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È boom per la spilla contro Beatrice Venezi degli orchestrali del Teatro La Fenice di Venezia. Ecco come il dissenso diventa merchandising e va a ruba
Una spilletta autoprodotta con disegnata una semplice chiave di violino su sfondo giallo in poco tempo è diventata virale ed è richiestissima. Ma cosa è accaduto? Tutto risale al primo gennaio, quando gli orchestrali del Teatro La Fenice di Venezia hanno indossato la spilla per protestare silenziosamente per la nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale del teatro. Dalla fine dello scorso settembre i lavoratori manifestano la loro contrarietà alla nomina di Venezi hanno fatto sciopero, cortei, volantinaggi e assemblee pubbliche. Da quel giorno in moltissimi hanno richiesto quella spinetta: sono oltre 3.000 gli ordini. Numerosi teatri sparsi in tutta Italia, ma anche all’estero vogliono quel simbolo per stare al fianco degli orchestrali e colleghi veneziani che ormai protestano da mesi. Così ne sono state ordinate così tante che gli organizzatori sono stati costretti a ristamparle. Un simbolo che è diventato virale grazie alle foto, video social e articoli dedicati che hanno fatto il giro del mondo. Ecco i segreti del successo di quando il dissenso diventa merchandising. Il sovrintendente Nicola Colabianchi aveva commentato podo dopo il concerto di Capodanno trasmesso su Rai Uno: “Ho visto l’orchestra e il coro durante le prove. Tutte le forme di protesta garbate sono legittime, mi auguro che al più presto si possa arrivare a scelte condivise, a confrontarsi per trovare quell’equilibro che tutti cerchiamo”. I rappresentanti sindacali chiedono risposte pubbliche su sei punti e ribadiscono la disponibilità a un confronto, a patto che la nomina venga ritirata e si riparta da zero L'articolo È boom per la spilla contro Beatrice Venezi degli orchestrali del Teatro La Fenice di Venezia. Ecco come il dissenso diventa merchandising e va a ruba proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Una spilla contro Beatrice Venezi: al Concerto di Capodanno alla Fenice di Venezia la protesta “silenziosa” contro la nomina a direttrice musicale stabile
Continua la protesta da parte dei lavoratori del Teatro La Fenice di Venezia contro la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale stabile a partire dall’ottobre 2026. In occasione del tradizionale Concerto di Capodanno, in corso in questo momento, Coro e Orchestra hanno indossato una spilla a forma di chiave di violino con un cuore al centro, nera su fondo dorato, come forma di protesta silenziosa. Come si è visto dalle immagini in tv, la spilla è stata indossata anche da parte del pubblico presente in sala. Il dissenso è stato “silenzioso”. “Con questo gesto, le professoresse e i professori d’orchestra, le artiste e gli artisti del coro e tutto il personale tecnico e amministrativo intendono rendere visibile la propria unità e la determinazione nel difendere la dignità del lavoro e il futuro della Fenice”, hanno affermato le rappresentanze sindacali dei lavoratori. Il sovrintendente Nicola Colabianchi ha commentato: “Ho visto l’orchestra e il coro durante le prove. Tutte le forme di protesta garbate sono legittime, mi auguro che al più presto si possa arrivare a scelte condivise, a confrontarsi per trovare quell’equilibro che tutti cerchiamo”. Dalla fine dello scorso settembre i lavoratori della Fenice per manifestare la loro contrarietà alla nomina di Venezi hanno fatto sciopero, cortei, volantinaggi e assemblee pubbliche. I rappresentanti sindacali chiedono risposte pubbliche su sei punti e ribadiscono la disponibilità a un confronto, a patto che la nomina venga ritirata e si riparta da zero. Il sindaco Luigi Brugnaro ha riconosciuto che come “legittima la protesta, pensando però che un allenatore non lo può decidere la squadra. “Spero e continuo a sperare – ha aggiunto -, Lavorerò e sto lavorando perché si riesca a ricomporre anche dal punto di vista personale la frattura. Mi dispiace molto perché vorrei che tutti uscissero vincitori. Ma io Beatrice Venezi oggettivamente voglio vederla dirigere. Credo che se lo meriti, qualcuno dice che il suo palmares non è adeguato, secondo me lo è. Potrebbe essere una grande scommessa che possiamo vincere, lo vedremo nei prossimi anni”. Sul versante musicale invece ci sono stati dieci minuti di applausi finali con bis, ovazioni a scena aperta. Dal “Nessun dorma” a “Casta Diva”, da “Và pensiero” al brindisi “Libiam nè lieti calici”, il programma ha attraversato i grandi classici del melodramma italiano, alternando arie, cori e pagine sinfoniche in un percorso capace di unire spettacolo e memoria. Sul podio, al debutto alla Fenice, Michele Mariotti ha guidato Orchestra e Coro con equilibrio e slancio, affiancato dal soprano Rosa Feola e dal tenore Jonathan Tetelman, protagonisti applauditissimi di arie e duetti di Puccini, Rossini, Verdi e Ponchielli Un concerto che, come da tradizione, ha unito solennità e festa, confermando la forza simbolica della Fenice e il suo legame con il pubblico televisivo per la 23esima edizione del Concerto di Capodanno. L'articolo Una spilla contro Beatrice Venezi: al Concerto di Capodanno alla Fenice di Venezia la protesta “silenziosa” contro la nomina a direttrice musicale stabile proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Il pacco di Natale della Fenice ai dipendenti dopo il caso Venezi: bloccato il bonus. I sindacati: “Scelta punitiva”
