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“Ci dissero di fare a borsettate per finta per costruire la rivalità. Ci hanno fatto fare la litigata che non volevamo fare”: Ornella Muti e l’amicizia con Eleonora Giorgi
Nel terzo episodio di Illuminate, la docu-serie di Rai Cultura prodotta da Gloria Giorgianni per Anele andata in onda domenica 21 marzo su Rai Tre, Ornella Muti ha riaperto il cassetto dei ricordi per parlare di Eleonora Giorgi, tra set, giochi e primi ruoli nel cinema italiano degli Anni 70 e 80. “Eleonora ed io abbiamo vissuto degli anni da molto giovani insieme. Noi eravamo le bambine del cinema, forse perché eravamo proprio così, ragazzine che giocavano a fare le attrici. Era più un gioco, un divertimento, una roba che non capivamo neanche perché la stessimo facendo”, racconta l’attrice, restituendo l’intimità di un’amicizia nata tra luci, camere e copioni. Il docu-film porta lo spettatore dietro le quinte, mostrando come il mondo del cinema potesse essere anche costruito e orchestrato. Strategie di marketing, press agent e rivalità programmate erano all’ordine del giorno, e Ornella Muti racconta un episodio emblematico: “Ci dissero di fare a ‘borsettate’ per finta per costruire la rivalità tra di noi. Ci hanno fatto fare la litigata tra me ed Eleonora che non volevamo fare”. Tutto questo, spiega l’attrice, era frutto dell’idea di Enrico Lucherini: “Era il famoso press agent a cui venne in mente l’idea di contrapporci”. ELEONORA GIORGI RIVIVE IN “ILLUMINATE” Oltre ai ricordi personali, Illuminate costruisce un omaggio intimo a Eleonora Giorgi, scomparsa da un anno, intrecciando le sue esperienze artistiche con quelle di Ornella Muti e raccontando la stagione d’oro del cinema italiano. Il docu-film ripercorre gli esordi di Eleonora, la consacrazione con Borotalco, che le valse il David di Donatello e il Nastro d’Argento come miglior attrice protagonista, e il debutto alla regia con Uomini & donne, amori & bugie, in cui Ornella Muti interpreta la protagonista, segnando simbolicamente l’incontro artistico tra le due dive. Il racconto si arricchisce di contributi di amici e colleghi che hanno conosciuto Eleonora e Ornella sul set: i figli Andrea Rizzoli e Paolo Ciavarro, l’attore Lino Banfi, la costumista e amica Nicoletta Ercole, la giornalista e scrittrice Laura Delli Colli, il direttore di Vanity Fair Simone Marchetti, la giornalista Gloria Satta, la regista Liliana Cavani, lo scrittore Fulvio Abbate, la fotografa Marinetta Saglio, l’ufficio stampa Gianluca Pignatelli ed Eugenio Ricciardi, attore e allievo di Eleonora. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da Rai 3 (@instarai3) L'articolo “Ci dissero di fare a borsettate per finta per costruire la rivalità. Ci hanno fatto fare la litigata che non volevamo fare”: Ornella Muti e l’amicizia con Eleonora Giorgi proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Il mio ex ha provato a uccidermi strangolandomi, se non era per il mio cagnolino ero morta. Mia ha avuto un infarto dopo averlo saputo”: la rivelazione choc di Francesca Cipriani
Dietro il sorriso e l’energia travolgente di Francesca Cipriani si nasconde una storia di violenza e paura che ancora oggi lascia segni profondi. Ospite di Monica Setta nel programma Storie al Bivio, la showgirl ha deciso di raccontare uno degli episodi più drammatici della sua vita, tornando anche sulla recente crisi con il marito Alessandro Rossi, con cui oggi è tornata a vivere dopo un periodo di allontanamento. “In passato io sono stata molto sfortunata in amore”, ha esordito. “Ho avuto una storia in particolare con un uomo che non mi amava assolutamente. Perché chi ti ama non ti picchia, non ti insulta, non vuole toglierti la vita”. I fatti risalgono alla Pasqua del 2014. Quello che doveva essere “un ultimo appuntamento per chiarire” si è trasformato in un incubo. Alla base della lite ci sarebbe stata una scoperta casuale: “Ho trovato il suo telefono e dentro c’era di tutto. Chat pesantissime, più donne”. Da lì la furia dell’uomo: “Aveva capito che lo