Bruno Barbieri si è lanciato in un nuovo format, pensato per i propri canali
social, dal titolo “Bruno in the U.S.A” in undici puntate.” La mia missione è
raccontare la storia di tanti giovani che hanno lasciato il nostro Paese non per
disperazione, ma per cercare qualcosa di diverso nella loro vita. – ha
dichiarato a Leggo – Non parliamo di persone che sono partite perché con l’acqua
alla gola o perché in Italia non funzionava niente. Parliamo di gente arrivata
negli Stati Uniti per costruire, per mettersi in gioco, per raccontare una
storia importante: la storia del nostro Paese, del nostro lavoro, della nostra
materia prima, ma soprattutto della nostra cultura”.
Nessuna intenzione di lasciare “MasterChef Italia”: “Per mandarmi via di
dovranno avvelenare. Voglio essere seppellito a Rogoredo (ride, ndr). Io a
MasterChef mi sono sempre dedicato tantissimo. Quando lo giro, per me esiste
solo quello. Mi interessa scoprire talenti, capire le persone, raccontare il
valore del cibo”.
E ancora: “Credo che MasterChef abbia fatto un lavoro enorme: ha fatto capire
che dietro a un piatto non c’è solo il talento di uno chef, ma anche la storia
di produttori, allevatori, artigiani, persone che ogni giorno fanno sacrifici
per portare qualità in tavola. Questo è stato un passaggio culturale
importantissimo»
Tra le prossime mete c’è l’Africa “perché è un altro posto che conosco e dove
voglio tornare. È un mondo estremamente interessante, anche dal punto di vista
gastronomico. Io sono un battitore libero: mi alzo la mattina, chiudo la porta
di casa e vado. Non devo niente a nessuno, sono un uomo libero nell’anima. E
andare in giro per il mondo, con rispetto e curiosità, ti apre davvero la mente
in maniera incredibile”.
L'articolo “Per mandarmi via da MasterChef mi dovranno avvelenare. Voglio essere
seppellito a Rogoredo. Non devo niente a nessuno, sono un uomo libero
nell’anima”: così Bruno Barbieri proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Masterchef
Teo ha 24 anni, brianzolo di Olgiate Molgora (Lecco), è stato proclamato
vincitore di “MasterChef Italia” dai giudici Bruno Barbieri, Antonino
Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli, ed è uno studente di International
Marketing. Protagonista con lui della finale con uno scontro a 2 Carlotta, 25
anni di Candelo (Biella). Fuori per un soffio dall’ultimo scontro Dounia, 28enne
OSS di Bassano del Grappa (Vicenza) e di origini marocchine, e Matteo Rinaldi,
graphic designer 28enne di Boltiere, in provincia di Bergamo. Al vincitore
100.000 euro in gettoni d’oro, un corso di alta formazione presso ALMA – La
Scuola Internazionale di Cucina Italiana e la pubblicazione del suo primo libro
di ricette: “Il gusto del perché – Nulla si crea. Nulla si distrugge. Tutto si
cucina”, in uscita il 12 marzo.
“Ni sono rivisto in tutto. Non c’è una parte che di me che mi sembra non sia
uscita, – ha dichiarato a Vanity Fair – ho fatto vedere anche di più di quanto
non mi aspettassi, anche il mio lato emotivo. Insomma, davvero non mi sento di
dire che non sono stato rappresentato, né che qualcosa manchi all’appello: io
sono quello che avete visto”.
L’esclusione del “Dottor Lee” ha stupito il pubblico da casa ma non dentro la
masterclass: “Tutti lo ritenevamo un avversario temibile, certo, ma non credo
sia uscito né per un’ingiustizia né per uno scivolone. Ha fatto una prova
davvero molto difficile e in quell’occasione il suo avversario, Niccolò, ha
fatto il piatto nella vita. Purtroppo a Masterchef può anche andare così”.
Dove andrà adesso per una cena? “Escludendo Villa Crespi e Perbellini, prima di
entrare a Masterchef ho fatto una promessa alla mia ragazza: se vinco ti porto
da Da Vittorio a Brusaporto. E ora mi sa che mi tocca prenotare”.
E Villa Crespi di Cannavacciuolo: “Non è assolutamente vero che faccio parte
della sua brigata, lo devo smentire, anche perché non siamo autorizzati a
prendere contratti prima della fine della messa in onda. Ovviamente è un sogno
quello di lavorare in un ristorante così, ma passeranno molti mesi, e ci sarà
sicuramente prima il mio corso all’Alma“.
E infine: “Noi abbiamo partecipato a un programma televisivo di cucina, la
nostra visibilità è collegata al fatto che sappiamo cucinare. Se tu ti distacchi
da questa cosa, e fai l’influencer o lavori nel mondo dello spettacolo, forse
può sembrare più facile, ma alla fine se ti distacchi dal motivo per cui hai
perso la notorietà rischi di perdere di credibilità. Dovresti invece
focalizzarti sulla tua passione”.
