Barack e Michelle Obama debuttano a Broadway. Cosa avete capito? No, l’ex
presidente e la ex first lady non sono diventati attori di teatro. Stiamo
parlando di un debutto meno visibile ma più concreto. Gli Obama, grazie alla
loro società di produzione Higher Ground, produrranno il loro primo spettacolo a
Broadway. Si tratta della rilettura di Proof, una piece del drammaturgo David
Auburn che andò in scena per la prima volta off Broadway nel 2000 e che vinse
numerosi premi, tra cui un Tony Award come miglior opera teatrale nel 2001.
Gli interpreti principali sono Don Cheadle e Ayo Edebiri, attori afroamericani
al posto di attori bianchi perché al debutto del 2000 Proof ebbe come
protagonisti principali Larry Bryggman e Mary-Louise Parker (e anche Gwyneth
Paltrow nella versione inglese portata in scena a Londra nel 2001). “Portare
questa commedia storica a Broadway con Ayo, Don, il regista Thomas Kail (attuale
marito di Michelle Williams ndr) e Mike (Bosner, co-produttore assieme agli
Obama ndr) al timone è un privilegio straordinario, e non potremmo essere più
orgogliosi di far parte di questa produzione”, hanno spiegato Barack e Michelle
poche ore fa. “‘Proof’ è esattamente il tipo di storia che Higher Ground
sostiene. Un’opera teatrale che pone domande profonde sulla brillantezza, il
dubbio e ciò che ereditiamo dalle persone che amiamo di più”.
In Proof si raccontano le vicende di Catherine (Edebiri), figlia di un famoso
professore di matematica, Robert (Cheadle), che dopo la morte del padre rimane
sconvolta dalla scoperta di un quaderno contenente una formula paterna sui
numeri primi mai rivelata. Proof verrà messo in scena al Booth Theatre di New
York e avrà la sua prima il 16 aprile.
L'articolo Barack e Michelle Obama debuttano a Broadway: “È un privilegio
straordinario” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Viviamo in un momento in cui può essere difficile avere speranza, ogni giorno
ci svegliamo con un nuovo assalto alle nostre istituzioni democratiche, un altro
colpo allo stato di diritto, un’offesa al senso di decenza”. Nell’orazione
funebre per il reverendo Jesse Jackson, Barack Obama lancia una durissima
critica a Donald Trump e la sua amministrazione, senza pronunciare direttamente
il nome del presidente.
“A ogni risveglio vediamo cose che non pensavamo possibili, ogni giorno ci viene
detto da chi è in alto di temerci e attaccarci gli uni con gli altri e che
alcuni americani contano più degli altri e che qualcuno non conta per niente” ha
continuato l’ex presidente che, insieme agli altri ex presidenti democratici,
Bill Clinton e Joe Biden, ha presenziato le esequie a Chicago del leader del
movimento per i diritti civili morto il mese scorso a 84 anni. “Ovunque vediamo
che avidità e intolleranza vengono celebrate, insieme a bullismo e prese in giro
mascherati da forza”, ha detto ancora Obama, riferendosi evidentemente all’era
della seconda presidenza Trump. L’ex presidente ha comunque concluso con un
messaggio di speranza, guardando proprio all’esempio di Jackson che “ci ispirato
a scegliere la via difficile, la sua voce ci chiama tutti a essere messaggeri di
cambiamento e speranza”.
L'articolo Obama accusa Trump (senza mai citarlo): “Ogni giorno ci svegliamo con
un nuovo assalto alle nostre istituzioni democratiche” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva predetto, fin dal 2011, che
l’allora presidente Usa Barack Obama avrebbe attaccato l’Iran per “salvare la
faccia” o per ottenere un vantaggio alle urne. Ma Obama non attaccò mai l’Iran
e, invece, oggi il via ai raid è stato ordinato proprio dal presidente
repubblicano, che il prossimo novembre sarà impegnato nelle elezioni di midterm,
che lo vedono al momento indietro nei sondaggi.
