“Era già tutto previsto”, cantava Riccardo Cocciante. Eppure nelle ultime
puntate di Masterchef, il cooking show Sky Original prodotto da Endemol Shine
Italy i tanti fan del programma avevano visto vacillare le loro certezze. Dopo
l’eliminazione prima di Matteo Lee e poi di Alessandro Segantini, due
concorrenti dati per certi nella finale a tre, nulla era già scritto. Così con
una finale inaspettata, con soli due aspiranti chef a sfidarsi con i loro menu
al posto dei soliti tre, Masterchef ha saputo sorprendere ancora. Dopo una
mistery box a base di pesce gatto e un Invention incentrato su ingredienti da
piatti stellati, allo scontro finale sono arrivati Matteo Canzi, con il suo menu
Tutto di me, e Carlotta Bertin con il suo “L’equilibrio nel gusto“: più
innovativo e ricco di tecnica il primo, più giocato sui sapori il secondo, alla
fine a trionfare è stato il 24enne brianzolo, comunque tra i favoriti fin dai
cooking show.
CHI È IL VINCITORE
“Ho vinto davanti alla mia famiglia, ho vinto davanti a tutti. Ho vinto facendo
la cucina che voglio fare io“. Con queste parole Matteo Canzi, detto Teo, ha
celebrato la vittoria. Brianzolo di 24 anni e studente di International
Marketing, ha raccontato di aver sempre avuto le mani in cucina fin fa
piccolissimo quando si divertiva a “sporcare la cucina con mia nonna”.
L’illuminazione, poi, quattro anni fa quando a Natale ha preparato per la prima
volta un piatto pieno di tecnica per la sua famiglia: il filetto alla
Wellington. “Era riuscito molto bene, quindi questa è la mia strada”, ha
raccontato. Da allora ha studiato e sperimentato, portando anche nel suo menu
della finale piatti pieni di tecniche particolari, come l’affumicatura.
Appassionato di cucina spagnola e giapponese, ama gli sport e ne ha praticati
diversi prima di rallentare per un infortunio. Entrando in Masterclass ha
parlato anche dei suoi studi, raccontando di come inizialmente i suoi genitori
non fossero proprio convintissimi della sua passione per la cucina. Un
particolare emerso anche durante la finalissima quando, dopo la proclamazione
del vincitore, il giudice Antonino Cannavacciuolo si è avvicinato al 24enne
ricordandogli il suo obiettivo: “Non ti perdere in cazzate, devi dimostrare a
lui”, ha detto lo chef indicandogli il padre. Canzi ha vinto così 100mila euro
in gettoni d’oro, un corso di alta formazione presso ALMA – La scuola
internazionale di cucina italiana e la pubblicazione del suo primo libro di
ricette “Il gusto del perché – Nulla si crea. Nulla si distrugge. Tutto si
cucina”, in uscita il 12 marzo (Baldini+Castoldi)
LA SEMIFINALE CON LA MISTERY STELLATA
Prima di arrivare alla finalissima a due la strada per Carlotta e Teo. I due
hanno dovuto affrontare insieme a Dounia e Matteo Rinaldi una Mistery Box e un
Invention Test ideati dallo chef Norbert Niederkofler, 3 stelle Michelin e 1
stella Verde all’Atelier Moessmer Norbert Niederkofler a Brunico (Bolzano), che
ha portato in Masterclass la sua incredibile filosofia culinaria “Cook the
Mountain”. Lo chef ha proposto ai quattro semifinalisti prima un piatto da
replicare a base di pesce gatto poi, dopo la salita in balconata del primo
finalista, Teo, tre piatti da cui prendere spunto. Il piatto di Carlotta alla
fine, contro quelli di Dounia e Matteo Rinaldi, è risultato migliore
garantendole così la casacca per la finalissima.
TECNICA CONTRO SEMPLICITÀ: I DUE MENU DELLA FINALE
Anche la finalissima non è stata priva di imprevisti per Teo e Carlotta che
hanno portato ad Antonino Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli due
menu rappresentativi della loro idea di cucina e, possiamo dire, anche del loro
percorso all’interno del programma.
La chef Chiara Pavan, una delle protagoniste di quest’edizione, ha fatto
inaspettatamente preparare ai due super finalisti un amuse-bouche a base di
fiori commestibili. L’imprevisto ha colto in castagna il vincitore, Teo, mentre
Carlotta ha giocato una carta sempre vincente, quella della frittura. Ad
assaggiare i due secondi piatti dei rispettivi menu è poi “apparso” chef
Giancarlo Perbellini, tre stelle Michelin.
