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Derubato di due tavole da snowboard mentre riceve l’oro vinto: disavventura per il campione paralimpico Perathoner
Disavventura per Emanuel Perathoner, campione paralimpico nello snowboard cross e nel banked slalom a Milano Cortina 2026, che su Instagram ha denunciato il furto di due tavole. “Venerdì 13 marzo, durante la premiazione della gara di Banked Slalom alle Paralimpiadi a Cortina, nell’impianto Socrepes, qualcuno ha rubato due delle mie tavole Apex (colore grigio e nero) con attacchi Union modello Atlas FC – scrive – Le tavole sono riconoscibili perché hanno un numero di serie, mentre gli attacchi sono pezzi molto rari: uno grigio e viola (edizione limitata) e l’altro giallo e nero (uno di soli due esemplari esistenti al mondo). Se qualcuno le ha viste o ha qualsiasi informazione, vi prego di contattarmi”. Si tratta di snowboard particolarmente sofisticati e costosi che montano attacchi rari. Doppio oro e doppio furto per Perathoner, che alle Paralimpiadi era stato il primo a conquistare un oro per l’Italia, poi ne aveva vinto un altro nella giornata dei record azzurri. L'articolo Derubato di due tavole da snowboard mentre riceve l’oro vinto: disavventura per il campione paralimpico Perathoner proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Immenso Bertagnolli: vince il suo secondo oro nello slalom ipovedenti. “È un miracolo”
Straordinario Giacomo Bertagnolli. L’atleta italiano, con la guida Andrea Ravelli, ha conquistato la medaglia d’oro nello slalom paralimpico di Cortina d’Ampezzo. Per l’azzurro è il quinto podio in cinque gare in queste Paralimpiadi di Milano–Cortina 2026, ma è soprattutto il secondo oro vinto. Sale a 13 il conto delle sue medaglie paralimpiche in carriera. Per l’Italia è il 16esimo podio: gli azzurri continuano a migliorarsi. “Cinque su cinque: è un miracolo. Questa è la più bella, la più combattuta e quella a cui tenevamo di più”. Così – emozionatissimo – Giacomo Bertagnolli commenta la vittoria nella medaglia d’oro nello slalom ipovedenti. “Per me è un nuovo record, sono a 13 medaglie su 15 gare totali ai Giochi Paralimpici. Con 6 ori ho battuto un altro record, sono contento e non posso dire nient’altro”, ha aggiunto l’atleta azzurro. Soddisfatto anche la guida Andrea Ravelli: “Questa è stata la medaglia più consapevole, nella seconda manche l’ho vista diverso. Non ha mai fatto una prova mentalmente così come oggi in questa seconda manche”. L'articolo Immenso Bertagnolli: vince il suo secondo oro nello slalom ipovedenti. “È un miracolo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Paralimpiadi, Luchini e Perathoner da sballo: doppio oro nello snowboard e nuovo record per l’Italia
Jacopo Luchini ha vinto la medaglia d’oro nella gara di snowboard banked slalom SB-UL alle Paralimpiadi di Milano Cortina. Per l’Italia è il quarto oro a questa edizione delle Paralimpiadi invernali, nuovo record assoluto per i colori azzurri. . Il totale delle medaglie italiane a Milano Cortina sale così a quota 11. Luchini, 35enne di Montemurlo, ha trionfato battendo i due cinesi Pengyao Wang e Zihao Jiang, grazie soprattutto a una grande prima manche, che gli ha permesso di guadagnare il vantaggio cronometrico poi difeso nella seconda discesa. Dopo le 8 medaglie iridate (tra cui due ori), alla terza partecipazione ai Giochi è arrivata anche la prima medaglia paralimpica, subito del metallo più prezioso. Luchini, nato senza la mano sinistra a causa di un’aplasia, ha alle spalle già un decennio di carriera e di successi sulla tavola. Non solo in ambito competitivo. Nel 2021 è diventato ufficialmente allenatore nazionale di primo livello nello snowboard, primo italiano con disabilità a riuscirci. Nella sua stessa gara, ha chiuso invece al nono posto l’altro italiano, Paolo Priolo. L'articolo Paralimpiadi, Luchini e Perathoner da sballo: doppio oro nello snowboard e nuovo record per l’Italia proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Andare avanti senza fermarsi”: chi è Chiara Mazzel, l’azzurra delle 4 medaglie alle Paralimpiadi di Milano-Cortina
