Dietro il sorriso e l’energia travolgente di Francesca Cipriani si nasconde una
storia di violenza e paura che ancora oggi lascia segni profondi. Ospite di
Monica Setta nel programma Storie al Bivio, la showgirl ha deciso di raccontare
uno degli episodi più drammatici della sua vita, tornando anche sulla recente
crisi con il marito Alessandro Rossi, con cui oggi è tornata a vivere dopo un
periodo di allontanamento. “In passato io sono stata molto sfortunata in amore”,
ha esordito. “Ho avuto una storia in particolare con un uomo che non mi amava
assolutamente. Perché chi ti ama non ti picchia, non ti insulta, non vuole
toglierti la vita”. I fatti risalgono alla Pasqua del 2014. Quello che doveva
essere “un ultimo appuntamento per chiarire” si è trasformato in un incubo. Alla
base della lite ci sarebbe stata una scoperta casuale: “Ho trovato il suo
telefono e dentro c’era di tutto. Chat pesantissime, più donne”. Da lì la furia
dell’uomo: “Aveva capito che lo avrei lasciato per sempre. Mi ha messo le mani
alla gola, io non vedevo più nulla, vedevo nero, mi stava uccidendo”, ha
raccontato la Cipriani.
Un momento drammatico, interrotto solo da un dettaglio decisivo: “Se non era per
il cagnolino che ha abbaiato e ha distratto la sua attenzione, io non so se
sarei qui oggi. Mi aveva chiuso a chiave in casa. Sono riuscita ad aprire, sono
scappata e mi sono riversata per strada. La gente mi ha soccorsa. Sono andata in
ospedale, è stato un dolore grande per me e per la mia famiglia. Ho sfiorato
veramente la morte. Sono cose che ti segnano a vita. Ancora oggi ho incubi la
notte”.
A rendere tutto ancora più devastante è stato l’impatto sulla famiglia. “Mia
madre mi aveva detto: non andare a quell’ultimo appuntamento” Un consiglio che
non è riuscita a seguire: “Io sono andata, anche se non dovevo farlo, e lui mi
stava ammazzando. Poco dopo, la madre fu colpita da un infarto. “Penso che sia
stato lo stress di questa brutta vicenda. Ancora oggi le chiedo scusa”.
“NON ANDATE A QUELL’ULTIMO APPUNTAMENTO”
Oggi Francesca Cipriani guarda a quella vicenda con maggiore consapevolezza, ma
anche con un messaggio preciso: “Quando ci sono segnali di violenza, non bisogna
incontrare quella persona. Non andate a quell’ultimo appuntamento”. Un appello
forte, nato da un’esperienza estrema: “Io oggi sono qui a raccontarlo, ma ho
davvero rischiato di non esserci più”.
L'articolo “Il mio ex ha provato a uccidermi strangolandomi, se non era per il
mio cagnolino ero morta. Mia ha avuto un infarto dopo averlo saputo”: la
rivelazione choc di Francesca Cipriani proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Rai
La Rai ha denunciato un episodio di violenza nei confronti di una troupe in
servizio per la Tgr Lazio nel quartiere Quadraro di Roma. “Esprimiamo la più
ferma condanna per la grave aggressione”, hanno scritto in una nota, “dove un
operatore e un assistente stavano riprendendo stabili occupati dagli anarchici
dopo la morte di due attivisti che stavano fabbricando una bomba. L’aggressione
ha causato il danneggiamento delle attrezzature e il ferimento di un operatore,
a cui sono state prestate le cure in ospedale. A lui va la nostra piena
solidarietà e l’augurio di una pronta guarigione”. Si tratta, prosegue ancora il
messaggio dell’azienda, “di un fatto inaccettabile che colpisce non solo i
professionisti coinvolti, ma anche il diritto dei cittadini a essere informati.
Ogni forma di violenza nei confronti di giornalisti e operatori
dell’informazione rappresenta un attacco alla libertà di stampa e ai principi
democratici”.
