“Lei, signor Marco Bezzecchi, intende prendere in moglie la qui presente RS-GP
Albarosa?”. No, non stiamo inventando nulla: il rinnovo di Marco Bezzecchi con
l’Aprilia è andato esattamente così. Perché la permanenza in Aprilia del pilota
italiano era praticamente scontata, l’annuncio lo è stato meno. Anzi, è stato un
annuncio che definire singolare è poco. Dopo la gag realizzata dallo stesso
Bezzecchi nell’ultima vittoria dello scorso anno a Valencia, quando ‘chiese in
sposa’ la sua RS-GP (presentata qualche settimana fa) con tanto di anello, ecco
che Albarosa – così il pilota ha ribattezzato la sua moto – e Bezzecchi hanno
celebrato davvero il matrimonio a Sepang, in Malesia.
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Bezzecchi rimarrà in Aprilia fino al 2027, ma a prendersi la scena è stato senza
dubbio il video pubblicato sulla pagina ufficiale dell’Aprilia nella mattinata
del 2 febbraio. Una gag curata nei minimi dettagli: Bezzecchi con una
tuta–smoking invidiabile, la nuova moto bianca per l’occasione, con il velo e un
“abito da sposa”, gli invitati in lacrime a seguire la celebrazione, una
violinista a riprodurre le tipiche colonne sonore del matrimonio, tra cui la
marcia nuziale. Il riso all’uscita degli sposi sulla passerella, lo scambio di
anelli, il bacio dopo il matrimonio, il sì a voce di Bezzecchi e il sì con un
rombo di motore dell’Aprilia. Tutto come da copione, ina una cornice suggestiva
e iconica: il paddock di Sepang. Con un officiante d’eccezione: l’amministratore
delegato di Aprilia, Massimo Rivola, con la fascia tricolore.
LE PAROLE DI BEZZECCHI E RIVOLA
“Sono molto contento di aver rinnovato per altri due anni. Fin dal primo giorno
in cui ho firmato avevo in mente l’obiettivo di costruire un progetto a lungo
termine”, ha dichiarato Marco Bezzecchi dopo l’ufficialità del rinnovo, tornando
“serio” post matrimonio. “Sono felice di aver trovato il supporto di tutto il
team e di tutta la fabbrica a Noale. Spero di riuscire a regalare loro tante
gioie, così come loro faranno sicuramente con me”.
L'articolo Bezzecchi si sposa a sorpresa in Malesia: all’altare arriva Albarosa,
la nuova Aprilia tutta in bianco – Foto proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Moto Gp
Nuova stagione, vecchi problemi. Jorge Martin non ha ancora recuperato
pienamente dall’ultimo dei tanti infortuni del 2025 e con molta probabilità –
come riportato da Motorsport – salterà il primo appuntamento ufficiale di MotoGp
nel 2026: i test di Sepang, in programma in Malesia dal 3 al 5 febbraio. Alla
base di tutto c’è un recupero più complesso del previsto e di conseguenza altri
due interventi chirurgici.
Nelle ultime settimane, infatti, Martin si è sottoposto a due nuovi interventi
chirurgici su indicazione medica: uno per correggere una lesione allo scafoide
della mano sinistra e un altro per risolvere un problema alla clavicola destra.
L’intenzione di Martin – come aveva dichiarato nel corso della presentazione
della nuova Aprilia per il 2026 – è quella di tornare al 100% prima possibile
per mettersi alle spalle un 2025 da incubo, pieno di infortuni e in cui ha
completato soltanto quattro gare delle 22 previste.
I due interventi sono appunto mirati a risolvere definitivamente i vari problemi
fisici e ripartire al meglio nella nuova stagione di MotoGp. Nel caso in cui
alzasse bandiera bianca per i test a Sepang, lo spagnolo salterebbe i test pre
stagionali in Malesia per il secondo anno consecutivo: di fatto l’anno scorso i
suoi test erano finiti prima ancora di cominciare, dopo l’incidente (con
fratture al metacarpo della mano destra e al terzo, quarto e quinto metatarso
del piede sinistro) in una delle sue prime uscite in sella alla RS-GP nel day 1.
Durante la presentazione della nuova Aprilia, l’amministratore delegato Massimo
Rivola aveva già predicato calma sulle condizioni del campione del mondo in
carica: “Vedo Martin fisicamente ancora molto indietro, dobbiamo concedergli il
tempo necessario per recuperare“. Intanto il campione del mondo 2024 sui social
ha postato delle storie Instagram mentre pratica sci alpino, una delle sue
passioni, ad Arinsal (Andorra). Martin non sale su una moto dai test di Valencia
e punta a rientrare direttamente nell’ultimo appuntamento pre-stagionale,
previsto a Buriram (Thailandia) il 21 e 22 febbraio.
L'articolo Il calvario di Jorge Martin, in forte dubbio per i test a Sepang: si
è sottoposto ad altri due interventi chirurgici proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Bisogna che lo chieda a lui”. È con questa frase che Graziano Rossi risponde
alle domande sullo scontro ormai pubblico con il figlio Valentino. Dopo la
denuncia presentata dal nove volte campione del mondo contro la compagna del
padre, Ambra Arpino, il caso si arricchisce ora delle parole dirette di Rossi
senior, che ha respinto le accuse parlando ai cronisti di Dentro La Notizia.
Al centro della denuncia c’è il presunto prelievo di circa 200mila euro dal
conto corrente di Graziano Rossi nell’arco di dodici anni, soprattutto tramite
bonifici, che secondo Valentino sarebbe avvenuto approfittando di una condizione
di vulnerabilità del padre. Un’accusa che Graziano respinge con decisione:
“Ambra non ha sottratto dei soldi a nessuno. Non può essere che la mia compagna
mi sottragga soldi e poi… che cosa siamo? Tutti i soldi che lei ha avuto da me
glieli ho dati io volutamente“.