Chiara Mazzel è una delle grandi protagoniste delle Paralimpiadi di Milano–Cortina. L’azzurra dello sci alpino ha conquistato quattro medaglie nella rassegna paralimpica: oro nel SuperG femminile vision impaired, argento nella discesa libera, argento nella combinata e argento nel gigante. L’ultimo podio è arrivato oggi proprio nel gigante femminile vision impaired, dove ha chiuso seconda alle spalle dell’austriaca Veronika Aigner, regalando all’Italia la decima medaglia alle Paralimpiadi 2026. Mazzel, insomma, sta realizzando un’impresa. Il successo nel SuperG, ottenuto lunedì 9 marzo, ha riportato l’Italia sul gradino più alto del podio nello sci alpino femminile paralimpico dopo vent’anni: l’ultima volta era accaduto a Torino 2006 con Silvia Parente. LA DIAGNOSI E GLI ANNI DI ISOLAMENTO La storia sportiva di Mazzel parte da un episodio avvenuto nel 2014, quando aveva 17 anni. Un giorno, mentre era in motorino, si accorse di non vedere più bene e di essere sul punto di investire dei pedoni. Nel giro di pochi mesi la situazione peggiorò rapidamente: le venne diagnosticato un glaucoma fulminante che le tolse completamente la vista dall’occhio sinistro e la rese quasi cieca dal destro. La malattia era presente da tempo ma non era stata riconosciuta, anche a causa della giovane età. Dopo la diagnosi Mazzel si chiuse in casa per due anni, bloccata dalla paura e dal cambiamento improvviso della sua condizione. L’INCONTRO CON LO SCI PARALIMPICO La svolta arrivò con le Paralimpiadi di Pyeongchang 2018. Seguendo le gare e ascoltando le imprese di Giacomo Bertagnolli, Mazzel capì che era possibile tornare a sciare anche con una disabilità visiva, grazie alla presenza di una guida. Da quel momento lo sci è diventato il centro della sua attività sportiva, soprattutto una forma di libertà. La consapevolezza di poter competere a livello internazionale è arrivata quando ha accettato la propria disabilità, passaggio che ha segnato l’inizio della sua crescita agonistica. I MONDIALI E L’INFORTUNIO DEL 2023 Nel percorso di Mazzel non sono mancati però nuovi ostacoli. Dopo tre medaglie d’oro conquistate ai Mondiali di Espot nel 2023, un grave infortunio ha interrotto la sua stagione: la rottura del crociato e dei menischi del ginocchio sinistro. La 29enne di Cavalese ha pensato anche di smettere, ma poi ha scelto di continuare a gareggiare. Il recupero è stato lungo e impegnativo, fino al ritorno in pista che l’ha portata ai Giochi di Milano–Cortina, dove è stata anche scelta come portabandiera della delegazione azzurra. SPORT E INTERESSI FUORI DALLE PISTE Accanto allo sci, Mazzel coltiva diversi interessi. Tra gli hobby ci sono la musica – suona il corno francese – la lettura, la scrittura e la pittura. Pratica anche il running e ha affrontato il trekking fino al campo base dell’Everest. Gli anni trascorsi chiusa in casa sono lontani, ora l motto che ripete spesso riassume il percorso compiuto: “Andare avanti senza fermarsi”. Ai Giochi di Milano-Cortina lo ha fatto con quattro medaglie, risultato che la colloca tra le atlete italiane più vincenti di sempre alle Paralimpiadi. L'articolo “Andare avanti senza fermarsi”: chi è Chiara Mazzel, l’azzurra delle 4 medaglie alle Paralimpiadi di Milano-Cortina proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Paralimpiadi, Arena di Verona “accessibile” solo per una sera: spariti rampe e tappeti, i veri lavori sono in ritardo e inadeguati. “Ci eravamo illusi”
