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Bezzecchi si sposa a sorpresa in Malesia: all’altare arriva Albarosa, la nuova Aprilia tutta in bianco – Foto
“Lei, signor Marco Bezzecchi, intende prendere in moglie la qui presente RS-GP Albarosa?”. No, non stiamo inventando nulla: il rinnovo di Marco Bezzecchi con l’Aprilia è andato esattamente così. Perché la permanenza in Aprilia del pilota italiano era praticamente scontata, l’annuncio lo è stato meno. Anzi, è stato un annuncio che definire singolare è poco. Dopo la gag realizzata dallo stesso Bezzecchi nell’ultima vittoria dello scorso anno a Valencia, quando ‘chiese in sposa’ la sua RS-GP (presentata qualche settimana fa) con tanto di anello, ecco che Albarosa – così il pilota ha ribattezzato la sua moto – e Bezzecchi hanno celebrato davvero il matrimonio a Sepang, in Malesia. ‹ › 1 / 19 CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 ‹ › 2 / 19 CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 ‹ › 3 / 19 CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 ‹ › 4 / 19 CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 ‹ › 5 / 19 SNAPINSTA.CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 ‹ › 6 / 19 CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 ‹ › 7 / 19 CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 ‹ › 8 / 19 CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 ‹ › 9 / 19 CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 ‹ › 10 / 19 CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 ‹ › 11 / 19 CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 ‹ › 12 / 19 CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 ‹ › 13 / 19 CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 ‹ › 14 / 19 CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 ‹ › 15 / 19 CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 ‹ › 16 / 19 CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 ‹ › 17 / 19 CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 ‹ › 18 / 19 CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 ‹ › 19 / 19 CREDIT PHOTO: INSTAGRAM @MARCOBEZ72 Bezzecchi rimarrà in Aprilia fino al 2027, ma a prendersi la scena è stato senza dubbio il video pubblicato sulla pagina ufficiale dell’Aprilia nella mattinata del 2 febbraio. Una gag curata nei minimi dettagli: Bezzecchi con una tuta–smoking invidiabile, la nuova moto bianca per l’occasione, con il velo e un “abito da sposa”, gli invitati in lacrime a seguire la celebrazione, una violinista a riprodurre le tipiche colonne sonore del matrimonio, tra cui la marcia nuziale. Il riso all’uscita degli sposi sulla passerella, lo scambio di anelli, il bacio dopo il matrimonio, il sì a voce di Bezzecchi e il sì con un rombo di motore dell’Aprilia. Tutto come da copione, ina una cornice suggestiva e iconica: il paddock di Sepang. Con un officiante d’eccezione: l’amministratore delegato di Aprilia, Massimo Rivola, con la fascia tricolore. LE PAROLE DI BEZZECCHI E RIVOLA “Sono molto contento di aver rinnovato per altri due anni. Fin dal primo giorno in cui ho firmato avevo in mente l’obiettivo di costruire un progetto a lungo termine”, ha dichiarato Marco Bezzecchi dopo l’ufficialità del rinnovo, tornando “serio” post matrimonio. “Sono felice di aver trovato il supporto di tutto il team e di tutta la fabbrica a Noale. Spero di riuscire a regalare loro tante gioie, così come loro faranno sicuramente con me”. L'articolo Bezzecchi si sposa a sorpresa in Malesia: all’altare arriva Albarosa, la nuova Aprilia tutta in bianco – Foto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Il calvario di Jorge Martin, in forte dubbio per i test a Sepang: si è sottoposto ad altri due interventi chirurgici
Nuova stagione, vecchi problemi. Jorge Martin non ha ancora recuperato pienamente dall’ultimo dei tanti infortuni del 2025 e con molta probabilità – come riportato da Motorsport – salterà il primo appuntamento ufficiale di MotoGp nel 2026: i test di Sepang, in programma in Malesia dal 3 al 5 febbraio. Alla base di tutto c’è un recupero più complesso del previsto e di conseguenza altri due interventi chirurgici. Nelle ultime settimane, infatti, Martin si è sottoposto a due nuovi interventi chirurgici su indicazione medica: uno per correggere una lesione allo scafoide della mano sinistra e un altro per risolvere un problema alla clavicola destra. L’intenzione di Martin – come aveva dichiarato nel corso della presentazione della nuova Aprilia per il 2026 – è quella di tornare al 100% prima possibile per mettersi alle spalle un 2025 da incubo, pieno di infortuni e in cui ha completato soltanto quattro gare delle 22 previste. I due interventi sono appunto mirati a risolvere definitivamente i vari problemi fisici e ripartire al meglio nella nuova stagione di MotoGp. Nel caso in cui alzasse bandiera bianca per i test a Sepang, lo spagnolo salterebbe i test pre stagionali in Malesia per il secondo anno consecutivo: di fatto l’anno scorso i suoi test erano finiti prima ancora di cominciare, dopo l’incidente (con fratture al metacarpo della mano destra e al terzo, quarto e quinto metatarso del piede sinistro) in una delle sue prime uscite in sella alla RS-GP nel day 1. Durante la presentazione della nuova Aprilia, l’amministratore delegato Massimo Rivola aveva già predicato calma sulle condizioni del campione del mondo in carica: “Vedo Martin fisicamente ancora molto indietro, dobbiamo concedergli il tempo necessario per recuperare“. Intanto il campione del mondo 2024 sui social ha postato delle storie Instagram mentre pratica sci alpino, una delle sue passioni, ad Arinsal (Andorra). Martin non sale su una moto dai test di Valencia e punta a rientrare direttamente nell’ultimo appuntamento pre-stagionale, previsto a Buriram (Thailandia) il 21 e 22 febbraio. L'articolo Il calvario di Jorge Martin, in forte dubbio per i test a Sepang: si è sottoposto ad altri due interventi chirurgici proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Valentino e Clara qui da me non sono mai venuti in vent’anni, mai”: Graziano Rossi accusa i figli e difende la compagna
