Disavventura per Emanuel Perathoner, campione paralimpico nello snowboard cross
e nel banked slalom a Milano Cortina 2026, che su Instagram ha denunciato il
furto di due tavole. “Venerdì 13 marzo, durante la premiazione della gara di
Banked Slalom alle Paralimpiadi a Cortina, nell’impianto Socrepes, qualcuno ha
rubato due delle mie tavole Apex (colore grigio e nero) con attacchi Union
modello Atlas FC – scrive – Le tavole sono riconoscibili perché hanno un numero
di serie, mentre gli attacchi sono pezzi molto rari: uno grigio e viola
(edizione limitata) e l’altro giallo e nero (uno di soli due esemplari esistenti
al mondo). Se qualcuno le ha viste o ha qualsiasi informazione, vi prego di
contattarmi”.
Si tratta di snowboard particolarmente sofisticati e costosi che montano
attacchi rari. Doppio oro e doppio furto per Perathoner, che alle Paralimpiadi
era stato il primo a conquistare un oro per l’Italia, poi ne aveva vinto un
altro nella giornata dei record azzurri.
L'articolo Derubato di due tavole da snowboard mentre riceve l’oro vinto:
disavventura per il campione paralimpico Perathoner proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Paralimpiadi
Straordinario Giacomo Bertagnolli. L’atleta italiano, con la guida Andrea
Ravelli, ha conquistato la medaglia d’oro nello slalom paralimpico di Cortina
d’Ampezzo. Per l’azzurro è il quinto podio in cinque gare in queste Paralimpiadi
di Milano–Cortina 2026, ma è soprattutto il secondo oro vinto. Sale a 13 il
conto delle sue medaglie paralimpiche in carriera. Per l’Italia è il 16esimo
podio: gli azzurri continuano a migliorarsi.
“Cinque su cinque: è un miracolo. Questa è la più bella, la più combattuta e
quella a cui tenevamo di più”. Così – emozionatissimo – Giacomo Bertagnolli
commenta la vittoria nella medaglia d’oro nello slalom ipovedenti. “Per me è un
nuovo record, sono a 13 medaglie su 15 gare totali ai Giochi Paralimpici. Con 6
ori ho battuto un altro record, sono contento e non posso dire nient’altro”, ha
aggiunto l’atleta azzurro. Soddisfatto anche la guida Andrea Ravelli: “Questa è
stata la medaglia più consapevole, nella seconda manche l’ho vista diverso. Non
ha mai fatto una prova mentalmente così come oggi in questa seconda manche”.
L'articolo Immenso Bertagnolli: vince il suo secondo oro nello slalom
ipovedenti. “È un miracolo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Jacopo Luchini ha vinto la medaglia d’oro nella gara di snowboard banked slalom
SB-UL alle Paralimpiadi di Milano Cortina. Per l’Italia è il quarto oro a questa
edizione delle Paralimpiadi invernali, nuovo record assoluto per i colori
azzurri. . Il totale delle medaglie italiane a Milano Cortina sale così a quota
11.
Luchini, 35enne di Montemurlo, ha trionfato battendo i due cinesi Pengyao Wang e
Zihao Jiang, grazie soprattutto a una grande prima manche, che gli ha permesso
di guadagnare il vantaggio cronometrico poi difeso nella seconda discesa. Dopo
le 8 medaglie iridate (tra cui due ori), alla terza partecipazione ai Giochi è
arrivata anche la prima medaglia paralimpica, subito del metallo più prezioso.
Luchini, nato senza la mano sinistra a causa di un’aplasia, ha alle spalle già
un decennio di carriera e di successi sulla tavola. Non solo in ambito
competitivo. Nel 2021 è diventato ufficialmente allenatore nazionale di primo
livello nello snowboard, primo italiano con disabilità a riuscirci. Nella sua
stessa gara, ha chiuso invece al nono posto l’altro italiano, Paolo Priolo.
