Tag - Canarie

Sara Carbonero ricoverata e operata d’urgenza a Lanzarote dopo un malore: è in terapia intensiva. Ecco come sta l’ex moglie di Casillas
“Le ultime ore del 2025 e le prime del 2026 non avrebbero potuto essere migliori”. Così Sara Carbonero aveva salutato l’arrivo del nuovo anno in un post sui social, pubblicato da Lanzarote, dove stava trascorrendo alcuni giorni di vacanza con il compagno e un gruppo di amici. Poche ore dopo, però, quel clima di serenità si è interrotto bruscamente: la giornalista e conduttrice spagnola è stata colpita da un malore improvviso ed è stata ricoverata e operata d’urgenza. Carbonero, 41 anni, si trova quindi dal 2 gennaio in un ospedale di Lanzarote, alle Canarie: secondo quanto riportato da diversi media spagnoli, in particolare ¡Hola! ed El Economista, l’ex moglie del portiere Iker Casillas è arrivata in ospedale accusando forti dolori addominali. Le sue condizioni hanno reso necessario un ricovero immediato e, a distanza di poche ore, un intervento chirurgico d’urgenza, riuscito con esito positivo. Attualmente è ricoverata in Unità di Terapia Intensiva, dove viene monitorata dall’équipe medica. Dallo staff e dall’entourage della giornalista filtra però un messaggio rassicurante: Carbonero è “sveglia e vigile”, le sue condizioni non sarebbero considerate gravi e, salvo complicazioni, potrebbe essere dimessa già nelle prossime ore. Proprio per questo, spiegano fonti vicine alla famiglia, non si renderebbe necessario un trasferimento in elicottero verso la Spagna continentale. Al momento non è stato diffuso alcun bollettino medico ufficiale con la diagnosi o le cause precise che hanno portato all’intervento. L’entourage della conduttrice ha chiesto espressamente rispetto, prudenza e cautela, invitando a evitare speculazioni sul suo stato di salute fino a comunicazioni ufficiali dei medici. Accanto a lei, fin dal momento del ricovero, sono rimasti il compagno José Luis “Jota” Cabrera e l’amica e collega Isabel Jiménez, che l’hanno accompagnata in ospedale e non l’hanno mai lasciata sola. Anche l’ex marito Iker Casillas è stato informato tempestivamente di quanto accaduto e, secondo le ricostruzioni, sta mantenendo contatti diretti con le persone che si trovano con lei a Lanzarote. Sara Carbonero è una delle figure più note del giornalismo spagnolo, diventata celebre a livello internazionale durante i Mondiali di calcio del 2010 e per la lunga relazione con Casillas, da cui ha avuto due figli. Negli ultimi anni la sua vita è stata segnata anche da seri problemi di salute: nel 2019 le era stato diagnosticato un tumore ovarico, affrontato con un percorso di cure e interventi, e tre anni dopo aveva vissuto una recidiva, raccontata pubblicamente. L'articolo Sara Carbonero ricoverata e operata d’urgenza a Lanzarote dopo un malore: è in terapia intensiva. Ecco come sta l’ex moglie di Casillas proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trending News
Canarie
Va in vacanza a Fuerteventura e muore per un malore. Era stata dimessa due volte dall’ospedale
Doveva essere un viaggio di piacere quello di Letizia Ciampi, originaria di Firenze, in vacanza alle Canarie durante le festività. È terminato, invece, in tragedia perché la donna – 47enne – è stata trovata morta la mattina di venerdì 2 gennaio nella camera del bed&breakfast di Fuerteventura dove alloggiava. Le circostanze della morte sono ancora da chiarire, ma da giorni la donna lamentava forti dolori al petto e una difficoltà respiratorie. Come riporta il quotidiano La Nazione, Ciampi era atterrata sull’isola il 31 dicembre ed era partita da Pisa per raggiungere un suo amico. Due suoi amici, Patrizia e Davide, hanno fornito informazioni sull’accaduto. Atterrata in Spagna, la donna si era recata anche in un pronto soccorso locale, dove è stata dimessa dopo alcuni accertamenti dai medici, che le avrebbero diagnosticato un “accumulo di stress” oltre a consigliarle dei controlli ai polmoni una volta rientrata in Italia. Le condizioni della donna non sarebbero però migliorate una volta ritornata in hotel. Sempre la sera del 31, dopo aver rifiutato l’invito a festeggiare il nuovo anno dell’amico, Ciampi ha richiamato l’ambulanza per farsi ricoverare. Ritornata in ospedale, avrebbe ricevuto la stessa diagnosi e sarebbe stata ancora una volta dimessa. Ritornata in camera, racconta Davide, “avrebbe