“Bisogna che lo chieda a lui”. È con questa frase che Graziano Rossi risponde alle domande sullo scontro ormai pubblico con il figlio Valentino. Dopo la denuncia presentata dal nove volte campione del mondo contro la compagna del padre, Ambra Arpino, il caso si arricchisce ora delle parole dirette di Rossi senior, che ha respinto le accuse parlando ai cronisti di Dentro La Notizia. Al centro della denuncia c’è il presunto prelievo di circa 200mila euro dal conto corrente di Graziano Rossi nell’arco di dodici anni, soprattutto tramite bonifici, che secondo Valentino sarebbe avvenuto approfittando di una condizione di vulnerabilità del padre. Un’accusa che Graziano respinge con decisione: “Ambra non ha sottratto dei soldi a nessuno. Non può essere che la mia compagna mi sottragga soldi e poi… che cosa siamo? Tutti i soldi che lei ha avuto da me glieli ho dati io volutamente“. L’ex pilota nega quindi qualsiasi irregolarità e rimanda ogni chiarimento direttamente al figlio: “Bisogna che lo chieda a lui”, dice, senza entrare nel merito della denuncia. Una posizione che si inserisce in una vicenda già segnata da versioni contrapposte, dopo la revoca dell’amministrazione di sostegno che Valentino aveva ottenuto nel 2024 e la successiva iniziativa giudiziaria contro la compagna del padre. Nel corso dell’intervista, Graziano Rossi affronta anche il tema dei rapporti familiari, ribaltando la ricostruzione fornita dal figlio e da altri membri della famiglia. “Valentino e Clara qui da me non sono mai venuti in circa vent’anni, mai. Non sono mai venuti qui da me. Non sono io che mi sono allontanato“, sostiene, riferendosi sia al figlio sia alla figlia Clara, avuta dal secondo matrimonio. Un passaggio che contrasta con quanto emerso nei giorni scorsi, quando più voci vicine alla famiglia hanno parlato di una frattura nata negli ultimi anni e di tentativi di riavvicinamento respinti. Il tema dei rapporti familiari resta così uno dei punti più delicati della vicenda, già al centro delle dichiarazioni della madre di Valentino, Stefania Palma, e delle repliche di Ambra Arpino. Graziano Rossi è intervenuto anche sulla figura di Marisa Del Bianco, penultima compagna, che nei giorni scorsi aveva dichiarato di essere rimasta vicina alla famiglia Rossi e di schierarsi dalla parte di Valentino. Una versione che l’ex pilota smentisce nettamente: “Assolutamente no. Marisa ha una denuncia penale fatta da me e non poteva venire qui mai”. L'articolo “Valentino e Clara qui da me non sono mai venuti in vent’anni, mai”: Graziano Rossi accusa i figli e difende la compagna proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Ducati svela la nuova moto di Bagnaia e Marquez: doppia banda bianca per i 100 anni dalla fondazione | Foto
Sono state svelate oggi, 19 gennaio, le Desmosedici GP della Ducati con cui Marc Márquez e Francesco Bagnaia esordiranno al GP della Thailandia il prossimo 1° marzo e correranno per l’intera stagione 2026. Per celebrare i cento anni dalla fondazione di Ducati, la moto sarà di colore rosso opaco con doppia banda bianca sulla carena della Desmosedici GP, un design che rimanda al 2007 e al titolo mondiale conquistato da Casey Stoner. A guidarla ci saranno anche il campione del Mondo Marc Márquez e Francesco Pecco Bagnaia, in cerca di riscatto dopo una stagione deludente. L’altra particolarità sarà il rosso scuro, come quello delle origini: dal rosso della Ducati 60 del 1949, prima moto completa che segnò l’esordio della Ducati tra i costruttori motociclistici, a quello della Gran Sport “Marianna” del 1955, la prima Ducati concepita per correre. Particolarità anche sui numeri: Marquez manterrà il 93 (come sempre ha rinunciato al numero 1) di colore rosso, mentre Bagnaia – non solo avrà un font diverso dal compagno – ma avrà il suo 63 in bianco. ‹ › 1 / 22 ‹ › 2 / 22 ‹ › 3 / 22 ‹ › 4 / 22 ‹ › 5 / 22 ‹ › 6 / 22 ‹ › 7 / 22 ‹ › 8 / 22 ‹ › 9 / 22 ‹ › 10 / 22 ‹ › 11 / 22 ‹ › 12 / 22 ‹ › 13 / 22 ‹ › 14 / 22 ‹ › 15 / 22 ‹ › 16 / 22 ‹ › 17 / 22 ‹ › 18 / 22 ‹ › 19 / 22 ‹ › 20 / 22 “Mi lascio alle spalle un anno impegnativo, ma che ha lasciato tanti insegnamenti e fatto crescere ancora di più la mia voglia di tornare in pista il prima possibile con la nuova Desmosedici GP”, ha dichiarato Bagnaia. “La stagione 2026 avrà un valore particolare: una nuova opportunità per dimostrare tutto il nostro potenziale nell’anno di celebrazione del centenario di Ducati e con una livrea davvero d’impatto”, ha concluso il pilota italiano. Una stagione 2026 all’insegna del numero 100 e non solo per il centenario: con le 13 vittorie del 2025, infatti, Ducati è arrivata a 99 trionfi in MotoGP e la prima vittoria della nuova stagione sarà proprio la prima a tre cifre, la numero 100. La scuderia di Borgo Panigale punta a riconfermarsi campione del mondo costruttori (sarebbe il settimo