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“Chiara Ferragni ha un nuovo fidanzato”: chi è il colombiano Jose Hernandez. Lo scoop di “Chi”
Chiara Ferragni ha un nuovo amore. Questo è quel che sostiene il settimanale Chi nel nuovo numero in edicola oggi, mercoledì 11 marzo. Dopo la fine della storia con Giovanni Tronchetti Provera, l’influencer torna a sorridere accanto a una nuova fiamma. Ma chi è? Si tratta di Jose Hernandez, ed è sempre la rivista di Mondadori a fornire qualche dettaglio non solo sull’identità dell’uomo, ma anche su come i due si sarebbero conosciuti. CHI È JOSE HERNANDEZ Jose Hernandez è un manager di origini colombiane e lavora per una multinazionale. Ha studiato in Italia, fa sapere il settimanale e il settore in cui opera è ben diverso da quello di Chiara: gli pneumatici. Chi pubblica le prime foto della coppia. A fare da sfondo alla loro passeggiata è un parco di Milano, con il cane di lei, Paloma, e addirittura un incontro con Marina Di Guardo, mamma dell’imprenditrice digitale. A confermare che tra Chiara e Jose c’è più di un’amicizia ci sarebbe anche un bacio, scrive la rivista. COME SI SONO CONOSCIUTI Il primo incontro tra Chiara e Jose sarebbe avvenuto durante le scorse vacanze di Natale, quando Ferragni era partita per il Sudamerica con la sorella Valentina e alcuni amici. A Cartagena si sarebbe imbattuta in Jose, e da lì sarebbe iniziata la loro conoscenza. L'articolo “Chiara Ferragni ha un nuovo fidanzato”: chi è il colombiano Jose Hernandez. Lo scoop di “Chi” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Pettegolino
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“Il linguaggio del corpo non mente”: Elisa ignora Chiara Ferragni e le dà le spalle, la scena alla Fashion Week è virale
È uno di quei momenti in cui il silenzio e le posture fanno molto più rumore delle parole. Nelle ultime ore, i social network (TikTok in primis) sono stati invasi da un breve video rubato nel front row della sfilata di Marco Rambaldi alla Milano Fashion Week. Le protagoniste? Elisa e Chiara Ferragni. La dinamica? Un gelo totale e palpabile, catturato dagli smartphone dei presenti. Le immagini mostrano la cantautrice e l’imprenditrice digitale sedute esattamente l’una accanto all’altra in attesa dell’inizio dello show. Eppure, a giudicare dai loro movimenti, sembrano trovarsi su due pianeti diversi e incomunicabili. Il linguaggio del corpo analizzato dagli utenti è inequivocabile, a partire dalle spalle voltate: entrambe guardano costantemente in direzioni opposte, evitando accuratamente qualsiasi incrocio di sguardi o tentativo di conversazione. Poi la postura di Elisa: la cantante sembra quasi ritrarsi fisicamente. Molti hanno interpretato il suo posizionamento sulla sedia come un chiaro desiderio di prendere le distanze dalla vicina di posto, quasi a voler comunicare la propria estraneità a quel tipo di mondo. Per ingannare il tempo e mascherare l’evidente imbarazzo della situazione, Chiara Ferragni tiene gli occhi fissi sul suo telefono, mentre Elisa scruta l’orizzonte in attesa che le luci si spengano e lo show abbia inizio. Come spesso accade, la viralità del video ha scatenato un’immediata spaccatura tra gli utenti. Se l’aria gelida tra le due è innegabile per chiunque guardi la clip, le tifoserie si sono divise, rivelando un dato interessante sulla percezione pubblica attuale dell’influencer. Da un lato, c’è chi difende la spontaneità dell’artista friulana: “Chiara si atteggia da diva, Elisa si atteggia da pubblico nostrano”, commenta un utente su TikTok, mentre altri ipotizzano candidamente: “Probabilmente Elisa nemmeno la conosce”. Dall’altro lato, però, un’ampia e inaspettata fetta di pubblico ha preso le difese di Chiara Ferragni, definendone l’atteggiamento “superiore” in questo frangente. Resta la domanda: ruggine pregressa o semplice disinteresse reciproco? > @nssgclub @Chiara Ferragni e @Elisa in attesa dell’inizio di @marcorambaldi_ > FW26 ???? #chiaraferragni #elisa #marcorambaldi #mfw #milanfashionweek ♬ Ski > trip by dedwrite – dedwrite L'articolo “Il linguaggio del corpo non mente”: Elisa ignora Chiara Ferragni e le dà le spalle, la scena alla Fashion Week è virale proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Meloni Dux fascista”: Chiara Ferragni pubblica una foto da Roma con una scritta contro la premier. Poi la cancella
