Il No davanti al Sì in caso di bassa affluenza, testa a testa tra i due fronti
con l’affluenza più alta. L’ultimo sondaggio sul referendum del 22 e 23 marzo,
realizzato da Ipsos e pubblicato sul Corriere della sera, fornisce un quadro
simile a quello tracciato nelle scorse settimane da YouTrend: l’elettorato
contrario alla riforma Nordio appare al momento più motivato a recarsi alle urne
di quello favorevole. Anche l’istituto di Nando Pagnoncelli ipotizza due scenari
di partecipazione al voto: nel primo, con affluenza al 42% (definito “la
previsione ragionevole”) il No è stimato al 52,4% e guadagna quasi due punti
rispetto alla rilevazione del 12 febbraio (era al 50,6%), mentre il Sì ne perde
altrettanti e scende al 47,6% (era al 49,4%). Nel secondo scenario, in cui
l’affluenza sale al 49% (il massimo possibile secondo Ipsos) il Sì torna in
vantaggio, ma con un margine di meno di mezzo punto: 50,2% contro 49,8%. Anche
in questo caso però il trend è favorevole al No, che guadagna 2,5 punti in meno
di un mese, tutti a scapito del Sì.
Dal sondaggio emerge che la propensione al voto è molto più alta a sinistra che
a destra: si dichiara propenso a partecipare al referendum il 59% degli elettori
di Fratelli d’Italia, il 45% di quelli di Forza Italia e il 44% di quelli della
Lega, contro il 63% di chi vota Pd e il 57% di chi vota M5s. Come è già emerso
ormai da varie rilevazioni, gli elettori del Movimento sono sorprendentemente
spaccati: nonostante la linea fortemente contraria del partito, oltre uno su
cinque, il 22%, è orientato a votare Sì. Tra chi non indica un partito oppure si
astiene alle elezioni, solo il 23% dichiara di voler votare al referendum, ma
ben il 67% voterebbe No. L’informazione sul contenuto della riforma fatica a
farsi largo: rispetto al 12 febbraio è rimasta invariata al 10% la quota di chi
si dichiara “molto” informato, mentre sale dal 36 al 40% quella degli
“abbastanza informati” e si riduce di cinque punti (dal 19% al 14%) la
percentuale di chi si dice “per nulla” consapevole.
L'articolo Sondaggi referendum, per Ipsos il No è in vantaggio di quasi cinque
punti. Testa a testa in caso di alta affluenza proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Corriere Della Sera
“Il provvedimento del giudice è un precedente che non è soltanto pericoloso, ma
può anche essere un boomerang contro quelli che l’hanno messa in piedi. Se
Corona pensa che una cosa è ingiusta va fino in fondo, se continuano così
diventa Robin Hood”. A parlare è Ivano Chiesa, l’avvocato che ormai da diversi
anni assiste Fabrizio Corona, durante una lunga intervista a Gurulandia, il
podcast condotto da Marco Cappelli e Simone Salvai.
Rispondendo alle domande dei due conduttori, il legale dice la sua sul
provvedimento del Tribunale di Milano che ha disposto al suo assistito il
divieto di condividere materiale di carattere diffamatorio nei confronti di
Alfonso Signorini: “È qui il problema: chi è che stabilisce prima che cosa è
diffamatorio o no?”, ha detto Chiesa. Che poi ha anche parlato delle
dichiarazioni di Corona contro Mediaset: “Gli ho detto di prepararsi a una
battaglia giudiziaria potentissima”.
“IL PROVVEDIMENTO DEL GIUDICE? HO DETTO A CORONA DI RISPETTARLO, GIUSTO O
SBAGLIATO CHE SIA. MA È UN PRECEDENTE PERICOLOSO”
Ospite di Cappelli e Salvai, l’avvocato Chiesa spiega il suo punto di vista
sulla disposizione del giudice del Tribunale di Milano: “Il primo concetto che
deve essere chiaro: il diritto di cronaca lo hanno tutti perché è una
conseguenza della libertà di parola che è sancita dalla nostra Costituzione
all’articolo 21. Ed è una delle libertà più importanti, altri diritti
costituzionalmente garantiti cedono il passo di fronte a questa libertà”,
sostiene il legale. Secondo l’avvocato, quindi, il problema non sarebbe il fatto
che Falsissimo non è una testata giornalistica: “Quello è un argomento di
contorno. (Altrimenti, ndr) L’obiezione diventa facilissima: se prendo gli
stessi argomenti e li do a una testata giornalistica, allora diventa lecito? Non
è così, se leggi il provvedimento, dice che si applicano gli stessi principi
(anche se non è una testata giornalistica, ndr) perché è una conseguenza del
diritto di parola”, spiega.