L'articolo Paralimpiadi, Luchini e Perathoner da sballo: doppio oro nello
snowboard e nuovo record per l’Italia proviene da Il Fatto Quotidiano.
Chiara Mazzel è una delle grandi protagoniste delle Paralimpiadi di
Milano–Cortina. L’azzurra dello sci alpino ha conquistato quattro medaglie nella
rassegna paralimpica: oro nel SuperG femminile vision impaired, argento nella
discesa libera, argento nella combinata e argento nel gigante. L’ultimo podio è
arrivato oggi proprio nel gigante femminile vision impaired, dove ha chiuso
seconda alle spalle dell’austriaca Veronika Aigner, regalando all’Italia la
decima medaglia alle Paralimpiadi 2026. Mazzel, insomma, sta realizzando
un’impresa. Il successo nel SuperG, ottenuto lunedì 9 marzo, ha riportato
l’Italia sul gradino più alto del podio nello sci alpino femminile paralimpico
dopo vent’anni: l’ultima volta era accaduto a Torino 2006 con Silvia Parente.
LA DIAGNOSI E GLI ANNI DI ISOLAMENTO
La storia sportiva di Mazzel parte da un episodio avvenuto nel 2014, quando
aveva 17 anni. Un giorno, mentre era in motorino, si accorse di non vedere più
bene e di essere sul punto di investire dei pedoni. Nel giro di pochi mesi la
situazione peggiorò rapidamente: le venne diagnosticato un glaucoma fulminante
che le tolse completamente la vista dall’occhio sinistro e la rese quasi cieca
dal destro. La malattia era presente da tempo ma non era stata riconosciuta,
anche a causa della giovane età. Dopo la diagnosi Mazzel si chiuse in casa per
due anni, bloccata dalla paura e dal cambiamento improvviso della sua
condizione.
L’INCONTRO CON LO SCI PARALIMPICO
La svolta arrivò con le Paralimpiadi di Pyeongchang 2018. Seguendo le gare e
ascoltando le imprese di Giacomo Bertagnolli, Mazzel capì che era possibile
tornare a sciare anche con una disabilità visiva, grazie alla presenza di una
guida. Da quel momento lo sci è diventato il centro della sua attività sportiva,
soprattutto una forma di libertà. La consapevolezza di poter competere a livello
internazionale è arrivata quando ha accettato la propria disabilità, passaggio
che ha segnato l’inizio della sua crescita agonistica.
I MONDIALI E L’INFORTUNIO DEL 2023
Nel percorso di Mazzel non sono mancati però nuovi ostacoli. Dopo tre medaglie
d’oro conquistate ai Mondiali di Espot nel 2023, un grave infortunio ha
interrotto la sua stagione: la rottura del crociato e dei menischi del ginocchio
sinistro. La 29enne di Cavalese ha pensato anche di smettere, ma poi ha scelto
di continuare a gareggiare. Il recupero è stato lungo e impegnativo, fino al
ritorno in pista che l’ha portata ai Giochi di Milano–Cortina, dove è stata
anche scelta come portabandiera della delegazione azzurra.
SPORT E INTERESSI FUORI DALLE PISTE
Accanto allo sci, Mazzel coltiva diversi interessi. Tra gli hobby ci sono la
musica – suona il corno francese – la lettura, la scrittura e la pittura.
Pratica anche il running e ha affrontato il trekking fino al campo base
dell’Everest. Gli anni trascorsi chiusa in casa sono lontani, ora l motto che
ripete spesso riassume il percorso compiuto: “Andare avanti senza fermarsi”. Ai
Giochi di Milano-Cortina lo ha fatto con quattro medaglie, risultato che la
colloca tra le atlete italiane più vincenti di sempre alle Paralimpiadi.
L'articolo “Andare avanti senza fermarsi”: chi è Chiara Mazzel, l’azzurra delle
4 medaglie alle Paralimpiadi di Milano-Cortina proviene da Il Fatto Quotidiano.