Si acuisce ulteriormente lo scontro al Teatro la Fenice di Venezia, dove dal 22 settembre scorso la totalità dei dipendenti chiede il ritiro dell’incarico di direttrice musicale a Beatrice Venezi. Nelle stesse ore in cui la direzione aveva fatto circolare il dato di un aumento degli abbonati, volto a stemperare l’idea di una difficoltà del teatro (Venezi però entrerà in carica nel 2026, e proprio nel 2026 oltre 150 abbonati hanno minacciato di non rinnovare) arriva dalla rappresentanza sindacale unitaria la notizia che il consiglio d’indirizzo del Teatro/Fondazione, il 19 novembre – nella stessa riunione in cui aveva dato il sostegno a Venezi e al sovrintendente Nicola Colabianchi che l’ha nominata – ha votato all’unanimità di non erogare la rata invernale del cosiddetto “welfare aziendale”, un bonus di circa 1.300 euro (diviso in due rate) che da sette anni veniva dato ai lavoratori del Teatro, dati gli ottimi risultati ottenuti. Ne dà notizia la rappresentanza sindacale unitaria del Teatro, definendo la scelta punitiva. Si tratta di un bonus istituito nel 2018, di circa 1.300 euro, trattato e confermato di anno in anno. “Uno strumento di gratificazione economica che le lavoratrici e i lavoratori di questo teatro si sono guadagnati con anni di impegno e con anni di bilanci in pareggio, unici in Italia” sottolineano le rappresentanze sindacali. Un modo anche per alzare compensi fissati da un contratto collettivo nazionale, che a Venezia centro, per forza di cose, vale decisamente meno che in altri capoluoghi di regione. “Siamo profondamente delusi dalla decisione del Cdi, presa peraltro a un mese dal Natale” continua la Rsu, mentre la dirigenza parla “da un decennio del “modello Fenice”, chi questo modello lo costruisce ogni giorno, oggi viene punito. Punito per aver espresso, in modo legittimo e democratico, un’opinione diversa dalla loro. Punito per un dissenso che non è personale, ma condiviso dal mondo del lavoro che rappresentiamo”. La direzione del Teatro da parte sua conferma il congelamento del bonus, ma lo rimette a semplici ragioni di bilancio. “La decisione sarà riesaminata nel prossimo Consiglio di Indirizzo di primavera 2026, in occasione dell’approvazione definitiva del bilancio 2025, quando il quadro economico-finanziario sarà completo e definitivo. La sospensione è dovuta alle attuali condizioni che non consentono, al momento, di disporre di previsioni affidabili per una valutazione prudente e responsabile”. La direzione precisa anche che “tale anticipazione welfare fa riferimento all’anno 2025, e rappresenta una prestazione unilaterale e liberale dalla Fondazione. Essa non è prevista dalla contrattazione collettiva”. Ma questo i dipendenti del teatro lo sapevano bene. Al Fatto raccontano che poche settimane fa si era parlato della possibilità o meno di vedere confermato questo bonus, e gli era stato detto che non ci sarebbero stati problemi. Ma, d’altronde, gli era anche stato detto, quattro giorni prima della nomina a direttrice musicale, che Beatrice Venezi non sarebbe stata nominata presto, e non senza il loro consenso. “Ma vogliamo rassicurare tutti: i mezzi ritorsivi adottati non ci intimoriscono – ribadiscono i dipendenti del teatro – Ci auguriamo che chi ha il potere di cambiare questa triste decisione pensi ai lavoratori non come pericolosi sovversivi ma come cittadini che sono consapevoli di avere un significativo ruolo sociale e che ce la mettono tutta per esprimerlo al meglio dentro e fuori il proprio orario di lavoro”. La frattura all’interno del Teatro, che ormai vede una divisione netta tra dipendenti e dirigenza (venerdì l’ultima protesta, sostenuta dal pubblico, in occasione dell’apertura della stagione lirica) si fa più netta. Neppure nel 2024, quando i lavoratori – per motivi diversi, legati all’organizzazione aziendale – avevano scioperato tre volte, si era pensato di sospendere il bonus. L'articolo Il pacco di Natale della Fenice ai dipendenti dopo il caso Venezi: bloccato il bonus. I sindacati: “Scelta punitiva” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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