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Foto con treni in ritardo sulla pubblicità social delle Olimpiadi, la denuncia di Italia Viva contro Salvini: “Problema strutturale”
“Ormai con Matteo Salvini al Ministero dei Trasporti, in Italia i ritardi dei treni sono talmente strutturali da finire perfino nella comunicazione ufficiale delle Olimpiadi“. Il post di denuncia è di Italia Viva. Un attacco al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, già più volte criticato per guasti, rallentamenti e ritardi vari dei treni italiani. Ma perché? In una storia Instagram della pagina ufficiale delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, come fa notare IV, si vede una ragazza indossare felpe e altri indumenti ufficiali dei Giochi Olimpici. Il set è ambientato in una stazione ferroviaria e, dietro alla ragazza, si nota un tabellone elettronico di un binario in cui si legge “Milano, 17:08”, con città e orario del treno in questione, ma con accanto il ritardo “+25 minuti” e “+35 minuti”. Lo slogan della campagna promozionale dei prodotti brandizzati da Milano-Cortina 2026 è “Don’t miss our newest drop”, cioè, tradotto, “Non perderti la nostra ultima uscita”. Forse con quella foto volevano intendere “non perdertela, tanto il treno è il ritardo“? Siamo nel campo delle ipotesi, ma, voluto o meno, una cosa è certa: la comunicazione legata ai Giochi invernali ha “certificato” un problema ormai cronico del sistema ferroviario italiano. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da Italia Viva (@italiaviva) L'articolo Foto con treni in ritardo sulla pubblicità social delle Olimpiadi, la denuncia di Italia Viva contro Salvini: “Problema strutturale” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Post di insulti contro Andrea Scanzi: dirigente toscano di Italia Viva costretto a risarcirlo
Si è chiusa con un accordo transattivo la causa tra Andrea Scanzi e il segretario regionale di Italia Viva in Umbria Massimo Gnagnarini, che nel 2021 aveva pubblicato un post su facebook in cui apostrofava il giornalista del Fatto Quotidiano con insulti irripetibili. Gnagnarini aveva scritto che nel suo quartiere di Orvieto nei confronti di persone come Scanzi “avremmo usato violenza praticandogli ‘la stira’”, sul cui significato sorvoliamo. “Tali parole, degne di misericordia e acume, nonché intrise di intelligenza e democrazia, ebbero una certa eco su alcuni giornali – commenta Scanzi in un post su facebook – Quattro anni dopo, sento di ringraziare sentitamente questo esimio – nonché notissimo – statista per quelle parole. Lui sa perché”. Il procedimento penale per diffamazione era stato archiviato per tenuità del fatto. E’ rimasta in piedi invece la causa civile che si è risolta infine in via stragiudiziale con una transazione. Anche Gnagnarini ha commentato sui social l’esito della vicenda, ammettendo di avere dovuto pagare Scanzi. E sottolineando “che l’accordo transattivo non riconosce né ammette alcuna mia colpa o responsabilità circa l’asserita diffamazione” e definisce le parole usate in quel post su facebook una “critica colorita al tuo stile artistico“. L’esponente politico aggiunge tra l’altro che ha “preferito” pagare “una modesta somma, inferiore alle spese legali che avrei dovuto sostenere per confermare pienamente la mia posizione”. Gnagnarini, di formazione democristiana, nel frattempo è stato “promosso” da dirigente locale di Orvieto a leader regionale dei renziani dopo aver vinto il congresso. Non è nuovo a un linguaggio controverso sui social: si era dovuto dimettere da assessore al Bilancio del Comune orvietano dopo aver scritto che “Ci aveva provato anche zio Adolf a prendere qualche rimedio, politicamente scorrettissimo, ma non gli è riuscito neanche a lui”. L'articolo Post di insulti contro Andrea Scanzi: dirigente toscano di Italia Viva costretto a risarcirlo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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