avrei lasciato per sempre. Mi ha messo le mani alla gola, io non vedevo più nulla, vedevo nero, mi stava uccidendo”, ha raccontato la Cipriani. Un momento drammatico, interrotto solo da un dettaglio decisivo: “Se non era per il cagnolino che ha abbaiato e ha distratto la sua attenzione, io non so se sarei qui oggi. Mi aveva chiuso a chiave in casa. Sono riuscita ad aprire, sono scappata e mi sono riversata per strada. La gente mi ha soccorsa. Sono andata in ospedale, è stato un dolore grande per me e per la mia famiglia. Ho sfiorato veramente la morte. Sono cose che ti segnano a vita. Ancora oggi ho incubi la notte”. A rendere tutto ancora più devastante è stato l’impatto sulla famiglia. “Mia madre mi aveva detto: non andare a quell’ultimo appuntamento” Un consiglio che non è riuscita a seguire: “Io sono andata, anche se non dovevo farlo, e lui mi stava ammazzando. Poco dopo, la madre fu colpita da un infarto. “Penso che sia stato lo stress di questa brutta vicenda. Ancora oggi le chiedo scusa”. “NON ANDATE A QUELL’ULTIMO APPUNTAMENTO” Oggi Francesca Cipriani guarda a quella vicenda con maggiore consapevolezza, ma anche con un messaggio preciso: “Quando ci sono segnali di violenza, non bisogna incontrare quella persona. Non andate a quell’ultimo appuntamento”. Un appello forte, nato da un’esperienza estrema: “Io oggi sono qui a raccontarlo, ma ho davvero rischiato di non esserci più”. L'articolo “Il mio ex ha provato a uccidermi strangolandomi, se non era per il mio cagnolino ero morta. Mia ha avuto un infarto dopo averlo saputo”: la rivelazione choc di Francesca Cipriani proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Rai: “Una troupe della Tgr Lazio aggredita dagli anarchici durante un servizio”
La Rai ha denunciato un episodio di violenza nei confronti di una troupe in servizio per la Tgr Lazio nel quartiere Quadraro di Roma. “Esprimiamo la più ferma condanna per la grave aggressione”, hanno scritto in una nota, “dove un operatore e un assistente stavano riprendendo stabili occupati dagli anarchici dopo la morte di due attivisti che stavano fabbricando una bomba. L’aggressione ha causato il danneggiamento delle attrezzature e il ferimento di un operatore, a cui sono state prestate le cure in ospedale. A lui va la nostra piena solidarietà e l’augurio di una pronta guarigione”. Si tratta, prosegue ancora il messaggio dell’azienda, “di un fatto inaccettabile che colpisce non solo i professionisti coinvolti, ma anche il diritto dei cittadini a essere informati. Ogni forma di violenza nei confronti di giornalisti e operatori dell’informazione rappresenta un attacco alla libertà di stampa e ai principi democratici”. Sull’episodio sono intervenuti anche l’esecutivo Usigrai, il coordinamento Cdr Tgr e il Cdr Tgr Lazio. “Si tratta dell’ennesima aggressione a operatori dell’informazione, non è tollerabile che esistano zone dove i media non possono svolgere il loro lavoro, peraltro sulla pubblica piazza. Auspichiamo – sottolineano – che l’autorità giudiziaria disponga rapidamente indagini su questa vile aggressione”. A loro si è associato anche il sindacato Unirai: “Ferma e indignata condanna. Aggredire una troupe significa tentare di spegnere la libertà di informazione. È un atto grave che deve trovare una risposta ferma”. L'articolo Rai: “Una troupe della Tgr Lazio aggredita dagli anarchici durante un servizio” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Media
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“Il mio fidanzato aveva un’amante a Brescia e l’ho scoperto il giorno dopo la finale di Miss Italia”: il retroscena del tradimento di Caterina Balivo