L’ex pilota nega quindi qualsiasi irregolarità e rimanda ogni chiarimento
direttamente al figlio: “Bisogna che lo chieda a lui”, dice, senza entrare nel
merito della denuncia. Una posizione che si inserisce in una vicenda già segnata
da versioni contrapposte, dopo la revoca dell’amministrazione di sostegno che
Valentino aveva ottenuto nel 2024 e la successiva iniziativa giudiziaria contro
la compagna del padre.
Nel corso dell’intervista, Graziano Rossi affronta anche il tema dei rapporti
familiari, ribaltando la ricostruzione fornita dal figlio e da altri membri
della famiglia. “Valentino e Clara qui da me non sono mai venuti in circa
vent’anni, mai. Non sono mai venuti qui da me. Non sono io che mi sono
allontanato“, sostiene, riferendosi sia al figlio sia alla figlia Clara, avuta
dal secondo matrimonio.
Un passaggio che contrasta con quanto emerso nei giorni scorsi, quando più voci
vicine alla famiglia hanno parlato di una frattura nata negli ultimi anni e di
tentativi di riavvicinamento respinti. Il tema dei rapporti familiari resta così
uno dei punti più delicati della vicenda, già al centro delle dichiarazioni
della madre di Valentino, Stefania Palma, e delle repliche di Ambra Arpino.
Graziano Rossi è intervenuto anche sulla figura di Marisa Del Bianco, penultima
compagna, che nei giorni scorsi aveva dichiarato di essere rimasta vicina alla
famiglia Rossi e di schierarsi dalla parte di Valentino. Una versione che l’ex
pilota smentisce nettamente: “Assolutamente no. Marisa ha una denuncia penale
fatta da me e non poteva venire qui mai”.
L'articolo “Valentino e Clara qui da me non sono mai venuti in vent’anni, mai”:
Graziano Rossi accusa i figli e difende la compagna proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Sono state svelate oggi, 19 gennaio, le Desmosedici GP della Ducati con cui Marc
Márquez e Francesco Bagnaia esordiranno al GP della Thailandia il prossimo 1°
marzo e correranno per l’intera stagione 2026. Per celebrare i cento anni dalla
fondazione di Ducati, la moto sarà di colore rosso opaco con doppia banda bianca
sulla carena della Desmosedici GP, un design che rimanda al 2007 e al titolo
mondiale conquistato da Casey Stoner.
A guidarla ci saranno anche il campione del Mondo Marc Márquez e Francesco Pecco
Bagnaia, in cerca di riscatto dopo una stagione deludente. L’altra particolarità
sarà il rosso scuro, come quello delle origini: dal rosso della Ducati 60 del
1949, prima moto completa che segnò l’esordio della Ducati tra i costruttori
motociclistici, a quello della Gran Sport “Marianna” del 1955, la prima Ducati
concepita per correre. Particolarità anche sui numeri: Marquez manterrà il 93
(come sempre ha rinunciato al numero 1) di colore rosso, mentre Bagnaia – non
solo avrà un font diverso dal compagno – ma avrà il suo 63 in bianco.
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“Mi lascio alle spalle un anno impegnativo, ma che ha lasciato tanti
insegnamenti e fatto crescere ancora di più la mia voglia di tornare in pista il
prima possibile con la nuova Desmosedici GP”, ha dichiarato Bagnaia. “La
stagione 2026 avrà un valore particolare: una nuova opportunità per dimostrare
tutto il nostro potenziale nell’anno di celebrazione del centenario di Ducati e
con una livrea davvero d’impatto”, ha concluso il pilota italiano.
Una stagione 2026 all’insegna del numero 100 e non solo per il centenario: con
le 13 vittorie del 2025, infatti, Ducati è arrivata a 99 trionfi in MotoGP e la
prima vittoria della nuova stagione sarà proprio la prima a tre cifre, la numero
100. La scuderia di Borgo Panigale punta a riconfermarsi campione del mondo
costruttori (sarebbe il settimo consecutivo) e campione del mondo piloti dopo il
trionfo di Marquez.
“Riconfermarsi sarà ancora più difficile ma abbiamo dalla nostra la possibilità
di sfruttare al massimo il pacchetto della Desmosedici GP che è il più
competitivo e affidabile“, ha invece dichiarato Marc Marquez. “Riprendere
confidenza alla guida dopo l’infortunio è il primo obiettivo, poi dare
spettacolo in pista con il Ducati Lenovo Team di cui cercherò di onorare i
colori al massimo delle mie possibilità anche quest’anno”, ha concluso il pilota
campione del mondo.
“Con Marc e Pecco abbiamo due campioni straordinari, animati da motivazioni e
obiettivi fortissimi, pronti a cercare nuove conferme e risposte importanti – ha
spiegato Claudio Domenicali, Ceo Ducati Moto Holding -. Al loro fianco c’è la
Desmosedici GP, una moto nata da un’evoluzione continua e da scelte tecniche
mirate, che rappresenta il massimo della nostra visione tecnologica e che, in
questo anno speciale, abbiamo reso ancora più iconica vestendola di un rosso che
richiama la nostra storia”.