consecutivo) e campione del mondo piloti dopo il trionfo di Marquez. “Riconfermarsi sarà ancora più difficile ma abbiamo dalla nostra la possibilità di sfruttare al massimo il pacchetto della Desmosedici GP che è il più competitivo e affidabile“, ha invece dichiarato Marc Marquez. “Riprendere confidenza alla guida dopo l’infortunio è il primo obiettivo, poi dare spettacolo in pista con il Ducati Lenovo Team di cui cercherò di onorare i colori al massimo delle mie possibilità anche quest’anno”, ha concluso il pilota campione del mondo. “Con Marc e Pecco abbiamo due campioni straordinari, animati da motivazioni e obiettivi fortissimi, pronti a cercare nuove conferme e risposte importanti – ha spiegato Claudio Domenicali, Ceo Ducati Moto Holding -. Al loro fianco c’è la Desmosedici GP, una moto nata da un’evoluzione continua e da scelte tecniche mirate, che rappresenta il massimo della nostra visione tecnologica e che, in questo anno speciale, abbiamo reso ancora più iconica vestendola di un rosso che richiama la nostra storia”. L'articolo Ducati svela la nuova moto di Bagnaia e Marquez: doppia banda bianca per i 100 anni dalla fondazione | Foto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Sto con Valentino. Quello che dice l’attuale compagna è falso, non stanno insieme da 10 anni”: spunta un’altra ex di Graziano Rossi
“Io non ero la denunciata da Valentino. E quello che è stato raccontato finora non è vero”. Marisa Del Bianco rompe il silenzio sulla vicenda che coinvolge Valentino Rossi e il padre Graziano e racconta la propria versione dei fatti. Ex addetta alla sicurezza del circuito di Misano Adriatico e vigile del fuoco discontinua a Rimini, Del Bianco è la penultima compagna di Graziano Rossi e ha rilasciato delle dichiarazioni in un’intervista a Il Resto del Carlino in una faida familiare che continua ad arricchirsi di nuovi protagonisti. “Racconto la mia versione perché molti amici mi hanno chiamato pensando che fossi io la denunciata da Valentino. E poi quello che ha detto la compagna attuale di Graziano è falso”, spiega. Il riferimento è ad Ambra Arpino, prossima al matrimonio con Graziano Rossi e oggi indagata dopo la denuncia per circonvenzione d’incapace presentata dal nove volte campione del mondo della MotoGp. Secondo Del Bianco, la ricostruzione della relazione tra Graziano e l’attuale compagna non corrisponderebbe al vero: “Non sono oltre dieci anni che sta assieme al padre di Valentino perché io sono stata la sua compagna fino al 2021. Se poi si vedevano clandestinamente è un’altra storia”. Le sue dichiarazioni si inseriscono in una storia già segnata da forti contrapposizioni: dalla denuncia di Valentino Rossi contro l’attuale compagna del padre alla revoca dell’amministrazione di sostegno, fino alle parole della madre Stefania Palma – che ha parlato di una frattura familiare nata con l’ingresso di Ambra nella vita di Graziano – e alla recente replica della stessa Arpino, che ha accusato la famiglia di averla isolata e provocata. Un mosaico di versioni che continua ad ampliarsi mentre l’inchiesta della procura di Pesaro resta aperta. L’ex compagna precisa di non essere mai stata ascoltata dagli inquirenti, ma precisa: “Ha sempre avuto un grande amore per Valentino, Stefania ed anche per Lorena Quieti, la seconda moglie. Così come era legatissimo alla figlia Clara”. E aggiunge un episodio personale: “Fui io ad accompagnare Graziano quando la figlia Clara cantò al festival di Rimini. Fra l’altro molto brava”. Alla domanda su quale sia oggi la sua posizione, Del Bianco risponde senza esitazioni: “Da quella di Valentino e la sua famiglia. E sono a disposizione per eventuali testimonianze”. Del Bianco ha inoltre confermato di mantenere rapporti con Lorena Quieti, seconda moglie di Graziano: “Ci siamo sentiti anche recentemente”. Il racconto si fa più duro quando ricostruisce la fine della relazione con Graziano Rossi: “Un giorno sono rientrata a casa a Tavullia e c’era la sua attuale compagna. Alla fine mi hanno buttato fuori di casa”. Del Bianco parla anche di una denuncia per stalking presentata da Graziano nei suoi confronti: “Sì, è vero”, racconta, sostenendo però che i fatti risalirebbero a un periodo in cui lei era ancora la sua compagna. La vicenda giudiziaria si sarebbe conclusa con una condanna: “Un processo di cui non ho mai saputo nulla e di cui sono venuta a conoscenza solo alla fine, a cose fatte”. L'articolo “Sto con Valentino. Quello che dice l’attuale compagna è falso, non stanno insieme da 10 anni”: spunta un’altra ex di Graziano Rossi proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Valentino Rossi e la battaglia legale con papà Graziano: ha denunciato la sua compagna, nel mirino i soldi prelevati dal conto