C’è chi affronta le finali di Miss Italia con applausi e sorrisi, e chi invece scopre che il fidanzato… aveva un’altra. A Caterina Balivo è capitato proprio questo. Tra un siparietto e l’altro, durante la sua trasmissione La volta buona, nella puntata del 19 marzo, la conduttrice si è lasciata andare a una confessione che mischia ironia e un pizzico di imbarazzo. Tutto è nato dalle parole di Patrizia Mirigliani, che ha ricordato le regole rigide del concorso, gli intrighi e i tentativi dei fidanzati delle Miss di aggirare i vincoli della gara di bellezza: “C’è stato qualche blitz di qualche fidanzato che si arrampicava per stare con la fidanzata Miss”. La Balivo, senza filtri e con il sorriso, non si è trattenuta: “A me nessuno… quello stava andando con un’altra!”. E così, da un momento leggero, è emerso il retroscena: il fidanzato di allora aveva un’amante a Brescia, e lei lo ha scoperto proprio il giorno dopo la finale. La conduttrice campana ha ricostruito la scena con tono divertito: “Ora ve lo devo raccontare, è tutto vero. Aveva un’amante a Brescia e l’ho scoperto il giorno dopo. Lui e un paio di amici con cui stavamo sempre insieme, eravamo sempre in gruppo mi vennero a trovare alla finale. Gli dissi: ‘Ah che bello che siete arrivati gli dissi!’. L’amico mi fa: ‘Guarda stiamo qui al nord già da qualche giorno’. E io: ‘Perché? Siamo a Salsomaggiore. Dove stavate?’. E lui: ‘A Brescia, a trovare alcune amiche di quest’estate. A distanza di tre mesi scoprii chi era questa persona. Scusate era un segreto che mi è scappato!’ Ho pensato bene di salutarlo”. Il tutto raccontato con quella leggerezza che solo chi ha imparato a ridere delle proprie disavventure sa avere. DAL PASSATO AL PRESENTE FELICE Oggi Caterina Balivo è felicemente sposata con Guido Maria Brera (Dal 2014) e quell’episodio resta solo un aneddoto divertente da condividere, perfetto per strappare un sorriso al pubblico: “Alla fine, guardandolo oggi, lo racconto con il sorriso. Era un capitolo del passato che ora fa solo ridere”. L'articolo “Il mio fidanzato aveva un’amante a Brescia e l’ho scoperto il giorno dopo la finale di Miss Italia”: il retroscena del tradimento di Caterina Balivo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Pettegolino
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Così storie di violenza e malattia diventano racconto e impegno civile: riparte Women for Women Against Violence – Camomilla Award
“Non è solo uno spettacolo, ma un modo per dare voce a chi troppo spesso non viene ascoltato”. Riparte da qui “Women for Women Against Violence – Camomilla Award”, il programma che il 21 marzo torna in seconda serata su Rai 1 con la sua sesta edizione. Ideato da Donatella Gimigliano, il format si muove in equilibrio tra racconto e impegno civile, mettendo al centro storie di donne che hanno attraversato esperienze estreme – dalla violenza di genere alla malattia – e che oggi scelgono di raccontarsi. Non per spettacolarizzare il dolore, ma per trasformarlo in consapevolezza. A guidare la serata saranno Elenoire Casalegno e Arianna Ciampoli, con la regia di Antonio Centomani. Il ritmo non è quello di un semplice show: è un racconto corale che alterna testimonianze, musica e momenti di riflessione, tenendo insieme due emergenze ancora attuali e spesso intrecciate nella vita di molte donne. Le storie sono il cuore pulsante del programma. C’è chi ha dovuto fare i conti con il proprio corpo e lo sguardo degli altri, come Ilaria Capponi, e chi ha visto cambiare tutto con una diagnosi improvvisa, come Elisabetta Faraoni. E poi c’è chi dal dolore è riuscita a costruire un nuovo linguaggio, come Giuseppina Torre, trasformando la propria esperienza in arte. Accanto ai racconti, anche uno spazio dedicato all’impegno sociale. Antonietta Tuccillo porta sul palco un tema spesso invisibile: il legame tra malattia e difficoltà economiche, con un messaggio che chiama in causa direttamente le istituzioni, a partire dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Non mancano i riconoscimenti. Il Camomilla Award — simbolo di cura e rinascita — viene assegnato a figure del mondo dello spettacolo e dell’informazione che si sono distinte per sensibilità e impegno, tra cui Manuela Moreno, Bianca Nappi e Massimo Giletti. A rendere il racconto più dinamico ci pensano musica e performance dal vivo: dai Gemelli di Guidonia alla violinista Elsa Martignoni, fino a una vera e propria orchestra tutta al femminile. Elementi