Ma cosa hanno portato i due aspiranti chef ai tre giudici?
Teo, il vincitore, ha voluto trasportate i giudici nel suo mondo, un “percorso
personale in quattro tappe – ha spiegato – che parla di infanzia, scelte
difficili, coraggio e crescita”. Con “Tutto di me”, Canzi ha fatto assaggiare
agli chef un antipasto chiamato “Il primo chiodo”, un chawanmushi di brodo
dashi, verdure in giardiniera, nido di porro croccante e carota “a chiodo”,
rivisitazione della “zuppa del chiodo nata con mia nonna Egidia”. Poi il
vincitore ha stupito gli chef con il primo, chiamato “Confronto”, un risotto
affumicato alla zucca con pesce gatto e crema di porcini, una “strada sicura”,
ha detto Teo, che rappresenta la sua “voglia di rompere gli schemi”. Come
secondo l’aspirante chef ha proposto un piatto a base di piccione cotto a bassa
temperatura, purè affumicato di patata e topinambur, tarassaco saltato,
gastrique al porto rosso e cipolla fondente (poi non presentata per un
imprevisto), dal titolo “Il coraggio di cambiare”, presentato come “omaggio al
piatto che mi ha fatto entrare in Masterclass”. Infine con il dessert, “La
ciliegina sulla torta”, Teo ha voluto chiudere un cerchio con “tecnica e gioia”,
una firma sul suo percorso fatto anche di molta manualità che lo ha portato a
presentare ai tre giudici un semifreddo al mascarpone e yogurt greco, cuore di
ciliegie marinate all’aceto balsamico e la sua salsa.
Meno tecnico ma sulla carta ricco di gusto il menu proposto da Carlotta. Quattro
piatti che però non hanno convinto appieno Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli.
Con il suo “L’equilibrio nel gusto”, la 25enne di Candelo (Biella), ha proposto
un percorso fatto di “ingredienti semplici” spiegando che per lei “la forza del
gusto sta nell’equilibrio delle cose essenziali”. Così Carlotta ha portato
davanti ai tre giudici “Illusione”, un antipasto basato su un finto pomodoro
ripieno di panzanella servito con acqua di pomodoro. Come primo la 25enne ha
proposto invece “Vitimi”, dei cappelletti ripieni di blu di capra, serviti su
salsa di peperoni di Carmagnola, zest di cipollotto rosso all’aceto balsamico,
mentre come secondo, il piatto che più ha convinto i giudici, Carlotta ha
presentato “Umami selvatico”, un filetto di cinghiale con il suo fondo e bieta
in due consistenze. Elegante nell’aspetto ma non equilibratissimo nel gusto il
suo dolce “Sottovoce”, un lingotto di cioccolato fondente ripieno di crema al
mascarpone aromatizzata al sambuco, mele al profumo di cannella e sambuco (poi
non presentate) e spuma al caffè.
L'articolo Matteo Canzi vince Masterchef 2026, la finale a sorpresa e il menu
“Tutto di me”: chi è il 24enne che ha trionfato con innovazione e tecnica
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Antonino Cannavacciuolo
L’eliminazione di Alessandro Segantini nella semifinale di MasterChef è stata un
duro colpo per diversi fan del programma. E un po’ anche per Antonino
Cannavacciuolo, che si è commosso per la sua uscita dal programma. Nella puntata
in onda ieri su Sky, per il concorrente è stato fatale l’Invention Test, durante
il quale gli aspiranti chef dovevano utilizzare sei degli ingredienti più
estremi. I giudici non hanno apprezzato la scelta di taglio della zucca,
trovando troppo elevato il gusto dell’amaro. E così, risultato il peggiore
insieme a Matteo e Teo, ha dovuto togliere il grembiule. “Spero per te che un
giorno chiameranno il tuo nome sul palco Michelin” gli ha augurato
Cannavacciuolo mettendogli una mano sulla spalla.
