Storica doppietta di Aprilia in Brasile. La casa italiana domina sul circuito di
Goiania, trovando la vittoria con Marco Bezzecchi e il secondo posto con Jorge
Martin. Per il pilota riminese è il successo in due gare, che lo proietta in
testa al Mondiale 2026 di MotoGp. Il suo primo rivale per il titolo, Marc
Marquez, ha chiuso fuori dal podio, battuto al termine di uno splendido duello
da Fabio Di Giannantonio, che si è preso così la terza piazza. Le due Ducati –
ufficiale e Team VR46 – che avevano dato segnali di risveglio nella Sprint, sono
state però nettamente battute dalle Aprilia. Per Bezzecchi è la quarta vittoria
consecutiva: il primato in classifica, che aveva già assaporato dopo Argentina e
Austin 2023, questa volta sembra l’alba di una stagione da grande protagonista.
Su una gara ridotta di 8 giri (23 invece di 31) per “degradazione della pista”,
Bezzecchi è partito a fionda dalla griglia e non si è più fermato. Ha scavato a
suon di giri veloci un gap superiore ai due secondi, con un ritmo insostenibile
per tutti gli altri. Nel frattempo anche Martin risaliva forte: dopo il duello
con Acosta, lo spagnolo ci ha messo un attimo ha riportarsi in scia alle due
Ducati, per poi superarle in un sol boccone. Così, Marquez e Di Giannantonio si
sono ritrovati a lottare per il podio, mentre Martin volava via, anche lui
sempre più a suo agio su una Aprilia stellare. Come dimostra anche il quinto
posto di Ai Ogura.
Pedro Acosta ha provato a lottare ma chiude settimo: la sua Ktm non gli permette
di stare con i migliori. Sesto Alex Marquez, che deve stare attento ora al suo
compagno di scuderia Fermin Aldeguer, ottavo e in ripresa dall’infortunio. Fuori
dalla top ten Luca Marini, undicesimo con la Honda e davanti a Franco
Morbidelli, peggiore delle Ducati al traguardo. Escluso ovviamente Pecco
Bagnaia, che è caduto rovinosamente intorno a metà gara, quando era comunque
lontanissimo dai primi. Il suo 2026, per ora, sembra la prosecuzione dell’incubo
della passata stagione.
MOTOGP BRASILE – ORDINE DI ARRIVO GARA
MOTOGP BRASILE – LA NUOVA CLASSIFICA
L'articolo MotoGp, Aprilia domina in Brasile: Bezzecchi davanti a Martin, vola
in testa al Mondiale | Ordine d’arrivo e nuova classifica proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Marc Márquez
“Secondo me la gomma è esplosa sul cordolo“. Caso chiuso: non c’è nessun mistero
rispetto alla foratura che ha messo ko Marc Marquez nel GP della Thailandia, il
primo gran premio della stagione di MotoGp 2026 vinto da Marco Bezzecchi. Tutto
è successo in un attimo al quint’ultimo giro: in quel momento il campione
spagnolo della Ducati era in lotta per il podio, ma ha commesso un errore grave.
È entrato troppo forte in curva e per non cadere ha rialzato la moto, salendo ad
alta velocità sul cordolo. Questo impatto ha provocato la deformazione del
cerchione e di conseguenza l’esplosione dello pneumatico, che ha subito perso
pressione.
A fine gara sono tutti concordo nell’attribuire a questa dinamica le ragioni
della foratura. Lo stesso Marquez ha spiegato tutto a Sky: “Mi è partito il
posteriore alla curva sì, ma secondo me era normale, ero entrato forte. Ho visto
che mi partiva dietro e allora mi sono detto di andare sulla parte più sicura,
ovvero fuori dalla pista e rientrare, anche se perdevo tempo. Secondo me è stato
il cordolo che ha fatto esplodere tutto. La fortuna è che non sono caduto”, ha
commentato lo spagnolo. Anche Davide Tardozzi, team manager della Ducati, ha
dato la stessa versione: “È salito sul cordolo e a un certo punto c’è uno
‘spigolo‘. Lui è sceso lì e ha ammaccato il cerchio, ha dato un colpo al cerchio
e chiaramente la gomma ha perso pressione“, ha sottolineato a Sky.