Un provvedimento che Chiesa definisce come “una frattura in un principio che
deve essere garantito il più possibile”: “Non è solo un precedente che può
essere pericoloso, ma può anche essere un boomerang anche nei confronti di
quelli che l’hanno messa in piedi, perché trasmissioni come ‘Striscia La
Notizia’ o ‘Le Iene’, io ne ho avuti tanti di clienti che se ne sono lamentati,
adesso ho uno strumento in più”, aggiunge. Nonostante non si ritenga d’accordo
con quanto stabilito dal giudice, però, Chiesa sottolinea l’importanza di
rispettare l’ordinanza: “Giusto o sbagliato che sia, gli ho detto che deve
evitare ogni commento diffamatorio, così può parlare di chi gli pare”. Ed è per
questo che, secondo il legale, la puntata 21 di ‘Falsissimo’, pubblicata dopo il
provvedimento, “Non lo aggira neanche un po’ – sostiene -. Mi ha chiesto se
poteva parlare di altri che non fossero Signorini, gli ho detto di sì. Dopo di
ché se si fa un riferimento cronistico a Signorini è un conto, se lo diffami è
un altro. Perché se leggete il provvedimento non dice di non parlare più di
Signorini, ma di non parlarne più in termini diffamatori. Ma è qui il problema:
chi è che stabilisce prima che cosa è diffamatorio o no?”, aggiunge l’avvocato.
Contrariamente a quanto si possa pensare, spiega Chiesa, “la diffamazione è
punita con la sola pena pecuniaria, a meno che non sia un caso grave. Ma è grave
se si dice che un magistrato è un corrotto e non è vero. Bisogna dare il peso
giusto alle cose. Le sue sono tutte diffamazioni da pena pecuniaria”. Forse
l’unico caso che secondo l’avvocato potrebbe comportare una responsabilità più
seria “è quella verso Signorini, accusato di aver commesso dei reati molto
gravi”: “Corona però lo fa con una denuncia in essere e con un procedimento
penale aperto. La gente a casa ha il diritto di sapere. Chissenefrega delle
abitudini sessuali di Signorini, lui viene accusato da un giovane, e da quel che
so anche da altri, di avere sfruttato la sua posizione dominante per ottenere
favori sessuali. È una cosa che si chiama estorsione sessuale”, sostiene il
difensore di Corona.
“A CORONA HO DETTO DI PREPARARSI A UNA BATTAGLIA GIUDIZIARIA POTENTISSIMA. SE
VOGLIONO CHIUDERE FALSISSIMO, CHE LO CHIUDANO, MA LA GENTE A CASA VALUTA”
I due episodi della trasmissione web di Corona bloccati dal giudice, però, non
sono gli unici ad essere scomparsi dal suo canale YouTube. Anche la puntata
numero 21, in cui l’ex agente fotografico accusa alcuni dei nomi più importanti
di Mediaset, è stata bloccata a seguito di uno strike richiesto dalla stessa
azienda televisiva: “È una mossa interessante, è la prima volta che la vedo. La
userò in futuro”, spiega Chiesa. Che, però, sostiene di aver detto al suo
assistito di “prepararsi a una guerra giudiziaria potentissima”: “Useranno tutti
gli strumenti leciti e legali che hanno a disposizione. (A Mediaset, ndr) hanno
degli avvocati molto bravi e hanno trovato questa strada del copyright”.
Anche sulla decisione dell’Agcom di avviare alcune verifiche sul canale Youtube
di Fabrizio Corona, l’avvocato si mostra sereno: “Non so chi siano, facciano
quel che devono fare, non c’è nessun problema. Se vogliono chiudere Falsissimo,
che lo chiudano. Poi valuteremo. La gente a casa valuta: gli italiani sembrano
stupidi, ma non lo sono neanche un po’”. Secondo Chiesa, “il concetto è che se
io ti diffamo, tu fai la causa, se io ho sbagliato, mi condannano”, dice,
sostenendo che qualsiasi presunto tentativo di bloccare preventivamente le
puntate “non può passare”: “Mi auguro di non vedere più censure preventive, al
di là della difesa di Corona, ma da cittadino”, aggiunge ancora il legale.