Sull’episodio sono intervenuti anche l’esecutivo Usigrai, il coordinamento Cdr
Tgr e il Cdr Tgr Lazio. “Si tratta dell’ennesima aggressione a operatori
dell’informazione, non è tollerabile che esistano zone dove i media non possono
svolgere il loro lavoro, peraltro sulla pubblica piazza. Auspichiamo –
sottolineano – che l’autorità giudiziaria disponga rapidamente indagini su
questa vile aggressione”. A loro si è associato anche il sindacato Unirai:
“Ferma e indignata condanna. Aggredire una troupe significa tentare di spegnere
la libertà di informazione. È un atto grave che deve trovare una risposta
ferma”.
L'articolo Rai: “Una troupe della Tgr Lazio aggredita dagli anarchici durante un
servizio” proviene da Il Fatto Quotidiano.
C’è chi affronta le finali di Miss Italia con applausi e sorrisi, e chi invece
scopre che il fidanzato… aveva un’altra. A Caterina Balivo è capitato proprio
questo. Tra un siparietto e l’altro, durante la sua trasmissione La volta buona,
nella puntata del 19 marzo, la conduttrice si è lasciata andare a una
confessione che mischia ironia e un pizzico di imbarazzo.
Tutto è nato dalle parole di Patrizia Mirigliani, che ha ricordato le regole
rigide del concorso, gli intrighi e i tentativi dei fidanzati delle Miss di
aggirare i vincoli della gara di bellezza: “C’è stato qualche blitz di qualche
fidanzato che si arrampicava per stare con la fidanzata Miss”. La Balivo, senza
filtri e con il sorriso, non si è trattenuta: “A me nessuno… quello stava
andando con un’altra!”. E così, da un momento leggero, è emerso il retroscena:
il fidanzato di allora aveva un’amante a Brescia, e lei lo ha scoperto proprio
il giorno dopo la finale.
La conduttrice campana ha ricostruito la scena con tono divertito: “Ora ve lo
devo raccontare, è tutto vero. Aveva un’amante a Brescia e l’ho scoperto il
giorno dopo. Lui e un paio di amici con cui stavamo sempre insieme, eravamo
sempre in gruppo mi vennero a trovare alla finale. Gli dissi: ‘Ah che bello che
siete arrivati gli dissi!’. L’amico mi fa: ‘Guarda stiamo qui al nord già da
qualche giorno’. E io: ‘Perché? Siamo a Salsomaggiore. Dove stavate?’. E lui: ‘A
Brescia, a trovare alcune amiche di quest’estate. A distanza di tre mesi scoprii
chi era questa persona. Scusate era un segreto che mi è scappato!’ Ho pensato
bene di salutarlo”. Il tutto raccontato con quella leggerezza che solo chi ha
imparato a ridere delle proprie disavventure sa avere.
DAL PASSATO AL PRESENTE FELICE
Oggi Caterina Balivo è felicemente sposata con Guido Maria Brera (Dal 2014) e
quell’episodio resta solo un aneddoto divertente da condividere, perfetto per
strappare un sorriso al pubblico: “Alla fine, guardandolo oggi, lo racconto con
il sorriso. Era un capitolo del passato che ora fa solo ridere”.
L'articolo “Il mio fidanzato aveva un’amante a Brescia e l’ho scoperto il giorno
dopo la finale di Miss Italia”: il retroscena del tradimento di Caterina Balivo
proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Non è solo uno spettacolo, ma un modo per dare voce a chi troppo spesso non
viene ascoltato”. Riparte da qui “Women for Women Against Violence – Camomilla
Award”, il programma che il 21 marzo torna in seconda serata su Rai 1 con la sua
sesta edizione. Ideato da Donatella Gimigliano, il format si muove in equilibrio
tra racconto e impegno civile, mettendo al centro storie di donne che hanno
attraversato esperienze estreme – dalla violenza di genere alla malattia – e che
oggi scelgono di raccontarsi. Non per spettacolarizzare il dolore, ma per
trasformarlo in consapevolezza.