Il 3 luglio 2011 Trump aveva pubblicato un tweet scrivendo: “Barack Obama
attaccherà l’Iran in un futuro non troppo lontano, perché questa scelta lo
aiuterà per le prossime elezioni“. E aveva poi rincarato la dose un anno dopo:
“Come vi avevo predetto, Obama sta preparando un attacco all’Iran da sferrare
subito prima di novembre“. Il 16 agosto 2012 accusava nuovamente il presidente
allora in carica di voler attaccare Teheran per un successivo guadagno alle
urne. Donald Trump era poi stato smentito dai fatti, perché l’ex presidente
democratico non aveva autorizzato raid contro l’Iran e aveva comunque vinto le
elezioni tenutesi a novembre 2012, ottenendo la riconferma nel ruolo di
presidente degli Stati Uniti per il secondo mandato.
Risulta così curioso che l’attacco recente all’Iran, sferrato da Stati Uniti e
Israele, giunga a pochi mesi dalle elezioni di midterm: l’appuntamento, a due
anni dalle elezioni presidenziali, è un importante banco di prova per il governo
americano. Secondo un sondaggio di metà febbraio 2026 di Washington
Post-Abc-Ipsos, il 60% degli americani non approva l’operato di Donald Trump.
Solo il 20% degli americani si dichiara favorevole alle incursioni militari
scelte dal presidente come strategia per forzare cambiamenti in altri Stati.
Sarebbe curioso sapere se ancora oggi il tycoon ritenga che un attacco all’Iran
possa favorire – da un punto di vista elettorale – il presidente in carica, che
questa volta è lui.
L’11 novembre 2013 Trump concludeva la serie di attacchi social diretti a Barack
Obama, sottolineando in un tweet che la possibile scelta dell’attacco ai danni
dell’Iran, da parte dell’ex presidente democratico, era solo la conferma della
sua “sostanziale incapacità nei negoziati diplomatici”. Risulta ironico che
l’inizio dei raid contro Teheran sia arrivato proprio durante i colloqui con
l’Iran per ridurre le scorte di uranio arricchito tenute dal paese
mediorientale.
L'articolo Quando Trump accusava di continuo Obama: “Attaccherà l’Iran per
ottenere un vantaggio alle elezioni” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ma era vero o no? Evidentemente nei rumors che si sono rincorsi in queste
settimane un fondo di verità c’è. Michelle Obama durante un episodio del podcast
“Call Her Daddy” ha aperto il suo cuore e ha raccontato dell’importante della
terapia di coppia. “Siamo andati in terapia di coppia. – ha affermato l’ex first
lady a Alex Cooper – Credo nell’utilità di avere queste sedute, come un lavoro
costante, un lavoro continuo. Tutti sono in continua evoluzione e nessuno
dovrebbe aver paura. Ho capito che non avevo alcun controllo su di lui, proprio
come lui non aveva controllo su di me”.
Alex e Michelle hanno discusso dei maggiori ostacoli che le donne affrontano nel
mondo di oggi e di come affrontare questioni cruciali come la misoginia, i doppi
standard e l’oggettivazione. Michelle ha condiviso le sue esperienze da First
Lady e come queste l’abbiano ispirata per il suo nuovo libro, “The Look”, oltre
alla sua sincera opinione su cosa ci vorrebbe per portare finalmente una donna
alla Casa Bianca.
E poi ancora: “Il valore di coltivare le amicizie è importante: è importante
quanto la laurea conseguita all’università, quanto il titolo di lavoro e lo
stipendio, quanto il ragazzo che stai cercando di conquistare o la lunghezza del
velo del tuo abito da sposa. Tutte queste cose vanno e vengono“.
“Bisogna essere intelligenti e selettivi su chi si lascia entrare nelle amicizie
– ha detto – Non ho paura di fare amicizia”.
“Siamo predisposte a sentirci male con noi stesse, poi a rivoltarci contro noi
stesse e poi a rivoltarci l’una contro l’altra – ha spiegato l’ex First Lady
sulla sanità mentale – Cerco di umanizzare il mio carnefice”. Una via di fuga
per “salvarsi”.