Scivolone per Chiara Ferragni? L’imprenditrice digitale, tornata più attiva che mai dopo l’assoluzione dall’accusa di truffa aggravata, ha pubblicato su Instagram un carosello di foto dai suoi ultimi giorni a Roma. Tra queste anche uno scatto destinato a far discutere: Ferragni posa sorridente e con pollice alzato di fianco alla scritta, scarabocchiata su un muro della Capitale, “Meloni Dux fascista”. Lo scatto è stato rimosso poco dopo: simbolo che non si trattava di un messaggio politico ma probabilmente di una svista. La foto, comunque, è stata notata da molti e, prima che venisse cancellata, diversi utenti hanno fatto notare nei commenti la scritta dietro l’influencer. Ferragni, o chi si occupa dei suoi social, ha poi ripubblicato il carosello senza lo scatto incriminato. L’imprenditrice si mostra sorridente a Roma tra amici, familiari, e visite a monumenti simbolo. Dopo il caso Pandoro gate, la vita sembra tornata (quasi) alla normalità: Ferragni, per esempio, è stata scelta da Guess come protagonista della nuova compagna pubblicitaria globale. L'articolo “Meloni Dux fascista”: Chiara Ferragni pubblica una foto da Roma con una scritta contro la premier. Poi la cancella proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Chiara Ferragni e Giulia De Lellis insieme a Gstaad: si sono riappacificate?
Chiara Ferragni è la testimonial di un brand molto noto e proprio per questo motivo si è ritrovata nelle bianche nevi di Gstaad, in Svizzera. Un evento del marchio l’ha riunita con Helena Prestes, volto del Grande Fratello Vip, con sua sorella Valentina Ferragni (non c’era bisogno dell’evento) e con Giulia De Lellis. Proprio su quest’ultima si sono concentrati gli esperti di gossip. Pare infatti che dal 2023 i rapporti tra lei e Chiara Ferragni si fossero raffreddati. Motivo? De Lellis aveva ricondiviso un post ironico sulla serie The Ferragnez. Ora, il disgelo, sulle nevi. E naturalmente una serie di foto, la vita del testimonial questa è. Tornando a Ferragni, il fatto che un brand noto l’abbia scelta come volto principale della sua campagna stampa la riporta al centro della scena della moda dopo le ben note vicissitudini legate al Pandoro Gate. Il proscioglimento dall’accusa di truffa aggravata ha dato sollievo all’imprenditrice digitale che è ripartita proprio da quello per cui è diventata nota. Non è la prima volta che Ferragni è testimonial del marchio famoso, in particolar modo, per i jeans si incontrano: già 13 anni fa era stata protagonista della campagna digital. Ora è il volto ‘totale’: solo un paio di denim addosso e un tatuaggio, la scritta “luce”, in bella vista. Una ripartenza, non solo con Giulia De Lellis. L'articolo Chiara Ferragni e Giulia De Lellis insieme a Gstaad: si sono riappacificate? proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Mi sarei dovuta circondare di persone con più esperienza. Abbiamo sbagliato a gestire un’azienda come una startup”: Chiara Ferragni dopo il proscioglimento
Chiara Ferragni, in una intervista a MF -Milano Finanza, ha raccontato cosa è accaduto il proscioglimento nel processo Pandorogate che l’ha vista sul banco degli imputati. “Sono sollevata. Diciamo che sono stati due anni complessi sotto tanti punti di vista – ha detto – ed è bello adesso sentire che non ho più i limiti, anche nell’esprimermi, che ho avuto in questo tempo: questa è stata la cosa più bella”. E non esclude di scrivere un libro sull’esperienza. Che cosa di buono o di cattivo ha imparato da questa storia? “Di buono ho imparato a dare più valore a me stessa come persona, meno come personaggio… Di negativo che naturalmente nel momento del bisogno ti accorgi, buono e negativo allo stesso tempo, di tutte le