L'articolo Ducati svela la nuova moto di Bagnaia e Marquez: doppia banda bianca
per i 100 anni dalla fondazione | Foto proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Io non ero la denunciata da Valentino. E quello che è stato raccontato finora
non è vero”. Marisa Del Bianco rompe il silenzio sulla vicenda che coinvolge
Valentino Rossi e il padre Graziano e racconta la propria versione dei fatti. Ex
addetta alla sicurezza del circuito di Misano Adriatico e vigile del fuoco
discontinua a Rimini, Del Bianco è la penultima compagna di Graziano Rossi e ha
rilasciato delle dichiarazioni in un’intervista a Il Resto del Carlino in una
faida familiare che continua ad arricchirsi di nuovi protagonisti.
“Racconto la mia versione perché molti amici mi hanno chiamato pensando che
fossi io la denunciata da Valentino. E poi quello che ha detto la compagna
attuale di Graziano è falso”, spiega. Il riferimento è ad Ambra Arpino, prossima
al matrimonio con Graziano Rossi e oggi indagata dopo la denuncia per
circonvenzione d’incapace presentata dal nove volte campione del mondo della
MotoGp. Secondo Del Bianco, la ricostruzione della relazione tra Graziano e
l’attuale compagna non corrisponderebbe al vero: “Non sono oltre dieci anni che
sta assieme al padre di Valentino perché io sono stata la sua compagna fino al
2021. Se poi si vedevano clandestinamente è un’altra storia”.
Le sue dichiarazioni si inseriscono in una storia già segnata da forti
contrapposizioni: dalla denuncia di Valentino Rossi contro l’attuale compagna
del padre alla revoca dell’amministrazione di sostegno, fino alle parole della
madre Stefania Palma – che ha parlato di una frattura familiare nata con
l’ingresso di Ambra nella vita di Graziano – e alla recente replica della stessa
Arpino, che ha accusato la famiglia di averla isolata e provocata. Un mosaico di
versioni che continua ad ampliarsi mentre l’inchiesta della procura di Pesaro
resta aperta.
L’ex compagna precisa di non essere mai stata ascoltata dagli inquirenti, ma
precisa: “Ha sempre avuto un grande amore per Valentino, Stefania ed anche per
Lorena Quieti, la seconda moglie. Così come era legatissimo alla figlia Clara”.
E aggiunge un episodio personale: “Fui io ad accompagnare Graziano quando la
figlia Clara cantò al festival di Rimini. Fra l’altro molto brava”.
Alla domanda su quale sia oggi la sua posizione, Del Bianco risponde senza
esitazioni: “Da quella di Valentino e la sua famiglia. E sono a disposizione per
eventuali testimonianze”. Del Bianco ha inoltre confermato di mantenere rapporti
con Lorena Quieti, seconda moglie di Graziano: “Ci siamo sentiti anche
recentemente”.
Il racconto si fa più duro quando ricostruisce la fine della relazione con
Graziano Rossi: “Un giorno sono rientrata a casa a Tavullia e c’era la sua
attuale compagna. Alla fine mi hanno buttato fuori di casa”.
Del Bianco parla anche di una denuncia per stalking presentata da Graziano nei
suoi confronti: “Sì, è vero”, racconta, sostenendo però che i fatti
risalirebbero a un periodo in cui lei era ancora la sua compagna. La vicenda
giudiziaria si sarebbe conclusa con una condanna: “Un processo di cui non ho mai
saputo nulla e di cui sono venuta a conoscenza solo alla fine, a cose fatte”.
L'articolo “Sto con Valentino. Quello che dice l’attuale compagna è falso, non
stanno insieme da 10 anni”: spunta un’altra ex di Graziano Rossi proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Dalle piste ai tribunali. Valentino Rossi contro il padre. O meglio, contro la
compagna di papà Graziano. Il nove volte campione del mondo della MotoGp ha
infatti denunciato – come riporta Il Resto del Carlino – l’attuale fidanzata di
Graziano, oggi 71enne e anche lui ex motociclista, per circonvenzione
d’incapace. Valentino Rossi accusa la 55enne di aver prelevato dal conto del
padre diverse migliaia di euro (176mila per la precisione), più altri 34mila in
contanti, approfittando della sua condizione di debolezza. Ma per comprendere
bene la questione bisogna fare un passo indietro.
Nel 2024 Valentino Rossi aveva chiesto e ottenuto di diventare amministratore di
sostegno di Graziano: una perizia medica di parte aveva infatti stabilito che il
padre fosse fragile e incapace di provvedere a sé stesso, pur potendo continuare
a guidare l’auto e persino partecipare a gare di rally, altra sua passione dopo
il ritiro. Ed è in questo periodo che Valentino Rossi ha notato che l’attuale
compagna del padre – secondo la sua ricostruzione – ha prelevato dal suo conto
176mila euro (di cui 100mila con la causale “prestito”) più altri 34mila in
contanti nel corso della loro relazione di 12 anni.
A distanza di un anno – a marzo 2025 – Graziano Rossi ha chiesto la revoca del
controllo legale da parte del figlio, che però ha risposto negativamente. È
cominciata quindi la prima battaglia legale, fino a quando il 4 marzo 2025 il
giudice di Pesaro ha revocato l’amministrazione di sostegno a Valentino Rossi
perché il padre era stato giudicato “in piena capacità di intendere e di
volere“. Rossi non si ha presentato appello, ma ha deciso di denunciare per
circonvenzione d’incapace l’attuale compagna del padre, 55enne e impiegata
pubblica, per avergli sottratto le cifre citate.