Peraltro, le caratteristiche del circuito di Buriram aumentano il rischio che si
verifichino questi problemi. È la combinazione di forte caldo, asfalto che
consuma particolarmente la gomma e cordoli aggressivi. Lo ha raccontato Piero
Taramasso, responsabile Michelin per la MotoGp: “Abbiamo questo problema per
tutto il fine settimana. Molte ruote tornano deformate perché fa molto caldo, le
gomme sono morbide e i cordoli sono molto aggressivi. Anche ieri c’è una perdita
di pressione all’anteriore di Martin”, le sue parole a Canal +. Quello di
Marquez quindi è stato solo l’episodio più eclatante, dovuto a un errore del
pilota: “La foratura avviene sul cordolo, è quello che ci dice Marc. L’unico
errore che commette è andare largo e colpire il cordolo: il cerchione si
deforma, l’aria esce e la gomma si sgonfia“.
L’ESITO DEL GP DI THAILANDIA 2026
LA NUOVA CLASSIFICA DELLA MOTOGP 2026
L'articolo Caldo, asfalto e cordoli: così Marquez ha deformato il cerchione
della sua Ducati e la gomma è esplosa proviene da Il Fatto Quotidiano.
Una vittoria mai in discussione per Marco Bezzecchi (Aprilia), che ha
conquistato la gara inaugurale del Motomondiale sul circuito di Buriram, in
Thailandia. Bezzecchi ha staccato gli avversari fin dai primi giri con un
notevole distacco di tempo. Secondo Pedro Acosta (Ktm) e terzo Raul Fernandez
(Trackhouse). Fuori Marc Marquez.
Bezzecchi ha confermato le grandi aspettative che erano nate nelle prime
sessioni della stagione. Il pilota italiano ha dominato la gara. Il primo posto
non è mai stato in discussione. Marc Marquez (Ducati), partito secondo in
griglia e atteso in questa gara, si è dovuto arrendere alla foratura della sua
ruota posteriore, non concludendo la gara.
Acosta ha saputo approfittarne conquistando la seconda posizione dopo un lungo
duello con Raul Fernandez, finito terzo. Solo nono posto per Pecco Bagnaia,
mentre Di Giannantonio e Morbidelli terminano la gara rispettivamente al sesto e
ottavo posto.
L'articolo MotoGp, in Thailandia trionfa Bezzecchi. Acosta e Fernandez
completano il podio. Fuori Marc Marquez proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un sabato infuocato ad inaugurare il nuovo Motomondiale di MotoGp. Marco
Bezzecchi (Aprilia) vince le qualifiche e conquista la pole position per il gran
premio di Thailandia che si svolgerà domani, domenica 29 febbraio 2026.
Sfortunato il pilota italiano, che cade in curva durante la successiva sprint
race. Proprio nella gara di velocità trionfa Pedro Acosta (Ktm) dopo un lungo
duello con Marc Marquez (Ducati), culminato in un contatto dubbio tra i due, per
cui il ducatista ha dovuto cedere la posizione.
Sul tracciato thailandese di Buriram, circuito inaugurale del Motomondiale,
Marco Bezzecchi conferma il grande potenziale mostrato da Aprilia nelle prime
sessioni e conquista la pole per il gran premio di domenica. Il pilota italiano
ha registrato il miglior tempo, ma, proprio quando stava cercando di migliorare
il suo riferimento, è scivolato. Una caduta che non ha però inficiato sul primo
posto in griglia. In prima fila domani, affianco al pilota romagnolo, ci sarà lo
spagnolo Marc Marquez, il campione del mondo in carica, con la Ducati Lenovo
Team. Il ducatista è arrivato secondo a 35 millesimi dal primo. Terza posizione
per Raul Fernandez su Trackhouse, scuderia satellite dell’Aprilia. Fabio Di
Giannantonio partirà quarto, mentre Pecco Bagnaia, eliminato in Q1, partirà
dalla tredicesima posizione.
La sprint race, la prima gara della stagione che dà punti ai piloti per il
motomondiale con il percorso di 13 giri, si conclude con la vittoria di Pedro
Acosta dopo un lungo duello con Marc Marquez, penalizzato all’ultimo giro e
costretto ad accontentarsi della seconda posizione. Marco Bezzecchi, partito in
prima posizione, dopo uno spettacolare duello con il pilota spagnolo della
Ducati, fatto di sorpassi e controsorpassi, cade in curva al terzo giro. Le
nuove due moto che combattono per la vittoria diventano la Ducati di Marc
Marquez e la Ktm di Pedro Acosta. Anche qui la lotta tra i due risulta
concitata, ma lascia in prima posizione per larghi tratti della gara Marquez.