L'articolo “Siamo andati in terapia di coppia. Ho capito che non avevo alcun
controllo su di lui, proprio come lui non aveva controllo su di me”: Michelle
Obama conferma i rumors sulla crisi di coppia proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Gli alieni sono reali”. Poi ricalibra il tiro: “Ma non ho mai visto alcuna
prova della loro esistenza”. Tocca anche a Barack Obama respirare la polvere
della polemica complottista e anticomplottista online. L’ex presidente degli
Stati Uniti aveva infatti scatenato un putiferio affermando, durante l’ultima
puntata del podcast di Brian Tyler Cohen, che gli alieni erano reali. Nel rapido
botta e risposta, tipico del podcast di Cohen, il conduttore aveva chiesto in
modo diretto: “Gli alieni esistono?”. Obama non ci ha pensato nemmeno per un
attimo e ha risposto: “Sono reali, ma non li ho visti”. Poi ha continuato: “Non
sono tenuti nell’Area 51. Non esiste una struttura sotterranea, a meno che non
ci sia questa enorme cospirazione e l’abbiano nascosta al presidente degli Stati
Uniti”. Insomma, un colpo (grossissimo) al cerchio e un colpetto (piccino
piccino) alla botte. Solo che tempo di un amen e il commento dell’ex presidente
è stato ripreso dai media di tutto il mondo con titoli come: “L’ex presidente
Barack Obama afferma che gli alieni sono reali” o “Sono reali: le scioccanti
affermazioni di Obama sugli alieni”. Perfino il Time Magazine ha riportato la
notizia scivendo: “Obama afferma che gli alieni sono reali, ma non si trovano
nell’Area 51″. Tuttavia, in seguito alla frenesia mediatica che si è sviluppata
in una manciata di ore, domenica sera Obama è dovuto tornare sulla questione con
un post su Instagram. “Stavo cercando di restare fedele allo spirito del round
di velocità, ma visto che ha attirato l’attenzione, vorrei chiarire.
Statisticamente, l’universo è così vasto che le probabilità che ci sia vita sono
alte. Ma le distanze tra i sistemi solari sono così grandi che le probabilità
che siamo stati visitati dagli alieni sono basse, e durante la mia presidenza
non ho visto alcuna prova che gli extraterrestri siano entrati in contatto con
noi. Davvero!”. Insomma, tra un’affermazione “scientifica” alla Carlo Rovelli e
una tirata mediatica alla Trump, Barack non ha escluso che qualche forma di vita
extraterrestre possa esistere in galassie lontane lontane. Poi, come spesso
capita quando si sfiora il “nucleo di verità”, ecco subito l’evocazione di
qualche radicalizzazione complottista per tornare nell’equilibrio perduto. Il
riferimento all’Area 51 riporta infatti alla mente una teoria del complotto di
vecchia data secondo la quale il governo degli Stati Uniti nasconderebbe
extraterrestri nell’Area 51 , un sito altamente classificato dell’aeronautica
militare nel Nevada. Come riporta il Guardian, del resto, una serie di
“documenti declassificati pubblicati nel 2013 hanno rivelato che la pista di
atterraggio segreta (dell’Area 51 ndr) era in realtà utilizzata per test aerei
di progetti governativi statunitensi, tra cui i programmi di sorveglianza aerea
U-2 e Oxcart (…) I test ad alta quota dell’U-2 portarono presto a un effetto
collaterale inaspettato: un enorme aumento delle segnalazioni di oggetti volanti
non identificati”.
L'articolo “Gli alieni esistono”: la frase di Obama fa il giro del mondo, ma la
verità è un’altra proviene da Il Fatto Quotidiano.
Fa scalpore la notizia della dichiarazione dell’ex presidente degli Stati Uniti,
Barack Obama: “Gli alieni? Sono reali, ma non li ho mai visti e non sono
custoditi nell’Area 51”. Notizia in pieno clima di disclosure che sembra
rincorrere le voci che accreditano il presidente in carica Trump come imminente
divulgatore della realtà degli UFO e delle NHI, le Intelligenze Non Umane.
Sarebbe l’annuncio storico più clamoroso e importante per il genere umano.
