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Da Niscemi a Torino, così la destra senza scrupoli sfrutta politicamente ogni tragedia del Paese
di Enza Plotino E’ stato detto dalle parti della destra e dai suoi megafoni di Stato che Elly Schlein “specula su Niscemi”. La segretaria del Pd, accorsa sul luogo della frana poche ore dopo l’accaduto, aveva chiesto al governo “di destinare un miliardo di euro che non verrà usato per infrastrutture inutili come il ponte sullo Stretto per dare sostegno alle aree colpite dal maltempo”. Una constatazione sulle responsabilità abbastanza chiare di chi governa la Sicilia da vent’anni e che ha il dovere verso la popolazione di quella cittadina in bilico sul baratro di far fronte, finalmente, al disastro annunciato e mai affrontato con progetti di recupero e finanziamenti dedicati. Sono parole ovvie e chiare che però si scontrano con un punto di forza della destra di governo: l’assoluta mancanza di scrupoli. E’ un continuo flusso di parole, tweet, articoli, commenti che farebbero vergognare qualsiasi persona normale, ma che la destra utilizza con maestria e con la destrezza di chi è uso fare politica da sempre in questo modo e con questi “mezzucci infami”. La destra che dichiara su Elly Schlein è la stessa che applaude con foga incontenibile alle speculazioni propagandistiche di Meloni. Dove? A Niscemi? Macchè! A poche ore dai tafferugli durante la manifestazione contro lo sgombero del centro sociale di Askatasuna a Torino, la premier Meloni, alla velocità della luce, è corsa nel capoluogo piemontese, a dare la mano al poliziotto in ospedale, accusando con parole incandescenti il Pd e i magistrati. Apriti cielo! Una valanga di veleno ha inondato media, social e ogni sorta di ingiurie ha accompagnato la cronaca dei fatti torinesi. Insieme all’accelerazione sul pacchetto securitario e repressivo, pronto da diversi giorni e utile “alla bisogna” del momento. Meloni plana, come un angelo (quello dell’affresco di San Lorenzo in Lucina a Roma?) del male, su disgrazie e tragedie, adattandole al suo disegno ideologico contro giudici e oppositori e repressivo dei diritti di chi dissente. E’ un modus operandi della destra da quel dì. Da quando urlava sguaiatamente sui bambini di Bibbiano con tanti di cartelloni, passando per le foto in stivaloni nell’Emilia-Romagna devastata dalle alluvioni, fino alla pandemia. Non c’è stato un solo tragico evento, negli anni prima del suo insediamento a Palazzo Chigi, in cui non l’abbiamo vista correre con cartelloni, megafoni, striscioni e tutto l’armamentario annesso per sfruttare politicamente ogni tragedia del Paese. Ha alimentato la paura e lucrato su di essa e sulle tragedie adattabili allo scopo, con scientifica perseveranza. E, dalla sua elezione a premier, il modus operandi si è fatto sistema e la propaganda violenta e immorale è diventata la cifra di questo governo. Questa sì una vergognosa, continua speculazione che il referendum potrebbe smascherare! Appuntamento al 22 marzo per dire No e mortificarla nei seggi elettorali! IL BLOG SOSTENITORE OSPITA I POST SCRITTI DAI LETTORI CHE HANNO DECISO DI CONTRIBUIRE ALLA CRESCITA DE ILFATTOQUOTIDIANO.IT, SOTTOSCRIVENDO L’OFFERTA SOSTENITORE E DIVENTANDO COSÌ PARTE ATTIVA DELLA NOSTRA COMMUNITY. TRA I POST INVIATI, PETER GOMEZ E LA REDAZIONE SELEZIONERANNO E PUBBLICHERANNO QUELLI PIÙ INTERESSANTI. QUESTO BLOG NASCE DA UN’IDEA DEI LETTORI, CONTINUATE A RENDERLO IL VOSTRO SPAZIO. DIVENTARE SOSTENITORE SIGNIFICA ANCHE METTERCI LA FACCIA, LA FIRMA O L’IMPEGNO: ADERISCI ALLE NOSTRE CAMPAGNE, PENSATE PERCHÉ TU ABBIA UN RUOLO ATTIVO! SE VUOI PARTECIPARE, AL PREZZO DI “UN CAPPUCCINO ALLA SETTIMANA” POTRAI ANCHE SEGUIRE IN DIRETTA STREAMING LA RIUNIONE DI REDAZIONE DEL GIOVEDÌ – MANDANDOCI IN TEMPO REALE SUGGERIMENTI, NOTIZIE E IDEE – E ACCEDERE AL FORUM RISERVATO DOVE DISCUTERE E INTERAGIRE CON LA REDAZIONE. L'articolo Da Niscemi a Torino, così la destra senza scrupoli sfrutta politicamente ogni tragedia del Paese proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Si fingono carabinieri e rapinano una famiglia rom: 4 arresti, due sono poliziotti
Erano entrati nel campo nomadi di via dei Gordiani, alla periferia est di Roma, per un finto blitz contro una famiglia rom. Si erano spacciati per carabinieri, indossando anche i distintivi dell’Arma al collo, e avevano smontato una parte del container portandosi via contanti, Rolex e Cartier. Peccato fosse tutto falso, compresa la loro identità. Per due dei quattro, ora arrestati, però il lavoro non era molto dissimile: si tratta infatti di due poliziotti già in servizio al commissariato Salario Parioli. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei 4 sono state firmate dal giudice al termine dell’indagine dei carabinieri, quelli veri, del Nucleo investigativo di Ostia, in collaborazione con la Squadra Mobile di Roma. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, quattro uomini si sarebbero introdotti nell’abitazione di due coniugi presentandosi come “Carabinieri dei Parioli” e indossando un distintivo al collo: avrebbero quindi simulato una perquisizione domiciliare, sostenendo di dover cercare armi e droga. Le vittime, insieme ai figli minori, sarebbero state costrette a rimanere all’interno dell’alloggio, con la porta d’ingresso chiusa. In un clima di forte intimidazione, uno degli aggressori avrebbe urlato contro la donna della coppia che manifestava dubbi sulla loro reale identità, provocandole un malore e causando al figlio 12enne un grave stato di paura. Nel corso della falsa perquisizione, i rapinatori avrebbero anche smontato con un trapano i pannelli di rivestimento delle pareti dell’abitazione, riuscendo a individuare i nascondigli utilizzati per custodire i beni di valore. Se n’erano così andati con circa 5.000 euro in contanti e sei orologi di lusso, cinque Rolex e un Cartier. Carabinieri e poliziotti sono risaliti ai quattro dopo la denuncia delle vittime, seguita dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti in zona e accertamenti tecnici sui tabulati telefonici. Oltre ai due poliziotti in servizio presso il Commissariato ‘Salario Parioli’, già sospesi e agli arresti domiciliari per altri motivi, sono stati portati in carcere un cittadino marocchino e uno croato, entrambi con precedenti penali e recidivi reiterati. Proprio il cittadino croato avrebbe avuto il ruolo di basista, fornendo ai complici informazioni dettagliate sull’abitazione da colpire e sui nascondigli dei valori. L'articolo Si fingono carabinieri e rapinano una famiglia rom: 4 arresti, due sono poliziotti proviene da Il Fatto Quotidiano.
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