Si smontano le opere installate per la cerimonia inaugurale delle Paralimpiadi all’Arena di Verona e mentre la città torna alla viabilità ordinaria si possono fare i conti con la decantata “accessibilità” che ha accompagnato l’evento. L’ex governatore del Veneto, Luca Zaia, ha declamato il lascito delle Olimpiadi: “Un monumento simbolo, grazie a un investimento di oltre 20 milioni di euro è stato reso pienamente accessibile con interventi mirati di abbattimento delle barriere architettoniche”. L’amministratore leghista si riferisce, evidentemente, alle intenzioni virtuose di un progetto che non è stato ancora portato a termine, nonostante le Olimpiadi e le Paralimpiadi Milano Cortina 2026 si siano rispettivamente chiuse e presentate al mondo proprio nell’anfiteatro romano. L’Arena riflette le contraddizioni dei Giochi e le promesse non mantenute in tempo per le cerimonie. “Sono state installate rampe dedicate, adeguati i servizi igienici, predisposti spazi per la sosta e la movimentazione degli atleti, riorganizzati posti a sedere per il pubblico con ridotta mobilità”, ha aggiunto Zaia. Ma basta seguire i lavori in svolgimento per verificare come la maggior parte degli interventi siano già stati rimossi, visto che interessavano solo la cerimonia di apertura, senza essere destinati a diventare definitivi. Si tratta, ad esempio, dei passaggi per superare il dislivello del “vallo” che conduce in Arena o dei tappeti speciali stesi tutt’attorno al monumento, per coprire la pavimentazione sconnessa. In realtà l’appalto da oltre 20 milioni di euro in buona parte non è concluso. Sono stati realizzati i nuovi servizi igienici interni, con una spesa di 1,6 milioni di euro, mentre circa un milione e settecento mila euro è servito per i percorsi pedonali per arrivare in Piazza Bra. La parte maggiore è stata rimandata a dopo le Olimpiadi. Si tratta della sistemazione interna e della costruzione di un ascensore che consenta di salire a un punto panoramico, all’Arcovolo 65, finora proibito per chi si muove con una carrozzina o ha problemi di deambulazione. Sul tema ha insistito l’architetto Fabio Massimo Saldini, commissario straordinario della società pubblica Infrastrutture Milano Cortina (Simico): “L’accessibilità che stiamo realizzando non è temporanea, né legata all’evento sportivo: è un investimento strutturale sul territorio e sulla qualità della vita delle comunità che lo abitano”. Simico ha spiegato: “Sono stati rinnovati oltre 2 km di percorsi di accesso, con marciapiedi riqualificati, piste ciclabili separate, pendenze controllate, nuove banchine bus… all’interno del monumento sono state installate rampe modulari con pendenze comprese tra il 4% e l’8%, dimensionate per consentire il passaggio affiancato di due sedie a rotelle…”. A fare da contraltare a questo racconto è l‘attivista Antonino Russo, ex presidente di Fish Veneto, la Federazione Italiana Superamento Handicap che alcuni mesi fa ha già raccontato al fattoquotidiano.it le lacune più vistose. “Le Olimpiadi sono un’occasione tremendamente mancata, non è stato fatto nulla per rendere la città veramente accessibile. Noi ci eravamo illusi quando nel 2019 arrivò la notizia che l‘Arena avrebbe subito interventi strutturali. E pensare che il tempo per agire anche su tutto il contorno cittadino ci sarebbe stato. Molte associazioni avevano chiesto al sindaco di aprire dei tavoli per discutere gli aspetti della programmazione”. Che cosa non funziona? “Finita l’inaugurazione per l’accesso in carrozzina in Arena c’è solo una rampa posta sul retro dell’anfiteatro, mentre quelle sul davanti erano provvisorie, come è accaduto anche al Palazzo della Gran Guardia. La