Matteo Renzi e Roberto Vannacci si sono incontrati almeno due volte in maniera
riservata, per elaborare una strategia anti-Meloni. È il retroscena politico
firmato da Francesco Verderami sul Corriere della Sera che ha scatenato la
durissima reazione del leader di Italia Viva: “Ciò che scrive il Corriere delle
Sera a proposito degli incontri segreti tra me e Vannacci in un circolo
canottieri a Roma non è solo falso: è incredibile“, il primo attacco di Renzi in
una nota. Anche Vannacci ha seccamente smentito: “Nessun incontro con il leader
di Iv Matteo Renzi in alcun circolo romano”, le parole del vicesegretario della
Lega consegnate all’AdnKronos. Poi però è arrivata la contro-replica del
Corriere, firmata dallo stesso autore dell’articolo: “Due fonti autorevoli e
degne di fede confermano che l’onorevole Renzi e l’onorevole Vannacci si sono
visti. Abbiamo anche riscontri sulla sede dell’ultimo incontro, avvenuto circa
due settimane fa“, ha scritto Verderami.
Stando alla sua ricostruzione, Renzi starebbe spingendo Vannacci a lasciare la
Lega – di una possibile nuova lista del generale si parla da giorni – per
spaccare il fronte sovranista e quindi indebolire la coalizione di centrodestra
in vista delle prossime elezioni. Nei piani di Italia Viva, questo porterebbe a
un sostanziale pareggio, che metterebbe in crisi sia Giorgia Meloni sia Elly
Schlein, creando il terreno fertile per le eventuali manovre renziane. Nei
fatti, però, finora Vannacci non ha mollato la Lega. Il generale questa
settimana ha depositato il simbolo “Futuro Nazionale”, per molti il primo passo
verso la fondazione di un nuovo partito. Il generale tentenna, mentre secondo il
Corriere Renzi lo vorrebbe spingere ad agire.
L’ex premier, come detto, nega tutto: “Sono francamente sconvolto per come
giornalisti di lunga esperienza inventino dal nulla notizie su commissione e non
facciano le doverose, abituali, verifiche. Una cosa sono i retroscena più o meno
credibili, una cosa le invenzioni“, scrive Renzi in una nota. Poi rilancia sui
social: “È incredibile come siamo circondati da FakeNews. E chi vuole farti male
mette in circolo notizie assurde che però alcuni media rilanciano su
commissione. Ecco perché serve una stampa libera. Ed ecco perché serve educare i
cittadini, specie più giovani, al senso critico. Buon fine settimana amici”.
L'articolo Renzi: “Mai incontrato Vannacci, retroscena del Corriere inventato”.
La replica: “Abbiamo anche i riscontri” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Matteo Renzi
Da Palazzo Bachelet a Palazzo Pretorio. Il primo, sede del Csm, di cui David
Ermini, 66 anni, è stato vice presidente per cinque anni dal 2018 al 2023, il
secondo, che si trova a Figline Valdarno, in provincia di Firenze, potrebbe
diventare il luogo del suo prossimo incarico di sindaco. Incarico al quale lo ha
candidato il Pd locale per le prossime elezioni di primavera in cui sarà
rinnovato il consiglio comunale di Figline e Incisa Valdarno, un paesone di
oltre 23 mila abitanti dell’area metropolitana fiorentina. Ermini si è detto
lusingato dalla proposta. Che gli consente di tornare nell’agone politico,
costretto a lasciare quando Matteo Renzi, di cui Ermini è stato uno dei
collaboratori più stretti, lo candidò alla vice presidenza del Csm.
Lasciato palazzo Bachelet dopo cinque anni di ribalta e tensioni, Ermini , nel
luglio del 2024, diventa presidente della Spininvest, holding di Aldo Spinelli,
le cui attività sono molto legate al porto di Genova. La nomina suscita un
vespaio di polemiche politiche perché Ermini è stato, su nomina di Renzi,
commissario politico del Pd per la Liguria. Così Ermini è costretto a scegliere
tra Spinelli e la Schlein, sceglie il primo e decide di lasciare la direzione
nazionale del Pd.
Ma ora torna in politica. A partire dalla sua Figline. Dice: “Arriva un momento
nella vita in cui è giusto servire e restituire quanto si è avuto, in cui chi ha
avuto l’onore di ricoprire incarichi di grande prestigio come ho avuto l’onore
di ricoprire io, può dimostrare che le istituzioni, le proprie idee e i propri
valori si possono servire, provando a mettersi al servizio e a disposizione
della comunità di cui sei figli“.