L'articolo “Non è vero che faccio parte della brigata di Cannavacciuolo.
L’eliminazione di Matteo Lee? Non è stata ingiustizia”: parla Teo vincitore di
MasterChef proviene da Il Fatto Quotidiano.
Soddisfatto, stupito ed emozionato. Abbiamo incontrato Matteo Canzi, detto Teo,
che a 24 anni ha trionfato a “MasterChef Italia”. Il brianzolo di Olgiate
Molgora (Lecco) che ha studiato International Marketing ha trionfato su
Carlotta, 25 anni di Candelo (Biella). Al vincitore 100mila euro in gettoni
d’oro, un corso di alta formazione presso ALMA – La Scuola Internazionale di
Cucina Italiana e la pubblicazione del suo primo libro di ricette: “Il gusto del
perché – Nulla si crea. Nulla si distrugge. Tutto si cucina”, in uscita il 12
marzo (Baldini+Castoldi).
Com’è nata la passione per la cucina?
Mi divertivo a ‘sporcare’ la cucina con mia nonna. Quattro anni fa, quando a
Natale ho preparato per la mia famiglia un filetto alla Wellington. È stata la
mia prima ricetta complessa ed era riuscita molto bene, quindi questa è la mia
strada.
I tuoi genitori ti hanno sostenuto?
Da parte dei miei genitori non c’è mai stato un ‘no’, ma semplicemente un ‘stai
attento a quello che fai’ anche perché le alternative c’erano dallo studio
commercialista di famiglia ad altre posizioni lavorative del marketing. Ma mi
sono reso conto, un po’ guardandomi allo specchio e un po’ guardando i miei
colleghi, che se avessi scelto quella via per 40 anni non sarei stato felice,
mentre in cucina trovo sempre l’entusiasmo di mettermi ai fornelli, anche quando
sono stanco.
Perché hai scelto come piatto forte del tuo menù della Finale il risotto, nota
arma a doppio taglio?
Ho preferito fare un piatto che ha tanto potenziale, ma con alto tasso di
rischio di fallimento per non adagiarmi sugli allori. Il risotto nelle mie zone
è un piatto tantissimo presente e che mi ha ‘cresciuto’. Io preferisco il
risotto alla pasta in generale, proprio per tradizione familiare. Quindi è stato
uno dei primi piatti che ho sperimentato più volte dal grado di tostatura a come
lavorarlo e cuocerlo. Sarebbe stato un peccato non portarlo alla Finale.
Ti sei mostrato vulnerabile, quanto pensi che il tuo carattere possa resistere
in ambienti come quelli dei ristoranti, dove a volte capitano casi di burnout o
dipendenze, come purtroppo alcuni casi di cronaca hanno riportato?
L’educazione familiare che ho avuto da piccolo si è basata sulla filosofia del
‘fare sempre meglio’. In realtà la perfezione a Masterchef per me è passata in
secondo piano. Ho imparato a non essere perfezionista, ma a lasciarmi andare.
L’ho capito soprattutto quando ho lavorato in una cucina stellata, ritrovare la
serenità in un caos totale mi ha aiutato ad acquisire fiducia in me, al di là
della perfezione. Sono a conoscenza dei casi di burnout e dipendenze in alcuni
ristoranti di alto livello e non, so benissimo che sono giovane, non ho ancora
esperienza e competenza che spero di acquisire con la gavetta, ma sono anche
certo che cercherò di evitare in tutti i modi che fattori esterni possano
mettermi in difficoltà.
Quanto ha contato per te la musica di Gigi D’Alessio?
Moltissimo perché ‘Un nuovo bacio’ è la canzone che io e la mia ragazza abbiamo
cantato al nostro primo incontro. Prima delle prove sparavo in cuffia ad alto
volume le canzoni di D’Alessio.
E cosa ne pensi di “Per sempre sì” il brano vincitore del Festival di Sanremo?
Mi piace è molto bella ed orecchiabile. Ma non sono un esperto di musica eh
(ride, ndr).
L'articolo “Dipendenze e burnout in cucina? So che esistono e cercherò di
evitarli. Prima delle prove a Masterchef ascoltavo ad alto volume Gigi
D’Alessio”: così il vincitore Matteo Canzi, detto Teo proviene da Il Fatto
Quotidiano.
“Era già tutto previsto”, cantava Riccardo Cocciante. Eppure nelle ultime
puntate di Masterchef, il cooking show Sky Original prodotto da Endemol Shine
Italy i tanti fan del programma avevano visto vacillare le loro certezze. Dopo
l’eliminazione prima di Matteo Lee e poi di Alessandro Segantini, due
concorrenti dati per certi nella finale a tre, nulla era già scritto. Così con
una finale inaspettata, con soli due aspiranti chef a sfidarsi con i loro menu
al posto dei soliti tre, Masterchef ha saputo sorprendere ancora. Dopo una
mistery box a base di pesce gatto e un Invention incentrato su ingredienti da
piatti stellati, allo scontro finale sono arrivati Matteo Canzi, con il suo menu
Tutto di me, e Carlotta Bertin con il suo “L’equilibrio nel gusto“: più
innovativo e ricco di tecnica il primo, più giocato sui sapori il secondo, alla
fine a trionfare è stato il 24enne brianzolo, comunque tra i favoriti fin dai
cooking show.