La pm Irene Lilliu – della procura di Pesaro – ha incaricato vari specialisti
psichiatrici di stabilire se Graziano Rossi sia davvero incapace di provvedere a
sé stesso e ai suoi beni al punto da essere raggirato dalla compagna, come
sostenuto dai legali e dagli psichiatri scelti dal figlio Valentino, oppure sia
capace di intendere e volere come era già stato stabilito in sede civile e
quindi di usare i propri beni e il proprio denaro come meglio crede. E lo
psichiatra nominato dal gip ha confermato che – dopo una serie di perizie e
controperizie, cinque con precisione – Graziano Rossi non ha alcun bisogno di un
amministratore di sostegno. Una vicenda che non finirà qui: ora spetta alla
procuratrice Lilliu decidere se archiviare il fascicolo d’indagine a carico
della compagna di Graziano Rossi oppure se indagare ulteriormente sui movimenti
del suo conto corrente.
L'articolo Valentino Rossi e la battaglia legale con papà Graziano: ha
denunciato la sua compagna, nel mirino i soldi prelevati dal conto proviene da
Il Fatto Quotidiano.
Aprilia Racing ha svelato ufficialmente l’Aprilia RS–GP per la stagione MotoGP
2026, affidata per il secondo anno a Marco Bezzecchi e Jorge Martín. La grande
novità della livrea della RS-GP26, che ripropone i colori iconici di Aprilia
Racing, è la presenza del leone, parte del Dna di Aprilia Racing. Il Leone Alato
– simbolo di Venezia, città a pochi chilometri dalla sede di Aprilia Racing a
Noale – “incarna valori che rispecchiano pienamente l’identità del team e dei
suoi piloti: potenza, forza, determinazione e coraggio. È l’emblema di una
squadra che non si arrende mai, capace di affrontare le difficoltà con
caparbietà e di riemergere con ancora maggiore forza e tenacia“, si legge nella
nota Aprilia.
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APRILIARACING-LAUNCH2026-10
L’obiettivo del 2026 è quello di migliorare i risultati della passata stagione,
la più vincente di sempre per Aprilia Racing, chiusa con il secondo posto nel
campionato costruttori con 418 punti – superata per la prima volta nella storia
la soglia dei 400 punti – e il terzo posto nella classifica piloti con Marco
Bezzecchi a 353 punti, il miglior risultato di un pilota nella storia di Aprilia
Racing in MotoGP. A questo si aggiungono numeri senza dubbio positivi: 19 podi
complessivi, con 3 vittorie nelle sprint e 4 nelle gare lunghe, 5 pole position,
oltre alla vittoria 300 della Casa di Noale nel GP di Phillip Island.
Tutte le aree della moto sono state migliorate: dall’aerodinamica – che è stata
ulteriormente affinata – alla ciclistica, fino ad arrivare all’elettronica e al
motore V4 oggetto di un gran lavoro di sviluppo in tutti i componenti liberi dal
congelamento imposto dal regolamento. A difendere i colori della Casa di Noale
nella stagione 2026 saranno ancora Marco Bezzecchi e Jorge Martín. Nel 2025 il
pilota italiano è stato protagonista di una stagione di altissimo livello che
gli ha permesso di concludere terzo nel campionato del mondo piloti, con un
rendimento che lo ha consacrato come il miglior pilota nella storia di Aprilia
Racing. Bezzecchi affronta il 2026 con l’obiettivo di riconfermarsi ai vertici
della top class e anzi provare a fare di meglio. “Sono felice di tornare
finalmente a parlare di moto. Ho tanto voglia di iniziare e abbiamo ancora tanto
lavoro da fare, anche se in realtà non ci siamo mai fermati: a Noale l’azienda
sta lavorando intensamente e io mi sto allenando con continuità”, ha dichiarato
Bezzecchi.
Jorge Martín, che torna in pista con il “suo” numero 89, si prepara invece ad
affrontare una nuova stagione dopo un 2025 condizionato dagli infortuni e in cui
non è praticamente quasi mai sceso in pista. “Dopo l’esperienza che abbiamo
fatto l’anno scorso insieme ad Aprilia e gli ultimi test molto importanti a
Valencia, l’obiettivo ora è continuare a crescere insieme. Sicuramente ci sarà
molto lavoro da fare a inizio stagione, ma sappiamo molto bene dove migliorare.
Sarà un anno in cui voglio tornare a lottare per le prime posizioni e a vincere.
Appena sarò fisicamente al 100%, saremo pronti per tutto”, ha affermato Martin.
“Affrontiamo la stagione 2026 con la consapevolezza di ciò che siamo e di dove
vogliamo arrivare. Veniamo da un 2025 solido che ci ha permesso di raggiungere
un livello di competitività molto elevato e l’obiettivo ora è lottare ad ogni
gara”, ha invece dichiarato Massimo Rivola, Ceo di Aprilia Racing. “Avremo due
percorsi diversi all’interno del box: da un lato con Marco cercheremo di
ripartire dal livello espresso a fine stagione, dall’altro con Jorge dovremo
costruire tanto. La RS-GP26 è una moto in cui crediamo e che riteniamo abbia un
grande potenziale, così come i nostri piloti”.
L'articolo Aprilia svela la nuova moto di Bezzecchi e Martin: nella livrea 2026
compare il leone alato – Foto proviene da Il Fatto Quotidiano.