Ci sono dunque apparizioni di oggetti volanti non identificati, gli Ufo,
furbescamente rinominati UAP – Unidentified Anomalous Phenomena (Fenomeni
Anomali Non Identificati) – che stanno violando gli spazi aerei, sorvolando basi
nucleari, aree segrete e basi militari. Fenomeno identico anche in Cina, Russia,
India e molte altre nazioni della Terra. Tutto questo in un clima di guerre
asimmetriche. Interpreto la frase di Obama come una compensazione delle
possibili dichiarazioni di Trump – molti ex collaboratori, ex funzionari e
wistleblowers parlano di un imminente annuncio – riequilibrando la partita che
si sta giocando nelle sale del Congresso e del Senato Usa, dove schieramenti
bipartisan stanno chiedendo a gran voce la pubblicazione dei documenti e filmati
ancora secretati dalle varie agenzie governative di intelligence e Pentagono.
Anche Marco Rubio, Segretario di Stato Usa, ha dichiarato che il fenomeno è
reale e di natura tecnologica sconosciuta. Quindi la conclusione è: oggetti non
identificati esistono, ma non sappiamo cosa vogliano, da dove provengano né la
natura di ciò sta accadendo sia in Cina che in Russia.
In realtà già cinque anni fa, nel programma televisivo di James Corden, Obama
aveva rilasciato una dichiarazione riguardante il problema Ufo ma non degli
alieni. Dichiarare adesso che gli alieni esistono è un notevole cambio di
paradigma. Si è passati dall’accreditare finalmente gli Ufo come fenomeno reale,
operante su tutto il pianeta, alla mera accettazione della presenza di NHI –
Non-Human Identities, cioè gli extraterrestri – in un rapido susseguirsi di
dichiarazioni e divulgazioni di documentazioni ufficiali rilasciate dai militari
o dalle varie agenzie di intelligence che confermerebbero tra l’altro il loro
ruolo attivo sulla questione che tanto appassiona l’umanità.
Aspettiamo, quindi, gli sviluppi futuri che sembrano siano statati accelerati
anche dal docufilm trasmesso a novembre, “The Age of Disclosure”, in attesa
dell’uscita del film di Spielberg, Disclosure Day!. Ormai il vaso di Pandora
UAP/Alieni è stato rotto, come ha affermato l’ex sottosegretario
all’Intelligence Chris Mellon… Vedremo se ne uscirà qualcosa di buono per il
genere umano.
L'articolo Già cinque anni fa Obama aveva parlato di Ufo. Citare gli ‘alieni’
ora è un cambio di paradigma proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dieci piercing in una volta sola e Barack se n’è accorto tre giorni dopo. Se la
ride Michelle Obama durante un episodio del podcast “IMO”, che conduce insieme
al fratello Craig Robinson. L’ex first lady, più volte invitata a candidarsi
alla presidenza per i Democratici, ha raccontato al suo affezionato pubblico che
a 62 anni ha voluto esagerare. “Ho sempre pensato di farmi qualche foro in più
all’orecchio, ma non l’ho mai fatto”, ha spiegato. “Avevo un secondo buco che
avevo fatto prima di avere figli. Poi però sono diventata pigra e ho smesso di
metterci l’orecchino”.
Michelle racconta che la spinta definitiva al nuovo look è arrivata grazie agli
ornamenti “bellissimi” che oggi molti giovani indossano: “Sembrano una
costellazione, brillano”. Solo che quando è entrata nello studio del piercer
pensando giusto a qualche bucanino in più, quando invece i fori in pochi minuti
sono diventati dieci. Dolore? Per nulla. Semmai tornata a casa, e per tre
giorni, pare che l’ex commander-in-chief manco se ne sia accorto. “Mi ha detto
“ultimamente non hai tenuto i capelli raccolti, li hai tenuti sciolti”, gli
avrebbe detto Barack. E lei: “Non lo so, dormo accanto a te ogni notte!”.
Michelle aveva recentemente spinto l’acceleratore sulle trecce nei capelli: “Le
faccio e ho una cosa in meno a cui pensare. Quando sono fuori dai riflettori
nuoto, gioco a tennis, e le trecce rappresentano quel tipo di libertà per me”.