CHI È IL VINCITORE
“Ho vinto davanti alla mia famiglia, ho vinto davanti a tutti. Ho vinto facendo
la cucina che voglio fare io“. Con queste parole Matteo Canzi, detto Teo, ha
celebrato la vittoria. Brianzolo di 24 anni e studente di International
Marketing, ha raccontato di aver sempre avuto le mani in cucina fin fa
piccolissimo quando si divertiva a “sporcare la cucina con mia nonna”.
L’illuminazione, poi, quattro anni fa quando a Natale ha preparato per la prima
volta un piatto pieno di tecnica per la sua famiglia: il filetto alla
Wellington. “Era riuscito molto bene, quindi questa è la mia strada”, ha
raccontato. Da allora ha studiato e sperimentato, portando anche nel suo menu
della finale piatti pieni di tecniche particolari, come l’affumicatura.
Appassionato di cucina spagnola e giapponese, ama gli sport e ne ha praticati
diversi prima di rallentare per un infortunio. Entrando in Masterclass ha
parlato anche dei suoi studi, raccontando di come inizialmente i suoi genitori
non fossero proprio convintissimi della sua passione per la cucina. Un
particolare emerso anche durante la finalissima quando, dopo la proclamazione
del vincitore, il giudice Antonino Cannavacciuolo si è avvicinato al 24enne
ricordandogli il suo obiettivo: “Non ti perdere in cazzate, devi dimostrare a
lui”, ha detto lo chef indicandogli il padre. Canzi ha vinto così 100mila euro
in gettoni d’oro, un corso di alta formazione presso ALMA – La scuola
internazionale di cucina italiana e la pubblicazione del suo primo libro di
ricette “Il gusto del perché – Nulla si crea. Nulla si distrugge. Tutto si
cucina”, in uscita il 12 marzo (Baldini+Castoldi)
LA SEMIFINALE CON LA MISTERY STELLATA
Prima di arrivare alla finalissima a due la strada per Carlotta e Teo. I due
hanno dovuto affrontare insieme a Dounia e Matteo Rinaldi una Mistery Box e un
Invention Test ideati dallo chef Norbert Niederkofler, 3 stelle Michelin e 1
stella Verde all’Atelier Moessmer Norbert Niederkofler a Brunico (Bolzano), che
ha portato in Masterclass la sua incredibile filosofia culinaria “Cook the
Mountain”. Lo chef ha proposto ai quattro semifinalisti prima un piatto da
replicare a base di pesce gatto poi, dopo la salita in balconata del primo
finalista, Teo, tre piatti da cui prendere spunto. Il piatto di Carlotta alla
fine, contro quelli di Dounia e Matteo Rinaldi, è risultato migliore
garantendole così la casacca per la finalissima.
TECNICA CONTRO SEMPLICITÀ: I DUE MENU DELLA FINALE
Anche la finalissima non è stata priva di imprevisti per Teo e Carlotta che
hanno portato ad Antonino Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli due
menu rappresentativi della loro idea di cucina e, possiamo dire, anche del loro
percorso all’interno del programma.
La chef Chiara Pavan, una delle protagoniste di quest’edizione, ha fatto
inaspettatamente preparare ai due super finalisti un amuse-bouche a base di
fiori commestibili. L’imprevisto ha colto in castagna il vincitore, Teo, mentre
Carlotta ha giocato una carta sempre vincente, quella della frittura. Ad
assaggiare i due secondi piatti dei rispettivi menu è poi “apparso” chef
Giancarlo Perbellini, tre stelle Michelin.
Ma cosa hanno portato i due aspiranti chef ai tre giudici?
Teo, il vincitore, ha voluto trasportate i giudici nel suo mondo, un “percorso
personale in quattro tappe – ha spiegato – che parla di infanzia, scelte
difficili, coraggio e crescita”. Con “Tutto di me”, Canzi ha fatto assaggiare
agli chef un antipasto chiamato “Il primo chiodo”, un chawanmushi di brodo
dashi, verdure in giardiniera, nido di porro croccante e carota “a chiodo”,
rivisitazione della “zuppa del chiodo nata con mia nonna Egidia”. Poi il
vincitore ha stupito gli chef con il primo, chiamato “Confronto”, un risotto
affumicato alla zucca con pesce gatto e crema di porcini, una “strada sicura”,
ha detto Teo, che rappresenta la sua “voglia di rompere gli schemi”. Come
secondo l’aspirante chef ha proposto un piatto a base di piccione cotto a bassa
temperatura, purè affumicato di patata e topinambur, tarassaco saltato,
gastrique al porto rosso e cipolla fondente (poi non presentata per un
imprevisto), dal titolo “Il coraggio di cambiare”, presentato come “omaggio al
piatto che mi ha fatto entrare in Masterclass”. Infine con il dessert, “La
ciliegina sulla torta”, Teo ha voluto chiudere un cerchio con “tecnica e gioia”,
una firma sul suo percorso fatto anche di molta manualità che lo ha portato a
presentare ai tre giudici un semifreddo al mascarpone e yogurt greco, cuore di
ciliegie marinate all’aceto balsamico e la sua salsa.
