Cominciano con un breve blackout le Olimpiadi invernali a Cortina. L’incidente
tecnico è avvenuto al Cortina Curling Olympic Stadium durante le prime partite
del torneo misto di curling, in programma già oggi, quando sono iniziate le gare
del round robin dei Giochi, in anticipo rispetto alla cerimonia d’apertura in
programma venerdì 6 febbraio. L’interruzione di corrente è durata alcuni minuti
(circa otto), durante i quali sia gli atleti – i curler – sia gli spettatori
sono rimasti nella penombra.
I riflettori che illuminano le corsie si sono spenti e all’interno del
palaghiaccio sono rimaste accese solo alcune luci presenti sulle tribune. Gli
atleti presenti sul ghiaccio si sono dovuti fermare, nell’imbarazzo generale.
Per fortuna la luce ci ha messo poco a tornare, con grande sollievo del
pubblico. Era in corso quattro partite: Gran Bretagna contro Norvegia, Canada
contro Repubblica Ceca, Svezia contro Corea del Sud ed Estonia contro Svizzera.
Non un bel biglietto da visita in vista del grande appuntamento di domani,
quando sul rink toccherà al duo italiano composto da Amos Mosaner e Stefania
Constantini: i campioni olimpici in carica sfideranno prima la Corea del Sud
(ore 10.05) e poi il Canada (ore 19.05) nei loro primi match del round robin.
Devono difendere lo storico oro conquistato a Pechino 2022, spinto anche dal
tifo di casa. Mosaner sarà poi portabandiera alla cerimonia d’apertura di
Cortina. Sperando che non ci siano altri imprevisti.
L'articolo Blackout alle Olimpiadi: alle prime gare di curling salta la luce nel
palazzetto di Cortina proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Non sarà soltanto l’atleta più giovane del Team Italia, ma anche la prima
sciatrice alpina napoletana nella storia dei Giochi Olimpici Invernali. A soli
16 anni, Giada D’Antonio farà il suo debutto olimpico proprio nell’edizione di
Milano Cortina 2026, al via il 6 febbraio con la cerimonia d’apertura che si
terrà allo Stadio San Siro. Non sarà l’esordio assoluto in maglia azzurra per la
giovanissima atleta campana, che ha già indossato il tricolore in Coppa del
Mondo nelle gare di slalom a Semmering (Austria). Ma le sue recenti prestazioni
hanno convinto la Federazione Italiana Sport Invernali (FISI) e il CONI, che
hanno deciso di puntare su di lei, chiamandola tra le 11 atlete convocate
accanto a leggende come Sofia Goggia e Federica Brignone.
DALLE TRASFERTE DI 12 ORE AL SOGNO OLIMPICO: CHI È GIADA D’ANTONIO, LA PIÙ
GIOVANE ATLETA DEL TEAM ITALIA
“Ho tanta strada da fare, ma se domani mi dicono ‘vai a fare le Olimpiadi’, non
posso mica dire ‘guarda, non sono pronta’”. A dirlo, in un’intervista a
Repubblica dello scorso novembre, è proprio Giada D’Antonio. Una sorta di
premonizione, quella della giovanissima promessa dello sci alpino partenopeo,
che farà il suo debutto olimpico il prossimo 18 febbraio, nella gara di slalom
femminile che si terrà a Cortina d’Ampezzo.
Partenopea con radici colombiane da parte di madre, l’atleta classe 2009 cresce
in un piccolo paese ai piedi del Vesuvio, San Sebastiano, non proprio un luogo
famoso per gli sport invernali. E infatti il sogno di una carriera con gli sci
ai piedi prende forma lungo gli Appennini, più precisamente a Roccaraso, in
provincia dell’Aquila. Comincia a sciare a poco più di 4 anni, accompagnata da
suo padre Fabio, e cresce nel mito di Mikaela Shiffrin, il suo idolo da sempre:
“Nel tempo ho provato altri sport, ma non c’è nulla per me di paragonabile a
quello che provo quando scio”, aveva raccontato in un’intervista a La Gazzetta
dello Sport.
Già da piccola mostra tutto il suo talento nello sci alpino, specialità in cui
inizia a competere con addosso la tuta dello Sci Club Vesuvio, la società per la
quale ancora oggi gareggia. La sua carriera è segnata dalle difficoltà e dalle
lunghissime trasferte da Napoli verso il Nord Italia: “Facevo 12 ore di pulmino
per partecipare alle gare. Ho stupito me stessa”, disse alla Gazzetta. È per
questo motivo che, dopo aver dominato le categorie giovanili, lo scorso
settembre decide di trasferirsi a Predazzo, in Val di Fiemme, insieme a sua
madre Sandra.
Due mesi più tardi, a novembre, fa il suo esordio tra le “grandi”, prendendosi
meritatamente le luci della ribalta: due gare FIS (la Federazione internazionale
di Sci e Snowboard) a Schilthorn, in Svizzera, due slalom e due vittorie
sensazionali, ottenute partendo con due pettorali non proprio semplici, l’82 e
il 63. Si è conquistata così la sua prima convocazione in Coppa del Mondo, lo
scorso dicembre nello slalom di Semmering (Austria), dove però non è riuscita a
superare la prima manche. A Špindlerův Mlýn, invece, ha mancato la seconda
manche per un solo centesimo, dando così un segnale incoraggiante ai tecnici
federali che hanno puntato sulla sua convocazione.
Soprannominata “Black Panther”, in onore dell’omonimo supereroe Marvel
interpretato dall’attore (oggi defunto) Chadwick Boseman, la giovanissima
sciatrice campana ora può sognare in grande: “Spero che la mia storia possa
essere un’ispirazione, che faccia ricredere molti: anche una ragazza cresciuta
al Sud ce la può fare. Sono fiera di portare con me la mia città e il mio
accento”.
LE CRITICHE PER LA SUA CONVOCAZIONE
Quando si è saputo che la giovane D’Antonio avrebbe preso parte alla spedizione
olimpica azzurra sono arrivate le prime reazioni positive, in particolare da
coloro che, negli anni, hanno contribuito ad aiutarla nel suo percorso di
formazione. “È un’emozione fortissima. L’esordio in Coppa del mondo del 28
dicembre è stato il coronamento di un lavoro lungo anni. Le doti principali di
Giada sono l’umiltà e la normalità, valori che hanno sempre guidato il nostro
percorso”, ha detto infatti Stefano Romano, presidente dello Sci Club Vesuvio.
La scelta del CONI, però, non è stata accolta in maniera unanime. E in poco
tempo si sono levate le prime voci critiche. La più rilevante, probabilmente, è
quella di Maria Rosa Quario, ex sciatrice olimpionica e madre di Federica
Brignone, che ai microfoni di Radio Anch’io Sport, su Rai Radio 1, ha espresso
la sua opinione a riguardo: “Non voglio fare polemica, ma non sono d’accordo con
questa convocazione”, ha detto.