stessa considerazione vale per i tappeti stesi attorno alla struttura per la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi. Ma anche la parziale accessibilità consentita dall’adozione di un ascensore è discutibile perché la salita all’ultimo anello è affidata, come si legge nella delibera di giunta n° 91 del 6 febbraio scorso, ad un servo scala che, come è noto a tutti coloro che hanno dimestichezza con le questioni di accessibilità, sono lenti e soggetti a frequenti malfunzionamenti specie se esposti all’azione degli agenti atmosferici. In occasione di una manifestazione fieristica a Vicenza trascorsi più di un’ora intrappolato in uno dei servoscala a servizio dei diversi saliscendi per effetto di un microswitch di sicurezza che aveva bloccato la macchina. Immaginiamo quale potrà essere l’affidabilità di una macchina sottoposta alle intemperie e a carichi massivi quotidiani”. Oltre ai ritardi, il dato più critico riguarda i percorsi per arrivare dalla stazione ferroviaria a Piazza Bra. Lungo il larghissimo Corso di Porta Nuova sono state realizzate isole di transito per facilitare l’accesso ai parcheggi auto e alle fermate del trasporto pubblico locale, con una pista ciclabile da una parte e il traffico delle auto dall’altra. Le banchine non sono continue, ma vengono interrotte per una trentina di volte (con gradini) a causa degli accessi ai passi carrai per le auto. Inoltre tengono i fruitori lontani dal largo marciapiede del viale e quindi dai negozi. “Questo modo di realizzare l’accessibilità porta ad un altro isolamento”, sostiene Antonino Russo. “Le associazioni non sono state coinvolte e credo che verrà richiesta una profonda revisione di quanto è stato fatto ai marciapiedi, anche perché il percorso è mal collegato con la stazione ferroviaria e con l‘accesso all’Arena. Inoltre la segnaletica orizzontale e verticale non è stata adeguata ai criteri della progettazione universale e mancano del tutto le mappe tattili”. Carlo Piazza, presidente dell’Osservatorio di Comunità per i diritti sociali di Verona, a fine gennaio aveva scritto all’ingegnere Giuseppe Fasiol, commissario straordinario per le Paralimpiadi: “Al fine di migliorare l’accessibilità di Corso Porta Nuova sono stati realizzati interventi la cui efficacia è discutibile, ma avendo appreso la sua disponibilità ‘ad affinare gli interventi’ avanziamo alcune proposte”. Riguardano, ad esempio, l’altezza delle banchine “non adeguata per una facile fruizione dei servizi di trasporto pubblico”. Le associazioni avevano suggerito, in attesa di una radicale rivisitazione, “di non spendere più un euro” per quello che definiscono un “non percorso”, salvo “gli interventi per mettere in sicurezza le persone, rallentando le biciclette con dissuasori di velocità posti sulle nuove ciclabili in prossimità delle rampe di accesso alle banchine”. La lettera si concludeva: “Dopo i Giochi sarà opportuno ridefinire il layout dell’intervento in considerazione degli interessi, ma soprattutto dei diritti dei cittadini”. Una giustificazione dei lavori incompleti è venuta dal commissario Fasiol, che è entrato nella gestione dell’evento paralimpico solo lo scorso agosto, quando tutto era già programmato. “Sistemare la platea dell’Arena per i Giochi non era possibile perché doveva essere occupata dal palco degli show. Un’eredità delle Olimpiadi è costituita comunque anche dall’applicazione delle linee guida della Regione Veneto che seguono l‘Universal Design che tiene conto delle esigenze delle persone con disabilità”. L'articolo Paralimpiadi, Arena di Verona “accessibile” solo per una sera: spariti rampe e tappeti, i veri lavori sono in ritardo e inadeguati. “Ci eravamo illusi” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Paralimpiadi, l’Ucraina accusa: “Rimossa nostra bandiera”. La replica: “Solo spostata nella loro area residenziale”