persone che sono state attorno a te per convenienza rispetto a quelle che ci sono veramente perché tengono al rapporto con te”. E ancora, confessa: “Penso che questi due anni mi abbiano fatto crescere come dieci anni ‘normalI’, quindi mi sento molto più matura e magari anche un pò più disillusa rispetto al passato, sotto tanti punti di vista”. Ferragni, ricordando di aver sempre avuto, comunque – durante la vicenda giudiziaria – “tanto supporto dalle persone”, alla domanda su cosa ha sbagliato e cosa non rifarebbe, risponde: “Sicuramente mi sarei dovuta circondare di persone con più esperienza”. Infine ammette: “Abbiamo sbagliato a gestire una media azienda, perché questo ero diventata, come una startup”. Ora si torna alla vita reale? “Sì con gioia, mi sento più libera, questa è la base di qualsiasi progetto futuro. Adesso pian piano si torna, in modo diverso, e la comunicazione sarà comunque diversa”. La parola chiave? “Coerenza. Voglio fare tutte le cose che siano molto più coerenti con me”. La consapevolezza di oggi è che “i social sono molto democratici. Quindi se hai qualcosa da dire di interessante puoi trovare la tua community”. L'articolo “Mi sarei dovuta circondare di persone con più esperienza. Abbiamo sbagliato a gestire un’azienda come una startup”: Chiara Ferragni dopo il proscioglimento proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Chiara Ferragni riparte da Guess: la prima campagna moda dopo il Pandoro-gate
Il ritorno passa dalla moda, e da un marchio che fa parte della sua storia. Chiara Ferragni prova a riprendersi quello che ha perso dopo gli scandali e le inchieste, e lo fa tornando a essere il volto di una grande campagna internazionale con Guess. La sua prima collaborazione fashion arriva esattamente una settimana dopo la chiusura del procedimento giudiziario legato al cosiddetto pandoro-gate, una ripartenza che arriva dopo anni di stop forzato e che l’imprenditrice digitale definisce apertamente come l’inizio di “un nuovo capitolo”. L’annuncio è arrivato direttamente dai suoi profili social, dove Ferragni ha condiviso gli scatti della campagna pubblicitaria globale Primavera-Estate 2026 del brand statunitense. “Iniziamo questo nuovo capitolo con una grande novità: sono il nuovo volto di Guess per la campagna Primavera 2026”, ha scritto, accompagnando le immagini con ringraziamenti espliciti al marchio e al suo cofondatore. Il ritorno della “Ferry”, come la chiamano i fan, mette fine ad un periodo in cui molte aziende avevano sospeso o interrotto le collaborazioni con lei durante la fase più acuta dell’esposizione mediatica e giudiziaria. Con la chiusura del procedimento, la campagna Guess rappresenta il primo incarico ufficiale nel mondo della moda e un segnale della sua volontà di rientrare nel circuito dei grandi brand internazionali. LA SCELTA DI GUESS E LE PAROLE DI PAUL MARCIANO A spiegare il senso dell’operazione è Paul Marciano, Co-Founder e Chief Creative Officer di Guess?, Inc., che ha motivato così la decisione: “Fin dall’inizio abbiamo sentito una forte connessione con Chiara: la sua energia, la sua sicurezza, il suo atteggiamento e, naturalmente, la sua bellezza erano perfettamente in linea con lo spirito Guess. Rappresenta una donna che crede in sé stessa e va avanti con determinazione”. Secondo Marciano, queste caratteristiche emergono in modo naturale nella collezione SS26, pensata come “moderna, versatile e ricca di personalità”. Nel comunicato ufficiale, Guess sottolinea che la collaborazione riflette l’impegno del brand nel valorizzare donne capaci di definire il proprio percorso con sicurezza, visione e resilienza. Ferragni viene descritta come un ponte tra l’heritage iconico del marchio e il linguaggio contemporaneo dei social, in una campagna che intende parlare a più generazioni. LA COLLEZIONE PRIMAVERA-ESTATE 2026 La collezione SS26 reinterpreta l’American Dream in chiave contemporanea. Gli elementi iconici di Guess vengono riletti attraverso una visione orientata al futuro, ispirata allo spirito del