Una notte di Natale di apprensione in Emilia–Romagna, in particolare nel
Ravennate per i torrenti che ieri avevano superato la soglia rossa.
Fortunatamente non sono stati registrati problemi particolari e, grazie alla
riduzione delle precipitazioni, i livelli idrometrici stanno tornando lentamente
alla normalità. Così lo stato di allerta è stato declassato da rosso ad
arancione, ma l’attenzione rimane comunque alta.
Per tante persone è stata una notte particolarmente difficile. I sindaci,
infatti, hanno predisposto per precauzione evacuazioni nelle aree più a rischio
dei Comuni di Faenza, Bagnacavallo, Castel Bolognese, Cotignola, Lugo, Solarolo,
Fusignano e Alfonsine, nel Ravennate. “Nelle ultime ore la piena del fiume
Lamone è continuata a defluire nel territorio a valle del Ponte dell’Albergone,
a Mezzano siamo finalmente scesi in soglia arancione dopo la nottata trascorsa
in soglia rossa. Oggi non sono previste precipitazioni significative, ma
continueremo comunque a tenere monitorato il deflusso delle acque in tutti i
corsi d’acqua del nostro Comune”. Così in un video su Facebook il sindaco di
Ravenna Alessandro Barattoni, aggiornando sulla situazione maltempo.
Alle 7.30 del 26 dicembre nessun fiume in Emilia-Romagna è oltre la soglia
rossa. A Mezzano il Lamoneda è tornato sotto il livello di allarme 3, dopo
averlo superato di oltre 50 cm. Da più di 48 ore è attivato tutto il sistema di
Protezione civile. In pianura come in collina, dove a causa di alcuni movimenti
franosi alcune strade sono state chiuse. Come a Brisighella, dove alcune
famiglie sono isolate, seppur non in pericolo, e a Casola Valsenio, dove è stata
registrata una precipitazione che ha superato i 200 millimetri di pioggia in
poche ore. Resterà aperto il Centro operativo regionale nella sede di Bologna
dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e di protezione civile, in
contatto costante con sindaci, prefetture e il presidente della Regione, Michele
de Pascale.
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normalità: lo stato di allerta è declassato ad arancione proviene da Il Fatto
Quotidiano.
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A pochi giorni dalla diffusione della notizia dell’indagine a suo carico per
maltrattamenti e lesioni, il sindaco di Cervia, Mattia Missiroli, lascia
l’incarico: “Con profondo dolore e ribadendo ancora una volta la mia totale
estraneità a qualsiasi episodio di maltrattamenti o violenza, rassegnerò le mie
dimissioni“, annuncia in una lunga nota diffusa dal Comune. “In questo momento
non sarebbe possibile – aggiunge – affrontare una situazione così complessa con
la necessaria lucidità, né garantire la serenità che l’istituzione comunale
merita. Ritengo quindi responsabile destinare ogni energia alla tutela della mia
onorabilità e, soprattutto, ai miei figli, che hanno bisogno di un padre
pienamente presente in una fase così delicata della loro vita”.
Missiroli, vecchia conoscenza della televisione italiana data la sua
partecipazione nel reality calcistico cult “Campioni, il sogno” che seguiva le
gesta proprio del Cervia, è un architetto libero professionista di 44 anni ed è
diventato sindaco nel 2024 con una coalizione che comprendeva Pd, Avs e 5
stelle. La Procura di Ravenna ha chiesto per lui la custodia cautelare in
carcere, respinta dal giudice per le indagini preliminari che ha rigettato la
richiesta considerando i fatti episodici e facendo notare come l’uomo abbia
subito lasciato casa dopo la visita al pronto soccorso della moglie. Il pm
intende comunque procedere con il ricorso al Tribunale del Riesame di Bologna.