che non interrompono la narrazione, ma la accompagnano, rendendola più accessibile e coinvolgente.Il risultato è un programma che prova a fare qualcosa di diverso: non limitarsi a raccontare il dolore, ma costruire uno spazio in cui quel dolore possa diventare consapevolezza collettiva. L'articolo Così storie di violenza e malattia diventano racconto e impegno civile: riparte Women for Women Against Violence – Camomilla Award proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Francesca Verdini raddoppia in Rai: nuovo programma sulle truffe prodotto dalla compagna di Matteo Salvini. E si “aggirano i vincoli di spending review”
Non un debutto ma un raddoppio. Francesca Verdini, compagna del vicepremier Matteo Salvini, rafforza il suo impegno da produttrice in Rai. Con la società “La Casa Rossa Srl” aveva realizzato per RaiPlay la docuserie “Nella mente di Narciso“, un programma dedicato ai casi di cronaca condotto da Roberta Bruzzone, poi riproposto in chiaro in seconda serata su Rai2. Secondo il quotidiano “Domani“, il bis è pronto. Un nuovo programma condotto sempre dalla criminologa ligure, sei puntate in onda in seconda serata il prossimo autunno. Trasmissione realizzata dalla direzione Approfondimenti Rai, guidata da Paolo Corsini, dedicata alle truffe agli anziani e come evitarle. Un progetto che potrebbe coinvolgere anche la Polizia di Stato che avrebbe avuto finora con la società di Verdini solo un contratto preliminare. Verdini avrebbe dunque strappato l’ok dalla direzione guidata da un dirigente considerato meloniano ma l’accordo sarebbe nato a livelli ben più alti: “I ben informati raccontano che i progetti de La Casa rossa arrivati sulla scrivania dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi siano stati parecchi. Alla fine, l’ad e il presidente facente funzioni Antonio Marano – considerato gradito alla Lega – hanno deciso di lavorare sul titolo che riguarda le truffe, da qualche decina di migliaia di euro. Nonostante a parole tutti neghino l’intervento del partito di Salvini per spingere il programma prodotto da Verdini, tanto è risultato importante che si è anche trovato il modo di aggirare i vincoli di spending review della Rai”, fa sapere Domani. Il budget della struttura degli Approfondimenti è infatti risicato, sono state tagliate molte puntate ai talk show di punta, compreso “Report” di Sigfrido Ranucci. La Direzione Prime Time guidata da Di Liberatore, considerato vicino alla Lega, avrebbe rinunciato all’extrabudget poi ricollocato agli Approfondimenti. Anche se la versione ufficiale dell’azienda è differente: “L’extrabudget del Prime time era legato alla fascia: nel momento in cui la seconda serata è passata agli Approfondimenti, si sono spostati anche i soldi”. L'articolo Francesca Verdini raddoppia in Rai: nuovo programma sulle truffe prodotto dalla compagna di Matteo Salvini. E si “aggirano i vincoli di spending review” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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RadioRai, Annalisa Chirico nella bufera. Il Comitato di redazione: “Militante per il Sì al Referendum”
Una vicenda “preoccupante” che segna “l’ennesimo grave episodio” in una Rai che “sta diventando una sorta di Radio del regime di tele Meloni”. È l’accusa dei parlamentari del Pd della Commissione di Vigilanza Rai nei confronti dei “comportamenti” di Annalisa Chirico. E ora i dem – come anche il Comitato di redazione del Giornale Radio Rai – ne chiedono conto al direttore di Radio Rai 1, l’emittente che trasmette Ping Pong, la trasmissione della giornalista. Le viene concesso, sostiene il Pd, di “esprimere opinioni politiche, sul referendum, ergendosi a rappresentante della destra di governo, piuttosto che giornalista e conduttrice radiofonica imparziale e democratica”. Sulla vicenda – bollata come “doppiopesismo” da Fratelli d’Italia – è intervenuto anche il Comitato di redazione del Giornale Radio Rai. Con un documento approvato a maggioranza, il Cdr rimarca che il caso di Chirico e del suo programma è “diventato lo specchio