Quello di Quario, però, non è sembrato un attacco diretto a D’Antonio, che lei
ha descritto come una ragazza dal “grande talento, un futuro fantastico, ha
dimostrato di essere forte tecnicamente e di testa”, quanto piuttosto una
critica alla decisione di convocarla. Una scelta che, a suo dire, sarebbe stata
troppo frettolosa e che potrebbe avere conseguenze negative sulla carriera del
giovane talento campano: “Non ha le credenziali per essere convocata alle
Olimpiadi. Potrebbe rivelarsi un boomerang contro di lei. Magari poi ci stupirà,
ma nelle gare che ha fatto confrontandosi con altre ragazze della squadra di
Coppa Europa non le ha mai battute. Perché lei e non una ragazza del 2002?
Questa scelta sinceramente ma non mi trova d’accordo”, ha concluso.
IL PRECEDENTE DI LARA COLTURI
Dietro la convocazione, però, potrebbero nascondersi altri motivi. Oltre
all’incredibile talento di cui è dotata la 16enne, infatti, la Federazione
potrebbe aver accelerato le procedure anche per tenere alla larga le possibili
lusinghe di altre Nazionali, come già successo in passato con un’altra atleta
molto promettente.
Nel 2022, a poco meno di 16 anni, la giovane promessa torinese dello Sci alpino,
Lara Colturi, sceglie di rappresentare la Nazionale albanese, escludendo di
fatto una possibile convocazione in maglia azzurra. Una decisione che l’atleta
classe 2006, figlia della campionessa olimpica italiana Daniela Ceccarelli, ha
detto di aver preso per motivazioni tecniche, senza secondi fini: “Amiamo
l’Italia e non la vediamo come una scorciatoia, o una scelta contro qualcosa o
qualcuno, né tantomeno abbiamo motivazioni economiche. È stata piuttosto una
scelta in funzione di un’opportunità”, spiegò all’epoca la madre, che proprio
per la Federazione albanese ha ricoperto il ruolo di Direttrice Tecnica.
Per il Team Italia, però, è stata una perdita importante, proprio perché Colturi
è una potenziale fuoriclasse nello sci alpino. E infatti i numeri parlano per
lei: è stata campionessa mondiale juniores nel 2023 e nel suo palmares conta già
7 podi in Coppa del Mondo, a soli 19 anni. Proprio come D’Antonio, la torinese
farà il suo debutto olimpico ai Giochi di Milano Cortina 2026, ma sotto la
bandiera albanese con cui ha gareggiato durante tutta la stagione.
Quello di Colturi, dunque, sembra essere un precedente pesante. Proprio per
evitare il rischio di un secondo caso del genere, la Federazione potrebbe aver
accelerato i tempi con D’Antonio, bypassando il passaggio dal circuito di Coppa
Europa e optando così per una convocazione immediata. Ciononostante, l’atleta
partenopea resta uno dei talenti più promettenti del panorama sciistico
italiano. E ora potrà coronare il suo sogno di slalomeggiare sulle Alpi italiane
ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026.
L'articolo Giada D’Antonio, la prima sciatrice napoletana alle Olimpiadi: a 16
anni è la più giovane del Team Italia. Le critiche: “Potrebbe essere un
boomerang” proviene da Il Fatto Quotidiano.
A pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, il
pattinaggio artistico si trova già alle prese con un piccolo caso probabilmente
destinato a far discutere. Il protagonista è Tomas-Llorenc Guarino Sabate, sei
volte campione di Spagna, che non potrà esibirsi con la musica del suo programma
corto, un medley ispirato ai film dei Minions, a causa di problemi di copyright.
Ad annunciarlo è stato lo stesso atleta sui social. “Purtroppo, a pochi giorni
dall’inaugurazione delle Olimpiadi, mi è stato comunicato che non mi è più
permesso utilizzare questo programma a causa di problemi di copyright”, ha
spiegato Sabate, definendo la notizia “incredibilmente deludente”, soprattutto
per essere arrivata così vicino alla competizione più importante della sua
carriera. La decisione sarebbe legata al mancato via libera della Universal
Pictures, titolare dei diritti delle musiche utilizzate.
Il programma corto, che negli ultimi mesi aveva riscosso grande successo, era
diventato un vero e proprio marchio di fabbrica per il pattinatore spagnolo:
Sabate si presentava in pista con una maglia gialla e una tuta blu, richiamando
visivamente i celebri personaggi dell’animazione. Ora, però, l’atleta sarà
costretto a tornare a un programma precedente, modificando la preparazione a
ridosso della gara maschile in programma a Milano il 10 febbraio.
“Affronterò questa sfida a testa alta e farò tutto il possibile per trarre il
meglio dalla situazione”, ha scritto Sabate, cercando di trasformare
l’imprevisto in una prova di maturità sportiva. Resta però l’amarezza per una
scelta che arriva quando i margini di adattamento sono ridottissimi.
L'articolo “Minions” vietati a Milano-Cortina 2026, il pattinatore spagnolo
Sabate costretto a cambiare musica proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sognava di essere eletto proprio in Italia, e poi di farsi le Olimpiadi di
Milano-Cortina da presidente (del Comitato organizzatore) e pure da fresco
membro dell’esecutivo Cio. Praticamente un trionfo. Invece è finita, se non
proprio con un’umiliazione, certamente con una beffa: battuto – o come si suol
dire in gergo “trombato” – per un solo voto e in casa propria nella corsa ad un
posto prestigioso nel consiglio dei ministri dello sport mondiale.
Giovanni Malagò coltiva da anni il progetto di una carriera internazionale,
visto che la politica italiana fin qui non l’ha mai troppo attratto. È diventato
membro Cio nel 2018, poi ha favorito l’elezione tra gli atleti della sua
protetta Federica Pellegrini. In passato si era parlato addirittura di una
possibile candidatura alla presidenza, ma all’ultimo giro in cui è stata eletta
la sudafricana Kirsty Coventry i tempi erano decisamente prematuri. Proprio
l’elezione di Coventry, però, ha liberato un posto nell’esecutivo Cio, il gruppo
ristretto che prende le decisioni più importanti, direttamente sotto il
presidente. L’occasione ideale per fare un ulteriore avanzamento, tanto più che
il voto si teneva a Milano, nella sessione Cio che tradizionalmente precede
l’inizio dei Giochi. Da padrone di casa, e con un solo rivale, Malagò si
presentava da favorito.
Invece è andata male. Anzi malissimo: Malagò ha perso di un’incollatura contro
il cileno Neven Ilic: al primo giro avevano preso 48 voti a testa, al secondo è
stata decisiva un’astensione. Ha pagato una serie di circostanze sfavorevoli.