A guidare la serata saranno Elenoire Casalegno e Arianna Ciampoli, con la regia
di Antonio Centomani. Il ritmo non è quello di un semplice show: è un racconto
corale che alterna testimonianze, musica e momenti di riflessione, tenendo
insieme due emergenze ancora attuali e spesso intrecciate nella vita di molte
donne.
Le storie sono il cuore pulsante del programma. C’è chi ha dovuto fare i conti
con il proprio corpo e lo sguardo degli altri, come Ilaria Capponi, e chi ha
visto cambiare tutto con una diagnosi improvvisa, come Elisabetta Faraoni. E poi
c’è chi dal dolore è riuscita a costruire un nuovo linguaggio, come Giuseppina
Torre, trasformando la propria esperienza in arte.
Accanto ai racconti, anche uno spazio dedicato all’impegno sociale. Antonietta
Tuccillo porta sul palco un tema spesso invisibile: il legame tra malattia e
difficoltà economiche, con un messaggio che chiama in causa direttamente le
istituzioni, a partire dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Non mancano i riconoscimenti. Il Camomilla Award — simbolo di cura e rinascita —
viene assegnato a figure del mondo dello spettacolo e dell’informazione che si
sono distinte per sensibilità e impegno, tra cui Manuela Moreno, Bianca Nappi e
Massimo Giletti. A rendere il racconto più dinamico ci pensano musica e
performance dal vivo: dai Gemelli di Guidonia alla violinista Elsa Martignoni,
fino a una vera e propria orchestra tutta al femminile. Elementi che non
interrompono la narrazione, ma la accompagnano, rendendola più accessibile e
coinvolgente.Il risultato è un programma che prova a fare qualcosa di diverso:
non limitarsi a raccontare il dolore, ma costruire uno spazio in cui quel dolore
possa diventare consapevolezza collettiva.
L'articolo Così storie di violenza e malattia diventano racconto e impegno
civile: riparte Women for Women Against Violence – Camomilla Award proviene da
Il Fatto Quotidiano.
Non un debutto ma un raddoppio. Francesca Verdini, compagna del vicepremier
Matteo Salvini, rafforza il suo impegno da produttrice in Rai. Con la società
“La Casa Rossa Srl” aveva realizzato per RaiPlay la docuserie “Nella mente di
Narciso“, un programma dedicato ai casi di cronaca condotto da Roberta Bruzzone,
poi riproposto in chiaro in seconda serata su Rai2. Secondo il quotidiano
“Domani“, il bis è pronto.
Un nuovo programma condotto sempre dalla criminologa ligure, sei puntate in onda
in seconda serata il prossimo autunno. Trasmissione realizzata dalla direzione
Approfondimenti Rai, guidata da Paolo Corsini, dedicata alle truffe agli anziani
e come evitarle. Un progetto che potrebbe coinvolgere anche la Polizia di Stato
che avrebbe avuto finora con la società di Verdini solo un contratto
preliminare.
Verdini avrebbe dunque strappato l’ok dalla direzione guidata da un dirigente
considerato meloniano ma l’accordo sarebbe nato a livelli ben più alti: “I ben
informati raccontano che i progetti de La Casa rossa arrivati sulla scrivania
dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi siano stati parecchi. Alla fine,
l’ad e il presidente facente funzioni Antonio Marano – considerato gradito alla
Lega – hanno deciso di lavorare sul titolo che riguarda le truffe, da qualche
decina di migliaia di euro. Nonostante a parole tutti neghino l’intervento del
partito di Salvini per spingere il programma prodotto da Verdini, tanto è
risultato importante che si è anche trovato il modo di aggirare i vincoli di
spending review della Rai”, fa sapere Domani.
Il budget della struttura degli Approfondimenti è infatti risicato, sono state
tagliate molte puntate ai talk show di punta, compreso “Report” di Sigfrido
Ranucci. La Direzione Prime Time guidata da Di Liberatore, considerato vicino
alla Lega, avrebbe rinunciato all’extrabudget poi ricollocato agli
Approfondimenti. Anche se la versione ufficiale dell’azienda è differente:
“L’extrabudget del Prime time era legato alla fascia: nel momento in cui la
seconda serata è passata agli Approfondimenti, si sono spostati anche i soldi”.