Meno tecnico ma sulla carta ricco di gusto il menu proposto da Carlotta. Quattro
piatti che però non hanno convinto appieno Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli.
Con il suo “L’equilibrio nel gusto”, la 25enne di Candelo (Biella), ha proposto
un percorso fatto di “ingredienti semplici” spiegando che per lei “la forza del
gusto sta nell’equilibrio delle cose essenziali”. Così Carlotta ha portato
davanti ai tre giudici “Illusione”, un antipasto basato su un finto pomodoro
ripieno di panzanella servito con acqua di pomodoro. Come primo la 25enne ha
proposto invece “Vitimi”, dei cappelletti ripieni di blu di capra, serviti su
salsa di peperoni di Carmagnola, zest di cipollotto rosso all’aceto balsamico,
mentre come secondo, il piatto che più ha convinto i giudici, Carlotta ha
presentato “Umami selvatico”, un filetto di cinghiale con il suo fondo e bieta
in due consistenze. Elegante nell’aspetto ma non equilibratissimo nel gusto il
suo dolce “Sottovoce”, un lingotto di cioccolato fondente ripieno di crema al
mascarpone aromatizzata al sambuco, mele al profumo di cannella e sambuco (poi
non presentate) e spuma al caffè.
L'articolo Matteo Canzi vince Masterchef 2026, la finale a sorpresa e il menu
“Tutto di me”: chi è il 24enne che ha trionfato con innovazione e tecnica
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Se c’era una certezza per i fan di Masterchef era l’arrivo in finale di
Alessandro, odontoiatra di 44 anni di Genova, tra i protagonisti (in positivo)
dell’edizione. Eppure, dopo l’eliminazione la scorsa settimana di uno dei
favoriti, Matteo Lee, tutto era possibile. E così è stato: contro ogni
previsione il dentista creativo, capace di realizzare piatti da ristorante
stellato, è stato eliminato all’Invention Test, seguito al Pressure dal
controllista 35enne di Massa, Niccolò. Così a giocarsi la finalissima saranno
Carlotta, Dounia, Matteo R. e Teo: l’appuntamento, però, sarà tra due settimane,
giovedì 5 marzo, con ogni probabilità per non sovrapporsi a Sanremo, slittato in
avanti rispetto agli scorsi anni causa Olimpiadi.
Complice forse l’attesa di scoprire chi avrebbe conquistato i giudici arrivando
all’attesissima finale, lo show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy, ha
avuto un record di ascolti: su Sky Uno, Sky Uno + e on demand Total Audience di
913mila spettatori medi con il 4,3% di share.
LA MISTERY BOX
Le prove per i sei concorrenti ancora in gara sono iniziate con una non facile
Green Mystery Box, “capitanata”, ancora una volta, dalla chef Chiara Pavan ormai
presenza quasi fissa nel programma. La chef del ristorante Venissa ha proposto
agli aspiranti chef una prova incentrata sul “risparmio energetico” con
ingredienti nobili e antichi, tra cui i paccasassi del Conero, erba simile al
finocchio di mare che cresce sulle rocce a picco sul mare del Monte Conero,
nelle Marche, una zucchina patissona, cece nero della Murgia, formaggio di capra
girgentana, ramassin della Valle Bronda, cicoria all’acqua, patata cuore rosso
dell’alta Tuscia, pomodoro nasona, cipolla di Acquaviva e farina di farro
Monococco. Nonostante l’incredibile prova di Teo, aspirante chef 23enne
considerato fin da subito un possibile vincitore, che è riuscito a presentare un
piatto utilizzando solo poco più di un minuto di elettricità, a vincere la Green
Pin è stata Carlotta presentando un piatto con petali di cipolla, zucchine
marinate con paccasassi, susine caramellate e formaggio in acqua di pomodoro.
L’INVENTION KILLER
Salutata la chef Pavan, i sei aspiranti chef ancora in gara hanno affrontato un
temuto Invention test con ingredienti “killer”, cioè ingredienti estremi con
sapori difficili da “domare“. Carlotta, vincitrice della Mistery, ha potuto
assegnare un ingrediente ad ogni compagno. Contrariamente a ogni previsione,
Alessandro, alle prese con il Bitter melon, uno degli ortaggi più amari al
mondo, non è riuscito ad equilibrare bene il piatto, giudicato dai tre giudici,
Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli, quasi immangiabile,
e ha dovuto così abbandonare la Masterclass. Scivolone anche per Matteo Rinaldi:
il suo risotto con l’Époisses, formaggio francese stagionato dall’odore molto
pungente, guarnito con una spolverata di caffè ha fatto rabbrividire i giudici
che, però, hanno deciso di “salvarlo” mandandolo direttamente al Pressure test
con il grembiule nero.