Nelle dinamiche della geopolitica sportiva, un cileno era comunque più adatto a
prendere il posto di Coventry, donna sudafricana, tanto più che il Sudamerica ha
soltanto un altro rappresentante nel board, dove invece l’Europa è in larga
maggioranza e l’Italia può contare già su Ivo Ferriani (il n.1 mondiale del
bob). E probabilmente lo stesso Malagò, che era molto vicino all’ex presidente
Thomas Bach (che in passato lo ha spalleggiato nelle battaglie contro il governo
italiano), sembra diventato più marginale nella nuova gestione Coventry.
Malagò ostenta sportività: “Accetto con serenità l’esito del voto”, ha detto
dopo la proclamazione del rivale. “Sono arrivato a pareggiare i suoi voti in
pochi giorni di campagna”. Ma in realtà ci teneva tantissimo e ci lavorava da
tempo. Lo smacco è clamoroso. Non è la prima volta che capita: c’è infatti
l’illustre precedente di Mario Pescante, che proprio nella sessione di Torino
2006 non riuscì a diventare vicepresidente. Evidentemente le Olimpiadi di casa
non portano bene ai nostri dirigenti, ma oltre la cabala ci dev’essere di più.
La morale è che il prestigio che Malagò si è sempre (auto) riconosciuto a
livello internazionale forse era stato un po’ sovrastimato. Ormai isolato in
Italia, dove le continue polemiche contro politica e governo lo hanno portato a
perdere consenso nel suo stesso mondo (vedi l’ultima batosta sulla scelta della
governance delle Olimpiadi giovanili di Valtellina 2028). Irrilevante anche nel
mondo. Gli restano i Giochi di Milano-Cortina da presidente, queste tre
settimane ancora da protagonista. E poi un futuro da reinventare.
L'articolo Che smacco per Malagò: perde la corsa a un posto nell’esecutivo del
Cio, beffato in casa dal cileno Ilic proviene da Il Fatto Quotidiano.
Saranno settimane complicate per il traffico stradale milanese. Mancano infatti
due giorni alla cerimonia inaugurale di Milano–Cortina 2026 e tra deviazioni,
strade bloccate, fermate metro annullate e traffico pedonale limitato, muoversi
a Milano in queste settimane non sarà come ogni giorno. In alcune zone le
restrizioni sono già iniziate, ma le date cerchiate in rosso per quanto riguarda
la viabilità sono due: il 5 e il 6 febbraio, rispettivamente giornate della cena
istituzionale di benvenuto al presidente del Cio alla “Fabbrica del Vapore” e
della cerimonia inaugurale dei Giochi (con precedente cerimonia di benvenuto al
presidente della Repubblica Mattarella a Palazzo Reale e successiva accensione
del braciere olimpico in Piazza Sempione).
E se da una parte per favorire gli spostamenti delle tantissime persone che
arriveranno da tutto il mondo, sono state potenziate le cinque linee
metropolitane, dall’altra muoversi in auto sarà davvero complicato. Alcune vie
delle aree delle venue olimpiche saranno interessate da limitazioni a lungo
termine, destinate a rimanere in vigore per diverse settimane, cioè fino alla
conclusione dei Giochi Olimpici e Paralimpici. Si tratta del Villaggio Olimpico
di Porta Romana, il Media Center di Fiera Milano City, il Westin Palace (hotel
delle delegazioni) e Palazzo Giureconsulti (centro logistico), Hockey Arena di
Santa Giulia, Ice Park di Rho Fiera, Msk Assago (Skating).
MUOVERSI IN METRO
Tutte le 5 linee metropolitane sono potenziate e aperte fino a tarda notte. Dal
5 al 21 febbraio (Olimpiadi) gli ultimi treni partono dai capolinea alle 2 e
passano in centro alle 2:20 circa, mentre dal 7 al 14 marzo (Paralimpiadi) gli
ultimi treni partono dai capolinea all’1 e passano in centro all’1:20 circa. La
linea M2 non fa orario prolungato tra Cascina Gobba e Cologno e tra Cascina
Gobba e Gessate.
Per quanto riguarda invece le restrizioni, le uniche riguardano il 5 e il 6
febbraio. Il 5 – in occasione della cena di benvenuto del presidente del Cio
alla “Fabbrica del vapore” – la metro lilla (M5) salta le fermate Monumentale e
Cenisio. Per tutto il 6 febbraio invece – giornata della cerimonia d’apertura –
la metro salta le fermate di Duomo (M1 e M3) e Missori (M3). Ma le restrizioni
maggiori riguardano il traffico stradale e pedonale.
GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO
Fabbrica del Vapore
La metro lilla (M5) salta le fermate Monumentale e Cenisio. Dalle ore 13:00 alle
ore 23:59 chiusura al traffico di:
* piazzale Cimitero Monumentale,
* via Bramante nel tratto compreso da via Fioravanti a piazzale Cimitero
Monumentale,
* via Giovanni Battista Niccolini nel tratto compreso da via Fioravanti a
piazzale Cimitero Monumentale,
* via Luigi Nono,
* piazza Coriolano,
* via Galileo Ferraris,
* via Cenisio nel tratto compreso da via Messina a via Nono,
* via Messina nel tratto compreso da via Cenisio a via Fioravanti,
* via Ceresio in tutte le carreggiate nel tratto compreso da piazzale Cimitero
Monumentale a via Quadrio,
* via Giulio Cesare Procaccini nel tratto compreso da via Bertini a piazzale
Cimitero Monumentale.
Dalle 23:59 del 4 febbraio alle 23:59 del 5 febbraio in queste strade è previsto
anche il divieto di sosta su entrambi i lati della carreggiata. Sospesa anche la
circolazione mezzi ATM di superficie in tutte le vie.
Dalle ore 14:00 alle ore 23:59 chiusura al traffico di:
* piazzale Antonio Baiamonti,
* via Ceresio in tutte le carreggiate nel tratto compreso da piazzale Baiamonti
a via Quadrio,
* via Maurizio Quadrio nel tratto compreso da via Ceresio a via Maroncelli,
* via Carlo Farini nel tratto compreso da piazzale Cimitero Monumentale a
piazzale Baiamonti esclusa la carreggiata Est tra via Maroncelli e via
Ferrari,
* viale Pasubio nel tratto compreso da via Maroncelli a piazzale Baiamonti,
* viale Montello nel tratto compreso da piazzale Baiamonti a via Giorgione,
* via Paolo Sarpi,
* via Bramante nel tratto compreso da via Giorgione a via Fioravanti,
* via Braccio da Montone,
* via Giovanni Battista Niccolini nel tratto compreso da via Giorgione a via
Fioravanti,
* via Arnolfo di Cambio,
* via Messina nel tratto compreso da via Sarpi a via Fioravanti,
* via Aristotile Fioravanti,
* via Luca Signorelli,
* via Aleardo Aleardi nel tratto compreso da via Procaccini a via Sarpi,
* via Antonio Rosmini nel tratto compreso da via Sarpi a via Giorgione,
* via Giordano Bruno,
* via Morazzone,
* via Paolo Lomazzo,
* via Alfredo Albertini,
* via Giovanni Battista Bertini,
* via Venafro,
* via Giulio Cesare Procaccini nel tratto compreso da via Mantegna a via
Bertini,
* via Nicolò Tartaglia,
* via Monviso,
* via Monte Asolone,
* via Giacomo Soldati,
* via Cenisio nel tratto compreso da via Induno a via Messina,
* via Messina nel tratto compreso da via Cenisio a piazza Perego,
* via Giovanni Calvino.
