Il 29 gennaio è stata a “MasterChef Italia” è stato tagliato il primo traguardo
di stagione, la proclamazione della Top Ten di questa edizione. Ma Irene
Rescifina è stata eliminata. La studentessa di Giurisprudenza di 20 anni ha
quindi abbandonato il proprio sogno di diventare nuovo MasterChef italiano
perché è caduta sulla ricetta del riso al salto con rognone dello chef Cesare
Battisti.
L’aspirante chef ha poi voluto condividere alcuni pensieri con un post
pubblicato sui social: “Sintetizzare in poche parole un’esperienza così
totalizzante non è facile. – ha scritto – Mille cose vorrei dire e tutte e mille
non riuscirebbero a racchiudere l’avventura unica di MasterChef. Inizio con un
banalissimo ‘che figata!’ non mi sarei mai aspettata di entrare, e men che meno
di arrivare in top 10″.
E ancora: “MasterChef è una bolla: fuori la vita continua a correre, lì dentro
ogni emozione la vivi e la rivivi, amplificata, tre volte più intensa. Cambi,
migliori, cresci giorno dopo giorno. Oggi mi sento una persona diversa, e non
parlo solo di cucina.
MasterChef è soprattutto persone: amicizie, litigi, pianti e risate”.
L’ex concorrente ha poi ringraziato tante persone tra cui i giudici: “Barbieri
il piccante, Locatelli il crunchy, Antonino la dolcezza. L’insieme è un piatto
perfetto. Grazie a tutti i miei amici. Sono riusciti ad essere presenti, senza
invadere i miei spazi. Nonostante io fossi ‘sparita0. Senza invidia ma con
tantissimo amore. Grazie alla mia famiglia, il mio tutto. Darei la vita per voi
e senza di voi non avrei nemmeno mandato la candidatura.Specialmente nonna:
tornare a casa e poterti riabbracciare mi ha resa la nipote più fortunata del
mondo”.
Poi il discorso dei fa più serio: “Riguardo all’altra faccia della medaglia ho
pensato tanto se dire qualcosa o meno. Le critiche costruttive aiutano a
crescere, gli insulti e le minacce di morte no. Scrivo piuttosto a chi subisce o
ha subito come me, non abbattetevi! Chi vi ama davvero sa chi siete. Vi sono
accanto, nei social è più facile diffondere odio, ci si sente legittimati a
tutto. Infine, grazie a me stessa. A 20 anni mi sono messa in gioco con
positività e voglia di imparare.Ho vissuto questa “figata” fino in fondo,
cercando, nonostante tutto, di mantenere quella ‘leggerezza dell’essere’
necessaria per affrontare qualsiasi momento della vita”.
L'articolo “Le critiche costruttive aiutano a crescere, gli insulti e le minacce
di morte no”: la denuncia di Irene dopo l’eliminazione a “MasterChef Italia”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Masterchef
Passano le edizioni di MasterChef, cambiano le tendenze food e i talenti ai
fornelli, ma la prova più temuta in assoluto dai concorrenti dello show
culinario di Sky resta senza dubbio quella di pasticceria con Iginio Massari.
Che nella puntata di ieri, giovedì 29 gennaio, ha confermato di essere il
giudice guest star più inflessibile. Un’inflessibilità al quadrato, visto che il
“senatore” dei pastry chef italiani è arrivato nelle cucine del programma
accompagnato dalla figlia Debora, anche lei come il papà attenta ai dettagli e
irremovibile anche di fronte a qualche piccola sbavatura. Per testare le
capacità tecniche dei concorrenti e la loro resistenza allo stress, Massari
padre e figlia hanno richiesto di replicare una versione inedita di uno dei
dolci iconici della pasticceria di famiglia, la Saint Honoré “alla milanese”. A
colpi di “la pasticceria è dura perché è fatta di regole. Il ‘quanto basta’ lo
lasciamo agli chef”, i concorrenti hanno dovuto testare in appena due ore e
mezza la propria abilità nella preparazione di pan di Spagna, bignè al
caramello, crema pasticcera e panna montata e mousse al cioccolato.