Così, dopo un anno e mezzo dall’elezione, arrivano le sue dimissioni da sindaco
di Cervia. Missiroli afferma che negli ultimi giorni lui e la sua famiglia sono
stati “travolti da un’esposizione mediatica durissima, che non ha colpito solo
me come amministratore pubblico, ma anche i miei affetti più cari e,
soprattutto, i miei figli. In questa vicenda non ci sono soltanto ruoli
istituzionali: ci sono persone, relazioni e bambini che stanno pagando un prezzo
altissimo. Colpisce, in particolare, la rapidità con cui si è arrivati a giudizi
pubblici e definitivi, in tempi che non coincidono con quelli della giustizia e
dell’accertamento dei fatti”. “Desidero ribadirlo – prosegue – con assoluta
chiarezza: condanno ogni forma di violenza, in particolare quella contro le
donne, così come condanno ogni forma di violenza in generale. È giusto e
doveroso che su ogni situazione si faccia piena luce, senza ambiguità”.
Missiroli aggiunge di aver “confidato di poter chiarire immediatamente ogni
dubbio non appena avessi avuto accesso agli atti, cosa che in questa fase delle
indagini non mi è ancora tecnicamente possibile. Ad oggi non ho ricevuto
comunicazioni formali, non sono stato convocato e non ho potuto visionare alcun
atto. Nonostante ciò, ho letto sui mezzi di informazione ricostruzioni, accuse e
giudizi già formulati. Ho appreso dalla stampa contenuti che mi vengono
attribuiti, ho visto soffrire le persone a me più care e ho letto valutazioni
sommarie sulla mia persona, sulla mia vita e sul mio ruolo. Valutazioni
probabilmente figlie della frenesia dei tempi mediatici, ma lontane da una
visione garantista e, per questo, profondamente ingiuste”. “Ho dato tutto per
questa città, spesso mettendo il resto in secondo piano, nella convinzione –
prosegue – che l’interesse generale dovesse venire prima di tutto. L’ho fatto
con autenticità, coerenza, determinazione e nel rispetto dei valori in cui
credo. Proprio per questo, oggi sento il dovere di compiere un passo indietro”,
conclude Missiroli.
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l’indagine per maltrattamenti alla moglie proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il sindaco di Cervia, Mattia Missiroli, è indagato per maltrattamenti e lesioni
sulla moglie. La Procura di Ravenna ha chiesto per lui la custodia cautelare in
carcere, respinta dal giudice per le indagini preliminari che – secondo quanto
riportato dal Resto del Carlino e dal Corriere Romagna – ha rigettato la
richiesta considerando i fatti episodici e facendo notare come l’uomo abbia
subito lasciato casa dopo la visita al pronto soccorso della moglie.
La Procura intende però procedere con il ricorso al Tribunale del Riesame di
Bologna. Missiroli, vecchia conoscenza della televisione italiana data la sua
partecipazione nel reality calcistico cult “Campioni, il sogno” che seguiva le
gesta proprio del Cervia, è un architetto libero professionista di 44 anni
diventato sindaco nel 2024 con il 56,11% dei voti in una coalizione che
comprendeva Pd, Avs e 5 stelle.
Il caso sarebbe partito il 5 dicembre, giorno in cui la moglie del sindaco
avrebbe ricevuto dall’ospedale di Ravenna 7 giorni di prognosi per lesioni a un
braccio. La donna ha raccontato alle autorità di essere caduta a seguito di una
forte spinta e non ha denunciato direttamente il marito, ma come da prassi per i
casi gravi sono stati i medici ad allertare le forze dell’ordine attivando il
protocollo.
Dopo essere stata ascoltata dalla Questura di Ravenna, la donna ha rivelato
diversi maltrattamenti correlati da una foto di un labbro rotto da uno schiaffo
(presunto), oltre che da un paio di video. La situazione domestica complicata
andrebbe avanti dal 2012, e sarebbe – a dire della donna – teatro di insulti ed
episodi di violenza in precedenza mai rilevati. La donna è assistita dal legale
Giovanni Scudellari.
Missiroli si è difeso attraverso le parole del suo avvocato Ermanno Cicognani
definendo le accuse “gravi e infamanti” e sottolineando come “in 16 anni di
matrimonio, con due figli, mai ha avuto comportamenti violenti nei confronti
della moglie. La separazione in corso coinvolge aspetti che possono prestarsi a
strumentalizzazioni“. Il legale ha infine assicurato che l’uomo intende
difendersi con ogni azione legale possibile a sua tutela una volta avuto accesso
agli atti.
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Lui: “Accuse infamanti” proviene da Il Fatto Quotidiano.