contattato una persona di riferimento per avvisarla delle sue condizioni, poi si sarebbe messa a letto”. Quel contatto sarebbe stata l’ultima notizia diretta fornita dalla 47enne. Il giorno successivo, l’amico presente con lei avrebbe passato l’intera giornata provando a mettersi in contatto con il proprietario dell’appartamento (di cui non aveva nessuna informazione). Una volta rintracciato, il 2 gennaio, l’uomo sarebbe entrato in camera insieme al proprietario e ai vigili del fuoco. Qui è stato scoperto il cadavere della donna, in posizione fetale e con alcune gocce di sangue sul lenzuolo. Letizia racconta alla Nazione che “i medici hanno detto che si è trattato di edema polmonare”, ma per avere notizie più precise si attende l’autopsia del 5 gennaio. La donna è stata descritta come una persona molto attiva, piena di vita e spesso in viaggio. Agente di commercio e impegnata politicamente, a Firenze era molto conosciuta. La madre, che abita a Reggello, straziata dal dolore ha commentato: “Avevo solo lei, eravamo noi due. Non so come andare avanti”. L'articolo Va in vacanza a Fuerteventura e muore per un malore. Era stata dimessa due volte dall’ospedale proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Firenze
Canarie
Fuerteventura
Una pandemia invisibile minaccia i ricci di mare e i reef globali: scheletri bianchi dalle Canarie fino all’Oceano Indiano
Negli ultimi quattro anni, una pandemia invisibile sta decimando i ricci di mare in vaste regioni del pianeta. Dai Caraibi al Mar Rosso, fino all’Oceano Indiano, alcuni dei più importanti ingegneri degli ecosistemi marini stanno scomparendo nel giro di poche ore, trasformando fondali un tempo dominati dai coralli in distese di scheletri bianchi e alghe invasive. La nuova ondata registrata alle Canarie tra il 2022 e il 2023 rappresenta una tappa critica di questa crisi globale, con caratteristiche ancora in parte misteriose. I ricci del genere Diadema svolgono un ruolo essenziale nel mantenere in equilibrio gli ecosistemi costieri: brucano le alghe, impediscono che soffochino i coralli, sostengono la biodiversità e regolano l’intero funzionamento del reef. Ma quando un patogeno li colpisce, l’effetto è immediato e devastante. Lo mostrano i dati raccolti da Iván Cano e colleghi, pubblicati su Frontiers in Marine Science. Tra l’estate 2022 e il 2023, Diadema africanum ha cominciato a morire in massa sulle coste delle isole occidentali dell’arcipelago delle Canarie, per poi essere colpito su tutte le sette isole principali. Gli animali smettevano di muoversi, perdevano le spine e la carne, fino a ridursi in pochi giorni a gusci vuoti. Le analisi condotte su 76 siti indicano che l’abbondanza attuale di D. africanum è “ai minimi storici”, con popolazioni prossime all’estinzione locale: rispetto al 2021, il calo è stato del 74% a La Palma e del 99,7% a Tenerife. Ancora più preoccupante è il crollo della riproduzione: sulle coste orientali di Tenerife, le trappole per larve hanno raccolto quantità “trascurabili”, e nelle zone di insediamento non è stato trovato alcun giovane riccio. In pratica, la popolazione non sta rimpiazzando le perdite. Il quadro che emerge, però, non riguarda soltanto le Canarie. Gli autori sottolineano che eventi simili sono stati osservati “approssimativamente nello stesso periodo” nei Caraibi, nel Mediterraneo, nel Mar Rosso, nel Mare di Oman e nell’Oceano Indiano occidentale. A differenza del caso canario — dove il patogeno non è ancora identificato — altri studi hanno dimostrato che la pandemia in corso in queste regioni è causata da uno scuticociliata parassita del genere Philaster, capace di uccidere oltre il 90% degli individui colpiti. È lo stesso agente responsabile delle morti nel Mar dei Caraibi nel 2022 e delle più recenti morie nel Mar Rosso e a Réunion, come dimostrato dalle ricerche del team dell’Università di Tel Aviv, pubblicate su Ecology e Current Biology. Ciò che accomuna queste crisi è la rapidità dei focolai: spesso, in meno di 48 ore, intere popolazioni si trasformano in carcasse fragili sbriciolate dai predatori. Le cause ambientali — tempeste, ondate anomale, cambiamenti nella temperatura dell’acqua — potrebbero agire come fattori scatenanti, ma nel caso delle Canarie la natura dell’agente rimane aperta. Precedenti eventi nell’arcipelago erano stati associati ad amebe come Neoparamoeba