I trionfi di Jannik Sinner, quelli in Billie Jean King Cup e Coppa Davis nel
tennis, il doppio titolo mondiale nella pallavolo, l’exploit di Furlani ai
mondiali di atletica a Tokyo. Ma anche il flop della nazionale italiana di
calcio, l’ennesima stagione fallimentare della Ferrari, la delusione del basket
sia nelle competizioni per nazionali che per club. Per l’Italia è stata una
stagione ricca di soddisfazioni per certi aspetti, ma anche di delusioni nei
“soliti” sport. Ecco il pagellone degli sport italiani più popolari, con un
occhio anche a quelli invernali in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
VOLLEY: 10
Partiamo da una base: lo sport italiano ha due certezze assolute. La prima è il
volley, la seconda il tennis. Un 10 pieno per entrambi a certificare il momento
d’oro. Partendo dalla pallavolo: l’Italia ha vinto tutto quello che c’era da
vincere a livello internazionale. La nazionale femminile ha trionfato sia ai
Mondiali che in Nations League (la seconda consecutiva) dopo l’oro olimpico nel
2024 e ha ancora una striscia aperta di 36 vittorie consecutive. Tutto sotto la
guida di Julio Velasco, entrato nella storia essendo attualmente campione
olimpico e del mondo in carica contemporaneamente. Ingiocabili.
Quasi perfetta anche l’annata della nazionale maschile, che ha vinto il mondiale
a fine settembre – qualche settimana dopo la femminile – ma non è riuscita a
fare double con la Nations League, vista la sconfitta in finale contro la
Polonia. Ma il mondiale vinto è stato un successo incredibile: partiti senza i
favori del pronostico e dopo un girone buono ma non entusiasmante, i ragazzi di
Fefè De Giorgi hanno giocato una fase finale perfetta. E poi l’under 21: oro al
mondiale femminile, argento in quello maschile. A certificare l’ottimo momento
della pallavolo italiana, anche i club: nella maschile, Perugia ha prima vinto
la Champions League e poi anche il Mondiale per Club. Dominio che continua anche
nella femminile: prima il successo di Conegliano in Champions, poi quello di
Scandicci al mondiale per club di fine dicembre. Un’annata perfetta.
TENNIS: 10
A pari merito con il volley c’è il tennis, che negli anni grazie anche e
soprattutto a Jannik Sinner continua a regalare grandissime soddisfazioni.
L’altoatesino – nonostante tre mesi di sospensione per il caso Clostebol – ha
conquistato due slam (Australian Open e la storica prima volta a Wimbledon), ha
ottenuto il secondo trionfo consecutivo alle Atp Finals e per quasi tutto il
2025 è rimasto al numero uno del ranking Atp, prima di essere scavalcato da
Alcaraz proprio nell’ultimo torneo dell’anno.
Ma il 10 al tennis non è solo merito di Sinner, anzi. Perché nel 2025 è arrivato
il terzo successo consecutivo in Coppa Davis, la prima senza il numero due del
mondo, ma anche del secondo trionfo in finale nella Billie Jean King Cup. I
protagonisti in Coppa Davis sono stati Matteo Berrettini e Flavio Cobolli, che
contro ogni pronostico hanno vinto davanti al pubblico di Bologna dando vita
anche ad alcuni match epici. In Billie Jean King Cup invece la “solita” Jasmine
Paolini, sia in singolare (con Elisabetta Cocciaretto) sia in doppio, con
l’immensa Sara Errani.
Il 2025 è stato però anche l’anno dei due italiani alle Finals per la prima
volta (Musetti e Sinner), dei cinque titoli Slam conquistati (Sinner agli
Australian Open e Wimbledon, Errani/Paolini e Errani/Vavassori al Roland Garros,
Errani/Vavassori agli US Open), degli 11 tornei ATP vinti dagli italiani, più di
ogni altra nazione (6 Sinner, 3 Darderi, 2 Cobolli), di due italiani in top 10
(Musetti numero 8, Sinner numero 2), di 8 italiani tra i primi 100 del ranking
Atp a fine 2025, di cui quattro nei primi 25 (Sinner 2, Musetti 8, Cobolli 22,
Darderi 25).
ATLETICA: 8
Annata da incorniciare anche per l’atletica, che ha conquistato sette medaglie
ai Mondiali di Tokyo, stabilendo un nuovo record per la competizione: a partire
dallo storico oro di Mattia Furlani nel salto in lungo (più il trionfo ai
Mondiali indoor a Nanchino), passando per l’argento di Andrea Dallavalle nel
triplo, Nadia Battocletti nei 10.000 e Antonella Palmisano nei 35 km di marcia
femminile – la sua terza medaglia mondiale – fino al bronzo di Iliass Aouani
nella maratona maschile (dopo il successo agli Europei di Lovanio) e Leonardo
Fabbri nel peso.
A giugno è invece arrivato il secondo successo consecutivo agli Europei a
squadre, con Nadia Battocletti – che ha realizzato il nuovo record italiano nei
5000 metri al Golden Gala – a trascinare l’Italia insieme a Leonardo Fabbri e
Larissa Iapichino, vittoriosi rispettivamente nel lancio del peso e nel salto in
lungo.
E prima ancora gli Europei indoor di Apeldoorn: oro con Larissa Iapichino (lungo
donne), Andy Díaz (triplo uomini) e Zaynab Dosso (60 mt donne (60 mt donne),
argento con Mattia Furlani (lungo uomini), bronzo con Andrea Dallavalle (triplo
uomini) e Matteo Sioli (alto uomini). In mezzo anche gli ori giovanili, tra cui
quelli di Kelly Doualla ed Erika Saraceni, entrambe agli Europei under 20
rispettivamente nei 100 metri e nel salto triplo.
Atleti dell’anno per la Fidal: Jacopo Furlani per l’incredibile oro raccontato e
Nadia Battocletti, che oltre alle vittorie elencate ha trionfato anche nella 10
km su strada e nel cross. Uniche note negative del 2025: Marcell Jacobs e
Gianmarco Tamberi, entrambi flop ai mondiali di Tokyo.