Comunità in cui Ermini, figlio di una delle famiglie più in vista del paese,
frequenta il liceo classico (è compagno di scuola dell’allenatore Maurizio
Sarri), si laurea in giurisprudenza e diventa avvocato penalista sulle orme del
padre. E nel contempo si dà alla politica, prima nella Dc, poi nella Margherita,
diventa presidente del consiglio provinciale di Firenze e si lega a Renzi e al
suo cerchio magico e nel 2013 approda in parlamento. I rapporti con Renzi però
in seguito si rompono. A Ermini non vanno giù le ricostruzioni che l’ex premier
descrive nel libro Il Mostro, edito da Piemme , sul caso dell’avvocato Piero
Amara, al centro di varie inchieste giudiziarie e autore di dichiarazioni – mai
riscontrate – sulla Loggia Ungheria, una presunta loggia massonica segreta.
Volano insulti e persino una querela. Renzi definisce Ermini “una persona
mediocre”. Da candidato a sindaco di Figline e Incisa Valdarno Ermini ha fatto
sapere che intende riprendere il filo interrotto della sua amicizia con Renzi.
Anche perché per vincere le elezioni punta “alla coalizione che guida la Regione
Toscana”, un campo largo in cui un forte peso è ricoperto da Italia Viva.
L’obiettivo è quello di far diventare Figline e Incisa un paese modello sul
piano amministrativo e politico. Con un occhio rivolto a Renzi e l’altro a Elly
Schlein.
L'articolo Il ritorno alla politica di David Ermini: l’ex vicepresidente del Csm
corre da sindaco per il Pd nella sua Figline proviene da Il Fatto Quotidiano.
Una foto di Ali Khamenei che brucia, stampata su un foglio di carta, e il leader
di Italia Viva ed ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ci si accende
la sigaretta. Questa la scena simbolicamente riprodotta su via Nomentana a Roma,
di fronte alla sede dell’Ambasciata di Teheran in Italia, che Italia Viva ha
organizzato con i vertici del partito e qualche militante per mandare il proprio
sostegno alle rivolte iraniane di questi giorni. Il richiamo è alla nota
immagine di una giovane ragazza, che in segno di dissenso con il regime si
accende una sigaretta con la foto della Guida Suprema Khamenei. “Noi crediamo
che sia il caso di scendere in piazza a sostenere i giovani che protestano nelle
strade di Teheran e che come unica ‘colpa’ hanno quella di volere libertà” ha
detto Renzi. “Donna vita e libertà era lo slogan di qualche anno fa che ancora
oggi è molto vero e molto forte. Siccome non lo fa nessuno trovo sia
importante”. Non è mancato un breve momento di tensione tra due iraniani giunti
al presidio, che hanno iniziato a battibeccare sull’opportunità o meno che lo
Scià torni a essere la guida politica dell’Iran. Lite poi sedata da Renzi:
“Ragazzi, non iniziamo a litigare o è la fine…”
L'articolo Renzi si accende una sigaretta con la foto di Khamenei: la protesta
davanti all’Ambasciata iraniana a Roma proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Le parole di Renzi? Sono dettate da astio e difficoltà politiche, comprendo chi
guidava il primo partito d’Italia e oggi fatica a guidare l’ultimo“. Lo ha detto
Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia, fuori da Montecitorio,
commentando le dichiarazioni del leader di Italia viva, che sabato scorso ha
(ri)lanciato un progetto intitolato “casa riformista” per, tra le altre cose,
“mandare al Quirinale uno normale”. In contrapposizione all’ipotesi che al Colle
possa puntare Giorgia Meloni dopo le elezioni del 2027.
L'articolo Donzelli prende in giro Renzi: “Parole su Meloni? Lui guidava il
primo partito d’Italia, oggi fatica a guidare l’ultimo” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Prima critica chi organizza manifestazioni per l’Iran per “meccanismi di
posizionamento politico”. Ma nemmeno trenta secondi dopo lancia un flash mob di
fronte all’ambasciata iraniana. Dal palco dell’assemblea nazionale di Italia
Viva di Milano, Matteo Renzi torna a parlare della crisi in Iran e delle
manifestazioni contro il regime di Teheran di questi giorni e lancia
un’iniziativa. “Una cosa semplice, martedì alle 18.30 a Roma davanti
all’ambasciata e in tutta Italia, portatevi una sigaretta, senza chiamare gli
altri partiti e senza chiamare i giornalisti” spiega dal palco mentre il suo
discorso viene trasmesso in streaming in diretta e viene ripreso dalla agenzie
stampa nazionale presenti. “Date fuoco a quell’immagine, dieci minuti, vi fate
una foto – conclude Renzi – noi vi seguiremo in diretta su radio Leopolda”.