È ancora polemica tra il Comitato paralimpico dell’Ucraina e il Comitato Paralimpico Internazionale in occasione dei Giochi Paralimpici di Milano Cortina. Dopo le proteste per l’ammissione degli atleti di Russia e Bielorussia con tanto di inno e bandiera, che ha portato a disertare la Cerimonia inaugurale, ora arriva l’accusa secondo cui sarebbero state rimosse le bandiere ucraine dal Villaggio. “Intorno al Villaggio ci sono molte bandiere, ma è importante che vengano esposte in luoghi dove sia possibile. Se ci si guarda intorno è evidente che le bandiere sono ammesse, quindi vogliamo solo cercare di capire perché queste sarebbero state rimosse”, ha risposto in conferenza stampa Craig Spence IPC Chief Brand and Communications Officer. Sulle presunte pressioni accusate sempre dalla delegazione ucraina, il rappresentante dell’Ipc ha aggiunto: “Siamo sorpresi perché non abbiamo ricevuto alcun feedback da loro durante le riunioni dei capi missione, che si tengono ogni mattina”. “Non abbiamo ricevuto alcuna informazione da loro tramite le linee formali o informali esistenti nel Villaggio. C’è molto personale di Milano-Cortina lì e molto personale dell’Ipc, ma l’unica volta che ne siamo venuti a conoscenza è stato tramite i media“, ha detto Spence. “Posso rispondere solo sull’orecchino oggi. Per quanto riguarda gli orecchini, ci siamo resi conto che (l’atleta Oleksandra Kononova) stava salendo sul podio indossando orecchini con la scritta ‘Stop War‘. Un membro dello staff ha notato questi orecchini e ha capito che molto probabilmente avrebbero violato il nostro regolamento, le regole che sono in linea con quelle ricevute dall’IPC per questi Giochi“, ha spiegato. “La situazione è stata riconosciuta e, per noi, la questione si è chiusa lì”, ha concluso Spence. In un lunghissimo comunicato sul proprio sito internet, il Comitato Paralimpico Nazionale dell’Ucraina e la squadra paralimpica nazionale ucraina hanno infatti lamentato “che, fin dall’inizio dei XIV Giochi Paralimpici Invernali, la squadra paralimpica nazionale ucraina, i suoi atleti e allenatori sono stati sottoposti a pressioni sistematiche da parte dei rappresentanti del Comitato Paralimpico Internazionale e del Comitato Organizzatore dei Giochi. La dirigenza della squadra e i suoi membri hanno cercato di evitare una reazione radicale alle manifestazioni di tale pressione, sperando che fossero di natura casuale e non avessero un orientamento di parte nei confronti della squadra ucraina. Tuttavia, i recenti eventi hanno dimostrato che queste manifestazioni hanno un carattere sistematico e acquisiscono un carattere critico e vergognoso sia nei confronti della squadra che dei suoi membri”. Tra le presunte ‘ritorsioni‘, il comitato ucraino ricorda appunto la “rimozione” della bandiera “dall’edificio in cui risiede la squadra” e che “Per più di due giorni, i rappresentanti dell’IPC ci hanno ripetuto più volte che stavano riflettendo su dove la squadra ucraina avrebbe potuto appendere la bandiera sull’edificio in cui risiede. Alla fine, la bandiera ucraina è stata autorizzata a essere posizionata in un punto meno visibile“. Inoltre “Durante la cerimonia di premiazione della nostra campionessa Oleksandra Kononova, un rappresentante del Comitato Paralimpico Internazionale ha cercato di toglierle con violenza dei piccoli orecchini con la bandiera ucraina e la scritta ‘Stop alla guerra‘. La nostra campionessa è stata costretta a togliersi gli orecchini senza spiegare quale fosse il pericolo di un accessorio femminile per la cerimonia di premiazione della campionessa dei Giochi Paralimpici”. Successivamente è arrivata