“LA FORZA DI CORONA È DI NON DOVER DARE CONTO A NESSUNO, SE CONTINUANO COSÌ
DIVENTA ROBIN HOOD. VEDIAMO POI LA GENTE COSA PENSA”
Durante l’intervista, l’avvocato Chiesa ha anche parlato del suo rapporto ormai
decennale con Fabrizio Corona: “Lui è molto intelligente. È così da quando lo
conosco, ma prima era un ragazzo. Adesso ha 52 anni, ne ha dieci di esperienza
giudiziaria alle spalle, sei di galera, quattro di affidamenti in prova e dieci
di co*lioni fatti così dall’avvocato Chiesa”, scherza il legale. Per lui, l’ex
Re dei Paparazzi “è uno di quegli uomini fuori dagli schemi che è un bene che
esistono”: “La sua forza è quella di non dover conto a nessuno, se pensa che una
cosa è ingiusta va fino in fondo. Se deve finire in galera per quello che dice,
vediamo poi la gente a casa cosa pensa. E se continuano così diventa Robin Hood,
poi facciano come gli pare”, commenta. Contrariamente a quanto alcuni
sosterrebbero, secondo l’avvocato l’obiettivo di Corona non sarebbe quello di
rilanciare pubblicamente la sua figura: “Non ne ha bisogno. Se si candida alle
elezioni tu vedi quello che viene fuori, solo che non può. Tutti sanno chi è
Corona. Lui ha nella testa le inchieste giornalistiche, è il figlio di suo
padre, è il suo modo di vivere”, conclude Ivano Chiesa.
CORONA APRE DEI NUOVI PROFILI SOCIAL E AVVERTE: “NON CI FERMEREMO”
Intanto, l’ex Re dei Paparazzi sembra non avere alcuna intenzione di fermarsi.
Dopo la chiusura dei suoi profili social da parte di Meta, Corona ha aperto
nuovi account su Instagram e YouTube, annunciando di voler proseguire nella
pubblicazione di altri contenuti fino a che, nella mattina del 5 febbraio, è
stato riattivato il suo profilo ‘originale’.
L'articolo “Se continuano così Fabrizio Corona diventa Robin Hood. Gli ho detto
di prepararsi a una battaglia giudiziaria potentissima”: parla l’avvocato Ivano
Chiesa proviene da Il Fatto Quotidiano.
Matteo Renzi e Roberto Vannacci si sono incontrati almeno due volte in maniera
riservata, per elaborare una strategia anti-Meloni. È il retroscena politico
firmato da Francesco Verderami sul Corriere della Sera che ha scatenato la
durissima reazione del leader di Italia Viva: “Ciò che scrive il Corriere delle
Sera a proposito degli incontri segreti tra me e Vannacci in un circolo
canottieri a Roma non è solo falso: è incredibile“, il primo attacco di Renzi in
una nota. Anche Vannacci ha seccamente smentito: “Nessun incontro con il leader
di Iv Matteo Renzi in alcun circolo romano”, le parole del vicesegretario della
Lega consegnate all’AdnKronos. Poi però è arrivata la contro-replica del
Corriere, firmata dallo stesso autore dell’articolo: “Due fonti autorevoli e
degne di fede confermano che l’onorevole Renzi e l’onorevole Vannacci si sono
visti. Abbiamo anche riscontri sulla sede dell’ultimo incontro, avvenuto circa
due settimane fa“, ha scritto Verderami.
Stando alla sua ricostruzione, Renzi starebbe spingendo Vannacci a lasciare la
Lega – di una possibile nuova lista del generale si parla da giorni – per
spaccare il fronte sovranista e quindi indebolire la coalizione di centrodestra
in vista delle prossime elezioni. Nei piani di Italia Viva, questo porterebbe a
un sostanziale pareggio, che metterebbe in crisi sia Giorgia Meloni sia Elly
Schlein, creando il terreno fertile per le eventuali manovre renziane. Nei
fatti, però, finora Vannacci non ha mollato la Lega. Il generale questa
settimana ha depositato il simbolo “Futuro Nazionale”, per molti il primo passo
verso la fondazione di un nuovo partito. Il generale tentenna, mentre secondo il
Corriere Renzi lo vorrebbe spingere ad agire.
