Per essere uscita penalmente intonsa dal pandoro-gate, Chiara Ferragni deve
ringraziare soprattutto Marta Cartabia. La sentenza che ha dichiarato il non
doversi procedere per l’accusa di truffa nei confronti dell’influcencer,
infatti, non è affatto un’assoluzione nel merito (come è stato falsamente
riportato da alcuni media) ma una decisione puramente tecnica, dovuta alla
riforma del codice penale firmata nel 2022 dall’ex ministra della Giustizia. Per
ridurre il carico di lavoro dei magistrati, la riforma ha stabilito che una
serie di reati non siano più punibili d’ufficio – cioè ogni volta che gli
inquirenti ne vengono a conoscenza – ma solo se la vittima presenta querela. Tra
queste fattispecie, oltre a furti, scippi e danneggiamenti (che infatti sempre
più spesso restano impuniti) c’è anche la truffa: “Il delitto è punibile a
querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze”
aggravanti “previste dal secondo e dal terzo comma”, recita il nuovo articolo
640 del codice penale.
Nel caso del finto pandoro benefico “Pink Christmas” venduto da Ferragni, i pm
contestavano l’aggravante della minorata difesa dei consumatori, una di quelle
che rendono il reato procedibile d’ufficio. Il giudice Ilio Mannucci Pacini,
invece, ha ritenuto che questa aggravante non sussistesse, riqualificando
l’accusa in truffa semplice. E qui scatta la Cartabia: alla fine del 2024,
infatti, l’associazione dei consumatori Codacons ha ritirato la querela sporta
nei confronti di Ferragni per la vicenda, in cambio di un risarcimento e della
donazione di 200mila euro in beneficenza da parte dell’influencer. Così il reato
è stato dichiarato estinto per assenza della condizione di procedibilità (cioè
la querela), mentre la difesa chiedeva l’assoluzione nel merito (possibile nel
caso il giudice ritenga evidente l’assenza di responsabilità dell’imputato).
“Siamo tutti commossi, ringrazio tutti, i miei avvocati e i miei follower”, ha
detto Ferragni dopo la pronuncia. Ma si è scordata di ringraziare anche Marta.
L'articolo Pandoro-gate, così la riforma Cartabia ha salvato Chiara Ferragni:
grazie all’ex ministra la truffa punibile solo a querela proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Marta Cartabia
A parole la sicurezza dei cittadini è una bandiera della destra, i fatti –
spesso – dicono il contrario. È successo anche giovedì, quando l’Aula della
Camera ha respinto la richiesta di esame urgente di una proposta di legge del
deputato M5s Federico Cafiero De Raho (ex magistrato e procuratore nazionale
Antimafia) che prevede il ritorno alla perseguibilità d’ufficio di una serie di
reati “di particolare allarme sociale”, per cui la riforma Cartabia del 2021 ha
imposto la necessità di querela: lesioni personali, sequestro di persona,
violenza privata, violazione di domicilio e furto aggravato. Sembra una
questione tecnica, ma la ricaduta è molto pratica: la procedibilità a querela
obbliga a liberare i delinquenti arrestati in flagranza se la vittima non può (o
non vuole) denunciarli entro 48 ore, come accade spesso ai turisti vittime di
borseggio nelle grandi città. E in ogni caso, senza la querela, né indagini né
processi possono andare avanti. Un autentico salvacondotto per ladri e
scippatori, che hanno imparato persino a denunciare i cittadini se li bloccano,
visto che nessun privato può trattenere una persona per un reato non procedibile
d’ufficio. I casi clamorosi di impunità dovuta alla nuova legge sono stati
moltissimi e hanno riguardato furti negli alberghi, sottrazioni di energia
elettrica, rapimenti e persino rappresaglie di mafia. La Lega ha già chiesto al
governo di cambiare la legge, ma finora l’unica modifica è stata l’eliminazione
dell’obbligo di querela per i reati ad aggravante mafiosa e terroristica
(incredibilmente compresi nella norma).
La proposta De Raho consentirebbe di risolvere il problema, ma evidentemente per
la maggioranza il tema non è una priorità: la proposta di attribuire al
provvedimento carattere d’urgenza – per accelerarne l’iter – è stata bocciata
con 115 voti del centrodestra contro i 78 dell’opposizione. Così il leader 5
stelle Giuseppe Conte può infierire sui social: “Quel che è successo poco fa in
Parlamento è abbastanza assurdo. Mentre imperversano borseggi e aumentano furti
e rapine nelle nostre strade, la maggioranza Meloni ha detto no all’esame
urgente della legge a firma del nostro De Raho che obbligherebbe lo Stato a
intervenire anche senza denuncia della vittima in caso di furti e altri gravi
reati. Continuano a fischiettare di fronte all’insicurezza dei cittadini. Nel
frattempo grazie a Nordio e Meloni fanno scappare presunti criminali
avvertendoli dell’arresto (grazie alla legge Nordio sull’interrogatorio
preventivo, ndr) e bloccano i nostri agenti e quasi un miliardo in Albania
mentre qui mancano almeno 25mila fra poliziotti e carabinieri”. Altrettanto duro
il capogruppo pentastellato alla Camera, Riccardo Ricciardi: “Di fatto siamo
davanti a una preoccupante combinazione tra noncuranza e incompetenza per i
bisogni dei cittadini. Purtroppo ancora una volta Meloni e la sua maggioranza ci
mostrano come per loro la sicurezza sia un qualcosa da sbandierare unicamente
per tornaconto politico e di non essere in alcun modo interessati al crescere
dei fenomeni di criminalità e violenza che stanno riguardando il Paese”.
“Il centrodestra parla sempre di sicurezza come tema centrale delle politiche
pubbliche ma poi quando c’è da approvare le leggi indispensabili per la tutela
dei cittadini dice no, dimostrando che la sua è solo retorica“, accusa De Raho,
vicepresidente delle Commissioni Giustizia e Antimafia. “Oggi in aula alla
Camera abbiamo avanzato la richiesta di esaminare con urgenza la proposta di
legge a mia prima firma che obbliga lo Stato a intervenire sempre per la
punizione del colpevole, senza attendere che la vittima faccia la querela, per i
reati di sequestro di persona, furto, violazione di domicilio, violenza privata
ed altri gravi delitti. La norma attuale, contro cui solo il M5s si oppose nel
2022 (pur votando la riforma Cartabia, ndr) impone alla vittima di esporsi con
la querela e sappiamo che per vari motivi questo spesso non accade. Così i
colpevoli rimangono impuniti e le vittime abbandonate. Si pensi, solo a titolo
di esempio, ai borseggi, ai furti nelle abitazioni o alle auto rubate. Ebbene,
la maggioranza ha bocciato la nostra richiesta gettando definitivamente la
maschera. Governo e maggioranza si schierano contro la sicurezza dei cittadini e
fanno solo propaganda e strumentalizzazioni. Ecco il bluff della destra che a
parole predica legge e ordine ma poi nei fatti si dimostra debole e contraria
alle più elementari esigenze di sicurezza”, conclude.
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all’esame urgente della proposta M5s. Conte: “Assurdo” proviene da Il Fatto
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