Il risultato? In chiaroscuro. Da una parte c’è Carlotta, alla quale le cose
vanno di male in peggio, tra pan di Spagna poco lievitato e bignè crudi,
dall’altra Matteo Rinaldi che sogna di aprire una bakery e porta a casa un dolce
di grande livello. Se la cavano bene anche Dounia, che sfrutta i dieci minuti
extra usando la Green Pin e alla fine convince tutti con la sua torta e
Alessandro (il suo dolce è quello più simile a quello dei Massari). Le peggiori
sono invece le arcinemiche di questa edizione, la pugliese Dorella, che durante
il Pressure Test si becca una sgridata epica da Massari, e la italo-brasiliana
Iolanda. Per la prima è una “tragedia”, come dice lei stessa, per la seconda un
disastro con tanto di stoccata finale di Mister Iginio che stronca la sua crema
pasticciera non cotta: “È quasi pericolosa”, la bacchetta per via delle uova
crude. Uno scivolone che le costa il grembiule e l’uscita di scena definitiva.
Non prima di ricevere un bacio dal Dorella: “È il bacio di Giuda”, sbotta
Iolanda.
La puntata prosegue poi con una Mystery Box surreale, con i concorrenti
costretti a cucinare in coppia legati da un doppio guanto e disponendo di una
sola mano libera ciascuno. La prova è complessa, a cominciare dal taglio
dell’ingrediente principale, le cucurbitacee (zucca, zucchina, anguria o
cetriolo), ma tutto è bene quel che finisce bene: nessun incidente, zero liti e
i giudici soddisfatti che incoronano vincitori Matteo Canzi e Carlotta, alla
conquista delle ultime Golden Pin e l’arrivo in esterna da capitani. Il gruppo a
quel punto si sposta a Cagliari, dove a giudicarli c’è lo chef Luigi Pomata (gli
appassionati di tv lo ricorderanno a La prova del cuoco): per un soffio vince la
squadra blu di Carlotta, Matteo Lee, Dorella, Matteo Rinaldi e Dounia, che
convincono i commensali con i piatti della tradizione sarda, mentre finiscono al
Pressure Test Matteo Canzi, Irene, Niccolò, Alessandro e Jonny. Sono loro a
sfidarsi in studio con una prova solo apparentemente facile: replicare il riso
al salto con rognoni trifolati dello chef Cesare Battisti, del ristorante
milanese Ratanà. Scivolano in molti, compreso Alessandro – uno dei favoriti di
questa edizione -, tra risi che si sbriciolano in padella e rognoni cotti male,
ma chi fa peggio di tutti è Irene, che prima crolla in un pianto a dirotto
durante la cucinata, poi sbaglia la prova e finisce per doversi levare il
grembiule. Per lei MasterChef è finito con un riso al salto, per altri nove la
corsa verso la finale continua.
L'articolo “La tua crema è pericolosa”: la sgridata epica di Iginio Massari e
sua figlia a Iolanda. Ecco cosa è successo nell’ultima puntata di Masterchef
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Franco Agyekum è stato eliminato durante l’ultimo appuntamento con “MasterChef
Italia”, in onda su Sky giovedì 22 gennaio e disponibile su Now. Originario di
Santa Lucia di Piave, in provincia di Treviso, il 33enne lavorava come business
manager in una multinazionale francese, con alle spalle due lauree, in Economia
e Ingegneria gestionale, dopo la partecipazione al cooking show ha preso la
decisione definitiva. “Dopo MasterChef ho continuato a cucinare, a divertirmi.
Mi sono licenziato e ho cercato lavoro in cucina. L’occasione è arrivata: adesso
la cucina da passione è diventata lavoro”, ha rivelato a Leggo.
“Sono come un giovane appena uscito da scuola. – ha raccontato – In un paio di
mesi mi sono incanalato bene nella squadra. Non è un ristorante stellato, ma è
una cucina importante di cui sono orgoglioso”.
E ancora: “Gli orari sono duri, lo stipendio più basso rispetto al passato, ma
il bilancio personale è chiarissimo: “Sono finalmente felice. Ho lavorato per
anni per raggiungere il lavoro che facevo prima, poi mi sono reso conto che
forse non era quello che volevo davvero. Lo facevo per far contenti gli altri.