cowboy texano e agli spazi aperti, trasformati in una narrazione di indipendenza ed espressione personale. Tornano capi storici come i Bellflower Pants e l’iconico bandage dress, affiancati da nuove silhouette, denim statement e una sartorialità più evoluta che accompagna l’evoluzione del marchio dalle radici West Coast al contesto globale attuale. Tra gli accessori spicca anche la Camden Bag, borsa dalla struttura definita e dai dettagli curati, pensata per attraversare momenti e occasioni diverse. Ferragni l’ha descritta come “una combinazione di carattere, eleganza e praticità quotidiana”. UN RITORNO CHE GUARDA AL PASSATO E AL FUTURO La collaborazione con Guess ha anche un valore simbolico: Ferragni aveva già lavorato con il brand nel 2013, quando era agli inizi del suo percorso come fashion influencer. Nelle sue Stories ha condiviso immagini di quella prima campagna digitale, affiancandole agli scatti attuali, e ha ricordato come Guess abbia storicamente scelto testimonial iconiche come Claudia Schiffer, Anna Nicole Smith, Laetitia Casta e Drew Barrymore. “È un grande onore per me tornare a lavorare per Guess dopo quasi 13 anni dalla nostra prima collaborazione”, ha dichiarato. “Questo progetto è arrivato in un momento in cui avevo voglia di ripartire e raccontarmi per quella che sono oggi”. > View this post on Instagram > > > > > A post shared by Chiara Ferragni ✨ (@chiaraferragni) L'articolo Chiara Ferragni riparte da Guess: la prima campagna moda dopo il Pandoro-gate proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Sono stati due anni di estremo dolore, sofferenza e spaesamento. Questa storia di resilienza e dignità la dedico alla memoria del mio papà”: così Fabio Damato, ex braccio destro di Chiara Ferragni, dopo il proscioglimento
Il giudice della III sezione penale del Tribunale di Milano, Ilio Mannucci, ha assolto Chiara Ferragni disponendo il proscioglimento per estinzione del reato riqualificato in truffa semplice. Proscioglimento che ha riguardato anche i coimputati di Chiara Ferragni, ovvero l’allora suo braccio destro, Fabio Damato, e il presidente di Cerealitalia, Francesco Cannillo. L’imprenditrice aveva raggiunto un accordo con il Codacons per il ritiro della denuncia e risarcito i consumatori che si sono sentiti presi in giro. Da qui la richiesta della difesa di assoluzione con formula piena, avanzata anche per gli altri imputati. Accolta dal Tribunale. E proprio Damato, che Ferragni prima della ‘detonazione’ del ‘pandoro gate’ definiva “il mio braccio destro e sinistro”, ha scritto sui social subito dopo il verdetto: “Sono stati due anni di estremo dolore, sofferenza e spaesamento. Due anni di vita in sospeso dove in troppi hanno detto tutto, spesso senza sapere niente. Il mio silenzio autoimposto è stata la prova più dura di rispetto verso le autorità competenti e verso tutte le persone coinvolte nella vicenda. La mia onestà e la correttezza umana che ho dimostrato sempre nel mio percorso di vita e di lavoro oggi sono state restaurate. Ho sempre creduto nella giustizia e oggi sono orgoglioso che la giustizia sia stata ristabilita. Ci sono voluti anni per costruire una storia imprenditoriale e socio-culturale pionieristica studiata anche all’estero. Peccato aver voluto cancellare tutto in un soffio. Ringrazio tutte gli ex colleghi che in questi anni mi hanno dimostrato rispetto, stima e soprattutto affetto. Grazie agli amici di sempre, vicini da sempre e per sempre. Grazie alla mia famiglia travolta da una morbosità disumana. Questa storia di resilienza e dignità la dedico alla memoria del mio papà“. L'articolo “Sono stati due anni di estremo dolore, sofferenza e spaesamento. Questa storia di resilienza e dignità la dedico alla memoria del mio papà”: così Fabio Damato, ex braccio destro di Chiara Ferragni, dopo il proscioglimento proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Due anni da incubo, tutte le cose che potevano andare male sono andate male. In tanti sono spariti, Fedez? Mi sono sentita completamente abbandonata”: parla Chiara Ferragni