Dalle piste ai tribunali. Valentino Rossi contro il padre. O meglio, contro la compagna di papà Graziano. Il nove volte campione del mondo della MotoGp ha infatti denunciato – come riporta Il Resto del Carlino – l’attuale fidanzata di Graziano, oggi 71enne e anche lui ex motociclista, per circonvenzione d’incapace. Valentino Rossi accusa la 55enne di aver prelevato dal conto del padre diverse migliaia di euro (176mila per la precisione), più altri 34mila in contanti, approfittando della sua condizione di debolezza. Ma per comprendere bene la questione bisogna fare un passo indietro. Nel 2024 Valentino Rossi aveva chiesto e ottenuto di diventare amministratore di sostegno di Graziano: una perizia medica di parte aveva infatti stabilito che il padre fosse fragile e incapace di provvedere a sé stesso, pur potendo continuare a guidare l’auto e persino partecipare a gare di rally, altra sua passione dopo il ritiro. Ed è in questo periodo che Valentino Rossi ha notato che l’attuale compagna del padre – secondo la sua ricostruzione – ha prelevato dal suo conto 176mila euro (di cui 100mila con la causale “prestito”) più altri 34mila in contanti nel corso della loro relazione di 12 anni. A distanza di un anno – a marzo 2025 – Graziano Rossi ha chiesto la revoca del controllo legale da parte del figlio, che però ha risposto negativamente. È cominciata quindi la prima battaglia legale, fino a quando il 4 marzo 2025 il giudice di Pesaro ha revocato l’amministrazione di sostegno a Valentino Rossi perché il padre era stato giudicato “in piena capacità di intendere e di volere“. Rossi non si ha presentato appello, ma ha deciso di denunciare per circonvenzione d’incapace l’attuale compagna del padre, 55enne e impiegata pubblica, per avergli sottratto le cifre citate. La pm Irene Lilliu – della procura di Pesaro – ha incaricato vari specialisti psichiatrici di stabilire se Graziano Rossi sia davvero incapace di provvedere a sé stesso e ai suoi beni al punto da essere raggirato dalla compagna, come sostenuto dai legali e dagli psichiatri scelti dal figlio Valentino, oppure sia capace di intendere e volere come era già stato stabilito in sede civile e quindi di usare i propri beni e il proprio denaro come meglio crede. E lo psichiatra nominato dal gip ha confermato che – dopo una serie di perizie e controperizie, cinque con precisione – Graziano Rossi non ha alcun bisogno di un amministratore di sostegno. Una vicenda che non finirà qui: ora spetta alla procuratrice Lilliu decidere se archiviare il fascicolo d’indagine a carico della compagna di Graziano Rossi oppure se indagare ulteriormente sui movimenti del suo conto corrente. L'articolo Valentino Rossi e la battaglia legale con papà Graziano: ha denunciato la sua compagna, nel mirino i soldi prelevati dal conto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Aprilia svela la nuova moto di Bezzecchi e Martin: nella livrea 2026 compare il leone alato – Foto
Aprilia Racing ha svelato ufficialmente l’Aprilia RS–GP per la stagione MotoGP 2026, affidata per il secondo anno a Marco Bezzecchi e Jorge Martín. La grande novità della livrea della RS-GP26, che ripropone i colori iconici di Aprilia Racing, è la presenza del leone, parte del Dna di Aprilia Racing. Il Leone Alato – simbolo di Venezia, città a pochi chilometri dalla sede di Aprilia Racing a Noale – “incarna valori che rispecchiano pienamente l’identità del team e dei suoi piloti: potenza, forza, determinazione e coraggio. È l’emblema di una squadra che non si arrende mai, capace di affrontare le difficoltà con caparbietà e di riemergere con ancora maggiore forza e tenacia“, si legge nella nota Aprilia. ‹ › 1 / 6 ‹ › 2 / 6 ‹ › 3 / 6 ‹ › 4 / 6 ‹ › 5 / 6 ‹ › 6 / 6 APRILIARACING-LAUNCH2026-10 L’obiettivo del 2026 è quello di migliorare i risultati della passata stagione, la più vincente di sempre per Aprilia Racing, chiusa con il secondo posto nel campionato costruttori con 418 punti – superata per la prima volta nella storia la soglia dei 400 punti – e il terzo posto nella classifica piloti con Marco Bezzecchi a 353 punti, il miglior risultato di un pilota nella storia di Aprilia Racing in MotoGP. A questo si aggiungono numeri senza dubbio positivi: 19 podi complessivi, con 3 vittorie nelle sprint e 4 nelle gare lunghe, 5 pole position, oltre alla vittoria 300 della Casa di Noale nel GP di Phillip Island. Tutte le aree della moto sono state migliorate: dall’aerodinamica – che è stata ulteriormente affinata – alla ciclistica, fino ad arrivare all’elettronica e al motore V4 oggetto di un gran lavoro di sviluppo in tutti i componenti liberi dal congelamento imposto dal regolamento. A difendere i colori della Casa di Noale nella stagione 2026 saranno ancora Marco Bezzecchi e Jorge Martín. Nel 2025 il pilota italiano è stato protagonista di una stagione di altissimo livello che gli ha permesso di concludere terzo nel campionato del mondo piloti, con un rendimento che lo ha consacrato come il miglior pilota nella storia di Aprilia Racing. Bezzecchi affronta il 2026 con l’obiettivo di riconfermarsi ai vertici della top class e anzi provare a fare di meglio. “Sono felice di tornare finalmente a parlare di moto. Ho tanto voglia di iniziare e abbiamo ancora tanto lavoro da fare, anche se in realtà non ci siamo mai fermati: a Noale l’azienda sta lavorando intensamente e io mi sto allenando con continuità”, ha dichiarato Bezzecchi. Jorge Martín, che torna in pista con il “suo” numero 89, si prepara invece ad affrontare una nuova stagione dopo un 2025 condizionato dagli infortuni e in cui non è praticamente quasi mai sceso in pista. “Dopo l’esperienza che abbiamo fatto l’anno scorso insieme ad Aprilia e gli ultimi test molto importanti a Valencia, l’obiettivo ora è continuare a crescere insieme. Sicuramente ci sarà molto lavoro da fare a inizio stagione, ma sappiamo molto bene dove migliorare. Sarà un anno in cui voglio tornare a lottare per le prime posizioni e a vincere. Appena sarò fisicamente al 100%, saremo pronti per tutto”, ha affermato Martin. “Affrontiamo la stagione 2026 con la consapevolezza di ciò che siamo e di dove vogliamo arrivare. Veniamo da un 2025 solido che ci ha permesso di raggiungere un livello di competitività molto elevato e l’obiettivo ora è lottare ad ogni gara”, ha invece dichiarato Massimo Rivola, Ceo di Aprilia Racing. “Avremo due percorsi diversi all’interno del box: da un lato con Marco cercheremo di ripartire dal livello espresso a fine stagione, dall’altro con Jorge dovremo costruire tanto. La RS-GP26 è una moto in cui crediamo e che riteniamo abbia un grande potenziale, così come i nostri piloti”. L'articolo Aprilia svela la nuova moto di Bezzecchi e Martin: nella livrea 2026 compare il leone alato – Foto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Volley e tennis le certezze, calcio e Formula 1 le due (ennesime) delusioni. Male anche il basket | Il pagellone degli sport italiani nel 2025