Dalle ore 14:00 alle ore 24:00
Gli esercizi commerciali all’interno di questa area non saranno raggiungibili a
piedi. Il Cimitero Monumentale sarà chiuso al pubblico per l’intera giornata.
Chiusura all’accesso pedonale di:
* via Procaccini nel tratto compreso da piazzale Cimitero Monumentale a via
Bertini,
* via Messina nel tratto compreso dall’incrocio con via Procaccini a via
Cenisio (a eccezione del B&b Hotel Milano Cenisio-Garibaldi che sarà
raggiungibile, sia dai veicoli che dai pedoni, esclusivamente tramite
l’accesso di via Messina angolo via Cenisio),
* piazzale Cimitero Monumentale,
* via Galileo Ferraris.
Zona San Siro
Dalle ore 21:00 del 5 febbraio alle ore 2:00 del 7 febbraio chiusura al traffico
di:
* piazzale dello Sport,
* via Achille,
* via degli Aldobrandini,
* via dei Foscari,
* via dei Loredan,
* via dei Piccolomini,
* via dei Rospigliosi,
* via dei Sagredo,
* via del Centauro,
* via Dessiè,
* via Fetonte,
* via Harar nel tratto compreso tra via Dessiè e via Tesio,
* via Palatino carreggiata Ovest,
* via Patroclo compreso il sottopasso,
* via Pegaso, via San Giusto dall’incrocio delle vie Harar/Dessiè al punto di
inversione di via San Giusto,
* via Tesio Federico.
Dalle ore 21:00 del 5 febbraio alle ore 2:00 del 7 febbraio divieto di sosta su:
* entrambi i lati della carreggiata in via Tesio, via del Centauro, via
Fetonte, via Pegaso, via Achille;
* tutto il piazzale dello Sport, eccetto i veicoli autorizzati.
* viale Caprilli su entrambi i lati della carreggiata centrale.
Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena
Dalle ore 7:00 del 5 febbraio alle ore 23:59 del 22 febbraio chiusura al
traffico di:
* nuova strada di raccordo tra via Luigi Sordello e via Romualdo Bonfadini,
detta anche strada “diagonale”;
* via Romualdo Bonfadini, nel tratto compreso tra largo Anselmo Guerrieri
Gonzaga e l’accesso pedonale alla “Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena”.
Nelle vie indicate è previsto anche il divieto di sosta.
VENERDÌ 6 FEBBRAIO
Zona San Siro
Dalle ore 10:00 del 6 febbraio alle ore 2:00 del 7 febbraio chiusura al traffico
di:
* piazza Axum,
* piazzale Segesta nei tratti compresi tra via degli Ottoboni/via Simone
Stratico e via Gavirate/via Fausto Coppi,
* via Agrigento,
* via Albenga,
* via Alcamo,
* via Andora,
* via Arenzano,
* via Auronzo,
* via Bassi Martino,
* via Bisanzio,
* via Calliano,
* via Capecelatro Alfonso nel tratto compreso tra piazza Axum e via Pessano,
* via Cascina Mojetta,
* via Cassino,
* via Cesenatico,
* via Coppi Fausto,
* via Cremosano Marco,
* via Daddi Bernardo,
* via degli Alerami,
* via degli Erizzo,
* via degli Odescalchi,
* via degli Ottoboni,
* via dei Chiaramonti,
* via dei Frangipani,
* via dei Gradenigo,
* via dei Soranzo,
* via Dessiè,
* via Diano Marina,
* via Diomede,
* via Domaso,
* via Finale Ligure,
* via Gnocchi Don Carlo nel tratto compreso tra piazza Axum e via Arosio,
* via Goya Francesco,
* via Harar nel tratto compreso tra via Tesio e via Novara,
* via Ippodromo nel tratto compreso tra via Eugenio Montale e via Trenno,
* via Laigueglia,
* via Laveno,
* viale Caprilli Federico,
* via Lerici,
* via Levanto,
* via Lovere,
* via Mancini Pasquale Stanislao,
* via Montale Eugenio nel tratto compreso tra via Natta e via Ippodromo,
* via Monte Baldo,
* via Moretti Gaetano,
* via Novara dal civico 116/1 a via Varenna e nel tratto via Novara/Harar,
* via Oderzo,
* via Osma Carlo,
* via Passo di Brizio,
* via Passo Tre Croci,
* via Palatino carreggiata Est,
* via Pietraligure,
* via Pinerolo,
* via Pogatschnig Giuseppe,
* via Poldi Pezzoli Gian Giacomo,
* via San Giusto nel tratto compreso tra via Novara e il punto di inversione di
via San Giusto in prossimità di via Dessié/via Harar,
* via Sant’Aquilino,
* via Sant’Elia Antonio nel tratto compreso tra via Terzaghi e via Diomede,
* via Sesto Calende,
* via Sironi Mario,
* via Storo,
* via Stratico Simone,
* via Terragni Giuseppe,
* via Trenno,
* via Val Martello,
* via Val Pantena,
* via Val Pellice,
* via Val Poschiavina,
* via Varenna e via Versilia.
Dalle ore 13:00 alle ore 24:00 chiusura all’accesso pedonale di:
* piazzale dello Sport,
* via Achille,
* via Patroclo,
* via Tesio,
* via Piccolomini.
Gli esercizi commerciali all’interno di questa area, comprese le attività di
parcheggio a ore, non saranno raggiungibili. Sospesa anche la circolazione mezzi
ATM di superficie in tutte le vie. In quella giornata, per garantire il
trasferimento delle autorità, scatta anche il divieto assoluto di sosta su tutto
il “corridoio Dignitari”, che collega il centro (via Senato) a San Siro.