Con MasterChef mi sono sentito vivo. Quando sono tornato in ufficio mi sembrava
perdere tempo e il tempo è la cosa più importante”.
Un ricordo legato allo show? “Ho passato poco tempo con i miei compagni, non mi
hanno realmente capito. È stata colpa della mia mentalità sempre focalizzata
sull’obiettivo. La competizione ti mangia. Non ero contro nessuno e non pensavo
di vincere”.
L'articolo “Dopo MasterChef Italia mi sono licenziato dalla multinazionale e
lavoro in cucina. Non è stellato ma sono orgoglioso”: l’ex concorrente Franco
cambia vita proviene da Il Fatto Quotidiano.
Antonino Cannavacciuolo, come giudice di MasterChef Italia, si è trovato in
situazioni decisamente complesse, ma si trattava sempre di piatti improbabili
presentati dai cuochi amatoriali in gara. Negli episodi di ieri (in esclusiva su
Sky e in streaming solo su NOW, sempre disponibili on demand), invece, Chef
Cannavacciuolo ha “sofferto” come mai prima d’ora: ha compiuto un giro con
Giorgio Chiellini all’interno del museo dello Juventus Stadium, circondato da
coppe, trofei, premi ed elementi che hanno fatto la storia dei bianconeri. Così,
girando insieme all’icona della Vecchia Signora, ha sfoggiato il santino di
Diego Armando Maradona invocando la sua protezione, e quando ha attraversato il
corridoio con le maglie dei calciatori più celebri della Juve si è fermato,
inevitabilmente, su quella di Antonio Conte, attuale mister del suo Napoli.
Immagini concesse da Sky. MasterChef Italia è tutti i giovedì alle 21.15 in
esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, sempre disponibile on demand
L'articolo Masterchef, la sofferenza di Cannavacciuolo: visita il museo dello
Juventus Stadium con Chiellini e tira fuori il santino di Maradona – Video
proviene da Il Fatto Quotidiano.
La Green mistery box, con i sapori vicini alla chef Chiara Pavan, ospite
d’eccezione con tanto di postazione cucina, un invention test dal tema panini
gourmet e un’esterna a casa della Juventus con pressure test “aromatico”.
L’ultima serata di Masterchef Italia chiude sempre di più il cerchio attorno
alla top ten, evidenziando sempre di più il netto distacco di alcuni cuochi
amatoriali rispetto ad altri.
La settima serata dello show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy che ha
ottenuto (su Sky Uno, Sky Uno + e on demand) una Total Audience di 791mila
spettatori medi con il 4,1% di share, si apre a effetto con una inattesa mistery
box green. La chef Chiara Pavan, di nuovo ospite del programma, detta i tempi:
cucina con i cuochi amatoriali senza un timing definito, la prova finisce quando
lei termina. La sfida è ardua, utilizzare ingredienti particolari (bietola da
costa, farina di spinaci, fernet, alga nori, lattuga di mare, yuba – pellicola
proteica che si forma sulla superficie del latte di soia quando viene riscaldato
– peperoni verdi, succo d’uva Dorona fermentato, curry di laguna, acetosella)
con una sola proteina possibile, l’ostrica, che, però, non deve essere
protagonista del piatto. Tre, alla fine, i piatti degni di nota, quelli di Teo,
Matteo R. e Dounia che alla fine si aggiudica entrambe le pin, la green che
permette di avere dieci minuti in più in una prova a scelta, e la golden, che
permette di salvarsi.
L’Invention test è da leccarsi i baffi: Alessandro Frassica, padrone di casa
della bottega ‘INO a Firenze e la maga della panificazione, Francesca Casci
Ceccacci, titolare di Pandefrà, panificio artigianale a Senigallia, svelano agli
aspiranti chef i segreti del panino perfetto. Sta a loro, poi, mettere in
pratica i consigli e realizzare il panino giusto. La prova, con difficoltà
aggiuntive per Iolanda e Alessandro che dovranno fare due diversi panini, mette
in difficoltà anche i concorrenti finora considerati più talentuosi. Cadono
Franco, Jonny, Matteo Lee e Teo, con il primo che lascia senza parole i giudici
con il suo piatto dal titolo “lo zoccoletto di nonno”. Il nome? Un ricordo di
infanzia quando il nonno, appunto, gli diceva “sbrigati, vai a prendere le
zoccolette”, riferendosi ai tipici panini veneti. Alla fine Teo, quasi sempre
tra i migliori, si deve sfilare il grembiule bianco: è lui il peggiore della
prova, ma i tre giudici, Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio
Locatelli, lo “graziano” spedendolo dritto al Pressure Test.
