Sei procuratori federali in servizio nell’ufficio del procuratore degli Stati
Uniti per il Distretto del Minnesota si sono dimessi martedì 13 gennaio in un
gesto di protesta senza precedenti contro le pressioni della leadership del
Dipartimento di Giustizia (DOJ). Al centro della frattura interna c’è il modo in
cui il governo federale sta gestendo l’indagine sulla morte di Renee Nicole
Good, la 37enne di Minneapolis uccisa mercoledì scorso da un agente
dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE).
Tra i dimissionari figura Joseph H. Thompson, 47 anni, numero due della procura
federale del Minnesota, noto per aver guidato importanti inchieste su frodi nei
servizi sociali. Thompson si è rifiutato di cedere alle richieste dei vertici
del DOJ di avviare un’indagine penale sulla vedova di Good, Becca Good,
ritenendo che spostare l’attenzione su di lei fosse “inappropriato” e non
pertinente alla responsabilità dell’agente nell’uccisione.
Fonti vicine alla decisione raccontano che il DOJ aveva chiesto all’ufficio
federale di perseguire la moglie di Good per presunti legami con gruppi di
attivisti contrari alle operazioni anti-immigrazione, un’indagine che secondo
Thompson distoglieva risorse da questioni più urgenti. I colleghi che hanno
lasciato l’incarico insieme a lui includono Harry Jacobs, Melinda Williams e
Thomas Calhoun-Lopez, tutti con lunga esperienza nelle rispettive divisioni di
competenza.
La decisione dei procuratori arriva in un clima già incandescente. Il DOJ ha
infatti stabilito di escludere l’unità per i diritti civili dall’indagine sulla
sparatoria, contrariamente alla prassi consolidata in casi di violenza da parte
di agenti federali, e ha respinto l’apertura di un’inchiesta per violazione dei
diritti civili nei confronti dell’agente implicato nella morte di Good.
La leadership federale ha inoltre tenuto ai margini le autorità statali del
Minnesota dall’indagine, provocando critiche da parte di funzionari locali e
avvocati, che lamentano una mancanza di trasparenza e l’opacità del processo
investigativo. Il caso ha già scatenato proteste a Minneapolis e in altre città
americane, con manifestanti che chiedono giustizia per Good e maggiore
responsabilità per l’uso della forza da parte delle agenzie federali.
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procuratori federali del Minnesota si dimettono proviene da Il Fatto Quotidiano.
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È stato riassegnato il sesso anagrafico a un adolescente di 13 anni residente in
Liguria. La vicenda riguarda un ragazzo, nato con un corpo femminile che non
corrispondeva alla sua identità di genere. La sua vicenda rappresenta un passo
importante perché è la persona più giovane in Italia che ha concluso un percorso
di transizione da femminile a maschile.
La storia, riportata dal Resto del Carlino e dal Corriere della Sera, racconta
come sia stata la sorella gemella a intuire per prima i cambiamenti,
osservandolo crescere con tratti di mascolinità. Giorno dopo giorno, la famiglia
ha riconosciuto in lui la propria identità: “E per la sorella, come è stato
anche per la madre e poi per il padre, è stato naturale riconoscerlo proprio
come lui stesso si è riconosciuto: un bambino” si legge sulle pagine del Resto
del Carlino.
Il tribunale della Spezia ha accolto la richiesta dei genitori, assistiti
dall’avvocato viareggino Stefano Genick, stabilendo la rettifica dell’atto di
nascita. La decisione è stata presa tenendo conto “del percorso psicoterapico
seguito con costanza, delle terapie ormonali praticate con successo e della
matura gestione del disagio sociale conseguente al processo di cambiamento”.
Secondo il tribunale, l’adolescente ha maturato “una piena consapevolezza circa
l’incongruenza tra il suo corpo e il vissuto d’identità come fino ad ora
sperimentato”, rendendo possibile “concludere, altrettanto consapevolmente, un
progetto volto a ristabilire irreversibilmente uno stato di armonia tra soma e
psiche nella percezione della propria appartenenza sessuale”. Con questa
sentenza, lo Stato riconosce formalmente il ragazzo come maschio, sancendo il
completamento del suo percorso di transizione di genere e la tutela della sua
identità personale.
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