Si smontano le opere installate per la cerimonia inaugurale delle Paralimpiadi
all’Arena di Verona e mentre la città torna alla viabilità ordinaria si possono
fare i conti con la decantata “accessibilità” che ha accompagnato l’evento. L’ex
governatore del Veneto, Luca Zaia, ha declamato il lascito delle Olimpiadi: “Un
monumento simbolo, grazie a un investimento di oltre 20 milioni di euro è stato
reso pienamente accessibile con interventi mirati di abbattimento delle barriere
architettoniche”. L’amministratore leghista si riferisce, evidentemente, alle
intenzioni virtuose di un progetto che non è stato ancora portato a termine,
nonostante le Olimpiadi e le Paralimpiadi Milano Cortina 2026 si siano
rispettivamente chiuse e presentate al mondo proprio nell’anfiteatro romano.
L’Arena riflette le contraddizioni dei Giochi e le promesse non mantenute in
tempo per le cerimonie. “Sono state installate rampe dedicate, adeguati i
servizi igienici, predisposti spazi per la sosta e la movimentazione degli
atleti, riorganizzati posti a sedere per il pubblico con ridotta mobilità”, ha
aggiunto Zaia. Ma basta seguire i lavori in svolgimento per verificare come la
maggior parte degli interventi siano già stati rimossi, visto che interessavano
solo la cerimonia di apertura, senza essere destinati a diventare definitivi. Si
tratta, ad esempio, dei passaggi per superare il dislivello del “vallo” che
conduce in Arena o dei tappeti speciali stesi tutt’attorno al monumento, per
coprire la pavimentazione sconnessa.
In realtà l’appalto da oltre 20 milioni di euro in buona parte non è concluso.
Sono stati realizzati i nuovi servizi igienici interni, con una spesa di 1,6
milioni di euro, mentre circa un milione e settecento mila euro è servito per i
percorsi pedonali per arrivare in Piazza Bra. La parte maggiore è stata
rimandata a dopo le Olimpiadi. Si tratta della sistemazione interna e della
costruzione di un ascensore che consenta di salire a un punto panoramico,
all’Arcovolo 65, finora proibito per chi si muove con una carrozzina o ha
problemi di deambulazione. Sul tema ha insistito l’architetto Fabio Massimo
Saldini, commissario straordinario della società pubblica Infrastrutture Milano
Cortina (Simico): “L’accessibilità che stiamo realizzando non è temporanea, né
legata all’evento sportivo: è un investimento strutturale sul territorio e sulla
qualità della vita delle comunità che lo abitano”. Simico ha spiegato: “Sono
stati rinnovati oltre 2 km di percorsi di accesso, con marciapiedi
riqualificati, piste ciclabili separate, pendenze controllate, nuove banchine
bus… all’interno del monumento sono state installate rampe modulari con pendenze
comprese tra il 4% e l’8%, dimensionate per consentire il passaggio affiancato
di due sedie a rotelle…”.
A fare da contraltare a questo racconto è l‘attivista Antonino Russo, ex
presidente di Fish Veneto, la Federazione Italiana Superamento Handicap che
alcuni mesi fa ha già raccontato al fattoquotidiano.it le lacune più vistose.
“Le Olimpiadi sono un’occasione tremendamente mancata, non è stato fatto nulla
per rendere la città veramente accessibile. Noi ci eravamo illusi quando nel
2019 arrivò la notizia che l‘Arena avrebbe subito interventi strutturali. E
pensare che il tempo per agire anche su tutto il contorno cittadino ci sarebbe
stato. Molte associazioni avevano chiesto al sindaco di aprire dei tavoli per
discutere gli aspetti della programmazione”. Che cosa non funziona? “Finita
l’inaugurazione per l’accesso in carrozzina in Arena c’è solo una rampa posta
sul retro dell’anfiteatro, mentre quelle sul davanti erano provvisorie, come è
accaduto anche al Palazzo della Gran Guardia. La stessa considerazione vale per
i tappeti stesi attorno alla struttura per la cerimonia di apertura delle
Paralimpiadi. Ma anche la parziale accessibilità consentita dall’adozione di un
ascensore è discutibile perché la salita all’ultimo anello è affidata, come si
legge nella delibera di giunta n° 91 del 6 febbraio scorso, ad un servo scala
che, come è noto a tutti coloro che hanno dimestichezza con le questioni di
accessibilità, sono lenti e soggetti a frequenti malfunzionamenti specie se
esposti all’azione degli agenti atmosferici. In occasione di una manifestazione
fieristica a Vicenza trascorsi più di un’ora intrappolato in uno dei servoscala
a servizio dei diversi saliscendi per effetto di un microswitch di sicurezza che
aveva bloccato la macchina. Immaginiamo quale potrà essere l’affidabilità di una
macchina sottoposta alle intemperie e a carichi massivi quotidiani”.