Con grande “dispiacere” per Cannavacciuolo (accompagnato da un fedelissimo
santino di Maradona), tifoso sfegatato del Napoli, la prova in esterna è in casa
Juvenuts, allo Stadium, tempio del tifo bianconero. A fare gli onori di casa è
Giorgio Chiellini, oggi director of football strategy del club, che insieme ad
altri dirigenti, madrine d’eccezione come Cristina Chiabotto, e tifosi,
assaggerà i piatti delle due brigate, la rossa, capitanata da Matteo R,
vincitore dell’Invention test, e formata da Niccolò, Matteo Lee, Dorella e
Carlotta, e la blu, guidata da Irene e formata anche da Iolanda, Dounia,
Alessandro e Jonny. In panchina Franco che quindi finisce diretto al pressure.
Obiettivo della prova è creare due menu rispettando i colori della Juventus,
quindi il bianco e il nero, con un tocco di rosa per ricordare la prima storica
maglia: alla fine trionfano i blu con un menu che, anche grazie al salvataggio
finale di Alessandro su un dolce altrimenti fallimentare, convince i commensali.
Il pressure test mette alla prova i perdenti, Matteo Lee, Matteo R, Niccolò,
Carlotta e Dorella, insieme al panchinaro Franco e al (quasi) eliminato Teo, che
devono realizzare un pesto con delle particolari erbe aromatiche, presentate da
Alessandro Di Tizio, gastronomo ed esperto forager. Ad assegnare le erbe è
Irene, capitana della brigata vincente, che mette in difficoltà Franco, Matteo
Lee e Niccolò con le tre erbe più complicate. Alla fine, tra pesti non
riuscitissimi e alcuni invece veramente ben fatti (come quello di Matteo Lee),
ad avere la peggio è Franco che scivola scaldando il pesto in padella. Per lui
il percorso finisce: aveva promesso di fare la storia, difficilmente con questo
pesto poteva riuscirci.
La prossima settimana, giovedì 29 gennaio, sempre alle 21.15 su Sky e in
streaming su NOW, a MasterChef Italia i cuochi amatoriali affronteranno un altro
scoglio assai temuto, la prova di pasticceria. Chi farà un altro passo verso il
sogno di diventare nuovo MasterChef italiano?
Immagini concesse da Sky. MasterChef Italia è tutti i giovedì alle 21.15 in
esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, sempre disponibile on demand
L'articolo “Sbrigati, vai a prendere le zoccolette”: il cuoco amatoriale lascia
senza parole i tre giudici di Masterchef. Prove ed eliminati dell’ultima puntata
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un “malore” durante il pressure test, una red mystery box basata sull’agrodolce
e uno skill test pericolosamente stellato. L’ultima puntata i Masterchef Italia
(su Sky Uno, Sky Uno + e on demand), che ha totalizzato una media di serata di
875mila spettatori medi, con il 4,4% di share e una permanenza al 70%, è stata
al cardiopalmo.
Tra i momenti “clou” della serata lo svenimento di Antonino Cannavacciuolo. Cosa
avrà toccato lo chef a tal punto da causargli un malore (finto ovviamente)? Uno
scivolone dell’aspirante chef Teo che, alle prese con un Pressure Test a tema
pomodori, non ha riconosciuto la varietà Piennolo del Vesuvio. L’errore – che è
costato al cuoco amatoriale cinque minuti in meno per la successiva cucinata – è
“fatale” per il giudice che viene prontamente soccorso dai colleghi, Bruno
Barbieri e Giorgio Locatelli.