MOTOGP: 7
Più che sufficiente invece l’Italia della MotoGp e non poteva essere altrimenti
visto il trionfo della Ducati nel mondiale costruttori, il secondo posto
dell’Aprilia e l’ottimo terzo posto di Marco Bezzecchi nel mondiale piloti (9
podi totali), dietro ai fratelli Marquez. Mondiale di Bezzecchi “oscurato” però
in parte da Jorge Martin, pilota di punta dell’Aprilia che non è praticamente
mai sceso in gara (solo quattro gare concluse su 22 totali previste).
E se Ducati e Bezzecchi sono da 8 pieno, Bagnaia è da un generoso 5 in pagella:
il pilota italiano che ha vinto il mondiale nel 2022 e nel 2023, aveva
cominciato bene ma si è poi ritirato in sette delle ultime otto gare. Non tutte
le responsabilità sono sue, ma se il compagno di scuderia totalizza 257 punti in
più di lui… un problema evidentemente c’è.
NUOTO: 6
Un voto che si basa soprattutto su Mondiali ed Europei, i due grandi
appuntamenti del 2025. Bilancio non sicuramente negativo, anzi. Agli Europei in
vasca corta di Lublino l’Italia è stata protagonista con 9 ori, 5 argenti e 6
bronzi, chiudendo al primo posto del medagliere. Un risultato storico per la
nazionale, grazie a prestazioni eccezionali come i record europei di Sara Curtis
e le vittorie nelle staffette miste e maschili. Non saranno le Olimpiadi o i
Mondiali, ma rimane comunque un risultato importante.
Anche ai Mondiali non è andata male, ma poteva andare sicuramente meglio. 7
medaglie complessive in vasca (1 oro, 4 argenti e 2 bronzi) per la spedizione
azzurra, più le 6 in acque libere (due argenti per Gregorio Paltrinieri e
Ginevra Taddeucci nella 5 e 10 km, argento per Taddeucci anche nella 3 km
knockout sprint e argento nella staffetta mista 4×1500) e la straordinaria
Chiara Pellacani, bronzo nel trampolino 1 metro (prima medaglia in una gara
individuale nella competizione, terza italiana della storia a riuscirci dopo
Tania Cagnotto ed Elena Bertocchi) e oro in coppia con Matteo Santoro nel sincro
3 metri misto.
È stata una rassegna che ha visto diverse luci e prestazioni da ricordare, ma
anche qualche delusione. Perché l’unico oro è arrivato da Simone Cerasuolo nei
50 rana. Per numero totale di medaglie, l’Italia ne aveva conquistate meno solo
a Fukuoka 2023. Potevano arrivare più ori, perché Thomas Ceccon e Nicolò
Martinenghi si sono “fermati” all’argento nelle gare in cui sono campioni
olimpici (100 dorso e 100 rana).
E a proposito di Ceccon, nonostante le tre medaglie ottenute (un bronzo nei 50
farfalla e due argenti nei 100 dorso e nella 4×100 stile libero), pesa la
dolorosa eliminazione nelle batterie dei 200 dorso, primo degli esclusi dalla
semifinale. C’erano grandi aspettative, ma il giovane e forte nuotatore azzurro
poteva fare di più e lo ha ammesso anche lui. Mondiale sottotono anche per
Alberto Razzetti, che ha centrato la finale solamente nei 200 farfalla, così
come sottotono è stato quello di Sara Franceschi (apparsa fuori forma), vista
l’eliminazione nelle batterie dei 400 misti dopo il bronzo di Doha 2024. Un 2025
positivo, ma visto il potenziale degli atleti azzurri, si poteva fare meglio.
SPORT INVERNALI: 6
In un pagellone che coinvolge solo gli sport più popolari in Italia, inseriamo
anche quelli invernali nell’anno delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 che
partiranno tra poco più di un mese. Il bilancio è sufficiente, ma con alcune
riserve. I risultati sono arrivati: in primis Federica Brignone – per la quale
c’è grande attesa e curiosità in vista delle Olimpiadi dopo il brutto infortunio
di aprile – che ha trionfato nella Coppa del Mondo generale a marzo 2025, la
seconda della sua carriera. Brignone ha anche conquistato la Coppa di discesa
libera e quella di slalom gigante.
Nello snowboard l’Italia continua a dominare: ai Campionati Mondiali è arrivata
la medaglia d’oro nel team parallel slalom grazie a Maurizio Bormolini ed Elisa
Caffont, mentre un’altra coppia azzurra, Gabriel Messner e Jasmin Coratti, ha
conquistato l’argento, completando una storica doppietta. Bormolini ha anche
vinto la Coppa generale nelle discipline alpine, confermandosi leader
internazionale. A marzo invece una super Flora Tabanelli ha messo in bacheca
prima la Coppa del Mondo di Big Air, poi il Mondiale prima di un grave
infortunio. Memorabile anche il podio interamente italiano a Carezza, con Roland
Fischnaller primo, Aaron March secondo e Mirko Felicetti terzo.
Anche nel biathlon è stato un anno positivo per l’Italia. Il risultato simbolo è
stato il ritorno al successo di Lisa Vittozzi in Coppa del Mondo, tornata a
vincere a Hochfilzen a 21 mesi di distanza dall’ultima volta e con un infortunio
importante in mezzo. Questi i successi principali negli sport invernali per
l’Italia, ma non si va oltre la sufficienza perché il vero test saranno le
prossime Olimpiadi. La speranza era di arrivarci con un movimento un po’ più
esteso e florido. E se l’Italia in alcune discipline mira a essere protagonista,
in altre sarà poco competitiva o addirittura assente.