Oltre ai ritardi, il dato più critico riguarda i percorsi per arrivare dalla
stazione ferroviaria a Piazza Bra. Lungo il larghissimo Corso di Porta Nuova
sono state realizzate isole di transito per facilitare l’accesso ai parcheggi
auto e alle fermate del trasporto pubblico locale, con una pista ciclabile da
una parte e il traffico delle auto dall’altra. Le banchine non sono continue, ma
vengono interrotte per una trentina di volte (con gradini) a causa degli accessi
ai passi carrai per le auto. Inoltre tengono i fruitori lontani dal largo
marciapiede del viale e quindi dai negozi. “Questo modo di realizzare
l’accessibilità porta ad un altro isolamento”, sostiene Antonino Russo. “Le
associazioni non sono state coinvolte e credo che verrà richiesta una profonda
revisione di quanto è stato fatto ai marciapiedi, anche perché il percorso è mal
collegato con la stazione ferroviaria e con l‘accesso all’Arena. Inoltre la
segnaletica orizzontale e verticale non è stata adeguata ai criteri della
progettazione universale e mancano del tutto le mappe tattili”.
Carlo Piazza, presidente dell’Osservatorio di Comunità per i diritti sociali di
Verona, a fine gennaio aveva scritto all’ingegnere Giuseppe Fasiol, commissario
straordinario per le Paralimpiadi: “Al fine di migliorare l’accessibilità di
Corso Porta Nuova sono stati realizzati interventi la cui efficacia è
discutibile, ma avendo appreso la sua disponibilità ‘ad affinare gli interventi’
avanziamo alcune proposte”. Riguardano, ad esempio, l’altezza delle banchine
“non adeguata per una facile fruizione dei servizi di trasporto pubblico”. Le
associazioni avevano suggerito, in attesa di una radicale rivisitazione, “di non
spendere più un euro” per quello che definiscono un “non percorso”, salvo “gli
interventi per mettere in sicurezza le persone, rallentando le biciclette con
dissuasori di velocità posti sulle nuove ciclabili in prossimità delle rampe di
accesso alle banchine”. La lettera si concludeva: “Dopo i Giochi sarà opportuno
ridefinire il layout dell’intervento in considerazione degli interessi, ma
soprattutto dei diritti dei cittadini”.
Una giustificazione dei lavori incompleti è venuta dal commissario Fasiol, che è
entrato nella gestione dell’evento paralimpico solo lo scorso agosto, quando
tutto era già programmato. “Sistemare la platea dell’Arena per i Giochi non era
possibile perché doveva essere occupata dal palco degli show. Un’eredità delle
Olimpiadi è costituita comunque anche dall’applicazione delle linee guida della
Regione Veneto che seguono l‘Universal Design che tiene conto delle esigenze
delle persone con disabilità”.
L'articolo Paralimpiadi, Arena di Verona “accessibile” solo per una sera:
spariti rampe e tappeti, i veri lavori sono in ritardo e inadeguati. “Ci eravamo
illusi” proviene da Il Fatto Quotidiano.