L'articolo “Mi sono fatta dieci piercing in una volta sola, Barack se n’è
accorto tre giorni dopo e ha reagito così”: la rivelazione di Michelle Obama
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trump è “uno squilibrato”. I dem alzano i toni contro Donald Trump, dopo la
pubblicazione di un finto video realizzato con l’Intelligenza artificiale, sul
profilo Truth del presidente Usa. La clip si chiude con i coniugi Obama che
assumono le sembianze di una gorilla, mentre in sottofondo suona la canzone ‘The
Lion Sleeps Tonight”. Il Tycoon ha ammesso di “aver visto solo la prima parte,
non tutto il video” e poi di averlo “dato” al suo staff perché lo pubblicasse.
Trump non ha intenzione di scusarsi: “Non ho commesso nessun errore”, ha
dichiarato il presidente. Il video è stato rimosso ma la polemica è proseguita.
Le parole del presidente sono giunte dopo l’escalation verbale del leader della
minoranza democratica alla Camera, Hakeem Jeffries: “Vaffanculo Donald Trump”, è
l’insulto dell’esponente dem in un video virale sui social media. Un netto
inasprimento nella retorica dei democratici, in un momento di delicate
trattative alla Camera sull’applicazione delle leggi sull’immigrazione. “Questo
video disgustoso, è stato pubblicato dal cosiddetto presidente
intenzionalmente”, ha dichiarato Jeffries nel video. “Vaffanculo Donald Trump e
al suo comportamento vile, razzista e maligno. E’ un individuo squilibrato e
spregevole”, ha continuato il leader democratico. Non è la prima volta che i
rapporti tra Trump e Jeffries si inaspriscono a livello personale: i due si
erano già scontrati lo scorso autunno a causa di video prodotti con
l’intelligenza artificiale e rilanciati dal presidente su Truth, in cui Jeffries
indossava un sombrero.
L'articolo Trump: “Video con gli Obama-gorilla? Ho visto solo l’inizio poi l’ho
dato allo staff”. Democratici: “Vaff***” proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’immagine arriva quasi alla fine del video, dura un istante. Ritrae Barack e
Michelle Obama come scimmie, in un evidente montaggio creato dall’intelligenza
artificiale. E non si tratta di una caricatura di cattivo gusto di Black Mirror:
a postarlo è niente meno che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che
sul suo social Truth ha pubblicato i visi del suo predecessore e della ex first
lady su corpi di scimmie. Un insulto deliberato sul quale anche l’Unione europea
ha reagito. “Razzismo, incitamento all’odio e contenuti illegali non hanno
spazio online, non perché lo dice la Commissione, ma perché sono illegali nella
vita reale. Abbiamo un principio generale, almeno in Europa. Ovvero che ciò che
è illegale offline nella vita reale dovrebbe essere illegale online“, ha
dichiarato un portavoce della Commissione durante il briefing con la stampa.
Negli Usa, il post ha ricevuto in poco tempo migliaia di like, oltre che aver
suscitato indignazione. L’ufficio del governatore della California Gavin Newsom,
potenziale candidato democratico alle presidenziali del 2028 e noto oppositore
di Trump, ha criticato aspramente il post su ‘X’. “Comportamento disgustoso da
parte del presidente. Ogni singolo repubblicano deve denunciarlo. Ora”, ha
scritto l’ufficio stampa di Newsom su X. Anche Ben Rhodes, ex consigliere per la
sicurezza nazionale e consigliere di Barack Obama, ha condannato le immagini.
“Che Trump e i suoi seguaci razzisti continuino a tormentarsi pensando che in
futuro gli americani considereranno gli Obama come figure amate, mentre
studieranno lui come una macchia nella nostra storia”, ha scritto Rhodes su X.
Non è la prima volta che Trump utilizza l’intelligenza artificiale contro l’ex
presidente Obama. Lo scorso anno su Truth Social è stato pubblicato un video
realizzato con l’IA in cui Obama veniva arrestato nello Studio Ovale e compariva
dietro le sbarre con una tuta arancione. Successivamente è stata pubblicato una
clip realizzata tramite intelligenza artificiale del leader della minoranza
della Camera Hakeem Jeffries con baffi finti e un sombrero.