anche la risposta del comitato di Milano-Cortina 2026. “Noi impegnati a garantire un ambiente rispettoso e accogliente per tutti gli stakeholder, compresi atleti e spettatori. Le regole e le procedure in vigore durante i Giochi sono concepite per supportare tale ambiente e si applicano equamente a tutte le delegazioni”, si legge in una nota del Comitato organizzatore delle Paralimpiadi di Milano Cortina dopo aver “esaminato le questioni sollevate dal Comitato Paralimpico Nazionale (CPN) dell’Ucraina”. Entrando nel dettaglio delle questioni sollevate dal Comitato Ucraino, Milano-Cortina spiega che “al Villaggio Paralimpico, il Comitato paralimpico ucraino ha scelto di esporre una bandiera nazionale all’esterno di uno spazio comune ed è stato invitato da Milano Cortina 2026 a spostarla in conformità con il regolamento del Villaggio, che prevede che i Comitati possano esporre bandiere nazionali solo nelle aree residenziali da loro occupate. La bandiera è stata successivamente spostata nell’area residenziale utilizzata dalla delegazione ucraina”. Inoltre “i Comitati possono prenotare sale dedicate all’interno del Villaggio per ospitare riunioni, garantendo che le aree comuni rimangano disponibili per tutte le delegazioni. Milano Cortina 2026 collabora a stretto contatto con tutte le squadre per gestire riunioni di diverse dimensioni”. Viene poi precisato che “l’8 marzo, allo Stadio del Fondo di Tesero, cinque spettatori hanno tentato di entrare nell’impianto indossando sciarpe con i colori della bandiera ucraina e scritte. Poiché la sicurezza del luogo non ha potuto verificare il significato del testo, che potrebbe contenere messaggi politici, non consentiti dal regolamento dei Giochi, agli spettatori è stato chiesto di entrare nell’impianto senza le sciarpe. Le sciarpe sono state loro restituite all’uscita”. L'articolo Paralimpiadi, l’Ucraina accusa: “Rimossa nostra bandiera”. La replica: “Solo spostata nella loro area residenziale” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Grazie ChatGpt”: l’atleta ucraino Murashkovskyi dedica la medaglia alle Paralimpiadi all’intelligenza artificiale
Una medaglia d’argento vinta da Chatgpt. Quello del biatleta ucraino ipovedente Maksym Murashkovskyi a Tesero potrebbe essere il primo esempio di medaglia vinta dall’intelligenza artificiale. “Negli ultimi sei mesi mi sono allenato con ChatGpt“, ha dichiarato l’atleta dopo essere salito sul podio nella gara individuale maschile in cui è arrivato al secondo posto. Analisi tattiche, tecniche: Murashkovskyi ha attribuito diversi meriti all’intelligenza artificiale, spiegando anche che ha stilato “circa la metà del piano di allenamento” e lo avrebbe anche motivato quando ne aveva bisogno. “Ha rappresentato quindi una gran parte della mia preparazione“, ha spiegato Murashkovskyi. “L’ho usato come psicologo, allenatore e a volte persino come medico“, ha aggiunto l’atleta ucraino che ha poi precisato di non pensare di poter sostituire un allenatore fisico con uno virtuale a 360 gradi, ma che “in parte accadrà sicuramente”, ha aggiunto. In carriera Murashkovskyi aveva già conquistato una medaglia di bronzo ai Mondiali nel 2023, poi ha deciso di prepararsi ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina con un assistente “particolare“. Ecco perché ha poi dedicato il metallo alle Olimpiadi all'”allenatore virtuale“: “Non sostituirà i coach umani completamente per cinque o dieci anni. Ma in parte sì, sicuramente. È una tecnologia rivoluzionaria, ci credo, posso attribuirgli gran parte dell’importanza”. L'articolo “Grazie ChatGpt”: l’atleta ucraino Murashkovskyi dedica la medaglia alle Paralimpiadi all’intelligenza artificiale proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Paralimpiadi, Italia da sogno nello sci alpino: poker di medaglie in due ore, Bertagnolli vince l’unica d’oro