È ancora polemica tra il Comitato paralimpico dell’Ucraina e il Comitato
Paralimpico Internazionale in occasione dei Giochi Paralimpici di Milano
Cortina. Dopo le proteste per l’ammissione degli atleti di Russia e Bielorussia
con tanto di inno e bandiera, che ha portato a disertare la Cerimonia
inaugurale, ora arriva l’accusa secondo cui sarebbero state rimosse le bandiere
ucraine dal Villaggio. “Intorno al Villaggio ci sono molte bandiere, ma è
importante che vengano esposte in luoghi dove sia possibile. Se ci si guarda
intorno è evidente che le bandiere sono ammesse, quindi vogliamo solo cercare di
capire perché queste sarebbero state rimosse”, ha risposto in conferenza stampa
Craig Spence IPC Chief Brand and Communications Officer. Sulle presunte
pressioni accusate sempre dalla delegazione ucraina, il rappresentante dell’Ipc
ha aggiunto: “Siamo sorpresi perché non abbiamo ricevuto alcun feedback da loro
durante le riunioni dei capi missione, che si tengono ogni mattina”.
“Non abbiamo ricevuto alcuna informazione da loro tramite le linee formali o
informali esistenti nel Villaggio. C’è molto personale di Milano-Cortina lì e
molto personale dell’Ipc, ma l’unica volta che ne siamo venuti a conoscenza è
stato tramite i media“, ha detto Spence. “Posso rispondere solo sull’orecchino
oggi. Per quanto riguarda gli orecchini, ci siamo resi conto che (l’atleta
Oleksandra Kononova) stava salendo sul podio indossando orecchini con la scritta
‘Stop War‘. Un membro dello staff ha notato questi orecchini e ha capito che
molto probabilmente avrebbero violato il nostro regolamento, le regole che sono
in linea con quelle ricevute dall’IPC per questi Giochi“, ha spiegato. “La
situazione è stata riconosciuta e, per noi, la questione si è chiusa lì”, ha
concluso Spence.
In un lunghissimo comunicato sul proprio sito internet, il Comitato Paralimpico
Nazionale dell’Ucraina e la squadra paralimpica nazionale ucraina hanno infatti
lamentato “che, fin dall’inizio dei XIV Giochi Paralimpici Invernali, la squadra
paralimpica nazionale ucraina, i suoi atleti e allenatori sono stati sottoposti
a pressioni sistematiche da parte dei rappresentanti del Comitato Paralimpico
Internazionale e del Comitato Organizzatore dei Giochi. La dirigenza della
squadra e i suoi membri hanno cercato di evitare una reazione radicale alle
manifestazioni di tale pressione, sperando che fossero di natura casuale e non
avessero un orientamento di parte nei confronti della squadra ucraina. Tuttavia,
i recenti eventi hanno dimostrato che queste manifestazioni hanno un carattere
sistematico e acquisiscono un carattere critico e vergognoso sia nei confronti
della squadra che dei suoi membri”.
Tra le presunte ‘ritorsioni‘, il comitato ucraino ricorda appunto la “rimozione”
della bandiera “dall’edificio in cui risiede la squadra” e che “Per più di due
giorni, i rappresentanti dell’IPC ci hanno ripetuto più volte che stavano
riflettendo su dove la squadra ucraina avrebbe potuto appendere la bandiera
sull’edificio in cui risiede. Alla fine, la bandiera ucraina è stata autorizzata
a essere posizionata in un punto meno visibile“. Inoltre “Durante la cerimonia
di premiazione della nostra campionessa Oleksandra Kononova, un rappresentante
del Comitato Paralimpico Internazionale ha cercato di toglierle con violenza dei
piccoli orecchini con la bandiera ucraina e la scritta ‘Stop alla guerra‘. La
nostra campionessa è stata costretta a togliersi gli orecchini senza spiegare
quale fosse il pericolo di un accessorio femminile per la cerimonia di
premiazione della campionessa dei Giochi Paralimpici”.