CHI È ALESSANDRO SEGANTINI
Alessandro Segantini è un odontoiatra 44enne di Genova. All’Università voleva
studiare chirurgia, seguendo le orme del padre chirurgo, ma lui gli consigliò
una carriera da libero professionista e quindi si iscrisse a Odontoiatria, studi
che lo hanno portato ad aprire il suo studio a 25 anni. In Università conobbe
Eleonora, che poi nel 2012 sarebbe diventata sua moglie: lui era assistente del
professore durante l’esame che stava sostenendo lei, la interrogò “e lei mi ha
odiato, dovevo fare la figura del cattivo”, poi qualche anno dopo si sono
incontrati nuovamente e da allora non si sono più lasciati. Come scrive il sito
della trasmissione di Sky, Alessandro giocava a calcio a livello agonistico,
prima di appendere le scarpe al chiodo dopo un grave incidente in macchina. La
passione per la cucina è nata per interesse personale: cucinava insieme alla
madre, poi ha approfondito le sue conoscenze. A MasterChef Italia è arrivato per
viversi “un’evasione dal lavoro. Quando guardo il programma mi rendo conto che
molte cose che cucinano durante le prove io le so già, ma devo curare di più
l’estetica dei miei piatti”, aveva detto prima di iniziare la propria avventura
nel cooking show.
VERSO LA FINALE
La finale di MasterChef Italia sarà giovedì 5 marzo alle 21.15 in esclusiva su
Sky e in streaming solo su NOW, mentre tra una settimana – giovedì 26 febbraio
sempre su Sky e NOW – arriva “MasterChef Italia: 4 storie per la finale”, una
serata speciale che racconterà le storie e i percorsi dentro e fuori il cooking
show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy dei quattro cuochi che si
contenderanno la vittoria.
Immagini concesse da Sky. MasterChef Italia è tutti i giovedì alle 21.15 in
esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, sempre disponibile on demand
L'articolo MasterChef, Cannavacciuolo si commuove per l’eliminazione di
Alessandro: “Spero che un giorno ti chiameranno sul palco Michelin” – VIDEO
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Teo ha deciso di svoltare a suo favore lo svantaggio di 10 minuti di ritardo
nell’avviare la prova datogli da Matteo R.: il tempo è diventato preziosissimo
per memorizzare bene passaggi e ordine nell’eseguire tutte le lavorazioni che
richiedeva il piatto – un incredibile risotto al plancton presentato alla
Masterclass negli episodi di ieri di MasterChef Italia (in esclusiva su Sky e in
streaming solo su NOW e sempre disponibili on demand) dall’ospite dello Skill
Test Ángel León, chef 3 stelle Michelin che ha rivoluzionato la gastronomia
marina al suo ristorante “Aponiente” a Cadice, in Spagna. Elaborato mentalmente
tutto il procedimento da eseguire, però, a Teo è avanzato qualche minuto: e
quindi come ingannare la tremenda attesa prima di iniziare il suo lavoro? Con un
duetto – non intonatissimo, a dire il vero – insieme ad Antonino Cannavacciuolo
sulle note di “Un nuovo bacio” di Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo.
Immagini concesse da Sky. MasterChef Italia è tutti i giovedì alle 21.15 in
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L'articolo Masterchef, l’elemento di “disturbo” del concorrente: il duetto che
non ti aspetti con Cannavacciuolo sulle note di Un nuovo bacio – Video proviene
da Il Fatto Quotidiano.
Il rapporto tra Antonino Cannavacciuolo e Bruno Barbieri va così: una settimana
una dichiarazione di affetto, la settimana successiva uno sfottò decisamente…
saporito. Sette giorni fa Chef Cannavacciuolo aveva detto di voler fare una
cucinata di coppia insieme a lui, negli episodi di MasterChef Italia di ieri (in
esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, sempre disponibili on demand) –
durante la Prova in esterna in a Bergen, Norvegia, alla scoperta della cucina
nordica – Chef Barbieri ha “contraccambiato” facendogli assaggiare una salsa che
attendeva ancora di essere allungata e quindi risultava salatissima. La smorfia
(e la “sberla”) di Antonino dice tutto.
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esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, sempre disponibile on demand”
L'articolo “Assaggialo, abbi fede”: Barbieri fa mangiare a Cannavacciuolo una
salsa “saporita” e si becca una sberla a Masterchef – Video proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Antonino Cannavacciuolo, come giudice di MasterChef Italia, si è trovato in
situazioni decisamente complesse, ma si trattava sempre di piatti improbabili
presentati dai cuochi amatoriali in gara. Negli episodi di ieri (in esclusiva su
Sky e in streaming solo su NOW, sempre disponibili on demand), invece, Chef
Cannavacciuolo ha “sofferto” come mai prima d’ora: ha compiuto un giro con
Giorgio Chiellini all’interno del museo dello Juventus Stadium, circondato da
coppe, trofei, premi ed elementi che hanno fatto la storia dei bianconeri. Così,
girando insieme all’icona della Vecchia Signora, ha sfoggiato il santino di
Diego Armando Maradona invocando la sua protezione, e quando ha attraversato il
corridoio con le maglie dei calciatori più celebri della Juve si è fermato,
inevitabilmente, su quella di Antonio Conte, attuale mister del suo Napoli.