TRE STELLE…O QUASI
A vincere la sfida è stata Dounia che con il suo piatto a base di prugna
Umeboshi, dal sapore molto aspro, ha saputo convincere i tre chef. A lei,
arrivata insieme a Carlotta, Teo e Niccolò, all’ambitissima prova in esterna in
un ristorante stellato, il tre stelle Michelin Casa Perbellini 12 Apostoli, a
Verona, è toccato il difficile compito di assegnare un piatto a ciascuno dei
colleghi. La concorrente ha assegnato a se stessa uno dei piatti più difficili,
un wafer al sesamo con tartare di branzino, caprino all’erba cipollina e
sensazione di liquirizia: forse Dounia voleva imitare l’audacia che lo scorso
anno caratterizzò la vincitrice Anna, ma senza successo. L’aspirante chef,
infatti, è andata in estrema difficoltà con i wafer, scivolando più volte
sull’uscita del piatto. Niccolò ha dovuto cucinare un antipasto, uno scampo
fritto con tortino di pera e salvia su fonduta di taleggio con gocce di
caramello e aceto, accompagnato da una tartelletta con tartare di scampo, pere e
profumo di senape: un piatto non semplice che, seppure non senza sbavature,
l’aspirante chef ha saputo portare a casa. Piatti quasi impeccabili, invece per
Teo, alle prese con un primo, dei ravioli ripieni di risotto mantecato al
fondente di cipolla, accompagnati da una grattugiata di tartufo nero e un jeux
di vitello, e Carlotta che, seppure con qualche difficoltà nel taglio della
carne, ha vinto la prova grazie alla preparazione dell’agnello con crumble di
animelle, spinacino Buon Enrico, spuma di kefir con sotto una purea di aglio
orsino e salsa di marsala. L’aspirante chef piemontese è stata quindi la prima,
contro le aspettative dei fan, ad accedere alla serata finale.
L’ULTIMO PRESSURE
Tornati in Masterclass, Dounia, Niccolò e Teo si sono riuniti a Matteo R. per
affrontare il temutissimo Pressure Test. Protagonista di questa ultima sfida –
in due step – un “timer” da 45 minuti, utili per la realizzazione di un piatto
che avesse come protagonista degli ingredienti molto particolari: lumachine di
terra (per il primo step), e Piè d’Asino (mollusco comune nel Meditterraneo e
nell’Atlantico), per il secondo e ultimo step. La prima a salire in balconata è
stata Dounia, seguita poi da Teo. Davanti ai giudici sono rimasti gli
inseparabili Matteo R. e Niccolò che, abbracciati, hanno aspettato il verdetto:
a un passo dalla serata finale, è stato Niccolò a commettere gli errori più
gravi e a dover lasciare per sempre la Masterclass.
SOCIAL IN SUBBUGLIO
Le ultime puntate hanno lasciato l’amaro in bocca ai tanti telespettatori che
ogni giovedì aspettano con ansia l’appuntamento con il cooking show. Dopo
l’inaspettata eliminazione, la scorsa settimana, di Matteo Lee, aspirante chef
di Bologna che con la sua umiltà aveva conquistato il cuore di tutti e con i
suoi piatti iniziali sbalordito i giudici, i fan del programma hanno reagito,
soprattutto via social, all’eliminazione di Alessandro prima e Niccolò poi,
gridando allo scandalo. “Non è più un programma di cucina, ma un film horror”,
commenta qualcuno dopo l’eliminazione del dentista. “Edizione disastrosa”, il
giudizio tranchant di un altro utente.
Tutte le speranze ora sono riposte nella finalissima che slitterà di una
settimana. “Sappiamo che la prossima settimana la vostra priorità è cantare”,
annunciano dai profili social di Masterchef, lasciando intendere che lo
spostamento sia pensato per non sovrapporsi con Sanremo. Così per vedere chi tra
Carlotta, Dounia, Matteo R. e Teo sarà il prossimo Masterchef italiano,
bisognerà attendere giovedì 5 marzo. E per chi proprio non sa stare senza
cooking show, no panic: giovedì 26 febbraio andrà in onda una serata speciale
“Masterchef Italia: 4 storie per la finale”, che racconterà le storie dei
quattro finalisti e i loro percorsi nel programma.
L'articolo Masterchef, fuga da Sanremo: la finale slitta al 5 marzo. Quattro
concorrenti a sorpresa si giocano il titolo, fan imbestialiti: cosa è successo
proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’eliminazione di Alessandro Segantini nella semifinale di MasterChef è stata un
duro colpo per diversi fan del programma. E un po’ anche per Antonino
Cannavacciuolo, che si è commosso per la sua uscita dal programma. Nella puntata
in onda ieri su Sky, per il concorrente è stato fatale l’Invention Test, durante
il quale gli aspiranti chef dovevano utilizzare sei degli ingredienti più
estremi. I giudici non hanno apprezzato la scelta di taglio della zucca,
trovando troppo elevato il gusto dell’amaro. E così, risultato il peggiore
insieme a Matteo e Teo, ha dovuto togliere il grembiule. “Spero per te che un
giorno chiameranno il tuo nome sul palco Michelin” gli ha augurato
Cannavacciuolo mettendogli una mano sulla spalla.