Piazza della Scala – Palazzo Reale
Dalle ore 14:00 alle ore 21:00 chiusura al traffico di:
* piazza della Scala,
* via Alessandro Manzoni nel tratto compreso da piazza della Scala a via
Gerolamo Morone,
* via Gerolamo Morone,
* via Case Rotte,
* largo Raffaele Mattioli,
* via Adalberto Catena,
* via degli Omenoni,
* piazza Belgioioso,
* via Giuseppe Verdi,
* via Filodrammatici,
* via San Dalmazio,
* piazza Paolo Ferrari,
* largo Ghiringhelli,
* via Arrigo Boito,
* via Andegari nel tratto compreso da via Verdi a via Romagnosi,
* via Romagnosi nel tratto compreso da via Manzoni a via Andegari,
* via del Lauro,
* piazzetta Maurilio Bossi,
* via dei Bossi,
* via Clerici,
* via Silvio Pellico,
* via Carlo Cattaneo,
* via Marino,
* piazza San Fedele,
* via Giuseppe Mengoni,
* piazza del Duomo,
* via Mercanti,
* piazza Mercanti,
* via Giuseppe Mazzini nel tratto compreso da via Gaetano Giardino a piazza del
Duomo,
* via Cappellari,
* via Dogana,
* via Guglielmo Marconi,
* via Paolo da Cannobio nel tratto compreso da via Flavio Baracchini a via
Rastrelli,
* via Rastrelli,
* via Francesco Pecorari,
* via delle Ore,
* largo Ildefonso Schuster,
* via Palazzo Reale,
* via Santa Tecla,
* via Carlo Maria Martini,
* via Santa Radegonda,
* via San Clemente,
* piazza Fontana,
* via Cesare Beccaria,
* via Agnello nel tratto compreso da via Hoepli a piazza San Fedele,
* via Ragazzi del ’99,
* via Ugo Foscolo,
* via Giovanni Berchet,
* via San Raffaele,
* via Tommaso Grossi,
* via Farine,
* via Santa Margherita,
* passaggio Santa Margherita,
* via del Gallo,
* via San Protaso,
* via Bassano Porrone,
* largo Bortolo Belotti,
* largo Victor de Sabata,
* piazzetta Enrico Cuccia.
Dalle ore 7:00 alle ore 21:00 divieto di sosta in:
* largo Abbado,
* via Santa Margherita nel tratto compreso tra piazza della Scala e largo
Abbado,
* piazza della Scala,
* via Giuseppe Mengoni,
* via Silvio Pellico,
* largo Ghiringhelli,
* via Filodrammatici,
* via Giuseppe Verdi,
* via Alessandro Manzoni,
* via Case Rotte,
* via Catena Adalberto,
* largo Raffaele Mattioli,
* piazza Paolo Ferrari,
* via Arrigo Boito,
* via Francesco Pecorari,
* via Rastrelli,
* piazza Diaz, nel tratto compreso tra via Rastrelli e via Gaetano Giardino,
* via Paolo da Cannobio, nel tratto compreso tra via Flavio Baracchini e via
Rastrelli,
* via Flavio Baracchini,
* via Palazzo Reale,
* largo Ildefonso Schuster,
* via delle Ore,
* via San Clemente,
* piazza Fontana.
Dalle ore 14:00 alle ore 24:00 chiusura all’accesso pedonale di:
* via Mazzini,
* via Mengoni,
* piazza del Duomo,
* via Marconi dall’incrocio con via Dogana,
* piazzetta Ex reale (compreso il museo del Novecento),
* piazza Fontana,
* via delle Ore,
* largo Schuster,
* via Pecorari,
* via Rastrelli nel tratto compreso dall’incrocio con via Pecorari a piazza del
Duomo.
Gli esercizi commerciali all’interno di questa area, comprese le attività di
parcheggio a ore, non saranno raggiungibili. Sarà chiuso anche l’accesso in
piazza del Duomo e all’interno della Cattedrale con le relative terrazze. La
metro salta le fermate di Duomo (M1 e M3) e Missori (M3).
Triennale
Dalle ore 10:00 alle ore 21:00 chiusura al traffico di:
* viale Alemagna,
* via Moliere,
* viale Milton,
* viale Curie (tratto cavalcavia Ferrovie Nord).
Piazza Sempione
Dalle ore 15:00 alle ore 24:00 chiusura al traffico di:
* corso Sempione nel tratto compreso da via Canova a piazza Sempione,
* via Giovanni Gherardini,
* via Piermarini nel tratto compreso da piazza dei Volontari a corso Sempione,
* via Sangiorgio nel tratto compreso da piazza dei Volontari a piazza Sempione,
* via Guerrazzi nel tratto compreso da piazza dei Volontari a via Pagano,
* via Pagano nel tratto compreso da via Canova a piazza Sempione,
* via Cirillo nel tratto compreso da via Peschiera a corso Sempione,
* via Cagnola nel tratto compreso da via Cirillo a piazza Sempione,
* via Bertani.
In via Bertani e via Pagano (da via Canova a piazza Sempione) è previsto anche
il divieto di sosta, eccetto i veicoli autorizzati.
DAL 28 GENNAIO AL 22 FEBBRAIO
Villaggio Olimpico
* senso unico di marcia in via Lorenzini, nel tratto e nella direzione da via
Adamello a via Ripamonti;
* realizzazione di una corsia riservata ai mezzi autorizzati Milano Cortina
2026, separata con i new jersey, fino al passo carrabile del Villaggio
Olimpico in prossimità dell’incrocio con via Ripamonti;
* divieto di sosta su tutti gli stalli presenti nel tratto di via Lorenzini
interessato dall’intervento;
* inversione del senso di marcia della corsia laterale di via Ripamonti, nel
tratto e nella direzione da via Lorenzini a via Serio.
DAL 2 FEBBRAIO AL 18 MARZO
Corsia preferenziale 90/91
* Vietata la circolazione dei motoveicoli e delle biciclette nella corsia
preferenziale della 90-91, nel tratto compreso dall’incrocio di viale Serra –
viale De Gasperi – viale Scarampo fino a piazzale Lodi, in entrambe le
direzioni.
CHIUSURE IN OCCASIONE DELLE GARE
Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena
Dalle quattro ore prima dell’inizio degli eventi fino a un’ora successiva al
termine dell’ultimo evento chiusura al traffico di:
* via Luigi Sordello, nel tratto compreso tra via Alberto Savinio e l’innesto
della strada “diagonale”;
* largo Anselmo Guerrieri Gonzaga.
Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena
Dalle due ore prima dell’inizio degli eventi fino al termine dell’ultimo evento
chiusura al traffico di:
* via Rogoredo, nel tratto compreso tra via Luigi Russolo e via Monte Penice;
* via Francesco Pizzolpasso, nel tratto compreso tra via del Futurismo e via
Giacomo Manzù;
* via Monte Penice;
* via Luigi Russolo;
* piazza Tina Modotti;
* via Laura Bianchini;
* via Alberto Savinio;
* via Giacomo Manzù;
* via Fausto Melotti;
* via Gino Severini;
* via Andrea e Pietro Cascella;
* via Eugenio Colorni;
* via Giacomo Medici del Vascello, nel tratto compreso tra via Cascina
Merezzate e via Giacomo Manzù;
* via Cascina Merezzate;
* via Romualdo Bonfadini, nel tratto compreso tra via Oreste Salomone e largo
Alfonso Guerrieri Gonzaga;
* via Luigi Sordello, dalla strada detta “diagonale” a via Romualdo Bonfadini;
via del Liri; via Edoardo Giraud;
* via Borgo Morsenchino;
* via Morsenchio;
* via Taliedo;
* viale Ungheria;
* via Oreste Salomone, nel tratto compreso tra via Romualdo Bonfadini e via
Dione Cassio;
* via Marco Fabio Quintiliano, nel tratto compreso tra via Mecenate e via Dione
Cassio,
* via Ugo Guido Mondolfo.
COME RAGGIUNGERE LE SEDI DELLE GARE, IL CENTRO MEDIA E IL VILLAGGIO OLIMPICO
San Siro Olympic Stadium
* Stazione San Siro Stadio (metro M5 – linea Lilla)
* Stazione Lotto (metro M1 – linea Rossa)
Ice Park (Ice Hockey Arena e Speed Skating Stadium)
* Stazione Rho Fieramilano (metro M1 – linea Rossa). Navette riservate alle
persone con disabilità motoria (gestite dall’organizzatore Milano Cortina
2026) collegano la stazione metro (uscita Porta Est) con l’arena e lo stadio
* Stazione ferroviaria Rho Fiera (linee S oppure linee ferroviarie regionali,
gestite da Trenord)
Ice Skating Arena
* Stazione Assago Forum (metro M2 – linea Verde). Navette riservate alle
persone con disabilità motoria (gestite dall’organizzatore Milano Cortina
2026) collegano la stazione metro (uscita Uffici-Hotel) con l’arena
Santagiulia Ice Hockey Arena
* Tram 27, fermata viale Ungheria / via Guerrieri Gonzaga. I tram partono da
piazza Fontana, dietro piazza Duomo e incontrano la metro M4 (linea Blu) alla
stazione di Repetti.
* Tram 12, fermata viale Ungheria / via Guerrieri Gonzaga. I tram attraversano
il centro città e incontrano la metro M2 (Verde) a Lanza, la M1 (Rossa) a
Cordusio, la M3 (Gialla) a Missori e la M4 (Blu) a Repetti e la M5 (Lilla) a
Cenisio.
* Stazione di Rogoredo (metro M3 – linea Gialla. Oppure linee S o treni
regionali, gestiti da Trenord) + Hockey Arena Shuttle. Queste navette
speciali partono dalla stazione Rogoredo. Sulle navette vale lo stesso
biglietto di metro, tram e bus. Si può pagare anche con carta di credito,
telefoni o orologi smart.
* Bus 45, fermata viale Ungheria / via Guerrieri Gonzaga. I bus partono dalla
autostazione di San Donato M3 o dalla stazione di Lambrate.
* Bus 88, fermate di viale Ungheria e via Guerrieri Gonzaga. I bus partono
dalla stazione di Rogoredo.
* Navette riservate alle persone con disabilità motoria (gestite
dall’organizzatore Milano Cortina 2026) fanno servizio tra il parcheggio di
Forlanini e l’arena dalle 10 alle 23:30.
Villaggio Olimpico
* Stazione Lodi (metro M3 – linea Gialla)
* Stazione Scalo Romana (linee S o treni regionali, gestiti da Trenord)
Centro Media
* Stazione Portello (metro M5 – linea Lilla)
L'articolo Giovedì e venerdì di delirio tra strade chiuse, metro e zone
off-limits: come muoversi a Milano durante le Olimpiadi proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Che le Olimpiadi Milano Cortina siano, al di là dell’emozione sportiva,
soprattutto una questione di soldi lo si è capito da tempo, ma ciò che sta
accadendo nell’Alta Valtellina, ai confini con la Svizzera, è una dimostrazione
ancora più lampante. Per organizzare i Giochi, Fondazione Milano Cortina 2026
spende almeno 2 miliardi di euro, circa 500 milioni di euro in più rispetto a
quanto preventivato. Eppure dall’Italia sono stati offerti solo 600mila euro ai
nostri vicini che hanno chiesto un contributo per le spese che dovranno
sostenere per l’accesso degli spettatori in arrivo a Livigno dal centro Europa,
in particolare Romania, Polonia, Cecoslovacchia e Austria. Gli italiani hanno il
braccino troppo corto per gli elvetici che chiedono almeno 5 milioni di euro,
anche se pare che spendano di più. Finora hanno dovuto accontentarsi di
promesse. La vicenda non ha solo risvolti contabili, nei rapporti bilaterali con
il Cantone dei Grigioni, ma si collega a uno dei nodi problematici
dell’organizzazione, i collegamenti.
Le Olimpiadi non vengono seguite solo attraverso la televisione o le
piattaforme. Le gare in diretta costituiscono un indiscutibile spettacolo,
soprattutto quando si tratta di sport come snowboard, freestyle skiing e moguls
(gobbe). Si tratta di discipline che attirano molto un pubblico giovane e che
verranno disputate in due aree, il Mottolino e il Carosello Snowpark. Per questa
è atteso un afflusso considerevole di spettatori dalla Repubblica Elvetica. Il
traffico di persone e auto private dovrà però fermarsi al di là del confine
perché l’accesso a Livigno avviene attraverso un autentico collo di bottiglia.
Si tratta di una galleria artificiale lunga 3 chilometri e 400 metri, ad una
altezza di 1.800 metri sul livello del mare, nelle viscere del Munt La Schera. È
un vero budello, gestito dalla società Engadiner Kraftwerke, costituito da una
sola corsia di marcia, con il traffico a senso alternato e regolazione affidata
a un semaforo.
Tutti dovranno transitare da lì, ma le caratteristiche della galleria non
consentono di portare in Italia, nei tempi utili per le gare, tutti gli
spettatori se non utilizzando mezzi di altezza non superiore ai 3 metri e 60
centimetri e di larghezza inferiore ai due metri e mezzo. Anche perché, oltre la
galleria, si intaserebbe la zona del lago di Livigno fino al paese, con un
inquinamento enorme. Abitualmente il costo di un passaggio è di 20 franchi
svizzeri, all’incirca 21 euro e 50 centesimi. Come avviene per le altre venues,
le auto private si devono fermare lontano dalle località di gara. A Cortina, ad
esempio, grandi parcheggi sono stati realizzati a Longarone, San Vito di Cadore
e Fiames. A Livigno saranno in territorio svizzero per chi arriva da nord, con
il problema di attrezzare le aree.