branchiphila, mentre altrove i responsabili sono ciliati. Senza un’analisi genetica, non è possibile stabilire se la moria canaria sia parte della stessa pandemia globale. Il risultato, però, è già visibile: la scomparsa di un regolatore ecologico cruciale apre la strada all’espansione delle alghe, altera la struttura del reef e può avviare una trasformazione irreversibile degli ecosistemi costieri. Per gli scienziati, la priorità ora è duplice: chiarire la natura del patogeno alle Canarie e monitorare in tempo reale la diffusione delle morie nel resto del mondo. In mancanza di interventi tempestivi — e non esistendo alcuna cura per i ricci infetti — interi tratti di fondale potrebbero cambiare volto per generazioni. Il team di Tel Aviv guidato da Bronstein ha sviluppato una nuova tecnologia di campionamento genetico subacqueo. La tecnologia — un kit simile a un test COVID per uso subacqueo — consente di prelevare campioni genetici dagli animali senza danneggiarli e senza rimuoverli dal mare. Il metodo ha già permesso raccolte su larga scala in Eilat, Gibuti e Réunion, offrendo uno strumento cruciale per monitorare l’epidemia in tempo reale. Nella ricerca pubblicata su Ecology, Bronstein e colleghi dimostrano geneticamente che lo stesso patogeno individuato nel Mar Rosso e nei Caraibi è responsabile della mortalità registrata nell’Oceano Indiano, in particolare a Réunion. Il team definisce la situazione “un’estrema pandemia globale”, con mortalità superiori al 90% in regioni critiche per le barriere coralline. Al momento non ci sono prove della presenza del patogeno tra i ricci dell’Oceano Pacifico, ma sono in corso indagini specifiche. Lo studio su Current Biology ricostruisce in dettaglio la progressione dell’epidemia nel Mar Rosso. Qui, l’agente patogeno ha sterminato intere popolazioni di Diadema setosum in meno di 48 ore, trasformando gli individui in “scheletri privi di tessuti e spine”, spesso divorati dai predatori prima della morte. Le due specie un tempo dominanti nel Golfo di Aqaba “sono oggi praticamente scomparse”. Un elemento chiave è la possibile diffusione tramite il trasporto marittimo. I ricercatori hanno documentato la propagazione del patogeno lungo rotte commerciali, con un caso emblematico: il primo focolaio nel Sinai è apparso nel porto di Nuweiba, dove attracca il traghetto da Aqaba, già colpita dall’epidemia. Due settimane dopo, la malattia è stata rilevata a Dahab, 70 chilometri più a sud. Poco tempo dopo, come previsto dal gruppo, la pandemia è comparsa anche in Africa occidentale, lungo le stesse rotte navali tra Caraibi, Mediterraneo e Mar Rosso. La pandemia ha ormai colpito Caraibi, Mar Rosso, Golfo di Aqaba, Mediterraneo orientale, Isole Canarie, Madeira, Oceano Indiano. Per ora, il Pacifico sembra essere l’unico grande bacino risparmiato, ma non ci sono garanzie che la situazione duri. Le conseguenze ecologiche potrebbero essere enormi. In molte regioni, come ricordano tutti gli studi, i ricci del genere Diadema sono “i giardinieri dei reef”, gli unici in grado di controllare la crescita delle alghe e permettere ai coralli di sopravvivere. La loro scomparsa può innescare un collasso simile a quello dei Caraibi del 1983, dove un evento di mortalità trasformò interi reef in campi di alghe — un cambiamento ancora irreversibile dopo quarant’anni. Non esistono cure o vaccini. I ricercatori stanno lavorando su due fronti: prevenzione della diffusione tramite controlli sulle rotte marittime e creazione di nuclei isolati di allevamento in strutture completamente scollegate dal mare, come quello istituito di recente presso l’Aquarium di Gerusalemme. Il quadro che emerge dai cinque studi è quello di una pandemia veloce, aggressiva e ancora poco compresa, che rappresenta una minaccia senza precedenti per le barriere coralline globali. Mentre la scienza sviluppa nuovi strumenti diagnostici e modelli ecologici, la domanda cruciale resta aperta: capire perché la pandemia è esplosa ora — e come impedirne l’arrivo nel Pacifico, dove si trovano gli ecosistemi corallini più vitali del pianeta. Foto: Università di Tel Aviv e Jean-Pascal Quod L'articolo Una pandemia invisibile minaccia i ricci di mare e i reef globali: scheletri bianchi dalle Canarie fino all’Oceano Indiano proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ambiente
Scienza
Canarie
Oceano Indiano