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L'articolo Masterchef, la sofferenza di Cannavacciuolo: visita il museo dello
Juventus Stadium con Chiellini e tira fuori il santino di Maradona – Video
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un “malore” durante il pressure test, una red mystery box basata sull’agrodolce
e uno skill test pericolosamente stellato. L’ultima puntata i Masterchef Italia
(su Sky Uno, Sky Uno + e on demand), che ha totalizzato una media di serata di
875mila spettatori medi, con il 4,4% di share e una permanenza al 70%, è stata
al cardiopalmo.
Tra i momenti “clou” della serata lo svenimento di Antonino Cannavacciuolo. Cosa
avrà toccato lo chef a tal punto da causargli un malore (finto ovviamente)? Uno
scivolone dell’aspirante chef Teo che, alle prese con un Pressure Test a tema
pomodori, non ha riconosciuto la varietà Piennolo del Vesuvio. L’errore – che è
costato al cuoco amatoriale cinque minuti in meno per la successiva cucinata – è
“fatale” per il giudice che viene prontamente soccorso dai colleghi, Bruno
Barbieri e Giorgio Locatelli.
Le due ultime puntate entrano nel vivo fin dall’inizio con una red mistery box
agrodolce. Una sfida non semplice dove bilanciare i sapori è fondamentale: il
toscano Niccolò raggiunge il giusto equilibrio e si aggiudica la Golden Pin. Non
va bene, invece, a Irene, Dounia e Georgina che insieme all’autocritico Teo si
lanciano nel pressure test a tema pomodoro. Obiettivo della prova è prima
riconoscere almeno quattro varietà di pomodoro, pena cinque minuti in meno alla
cucinata successiva per ogni errore, e poi portare davanti agli chef un piatto
con protagonista proprio il pomodoro. A dover abbandonare la Masterclass, alla
fine, è Georgina: il piatto, dai sapori poco mediterranei, non convince i
giudici.
La seconda puntata ha come protagonista lo Skill Test con ospite Ciccio Sultano.
Lo chef siciliano con due stelle Michelin mette a dura prova i concorrenti che
devono prima replicare il Timballo del Gattopardo, piatto molto complesso che
consiste nel realizzare una pasta brisè farcita di diversi elementi, tra cui
ragù, prosciutto, uova di quaglia sode e besciamella, e poi ispirarsi a un suo
piatto per realizzarne uno proprio con protagonista lo sgombro.
A salvarsi al primo step sono Teo, Irene, Dorella, Alessandro, Niccolò e Dounia.
Gli altri, invece, affrontano lo sgombro. A capitolare, alla fine, è Vittoria,
seconda concorrente a dover abbandonare la Masterclass.
L'articolo Masterchef 15, Antonino Cannavacciuolo si sente male durante il
pressure test. L’errore di Teo è “fatale” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“La mia eliminazione è stata ingiusta. Doveva uscire Iolanda, ma rispetto la
decisione dei giudici”. Eros Monforte abbandona MasterChef con il ricordo di una
bella esperienza e qualche sassolino nella scarpa. L’aspirante cuoco siciliano è
il terzo eliminato di questa edizione di MasterChef.
In un’intervista a Leggo, il ragazzo ha fatto un bilancio della sua esperienza:
“Sono molto fiero di essere entrato. MasterChef non è un’esperienza facile, non
è da tutti stare lì dentro. Solo sapere di cucinare davanti a Cannavacciuolo ti
mette addosso una tensione enorme”.
Monforte fatica ad accettare la sua eliminazione dal cooking show: “Un po’ di
rabbia l’ho provata. Ero convinto di arrivare in finale”. E ancora: “Anche sui
social molte persone dicevano che non dovevo uscire io”. Eros ha un’idea precisa
su chi avrebbe meritato di togliere il grembiule e tornare a casa: “Iolanda. Per
me la prova era già sbagliata in partenza. Però rispetto le decisioni dei
giudici“.