Proprio il ducatista, nel corso di un controsorpasso all’interno ai danni di
Acosta, tocca la moto dell’avversario. La Direzione di Gara lo penalizza e
Marquez cede la posizione ad Acosta dopo un contatto, punito troppo severamente
secondo alcuni.
Il pilota vincitore della sprint race ha dichiarato: “Non mi piace vincere così,
non mi sento davvero vincitore, perchè Marquez ha ceduto la posizione. – e
aggiunge – Marc mi ha spinto fuori ma … non so. Un buon modo per iniziare la
stagione, ma domani voglio vincere in un altro modo”. Marquez non si è lasciato
influenzare dai dubbi sul contatto e non ha lasciato spazio alle polemiche
dichiarando: “La penalità? Decide la Direzione Gara. Vengo da un infortunio e va
bene così, sono contento“.
Contatto anche tra Fabio Di Giannantonio e Alex Marquez con l’italiano che ha
dichiarato di essersi recato in Direzione Gara alla fine per chiedere conto
della pericolosa manovra dello spagnolo. Bagnaia chiude nono dopo aver
recuperato alcune posizioni. L’appuntamento di domani si preannuncia infuocato.
L'articolo MotoGp: Pole a Bezzecchi, ma nella sprint race cade e vince Acosta.
Subito polemiche proviene da Il Fatto Quotidiano.
Prima posizione e record della pista nei test, prima posizione nelle prime
libere. Prima posizione nelle pre-qualifiche, con quasi mezzo secondo di
vantaggio sul secondo e nuovo record della pista. Difficile non credere che
l’avvio di stagione di Marco Bezzecchi in Thailandia possa portare una
rinfrescata ai vertici della MotoGp, dopo quattro anni di campionato monomarca
Ducati (2022 Bagnaia, 2023 Bagnaia, 2024 Martin), quando non monoMarquez (2025).
Il romagnolo ha inaugurato la stagione là dove aveva lasciato alla fine del
2025: davanti a tutti. Ma la novità è che alle sue spalle l’intero gruppo
Aprilia va bene, e veloce: Jorge Martin, risolti i mille acciacchi dei millemila
infortuni della scorsa stagione, sembra agguerrito, non fosse altro per
garantirsi un ingaggio valido per il 2027. Ai Ogura fa meglio di Fernandez, ma
insomma la moto di Noale sembra in palla in tutte le condizioni, con 3 piloti su
4 nei primi dieci.
E dunque Aprilia favorita? Mah: alle spalle c’è sempre un tale Marc Marquez,
campione del mondo in carica nonostante l’infortunio che lo ha tenuto fuori per
quattro gare. Epperò pure il dominante Marquez qualche grattacapo ce l’ha: il
suo braccio destro, tanto per cominciare, è talmente intarsiato di cicatrici da
consigliargli di optare per una aerodinamica meno invasiva (quella del 2024) per
l’inizio della stagione, copiato dai piloti dei team clienti. Il risultato è
che, ufficiali e non, nessuna Ducati pare circolare su pista con l’odiata (da
Bagnaia) versione 2025. Del due volte campione del mondo torinese, a proposito,
ci sarà di che parlare nel corso della stagione. I rumor mai smentiti lo danno
in uscita da Ducati per un quadriennale proprio con Aprilia, offeso dalla
richiesta di trasferirsi in team satellite pur con il trattamento da ufficiale e
sdegnoso dei milioni offerti da Yamaha per andare piano. Però Pecco, che era
parso in forma nei test, ha steccato la prima: fuori dal Q2 di Buriram per sua
stessa colpa ammessa, il torinese è stato fin qui scialbo. Si vedrà. E dunque,
almeno sulla carta: Bezzecchi, Marquez (Marc), Marquez (Alex), Bagnaia sono i
nomi su cui i bookmaker si giocano il mondiale. Con gli outsider Martin, Di
Giannantonio, Acosta, Ogura e Fernandez a cercare di rosicchiare qualcosa. Tra
le case, detto di Ducati e Aprilia, cresce la Honda, stazionaria Ktm, disastro
totale Yamaha.
