Il primo premio da 5 milioni di euro e il secondo da 2,5 milioni della Lotteria
Italia sono stati vinti tra Roma e provincia. Ma di queste cifre quanto si
tengono realmente in tasca i vincitori? Quante imposte si trattiene lo Stato su
un premio? Niente: chi ha comprato il biglietto in questione è doppiamente
fortunato. Gli piove dal cielo una vera e propria fortuna, sulla quale non deve
pagare le tasse.
LOTTERIA ITALIA: COME VENGONO TASSATE LE VINCITE
Comprare un biglietto vincente della Lotteria Italia è bel colpo di fortuna: il
premio permette di cambiare completamente la vita e, soprattutto, non è
necessario pagarci le tasse sopra. Diciamo, però, che è una situazione un po’
particolare, che non accomuna questo premio ad altre tipologie di vincite che si
possono ottenere attraverso le trasmissioni della televisione. A fornire
chiaramente le indicazioni su come venga trattato dal punto di vista fiscale il
denaro erogato, ci ha pensato direttamente il portale della Lotteria Italia
2025, dove viene spiegato che in caso di vincita viene incassato il premio in
misura piena: “Alle vincite di qualsiasi importo, sia relative ai premi
giornalieri che all’estrazione finale, non si applica alcuna forma di ritenuta o
prelievo; quindi, ai vincitori vengono accreditate per intero le somme
corrispondenti ai premi stabiliti”.
Identico trattamento viene ricevuto da tutte le vincite percepite in questi mesi
e comunicate nel corso della trasmissione “Affari Tuoi” a partire dal 28
settembre fino allo scorso 26 dicembre 2025. Quindi anche le vincite “più basse”
beneficiano dello stesso trattamento fiscale. Lo stesso discorso vale anche per
la lotteria degli scontrini, l’iniziativa introdotta qualche tempo fa dallo
Stato per incentivare l’uso dei pagamenti elettronici e per la quale sono
previste delle estrazioni settimanali.
COME VENGONO TASSATE LE ALTRE VINCITE
Se per la Lotteria Italia è prevista un’agevolazione fiscale vera e propria, lo
stesso non vale per i premi che si ottengono vincendo alle altre lotterie, le
tombole, alle pesche o ai banchi di beneficenza regolarmente autorizzati. In
questi casi viene applicata una ritenuta del 10%, che sale al 20% nel caso in
cui i giochi siano svolti in occasione di uno spettacolo radiotelevisivo, una
competizione sportiva o una manifestazione di qualsiasi altro genere. Sale
addirittura al 25% per le altre tipologie di premi.
COME SONO TASSATI I QUIZ TELEVISIVI
Ma come funziona una vincita televisiva? Quanto riceve effettivamente chi
partecipa a “Chi vuole essere Milionario” ed così bravo da vincere tutto? Il
denaro che viene vinto ai quiz televisivi o ai “Gratta e Vinci” è considerato
una ricompensa lorda, sulla quale devono essere applicate le relative tasse. In
questi casi viene applicata una ritenuta fiscale al 20%, la quale funziona come
una vera e propria imposta sostitutiva: l’Erario, in altre parole, preleva il
20% della cifra che è stata vinta. Per semplificare l’operazione, ai fini
pratici, è direttamente la rete televisiva a trattenere questa cifra e a versala
al Fisco.
A questo voce, però, si aggiunge un’altra tassa: l’Iva al 22%. Il Regio Decreto
Legge n. 1933 del 19 ottobre 1938, poi convertito nella Legge 977/1939, vieta ai
programmi Tv di erogare dei premi in denaro, perché sarebbero considerati alla
stessa stregua del gioco d’azzardo. La vincita, quindi, viene erogata in gettoni
d’oro, sui quali deve essere applicata l’Iva al 22% per l’acquisto dell’oro. Per
semplificare la vita dei concorrenti, le reti televisive consegnano al vincitore
la somma di denaro, sulla quale viene applicata questa ulteriore imposta. Non
bisogna poi dimenticare i costi di conversione dell’anno: non ci sono dei tassi
fissi, perché variano a seconda della quotazione dell’oro sui mercati
internazionali. L’oro è da sempre considerato un bene rifugio e il suo valore
oscilla condizionato dalle incertezze dell’economia mondiale.