L'articolo Francesca Verdini raddoppia in Rai: nuovo programma sulle truffe
prodotto dalla compagna di Matteo Salvini. E si “aggirano i vincoli di spending
review” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Una vicenda “preoccupante” che segna “l’ennesimo grave episodio” in una Rai che
“sta diventando una sorta di Radio del regime di tele Meloni”. È l’accusa dei
parlamentari del Pd della Commissione di Vigilanza Rai nei confronti dei
“comportamenti” di Annalisa Chirico. E ora i dem – come anche il Comitato di
redazione del Giornale Radio Rai – ne chiedono conto al direttore di Radio Rai
1, l’emittente che trasmette Ping Pong, la trasmissione della giornalista. Le
viene concesso, sostiene il Pd, di “esprimere opinioni politiche, sul
referendum, ergendosi a rappresentante della destra di governo, piuttosto che
giornalista e conduttrice radiofonica imparziale e democratica”.
Sulla vicenda – bollata come “doppiopesismo” da Fratelli d’Italia – è
intervenuto anche il Comitato di redazione del Giornale Radio Rai. Con un
documento approvato a maggioranza, il Cdr rimarca che il caso di Chirico e del
suo programma è “diventato lo specchio delle ipocrisie a cui la Rai sottopone i
suoi dipendenti”. Il “monitoraggio ossessivo dei tempi per il Sì e per il No al
referendum” e l’attenzione “all’equidistanza che tutti i colleghi applicano nei
propri programmi, che si tratti di politica, cronaca o esteri” valgono per tutti
“tranne” che per Chirico: “A lei è concesso dire in onda che voterà Sì al
referendum, andare ospite in programmi d’informazione a difendere il fronte del
Sì. È concesso, più in generale, essere una militante più che una giornalista
che collabora con la testata radiofonica del Servizio Pubblico”.
Ospite dell’ultima puntata di Piazzapulita, aveva ad esempio detto: “Separando
le carriere, creiamo due Csm separati, così evitiamo le commistioni, i
condizionamenti, che questi magistrati vadano alle stesse feste di compleanno o
che si prendano il caffè insieme”. Il Cdr rinfaccia alla direzione la
possibilità per la giornalista di “prendere posizione, sbilanciarsi a favore
dell’uno o dell’altro, non rispettare la completezza dell’informazione”. È
successo, sottolineano, “anche venerdì quando la puntata sul caso della famiglia
del bosco è diventato un florilegio di qualunquismo e opinionismo da quattro
soldi”. Quindi la richiesta: “Chiediamo al direttore di intervenire a tutela dei
colleghi e del lavoro che da anni Radio Uno porta avanti con serietà”. Una
posizione dalla quale si è dissociata la giornalista Maurelia Carafa: “Senza
entrare nel dettaglio dei nomi, anche giornalisti dipendenti della Rai, risulta
stiano facendo altrettanto, sostenendo le ragioni del No. Per quanto riguarda la
conduzione di Ping Pong e i suoi contenuti non risulta a tutt’oggi alcun
intervento dell’Agcom”.
Analisi simile a quella dei componenti di FdI in Commissione Vigilanza Rai,
secondo i quali si tratta di un “polemica strumentale e campata in aria” della
sinistra: “Non risulta, infatti, che dalle opposizioni si sia levata alcuna voce
critica quando ben altri giornalisti Rai e conduttori anche di programma di
punta, non quindi semplici collaboratori esterni, abbiano espresso le proprie
posizioni a favore del No al referendum. Senza contare quando questi hanno
addirittura partecipato ad iniziative in tal senso. Tutti in ossequioso
silenzio”. È, sostengono, “il solito doppiopesismo di questa sinistra che
interpreta a seconda delle proprie convenienze le libertà e i diritti. Peraltro,
non risulta a carico della trasmissione condotta dalla stessa Chirico alcun
rilievo dell’Agcom”.
