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Bruce Springsteen sul palco dell’evento contro l’Ice a Minneapolis: “A volte bisogna prenderli a calci nei denti”
Bruce Springsteen a Minneapolis per protestare contro le azioni dell’Ice. Il leggendario musicista è salito sul palco di un evento di raccolta fondi per Renee Good e Alex Pretti nello storico locale First Avenue nel centro città. Le voci su una sua possibile apparizione erano già circolate tra il pubblico, e l’energia in sala è cresciuta già prima del suo arrivo. Springsteen, con le parole Arrest The President sulla chitarra, ha cantato il nuovo brano “Streets of Minneapolis“. “Questo è per la gente di Minneapolis, del Minnesota e degli Stati Uniti d’America!”, ha detto sul palco. Il concerto era stato organizzato da Tom Morello di Rage Against The Machine e Springsteen ha rubato la scena. Qualche giorno fa il cantante di “Born in The Usa” aveva pubblicato Streets of Minneapolis in omaggio a Good e a Pretti, i due cittadini americani uccisi da agenti dell’Ice mentre protestavano contro la stretta anti-migranti. L'articolo Bruce Springsteen sul palco dell’evento contro l’Ice a Minneapolis: “A volte bisogna prenderli a calci nei denti” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Una città in fiamme ha combattuto fuoco e ghiaccio sotto gli stivali dell’esercito privato di Re Trump”: il significato di “Streets of Minneapolis” di Bruce Springsteen
“Streets of Philadelphia” è una delle canzoni più importanti del repertorio di Bruce Springsteen, scritta nel 1993 appositamente per la colonna sonora del film “Philadelphia”, diretto da Jonathan Demme. Il testo è scritto in prima persona e adotta il punto di vista di un uomo che sta morendo di AIDS. Il brano ha vinto il Premio Oscar per la Migliore Canzone Originale nel 1994. Trentatrè anni dopo l’artista è tornato sul titolo del celebre brano stavolta mutandolo in “Streets of Minneapolis”. E non a caso. Con questa iniziativa Bruce Springstee critica duramente le misure di controllo dell’immigrazione adottate dal presidente Donald Trump. La canzone descrive Minneapolis come “una città in fiamme” sotto “l’esercito privato di Re Trump”. Springsteen afferma di averla scritta e registrata durante lo scorso fine settimana. Springsteen dedica la canzone alla gente di Minneapolis e in memoria di Alex Pretti e Renee Good. Il cantautore è da tempo critico nei confronti di Trump, definendo la sua amministrazione corrotta e incompetente. Un portavoce della Casa Bianca ha affermato che l’amministrazione non si è concentrata su “canzoni casuali con opinioni irrilevanti e informazioni inaccurate”. Bruce Springsteen dedica la sua nuova canzone alla gente di Minneapolis, criticando le continue operazioni di controllo dell’immigrazione del presidente Donald Trump in città. Il testo di “Streets of Minneapolis”, pubblicato mercoledì, descrive come “una città in fiamme abbia combattuto fuoco e ghiaccio sotto gli stivali di un occupante”, che Springsteen definisce “l’esercito privato di Re Trump”. Springsteen, in una dichiarazione, ha affermato di aver scritto e registrato la canzone durante il fine settimana e di averla pubblicata in risposta a una seconda sparatoria mortale da parte di agenti federali dell’immigrazione a Minneapolis. “È dedicata alla gente di Minneapolis, ai nostri innocenti vicini immigrati e in memoria di Alex Pretti e Renee Good”, ha scritto, citando le due vittime. Abigail Jackson, portavoce della Casa Bianca, ha risposto: “L’amministrazione Trump si concentra sull’incoraggiare i democratici statali e locali a collaborare con le forze dell’ordine federali per rimuovere pericolosi criminali clandestini dalle loro comunità, non su canzoni casuali con opinioni irrilevanti e informazioni inaccurate”. Il brano di Springsteen, dal ritmo lento, si sviluppa partendo solo da chitarra acustica e voce per arrivare a un brano più completo, con un assolo di armonica, e si conclude con i cori di “ICE Out!”. “Oh nostra Minneapolis, sento la tua voce”, canta The Boss. “Cantando attraverso la nebbia insanguinata / Prenderemo posizione per questa terra / E per lo straniero in mezzo a noi”. Il brano segue “City of Heroes” del cantautore inglese Billy Bragg, scritto dal cantante di protesta domenica scorsa e pubblicato il giorno successivo. Bragg ha dichiarato in una nota che il brano è stato ispirato dall’omicidio di Prettì e che si concentra “sul coraggio della gente di Minneapolis”. Springsteen è da tempo critico nei confronti del presidente, che a sua volta ha definito l’icona del rock “sopravvalutata”. L’ultimo scontro pubblico tra i due è avvenuto l’anno scorso, quando Springsteen, in tournée in Inghilterra, ha dichiarato al pubblico che l’America “è attualmente nelle mani di un’amministrazione corrotta, incompetente e traditrice”. Trump ha risposto definendo Springsteen “un rocker secco e pruriginoso”. Sempre a Minneapolis venerdì si terrà l’evento benefico “Un concerto di solidarietà e resistenza per difendere il Minnesota”, con Tom Morello, Rise Against, Al Di Meola e Ike Reilly. Tutto il ricavato andrà alle famiglie di Good e Pretti. “Arriviamo a Minneapolis, dove la gente si è eroicamente ribellata all’ICE, si è ribellata a Trump, si è ribellata a questa ondata crescente di terrore di stato”, ha dichiarato Morello. L'articolo “Una città in fiamme ha combattuto fuoco e ghiaccio sotto gli stivali dell’esercito privato di Re Trump”: il significato di “Streets of Minneapolis” di Bruce Springsteen proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Bruce Springsteen attacca di nuovo Trump: “A Minneapolis terrore di Stato”
