruppo ha visto un’accelerazione
attraverso il contributo coordinato dei diversi brand. La Geely Auto New Energy
Lineup ha registrato vendite pari a 1,24 milioni di unità, Lynk & Co ha superato
le 350.000 unità annue, mentre ZEEKR (che sta per sbarcare anche in Italia) ha
rafforzato la propria presenza nel segmento delle EV premium, chiudendo l’anno
con oltre 220.000 unità vendute e un nuovo record mensile nel mese di dicembre.
Sul fronte internazionale, le vendite all’estero hanno raggiunto quota 420.000
veicoli, includendo oltre 120.000 unità elettriche e ibride alla spina. Nel
corso dell’anno il marchio Geely è entrato in 13 nuovi mercati, tra cui Italia,
Regno Unito e Polonia, portando la rete globale a coprire 88 Paesi e regioni con
più di 1.200 punti vendita. Il prossimo debutto è previsto in Spagna.
A supporto delle performance commerciali, Geely Auto ha proseguito gli
investimenti in ricerca e sviluppo. Il 2025 ha segnato la conclusione della
strategia “Intelligent Geely 2025”, con l’introduzione di soluzioni basate su
intelligenza artificiale full-domain, sistemi avanzati di guida assistita,
abitacoli intelligenti e nuove piattaforme per powertrain elettrificati. In
parallelo, il gruppo ha consolidato il proprio posizionamento in ambito ESG,
ottenendo riconoscimenti a livello nazionale e internazionale per le performance
ambientali, sociali e di governance.
L'articolo Geely Auto supera i 3 milioni di veicoli venduti nel 2025, in aumento
del 39% proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il mercato automobilistico italiano resta fermo anche a novembre, mese che si
chiude con 124.222 immatricolazioni, praticamente identiche a quelle del 2024
(-0,04%). Un risultato che non indica una ripresa reale e che risulta sostenuto
in modo determinante dagli incentivi per le auto elettriche, attivati il 22
ottobre e subito prenotati per 55.680 veicoli. Senza questo contributo,
l’andamento sarebbe stato analogo alla debolezza dei mesi precedenti.
Nel periodo gennaio-novembre le immatricolazioni salgono a 1.417.621 unità, in
calo del 2,43% sull’anno precedente e ancora lontane dai livelli pre-pandemia:
rispetto al 2019, il mercato perde oltre il 20%. Neppure il 2025 sembra
destinato a segnare un’inversione di tendenza: secondo il Centro Studi Promotor,
l’anno prossimo si dovrebbe chiudere con 1.506.000 immatricolazioni, un volume
decisamente modesto per un Paese con la tradizione automobilistica dell’Italia.
L’unico dato in forte accelerazione è quello delle auto elettriche (BEV), che in
novembre raggiungono una quota intorno al 12,3% rispetto al 5% di ottobre,
superando le 15.000 unità. Un balzo che conferma l’impatto degli incentivi,
senza i quali tale exploit non sarebbe stato possibile, mentre nel cumulato la
presenza delle elettriche resta molto più contenuta, al 5,8%, ancora lontana
dalla media europea. In generale, le vetture ricaricabili (BEV + PHEV) aumentano
del 127% sul mese e rappresentano il 19,3% del mercato, mentre le PHEV
raggiungono il 7%. Prosegue invece la flessione di benzina e diesel,
rispettivamente in calo del 23% e del 34,1%, mentre le ibride leggere e full
hybrid consolidano la loro predominanza con una quota del 42,5%.
Il quadro è appesantito dal peggioramento del clima di fiducia. L’indice ISTAT
relativo ai beni durevoli – categoria che comprende anche l’automobile – scende
da -55,5 a -58,1, segnalando un atteggiamento sempre più cauto da parte dei
consumatori. Anche la percezione degli operatori non è incoraggiante:
nell’indagine del CSP, l’83% dei concessionari definisce bassa la raccolta
ordini di novembre e il 42% prevede un ulteriore indebolimento nei prossimi
mesi. Sul settore pesa inoltre l’attesa delle nuove proposte della Commissione
Europea sul percorso di transizione energetica, attese per il 10 dicembre, in un
contesto che negli ultimi anni ha già provocato un calo della produzione e
l’invecchiamento del parco auto circolante.
Dal punto di vista delle tipologie, i suv continuano a dominare e rappresentano
il 56,1% del mercato di novembre: crescono i piccoli, mentre compatti e medi
arretrano. Le utilitarie e superutilitarie pesano per il 30,4% e risultano in
leggero calo (-1,1%).
In controtendenza il mercato dell’usato, che registra 475.875 trasferimenti di
proprietà, in aumento dell’1,1%. Dall’inizio dell’anno i passaggi superano i 5,2
milioni, confermando come molti italiani preferiscano ancora soluzioni più
economiche in una fase di transizione complessa e di incertezza sulla direzione
futura del settore. Anche perché il potere d’acquisto resta, purtroppo,
limitato.
L'articolo Mercato auto Italia, novembre ancora in stallo. Immatricolazioni
ferme nonostante gli incentivi proviene da Il Fatto Quotidiano.