Fin qui la sfera di cristallo sulla parte sportiva che quasi rischia di essere
residuale rispetto a quel che gli anglosassoni chiamano silly season. Vale a
dire la gragnuola di voci e indiscrezioni sul giro di walzer prossimo venturo:
Quartararo verso la Honda, Acosta verso Ducati, Bagnaia in Aprilia, Alex Marquez
in uscita da Gresini ma con destinazione ignota (Ktm ufficiale al posto di
Binder e insieme a Vinales?). Senza contare re Marquez, il cui rinnovo biennale
in Ducati appare un po’ meno scontato di prima, alla luce della sua stessa
manifesta stanchezza. “Siamo lì tra i migliori 3-4 piloti, è dove dobbiamo
essere – ha detto dopo le prequalifiche – quanto mi può impegnare l’Aprilia da 1
a 10? 10. Bezzecchi è il favorito per pole, sprint e gara”. Così il pilota della
Ducati: “Dico la verità, noi proveremo a lottare per la prima fila e per il
podio sia nella Sprint che nella gara lunga. E non sarà facile. L’anno scorso
l’obiettivo era un altro perché ero io il più veloce, quest’anno per il momento
no”, ha aggiunto lo spagnolo ai microfoni di Sky Sport.
Quel che Marquez non dice è che, a 33 anni, questa potrebbe essere l’ultima
stagione della “sua” MotoGp, così come il 2015 fu l’ultimo anno della MotoGp di
Valentino Rossi. Alla rivoluzione in arrivo nel 2027 – motori più piccoli, meno
aerodinamica, circuiti cittadini, più circenses che panem, secondo la moda di
Liberty Media già vista nella F1 – il nove volte campione del mondo si affaccia
come un musicista classico all’ascolto di un album dei Tool: bello, ma non ci
vivrei. E quindi chissà che con il passare delle gare nella testa dello spagnolo
non maturi un’idea balzana: andarsene finché è il più grande. Lasciando il circo
a fare il circo senza di lui, che animale da esposizione proprio non è.
Le premesse, peraltro, non sono delle migliori. A cominciare dalla polemica
incipiente sulla decisione di sopprimere il gran premio di Phillip Island –
universalmente il più bel circuito del mondo insieme al Mugello – per
trasferirsi in area cittadina ad Adelaide (non la stessa della Formula 1, e meno
male). Motivazione tecnica della Fim: gli isolani non hanno fatto nessuna delle
modifiche richieste al circuito, paddock, box, vie di fuga. Motivazione di
Carmelo Ezpeleta (padre e fin qui padrone del campionato): “Vogliamo portare le
moto più vicino ai cittadini”. Risultato: niente più gran premio sull’oceano tra
gabbiani suicidi, venti impazziti e sfondi da romanzo. Cioè meno romanticismo,
meno epopea, meno rischi, meno divertimento. Più birra, salsicce, vip e social.
Che poi è la ricetta rimasticata della Formula 1: macchine lente e regolamenti
esasperati in cambio di un po’ di gossip.
Se pagherà in termini di audience e di ricavi si vedrà. Ma sportivamente non ha
alcun senso.
L'articolo MotoGp, stagione al via in attesa della rivoluzione 2027. Godiamoci
la velocità (finché c’è) e lo scontro Aprilia-Ducati proviene da Il Fatto
Quotidiano.
L’Aprilia riparte da dove aveva chiuso. A Buriram, nel primo venerdì del
Mondiale MotoGp 2026, è Marco Bezzecchi a firmare il miglior tempo nelle prove
libere, lanciando un segnale chiaro alla concorrenza. Il riminese chiude in
1’28”526, nuovo record della pista, rifilando oltre quattro decimi (+0.421) alla
Ducati di Marc Marquez. Terzo tempo per Fabio Di Giannantonio con la Ducati VR46
(+0.484), davanti a Pedro Acosta su Ktm e all’altra Aprilia ufficiale di Jorge
Martin, quinto. Le RS-GP di Noale piazzano tre moto nei primi dieci: oltre a
Bezzecchi e Martin, c’è anche Ai Ogura nono nonostante una scivolata nel finale.
Un avvio incoraggiante per la casa veneta, protagonista già nei test invernali.