E’ uno dei pochi che non ha mai avuto paura di schierarsi, neanche nei momenti più tesi. Anche questa volta, dopo i due attivisti uccisi a Minneapolis dall’Immigration Custom and Enforcement, Bruce Springsteen ha deciso di far sentire la propria voce contro le politiche securitarie dell’amministrazione Trump. “Sabato ho scritto questa canzone, ieri l’ho registrata e oggi l’ho pubblicata in risposta al terrore di Stato nella città di Minneapolis – ha scritto il cantautore sulle sue pagine social -. È dedicato alla gente di Minneapolis, ai nostri innocenti vicini di casa immigrati e in memoria di Alex Pretti e Renee Good. Stay free, rimani libero”. Contestualmente il “Boss” ha pubblicato un brano dal titolo Streets of Minneapolis, dopo i fatti tragici per mano dell’ICE che si sono verificati nella città americana. Non è la prima volta che Springsteen si schiera apertamente contro Donald Trump. “Gli ideali e i valori degli Stati Uniti sono messi alla prova come non mai”, ha detto il 18 gennaio durante un concerto a Red bank nel New Jersey. “Se siete contrari ad avere agenti con il viso coperto che invadono un città americana usando tattiche da Gestapo contro i cittadini, se credete che non si merita di essere uccisi per esercitare il proprio diritto a manifestare, allora mandate un messaggio a questo presidente e ditegli, come ha fatto il sindaco della città, di mandare via gli agenti dell’Ice”, ha aggiunto. Il 26 settembre, al tycoon che lo aveva definito “una prugna secca” che dovrebbe “tenere la bocca chiusa“, l’autore di Born in the Usa aveva risposto: “Non mi interessa quel che pensa di me”. Trump e’ “la persona per cui sono stati creati il 25esimo emendamento (articolo della costituzione degli Stati Uniti regola dal 1967 la successione presidenziale e le procedure per affrontare l’incapacità del presidente a svolgere le sue funzioni, ndr) e l’impeachment“. Se il Congresso avesse coraggio, “sarebbe consegnato alla spazzatura della storia”, aveva aggiunto il cantante in una intervista a Time. E se nell’ottobre 2025, a poche settimane delle ultime presidenziali, aveva affermato che “Donald Trump corre per diventare un tiranno americano“, l’avversione di Springsteen per il miliardario newyorkese risale almeno al 2016, quando alla vigilia della prima vittoria del tycoon aveva preconizzato: “Siamo sotto l’assedio di un imbecille“. L'articolo Bruce Springsteen attacca di nuovo Trump: “A Minneapolis terrore di Stato” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Renee Good uccisa per aver esercitato il diritto di protestare. L’ICE deve levare le tende da Minneapolis”: Bruce Springsteen furioso con Donald Trump
Bruce Springsteen mentre era ospite ospite all’evento di beneficenza per malati di Parkinson Light of the Dayal Count Basie Theater a Red Bank, nel New Jersey, il 17 gennaio, ha criticato duramente l’amministrazione Trump. Nel mirino il dispiegamento dell’Ice a Minneapolis e per l’uccisione di Renee Good, alla quale ha dedicato durante lo spettacolo la sua canzone “The Promised Land”, scritta nel 1978. “Ho scritto questa canzone come un’ode al senso di possibilità americano, per il Paese meraviglioso ma imperfetto che siamo e per il Paese che possiamo diventare. -. ha detto il Boss – Viviamo in tempi incredibilmente critici. Gli Stati Uniti, gli ideali e i valori che hanno rappresentato per 250 anni sono messi alla prova come mai prima in epoca moderna. Quei valori e quegli ideali non sono mai stati tanto in pericolo come lo sono adesso”. “Gli ideali e i valori degli Stati Uniti sono messi alla prova come non mai. – ha affermato – Se siete contrari ad avere agenti con il viso coperto che invadono un città americana usando tattiche da Gestapo contro i cittadini, se credete che non si merita di essere uccisi per esercitare il proprio diritto a manifestare, allora mandate un messaggio a questo presidente e ditegli, come ha fatto il sindaco della città, di mandare via gli agenti dell’Ice”. E ancora: “Come ha detto il sindaco della città: l’Ice deve levare le tende da Minneapolis. Questa canzone è per voi e per la memoria di Renee Good, madre di tre figli e cittadina americana”. Il celebre cantautore non è la prima volta che critica Trump e i rapporti tra i due non sono di certo idilliaci. Durante il suo ultimo tour, che ha toccato anche lo stadio San Siro di Milano, ha attaccato il presidente Usa etichettandolo come un violento attacco alla democrazia e alla libertà di espressione. Dal canto suo il presidente americano ha risposto a muso duro insultando l’artista: “È una prugna secca, stia zitto”. Al Time Bruce Springsteen ha affondato il colpo: “È la personificazione vivente dello scopo del venticinquesimo emendamento della Costituzione e dell’impeachment. Se il Congresso avesse un minimo di coraggio, lo consegnerebbe alla spazzatura della storia”. La risposta del presidente Usa? “È una prugna secca, stia zitto. È sopravvalutato e non mi è mai piaciuta la sua musica”. L'articolo “Renee Good uccisa per aver esercitato il diritto di protestare. L’ICE deve levare le tende da Minneapolis”: Bruce Springsteen furioso con Donald Trump proviene da Il Fatto Quotidiano.
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