Quando in aula ha sentito pronunciare “articolo 531”, Chiara Ferragni non ha avuto dubbi su cosa stesse accadendo. “Ho abbracciato Giuseppe Iannaccone, mi sono messa a piangere, singhiozzavo. Sembrava una scena da film”, racconta al Corriere della Sera. È così che si è chiuso il procedimento giudiziario legato al cosiddetto Pandoro Gate, con la dichiarazione di estinzione del reato e il proscioglimento. “So benissimo cosa significa l’articolo 531 – chiarisce subito – come conosco quelli che portano alla condanna”. Per Ferragni è stata, parole sue, “la fine di un incubo”. Due anni in cui, spiega, “tutte le cose che potevano andare male sono andate male”, ma senza mai perdere la convinzione che l’esito sarebbe stato favorevole. “Non c’era nessun elemento per parlare di una truffa”, ribadisce. Il punto, ammette oggi, non è stato l’intento ma la gestione. “Eravamo all’apice del nostro successo, erano gli anni di Sanremo, della serie tv, delle grandi campagne globali. Perché mai avremmo dovuto fare qualcosa di irregolare per una piccola operazione benefica dalla quale non avremmo guadagnato un euro in più?”. Ferragni riconosce però l’ingenuità: “Abbiamo sempre pensato che potevamo fare errori, e li abbiamo fatti, ma in buona fede. Il problema è stato non capire che anche una questione del genere potesse avere dei rischi se non gestita bene. Io vedevo solo il lato positivo: dare un macchinario a un ospedale”. Se potesse tornare indietro, dice senza esitazioni, “mi circonderei di persone con più esperienza”. E aggiunge: “Da business woman, da influencer, da celebrity, farò sempre errori di valutazione. Ma mai nella mia vita mi sarei immaginata indagata e imputata in un procedimento penale. È la cosa che mi ha fatto più male”. Il silenzio mediatico che ha accompagnato gran parte di questi due anni è stato una scelta obbligata: “Avevo paura che qualsiasi cosa dicessi potesse essere usata contro di me”, spiega. “È stata una delle cose più difficili della mia vita, ma l’ho affrontata a testa alta perché sapevo di essere innocente. Essere un fenomeno mediatico mi ha dato tanti vantaggi, ma in questo periodo mi ha dato praticamente solo svantaggi”. Alla pressione giudiziaria si è sommata quella personale. Ferragni non nasconde il senso di tradimento provato: “Quando vinci tutti vogliono salire sul tuo carro, quando hai bisogno tante persone spariscono”. Le accuse che più l’hanno ferita sono state quelle sul piano morale: “Prima gli hater dicevano che ero superficiale. Ma quando hanno detto che avevo truffato i bambini malati, cosa poteva esserci di peggio? Avevo fatto un errore di comunicazione verso i consumatori, invece davano una rappresentazione di me che era la più lontana dalla realtà”. Nel mezzo di questo periodo arriva anche la separazione da Fedez, vissuta come un colpo ulteriore. “C’è stata una separazione pubblica nell’unico mio momento di bisogno. Mi sono sentita completamente abbandonata. Ho sofferto tantissimo”. A sostenerla, racconta, sono rimasti in pochi ma solidi: “La mia famiglia, mia mamma, i miei cari amici, gli avvocati. E tante persone che si avvicinavano per dirmi: ‘Stai tranquilla, vedrai che la giustizia alla fine viene fuori’”. Oggi Ferragni dice di sentirsi cambiata profondamente. “Prima il valore era essere sempre sulla cresta dell’onda, fare progetti di successo, sentire che tutti mi applaudivano. In questi due anni ho fatto un lavoro su me stessa pazzesco”. Racconta di aver imparato a prendersi cura di sé e di aver continuato a credere, giorno dopo giorno, che la verità sarebbe emersa. “Sono un’eterna positiva. Ora pian piano comincerò a raccontare senza rabbia cosa sono stati questi due anni”. In aula, sottolinea, ha anche stretto la mano al pm Fusco. Alla domanda se oggi stia rinascendo, risponde con cautela: “Spero che rinasca. Ma la persona tutta perfezione di prima, con quell’aura che non ho mai cercato ma che in qualche modo ho alimentato, non esiste più”. Dice di voler essere “più consapevole, più attenta e