Giacomo Bertagnolli, Chiara Mazzel, Federico Pellizzari e Rene De Silvestro. Sono questi i quattro nomi che nella mattinata del 10 marzo hanno fatto la storia dello sci alpino paralimpico italiano. Era la giornata delle combinate e l’Italia ha conquistato un oro con Giacomo Bertagnolli e tre argenti con Chiara Mazzel, Federico Pellizzari e Rene De Silvestro. Due ore da sogno per gli azzurri alle Paralimpiadi di Milano-Cortina. Medaglie che consentono di superare già al quarto giorno di gare di Pechino 2022, quando l’Italia aveva chiuso con sette medaglie e due ori. La prima è arrivata da Chiara Mazzel, che ha vinto la sua terza medaglia alle Paralimpiadi di Milano Cortina. La sciatrice azzurra, insieme alla guida Nicola Cotti Cottini, ha vinto l’argento nella combinata di sci alpino, battuta solo dall’austriaca Veronika Aigner, che l’ha preceduta di 3″06. Bronzo a un’altra austriaca, Elina Stary. Finisce giù dal podio invece un’altra italiana, Martina Vozza, quinta a 8″76 dalla vincitrice. Mazzel ha vinto l’oro nel superG, più due argenti: quello di oggi nella combinata e quello nella discesa. La seconda è quella di Giacomo Bertagnolli, che insieme alla guida Andrea Ravelli, ha vinto la medaglia d’oro ancora nella combinata. Con questo risultato il Team Italia ha equiparato il numero di medaglie conquistate a Pechino 2022, ma con un oro in più. L’Italia ha poi superato quanto fatto nell’edizione cinese nella combinata slalom uomini standing, con l’argento di Federico Pellizzari. Oro per il francese Arthur Bauchet, argento per l’azzurro Federico Pellizzari, bronzo per l’austriaco Grochar. L’ultimo metallo della lunga sfilza tra le 13 e le 15 è arrivato da Rene De Silvestro, che nella combinata slalom uomini sitting ha chiuso dietro all’olandese Kampschreur e davanti all’altro olandese De Langen. L’Italia è a quota otto medaglie, di cui quattro proprio nella magica giornata di oggi. L'articolo Paralimpiadi, Italia da sogno nello sci alpino: poker di medaglie in due ore, Bertagnolli vince l’unica d’oro proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Paralimpiadi, il messaggio di Cardani: “Non risultano danni al cervello dopo il secondo trauma cranico in due giorni”
Due cadute in 48 ore, due traumi cranici. Ancora paura per Riccardo Cardani alle Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, ma lo snowboarder azzurro rassicura tutti sulle sue condizioni. L’atleta milanese è caduto domenica 8 marzo nei quarti di finale dello snowboard cross uomini, pochi giorni dopo un altro brutto incidente avvenuto in allenamento. Nonostante il doppio trauma cranico in un arco di tempo molto breve, gli esami medici hanno escluso conseguenze gravi. Il medagliere delle Paralimpiadi 2026 A dare aggiornamenti è stato lo stesso Cardani con un messaggio pubblicato sui social lunedì 9 marzo. “Ancora qui! Non vi libererete facilmente di me… per fortuna sto bene, dolorante ma bene”, ha scritto l’atleta, spiegando che dalle analisi effettuate dopo la gara “non risultano danni al cervello dopo il secondo trauma cranico in due giorni”. Per lui adesso è previsto un periodo di riposo forzato prima di poter riprendere l’attività sportiva. “Tornerò più forte di prima”, ha promesso Cardani, ringraziando poi amici, tifosi e tutte le persone che lo hanno sostenuto durante la gara. La caduta in gara alle Paralimpiadi arriva infatti a pochi giorni dall’altro incidente che aveva già fatto temere il peggio. Durante un allenamento prima delle Paralimpiadi, lo snowboarder era finito a terra rompendo il casco nell’impatto e perdendo conoscenza per circa 45 secondi. Trasportato in ospedale per accertamenti, era