Successivamente è arrivata anche la risposta del comitato di Milano-Cortina
2026. “Noi impegnati a garantire un ambiente rispettoso e accogliente per tutti
gli stakeholder, compresi atleti e spettatori. Le regole e le procedure in
vigore durante i Giochi sono concepite per supportare tale ambiente e si
applicano equamente a tutte le delegazioni”, si legge in una nota del Comitato
organizzatore delle Paralimpiadi di Milano Cortina dopo aver “esaminato le
questioni sollevate dal Comitato Paralimpico Nazionale (CPN) dell’Ucraina”.
Entrando nel dettaglio delle questioni sollevate dal Comitato Ucraino,
Milano-Cortina spiega che “al Villaggio Paralimpico, il Comitato paralimpico
ucraino ha scelto di esporre una bandiera nazionale all’esterno di uno spazio
comune ed è stato invitato da Milano Cortina 2026 a spostarla in conformità con
il regolamento del Villaggio, che prevede che i Comitati possano esporre
bandiere nazionali solo nelle aree residenziali da loro occupate. La bandiera è
stata successivamente spostata nell’area residenziale utilizzata dalla
delegazione ucraina”.
Inoltre “i Comitati possono prenotare sale dedicate all’interno del Villaggio
per ospitare riunioni, garantendo che le aree comuni rimangano disponibili per
tutte le delegazioni. Milano Cortina 2026 collabora a stretto contatto con tutte
le squadre per gestire riunioni di diverse dimensioni”. Viene poi precisato che
“l’8 marzo, allo Stadio del Fondo di Tesero, cinque spettatori hanno tentato di
entrare nell’impianto indossando sciarpe con i colori della bandiera ucraina e
scritte. Poiché la sicurezza del luogo non ha potuto verificare il significato
del testo, che potrebbe contenere messaggi politici, non consentiti dal
regolamento dei Giochi, agli spettatori è stato chiesto di entrare nell’impianto
senza le sciarpe. Le sciarpe sono state loro restituite all’uscita”.
L'articolo Paralimpiadi, l’Ucraina accusa: “Rimossa nostra bandiera”. La
replica: “Solo spostata nella loro area residenziale” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Una medaglia d’argento vinta da Chatgpt. Quello del biatleta ucraino ipovedente
Maksym Murashkovskyi a Tesero potrebbe essere il primo esempio di medaglia vinta
dall’intelligenza artificiale. “Negli ultimi sei mesi mi sono allenato con
ChatGpt“, ha dichiarato l’atleta dopo essere salito sul podio nella gara
individuale maschile in cui è arrivato al secondo posto.
Analisi tattiche, tecniche: Murashkovskyi ha attribuito diversi meriti
all’intelligenza artificiale, spiegando anche che ha stilato “circa la metà del
piano di allenamento” e lo avrebbe anche motivato quando ne aveva bisogno. “Ha
rappresentato quindi una gran parte della mia preparazione“, ha spiegato
Murashkovskyi. “L’ho usato come psicologo, allenatore e a volte persino come
medico“, ha aggiunto l’atleta ucraino che ha poi precisato di non pensare di
poter sostituire un allenatore fisico con uno virtuale a 360 gradi, ma che “in
parte accadrà sicuramente”, ha aggiunto.
In carriera Murashkovskyi aveva già conquistato una medaglia di bronzo ai
Mondiali nel 2023, poi ha deciso di prepararsi ai Giochi Olimpici di
Milano-Cortina con un assistente “particolare“. Ecco perché ha poi dedicato il
metallo alle Olimpiadi all'”allenatore virtuale“: “Non sostituirà i coach umani
completamente per cinque o dieci anni. Ma in parte sì, sicuramente. È una
tecnologia rivoluzionaria, ci credo, posso attribuirgli gran parte
dell’importanza”.
L'articolo “Grazie ChatGpt”: l’atleta ucraino Murashkovskyi dedica la medaglia
alle Paralimpiadi all’intelligenza artificiale proviene da Il Fatto Quotidiano.
Giacomo Bertagnolli, Chiara Mazzel, Federico Pellizzari e Rene De Silvestro.
