Gli Usa stanno affrontando una terribile tempesta invernale, tra migliaia di
voli cancellati e oltre un milione di persone senza corrente elettrica. Almeno
20 Stati e la capitale Washington hanno dichiarato lo stato di emergenza e per
gli uffici federali è stata prevista la chiusura nella giornata del 26 gennaio.
Secondo il Servizio meteorologico nazionale tra la sera del 26 e il 27 febbraio
nelle zone a nord di Pittsburgh, in Pennsylvania, sono state percepite
temperature fino a -31 gradi centigradi e registrati fino a 50 centimetri di
neve. Secondo gli ultimi aggiornamenti la neve, la pioggia e i forti venti di
questi giorni hanno mietuto almeno 30 vittime.
Due persone sono state investite e uccise dal passaggio di spartineve in
Massachusetts e Ohio: nel primo caso, il mezzo stava uscendo in retromarcia da
un parcheggio. Gli incidenti provocati da questa emergenza sono diversi e non
sempre prevedibili. A Emporia, in Kansas, la polizia ha trovato il corpo di
un’insegnante nella neve: l’ipotesi è che la donna 28enne sia morta assiderata,
secondo le testimonianze, dopo essere uscita da un bar senza indossare il
cappotto e non avendo il telefono con sé.
In Arkansas e in Texas due adolescenti sono morti a causa dello slittino. La
prima tragedia è avvenuta A Frisco, vicino Dallas, dove la vittima di 16 anni
era con un’amica sulla slitta che veniva trainata da un’auto guidata da un
coetaneo: il veicolo ha urtato un marciapiede e si è schiantato contro un
albero, uccidendo la ragazza. Il secondo caso riguarda un adolescente di 17 anni
che è morto dopo essere stato trainato da un quad e aver urtato un albero.
Proprio in Arkansas, come nel New England, gli oltre 30 centimetri di neve hanno
bloccato il traffico, cancellato voli e costretto molte amministrazioni a
chiudere le scuole nella giornata del 26 febbraio. Lo scorso weekend, le
autorità hanno scoperto i cadaveri di otto persone nelle gelide strade di New
York, dove in alcuni quartieri ci sono stati accumuli di neve tra 20 e 38 cm. A
Austin una persona è stata trovata morta nel parcheggio di una stazione di
servizio abbandonata. E ancora quattro decessi in Tennesse– a Crockett, Haywood
e Obion, tre in Louisiana e altrettanti in Pennsylvania– dove nella contea di
Lehigh tre persone sono decedute mentre spalavano la neve, due in Mississippi e
uno in New Jersey, South Carolina e Kentucky.
Secondo il sito poweroutage.com che monitora i guasti elettrici, ieri sera
c’erano ancora più di 560mila interruzioni di corrente. La maggior parte di esse
si è verificata nel sud, dove le raffiche di pioggia gelata hanno causato la
rottura di rami di alberi e linee elettriche, provocando gravi danni al sistema
elettrico in Mississippi e in alcune zone del Tennessee. Nel Mississippi, le
autorità hanno dato ai cittadini brandine, coperte, acqua in bottiglia e
generatori alle stazioni di riscaldamento nelle aree più isolate.
Almeno 14 case, un’azienda e 20 strade pubbliche hanno subito danni ingenti.
L’Università del Mississippi, dove ieri la maggior parte degli studenti è
rimasta bloccata senza elettricità, ha cancellato le lezioni per tutta la
settimana perché il campus di Oxford è rimasto ricoperto da un pericoloso strato
di ghiaccio. Il sindaco di Oxford, Robyn Tannehill, ha dichiarato sui social che
sono caduti così tanti alberi, rami e linee elettriche che “sembra che un
tornado abbia colpito ogni strada”.
Per quanto riguarda i viaggi aerei, la scorsa domenica quasi 21mila erano in
ritardo e se ne contavano circa 11.500 cancellati. Secondo il sito FlightAware,
gli scali del Nord-Est sono quelli più colpiti: il 26 gennaio 4.000 voli in
partenza e in arrivo nel Paese sono stati cancellati e oltre 8.000 sono
slittati. A registrare più soppressioni è stato l’aeroporto internazionale Logan
di Boston con quasi 300 voli rimasti a terra alle 7 del mattino- più della metà
dei viaggi programmati. Anche a New York ci sono stati forti disagi: quasi la
metà delle partenze dagli aeroporti Kennedy, LaGuardia e Newark sono state
cancellate. La giornata del 25 gennaio è stata quella con il maggior numero di
cancellazioni dall’inizio della pandemia di Covid-19, secondo la società di
analisi aeronautica Cirium.
L'articolo La tempesta artica sferza gli Stati Uniti: 30 vittime e migliaia di
voli cancellati proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Emergenza Neve
Gli Stati Uniti si trovano alla vigilia del giorno peggiore dell’anno a livello
climatico per via della tempesta invernale in arrivo. Le previsioni parlano di
forti nevicate, nevischio e pioggia gelata. Le temperature rigide rischiano di
creare disagi alla popolazione come traffico interrotto e guasti di corrente
elettrica. Il presidente Donald Trump ha scritto su X di essere stato informato
“sull’ondata di freddo record e sulla storica tempesta invernale che colpiranno
gran parte degli Stati Uniti questo fine settimana”, e ha rassicurato gli
americani sul pronto intervento della Fema, la protezione civile americana.
Almeno 230 milioni di persone rischiano di essere colpite da questa vasta ondata
di gelo e neve che si sta formando tra le Montagne Rocciose e le Grandi Pianure
e che si estenderà su aree meridionali e del Midwest, per poi raggiungere la
costa orientale sabato e spingersi fino al Maine entro domenica. Si temono
problemi al traffico aereo, interruzioni di corrente e carenze di
approvvigionamento.
A causa del maltempo, moltissimi voli sono stati cancellati: secondo
FlightAware, più di 3,250 il 24 e oltre 5,900 nella giornata del 25 gennaio. Si
tratta di un record nell’ultimo anno, seguito soltanto dalle conseguenze
catastrofiche dello shutdown, quando lo scorso 9 novembre le compagnie aeree
avevano cancellato quasi 2mila voli nel picco della crisi.
Il Delaware, il Missouri, l’Arkansas, la Louisiana, il Mississippi, il
Tennessee, l’Alabama, la Georgia, la Carolina del Nord, la Carolina del Sud, la
Virginia, New York, il Kentucky, il Maryland, il New Jersey e il Kansas hanno
dichiarato lo stato l’emergenza per gestire al meglio la situazione eccezionale.
Anche la sindaca di Washington, Muriel Bowser, si è accodata alla scelta per
affrontare la tempesta nella capitale del Paese. Il primo cittadino della Grande
Mela, Zohran Mamdani, sta valutando di chiudere le scuole lunedì prossimo 26
gennaio.
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9mila voli cancellati, 16 Stati dichiarano l’emergenza causa freddo record
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