delle ipocrisie a cui la Rai sottopone i suoi dipendenti”. Il “monitoraggio ossessivo dei tempi per il Sì e per il No al referendum” e l’attenzione “all’equidistanza che tutti i colleghi applicano nei propri programmi, che si tratti di politica, cronaca o esteri” valgono per tutti “tranne” che per Chirico: “A lei è concesso dire in onda che voterà Sì al referendum, andare ospite in programmi d’informazione a difendere il fronte del Sì. È concesso, più in generale, essere una militante più che una giornalista che collabora con la testata radiofonica del Servizio Pubblico”. Ospite dell’ultima puntata di Piazzapulita, aveva ad esempio detto: “Separando le carriere, creiamo due Csm separati, così evitiamo le commistioni, i condizionamenti, che questi magistrati vadano alle stesse feste di compleanno o che si prendano il caffè insieme”. Il Cdr rinfaccia alla direzione la possibilità per la giornalista di “prendere posizione, sbilanciarsi a favore dell’uno o dell’altro, non rispettare la completezza dell’informazione”. È successo, sottolineano, “anche venerdì quando la puntata sul caso della famiglia del bosco è diventato un florilegio di qualunquismo e opinionismo da quattro soldi”. Quindi la richiesta: “Chiediamo al direttore di intervenire a tutela dei colleghi e del lavoro che da anni Radio Uno porta avanti con serietà”. Una posizione dalla quale si è dissociata la giornalista Maurelia Carafa: “Senza entrare nel dettaglio dei nomi, anche giornalisti dipendenti della Rai, risulta stiano facendo altrettanto, sostenendo le ragioni del No. Per quanto riguarda la conduzione di Ping Pong e i suoi contenuti non risulta a tutt’oggi alcun intervento dell’Agcom”. Analisi simile a quella dei componenti di FdI in Commissione Vigilanza Rai, secondo i quali si tratta di un “polemica strumentale e campata in aria” della sinistra: “Non risulta, infatti, che dalle opposizioni si sia levata alcuna voce critica quando ben altri giornalisti Rai e conduttori anche di programma di punta, non quindi semplici collaboratori esterni, abbiano espresso le proprie posizioni a favore del No al referendum. Senza contare quando questi hanno addirittura partecipato ad iniziative in tal senso. Tutti in ossequioso silenzio”. È, sostengono, “il solito doppiopesismo di questa sinistra che interpreta a seconda delle proprie convenienze le libertà e i diritti. Peraltro, non risulta a carico della trasmissione condotta dalla stessa Chirico alcun rilievo dell’Agcom”. L'articolo RadioRai, Annalisa Chirico nella bufera. Il Comitato di redazione: “Militante per il Sì al Referendum” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Ho paura della depressione, mi aiuto con ipnosi, meditazione e tisana al tiglio. In Rai perché sono di destra? Rido”: così Nicola Savino
“Lavoro in Rai perché di destra? Mi fa ridere”. Nicola Savino gongola ancora per gli ascolti del suo DopoFestival e si racconta a cuore aperto in una lunga intervista al Corriere della Sera, tra lavoro e vita privata. Così, aneddoti e curiosità s’intrecciano in maniera inaspettata, dai grandi incontri che gli hanno cambiato la carriera (a cominciare da quello con Linus, con cui sta per festeggiare i trent’anni di sodalizio), alla paura di cadere in depressione, passando per un desiderio: trasformare in fidanzamento “il flirt con la Rai”. NICOLA SAVINO E IL FUTURO IN RAI Ha lavorato per Rai, Sky e Mediaset, da trent’anni è tra le voci di Radio Deejay ma c’è un successo che avrebbe voluto che i suoi genitori, scomparsi più di dieci anni fa, vedessero: la discesa dalla scalinata di Sanremo: “È qualcosa di cui non ringrazierò mai abbastanza Carlo Conti”, confessa Nicola Savino, che definisce l’esperienza a Sanremo 2026 “roba forte”, forse perché l’ha vissuto “con consapevolezza amplificata”. Al Festival però non ci tornerebbe da direttore artistico – “No, bisogna essere più giovani. Con la mia ansia già ora mi sveglio alle 4 del mattino sei giorni su sette”, ammette – ed è contento per Stefano De Martino: “L’ho visto all’opera ad Affari tuoi ed è bravissimo, un