Gli elvetici hanno fissato un prezzo giornaliero di sosta piuttosto elevato, 70
franchi, per disincentivare le auto e promuovere gli arrivi in treno fino a
Zernez. Un parcheggio si trova lì, gli altri poco prima del tunnel (sul versante
elvetico) e in Val Monastero. I lavori di adattamento costano milioni di euro,
per questo da alcuni anni sono stati avviati contatti tra le amministrazioni dei
due paesi. A quanto pare senza esito. Le trattative si sono arenate a metà
gennaio. Gli svizzeri si sono sentiti offrire 600mila euro, ritenuti
assolutamente inadeguati rispetto al traffico che intaserà le loro strade e al
lavoro di manutenzione che dovranno garantire, soprattutto se nevicherà molto.
Così dal Canton Grigioni sono partite le accuse. “Noi le Olimpiadi le abbiamo
sempre rifiutate e adesso dobbiamo farci carico dei costi per i Giochi voluti
dagli italiani”. L’ultimo riferimento è al 2017, quando venne rifiutata
l’ipotesi di candidarsi proprio per il 2026, l’edizione andata all’Italia.
L’assessore lombardo alla montagna, il leghista Massimo Sertori, ha risposto
accampando giustificazioni tecniche. “Abbiamo fatto più dialoghi e più incontri.
Io stesso ho un rapporto personale molto positivo con i ministri dei Grigioni.
Credo ci sia un errore di fondo. I flussi utilizzati dai Grigioni per
quantificare il conto sono più elevati rispetto a quelli reali”. Li hanno
indicati in punte di 7mila persone al giorno, un flusso di cui beneficia Livigno
per i consumi nei bar e ristoranti durante le gare, o per il pernottamento in
albergo. Non gli svizzeri. “Stiamo lavorando sui dati effettivi, sui flussi
reali, e da questo punto di vista vedremo quali saranno i conteggi rivisti”, ha
aggiunto Sertori. Ma da allora non c’è stato nessun passo avanti concreto. Il
clima che si respira in Engadina è pesante, anche se non al punto da pensare di
ostacolare gli accessi. I Grigioni hanno rifiutato la proposta arrivata
dall’Italia di garantire l’apertura del passo della Forcola di Livigno, che
d’inverno resta chiuso.
Il piano viario più recente prevede una frequenza molto elevata nel tunnel Munt
La Schera, arrivando fino a un bus ogni 3 minuti e mezzo nelle ore di punta,
pari a circa 17 bus all’ora. I servizi navetta collegheranno le stazioni di
Zernez e Malles (in Italia) e i piazzali Park+Ride situati a Zernez e in Val
Monastero, trasportando i visitatori direttamente a Livigno. Fondazione Milano
Cortina 2026 e la Regione Lombardia sembrano avere altro da pensare, visto che
sono alle prese con problemi di budget platealmente sforato. Ormai però siamo
alla vigilia dei Giochi e lassù, oltre il “piccolo Tibet” è attesa una
cornucopia di opere per 160 milioni di euro finanziati dallo Stato italiano, una
nevicata che si ferma sul confine nazionale.
L'articolo Tensioni al confine: gli svizzeri si ritrovano a gestire gli
spettatori delle gare di Livigno, vogliono almeno 5 milioni da Milano-Cortina
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Incredibile Lindsey Vonn: gareggerà alle Olimpiadi nella discesa libera
nonostante un crociato rotto dopo la brutta caduta a Crans–Montana. Ad
annunciarlo è stata la stessa sciatrice statunitense nel corso di una conferenza
stampa a Cortina. “A Crans Montana ho completamente rotto il crociato sinistro,
ma sono fiduciosa di poter gareggiare domenica“, ha dichiarato facendo
riferimento alla gara di discesa libera ai Giochi di Milano-Cortina.
Vonn ha dichiarato oggi – martedì 3 febbraio – di essersi “completamente rotta”
il legamento crociato anteriore, di avere una contusione ossea “oltre a un danno
al menisco“. Ma dopo tre giorni di fisioterapia e visite mediche, la fuoriclasse
americana è tornata a sciare martedì con un tutore al ginocchio. “Lo sento
stabile, lo sento forte”, ha detto, aggiungendo di essere “fiduciosa” di poter
gareggiare. “Farò tutto il possibile per essere al cancelletto di partenza”, ha
aggiunto.
Vonn è caduta in una discesa libera a Crans-Montana, in Svizzera, venerdì ed è
finita tra le reti di sicurezza. Dopo essere scesa fino a fondo pista in lacrime
toccandosi il ginocchio sinistro (non il destro, dove ha una protesi), è stata
trasportata in elicottero per le cure mediche. La 41enne americana è una delle
più grandi star dei giochi invernali, che inizieranno venerdì con la cerimonia
di apertura. La sua prima gara sarà appunto due giorni dopo, nella discesa
libera femminile in programma domenica. Vonn aveva in programma di gareggiare
anche nel superG e nella nuova combinata a squadre. La prima prova di
allenamento è prevista per giovedì.
“Ovviamente, non è quello che speravo. Ho lavorato duramente per arrivare a
questi Giochi in una posizione molto diversa. So quali erano le mie possibilità
prima dell’incidente e so che non sono le stesse di oggi, ma so che c’è ancora
una possibilità e finché ci sarà una possibilità, ci proverò“, ha dichiarato
ancora una decisa Vonn in conferenza stampa. Sulla sfida che deve affrontare, la
campionessa americana ha ribadito che “purtroppo, nella mia carriera, ne ho
dovute affrontare molte. Ho sempre spinto ai limiti e la discesa libera è uno
sport molto pericoloso e tutto può succedere. E poiché mi spingo ai limiti, cado
e mi infortunio più volte di quanto vorrei ammettere, anche a me stessa”.
L'articolo Lindsey Vonn choc dopo la caduta a Crans-Montana: “Ho il crociato
rotto, ma alle Olimpiadi gareggio lo stesso” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Sarà il grigiore di Milano, saranno tutti i cantieri dello scalo di Porta Romana
che lo circondano, ma da fuori il Villaggio Olimpico non è esattamente
appariscente e invitante. È stato costruito da Coima di Manfredi Catella,
indagato nella maxi inchiesta sulla gestione dell’urbanistica nel capoluogo
lombardo. Dopo i Giochi, il casermone diventerà uno studentato e pare che non ci
siano già più posti liberi. Le stanze sono impilate una accanto all’altra, una
sopra l’altra, in varie palazzine tutte grigie e senza balconi. Sono essenziali,
hanno tutto quello che serve a un atleta, magari meno per uno studente. Ma
queste sono considerazioni che riguardano il futuro della struttura, quando
spariranno gli stendardi olimpici e le varie bandiere delle nazioni presenti a
Milano: per il momento, ci pensano loro ad addobbare le palazzine, colorando
finestre e scale esterne.