Ducati insegue, con Marc Marquez non ancora al meglio ma comunque secondo al
termine di una giornata in cui ha faticato a trovare continuità. Più costante Di
Giannantonio, a lungo davanti nel pomeriggio prima di scivolare al terzo posto.
La sensazione è di un equilibrio ancora tutto da decifrare, anche se l’Aprilia
ha impressionato per passo e velocità. Inizio complicato invece per Francesco
Bagnaia. Il pilota piemontese del Ducati Lenovo Team chiude solo quindicesimo, a
quasi un secondo e tre decimi da Bezzecchi (+1.298), e sarà costretto a passare
dal Q1 per provare a conquistare un posto in Q2 e giocarsi la pole.
Con lui dovranno transitare dalla prima sessione di qualifiche anche Franco
Morbidelli (13°) e Luca Marini (11°), quest’ultimo però convincente in sella a
una Honda in crescita. In top ten anche Joan Mir (7°) e Johann Zarco (10°), a
conferma dei progressi della casa giapponese. In crisi le Yamaha, relegate nelle
retrovie: sedicesimo Fabio Quartararo, diciannovesimo Jack Miller davanti ad
Alex Rins e al rookie Toprak Razgatlioglu, campione del mondo Superbike.
La stagione 2026 si apre dunque con Bezzecchi e l’Aprilia nel ruolo di primi
protagonisti su una pista che già nei test aveva esaltato il riminese, detentore
del giro record. Marquez, campione in carica dopo il titolo conquistato con
largo anticipo nel 2025, resta l’uomo da battere, ma il venerdì thailandese
racconta di una Ducati costretta a inseguire. La MotoGp tornerà in pista nella
notte italiana tra venerdì e sabato: alle 4.10 le Libere 2, alle 4.50 le
qualifiche e alle 9 la Sprint Race, primo banco di prova di un Mondiale che
promette battaglia fin dal debutto.
MOTOGP THAILANDIA, LA CLASSIFICA DOPO LE PROVE LIBERE
1. Marco Bezzecchi (Aprilia Racing) – 1’28”526
2. Marc Marquez (Ducati Lenovo Team) – +0.421
3. Fabio Di Giannantonio (Pertamina Enduro VR46 Ducati) – +0.484
4. Pedro Acosta (Red Bull KTM Factory Racing) – +0.659
5. Jorge Martin (Aprilia Racing) – +0.703
6. Alex Marquez (Gresini Racing MotoGP) – +0.850
7. Joan Mir (Castrol Honda Team) – +0.991
8. Brad Binder (Red Bull KTM Factory Racing) – +1.006
9. Ai Ogura (Aprilia Trackhouse Racing) – +1.053
10. Johann Zarco (LCR Honda) – +1.064
11. Luca Marini (Castrol Honda Team) – +1.088
12. Maverick Viñales (Red Bull KTM Tech3) – +1.097
13. Franco Morbidelli (Pertamina Enduro VR46 Ducati) – +1.116
14. Raul Fernandez (Aprilia Trackhouse Racing) – +1.140
15. Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team) – +1.298
16. Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP) – +1.358
17. Enea Bastianini (Red Bull KTM Tech3) – +1.504
18. Diogo Moreira (LCR Honda) – +1.575
19. Jack Miller (Prima Pramac Racing) – +1.608
20. Alex Rins (Monster Energy Yamaha MotoGP) – +1.776
21. Toprak Razgatlioglu (Prima Pramac Racing) – +1.839
22. Michele Pirro (Gresini Racing MotoGP) – +2.911
L'articolo MotoGp Thailandia, i risultati delle libere: l’Aprilia vola con
Bezzecchi, ma Marquez è già secondo. Bagnaia ancora in crisi proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Sono state svelate oggi, 19 gennaio, le Desmosedici GP della Ducati con cui Marc
Márquez e Francesco Bagnaia esordiranno al GP della Thailandia il prossimo 1°
marzo e correranno per l’intera stagione 2026. Per celebrare i cento anni dalla
fondazione di Ducati, la moto sarà di colore rosso opaco con doppia banda bianca
sulla carena della Desmosedici GP, un design che rimanda al 2007 e al titolo
mondiale conquistato da Casey Stoner.