I trionfi di Jannik Sinner, quelli in Billie Jean King Cup e Coppa Davis nel tennis, il doppio titolo mondiale nella pallavolo, l’exploit di Furlani ai mondiali di atletica a Tokyo. Ma anche il flop della nazionale italiana di calcio, l’ennesima stagione fallimentare della Ferrari, la delusione del basket sia nelle competizioni per nazionali che per club. Per l’Italia è stata una stagione ricca di soddisfazioni per certi aspetti, ma anche di delusioni nei “soliti” sport. Ecco il pagellone degli sport italiani più popolari, con un occhio anche a quelli invernali in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. VOLLEY: 10 Partiamo da una base: lo sport italiano ha due certezze assolute. La prima è il volley, la seconda il tennis. Un 10 pieno per entrambi a certificare il momento d’oro. Partendo dalla pallavolo: l’Italia ha vinto tutto quello che c’era da vincere a livello internazionale. La nazionale femminile ha trionfato sia ai Mondiali che in Nations League (la seconda consecutiva) dopo l’oro olimpico nel 2024 e ha ancora una striscia aperta di 36 vittorie consecutive. Tutto sotto la guida di Julio Velasco, entrato nella storia essendo attualmente campione olimpico e del mondo in carica contemporaneamente. Ingiocabili. Quasi perfetta anche l’annata della nazionale maschile, che ha vinto il mondiale a fine settembre – qualche settimana dopo la femminile – ma non è riuscita a fare double con la Nations League, vista la sconfitta in finale contro la Polonia. Ma il mondiale vinto è stato un successo incredibile: partiti senza i favori del pronostico e dopo un girone buono ma non entusiasmante, i ragazzi di Fefè De Giorgi hanno giocato una fase finale perfetta. E poi l’under 21: oro al mondiale femminile, argento in quello maschile. A certificare l’ottimo momento della pallavolo italiana, anche i club: nella maschile, Perugia ha prima vinto la Champions League e poi anche il Mondiale per Club. Dominio che continua anche nella femminile: prima il successo di Conegliano in Champions, poi quello di Scandicci al mondiale per club di fine dicembre. Un’annata perfetta. TENNIS: 10 A pari merito con il volley c’è il tennis, che negli anni grazie anche e soprattutto a Jannik Sinner continua a regalare grandissime soddisfazioni. L’altoatesino – nonostante tre mesi di sospensione per il caso Clostebol – ha conquistato due slam (Australian Open e la storica prima volta a Wimbledon), ha ottenuto il secondo trionfo consecutivo alle Atp Finals e per quasi tutto il 2025 è rimasto al numero uno del ranking Atp, prima di essere scavalcato da Alcaraz proprio nell’ultimo torneo dell’anno. Ma il 10 al tennis non è solo merito di Sinner, anzi. Perché nel 2025 è arrivato il terzo successo consecutivo in Coppa Davis, la prima senza il numero due del mondo, ma anche del secondo trionfo in finale nella Billie Jean King Cup. I protagonisti in Coppa Davis sono stati Matteo Berrettini e Flavio Cobolli, che contro ogni pronostico hanno vinto davanti al pubblico di Bologna dando vita anche ad alcuni match epici. In Billie Jean King Cup invece la “solita” Jasmine Paolini, sia in singolare (con Elisabetta Cocciaretto) sia in doppio, con l’immensa Sara Errani. Il 2025 è stato però anche l’anno dei due italiani alle Finals per la prima volta (Musetti e Sinner), dei cinque titoli Slam conquistati (Sinner agli Australian Open e Wimbledon, Errani/Paolini e Errani/Vavassori al Roland Garros, Errani/Vavassori agli US Open), degli 11 tornei ATP vinti dagli italiani, più di ogni altra nazione (6 Sinner, 3 Darderi, 2 Cobolli), di due italiani in top 10 (Musetti numero 8, Sinner numero 2), di 8 italiani tra i primi 100 del ranking Atp a fine 2025, di cui quattro nei primi 25 (Sinner 2, Musetti 8, Cobolli 22, Darderi 25). ATLETICA: 8 Annata da incorniciare anche per l’atletica, che ha conquistato sette medaglie ai Mondiali di Tokyo, stabilendo un nuovo record per la competizione: a partire dallo storico oro di Mattia Furlani nel salto in lungo (più il trionfo ai Mondiali indoor a Nanchino), passando per l’argento di Andrea Dallavalle nel triplo, Nadia Battocletti nei 10.000 e Antonella Palmisano nei 35 km di marcia femminile – la sua terza medaglia mondiale – fino al bronzo di Iliass Aouani nella maratona maschile (dopo il successo agli Europei di Lovanio) e Leonardo Fabbri nel peso. A giugno è invece arrivato il secondo successo consecutivo agli Europei a squadre, con Nadia Battocletti – che ha realizzato il nuovo record italiano nei 5000 metri al Golden Gala – a trascinare l’Italia insieme a Leonardo Fabbri e Larissa Iapichino, vittoriosi rispettivamente nel lancio del peso e nel salto in lungo. E prima ancora gli Europei indoor di Apeldoorn: oro con Larissa Iapichino (lungo donne), Andy