CHI È ALESSANDRO SEGANTINI
Alessandro Segantini è un odontoiatra 44enne di Genova. All’Università voleva
studiare chirurgia, seguendo le orme del padre chirurgo, ma lui gli consigliò
una carriera da libero professionista e quindi si iscrisse a Odontoiatria, studi
che lo hanno portato ad aprire il suo studio a 25 anni. In Università conobbe
Eleonora, che poi nel 2012 sarebbe diventata sua moglie: lui era assistente del
professore durante l’esame che stava sostenendo lei, la interrogò “e lei mi ha
odiato, dovevo fare la figura del cattivo”, poi qualche anno dopo si sono
incontrati nuovamente e da allora non si sono più lasciati. Come scrive il sito
della trasmissione di Sky, Alessandro giocava a calcio a livello agonistico,
prima di appendere le scarpe al chiodo dopo un grave incidente in macchina. La
passione per la cucina è nata per interesse personale: cucinava insieme alla
madre, poi ha approfondito le sue conoscenze. A MasterChef Italia è arrivato per
viversi “un’evasione dal lavoro. Quando guardo il programma mi rendo conto che
molte cose che cucinano durante le prove io le so già, ma devo curare di più
l’estetica dei miei piatti”, aveva detto prima di iniziare la propria avventura
nel cooking show.
VERSO LA FINALE
La finale di MasterChef Italia sarà giovedì 5 marzo alle 21.15 in esclusiva su
Sky e in streaming solo su NOW, mentre tra una settimana – giovedì 26 febbraio
sempre su Sky e NOW – arriva “MasterChef Italia: 4 storie per la finale”, una
serata speciale che racconterà le storie e i percorsi dentro e fuori il cooking
show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy dei quattro cuochi che si
contenderanno la vittoria.
Immagini concesse da Sky. MasterChef Italia è tutti i giovedì alle 21.15 in
esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, sempre disponibile on demand
L'articolo MasterChef, Cannavacciuolo si commuove per l’eliminazione di
Alessandro: “Spero che un giorno ti chiameranno sul palco Michelin” – VIDEO
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Teo ha deciso di svoltare a suo favore lo svantaggio di 10 minuti di ritardo
nell’avviare la prova datogli da Matteo R.: il tempo è diventato preziosissimo
per memorizzare bene passaggi e ordine nell’eseguire tutte le lavorazioni che
richiedeva il piatto – un incredibile risotto al plancton presentato alla
Masterclass negli episodi di ieri di MasterChef Italia (in esclusiva su Sky e in
streaming solo su NOW e sempre disponibili on demand) dall’ospite dello Skill
Test Ángel León, chef 3 stelle Michelin che ha rivoluzionato la gastronomia
marina al suo ristorante “Aponiente” a Cadice, in Spagna. Elaborato mentalmente
tutto il procedimento da eseguire, però, a Teo è avanzato qualche minuto: e
quindi come ingannare la tremenda attesa prima di iniziare il suo lavoro? Con un
duetto – non intonatissimo, a dire il vero – insieme ad Antonino Cannavacciuolo
sulle note di “Un nuovo bacio” di Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo.
Immagini concesse da Sky. MasterChef Italia è tutti i giovedì alle 21.15 in
esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, sempre disponibile on demand
L'articolo Masterchef, l’elemento di “disturbo” del concorrente: il duetto che
non ti aspetti con Cannavacciuolo sulle note di Un nuovo bacio – Video proviene
da Il Fatto Quotidiano.
Arriva spesso un momento a Masterchef Italia in cui uno dei favoriti scivola. A
volte si rialza, altre volte per lui il percorso da aspirante chef si ferma.
Eppure l’ultima eliminazione ha lasciato comunque di stucco gli appassionati
dello show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy che ieri ha ottenuto (su
Sky Uno, Sky Uno + e on demand) una Total Audience di 885mila spettatori medi
con il 4,2% di share.
(attenzione spoiler) La prova finale, lo Skill test incentrato sulle innovazioni
della gastronomia marina, con ospite lo chef tristellato Ángel León, alla fine
ha tirato un brutto scherzo a uno dei concorrenti più amati dai fan e più temuti
dai compagni di viaggio: Matteo “Dottor” Lee, 27enne di origini cinesi, nato e
cresciuto a Bologna, ha dovuto lasciare il grembiule bianco. In queste settimane
il giovane bolognese di poche parole è riuscito a vincere, almeno in parte, la
sua chiusura verso il mondo esterno: ha divertito i telespettatori con i suoi
balli “robotici” e li ha incantati con piatti che, almeno all’inizio del
percorso, sembravano degni di un ristorante stellato. Ma questo non è stato
sufficiente: svantaggiato da uno dei suoi amici di discoteca, Matteo R., Lee ha
dovuto affrontare in finale l’altro compare, Niccolò, non convincendo alla fine
i tre giudici con il suo piatto.