A guidarla ci saranno anche il campione del Mondo Marc Márquez e Francesco Pecco
Bagnaia, in cerca di riscatto dopo una stagione deludente. L’altra particolarità
sarà il rosso scuro, come quello delle origini: dal rosso della Ducati 60 del
1949, prima moto completa che segnò l’esordio della Ducati tra i costruttori
motociclistici, a quello della Gran Sport “Marianna” del 1955, la prima Ducati
concepita per correre. Particolarità anche sui numeri: Marquez manterrà il 93
(come sempre ha rinunciato al numero 1) di colore rosso, mentre Bagnaia – non
solo avrà un font diverso dal compagno – ma avrà il suo 63 in bianco.
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“Mi lascio alle spalle un anno impegnativo, ma che ha lasciato tanti
insegnamenti e fatto crescere ancora di più la mia voglia di tornare in pista il
prima possibile con la nuova Desmosedici GP”, ha dichiarato Bagnaia. “La
stagione 2026 avrà un valore particolare: una nuova opportunità per dimostrare
tutto il nostro potenziale nell’anno di celebrazione del centenario di Ducati e
con una livrea davvero d’impatto”, ha concluso il pilota italiano.
Una stagione 2026 all’insegna del numero 100 e non solo per il centenario: con
le 13 vittorie del 2025, infatti, Ducati è arrivata a 99 trionfi in MotoGP e la
prima vittoria della nuova stagione sarà proprio la prima a tre cifre, la numero
100. La scuderia di Borgo Panigale punta a riconfermarsi campione del mondo
costruttori (sarebbe il settimo consecutivo) e campione del mondo piloti dopo il
trionfo di Marquez.
“Riconfermarsi sarà ancora più difficile ma abbiamo dalla nostra la possibilità
di sfruttare al massimo il pacchetto della Desmosedici GP che è il più
competitivo e affidabile“, ha invece dichiarato Marc Marquez. “Riprendere
confidenza alla guida dopo l’infortunio è il primo obiettivo, poi dare
spettacolo in pista con il Ducati Lenovo Team di cui cercherò di onorare i
colori al massimo delle mie possibilità anche quest’anno”, ha concluso il pilota
campione del mondo.
“Con Marc e Pecco abbiamo due campioni straordinari, animati da motivazioni e
obiettivi fortissimi, pronti a cercare nuove conferme e risposte importanti – ha
spiegato Claudio Domenicali, Ceo Ducati Moto Holding -. Al loro fianco c’è la
Desmosedici GP, una moto nata da un’evoluzione continua e da scelte tecniche
mirate, che rappresenta il massimo della nostra visione tecnologica e che, in
questo anno speciale, abbiamo reso ancora più iconica vestendola di un rosso che
richiama la nostra storia”.
L'articolo Ducati svela la nuova moto di Bagnaia e Marquez: doppia banda bianca
per i 100 anni dalla fondazione | Foto proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un sequestro senza precedenti ha portato alla luce una delle più grandi
collezioni private di moto da corsa mai individuate, con pezzi iconici della
MotoGP appartenuti ad alcuni dei più grandi campioni degli ultimi decenni. Le
autorità messicane hanno infatti sequestrato decine di motociclette per un
valore stimato attorno ai 40 milioni di dollari, tutte riconducibili a Ryan
James Wedding, uno dei dieci latitanti più ricercati dall’FBI, ma anche ex
olimpionico di snowboard.
A confermare l’operazione è stata la stessa FBI di Los Angeles, che attraverso
un comunicato ha spiegato come nel corso dell’ultimo mese siano stati eseguiti
in Messico diversi mandati di perquisizione. L’azione è frutto di una
collaborazione internazionale che ha coinvolto le autorità messicane, l’FBI, la
Royal Canadian Mounted Police e il dipartimento di polizia di Los Angeles. Il
bilancio è imponente: oltre 50 moto da Gran Premio e altri mezzi da
competizione, custoditi in un garage.
Tra le motociclette recuperate figurano autentici gioielli della storia del
motociclismo mondiale. Nella collezione compaiono diverse Ducati MotoGP guidate
in passato da Valentino Rossi, Jorge Lorenzo, Andrea Dovizioso, Loris Capirossi
e Andrea Iannone, oltre alla Moto2 con cui Marc Márquez conquistò il titolo
mondiale nel 2012 e a un’Aprilia 125 con cui Rossi vinse il campionato
dell’ottavo di litro. Un patrimonio sportivo di enorme valore, che ha attirato
l’attenzione anche degli esperti del mercato dei cimeli della MotoGP, un settore
in forte crescita ma raramente associato a cifre di questa portata.