Díaz (triplo uomini) e Zaynab Dosso (60 mt donne (60 mt donne), argento con Mattia Furlani (lungo uomini), bronzo con Andrea Dallavalle (triplo uomini) e Matteo Sioli (alto uomini). In mezzo anche gli ori giovanili, tra cui quelli di Kelly Doualla ed Erika Saraceni, entrambe agli Europei under 20 rispettivamente nei 100 metri e nel salto triplo. Atleti dell’anno per la Fidal: Jacopo Furlani per l’incredibile oro raccontato e Nadia Battocletti, che oltre alle vittorie elencate ha trionfato anche nella 10 km su strada e nel cross. Uniche note negative del 2025: Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi, entrambi flop ai mondiali di Tokyo. MOTOGP: 7 Più che sufficiente invece l’Italia della MotoGp e non poteva essere altrimenti visto il trionfo della Ducati nel mondiale costruttori, il secondo posto dell’Aprilia e l’ottimo terzo posto di Marco Bezzecchi nel mondiale piloti (9 podi totali), dietro ai fratelli Marquez. Mondiale di Bezzecchi “oscurato” però in parte da Jorge Martin, pilota di punta dell’Aprilia che non è praticamente mai sceso in gara (solo quattro gare concluse su 22 totali previste). E se Ducati e Bezzecchi sono da 8 pieno, Bagnaia è da un generoso 5 in pagella: il pilota italiano che ha vinto il mondiale nel 2022 e nel 2023, aveva cominciato bene ma si è poi ritirato in sette delle ultime otto gare. Non tutte le responsabilità sono sue, ma se il compagno di scuderia totalizza 257 punti in più di lui… un problema evidentemente c’è. NUOTO: 6 Un voto che si basa soprattutto su Mondiali ed Europei, i due grandi appuntamenti del 2025. Bilancio non sicuramente negativo, anzi. Agli Europei in vasca corta di Lublino l’Italia è stata protagonista con 9 ori, 5 argenti e 6 bronzi, chiudendo al primo posto del medagliere. Un risultato storico per la nazionale, grazie a prestazioni eccezionali come i record europei di Sara Curtis e le vittorie nelle staffette miste e maschili. Non saranno le Olimpiadi o i Mondiali, ma rimane comunque un risultato importante. Anche ai Mondiali non è andata male, ma poteva andare sicuramente meglio. 7 medaglie complessive in vasca (1 oro, 4 argenti e 2 bronzi) per la spedizione azzurra, più le 6 in acque libere (due argenti per Gregorio Paltrinieri e Ginevra Taddeucci nella 5 e 10 km, argento per Taddeucci anche nella 3 km knockout sprint e argento nella staffetta mista 4×1500) e la straordinaria Chiara Pellacani, bronzo nel trampolino 1 metro (prima medaglia in una gara individuale nella competizione, terza italiana della storia a riuscirci dopo Tania Cagnotto ed Elena Bertocchi) e oro in coppia con Matteo Santoro nel sincro 3 metri misto. È stata una rassegna che ha visto diverse luci e prestazioni da ricordare, ma anche qualche delusione. Perché l’unico oro è arrivato da Simone Cerasuolo nei 50 rana. Per numero totale di medaglie, l’Italia ne aveva conquistate meno solo a Fukuoka 2023. Potevano arrivare più ori, perché Thomas Ceccon e Nicolò Martinenghi si sono “fermati” all’argento nelle gare in cui sono campioni olimpici (100 dorso e 100 rana). E a proposito di Ceccon, nonostante le tre medaglie ottenute (un bronzo nei 50 farfalla e due argenti nei 100 dorso e nella 4×100 stile libero), pesa la dolorosa eliminazione nelle batterie dei 200 dorso, primo degli esclusi dalla semifinale. C’erano grandi aspettative, ma il giovane e forte nuotatore azzurro poteva fare di più e lo ha ammesso anche lui. Mondiale sottotono anche per Alberto Razzetti, che ha centrato la finale solamente nei 200 farfalla, così come sottotono è stato quello di Sara Franceschi (apparsa fuori forma), vista l’eliminazione nelle batterie dei 400 misti dopo il bronzo di Doha 2024. Un 2025 positivo, ma visto il potenziale degli atleti azzurri, si poteva fare meglio. SPORT INVERNALI: 6 In un pagellone che coinvolge solo gli sport più popolari in Italia, inseriamo anche quelli invernali nell’anno delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 che partiranno tra poco più di un mese. Il bilancio è sufficiente, ma con alcune riserve. I risultati sono arrivati: in primis Federica Brignone – per la quale c’è grande attesa e curiosità in vista delle Olimpiadi dopo il brutto infortunio di aprile – che ha trionfato nella Coppa del Mondo generale a marzo 2025, la seconda della sua carriera. Brignone ha anche conquistato la Coppa di discesa libera e quella di slalom gigante. Nello snowboard l’Italia continua a dominare: ai Campionati Mondiali è arrivata la medaglia d’oro nel team parallel slalom grazie a Maurizio Bormolini ed Elisa Caffont, mentre un’altra coppia azzurra, Gabriel Messner e Jasmin Coratti, ha conquistato l’argento, completando una storica doppietta. Bormolini ha anche vinto la Coppa generale nelle discipline alpine, confermandosi leader internazionale. A marzo invece una super Flora Tabanelli ha messo in bacheca prima la Coppa del Mondo di Big Air, poi il Mondiale prima di un grave infortunio. Memorabile anche il podio interamente italiano a Carezza, con Roland Fischnaller primo, Aaron March secondo e Mirko Felicetti terzo. Anche nel biathlon è stato un anno positivo per l’Italia. Il risultato simbolo è stato il ritorno al successo di Lisa Vittozzi in Coppa del Mondo, tornata a vincere a Hochfilzen a 21 mesi di distanza dall’ultima volta e con un infortunio importante in mezzo. Questi i successi principali negli sport invernali per l’Italia, ma non si va oltre la sufficienza perché il vero test saranno le prossime Olimpiadi. La speranza