L'articolo Iran, Renzi contro Renzi: prima critica chi organizza le
manifestazioni “per posizionamento di politica interna”. E 30 secondi dopo
lancia la sua proviene da Il Fatto Quotidiano.
“La tesi che parla di incremento dei reati è radicalmente sbagliata e smentita
dai fatti. Le statistiche del 2025 fanno infatti registrare una generalizzata
riduzione dei reati del 3,5%”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi,
durante il Question time nell’aula al Senato ha risposto a un’interrogazione di
Matteo Renzi sull’aumento dei reati legati alla criminalità comune, partendo
dagli ultimi casi di cronaca. Le domande poste dal leader di Italia Viva non
trovano risposta, ma il ministro dell’Interno ha snocciolato alcuni dati: “Calo
di violenze sessuali del 7,5%, delle violenze in famiglia dell’8%, dei furti del
6%, delle rapine del 4,5%, delle estorsioni del 5% e dello sfruttamento della
prostituzione del 9%”. Tra il leader di Iv e il ministro ci sono stati momenti
di tensione, specialmente quando Renzi ha dichiarato che “il governo ha fallito,
vi riempite la bocca di slogan ma intanto state prendendo in giro gli italiani”.
L'articolo Renzi polemico con Piantedosi: “Sicurezza? Avete fallito, vi riempite
la bocca di slogan”. Il ministro: “Con noi reati in calo” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Durissimo scontro a In Onda (La7) tra il senatore di Italia Viva Matteo Renzi e
il giornalista Stefano Feltri sull’operazione militare “Operation Absolute
Resolve”, decisa dagli Stati Uniti in Venezuela e culminata nella cattura del
presidente Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores.
Renzi esordisce dicendosi “felice che milioni di venezuelani abbiano adesso una
chance, dopo una dittatura feroce”. E aggiunge: “Sarà un lungo cammino, non sarà
facile, ma quelli che si intristiscono perché Maduro non è più il dittatore del
Venezuela non godono della mia stima“.
Di tutt’altro avviso Stefano Feltri: “In questi giorni è la prima volta che mi
vergogno di essere europeo, soprattutto a sentire le élite europee. Trump ha
ammazzato 120 persone in giro per il mare e non è neanche detto che sapessero
chi erano quelli che uccidevano. Hanno sostituito Maduro con la vice di Maduro,
quindi non hanno portato la democrazia in Venezuela. E di fronte a tutto questo
le élite europee dicono che tutto sommato è andata bene così, a cominciare dalla
Meloni“.
Feltri sottolinea poi: “Nessun leader europeo, individualmente, ha il coraggio
di dire che Trump è un omologo di Maduro: è uno che ha provato a rimanere al
potere truccando le elezioni, ha deportato persone, è un corrotto. Ha fatto
tutto quello che gli Stati Uniti contestano a Maduro e le élite europee, che si
considerano l’antitesi di quel modello, dicono che poteva andare peggio. Il
risultato qual è? Che Trump vede questa manica di leader inadeguati e vigliacchi
e dice: ‘Allora mi prendo la Groenlandia, tanto è un Paese Nato. Ma chi se ne
frega’”.
L’ex premier sbotta: “Vorrei rispondere a Stefano Feltri che, dall’alto della
sua esperienza, ha parlato di élite europee. Ricordo una sua partecipazione al
Bilderberg, dove dimostrò una straordinaria conoscenza dell’élite europea
chiedendo al re d’Olanda cosa facesse nella vita. Bisogna avere un minimo di
competenza per affrontare certi temi”.
“Se andiamo sul personale, facciamo notte”, obietta la conduttrice Marianna
Aprile.
Ma Renzi è irrefrenabile e non accetta repliche da Feltri: “Se io posso parlare,
parlo. Se invece devo stare ad ascoltare le lezioncine di chi parla di diritto
internazionale alla fine dell’après-ski, finito il bombardino, tornato sul
divano di casa, allora no”.
E aggiunge: “La situazione internazionale è molto ingarbugliata da prima di
Trump. Non ci sono solo l’invasione russa in Ucraina, i problemi in Medio
Oriente o la Cina che si sta per prendere Taiwan. Nessuno parla dei problemi di
politica internazionale in Africa – continua alzando il tono della voce – La
Flotilla va a Gaza ma nessuno si occupa del Darfur. In questo mondo incasinato
l’Europa dorme e non fa nulla. Ma se mi dite, come ha detto Feltri, che Trump è
come Maduro, io non ci sto”.