L'articolo RadioRai, Annalisa Chirico nella bufera. Il Comitato di redazione:
“Militante per il Sì al Referendum” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Lavoro in Rai perché di destra? Mi fa ridere”. Nicola Savino gongola ancora per
gli ascolti del suo DopoFestival e si racconta a cuore aperto in una lunga
intervista al Corriere della Sera, tra lavoro e vita privata. Così, aneddoti e
curiosità s’intrecciano in maniera inaspettata, dai grandi incontri che gli
hanno cambiato la carriera (a cominciare da quello con Linus, con cui sta per
festeggiare i trent’anni di sodalizio), alla paura di cadere in depressione,
passando per un desiderio: trasformare in fidanzamento “il flirt con la Rai”.
NICOLA SAVINO E IL FUTURO IN RAI
Ha lavorato per Rai, Sky e Mediaset, da trent’anni è tra le voci di Radio Deejay
ma c’è un successo che avrebbe voluto che i suoi genitori, scomparsi più di
dieci anni fa, vedessero: la discesa dalla scalinata di Sanremo: “È qualcosa di
cui non ringrazierò mai abbastanza Carlo Conti”, confessa Nicola Savino, che
definisce l’esperienza a Sanremo 2026 “roba forte”, forse perché l’ha vissuto
“con consapevolezza amplificata”. Al Festival però non ci tornerebbe da
direttore artistico – “No, bisogna essere più giovani. Con la mia ansia già ora
mi sveglio alle 4 del mattino sei giorni su sette”, ammette – ed è contento per
Stefano De Martino: “L’ho visto all’opera ad Affari tuoi ed è bravissimo, un
vero disc jockey: annusa l’aria, cerca di capire chi può coinvolgere”. Quanto al
futuro e al prossimo programma, per ora non ci sono progetti ma, confessa,
“vorrei che il flirt con la Rai si trasformasse in un fidanzamento in casa”. E a
domanda diretta “lavora in Rai perché è di destra?”, risponde senza mezzi
termini: “Mi fa ridere. No. Qualche giorno fa Aldo Grasso da Fazio ha detto che
per fare questo mestiere ci vogliono passione e competenza. Penso di averle
entrambe. Comunque, nessuno si chiedeva cosa votassero Baudo o Corrado”.
LA SCOMPARSA DEI GENITORI E LA PAURA DELLA DEPRESSIONE
Poi Savino apre il cassetto dei ricordi e della malinconia parlando dei
genitori, scomparsi a distanza di un anno, nel 2013 e nel 2014, e in quella
circostanza la fede è stata “zattera del naufragio”. Dal padre, ingegnere
dell’Eni e dalla madre farmacista dice di aver ereditato “l’etica del lavoro,
arrivare primi, uscire ultimi. Lui faceva tante trasferte all’estero, lei una
settimana al mese il turno di notte. L’ambizione credo mi arrivi da papà”. In
diverse occasioni ha raccontato che il padre soffriva di depressione e, avendola
conosciuta da vicino, la teme: “Ma cerco di aiutarmi con l’ipnosi, la
meditazione, l’agopuntura, la tisana al tiglio. Mai psicofarmaci”.
I TRENT’ANNI CON LINUS E I 27 CON LA MOGLIE MANUELA
Ne ha fatta di strada il bambino che imitava Gigi Sabani: a settembre, infatti,
Nicola Savino festeggerà la trentesima stagione di DeeJay Chiama Italia. “C’è
un’alchimia rara. Non lo considero come il mio capo, ma un fratello maggiore”,
precisa. La vendita del Gruppo Repubblica non lo spaventa (“perché chi
l’acquista fa l’editore di mestiere. E poi perché Radio Deejay è in buona
salute, un ottimo investimento che rende”), mentre rispetto ad un ipotetico
addio di Linus, non ha un piano B. “Di sicuro mi prendo due mesi di vacanza
fuori stagione! Io e Manu amiamo viaggiare”, dice riferendosi alla moglie,
Emanuela Suma, cui è legato da 27 anni e con cui ha avuto la figlia Matilda, che
oggi ha vent’anni. “Sulle uscite, mi salva la geolocalizzazione: se per le 6 non
è tornata a casa, so dove cercarla”, rivela ironico (ma non troppo). Poi ammette
che nonostante gli investimenti nel mattone, continuano a vivere in affitto:
“Così io e Manu non cadiamo nella routine e ogni tot traslochiamo. È poco
italiano e molto internazionale. Ma forse spiega perché stiamo insieme da 27
anni”.
