Non un debutto ma un raddoppio. Francesca Verdini, compagna del vicepremier
Matteo Salvini, rafforza il suo impegno da produttrice in Rai. Con la società
“La Casa Rossa Srl” aveva realizzato per RaiPlay la docuserie “Nella mente di
Narciso“, un programma dedicato ai casi di cronaca condotto da Roberta Bruzzone,
poi riproposto in chiaro in seconda serata su Rai2. Secondo il quotidiano
“Domani“, il bis è pronto.
Un nuovo programma condotto sempre dalla criminologa ligure, sei puntate in onda
in seconda serata il prossimo autunno. Trasmissione realizzata dalla direzione
Approfondimenti Rai, guidata da Paolo Corsini, dedicata alle truffe agli anziani
e come evitarle. Un progetto che potrebbe coinvolgere anche la Polizia di Stato
che avrebbe avuto finora con la società di Verdini solo un contratto
preliminare.
Verdini avrebbe dunque strappato l’ok dalla direzione guidata da un dirigente
considerato meloniano ma l’accordo sarebbe nato a livelli ben più alti: “I ben
informati raccontano che i progetti de La Casa rossa arrivati sulla scrivania
dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi siano stati parecchi. Alla fine,
l’ad e il presidente facente funzioni Antonio Marano – considerato gradito alla
Lega – hanno deciso di lavorare sul titolo che riguarda le truffe, da qualche
decina di migliaia di euro. Nonostante a parole tutti neghino l’intervento del
partito di Salvini per spingere il programma prodotto da Verdini, tanto è
risultato importante che si è anche trovato il modo di aggirare i vincoli di
spending review della Rai”, fa sapere Domani.
Il budget della struttura degli Approfondimenti è infatti risicato, sono state
tagliate molte puntate ai talk show di punta, compreso “Report” di Sigfrido
Ranucci. La Direzione Prime Time guidata da Di Liberatore, considerato vicino
alla Lega, avrebbe rinunciato all’extrabudget poi ricollocato agli
Approfondimenti. Anche se la versione ufficiale dell’azienda è differente:
“L’extrabudget del Prime time era legato alla fascia: nel momento in cui la
seconda serata è passata agli Approfondimenti, si sono spostati anche i soldi”.
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prodotto dalla compagna di Matteo Salvini. E si “aggirano i vincoli di spending
review” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Durante il lockdown del 2020, in una diretta social, augurava buona Pasqua agli
italiani dal suo bilocale di Milano con tanto di video-tour della casa. “Vivo in
un condominio come tanti”, sottolinea Matteo Salvini passando in rassegna le
stanze e la sala che, precisava, era “al massimo venti metri quadrati”. Adesso
però tutto cambia. Il vicepremier leghista ha acquistato assieme alla compagna
Francesca Verdini una villa alla Camilluccia, quartiere rinomato e ambito di
Roma Nord. Dal bilocale alla villa su quattro livelli da 674 metri quadrati, 28
vani e due box.
Come racconta Il Domani, autore dell’inchiesta sulla nuova proprietà del
ministro e della figlia di Denis Verdini, la casa è stata acquista per 1,35
milioni di euro. Una cifra rilevante che comunque sarebbe anche sotto il valore
di mercato: poco più di 2.000 euro al metro quadrato contro le stime
dell’Agenzia delle Entrate sugli immobili della zona che orbitano intorno ai
3.800 euro al metro quadro. Una super villa che ha anche una storia molto
particolare che riporta agli anni delle inchieste sul mondo di Silvio
Berlusconi, ai processi Imi–Sir e Lodo Mondadori. L’immobile, infatti, è stato
venduto dalla famiglia di Giovanni Acampora, l’avvocato Fininvest figura chiave
del sistema che ruotava intorno a Cesare Previti, per anni braccio destro di
Berlusconi. Vicende di corruzione e tangenti per le quali Acampora è stato prima
imputato e poi condannato, così come lo stesso Previti.
Le venditrici – figlie dell’avvocato Acampora, morto nel 2024 – hanno affidato
la procura allo studio Previti: lo stesso fondato da Cesare, fedelissimo di
Berlusconi, e ora diretto dal figlio Stefano (anche lui come le figlie di
Acampora estraneo alle vicende giudiziarie). La villa – come ricostruisce Il
Domani – era di proprietà della società lussemburghese Valim, poi trasferita in
Italia e infine messa in liquidazione nel 2016. A liquidarla è lo stesso
avvocato Giovanni Acampora e in quell’anno l’assemblea dei soci decide di
trasferire la proprietà a Giulia e Valeria Acampora, socie della stessa srl. Nel
2018 arriva anche un pignoramento che viene però poi cancellato quattro anni
dopo.
Infine la vendita, affidata dalle proprietarie allo studio Previti. Lo staff di
Matteo Salvini ha tenuto a precisare che il ministro e la sua compagna che non
sapevano nulla della proprietà della villa che hanno individuato sul sito
immobiliare.it contattando poi l’agenzia che aveva il mandato di vendere la
casa. Per quanto riguarda il prezzo viene anche sottolineato che la villa è
stata pagata alla stessa cifra dell’annuncio sul web: tra l’altro, viene fatto
presente, necessita di “numerosi interventi, di tipo urbanistico e strutturale”.
Di certo c’è che adesso, nella super-villa, il leader della Lega avrà molto più
spazio rispetto a quel bilocale mostrato sui social 5 anni fa.
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milioni” proviene da Il Fatto Quotidiano.