Feltri ribatte con due bordate al leader di Italia Viva: “Io ho detto che,
individualmente, le persone che parlano a nome dell’Europa, i capi di governo in
primis, cioè quelli che hanno capacità di azione, sono imbarazzanti e moralmente
disgustosi, perché sono pronti ad accettare questo nuovo ordine. Renzi ha
ragione: anch’io conosco come lui un pezzo di élite europea, e non solo europea.
La differenza è che il mio reddito è rimasto più o meno lo stesso, mentre Renzi,
frequentando le persone giuste, ha aggiunto qualche zero“.
E conclude, citando Mark Rutte, che da capo del governo olandese avrebbe poi
ottenuto la nomina a segretario generale della Nato nel 2024 accettando di
imporre severe restrizioni alle esportazioni dell’azienda olandese ASML verso la
Cina, su forte pressione degli Stati Uniti: “Confermo quello che ho detto prima:
anche in quei giri lì, di fronte a una persona che nega i valori della
democrazia come Trump, dicono semplicemente: ‘Cosa ci guadagno io? Come posso
posizionarmi bene in questo schema?’. Un esempio è proprio un amico di Renzi,
Mark Rutte, diventato segretario generale della Nato penalizzando l’azienda di
chip del suo Paese, facendo sostanzialmente quello che gli chiedevano gli Stati
Uniti per avere quel posto”.
L'articolo Renzi sbotta con Feltri: “Non accetto lezioni di diritto
internazionale da chi è sul divanino dopo l’après-ski”. Su La7 proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Matteo Renzi disintegra la manovra votata e approvata oggi in Senato. “Eravate
la destra no tax dalle accise sul gasolio, quelle che dovevate abolire,
prenderete oltre due miliardi nei prossimi anni ed è clamoroso quello che fate
sulla ‘Tobin-tax’, quella che nel programma della Lega c’era scritto ‘la
cancelleremo’, l’avete raddoppiata. Da Baglioni a Mike Bongiorno ‘lascia o
raddoppia’. E poi aggiunge: “Volevo dire che nel disinteresse del deep state che
qualcuno si è accorto che è triplicato l’investimento sui servizi segreti. Dice:
c’è la guerra ibrida, da 600 milioni a 1,8 miliardi e non riusciamo a capire chi
ci ha fregato il ‘Paragon‘ per inocularlo ad un giornalista, un manager e un
prete”. Renzi chiudendo l’intervento riprendendo le parole di Marcello Veneziani
di critica al governo Meloni.
L'articolo “Il Senato ha dedicato più tempo al concerto di Baglioni che alla
manovra”: l’intervento di Renzi contro il governo proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Scontro totale sul palco di Atreju tra Matteo Renzi e il resto del palco, dove
l’ex presidente del Consiglio era stato invitato per parlare di riforme: dopo
un’ora di bagarre, su temi come presidenzialismo e riforma elettorale per sedare
la rissa verbale tra Renzi e la ministra per le Riforme Maria Elisabetta Alberti
Casellati, è dovuto intervenire scherzosamente il Guido Crosetto – dall’alto del
suo metro e novantuno – a prendere “di peso” il leader di Italia viva per
portarlo lontano dal palco.
L'articolo Renzi litiga con Casellati sul palco di Atreju: Crosetto lo porta via
di peso tra le risate – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
Matteo Renzi show ad Atreju. Il leader di Italia viva sale sul palco “contro”
gli esponenti del centrodestra Roberto Calderoli, Maria Elisabetta Alberti
Casellati, Paolo Zangrillo e Fabio Rampelli, moderati – si fa per dire, visto
che il visto il pallino lo tiene sempre Renzi – da Bruno Vespa. L’ex presidente
del Consiglio litiga con Rampelli: “Se Meloni ha cambiato idea sull’autonomia e
ora vuole abolire le regione è segno di intelligenza, perché cambiare idea è
segno di intelligenza”. “Allora tu sei un fenomeno”. “Io sulla Nato, sull’euro e
sulle trivelle non ho mai cambiato idea” è la replica del leader di Iv,
“parliamo di futuro che vi faccio un favore”. A questo punto interviene
Calderoli: “Matteo, ma lo fai tu il moderatore o Vespa?”. “Ragazzi, relax. Se
volete che dica che va tutto bene è inutile che chiamate gli altri” risponde
Renzi. Poi cita lo stesso Calderoli e la sua legge elettorale, il Porcellum,
augurandosi che la riforma sull’autonomia non diventi “una porcata”. E così
battibecca col pubblico: “Ce l’hai con me? Ho citato il termine di Calderoli.
Roberto, spiegalo tu”.
L'articolo Il video dello show di Renzi ad Atreju: “Mi fate fare il ruolo di
Bocchino da Gruber”. Poi litiga con Rampelli, Calderoli e il pubblico proviene
da Il Fatto Quotidiano.