Le due ultime puntate entrano nel vivo fin dall’inizio con una red mistery box
agrodolce. Una sfida non semplice dove bilanciare i sapori è fondamentale: il
toscano Niccolò raggiunge il giusto equilibrio e si aggiudica la Golden Pin. Non
va bene, invece, a Irene, Dounia e Georgina che insieme all’autocritico Teo si
lanciano nel pressure test a tema pomodoro. Obiettivo della prova è prima
riconoscere almeno quattro varietà di pomodoro, pena cinque minuti in meno alla
cucinata successiva per ogni errore, e poi portare davanti agli chef un piatto
con protagonista proprio il pomodoro. A dover abbandonare la Masterclass, alla
fine, è Georgina: il piatto, dai sapori poco mediterranei, non convince i
giudici.
La seconda puntata ha come protagonista lo Skill Test con ospite Ciccio Sultano.
Lo chef siciliano con due stelle Michelin mette a dura prova i concorrenti che
devono prima replicare il Timballo del Gattopardo, piatto molto complesso che
consiste nel realizzare una pasta brisè farcita di diversi elementi, tra cui
ragù, prosciutto, uova di quaglia sode e besciamella, e poi ispirarsi a un suo
piatto per realizzarne uno proprio con protagonista lo sgombro.
A salvarsi al primo step sono Teo, Irene, Dorella, Alessandro, Niccolò e Dounia.
Gli altri, invece, affrontano lo sgombro. A capitolare, alla fine, è Vittoria,
seconda concorrente a dover abbandonare la Masterclass.
L'articolo Masterchef 15, Antonino Cannavacciuolo si sente male durante il
pressure test. L’errore di Teo è “fatale” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sorprese, rivelazioni “scottanti”, migliori che rapidamente scivolano tra i
peggiori. L’ultima puntata di Masterchef Italia, che in esclusiva su Sky e in
streaming solo su NOW, sempre disponibile on demand – ha raggiunto una media
serata di 900mila spettatori in Total Audience, è un saliscendi di emozioni con
due eliminazioni in parte inaspettate. La gara entra nel vivo con una mistery
box inedita: la cottura in argilla. I concorrenti si trasformano così in attenti
scalpellini: devono “rompere la crosta” e svelare cosa c’è all’interno, se
pesce, carne o un mix mari e monti.
Nel corso della prima prova c’è tempo anche per qualche rivelazione che lascia
tutti, compresi i tre giudici, Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio
Locatelli, di stucco: tre insospettabili, Niccolò, Matteo Lee e Matteo Rinaldi,
sono andati a ballare e hanno fatto sfoggio in pista di qualche (discutibile)
passo di danza.
Il tempo per il divertimento però dura solo pochi secondi. La gara è più nel
vivo che mai ed è tempo di chiamare i piatti migliori. La prima a essere
chiamata davanti ai giudici è Vittoria, sensibile e dalla lacrima facile, ha
osato con un piatto che mette insieme pesce e carne. Il secondo miglior piatto è
quello di Niccolò che con il suo “Piccolo Lord” ha la sua piccola rivincita. Il
suo piatto però non basta a fargli vincere la prova (peccato perché, finalmente,
va detto, avrebbe ottenuto la possibilità di una cucina più alta visto che la
misura standard gli va decisamente piccola). A trionfare sugli altri è un
aspirante chef che già si era distinto nelle scorse puntate: Matteo Canzi che
ottiene la sua prima Golden Pin e il vantaggio per l’Invention Test.
LA LUNGA NOTTE DELLA MARINATURA
È proprio questa seconda prova a mettere in difficoltà molti componenti della
Masterclass. La prova, pensata da chef Barbieri, è incentrata sulla marinatura.
Due gli ingredienti principali a disposizione dei concorrenti (e assegnati da
Teo vincitore della Mistery): pollo e capriolo che andranno fatti marinare per
tutta la notte. Il vantaggio di Matteo Canzi, però, non finisce qui: l’aspirante
chef può anche penalizzare due concorrenti. I malcapitati sono Iolanda e
Alessandro (detentore di una Golden Pin) che il giorno seguente si ritrovano,
con sorpresa, senza postazione. Come cucinare? Chiedendo “ospitalità” ai
compagni per dieci minuti ciascuno.
