Da Washington, la commissione del Congresso che indaga su Jeffrey Epstein
vorrebbe che lei rispondesse sui legami che la legavano al finanziere pedofilo.
Un uomo che lei definiva âil fratello che ho sempre desideratoâ, col quale si
era complimentata per un presunto figlio in arrivo e a cui scriveva, con
risentimento, di essere dispiaciuta del suo allontanamento, consapevole che
lâavesse âusataâ solo per arrivare al principe Andrea. Ma da quando sono usciti
a fine gennaio gli Epstein Files, Sarah Ferguson non è piÚ apparsa in pubblico.
La Bbc però riporta che anche nel Regno Unito crescono le pressioni affinchÊ
testimoni. Il deputato Suhas Subramanyam, membro della Commissione della Camera
che indaga, ha affermato di credere ora che la donna possieda âinformazioni
relative allâindagineâ. Per cui âSarah Ferguson dovrebbe rendere testimonianza
sotto giuramento davanti alla nostra commissioneâ, ha affermato.
Negli Stati Uniti non esiste alcun meccanismo legale che obblighi Ferguson a
testimoniare, ma Subramanyam ha dichiarato allâemittente britannica che i
parlamentari sarebbero âfelici di trovare un accordo che le vada beneâ, purchĂŠ
presti giuramento. I rappresentanti di Ferguson si sono rifiutati di commentare.
La stessa richiesta è stata presentata dalla deputata democratica Melanie
Stansbury. âSe Ferguson o un qualsiasi membro della sua famiglia possiede
informazioniâ sugli illeciti commessi da Epstein e dai suoi collaboratori, âla
nostra responsabilità è quella di analizzare i fatti ovunqueâ, ha dichiarato
alla Bbc. Anche la famiglia di Virginia Giuffre, una delle principali
accusatrici di Epstein, ha affermato di âcredere fermamenteâ che lâex duchessa
di York debba recarsi negli Stati Uniti per rispondere alle domande. âSe
Ferguson sa qualcosa, dovrebbe testimoniare immediatamente negli Stati Unitiâ,
ha dichiarato alla Bbc Sky Roberts, rappresentante del fratello di Giuffre.
Nei file resi noti dal Dipartimento di Giustizia Usa, Ferguson descrive nel 2009
Epstein come âil fratello che ho sempre desideratoâ. Emerge anche che la donna
abbia contattato Epstein mentre era in prigione per aver sollecitato la
prostituzione di una minorenne e che abbia portato le figlie a pranzo con lui a
Miami, pochi giorni dopo la sua scarcerazione. Gloria Allred, avvocata che
rappresenta alcune delle vittime di Epstein, ha affermato che le nuove
rivelazioni chiariscono che Ferguson ânon è una vittima in questa storiaâ.
âSebbene molte delle persone citate nei fascicoli di Epstein possano affermare
di non essere state a conoscenza dei crimini del pedofilo contro i minori quando
lo frequentavano, questa non è una difesa che Sarah Ferguson può invocareâ, ha
dichiarato. Ed è âormai giunto il momentoâ che Ferguson si offra volontariamente
di testimoniare sotto giuramento davanti al Congresso e risponda alle domande
della polizia britannica.
Anche Andrew Lownie, autore della biografia intitolata âLâascesa e la caduta
della Casa di Yorkâ, ha sostenuto che Ferguson dovrebbe testimoniare negli Stati
Uniti, definendola una âtestimone di rilievoâ. âLei andava a trovarlo
regolarmente a casa suaâ, ha detto Lownie alla Bbc. âAvrĂ visto tanto quanto
Andrew. Ă inconcepibile che non lâabbia visto. Era molto amica di Epsteinâ, ha
aggiunto. Intanto, secondo indiscrezioni, emittenti statunitensi avrebbero
offerto compensi a sei cifre per unâintervista esclusiva, mentre resta incerta
la disponibilitĂ dellâex Duchessa a esporsi pubblicamente.