L’eliminazione dal programma non cancella la passione di Eros per la cucina: “Io
cucino sempre, a casa, con la mia famiglia. Mi piace inventare piatti,
MasterChef non cambia la mia passione: continuerò sempre a cucinare“. Il ragazzo
ha fissato gli obiettivi futuri: “Lavorare come chef privato e crescere sui
social. Poi in futuro aprire un locale, se ci sarà l’occasione”.
IL RAPPORTO CON I GIUDICI
Eros Monforte ha raccontato a Leggo il rapporto avuto con i giudici di
MasterChef. Il siciliano ha descritto Cannavacciuolo come un idolo, ma lo chef
che lo ha impressionato maggiormente è Giorgio Locatelli “ha un’eleganza che
percepisci quando ti sta vicino“. “Fare meno preparazioni. Ho perso tempo con
cose che poi non sono riuscito a impiattare”, questo è il consiglio che il
giovane cuoco darebbe a se stesso prima di entrare a MasterChef Italia.
A tal proposito ha aggiunto: “Una gelificazione di pesca si è congelata per
errore e da lì è andato tutto storto”. Monforte ha concluso con una presa di
consapevolezza: “Ho rischiato molto più degli altri concorrenti. Molti hanno
fatto il “compitino” per salvarsi. Ho visto piatti che sembravano acqua più che
insalata”.
L'articolo “La mia eliminazione da MasterChef Italia? È stata ingiusta, ho
provato rabbia. Doveva uscire Iolanda, prova sbagliata in partenza”: Eros
Monforte si sfoga proviene da Il Fatto Quotidiano.
Colpo di scena durante la puntata di “MasterChef Italia”, andata in onda ieri,
giovedì 1 gennaio. La prova esterna si è tenuta a Rivalta di Lesignano de’
Bagni, in provincia di Parma inEmilia Romagna. Il luogo è famoso per essere la
sede di uno dei 292 caseifici del Consorzio del Parmigiano Reggiano. Durante una
pausa, la concorrente Dorella si è rivolta al giudice Antonino Cannavacciuolo
per una dichiarazione a sorpresa. “Mi sto innamorando di lei, i suoi occhi sono
profondi come il colore dell’orizzonte del mare che incontra il cielo”, ha detto
la concorrente allo chef, che ha risposto con un sorriso un po’ imbarazzato “ti
senti bene? Ma tutto a posto?”.
Immagini concesse da Sky; https://masterchef.sky.it/; MasterChef Italia è tutti
i giovedì alle 21.15 in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, sempre
disponibile on demand
L'articolo “Mi sto innamorando di lei, i suoi occhi sono profondi”: a MasterChef
Italia la dichiarazione di Dorella per Antonino Cannavacciuolo – IL VIDEO
proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Quando gli altri festeggiano, tu lavori”. È questa la frase che il papà di
Antonino Cannavacciuolo gli ripeteva allo sfinimento pur di non fargli fare lo
chef. Le parole pronunciate dal genitore, professore all’alberghiero, non erano
ciniche: rappresentano la faticosa realtà della ristorazione. Sabato, domenica e
festivi passati (spesso) in cucina. Perché, fare lo chef, è un qualcosa che va
oltre. È vocazione, studio, sudore e sacrificio. Ed è proprio quello che ha
raccontato Cannavacciuolo ospite al podcast “Passa dal BSMT” di Gianluca
Gazzoli.
Il pluristellato chef ha ripercorso la propria vita. Partito da Napoli, il
giudice di MasterChef ha poi raccontato i contrasti famigliari per la scelta del
suo ipotetico futuro lavorativo. Cannavacciuolo aveva chiaro, in mente, cosa
avrebbe voluto fare da grande. Il padre però, conscio del totalizzante impegno
del mestiere, ha cercato in tutti i modi di fargli cambiare idea. Il risultato
lo conosciamo bene: niente da fare. Ogni sforzo è stato vano. “Quando dissi a
mio padre che volevo fare il cuoco, mi rispose: ‘Fai qualsiasi cosa, ma non il
cuoco’. Mi spiegò che avrei perso la famiglia, le feste, il sabato e la
domenica. Mi disse: ‘Prendi un pennarello nero e colora di nero anche le
giornate rosse sul calendario. Non ci sono vacanze, quando gli altri
festeggiano, tu lavori’”. Da lì, padre e figlio, hanno trascorso un mese dal
clima teso. “Mio padre mi girava alla larga, non accettava che andassi
all’alberghiero. Poi ha visto che volevo davvero, volevo, volevo. E allora ha
detto: ‘Vai!’”.