Sono questi i quattro nomi che nella mattinata del 10 marzo hanno fatto la
storia dello sci alpino paralimpico italiano. Era la giornata delle combinate e
l’Italia ha conquistato un oro con Giacomo Bertagnolli e tre argenti con Chiara
Mazzel, Federico Pellizzari e Rene De Silvestro. Due ore da sogno per gli
azzurri alle Paralimpiadi di Milano-Cortina. Medaglie che consentono di superare
già al quarto giorno di gare di Pechino 2022, quando l’Italia aveva chiuso con
sette medaglie e due ori.
La prima è arrivata da Chiara Mazzel, che ha vinto la sua terza medaglia alle
Paralimpiadi di Milano Cortina. La sciatrice azzurra, insieme alla guida Nicola
Cotti Cottini, ha vinto l’argento nella combinata di sci alpino, battuta solo
dall’austriaca Veronika Aigner, che l’ha preceduta di 3″06. Bronzo a un’altra
austriaca, Elina Stary. Finisce giù dal podio invece un’altra italiana, Martina
Vozza, quinta a 8″76 dalla vincitrice. Mazzel ha vinto l’oro nel superG, più due
argenti: quello di oggi nella combinata e quello nella discesa.
La seconda è quella di Giacomo Bertagnolli, che insieme alla guida Andrea
Ravelli, ha vinto la medaglia d’oro ancora nella combinata. Con questo risultato
il Team Italia ha equiparato il numero di medaglie conquistate a Pechino 2022,
ma con un oro in più. L’Italia ha poi superato quanto fatto nell’edizione cinese
nella combinata slalom uomini standing, con l’argento di Federico Pellizzari.
Oro per il francese Arthur Bauchet, argento per l’azzurro Federico Pellizzari,
bronzo per l’austriaco Grochar. L’ultimo metallo della lunga sfilza tra le 13 e
le 15 è arrivato da Rene De Silvestro, che nella combinata slalom uomini sitting
ha chiuso dietro all’olandese Kampschreur e davanti all’altro olandese De
Langen. L’Italia è a quota otto medaglie, di cui quattro proprio nella magica
giornata di oggi.
L'articolo Paralimpiadi, Italia da sogno nello sci alpino: poker di medaglie in
due ore, Bertagnolli vince l’unica d’oro proviene da Il Fatto Quotidiano.
Due cadute in 48 ore, due traumi cranici. Ancora paura per Riccardo Cardani alle
Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, ma lo snowboarder azzurro
rassicura tutti sulle sue condizioni. L’atleta milanese è caduto domenica 8
marzo nei quarti di finale dello snowboard cross uomini, pochi giorni dopo un
altro brutto incidente avvenuto in allenamento. Nonostante il doppio trauma
cranico in un arco di tempo molto breve, gli esami medici hanno escluso
conseguenze gravi.
Il medagliere delle Paralimpiadi 2026
A dare aggiornamenti è stato lo stesso Cardani con un messaggio pubblicato sui
social lunedì 9 marzo. “Ancora qui! Non vi libererete facilmente di me… per
fortuna sto bene, dolorante ma bene”, ha scritto l’atleta, spiegando che dalle
analisi effettuate dopo la gara “non risultano danni al cervello dopo il secondo
trauma cranico in due giorni”. Per lui adesso è previsto un periodo di riposo
forzato prima di poter riprendere l’attività sportiva. “Tornerò più forte di
prima”, ha promesso Cardani, ringraziando poi amici, tifosi e tutte le persone
che lo hanno sostenuto durante la gara.
La caduta in gara alle Paralimpiadi arriva infatti a pochi giorni dall’altro
incidente che aveva già fatto temere il peggio. Durante un allenamento prima
delle Paralimpiadi, lo snowboarder era finito a terra rompendo il casco
nell’impatto e perdendo conoscenza per circa 45 secondi. Trasportato in ospedale
per accertamenti, era stato sottoposto a una Tac che non aveva evidenziato
danni. In quell’occasione Cardani aveva raccontato di essere stato “nelle nuvole
per parecchio tempo”, ma aveva anche sottolineato quanto il casco gli avesse
probabilmente salvato la vita.