vero disc jockey: annusa l’aria, cerca di capire chi può coinvolgere”. Quanto al futuro e al prossimo programma, per ora non ci sono progetti ma, confessa, “vorrei che il flirt con la Rai si trasformasse in un fidanzamento in casa”. E a domanda diretta “lavora in Rai perché è di destra?”, risponde senza mezzi termini: “Mi fa ridere. No. Qualche giorno fa Aldo Grasso da Fazio ha detto che per fare questo mestiere ci vogliono passione e competenza. Penso di averle entrambe. Comunque, nessuno si chiedeva cosa votassero Baudo o Corrado”. LA SCOMPARSA DEI GENITORI E LA PAURA DELLA DEPRESSIONE Poi Savino apre il cassetto dei ricordi e della malinconia parlando dei genitori, scomparsi a distanza di un anno, nel 2013 e nel 2014, e in quella circostanza la fede è stata “zattera del naufragio”. Dal padre, ingegnere dell’Eni e dalla madre farmacista dice di aver ereditato “l’etica del lavoro, arrivare primi, uscire ultimi. Lui faceva tante trasferte all’estero, lei una settimana al mese il turno di notte. L’ambizione credo mi arrivi da papà”. In diverse occasioni ha raccontato che il padre soffriva di depressione e, avendola conosciuta da vicino, la teme: “Ma cerco di aiutarmi con l’ipnosi, la meditazione, l’agopuntura, la tisana al tiglio. Mai psicofarmaci”. I TRENT’ANNI CON LINUS E I 27 CON LA MOGLIE MANUELA Ne ha fatta di strada il bambino che imitava Gigi Sabani: a settembre, infatti, Nicola Savino festeggerà la trentesima stagione di DeeJay Chiama Italia. “C’è un’alchimia rara. Non lo considero come il mio capo, ma un fratello maggiore”, precisa. La vendita del Gruppo Repubblica non lo spaventa (“perché chi l’acquista fa l’editore di mestiere. E poi perché Radio Deejay è in buona salute, un ottimo investimento che rende”), mentre rispetto ad un ipotetico addio di Linus, non ha un piano B. “Di sicuro mi prendo due mesi di vacanza fuori stagione! Io e Manu amiamo viaggiare”, dice riferendosi alla moglie, Emanuela Suma, cui è legato da 27 anni e con cui ha avuto la figlia Matilda, che oggi ha vent’anni. “Sulle uscite, mi salva la geolocalizzazione: se per le 6 non è tornata a casa, so dove cercarla”, rivela ironico (ma non troppo). Poi ammette che nonostante gli investimenti nel mattone, continuano a vivere in affitto: “Così io e Manu non cadiamo nella routine e ogni tot traslochiamo. È poco italiano e molto internazionale. Ma forse spiega perché stiamo insieme da 27 anni”. L'articolo “Ho paura della depressione, mi aiuto con ipnosi, meditazione e tisana al tiglio. In Rai perché sono di destra? Rido”: così Nicola Savino proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Massimiliano Caiazzo aveva altri impegni e un look troppo diverso”: Rosa Ricci ritrova Carmine Di Salvo nel finale di Mare Fuori 6 ma la scena spiazza i fan
Il finale di stagione di Mare Fuori 6 ha regalato ai fan della serie tv uno dei momenti più attesi: il nuovo incontro tra Rosa Ricci e Carmine Di Salvo dopo anni di distanza. Nell’ultimo episodio Rosa entra nel luogo che rappresenta il nuovo inizio di Carmine: il negozio da barbiere che lui ha sempre sognato di aprire. È lì che lo ritrova, tra specchi e poltrone del salone. Il locale diventa il simbolo di una vita diversa, costruita lontano dalla violenza e dalle dinamiche criminali che hanno segnato il passato dei due personaggi, Ma la scena ha fatto discutere molti spettatori: nel momento dell’incontro, infatti, Carmine appare solo di spalle e a interpretarlo non è Massimiliano Caiazzo, bensì una controfigura. Ma perché Caiazzo non è tornato sul set? Dietro la sua assenza non ci sarebbe stata una scelta degli autori. Secondo Fanpage, il tentativo di riportare Massimiliano Caiazzo sul set per un ultimo saluto al personaggio era stato fatto, ma non è stato possibile organizzare le riprese. “La produzione lo aveva contattato, ma aveva altri impegni e un look troppo diverso”, spiegano. In quel periodo Caiazzo era infatti impegnato sul set del biopic dedicato a Pino Daniele, un ruolo che ha comportato una trasformazione fisica significativa: nuovo taglio di capelli