CICLISMO: 5
La prima insufficienza del nostro pagellone va al ciclismo. Ed è una media tra
diversi fattori. Nel 2025 sono arrivati alcuni risultati di rilievo, come per
esempio l’exploit di Jonathan Milan al Tour de France, dove ha vinto l’ottava
tappa ma soprattutto ha conquistato la maglia verde, quella del leader della
classifica a punti. E poi Giulio Ciccone, che ha finito in top 10 nella
classifica generale della Vuelta (nono), e il giovane Lorenzo Mark Finn,
campione del mondo Under 23 nella prova in linea a fine settembre.
Menzione d’oro anche per Elia Viviani, che ha vinto l’oro ai Mondiali di
ciclismo su pista nel giorno del suo ritiro. Buoni risultati, ma nulla di
memorabile. Il vero problema del ciclismo italiano attuale è la mancanza di un
corridore da Grandi Giri che possa infiammare il pubblico e riportare l’Italia a
essere competitiva ad altissimi livelli.
BASKET: 4
Nazionale eliminata agli ottavi di finale degli Europei contro la Slovenia,
Olimpia Milano e Virtus Bologna anonime per l’ennesima volta in Europa, il caso
Trapani Shark: il bilancio del 2025 del basket italiano non può che essere
negativo. La nazionale non ambiva sicuramente a vincere, ma nella competizione
continentale poteva fare meglio. E invece è stata surclassata da Luka Doncic e
la sua Slovenia già agli ottavi di finale.
Non è andata meglio ai club: sia l’Olimpia Milano che la Virtus Bologna si sono
fermate rispettivamente all’undicesimo e al diciassettesimo posto della regular
season di Eurolega, mancando anche l’accesso ai play-in, dove al contrario sono
arrivate squadre come Paris o Stella Rossa, non di certo corazzate.
E poi continua a tenere banco il caso Trapani Shark del patron Valerio Antonini,
che a causa di alcune inadempienze finanziarie deve già scontare un -5 in
classifica e 100mila euro totali di multa (50mila a partita) per essersi
presentato per due giornate senza il numero minimo di contratti professionistici
dopo la partenza di Allen. E con Lega e Federazione è scontro.
FORMULA UNO: 3
Se avessimo dovuto valutare il 2025 soltanto della Ferrari, il voto sarebbe
stato senza dubbio più basso. Altra stagione disastrosa per la Rossa di
Maranello, che ha chiuso al quarto posto il mondiale costruttori, dietro a
McLaren, Mercedes e Red Bull, a ben 435 punti di distanza dal primo posto.
Frutto di una macchina che continua a faticare, di pit-stop discutibili e di
prestazioni dei piloti non all’altezza. Perché Leclerc ed Hamilton hanno chiuso
al quinto e al sesto posto nella classifica piloti, ben distanti dai primi tre.
Il monegasco ha ottenuto sette podi totali, ma la vera delusione è il
britannico, arrivato con grandi aspettative e invece mai andato a podio.
Ad “alzare” il voto c’è la piacevole scoperta Andrea Kimi Antonelli, che al suo
primo anno in Formula 1 ha chiuso al settimo posto della classifica piloti su
Mercedes, a soli 6 punti da Hamilton. Il diciannovenne deve ancora ovviamente
maturare, ma tre podi alla prima stagione non sono sicuramente da buttare, anzi.
L’Italia finalmente può contare su un pilota competitivo.
CALCIO: 2
Il voto più basso del 2025 tra gli sport italiani non può che andare al calcio.
Non è una novità, ma una spiacevole conferma. L’Italia non ha partecipato al
mondiale nel 2018 e nel 2022 e adesso rischia di non parteciparci anche nel
2026. Una qualificazione diretta compromessa già alla prima giornata, dopo la
sconfitta per 3-0 contro la Norvegia, unica nazionale competitiva nel girone di
qualificazione che ha infatti chiuso a punteggio pieno, umiliando l’Italia anche
a San Siro per 1-4.
Adesso tutto passerà dai playoff, gli stessi giocati e persi nelle ultime due
edizioni. Le avversarie saranno l’Irlanda del Nord e poi – in caso di finale –
la vincitrice tra Galles e Bosnia. Servirà vincere due partite per volare negli
Stati Uniti a giugno 2026. E in un movimento calcistico – quello italiano –
sempre più in declino, sembrava esserci una luce in fondo al tunnel: l’Inter di
Simone Inzaghi. Arrivata in finale di Champions League battendo avversarie
superiori sulla carta (Bayern Monaco e Barcellona), ha sciupato quanto di buono
era stato fatto: 5-0 secco contro il Psg, sconfitta più pesante della storia
della competizione. E se al disastro della nazionale aggiungiamo anche quello
delle istituzioni calcistiche, il voto non può che essere questo (ed è anche
generoso).
Il 2025 è stato anche l’anno dell’ennesima Supercoppa italiana in Arabia
Saudita, ma anche dell’idea Milan-Como a Perth, in Australia, saltata solo
qualche giorno fa. Un annuncio trionfale da parte del presidente della Lega
Serie A Ezio Simonelli qualche mese fa, poi la frenata, poi altro annuncio in
diretta televisiva ancora dello stesso Simonelli (“Si gioca in Australia”),
salvo poi auto-smentirsi quattro giorni dopo. Non una scelta di buon senso, ma a
far saltare il progetto sono state le ulteriori condizioni, considerate
inaccettabili, poste dalla federazione australiana e la federcalcio asiatica,
che aveva già preteso la nomina di arbitri australiani accettata dalla Lega
Serie A. L’ennesimo disastro.