più vera”, e di desiderare che gli altri riescano finalmente a percepirla per quello che è. La prima cosa che farà ora che tutto è finito? “Festeggerò. Ho detto a tutti i miei amici di venire a casa mia. Staremo insieme, tranquilli. Ora ricomincio a vivere”. L'articolo “Due anni da incubo, tutte le cose che potevano andare male sono andate male. In tanti sono spariti, Fedez? Mi sono sentita completamente abbandonata”: parla Chiara Ferragni proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Finito un incubo che durava da due anni. Ora mi posso riappropriare della mia voce”: le prime parole di Chiara Ferragni dopo l’assoluzione per il Pandoro Gate
“È andata bene, sono felice. E’ finito un incubo che durava da due anni”. Così Chiara Ferragni in tribunale dopo l’assoluzione dall’accusa di truffa aggravata per il caso del Pandoro Gate e delle uova di Pasqua. “Ringrazio i miei follower perché mi sono sempre stati vicini, sono quello che sono grazie anche a loro – ha aggiunto circondata dai cronisti – Sono contenta di poter parlare dopo due anni in cui non ho mai detto niente per rispetto di questo procedimento. Sono contenta di potermi riappropriare della mia voce”. “Io ho sempre pensato che fosse innocente e questo è stato acclarato dal tribunale. Chiara io l’ho ammirata in questi due anni perché è stata una cittadina modello, potrebbe essere di esempio a tutti. Giustizia è stata data oggi”, ha invece affermato l’avvocato Giuseppe Iannaccone. L'articolo “Finito un incubo che durava da due anni. Ora mi posso riappropriare della mia voce”: le prime parole di Chiara Ferragni dopo l’assoluzione per il Pandoro Gate proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Pandoro-gate, così la riforma Cartabia ha salvato Chiara Ferragni: grazie all’ex ministra la truffa punibile solo a querela
Per essere uscita penalmente intonsa dal pandoro-gate, Chiara Ferragni deve ringraziare soprattutto Marta Cartabia. La sentenza che ha dichiarato il non doversi procedere per l’accusa di truffa nei confronti dell’influcencer, infatti, non è affatto un’assoluzione nel merito (come è stato falsamente riportato da alcuni media) ma una decisione puramente tecnica, dovuta alla riforma del codice penale firmata nel 2022 dall’ex ministra della Giustizia. Per ridurre il carico di lavoro dei magistrati, la riforma ha stabilito che una serie di reati non siano più punibili d’ufficio – cioè ogni volta che gli inquirenti ne vengono a conoscenza – ma solo se la vittima presenta querela. Tra queste fattispecie, oltre a furti, scippi e danneggiamenti (che infatti sempre più spesso restano impuniti) c’è anche la truffa: “Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze” aggravanti “previste dal secondo e dal terzo comma”, recita il nuovo articolo 640 del codice penale. Nel caso del finto pandoro benefico “Pink Christmas” venduto da Ferragni, i pm contestavano l’aggravante della minorata difesa dei consumatori, una di quelle che rendono il reato procedibile d’ufficio. Il giudice Ilio Mannucci Pacini, invece, ha ritenuto che questa aggravante non sussistesse, riqualificando l’accusa in truffa semplice. E qui scatta la Cartabia: alla fine del 2024, infatti, l’associazione dei consumatori Codacons ha ritirato la querela sporta nei confronti di Ferragni per la vicenda, in cambio di un risarcimento e della donazione di 200mila euro in beneficenza da parte dell’influencer. Così il reato è stato dichiarato estinto per assenza della condizione di procedibilità (cioè la querela), mentre la difesa chiedeva l’assoluzione nel merito (possibile nel caso il giudice ritenga evidente l’assenza di responsabilità dell’imputato). “Siamo tutti commossi, ringrazio tutti, i miei avvocati e i miei follower”, ha detto Ferragni dopo la pronuncia. Ma si è scordata di ringraziare anche Marta. L'articolo Pandoro-gate, così la riforma Cartabia ha salvato Chiara Ferragni: grazie all’ex ministra la truffa punibile solo a querela proviene da Il Fatto Quotidiano.
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