era di arrivarci con un movimento un po’ più esteso e florido. E se l’Italia in alcune discipline mira a essere protagonista, in altre sarà poco competitiva o addirittura assente. CICLISMO: 5 La prima insufficienza del nostro pagellone va al ciclismo. Ed è una media tra diversi fattori. Nel 2025 sono arrivati alcuni risultati di rilievo, come per esempio l’exploit di Jonathan Milan al Tour de France, dove ha vinto l’ottava tappa ma soprattutto ha conquistato la maglia verde, quella del leader della classifica a punti. E poi Giulio Ciccone, che ha finito in top 10 nella classifica generale della Vuelta (nono), e il giovane Lorenzo Mark Finn, campione del mondo Under 23 nella prova in linea a fine settembre. Menzione d’oro anche per Elia Viviani, che ha vinto l’oro ai Mondiali di ciclismo su pista nel giorno del suo ritiro. Buoni risultati, ma nulla di memorabile. Il vero problema del ciclismo italiano attuale è la mancanza di un corridore da Grandi Giri che possa infiammare il pubblico e riportare l’Italia a essere competitiva ad altissimi livelli. BASKET: 4 Nazionale eliminata agli ottavi di finale degli Europei contro la Slovenia, Olimpia Milano e Virtus Bologna anonime per l’ennesima volta in Europa, il caso Trapani Shark: il bilancio del 2025 del basket italiano non può che essere negativo. La nazionale non ambiva sicuramente a vincere, ma nella competizione continentale poteva fare meglio. E invece è stata surclassata da Luka Doncic e la sua Slovenia già agli ottavi di finale. Non è andata meglio ai club: sia l’Olimpia Milano che la Virtus Bologna si sono fermate rispettivamente all’undicesimo e al diciassettesimo posto della regular season di Eurolega, mancando anche l’accesso ai play-in, dove al contrario sono arrivate squadre come Paris o Stella Rossa, non di certo corazzate. E poi continua a tenere banco il caso Trapani Shark del patron Valerio Antonini, che a causa di alcune inadempienze finanziarie deve già scontare un -5 in classifica e 100mila euro totali di multa (50mila a partita) per essersi presentato per due giornate senza il numero minimo di contratti professionistici dopo la partenza di Allen. E con Lega e Federazione è scontro. FORMULA UNO: 3 Se avessimo dovuto valutare il 2025 soltanto della Ferrari, il voto sarebbe stato senza dubbio più basso. Altra stagione disastrosa per la Rossa di Maranello, che ha chiuso al quarto posto il mondiale costruttori, dietro a McLaren, Mercedes e Red Bull, a ben 435 punti di distanza dal primo posto. Frutto di una macchina che continua a faticare, di pit-stop discutibili e di prestazioni dei piloti non all’altezza. Perché Leclerc ed Hamilton hanno chiuso al quinto e al sesto posto nella classifica piloti, ben distanti dai primi tre. Il monegasco ha ottenuto sette podi totali, ma la vera delusione è il britannico, arrivato con grandi aspettative e invece mai andato a podio. Ad “alzare” il voto c’è la piacevole scoperta Andrea Kimi Antonelli, che al suo primo anno in Formula 1 ha chiuso al settimo posto della classifica piloti su Mercedes, a soli 6 punti da Hamilton. Il diciannovenne deve ancora ovviamente maturare, ma tre podi alla prima stagione non sono sicuramente da buttare, anzi. L’Italia finalmente può contare su un pilota competitivo. CALCIO: 2 Il voto più basso del 2025 tra gli sport italiani non può che andare al calcio. Non è una novità, ma una spiacevole conferma. L’Italia non ha partecipato al mondiale nel 2018 e nel 2022 e adesso rischia di non parteciparci anche nel 2026. Una qualificazione diretta compromessa già alla prima giornata, dopo la sconfitta per 3-0 contro la Norvegia, unica nazionale competitiva nel girone di qualificazione che ha infatti chiuso a punteggio pieno, umiliando l’Italia anche a San Siro per 1-4. Adesso tutto passerà dai playoff, gli stessi giocati e persi nelle ultime due edizioni. Le avversarie saranno l’Irlanda del Nord e poi – in caso di finale – la vincitrice tra Galles e Bosnia. Servirà vincere due partite per volare negli Stati Uniti a giugno 2026. E in un movimento calcistico – quello italiano – sempre più in declino, sembrava esserci una luce in fondo al tunnel: l’Inter di Simone Inzaghi. Arrivata in finale di Champions League battendo avversarie superiori sulla carta (Bayern Monaco e Barcellona), ha sciupato quanto di buono era stato fatto: 5-0 secco contro il Psg, sconfitta più pesante della storia della competizione. E se al disastro della nazionale aggiungiamo anche quello delle istituzioni calcistiche, il voto non può che essere questo (ed è anche generoso). Il 2025 è stato anche l’anno dell’ennesima Supercoppa italiana in Arabia Saudita, ma anche dell’idea Milan-Como a Perth, in Australia, saltata solo qualche giorno fa. Un annuncio trionfale da parte del presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli qualche mese fa, poi la frenata, poi altro annuncio in diretta televisiva ancora dello stesso Simonelli (“Si gioca in Australia”), salvo poi auto-smentirsi quattro giorni dopo. Non una scelta di buon senso, ma a far saltare il progetto sono state le ulteriori condizioni, considerate inaccettabili, poste dalla federazione australiana e la federcalcio asiatica, che aveva già preteso la nomina di arbitri australiani accettata dalla Lega Serie A. L’ennesimo disastro. L'articolo Volley e tennis le certezze, calcio e Formula 1 le due (ennesime) delusioni. Male anche il basket | Il pagellone degli sport italiani nel 2025 proviene da Il Fatto Quotidiano.