L'articolo Volley e tennis le certezze, calcio e Formula 1 le due (ennesime)
delusioni. Male anche il basket | Il pagellone degli sport italiani nel 2025
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un sequestro senza precedenti ha portato alla luce una delle più grandi
collezioni private di moto da corsa mai individuate, con pezzi iconici della
MotoGP appartenuti ad alcuni dei più grandi campioni degli ultimi decenni. Le
autorità messicane hanno infatti sequestrato decine di motociclette per un
valore stimato attorno ai 40 milioni di dollari, tutte riconducibili a Ryan
James Wedding, uno dei dieci latitanti più ricercati dall’FBI, ma anche ex
olimpionico di snowboard.
A confermare l’operazione è stata la stessa FBI di Los Angeles, che attraverso
un comunicato ha spiegato come nel corso dell’ultimo mese siano stati eseguiti
in Messico diversi mandati di perquisizione. L’azione è frutto di una
collaborazione internazionale che ha coinvolto le autorità messicane, l’FBI, la
Royal Canadian Mounted Police e il dipartimento di polizia di Los Angeles. Il
bilancio è imponente: oltre 50 moto da Gran Premio e altri mezzi da
competizione, custoditi in un garage.
Tra le motociclette recuperate figurano autentici gioielli della storia del
motociclismo mondiale. Nella collezione compaiono diverse Ducati MotoGP guidate
in passato da Valentino Rossi, Jorge Lorenzo, Andrea Dovizioso, Loris Capirossi
e Andrea Iannone, oltre alla Moto2 con cui Marc Márquez conquistò il titolo
mondiale nel 2012 e a un’Aprilia 125 con cui Rossi vinse il campionato
dell’ottavo di litro. Un patrimonio sportivo di enorme valore, che ha attirato
l’attenzione anche degli esperti del mercato dei cimeli della MotoGP, un settore
in forte crescita ma raramente associato a cifre di questa portata.
Il nome di Wedding è al centro di un’indagine di ampia portata. Ex snowboarder
olimpico canadese, ha partecipato ai Giochi invernali del 2002 a Salt Lake City,
ma secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sarebbe diventato il
vertice di una vasta organizzazione criminale dedita al traffico internazionale
di droga. Le accuse nei suoi confronti includono associazione a delinquere
finalizzata allo spaccio e all’esportazione di cocaina, riciclaggio di denaro e
omicidio. Wedding è accusato di aver ordinato l’uccisione di un testimone chiave
in un procedimento per droga.
L’FBI ha ribadito che è prevista una ricompensa fino a 15 milioni di dollari per
chiunque fornisca informazioni utili all’arresto o alla condanna del latitante,
che secondo le autorità statunitensi si troverebbe attualmente in Messico. Il
sequestro delle moto rappresenta uno dei colpi più simbolici inferti al suo
impero criminale, svelando al tempo stesso il lato oscuro del collezionismo
sportivo d’élite.
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altri campioni. Scoperta la collezione di uno dei latitanti più ricercati al
mondo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tornare campione del mondo a 32 anni, sei dopo l’ultima volta, avendo nel mezzo
affrontato quattro operazioni e un “buco profondo e nero”. Il 2025 è stato
l’anno in cui Marc Marquez si è ripreso la MotoGp, dominando il campionato in
sella alla Ducati. “La sfida più difficile della mia carriera sportiva, cioè
uscire da quel buco profondo e nero, l’ho superata, e l’ho fatto con un team
incredibile: la Ducati Factory”, racconta Marquez in un’intervista alla Gazzetta
dello Sport.
L’inizio dell’incubo ha una data precisa: 19 luglio 2020, Gp di Jerez. Una
caduta terribile e una frattura all’omero destro da cui lo spagnolo non riuscirà
mai a riprendersi definitivamente. Marquez però è riuscito a tornare a vincere,
grazie a due scelte ben precise. La prima è stata ovviamente quella di lasciare
la Honda. Il primo momento chiave della rinascita, spiega lui stesso, “è stato
il GP del Giappone 2023: la settimana successiva ho preso la decisione di
lasciare il team che mi aveva dato tutto, la Honda, per andare al team Gresini.
Nadia Padovani mi aveva aspettato fino a quel punto, quando mancavano quattro GP
alla fine: di solito un team non aspetta così. Quello è stato il punto numero
uno, sportivamente parlando“.
Il secondo momento di svolta è meno scontato. Ed è temporalmente precedente:
ovvero la scelta, annunciata durante il Gp del Mugello 2022, di sottoporsi a una
quarta operazione chirurgica. Marquez racconta: “Quando era già tutto a posto
sono andato in America a rompere il braccio e rimetterlo diritto. Quella è stata
una decisione difficile, perché per fare una vita normale poteva andare bene,
era un braccio che permetteva di fare le cose di ogni giorno, ma per guidare una
moto no. Così ho preso quel rischio“.
Il ricordo torna alle parole di Marquez di tre anni e mezzo fa: “Avrei fatto di
tutto per evitare l’operazione, ma è l’unico modo per avere un pieno recupero”.
Il tempo gli ha dato ragione. Marquez è di nuovo campione del mondo, anche se il
paradosso è che chiuderà il 2025 pensando a un’altra riabilitazione, dopo
l’infortunio alla spalla: “Sono già dodici settimane, quasi tre mesi: posso
iniziare ad andare in moto, i dottori hanno dato l’ok e così ho ricominciato con
cautela. Muscolarmente mi sono già ripreso abbastanza, la spalla ancora non
lavora in modo perfetto, ma abbiamo un mese e mezzo fino ai test in Malesia di
febbraio”. Marquez non si vuole fermare: “Ora stiamo lavorando di nuovo per
lottare per il titolo iridato 2026“.
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braccio e rimetterlo diritto”: Marquez racconta la sua rinascita proviene da Il
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