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Arriva in Italia BOXi, il primo robot-postino: come funziona e da quando inizierà a consegnare lettere e pacchi
I postini potrebbero essere presto sostituiti dai robot e no, non è fantascienza Poste Italiane, infatti, ha annunciato di aver avviato la sperimentazione di BOXi, un van a guida autonoma per la consegna di pacchi e lettere. L’obiettivo dell’azienda è quello di introdurre un nuovo veicolo che possa operare nei contesti cittadini più complessi come i centri storici e le zone ad alta densità di traffico. Ma come funziona BOXi? Esso è un veicolo a quattro ruote con guida autonoma. La velocità massima è limitata a 25 chilometri orari, una soglia pensata per la circolazione sicura in ambito urbano. Come riporta Fanpage, l’Università di Modena e Reggio Emilia e il Politecnico di Milano si sono occupati della componente meccanica e delle parte software. Per riconoscere gli spazi BOXi utilizza i sensori LiDar che sfruttano i laser per percepire gli oggetti circostanti. Grazie a questi sensori il van ricostruisce gli ostacoli e i veicoli attorno a sé. I pacchi saranno contenuti in box che saranno sbloccabili inquadrando un Qr code. La sperimentazione è iniziata presso il Modena Innovation Hub, dove il veicolo è stato sottoposto a test sulla velocità e sulla calibrazione dei sensori. Successivamente, il van delle Poste Italiane viaggerà per circa 600 metri su un percorso urbano misto, come incroci, pedoni e ostacoli improvvisi. L’obiettivo è valutare l’affidabilità e la sicurezza di BOXi. Lo strumento potrebbe rappresentare la nuova frontiera della consegna delle poste. In diverse parti del mondo i robot-postini a guida autonoma hanno già sostituito le persone. L'articolo Arriva in Italia BOXi, il primo robot-postino: come funziona e da quando inizierà a consegnare lettere e pacchi proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Lo Spid è a pagamento: tariffa da 6 euro con il nuovo anno. Escluse alcune categorie, tutte le informazioni
Lo Spid di Poste diventa a pagamento. A partire dal primo gennaio di quest’anno è infatti entrato in vigore il canone annuale che l’azienda richiede per rinnovare l’identità digitale, la più usata dagli italiani: 6 euro annui. La scelta allinea Poste ad altre aziende che offrono il servizio come Aruba e Infocert. Lo Spid, utilizzato dall’82% della popolazione maggiorenne italiana, gestisce il 70% del totale delle identità digitali nazionali (circa 30 milioni). Per pagare il primo importo c’è tempo. Il servizio è gratuito per il primo anno e il pagamento scatta alla prima scadenza dell’identità digitale, termine che varia da profilo a profilo. Dalla quota sono escluse diverse categorie: minorenni, over 75, residenti all’estero e chi usa lo Spid per lavoro. Per verificare la data di scadenza, basta accedere sull’app PosteID, andare sulla sezione Profilo e poi su “Gestisci account“. Ad ogni modo, PosteID invierà una mail un mese prima della scadenza. Qualora non si rinnovasse – per scelta o per disattenzione – il profilo rimarrà sospeso per due anni. Sarà esistente, ma non attivo e non utilizzabile fino al pagamento (che può essere soddisfatto in qualsiasi momento). Per saldare ci sono tre modi: utilizzando l’area personale, utilizzando una pagina dedicata tramite indirizzo mail e codice fiscale o in un ufficio postale. Per quest’ultima opzione l’unico requisito è il codice fiscale. L’eventuale recesso dev’essere effettuato entro 30 giorni dalla comunicazione, e non prevede costi aggiuntivi. Per chi scegliesse di cambiare provider, esistono ancora – per il momento – aziende che offrono gratuitamente il servizio. L’alternativa più semplice è CieID, sistema statale e gratuito basato sulla Carta d’Identità Elettronica. L’introduzione di una quota annua, che ora interessa anche Poste Italiane, viene giustificata con i costi della gestione dell’infrastrutture tecnologiche aumentati negli ultimi anni e nel congelamento dei fondi destinati agli esercenti delle identità digitali dal 2023 al 2025. L'articolo Lo Spid è a pagamento: tariffa da 6 euro con il nuovo anno. Escluse alcune categorie, tutte le informazioni proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Lo Spid di Poste italiane diventa a pagamento. Quanto costa, come pagare e chi è escluso: le informazioni utili
Lo Spid di Poste italiane è diventato a pagamento. Finora il servizio di identità digitale era stato totalmente gratuito, ma con l’arrivo del nuovo anno la regola è cambiata. Per i nuovi iscritti i primi 12 mesi saranno gratuiti. Successivamente si pagheranno 6 euro all’anno. Per chi ha già lo Spid come funziona? I possessori del servizio di identità digitale dovranno versare la quota entro trenta giorni dalla scadenza mensile, oppure fare il recesso senza oneri aggiuntivi. Attenzione: se non si rispetta la scadenza, lo Spid sarà sospeso fino a quando non sarà saldato il conto. Ci sono alcune eccezioni. Il servizio digitale è gratuito per i cittadini minorenni, i cittadini con almeno 75 anni di età, i cittadini italiani residenti all’estero e i titolari di Spid per uso professionale. RECESSIONE, SOSPENSIONE E DOVE PAGARE L’annuncio della novità riguardante lo Spid di Poste italiane è arrivato via mail agli utenti, ed è stato pubblicato sulla pagina ufficiale dedicata al servizio. Nelle Condizione economiche aggiornate all’1 gennaio 2026 si legge che lo Spid “è gratuito per il primo anno” e che “ad ogni rinnovo annuale è previsto il pagamento”. La data del rinnovo è riportata nella propria area personale o sull’app dedicata. È bene sottolineare che, qualora la quota di 6 euro non fosse saldata entro i 30 giorni stabiliti dalla legge, lo Spid sarà sospeso temporaneamente. Il servizio di identità digitale sarà attivo, ma non si potrà accedere ai servizi che richiedono lo Spid. La sospensione può durare un massimo di due anni esatti. Dunque, chi si dimentica di pagare avrà 24 mesi per versare 6 euro e recuperare il servizio. Qualora lo Spid scadesse sarà necessario crearne un altro. Poste Italiane ha chiarito che è possibile recedere entro 30 giorni dalla scadenza del contratto senza costi aggiuntivi e scegliere un altro fornitore di Spid. Per effettuare il pagamento si passa attraverso la pagina internet dedicata creata dalle Poste. Sarà necessario inserire il codice fiscale e l’indirizzo mail utilizzato per la creazione del servizio. Una volta inseriti i dati richiesti dal sistema, si potranno versare i 6 euro attraverso un pagamento elettronico. Per chi non ha possibilità o la dimestichezza nel pagare online è possibile recarsi in ufficio postale e saldare la somma allo sportello. L'articolo Lo Spid di Poste italiane diventa a pagamento. Quanto costa, come pagare e chi è escluso: le informazioni utili proviene da Il Fatto Quotidiano.
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