Superata la Village Plaza e l’area ricreazione, sulla destra rispetto alla
piazza principale del Villaggio Olimpico di Milano, c’è la sala dei capi
delegazione. Qui, periodicamente, si tiene una riunione per risolvere le beghe
condominiali tra Nazionali: “i finlandesi fanno troppo casino”, “sul nostro
piano l’acqua è tiepida” e altre cose di questo tipo. Poco più avanti, a
sinistra, ecco lo spazio dedicato ai servizi di concierge: si può chiedere il
cambio asciugamani, nuove lenzuola, perfino un altro materasso. Già, dopo le
polemiche per i letti di cartone a Parigi 2024, qui c’è un’attenzione massima
per l’argomento. Gli atleti, tramite vari video sui social, hanno già dato
feedback molto positivi, sia sulla qualità dei materassi sia in generale sul
Villaggio Olimpico, che in fondo è pensato per loro. E grazie a loro si sta
colorando, provando – almeno per le settimane dei Giochi olimpici – a smettere i
panni del casermone grigio.
Dentro, il Villaggio Olimpico è bello: un piccolo paradiso per gli atleti. Una
versione ridotta rispetto ad esempio a Parigi, perché i Giochi invernali portano
meno atleti e perché a Milano c’è solo uno spicchio di Olimpiadi (hockey,
pattinaggio di figura, short track e pattinaggio velocità). In totale ci sono
1700 posti letto. E tutto quello che serve ai protagonisti. Due mense, una per
atleti e delegazioni, l’altra per lo staff di Milano-Cortina. Si mangia cibo
italiano e internazionale, il menù cambia tutti i giorni, è disponibile anche un
corner vegano e c’è una nutrizionista che gira tra i tavoli per fornire
eventuali consigli sull’alimentazione. È vietato servire alcolici, anche se
nella piazzetta c’è uno spazio dedicato a un noto marchio di birra, sponsor dei
Giochi, che però vende solo la versione zero alcol. In realtà, lo spazio offre
un servizio di yoga e meditazione.
Dopo l’ingresso, dove capeggia il muro della tregua olimpica – lo hanno già
firmato la presidente del Cio Kirsty Coventry e Giovanni Malagò, durante la sua
visita di giovedì 5 febbraio è attesa anche la firma del presidente della
Repubblica, Sergio Mattarella – ecco lo spazio dedicato alla socializzazione tra
gli atleti. Ci sono i classici calciobalilla, la parete dove attaccare i
bigliettini, tanti schermi per giocare con i videogame. D’altronde, la maggior
parte degli atleti è giovanissima e apprezza. Ma, va detto, almeno durante la
nostra visita al mattino l’unica area veramente affollata è la palestra. Aperta
24 ore su 24, offre distese di cyclette e tutti gli altri strumenti necessari
per un allenamento. Gli atleti sono arrivati a Milano soprattutto per gareggiare
e provare a vincere. Poco più in là, c’è anche un policlinico, un distaccamento
dell’ospedale Niguarda, per eventuali interventi di pronto soccorso interni al
Villaggio.
Per gli atleti italiani il punto di riferimento però è la Palazzina F, quasi
tutta occupata dalla delegazione azzurra, composta da 77 atleti e
complessivamente 144 persone. Se a Cortina la squadra di sci femminile ha scelto
l’albergo, a Milano tutti gli atleti vengono a dormire al Villaggio Olimpico.
Qui gli azzurri hanno a disposizione una loro Medical room, gestita dalla
dottoressa Maria Rosaria Squeo, responsabile sanitario dell’Area Olimpica del
CONI. C’è pure una “bike room” ad ogni piano, ma anche una lounge dove poter
fare gruppo evitando il caos degli spazi comuni. Anche qui non mancano
calciobalilla e Playstation. Il capo missione è Carlo Mornati, il responsabile
del Cluster Milano è Enzo Bartolomeo, che si occupa delle esigenze dell’Italia
Team. La vita degli atleti è frenetica: allenamenti, massaggi, spostamenti. Per
raggiungere le sedi di gara – Assago, Santa Giulia, Rho – ci sono dei bus
navetta. Ma i tempi sono spesso stretti. “Ora devo scappare per l’allenamento a
Rho, ci vorranno circa 45 minuti”, racconta Margherita Ostoni, portiere della
squadra di hockey femminile italiana. Anche lei promuove il Villaggio:
“Bellissima atmosfera, tutto è a portata di mano per gli atleti”. E un pensiero
va sempre al materasso: “Il letto è comodo, duro, ottimo per i miei problemi di
schiena”, spiega Ostoni. Alla fine le priorità per gli atleti sono un buon
allenamento e un buon riposo, in vista della gara che può cambiar loro la vita.
Magari manco si accorgeranno che dalle finestre si vedono solo gru e cantieri.
Dopo i Giochi, sparirà l’atmosfera olimpica e arriveranno gli studenti.
L'articolo Più bello dentro che fuori: viaggio nel Villaggio Olimpico di Milano,
tra sale videogame, attenzione per i materassi e vista sui cantieri proviene da
Il Fatto Quotidiano.
Casa Italia alle Olimpiadi Invernali 2026 di Milano Cortina è un progetto
culturale e artistico che supera i confini della semplice ospitalità
Una spesa ultra miliardaria per una corsa contro il tempo “all’italiana”. Nella
libreria Centofiori a Milano i giornalisti Giuseppe Pietrobelli e Gianni
Barbacetto, hanno presentato “Una montagna di soldi – Sprechi, incompiute e
affari: lo scandalo delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026” edito da
Paper First. In un viaggio che tocca temi di sostenibilità economica e di
bilanci in rosso, le inchieste milanesi e le opere non ancora concluse sono lo
specchio di un evento globale ricco di contraddizioni. “È l’evento sportivo che
detta l’agenda della politica, non il contrario. Peccato che poi lo paghino
tutti”, spiega Pietrobelli ai lettori. Per poi continuare a margine, definendo
l’Italia un “paese che si scrogiola con la nomea di una nazione genio”.
“All’estero c’è molta preoccupazione per quelle che saranno le gare, non tanto
per i costi delle infrastrutture sul territorio. I Giochi diffusi hanno portato
a una distribuzione dei costi”, continua ancora.
“Le Olimpiadi dovevano essere sostenibili e senza costi per i contribuenti”,
sottolinea Barbacetto, autore della prefazione del volume, ma “entrambe le
promesse non sono state mantenute“. “Hanno avuto un investimento pubblico perché
i soldi sono stati più del previsto, con questo strano capitalismo che quando si
tratta di guadagnare va tutto al privato e quando si tratta di perdere allora le
perdite diventano pubbliche e siamo noi a doverle pagare”, conclude Barbacetto.
L'articolo Olimpiadi, Pietrobelli e Barbacetto presentano “Una montagna di
soldi”: “L’evento sportivo ha dettato l’agenda politica e lo paghiamo tutti”
proviene da Il Fatto Quotidiano.