Il mistero sembra risolto dopo ben vent’anni. Uno scheletro ritrovato su una
spiaggia nello Stato di Washington nel 2006 è stato identificato con certezza
come quello di un ex sindaco che sembrava sia annegato durante una battuta di
pesca in Oregon.
Clarence Edwin “Ed” Asher è stato dichiarato morto, dopo essere scomparso
durante una battuta di pesca a Tillamook Bay, una piccola insenatura sulla costa
dell’Oregon. La Guardia Costiera ha avviato un’estesa ricerca, sospesa il 6
settembre 2006, appena un giorno dopo la scomparsa di Asher, come riportato
all’epoca dal The Astorian. L’ex sindaco aveva 72 anni al momento della
scomparsa. Le autorità hanno stabilito che Asher era annegato. La moglie ha
detto alla polizia che non indossava un giubbotto di salvataggio e non sapeva
nuotare.
Nel novembre 2006 alcuni resti scheletrici sono stati rinvenuti sulla riva di
una spiaggia a Taholah, un villaggio non incorporato nella riserva indiana di
Quinault, circa 300 chilometri a nord di Tillamook Bay. L’ufficio dello sceriffo
della contea di Grays Harbor e l’ufficio del medico legale hanno cercato di
determinare l’identità dei resti, ma non hanno trovato alcuna pista
significativa.
I resti sono stati inseriti nel Sistema Nazionale delle Persone Scomparse e Non
Identificate. Nel 2025 le prove forensi del caso sono state presentate a Othram,
una società di genealogia genetica con sede in Texas specializzata in casi di
persone scomparse. La società ha affermato di aver creato un profilo del DNA
dettagliato e, con un campione di un parente di Asher, di essere stata in grado
di collegare lo scheletro al sindaco scomparso.
La moglie di Asher, Helen, è morta nel 2018 per cancro a 85 anni.
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corpo è di Clarence Edwin “Ed” Asher, ex sindaco dell’Oregon scomparso 20 anni
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A pochi giorni dalla diffusione della notizia dell’indagine a suo carico per
maltrattamenti e lesioni, il sindaco di Cervia, Mattia Missiroli, lascia
l’incarico: “Con profondo dolore e ribadendo ancora una volta la mia totale
estraneità a qualsiasi episodio di maltrattamenti o violenza, rassegnerò le mie
dimissioni“, annuncia in una lunga nota diffusa dal Comune. “In questo momento
non sarebbe possibile – aggiunge – affrontare una situazione così complessa con
la necessaria lucidità, né garantire la serenità che l’istituzione comunale
merita. Ritengo quindi responsabile destinare ogni energia alla tutela della mia
onorabilità e, soprattutto, ai miei figli, che hanno bisogno di un padre
pienamente presente in una fase così delicata della loro vita”.
Missiroli, vecchia conoscenza della televisione italiana data la sua
partecipazione nel reality calcistico cult “Campioni, il sogno” che seguiva le
gesta proprio del Cervia, è un architetto libero professionista di 44 anni ed è
diventato sindaco nel 2024 con una coalizione che comprendeva Pd, Avs e 5
stelle. La Procura di Ravenna ha chiesto per lui la custodia cautelare in
carcere, respinta dal giudice per le indagini preliminari che ha rigettato la
richiesta considerando i fatti episodici e facendo notare come l’uomo abbia
subito lasciato casa dopo la visita al pronto soccorso della moglie. Il pm
intende comunque procedere con il ricorso al Tribunale del Riesame di Bologna.
Così, dopo un anno e mezzo dall’elezione, arrivano le sue dimissioni da sindaco
di Cervia. Missiroli afferma che negli ultimi giorni lui e la sua famiglia sono
stati “travolti da un’esposizione mediatica durissima, che non ha colpito solo
me come amministratore pubblico, ma anche i miei affetti più cari e,
soprattutto, i miei figli. In questa vicenda non ci sono soltanto ruoli
istituzionali: ci sono persone, relazioni e bambini che stanno pagando un prezzo
altissimo. Colpisce, in particolare, la rapidità con cui si è arrivati a giudizi
pubblici e definitivi, in tempi che non coincidono con quelli della giustizia e
dell’accertamento dei fatti”. “Desidero ribadirlo – prosegue – con assoluta
chiarezza: condanno ogni forma di violenza, in particolare quella contro le
donne, così come condanno ogni forma di violenza in generale. È giusto e
doveroso che su ogni situazione si faccia piena luce, senza ambiguità”.
Missiroli aggiunge di aver “confidato di poter chiarire immediatamente ogni
dubbio non appena avessi avuto accesso agli atti, cosa che in questa fase delle
indagini non mi è ancora tecnicamente possibile. Ad oggi non ho ricevuto
comunicazioni formali, non sono stato convocato e non ho potuto visionare alcun
atto. Nonostante ciò, ho letto sui mezzi di informazione ricostruzioni, accuse e
giudizi già formulati. Ho appreso dalla stampa contenuti che mi vengono
attribuiti, ho visto soffrire le persone a me più care e ho letto valutazioni
sommarie sulla mia persona, sulla mia vita e sul mio ruolo. Valutazioni
probabilmente figlie della frenesia dei tempi mediatici, ma lontane da una
visione garantista e, per questo, profondamente ingiuste”. “Ho dato tutto per
questa città, spesso mettendo il resto in secondo piano, nella convinzione –
prosegue – che l’interesse generale dovesse venire prima di tutto. L’ho fatto
con autenticità, coerenza, determinazione e nel rispetto dei valori in cui
credo. Proprio per questo, oggi sento il dovere di compiere un passo indietro”,
conclude Missiroli.
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l’indagine per maltrattamenti alla moglie proviene da Il Fatto Quotidiano.