L’ex premier, come detto, nega tutto: “Sono francamente sconvolto per come
giornalisti di lunga esperienza inventino dal nulla notizie su commissione e non
facciano le doverose, abituali, verifiche. Una cosa sono i retroscena più o meno
credibili, una cosa le invenzioni“, scrive Renzi in una nota. Poi rilancia sui
social: “È incredibile come siamo circondati da FakeNews. E chi vuole farti male
mette in circolo notizie assurde che però alcuni media rilanciano su
commissione. Ecco perché serve una stampa libera. Ed ecco perché serve educare i
cittadini, specie più giovani, al senso critico. Buon fine settimana amici”.
L'articolo Renzi: “Mai incontrato Vannacci, retroscena del Corriere inventato”.
La replica: “Abbiamo anche i riscontri” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Abbiamo passato il Natale a Crans Montana. Albano Jr per un soffio non si è
trovato coinvolto nella tragedia. Avrebbe dovuto trascorrere il capodanno a Le
Constellation insieme alla sua fidanzatina. Ha deciso all’ultimo di venire via
con noi”. In un’intervista a Il Corriere della Sera, Loredana Lecciso ha
raccontato di essere rimasta molto provata dall’accaduto: “Non mi era mai
capitato di svenire, l’altro giorno è successo due volte. Stavo partendo per
Roma per andare da Mara Venier. Per fortuna mi hanno soccorso le forze
dell’ordine. Penso sia dipeso dal fatto che ero molto provata“. Nella
chiacchierata con il Corriere, Loredana ha svelato di essere innamorata di una
città, Milano. “La vita mi porta sempre qui: ho un legame forte con questa
città” ha raccontato. Ma qual è il motivo? “Mio papà, che è pediatra, studiava a
Milano. Quando eravamo piccoli, lo venivamo a trovare con mamma: salivamo sul
treno e viaggiavamo tutta la notte”.
Loredana ha parlato del rapporto che ha con i suoi figli. “Fosse per me sarei
sempre con loro“, ha detto, aggiungendo che il momento di ritrovo con i ragazzi
è la pausa caffè al pomeriggio: “La quotidianità è la cosa più importante per
me”. Lecciso, rimpensando al passato, ammette: “Avrei voluto non perdermi un
secondo della loro infanzia. Penso di aver sprecato del tempo“. Poi, Al Bano. La
showgirl e il cantante si sono conosciuti grazie a un istituto di suore a Lecce:
“La mia primogenita Brigitta frequentava l’istituto e anche le sue figlie. Io
ero già separata. Un giorno gli chiesi un’intervista“. Al Bano accettò la
proposta e da quel momento nacque un’amicizia: “Lui mi chiamò dall’estero. E mi
colpì che si fosse ricordato di questa intervista. Poi, una volta rientrato, mi
propose di andarlo a trovare: voleva farmi vedere dei laghetti molto belli”.
“AL BANO PORTA IL SOLE”
Al Bano e Loredana Lecciso hanno avuto fin da subito un feeling speciale: “Fu
tutto molto veloce. Io avevo 26 anni”. Il più bel ricordo della loro storia?
“Quando nessuno ancora sapeva niente della nostra storia. Lui mi chiamava ‘la
mia primavera’“. La storia d’amore è stata caratterizzata da alti e bassi: “È
capitato spesso che scrivessero che ci eravamo separati, perché magari ci
avevano visto litigare. Quando scrivevano “ex compagno”, io stavo zitta, ed era
fantastico vivere così perché nessuno si metteva in mezzo. Dicevano: “Si sono
separati”, nessuno rompeva le scatole e io stavo da Dio”. E ancora: “Intanto,
continuavamo a vivere insieme. Sono stati i nostri periodi più intensi:
litigavamo, facevamo pace, nessuno lo sapeva e stavamo benissimo”.
Lecciso ha dichiarato che tra lei e il cantante si sono messe di mezzo troppe
persone. “Era molto affollata la nostra unione, piena di interferenze. E questo
è stato un problema” ha detto. Cosa ama di Al Bano? “Ammiro la sua forza di
volontà, la sua costanza. Lui è come se fosse sempre carico”. E infine un
commento sulla vita lavorativa. “Sicuramente l’esperienza più bella è stata a
Buona Domenica con Maurizio Costanzo. È stato un privilegio stargli vicino“.
L'articolo “Mio figlio Albano Jr. avrebbe dovuto passare il Capodanno a Le
Constellation di Crans Montana. Abbiamo passato il Natale lì”: il racconto di
Loredana Lecciso proviene da Il Fatto Quotidiano.