L'articolo “Ho paura della depressione, mi aiuto con ipnosi, meditazione e
tisana al tiglio. In Rai perché sono di destra? Rido”: così Nicola Savino
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il finale di stagione di Mare Fuori 6 ha regalato ai fan della serie tv uno dei
momenti più attesi: il nuovo incontro tra Rosa Ricci e Carmine Di Salvo dopo
anni di distanza. Nell’ultimo episodio Rosa entra nel luogo che rappresenta il
nuovo inizio di Carmine: il negozio da barbiere che lui ha sempre sognato di
aprire. È lì che lo ritrova, tra specchi e poltrone del salone. Il locale
diventa il simbolo di una vita diversa, costruita lontano dalla violenza e dalle
dinamiche criminali che hanno segnato il passato dei due personaggi,
Ma la scena ha fatto discutere molti spettatori: nel momento dell’incontro,
infatti, Carmine appare solo di spalle e a interpretarlo non è Massimiliano
Caiazzo, bensì una controfigura. Ma perché Caiazzo non è tornato sul set? Dietro
la sua assenza non ci sarebbe stata una scelta degli autori. Secondo Fanpage, il
tentativo di riportare Massimiliano Caiazzo sul set per un ultimo saluto al
personaggio era stato fatto, ma non è stato possibile organizzare le riprese.
“La produzione lo aveva contattato, ma aveva altri impegni e un look troppo
diverso”, spiegano.
In quel periodo Caiazzo era infatti impegnato sul set del biopic dedicato a Pino
Daniele, un ruolo che ha comportato una trasformazione fisica significativa:
nuovo taglio di capelli e circa venti chili in più, cambiamenti difficili da
conciliare con l’aspetto fisico del personaggio di Carmine.
LA SOLUZIONE DELLA CONTROFIGURA
Per non rinunciare alla scena simbolica dell’atteso incontro con Maria Esposito,
la produzione ha quindi scelto una soluzione narrativa: mostrare Carmine solo di
spalle e affidare la parte a una controfigura.
Una versione confermata anche dallo sceneggiatore Maurizio Careddu, che ha
spiegato: “Ci sarebbe piaciuto rivederli insieme un’ultima volta per chiudere la
loro evoluzione in modo perfetto. Purtroppo Massimiliano aveva altri impegni e,
soprattutto, un look diverso. Ci siamo dovuti accontentare della controfigura”.
Una scelta che ha comunque permesso alla serie di chiudere simbolicamente la
storia tra Rosa e Carmine, anche se senza il volto dell’attore che per anni ha
interpretato il personaggio.
L'articolo “Massimiliano Caiazzo aveva altri impegni e un look troppo diverso”:
Rosa Ricci ritrova Carmine Di Salvo nel finale di Mare Fuori 6 ma la scena
spiazza i fan proviene da Il Fatto Quotidiano.
Continua a far discutere l’ascesa di Tommaso Cerno a Viale Mazzini. Il direttore
de “Il Giornale“, dopo la presenza nel cast fisso di “Domenica In“, ha debuttato
lunedì 9 marzo alla conduzione di “Due di picche“, una striscia informativa
dalla durata di tre o quattro minuti in onda alle ore quattordici, in una
collocazione blindata tra il “Tg2” e “Ore 14” di Milo Infante. Nelle ultime ore,
in una clima già rovente, si è aggiunto un altro tassello al puzzle delle
polemiche: il ruolo di Giada Balloch, figlia di Stefano, consigliere regionale
di Fratelli d’Italia in Friuli Venezia Giulia e marito di Cerno, matrimonio
celebrato nel 2022 dopo una lunga convivenza.