stato sottoposto a una Tac che non aveva evidenziato danni. In quell’occasione Cardani aveva raccontato di essere stato “nelle nuvole per parecchio tempo”, ma aveva anche sottolineato quanto il casco gli avesse probabilmente salvato la vita. Nonostante l’incidente, l’azzurro aveva deciso di presentarsi comunque al via delle gare paralimpiche, provando a competere anche se non era nelle migliori condizioni. Nel messaggio pubblicato dopo la caduta in gara ha ammesso il rammarico per il risultato, spiegando però di aver dato tutto quello che aveva a disposizione. “Mi spiace per il risultato ma ho provato a dare tutto quello che avevo anche se non ero al 100%”, ha scritto, rivolgendosi poi ai tifosi italiani: “Spero vi sia piaciuto lo spettacolo”. CHI È RICCARDO CARDANI Atleta di 33 anni, nato e cresciuto a Milano, a 17 anni ha un incidente in moto che gli ha causato la paralisi del braccio destro. Dopo un inizio di carriera nel nuoto paralimpico, appassionato di snowboard, grazie all’amica Giulia Ghiretti (argento a Tokyo 2020 nei 100 m rana SB4, n.d.r.), Riccardo Cardani si è qualificato prima per i Giochi Olimpici di Pechino 2022, adesso per quelli di quest’anno a Milano-Cortina. “Lo sport è un tassello fondamentale della mia vita”, ha dichiarato in passato. Il suo modello come uomo e come sportivo è Michael Jordan “perché ha dimostrato di essere un professionista sia dentro che fuori dal campo”. Nel corso della sua carriera vanta un sesto posto nel banked slalom e nello snowboard cross ai Campionati Mondiali 2022 Lillehammer, un terzo posto nello snowboard cross nelle tappe di Big White (CAN) e Klõvsjo (SWE) nella Coppa del Mondo 2022, un terzo posto nello snowboard cross nelle tappe di Pyha (FIN) e Colere (ITA) e un secondo nello snowboard cross nella tappa di Hochfuegen (AUT). L'articolo Paralimpiadi, il messaggio di Cardani: “Non risultano danni al cervello dopo il secondo trauma cranico in due giorni” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Paralimpiadi, inno e bandiera della Russia tornano sul podio dopo 12 anni: Voronchikhina oro nel superG
Per la prima volta dalla riammissione ai Giochi, sul podio delle Olimpiadi risuona l’inno russo ed è stata issata la bandiera della Russia, come previsto dal Comitato Paralimpico Internazionale. È infatti arrivato il primo oro per la Russia ai Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026. A vincerlo è stata la 23enne Varvara Voronchikhina, originaria di Irkutsk in Siberia, che ha vinto il supergigante standing. Con il tempo di 1’15″60 Voronchikhina ha preceduto la francese Aurelie Richard di 1″96, mentre il bronzo è andato alla svedese Ebba Aarsjoe a 2″04, ma l’attenzione era tutta per la cerimonia di premiazione sul podio. I Giochi Paralimpici 2026 hanno segnato il ritorno dello sport russo con inno e bandiera dopo la doppia sospensione, quella per doping e a seguito dell’invasione militare in Ucraina. La Voronchikhina, già bronzo sabato scorso in discesa, riporta così la Russia sul gradino più alto del podio dopo dodici anni, dai Giochi in casa di Sochi 2014. Una riammissione che aveva generato non poche polemiche, con diversi Paesi che hanno deciso di boicottare la cerimonia d’apertura andata in scena all’Arena di Verona venerdì 6 marzo. Cerimonia che – a causa della distanza dai luoghi delle gare e a causa delle polemiche (e conseguenti boicottaggi) per la riammissione di Russia e Bielorussia – si è svolta senza la tradizionale sfilata dei portabandiera, con soltanto dei video registrati precedentemente. L'articolo Paralimpiadi, inno e bandiera della Russia tornano sul podio dopo 12 anni: Voronchikhina oro nel superG proviene da Il Fatto Quotidiano.
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