Il nome di Wedding è al centro di un’indagine di ampia portata. Ex snowboarder
olimpico canadese, ha partecipato ai Giochi invernali del 2002 a Salt Lake City,
ma secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sarebbe diventato il
vertice di una vasta organizzazione criminale dedita al traffico internazionale
di droga. Le accuse nei suoi confronti includono associazione a delinquere
finalizzata allo spaccio e all’esportazione di cocaina, riciclaggio di denaro e
omicidio. Wedding è accusato di aver ordinato l’uccisione di un testimone chiave
in un procedimento per droga.
L’FBI ha ribadito che è prevista una ricompensa fino a 15 milioni di dollari per
chiunque fornisca informazioni utili all’arresto o alla condanna del latitante,
che secondo le autorità statunitensi si troverebbe attualmente in Messico. Il
sequestro delle moto rappresenta uno dei colpi più simbolici inferti al suo
impero criminale, svelando al tempo stesso il lato oscuro del collezionismo
sportivo d’élite.
L'articolo Un garage da 40 milioni: sequestrate le MotoGP di Rossi, Marquez e
altri campioni. Scoperta la collezione di uno dei latitanti più ricercati al
mondo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tornare campione del mondo a 32 anni, sei dopo l’ultima volta, avendo nel mezzo
affrontato quattro operazioni e un “buco profondo e nero”. Il 2025 è stato
l’anno in cui Marc Marquez si è ripreso la MotoGp, dominando il campionato in
sella alla Ducati. “La sfida più difficile della mia carriera sportiva, cioè
uscire da quel buco profondo e nero, l’ho superata, e l’ho fatto con un team
incredibile: la Ducati Factory”, racconta Marquez in un’intervista alla Gazzetta
dello Sport.
L’inizio dell’incubo ha una data precisa: 19 luglio 2020, Gp di Jerez. Una
caduta terribile e una frattura all’omero destro da cui lo spagnolo non riuscirà
mai a riprendersi definitivamente. Marquez però è riuscito a tornare a vincere,
grazie a due scelte ben precise. La prima è stata ovviamente quella di lasciare
la Honda. Il primo momento chiave della rinascita, spiega lui stesso, “è stato
il GP del Giappone 2023: la settimana successiva ho preso la decisione di
lasciare il team che mi aveva dato tutto, la Honda, per andare al team Gresini.
Nadia Padovani mi aveva aspettato fino a quel punto, quando mancavano quattro GP
alla fine: di solito un team non aspetta così. Quello è stato il punto numero
uno, sportivamente parlando“.
Il secondo momento di svolta è meno scontato. Ed è temporalmente precedente:
ovvero la scelta, annunciata durante il Gp del Mugello 2022, di sottoporsi a una
quarta operazione chirurgica. Marquez racconta: “Quando era già tutto a posto
sono andato in America a rompere il braccio e rimetterlo diritto. Quella è stata
una decisione difficile, perché per fare una vita normale poteva andare bene,
era un braccio che permetteva di fare le cose di ogni giorno, ma per guidare una
moto no. Così ho preso quel rischio“.
Il ricordo torna alle parole di Marquez di tre anni e mezzo fa: “Avrei fatto di
tutto per evitare l’operazione, ma è l’unico modo per avere un pieno recupero”.
Il tempo gli ha dato ragione. Marquez è di nuovo campione del mondo, anche se il
paradosso è che chiuderà il 2025 pensando a un’altra riabilitazione, dopo
l’infortunio alla spalla: “Sono già dodici settimane, quasi tre mesi: posso
iniziare ad andare in moto, i dottori hanno dato l’ok e così ho ricominciato con
cautela. Muscolarmente mi sono già ripreso abbastanza, la spalla ancora non
lavora in modo perfetto, ma abbiamo un mese e mezzo fino ai test in Malesia di
febbraio”. Marquez non si vuole fermare: “Ora stiamo lavorando di nuovo per
lottare per il titolo iridato 2026“.
L'articolo “Quando era già tutto a posto sono andato in America a rompere il
braccio e rimetterlo diritto”: Marquez racconta la sua rinascita proviene da Il
Fatto Quotidiano.