L'articolo Lotteria Italia e tassazione dei premi: come funziona? Per i
vincitori c’è una doppia fortuna proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Lotteria degli scontrini
A più di tre anni dall’annuncio e oltre due anni dopo l’obbligo per gli
esercenti di adeguare i registratori telematici, la lotteria degli scontrini
istantanea è tuttora ferma. Le vincite immediate restano un miraggio, nonostante
i circa 1,6 milioni di esercenti che si sono adeguati a un sistema mai attivato.
L’Agenzia delle dogane e dei monopoli conferma che anche nel 2025 non si è mosso
nulla: “Allo stato attuale non vi sono aggiornamenti rispetto alle questioni di
natura amministrativo-contabile già rappresentate”, fa sapere al
fattoquotidiano.it.
La misura, pensata nel 2022 durante il governo Draghi per rilanciare la lotteria
introdotta nel 2020 dal Piano Italia cashless per incentivare i pagamenti
elettronici, prevedeva premi immediati da verificare tramite QR code stampato
sullo scontrino e scansionabile con l’app Gioco Legale. Per consentirlo, a fine
2022 il governo di Giorgia Meloni – che pure dall’opposizione aveva criticato
duramente la riffa di Stato – aveva introdotto un credito d’imposta del 100%
(fino a 50 euro) per aggiornare i registratori di cassa entro l’autunno 2023.
Poco dopo l’Agenzia delle Entrate aveva richiamato i produttori degli
apparecchi, che si occupano anche dell’aggiornamento dei programmi, avvertendo
del rischio di sospensione o revoca dell’abilitazione in caso di mancato
adeguamento.
Tutto inutile. Nel settembre 2023 era andata deserta la gara d’appalto per
individuare l’operatore incaricato del pagamento immediato dei premi. La
soluzione alternativa, affidare il servizio a Poste Italiane, è stata definita
sulla carta, ma la convenzione non è mai stata finalizzata. Le risorse sono già
stanziate nel bilancio del Mef, ma serve un fondo dedicato da istituire per
legge. E il governo non l’ha previsto nelle ultime manovre o in altri
provvedimenti.
Intanto l’Agenzia dei monopoli continua a lanciare altre lotterie istantanee: la
settimana scorsa è stata per esempio indetta la nuova lotteria “2026“, con
biglietti dal costo di 3 euro l’uno. Mentre la partecipazione alla versione
ordinaria della lotteria degli scontrini continua a diminuire. I dati ufficiali
mostrano che nei primi sei mesi del 2025 sono stati registrati 11,9 milioni di
scontrini validi, contro i 12,95 milioni dello stesso periodo 2024 (-7,9%).
Anche il numero di biglietti generati è in calo. Il livello di partecipazione,
in partenza, era già piuttosto basso: nel 2023, a fronte di 6,3 milioni di
codici lotteria attivati, solo circa 700mila utenti avevano effettivamente preso
parte alle estrazioni.
La macchina delle estrazioni ordinarie però continua a funzionare: secondo i
dati forniti da AdM, nel 2024 i premiati sono stati 916 per un totale di 36,9
milioni di euro (più 7,4 milioni andati agli esercenti). Nel 2025, fino
all’ultima comunicazione disponibile, i premi risultano 735 e agli acquirenti
sono andati in totale 25 milioni. Complice la spinta arrivata con la pandemia, i
pagamenti digitali hanno nel frattempo superato anche in Italia quelli in
contanti. Abbastanza da giustificare lo stop alla lotteria per manifesto
raggiungimento dell’obiettivo? A decidere dovrebbe essere il governo, che però
piuttosto che staccare la spina sembra intenzionato a lasciar cadere la misura
nel dimenticatoio.
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Mentre lo Stato lancia nuove riffe a pagamento” proviene da Il Fatto Quotidiano.