La reazione dell’Europa – “E’ bello sentirsi al sicuro a casa in Europa. È
proprio per questo che abbiamo una normativa in vigore”, ha osservato il
portavoce, ricordando che quando si tratta di singoli utenti, possono essere
avviate indagini penali ma ciò “non spetta alla Commissione europea. Non è
quello che facciamo”. Il portavoce ha ricordato che in Ue le grandi piattaforme
diventano responsabili di ciò che pubblicano “e noi possiamo aprire delle
indagini come abbiamo fatto, e potrebbero esserci sanzioni finanziarie. Non
esaminiamo un singolo post sui social media di una piattaforma. Esaminiamo i
sistemi che queste piattaforme hanno messo in atto in Europa per evitare che
questo tipo di contenuti venga amplificato, aumentandone la visibilità, perché
questo può essere estremamente dannoso”, ha concluso.
L'articolo Barack e Michelle Obama come scimmie: il post di Trump fatto con
l’AI. Ue: “Noi abbiamo regole” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“L’uccisione di Alex Pretti è una tragedia straziante. Dovrebbe anche essere un
campanello d’allarme per ogni americano, indipendentemente dal partito di
appartenenza, poiché molti dei nostri valori fondamentali come nazione sono
sempre più sotto attacco”. Ad affermarlo è l’ex presidente degli Stati Uniti,
Barack Obama in un appello pubblico alla responsabilità democratica di tutti i
cittadini che sostiene apertamente le proteste pacifiche che hanno inondato le
strade di Minneapolis, dove nei giorni scorsi sono state uccise due persone. “Le
forze federali e gli agenti dell’immigrazione hanno un lavoro difficile — scrive
Obama nella sua nota —, ma gli americani si aspettano che svolgano i loro
compiti in modo legale e responsabile e che collaborino con le autorità statali
e locali, anziché agire contro di esse, per garantire la sicurezza pubblica. Non
è ciò che stiamo vedendo in Minnesota”.
“Anzi, vediamo l’esatto contrario”, sottolinea. “Da settimane, persone in tutto
il Paese sono giustamente indignate per lo spettacolo di reclute mascherate
dell’Ice e altri agenti federali che agiscono impunemente, adottando tattiche
che sembrano progettate per intimidire, molestare, provocare e mettere in
pericolo i residenti di una grande città americana. Queste tattiche senza
precedenti — che persino l’ex massimo legale del Dipartimento per la Sicurezza
Interna nella prima amministrazione Trump ha definito imbarazzanti, illegali e
crudeli — hanno ora portato alla morte di due cittadini statunitensi. Eppure,
invece di cercare di imporre una qualche forma di disciplina e responsabilità
sugli agenti dispiegati, il Presidente e gli attuali funzionari
dell’amministrazione sembrano desiderosi di alimentare ulteriormente la
situazione, fornendo spiegazioni pubbliche sugli omicidi di Pretti e Renee Good
che non si basano su alcuna indagine seria — e che appaiono direttamente
contraddette dalle prove video”.
“Questo — ammonisce Obama — deve fermarsi. Spero che, dopo questa tragedia più
recente, i funzionari dell’amministrazione rivedano il loro approccio e
comincino a cercare modi per collaborare costruttivamente con il governatore
Walz e il sindaco Frey, così come con la polizia statale e locale, per evitare
ulteriore caos e raggiungere obiettivi di giustizia legittimi. Nel frattempo,
ogni americano dovrebbe sostenere e trarre ispirazione dall’ondata di proteste
pacifiche a Minneapolis e in altre parti del Paese. Esse ricordano
tempestivamente che, in ultima analisi, spetta a ciascuno di noi, come
cittadini, parlare contro l’ingiustizia, proteggere le nostre libertà
fondamentali e tenere il governo responsabile delle proprie azioni”.
L'articolo Ice, Obama accusa Trump: “Nostri valori sotto attacco: ogni americano
sostenga le proteste a Minneapolis” proviene da Il Fatto Quotidiano.