Jannik Sinner
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Un garage da 40 milioni: sequestrate le MotoGP di Rossi, Marquez e altri campioni. Scoperta la collezione di uno dei latitanti più ricercati al mondo
Un sequestro senza precedenti ha portato alla luce una delle più grandi collezioni private di moto da corsa mai individuate, con pezzi iconici della MotoGP appartenuti ad alcuni dei più grandi campioni degli ultimi decenni. Le autorità messicane hanno infatti sequestrato decine di motociclette per un valore stimato attorno ai 40 milioni di dollari, tutte riconducibili a Ryan James Wedding, uno dei dieci latitanti più ricercati dall’FBI, ma anche ex olimpionico di snowboard. A confermare l’operazione è stata la stessa FBI di Los Angeles, che attraverso un comunicato ha spiegato come nel corso dell’ultimo mese siano stati eseguiti in Messico diversi mandati di perquisizione. L’azione è frutto di una collaborazione internazionale che ha coinvolto le autorità messicane, l’FBI, la Royal Canadian Mounted Police e il dipartimento di polizia di Los Angeles. Il bilancio è imponente: oltre 50 moto da Gran Premio e altri mezzi da competizione, custoditi in un garage. Tra le motociclette recuperate figurano autentici gioielli della storia del motociclismo mondiale. Nella collezione compaiono diverse Ducati MotoGP guidate in passato da Valentino Rossi, Jorge Lorenzo, Andrea Dovizioso, Loris Capirossi e Andrea Iannone, oltre alla Moto2 con cui Marc Márquez conquistò il titolo mondiale nel 2012 e a un’Aprilia 125 con cui Rossi vinse il campionato dell’ottavo di litro. Un patrimonio sportivo di enorme valore, che ha attirato l’attenzione anche degli esperti del mercato dei cimeli della MotoGP, un settore in forte crescita ma raramente associato a cifre di questa portata. Il nome di Wedding è al centro di un’indagine di ampia portata. Ex snowboarder olimpico canadese, ha partecipato ai Giochi invernali del 2002 a Salt Lake City, ma secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sarebbe diventato il vertice di una vasta organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di droga. Le accuse nei suoi confronti includono associazione a delinquere finalizzata allo spaccio e all’esportazione di cocaina, riciclaggio di denaro e omicidio. Wedding è accusato di aver ordinato l’uccisione di un testimone chiave in un procedimento per droga. L’FBI ha ribadito che è prevista una ricompensa fino a 15 milioni di dollari per chiunque fornisca informazioni utili all’arresto o alla condanna del latitante, che secondo le autorità statunitensi si troverebbe attualmente in Messico. Il sequestro delle moto rappresenta uno dei colpi più simbolici inferti al suo impero criminale, svelando al tempo stesso il lato oscuro del collezionismo sportivo d’élite. L'articolo Un garage da 40 milioni: sequestrate le MotoGP di Rossi, Marquez e altri campioni. Scoperta la collezione di uno dei latitanti più ricercati al mondo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Quando era già tutto a posto sono andato in America a rompere il braccio e rimetterlo diritto”: Marquez racconta la sua rinascita
Tornare campione del mondo a 32 anni, sei dopo l’ultima volta, avendo nel mezzo affrontato quattro operazioni e un “buco profondo e nero”. Il 2025 è stato l’anno in cui Marc Marquez si è ripreso la MotoGp, dominando il campionato in sella alla Ducati. “La sfida più difficile della mia carriera sportiva, cioè uscire da quel buco profondo e nero, l’ho superata, e l’ho fatto con un team incredibile: la Ducati Factory”, racconta Marquez in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. L’inizio dell’incubo ha una data precisa: 19 luglio 2020, Gp di Jerez. Una caduta terribile e una frattura all’omero destro da cui lo spagnolo non riuscirà mai a riprendersi definitivamente. Marquez però è riuscito a tornare a vincere, grazie a due scelte ben precise. La prima è stata ovviamente quella di lasciare la Honda. Il primo momento chiave della rinascita, spiega lui stesso, “è stato il GP del Giappone 2023: la settimana successiva ho preso la decisione di lasciare il team che mi aveva dato tutto, la Honda, per andare al team Gresini. Nadia Padovani mi aveva aspettato fino a quel punto, quando mancavano quattro GP alla fine: di solito un team non aspetta così. Quello è stato il punto numero uno, sportivamente parlando“. Il secondo momento di svolta è meno scontato. Ed è temporalmente precedente: ovvero la scelta, annunciata durante il Gp del Mugello 2022, di sottoporsi a una quarta operazione chirurgica. Marquez racconta: “Quando era già tutto a posto sono andato in America a rompere il braccio e rimetterlo diritto. Quella è stata una decisione difficile, perché per fare una vita normale poteva andare bene, era un braccio che permetteva di fare le cose di ogni giorno, ma per guidare una moto no. Così ho preso quel rischio“. Il ricordo torna alle parole di Marquez di tre anni e mezzo fa: “Avrei fatto di tutto per evitare l’operazione, ma è l’unico modo per avere un pieno recupero”. Il tempo gli ha dato ragione. Marquez è di nuovo campione del mondo, anche se il paradosso è che chiuderà il 2025 pensando a un’altra riabilitazione, dopo l’infortunio alla spalla: “Sono già dodici settimane, quasi tre mesi: posso iniziare ad andare in moto, i dottori hanno dato l’ok e così ho ricominciato con cautela. Muscolarmente mi sono già ripreso abbastanza, la spalla ancora non lavora in modo perfetto, ma abbiamo un mese e mezzo fino ai test in Malesia di febbraio”. Marquez non si vuole fermare: “Ora stiamo lavorando di nuovo per lottare per il titolo iridato 2026“. L'articolo “Quando era già tutto a posto sono andato in America a rompere il braccio e rimetterlo diritto”: Marquez racconta la sua rinascita proviene da Il Fatto Quotidiano.
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