Una prova di convivenza quindi ma anche di adattamento alle difficoltà che però
non scoraggia né il dentista né l’ex insegnante. Entrambi riescono a portare a
casa il piatto. Anzi, Alessandro è anche elogiato da Barbieri per aver fatto uno
dei migliori impiattamenti della storia di Masterchef, tanto da aggiudicarsi la
prova e diventare così il primo capitano della prova in esterna. Non va così
bene, invece, ad altri concorrenti. In particolare due risultano tra i peggiori
con piatti al limite dell’immangiabile. A dover abbandonare la Masterclass,
contro ogni pronostico, è l’architetto Antonio che con il suo background
internazionale aveva subito convinto i giudici ai live cooking. Deludente anche
il piatto di Antonio, primo concorrente arbereshe della trasmissione: il suo
pollo è marinato male e il pane di accompagnamento risulta quasi immangiabile.
Per lui è pronto il grembiule nero che lo spedisce direttamente al Pressure
Test.
L’ESTERNA CHE ESALTA BRA
È il momento della prova in esterna. Dopo l’uscita nel regno del Parmigiano
Reggiano è il momento per i concorrenti di assaggiare la famosa salsiccia di
Bra, in Piemonte. Alessandro, vincitore dell’Invention Test, sceglie il menu blu
che prevede un antipasto con salsiccia cruda e poi un carrè di coniglio
accompagnato da bagnacauda che sappia però esaltare anche la salsiccia. Il
dentista sceglie anche il capitano avversario: a guidare la brigata rossa, che
si cimenterà in un antipasto creativo con salsiccia cruda e nei tajarin al ragù
di salsiccia, sarà Matteo Lee, non proprio famoso nella Masterclass per le sue
doti di chiacchierone.
L’esterna però si rivela un fallimento per l’apparentemente inespugnabile
squadra blu composta, oltre che dal capitano, da Dounia, Dorella, Matteo Canzi,
Niccolò, Matteo Rinaldi e Franco: il coniglio ripieno non è piaciuto agli
attenti macellai piemontesi che hanno considerato la salsiccia troppo poco
protagonista nel piatto. Ottimo, invece, il ragù bianco proposto dalla squadra
rossa composta, oltre che da Matteo Lee, da Carlotta, Georgina, Iolanda, Jonny,
Irene e Vittoria.
L’IMPOSSIBILE PRESSURE TEST
È il momento di tornare in studio dove un difficile pressure test aspetta la
squadra perdente. Salvata Dorella, meritevole di aver pensato a una
verticalizzazione del secondo piatto, proponendo un peperone “a turbante”, gli
altri, insieme ad Antonio, devono inventare tre tacos perfetti “innovativi,
creativi e goduriosi”. Al termine degli assaggi si salvano solo Dounia e Matteo
Rinaldi. Alessandro e Teo, nonostante la golden pin, decidono di non giocarsela
e finiscono tra i peggiori: i loro impasti, oltre a quello di Franco, di Niccolò
e del calabrese Antonio non sono all’altezza. Tra tacos crudi e che si spezzano,
l’aria si taglia con il coltello. Alla fine, però, un piatto risulta peggiore
degli altri, quello di Antonio che presenta ai giudici solo due tacos con un
impasto non riuscito (così come successo all’Invention). Il saluto ironico di
Cannavacciuolo è d’obbligo: “Non aprire mai una panetteria”.
L'articolo Masterchef 15, concorrenti che escono per andare a ballare,
inaspettati aspiranti chef tra i peggiori ed eliminazioni “a sorpresa”: tutto
sull’ultima puntata proviene da Il Fatto Quotidiano.
“La mia eliminazione è stata ingiusta. Doveva uscire Iolanda, ma rispetto la
decisione dei giudici”. Eros Monforte abbandona MasterChef con il ricordo di una
bella esperienza e qualche sassolino nella scarpa. L’aspirante cuoco siciliano è
il terzo eliminato di questa edizione di MasterChef.
In un’intervista a Leggo, il ragazzo ha fatto un bilancio della sua esperienza:
“Sono molto fiero di essere entrato. MasterChef non è un’esperienza facile, non
è da tutti stare lì dentro. Solo sapere di cucinare davanti a Cannavacciuolo ti
mette addosso una tensione enorme”.