Cannavacciuolo non è mai stato con le mani in mano. A 13 anni, oltre lo studio,
lavorava. L’ombra di suo padre, però, era sempre presente. Deciso nel fargli
prendere una strada diversa da quella della ristorazione. “Mio padre andava dai
miei professori e diceva: ‘Dovete far cambiare idea a mio figlio’”, ha
proseguito lo chef. La madre di Antonino, invece, era più incline a supportarlo,
qualsiasi fosse stata la scelta. Il riconoscimento paterno arriverà più tardi e
mai in forma esplicita, diretta. “Il primo articolo importante lo portai a
Napoli. Lui lo lesse tutto, cinque o sei pagine, poi mi disse solo: ‘Se è vero
quello che c’è scritto, ci deve essere un seguito’”. Oggi – ha aggiunto
Cannavacciuolo – “Gli mando i panettoni e mi dice giusto: ‘Buono’. Poi a mia
sorella dice che erano buonissimi”. Una maschera di durezza che è stata
“benzina” per lo chef.
Durante la chiacchierata con Gazzoli, Cannavacciuolo ha raccontato anche dei
retroscena sul suo ristorante, tre stelle Michelin, Villa Crespi. Le spese di
gestione e mantenimento della struttura sono tutt’altro che facili da sostenere.
L’idea di Villa Crespi è nata fuori da ogni logica di business. “Non ho deciso
io – ha precisato lo chef -. Sono quei momenti strani della vita”. Gli era
arrivata la proposta di prendere in gestione Villa Crespi, appena chiusa. “Ho
pensato subito: dov’è la fregatura?”, ha ammesso Cannavacciuolo che, in effetti,
non aveva tutti i torti. L’affitto, infatti, è da pagare in anticipo ed i mesi
invernali sono senza incassi. Ma, Cannavacciuolo e la moglie Cinzia, all’ora
ventenni, accettano lo stesso. “A gennaio giocavamo alle tre carte, ad agosto
lavoravamo bene, ma quando arrivava febbraio servivano tutti i santi”, ha detto.
I primi periodi di apertura di Villa Crespi, lo chef andava di notte, in
macchina, per andare direttamente dai contadini e comprare da loro dei sacchi
pieni di noci. “Le compravo a 2.000 lire al chilo invece che a 25.000”. Ogni
risparmio veniva reinvestito. Si cercava di fare tutto al dettaglio. Ai ragazzi
della brigata “dicevo: se lavoriamo bene, l’anno prossimo compro il macchinario
migliore”. L’impegno ed i sacrifici hanno avuto, col tempo, i loro risultati.
Prima Gambero Rosso, poi Michelin. Quando gli comunicano le Tre Forchette,
dall’emozione “Ho attaccato il telefono”. Ma, dal primo giorno in cui lo chef ha
elaborato di voler diventare cuoco: “Il pensiero di non farcela non c’è mai
stato. Non l’ho mai contemplato”.
L'articolo “Mio padre non accettava che facessi il cuoco. Mi disse: ‘Quando gli
altri festeggiano, tu lavori, fai qualsiasi cosa ma non questo’”: così Antonino
Cannavacciuolo proviene da Il Fatto Quotidiano.
“L’ospite più prestigioso a Villa Crespi è stato il principe del calcio,
Maradona, l’unico cliente con cui mi sono seduto a tavola”. Antonino
Cannavacciuolo, ospite a Che tempo che fa insieme a Giorgio Locatelli, giudice
insieme a lui e a Bruno Barbieri della nuova edizione di Masterchef in onda ogni
giovedì su Sky, ha raccontato a Fabio Fazio la visita del bomber a Villa Crespi,
ristorante stellato dello chef. “Era il 2006, ha fatto tre giorni in villa e la
cosa che mi ha emozionato di più è quando scendeva la mattina e chiedeva dov’è
Tonino”, ha raccontato Cannavacciuolo definendo Maradona “una persona che ha
reso felici tante persone”
L'articolo Cannavacciuolo ricorda Maradona a Che tempo che fa: “L’unico cliente
con cui mi sono seduto a tavola. Ecco cosa mi ha emozionato” proviene da Il
Fatto Quotidiano.