Ma cosa è successo in puntata? Ospite della Mistery Box è Anna Zhang, vincitrice
della passata edizione di Masterchef che porta agli aspiranti sapori a lei cari
(daikon, lemongrass, colatura di alici, tofu, rombo, pak-choi, longan, miglio,
funghi shiitake e zafferano). La prova è soprattutto di coraggio: per
presentarsi davanti agli chef, infatti, bisogna credere di essere il migliore.
Solo chi realmente lo sarà vincerà il vantaggio per l’Invention, salendo
direttamente in balconata, mentre gli altri coraggiosi subiranno uno svantaggio.
Davanti ai tre giudici, Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio
Locatelli alla fine arrivano tre aspiranti chef, Alessandro, Matteo R. e
Carlotta, vincitrice della prova e quindi salva alla prova successiva.
L’Invention test mette a dura prova i concorrenti ancora in gara. Per celebrare
i 15 anni di Masterchef i tre giudici indossano le casacche da chef per una
cucinata in tandem, da replicare: gli ingredienti principali sono piccione, uova
e farina, per un piatto che unisce le abilità di Barbieri con la pasta, quelle
di Cannavacciuolo con le salse e quelle di Locatelli con il piccione. La
ricetta, molto complicata e da completare in un’ora e trenta, alla fine fa
capitolare Niccolò che però, proprio per la difficoltà del piatto, viene
“graziato” con un’ultima chance, giocandosi il tutto e per tutto all’ultimo step
dello Skill Test.
La seconda puntata è un full immersion nel mondo magico e marino dello chef 3
stelle Michelin Ángel León, che ha rivoluzionato la gastronomia marina al suo
ristorante Aponiente a Cadice, in Spagna. Nel primo step i cuochi amatoriali
devono replicare il risotto al plancton, con salsa aioli, dello chef: Matteo R,
vincitore dell’Invention, svantaggia Teo, levandogli 10 minuti di cucinata
(passati a cantare Un nuovo bacio di Gigi d’Alessio e Anna Tatangelo insieme a
chef Cannavacciuolo). Ma lo svantaggio non ferma il giovane aspirante chef che,
insieme a Carlotta, viene subito salvato. Alessandro, Matteo R, Dounia e Matteo
Lee si sfidano quindi al secondo step che ha come piatto principale una triglia:
lo svantaggio dei 10 minuti questa volta tocca al concorrente di origini cinesi.
Alla fine è proprio lui a non convincere gli chef, dovendosi sfidare in un
duello all’ultimo ingrediente con Niccolò: i due devono “assegnarsi” a vicenda
un ingrediente di mare inconsueto ogni 5 minuti (fegato di rana pescatrice,
bottarga di muggine, radice di alga, piante alofite, pelle di murena, squame di
pesce, granchio, salsiccia di mare, guanciale marino e zostera). La difficoltà è
alle stelle ma, alla fine, con un piatto di mare “che può piacere solo a chi ama
il mare”, come sottolinea lo chef tristellato Leon, Niccolò riesce a guadagnarsi
la salvezza. Il piatto peggiore è quello di Matteo Lee che, contro ogni
pronostico, deve togliersi il grembiule bianco.
La reazione sui social dei tanti fan che seguono il programma è immediata, tra
chi invoca una seconda possibilità e chi la ritiene una eliminazione mirata,
gridando allo scandalo. Quel che è certo è che senza la sua calma serafica,
mancherà qualcosa dalle prossime puntate in direzione della finalissima, ormai
sempre più vicina.
L'articolo Choc a Masterchef: esce uno dei favoriti, fan in rivolta. La cucinata
in tandem dei giudici e la cantata sulle note di Gigi D’Alessio: cos’è successo
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il 25enne Jonny Pescaglini è stato uno dei volti più popolari (e amati) non solo
dentro “MasterChef Italia” tra i concorrenti, ma anche fuori e sui social. Però
l’aspirante chef è scivolato proprio su uno di quelli che lui ritiene i cavalli
di battaglia in cucina: la carne. L’ex concorrente ha dovuto slegare il
grembiule bianco a causa dell’Invention Test con al centro la cucina
“universale” di Jeremy Chan.
Lo chef stellato, co-fondatore di Ikoyi a Londra, noto per i suoi piatti in
costante evoluzione e per la sua cucina che non conoscono bandiere né confini,
ha portato alla classe una preparazione creata appositamente per loro, dalle
mille consistenze e ingredienti, tra i quali l’astice e il manzo, entrambi cotti
alla griglia. Obiettivo della prova, la realizzazione di un piatto che traesse
ispirazione da quello di Chan e che includesse necessariamente la cottura alla
griglia, in particolare dell’astice e del manzo.