Giada sarebbe stata arruolata come social media manager a “Domenica In” da sette
mesi, esattamente dall’inizio dell’avventura del patrigno nel contenitore
domenicale. Notizia rilanciata dalla pagina Instagram “Boicotterai“, confermata
dalla stessa Balloch che sul suo profilo Linkedin ha descritto così il suo
ruolo: “Implementazione della strategia, creazione e gestione dei contenuti
digitali relative alla partecipazione di Tommaso Cerno al programma tv Domenica
In (Rai 1). Distribuzione del segmento televisivo attraverso i canali social
ufficiali” del giornalista. Incarico ad personam.
“L’ultima fake news contro di me è contro Due di picche. Balle spaziali. Giada
non ha nessun contratto con la Rai. Ricordavo una Repubblica che verificava le
notizie. Ma era tanto tempo fa”, ha scritto Tommaso Cerno su X. Notizia smentita
poco dopo anche dalla Rai con una nota stampa: “Rai smentisce categoricamente la
notizia secondo la quale la signora Giada Balloch, figlia del marito di Tommaso
Cerno, abbia contratti di collaborazione con la Direzione Intrattenimento Day
Time e con qualsiasi altra direzione Rai”.
La striscia informativa, già discussa ancora prima della messa in onda, ha un
costo complessivo svelato dal Fatto Quotidiano di circa 850 mila euro. Nel
dettaglio ogni puntata, pur durando solo 3-4 minuti, costa 11 mila euro, di cui
3 mila finiscono al giornalista che da qui a fine stagione incasserà in totale
200 mila euro. Le prime puntate di “Due di picche“, pur andando in onda in una
collocazione blindata, hanno ottenuto una media tra il 5-6% di share, numeri non
entusiasmanti considerata la breve durata e la curva auditel. In pochi secondi,
pur ricevendo in dote dal notiziario diretto da Antonio Preziosi un buon traino,
la trasmissione perde circa 200 mila spettatori e il 2% di share, risalendo a
sorpresa con la conclusione e la messa in onda della pubblicità.
L'articolo Polemiche sul contratto in Rai da social media manager per la figlia
del marito di Tommaso Cerno. Lui: “Fake news contro di me”. Viale Mazzini
smentisce proviene da Il Fatto Quotidiano.
Massimo Caputi piange la scomparsa della moglie Roberta Sciubba. Ne dà notizia
lui stesso sui social condividendo una foto di loro due sorridenti, e parole
toccanti: “Te ne sei andata lasciando un vuoto incolmabile” scrive il
giornalista sportivo. “Sei stata moglie, madre, compagna, amica. Con te ho
condiviso tutto, eri il mio punto fermo, un riferimento costante, la mia stella
polare“. Caputi non nasconde il profondo dolore che la morte della consorte
lascia dentro di lui: “Sarai comunque sempre al mio fianco, dentro di me e nel
mio cuore che la tua scomparsa ha fatto a pezzi. Eri una donna coraggiosa e quel
tuo coraggio mi farà andare avanti per non deluderti. Ciao amore mio”. Dalla
loro unione è nato il figlio Lorenzo.
IL CORDOGLIO DEL MONDO DELLO SPETTACOLO
In molti hanno lasciato un pensiero sotto il post di Massimo Caputi: da Mara
Venier a Ivan Zazzaroni (“Eravate coppia. Non voglio nemmeno immaginare cosa tu
stia provando. Ti abbraccio forte e abbraccio vostro figlio”), Pierluigi Pardo
(“Sono senza parole. Ti abbraccio forte”), Ciro Ferrara, Ubaldo Pantani e
Gianmarco Tamberi, solo per citarne alcuni.
> Visualizza questo post su Instagram
>
>
>
>
> Un post condiviso da Massimo Caputi (@massimocaputi)
L'articolo Massimo Caputi, è morta la moglie Roberta: “Eri la mia stella polare,
la tua scomparsa ha fatto a pezzi il mio cuore” proviene da Il Fatto Quotidiano.