Monforte fatica ad accettare la sua eliminazione dal cooking show: “Un po’ di
rabbia l’ho provata. Ero convinto di arrivare in finale”. E ancora: “Anche sui
social molte persone dicevano che non dovevo uscire io”. Eros ha un’idea precisa
su chi avrebbe meritato di togliere il grembiule e tornare a casa: “Iolanda. Per
me la prova era già sbagliata in partenza. Però rispetto le decisioni dei
giudici“.
L’eliminazione dal programma non cancella la passione di Eros per la cucina: “Io
cucino sempre, a casa, con la mia famiglia. Mi piace inventare piatti,
MasterChef non cambia la mia passione: continuerò sempre a cucinare“. Il ragazzo
ha fissato gli obiettivi futuri: “Lavorare come chef privato e crescere sui
social. Poi in futuro aprire un locale, se ci sarà l’occasione”.
IL RAPPORTO CON I GIUDICI
Eros Monforte ha raccontato a Leggo il rapporto avuto con i giudici di
MasterChef. Il siciliano ha descritto Cannavacciuolo come un idolo, ma lo chef
che lo ha impressionato maggiormente è Giorgio Locatelli “ha un’eleganza che
percepisci quando ti sta vicino“. “Fare meno preparazioni. Ho perso tempo con
cose che poi non sono riuscito a impiattare”, questo è il consiglio che il
giovane cuoco darebbe a se stesso prima di entrare a MasterChef Italia.
A tal proposito ha aggiunto: “Una gelificazione di pesca si è congelata per
errore e da lì è andato tutto storto”. Monforte ha concluso con una presa di
consapevolezza: “Ho rischiato molto più degli altri concorrenti. Molti hanno
fatto il “compitino” per salvarsi. Ho visto piatti che sembravano acqua più che
insalata”.
L'articolo “La mia eliminazione da MasterChef Italia? È stata ingiusta, ho
provato rabbia. Doveva uscire Iolanda, prova sbagliata in partenza”: Eros
Monforte si sfoga proviene da Il Fatto Quotidiano.
Colpo di scena durante la puntata di “MasterChef Italia”, andata in onda ieri,
giovedì 1 gennaio. La prova esterna si è tenuta a Rivalta di Lesignano de’
Bagni, in provincia di Parma inEmilia Romagna. Il luogo è famoso per essere la
sede di uno dei 292 caseifici del Consorzio del Parmigiano Reggiano. Durante una
pausa, la concorrente Dorella si è rivolta al giudice Antonino Cannavacciuolo
per una dichiarazione a sorpresa. “Mi sto innamorando di lei, i suoi occhi sono
profondi come il colore dell’orizzonte del mare che incontra il cielo”, ha detto
la concorrente allo chef, che ha risposto con un sorriso un po’ imbarazzato “ti
senti bene? Ma tutto a posto?”.
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L'articolo “Mi sto innamorando di lei, i suoi occhi sono profondi”: a MasterChef
Italia la dichiarazione di Dorella per Antonino Cannavacciuolo – IL VIDEO
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Siamo solo ai Creative Test di MasterChef Italia (ieri, in esclusiva su Sky e in
streaming solo su NOW, sempre disponibile on demand) ma già si intravede qualche
scintilla: in particolare, al momento della prova di Iolanda – ex insegnante di
56 anni dalla provincia di Cosenza ma originaria di Rio de Janeiro in Brasile –
dagli spalti si è udito in maniera piuttosto palese il disappunto di Dorella,
57enne di Taranto impiegata in un’agenzia finanziaria e appassionata di musica e
già sicura del suo grembiule bianco. Un borbottio che Barbieri ha interrotto
dopo poco, zittendo la concorrente Dorella. Il piatto di Iolanda, alla fine, è
stato promosso, così le due donne si ritroveranno in Masterclass… riusciranno a
costruire un rapporto o ci saranno altre scintille?
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L'articolo Scintille a Masterchef, Dorella contro Iolanda: “Non ce la faccio
più, mi infastidisce”. E Barbieri la zittisce – Video proviene da Il Fatto
Quotidiano.