“Non mi aspettavo che la carne fosse considerata così cruda. – ha affermato l’ex
aspirante chef – A me non sembrava. L’ho misurata: l’osso era a 52 gradi. Da noi
si mangia così. Poi è vero, c’erano altri problemi. Dovevo spingere di più
sull’affumicatura. La cottura era quasi passabile. Fa ridere, ma mi rappresenta.
È il mio piatto e fa cucinato con passione. E il timo: lo metti ovunque e non
sbagli mai”.
Il futuro? “Voglio vivere giorno per giorno. Il sogno sarebbe unire la passione
da barman con quella per la cucina e aprire un bistrot. Ma oggi sarebbe un salto
nel vuoto. Non siamo professionisti. Ho paura, sì, ma voglio crescere”.
LA STORIA DI JONNY PESCAGLINI
I genitori di Jonny hanno divorziato quando lui era piccolissimo, quindi è stato
cresciuto da sua sorella Jamilah. Ha frequentato una scuola per elettricisti e
da giovanissimo, andando in un circolo giovanile, ha scoperto la passione per i
cocktail tanto da lavorare fin da subito come barman: prima in piccolo poi,
crescendo, anche in matrimoni, compleanni, fino alle discoteche.
In seguito ha iniziato a lavorare come elettricista, quindi oggi di giorno
lavora alla guardiania su una diga e di sera come barista. Quello che è oggi è
il frutto di un lungo percorso di scoperta di sé: prima era chiuso e introverso,
ora è solare ed espansivo (e i suoi capelli, lunghi e riccissimi, hanno seguito
un percorso parallelo), ama vestirsi in maniera eccentrica e ha tante camicie a
maniche corte con fantasie anche bizzarre. È fidanzato con Valentina: andavano
all’asilo insieme, poi a scuola «sua sorella è stata la mia fidanzatina», infine
si sono innamorati loro due. Si esercita con la cucina nella casetta che hanno a
disposizione quando presidiano la diga: si iscrive a MasterChef Italia perché ha
una gran voglia di cambiare vita. (dal sito di MasterChef)
L'articolo “Non mi aspettavo che a MasterChef Italia la carne fosse considerata
così cruda. A me non sembrava, da noi si mangia così”: parla l’eliminato Jonny
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tra gli ospiti dell’ultima puntata di “MasterChef Italia”, andata in onda
giovedì 5 febbraio, c’era Jeremy Chan (nato da padre cinese e madre canadese),
chef e co-fondatore di Ikoyi a Londra, che ha portato alla Masterclass per
l’Invention Test uno dei suoi piatti più iconici. Non è la prima volta per Chan
al cooking show di Sky e, ad ogni passaggio, per la sua prestanza fisica e la
calma che infonde nei concorrenti scattano i commenti positivi e i complimenti
sui social.
“Forse funziono in televisione per questo: perché rappresento un’alterativa alle
classiche personalità energiche ed egemoni che si vedono in giro – ha detto lo
chef a Vanity Fair -. Le attenzioni su di me? Mi divertono, a dire il vero. Ieri
sera ci stavo riflettendo proprio con la mia ragazza che mi ha detto che, se non
fossi uno con i piedi per terra, probabilmente mi sarei montato la testa per
tutti i messaggi che mi arrivano“.
Come ha dimostrato in puntata lo chef parla molto bene in italiano e il merito è
di Dante e Petrarca: “A 17 anni volevo imparare l’italiano e ho pensato di
iniziare studiando Dante e Petrarca: ero uno studente molto secchione al liceo,
senza contare che, appena ho avuto la possibilità, mi sono trasferito in Italia
per imparare la lingua. E poi sono un grande fan del cinema italiano classico,
così come dell’arte e della storia italiana: imparare le lingue attraverso la
letteratura e il cinema penso che sia sempre stata una mia grande passione”.
La prima volta in cucina a 15 anni; “Ho preso in mano la cucina perché mia madre
non era velocissima a cucinare e mio padre, essendo cinese, ha delle esigenze
piuttosto elevate in termini di sapori e condimenti. Penso di essermi rimboccato
le maniche per assicurarmi che le interazioni familiari fossero più fluide”.
Il successo in cucina ha anche il rovescio della medaglia: “Il tempo per la mia
famiglia e la mia ragazza. Mi ha portato via la possibilità di fare esercizio
fisico e mantenermi in salute. Mi sento parecchio esausto anche perché passo
gran parte delle mie giornate in piedi: sto invecchiando e, anche se mi sento
tutto sommato in buona forma, questo stile di vita è abbastanza stancante, senza
contare che non dormo quanto vorrei”.
L'articolo “La cucina ha tolto il tempo per la mia ragazza. Mi sento esausto,
passo gran parte delle mie giornate in piedi”: Jeremy Chan, l’ospite star di
MasterChef Italia proviene da Il Fatto Quotidiano.