Nonostante l’incidente, l’azzurro aveva deciso di presentarsi comunque al via
delle gare paralimpiche, provando a competere anche se non era nelle migliori
condizioni. Nel messaggio pubblicato dopo la caduta in gara ha ammesso il
rammarico per il risultato, spiegando però di aver dato tutto quello che aveva a
disposizione. “Mi spiace per il risultato ma ho provato a dare tutto quello che
avevo anche se non ero al 100%”, ha scritto, rivolgendosi poi ai tifosi
italiani: “Spero vi sia piaciuto lo spettacolo”.
CHI È RICCARDO CARDANI
Atleta di 33 anni, nato e cresciuto a Milano, a 17 anni ha un incidente in moto
che gli ha causato la paralisi del braccio destro. Dopo un inizio di carriera
nel nuoto paralimpico, appassionato di snowboard, grazie all’amica Giulia
Ghiretti (argento a Tokyo 2020 nei 100 m rana SB4, n.d.r.), Riccardo Cardani si
è qualificato prima per i Giochi Olimpici di Pechino 2022, adesso per quelli di
quest’anno a Milano-Cortina. “Lo sport è un tassello fondamentale della mia
vita”, ha dichiarato in passato.
Il suo modello come uomo e come sportivo è Michael Jordan “perché ha dimostrato
di essere un professionista sia dentro che fuori dal campo”. Nel corso della sua
carriera vanta un sesto posto nel banked slalom e nello snowboard cross ai
Campionati Mondiali 2022 Lillehammer, un terzo posto nello snowboard cross nelle
tappe di Big White (CAN) e Klõvsjo (SWE) nella Coppa del Mondo 2022, un terzo
posto nello snowboard cross nelle tappe di Pyha (FIN) e Colere (ITA) e un
secondo nello snowboard cross nella tappa di Hochfuegen (AUT).
L'articolo Paralimpiadi, il messaggio di Cardani: “Non risultano danni al
cervello dopo il secondo trauma cranico in due giorni” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Per la prima volta dalla riammissione ai Giochi, sul podio delle Olimpiadi
risuona l’inno russo ed è stata issata la bandiera della Russia, come previsto
dal Comitato Paralimpico Internazionale. È infatti arrivato il primo oro per la
Russia ai Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026. A vincerlo è stata la
23enne Varvara Voronchikhina, originaria di Irkutsk in Siberia, che ha vinto il
supergigante standing.
Con il tempo di 1’15″60 Voronchikhina ha preceduto la francese Aurelie Richard
di 1″96, mentre il bronzo è andato alla svedese Ebba Aarsjoe a 2″04, ma
l’attenzione era tutta per la cerimonia di premiazione sul podio. I Giochi
Paralimpici 2026 hanno segnato il ritorno dello sport russo con inno e bandiera
dopo la doppia sospensione, quella per doping e a seguito dell’invasione
militare in Ucraina. La Voronchikhina, già bronzo sabato scorso in discesa,
riporta così la Russia sul gradino più alto del podio dopo dodici anni, dai
Giochi in casa di Sochi 2014.
Una riammissione che aveva generato non poche polemiche, con diversi Paesi che
hanno deciso di boicottare la cerimonia d’apertura andata in scena all’Arena di
Verona venerdì 6 marzo. Cerimonia che – a causa della distanza dai luoghi delle
gare e a causa delle polemiche (e conseguenti boicottaggi) per la riammissione
di Russia e Bielorussia – si è svolta senza la tradizionale sfilata dei
portabandiera, con soltanto dei video registrati precedentemente.
L'articolo Paralimpiadi, inno e bandiera della Russia tornano sul podio dopo 12
anni: Voronchikhina oro nel superG proviene da Il Fatto Quotidiano.