e circa venti chili in più, cambiamenti difficili da conciliare con l’aspetto fisico del personaggio di Carmine. LA SOLUZIONE DELLA CONTROFIGURA Per non rinunciare alla scena simbolica dell’atteso incontro con Maria Esposito, la produzione ha quindi scelto una soluzione narrativa: mostrare Carmine solo di spalle e affidare la parte a una controfigura. Una versione confermata anche dallo sceneggiatore Maurizio Careddu, che ha spiegato: “Ci sarebbe piaciuto rivederli insieme un’ultima volta per chiudere la loro evoluzione in modo perfetto. Purtroppo Massimiliano aveva altri impegni e, soprattutto, un look diverso. Ci siamo dovuti accontentare della controfigura”. Una scelta che ha comunque permesso alla serie di chiudere simbolicamente la storia tra Rosa e Carmine, anche se senza il volto dell’attore che per anni ha interpretato il personaggio. L'articolo “Massimiliano Caiazzo aveva altri impegni e un look troppo diverso”: Rosa Ricci ritrova Carmine Di Salvo nel finale di Mare Fuori 6 ma la scena spiazza i fan proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Polemiche sul contratto in Rai da social media manager per la figlia del marito di Tommaso Cerno. Lui: “Fake news contro di me”. Viale Mazzini smentisce
Continua a far discutere l’ascesa di Tommaso Cerno a Viale Mazzini. Il direttore de “Il Giornale“, dopo la presenza nel cast fisso di “Domenica In“, ha debuttato lunedì 9 marzo alla conduzione di “Due di picche“, una striscia informativa dalla durata di tre o quattro minuti in onda alle ore quattordici, in una collocazione blindata tra il “Tg2” e “Ore 14” di Milo Infante. Nelle ultime ore, in una clima già rovente, si è aggiunto un altro tassello al puzzle delle polemiche: il ruolo di Giada Balloch, figlia di Stefano, consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Friuli Venezia Giulia e marito di Cerno, matrimonio celebrato nel 2022 dopo una lunga convivenza. Giada sarebbe stata arruolata come social media manager a “Domenica In” da sette mesi, esattamente dall’inizio dell’avventura del patrigno nel contenitore domenicale. Notizia rilanciata dalla pagina Instagram “Boicotterai“, confermata dalla stessa Balloch che sul suo profilo Linkedin ha descritto così il suo ruolo: “Implementazione della strategia, creazione e gestione dei contenuti digitali relative alla partecipazione di Tommaso Cerno al programma tv Domenica In (Rai 1). Distribuzione del segmento televisivo attraverso i canali social ufficiali” del giornalista. Incarico ad personam. “L’ultima fake news contro di me è contro Due di picche. Balle spaziali. Giada non ha nessun contratto con la Rai. Ricordavo una Repubblica che verificava le notizie. Ma era tanto tempo fa”, ha scritto Tommaso Cerno su X. Notizia smentita poco dopo anche dalla Rai con una nota stampa: “Rai smentisce categoricamente la notizia secondo la quale la signora Giada Balloch, figlia del marito di Tommaso Cerno, abbia contratti di collaborazione con la Direzione Intrattenimento Day Time e con qualsiasi altra direzione Rai”. La striscia informativa, già discussa ancora prima della messa in onda, ha un costo complessivo svelato dal Fatto Quotidiano di circa 850 mila euro. Nel dettaglio ogni puntata, pur durando solo 3-4 minuti, costa 11 mila euro, di cui 3 mila finiscono al giornalista che da qui a fine stagione incasserà in totale 200 mila euro. Le prime puntate di “Due di picche“, pur andando in onda in una collocazione blindata, hanno ottenuto una media tra il 5-6% di share, numeri non entusiasmanti considerata la breve durata e la curva auditel. In pochi secondi, pur ricevendo in dote dal notiziario diretto da Antonio Preziosi un buon traino, la trasmissione perde circa 200 mila spettatori e il 2% di share, risalendo a sorpresa con la conclusione e la messa in onda della pubblicità. L'articolo Polemiche sul contratto in Rai da social media manager per la figlia del marito di Tommaso Cerno. Lui: “Fake news contro di me”. Viale Mazzini smentisce proviene da Il Fatto Quotidiano.
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