L'articolo âSarah Ferguson riveli i suoi rapporti con Epsteinâ: le pressioni
dagli Usa sulla sua testimonianza proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Epstein Files
Lâinteresse sugli Epstein files sembra essere stato surclassato, almeno sui
media, dal conflitto in Iran. Mentre il Congresso continua a indagare e sono
attese nelle prossime settimane diverse audizioni di spicco â tra cui anche
quella di Bill Gates â proseguono le accuse di insabbiamento nei confronti del
segretario alla Giustizia Pam Bondi. âNon ha nessuna intenzione di presentarsi
per dare una testimonianza sotto giuramentoâ, ha detto la deputata liberal
Melanie Stansbury della commissione di sorveglianza della Camera, quella davanti
alla quale Bondi e il suo vice Todd Blanche si sono presentati volontariamente
per aggirare il mandato di comparizione. âNoi democratici abbiamo abbandonato
lâaula perchĂŠ non volevamo stare al loro giocoâ, ha continuato Stansbury.
âLâinsabbiamento continuaâ, aggiungono i democratici che hanno riferito di aver
saputo della comparizione di Bondi e Blanche e di aver ricevuto indicazioni su
come lâudienza a porte chiuse si sarebbe svolta solo ieri.
Per quanto lâamministrazione cerchi di distogliere lâattenzione mediatica dal
tema, dentro alla base trumpiana, tra i dem e gli analisti câè chi ritiene che
lâoperazione militare sia un mezzo per distrarre dallo scandalo che ha travolto
uomini di potere â dalla politica alla finanza fino alle case reali â dentro e
oltre gli Stati Uniti. Un sospetto giĂ sorto nelle prime fasi del conflitto e
che continua a crescere: come riporta il Telegraph, un recente sondaggio
commissionato da Zeteo â sito web di orientamento progressista â e da altre
testate, ha rivelato che per il 52% degli americani Donald Trump ha attaccato
Teheran per distogliere lâattenzione dei media dallo scandalo del finanziere
pedofilo. A Washington sono perfino comparsi manifesti che ribattezzano
lâoffensiva contro lâIran âOperation Epstein Furyâ, invece di âEpic Furyâ.
Lâipotesi, respinta dalla Casa Bianca come âridicolaâ, circola in realtĂ anche
tra esponenti politici di entrambi i partiti, commentatori e opinionisti.
âAvviso pubblico: bombardare un paese dallâaltra parte del mondo non farĂ
sparire i dossier su Epstein, cosĂŹ come non lo farĂ il Dow Jones che supera
quota 50.000âł, ha scritto il repubblicano Thomas Massie, che si è scontrato
ripetutamente con Trump in merito alla pubblicazione dei documenti. Graham
Platner, un democratico del Maine, la pensa in modo molto simile: âQuesta guerra
viene fomentata anche perchĂŠ il presidente figura nei dossier Epstein, cosĂŹ come
altre persone alla Casa Bianca, e costoro sono terrorizzati dal fatto che ci
siamo accorti di ciò che stanno combinandoâ. Nel giugno del 2025 Joe Rogan, il
podcaster americano che vanta 11 milioni di ascoltatori mensili, espresse
pensieri analoghi in seguito agli attacchi sferrati da Trump contro i siti
nucleari iraniani: âBasta bombardare lâIran e tutti dimenticano. Tutti si
scordano della faccendaâ.
L'articolo âPer il 52% degli americani Trump usa la guerra in Iran per
distogliere lâattenzione dagli Epstein filesâ proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Regno Unito gli ha sempre negato la cittadinanza, nonostante gli investimenti
colossali a partire dagli anni Ottanta in settori simbolo della cultura
britannica, con lâobiettivo (spesso dichiarato) di farsi accettare dallâalta
societĂ del Paese. Ma dopo unâinchiesta della Bbc a un anno dalla morte avvenuta
nel 2023, la sua eredità in Uk è stata pesantemente riconsiderata a causa di
oltre 150 denunce di abusi sessuali emerse dopo la sua morte, che lo descrivono
come un âpredatore serialeâ allâinterno delle sue stesse aziende. Le vittime
erano in larga parte ex dipendenti dei grandi magazzini londinesi del lusso di
Harrods, gioiello della corona dellâimpero dâaffari di Mohamed fino al 2010. E
ora Mohamed Al Fayed â padre di Dodi, ultimo compagno della principessa Diana
che con lei morĂŹ a Parigi nel tunnel dellâAlma â entra anche dentro lo scandalo
di Jeffrey Epstein, anche se di lui non câè traccia nei documenti rilasciati dal
Dipartimento di Giustizia Usa. Una vittima del finanziere pedofilo ha infatti
affermato di essere stata inviata da lui â nellâambito dei suo traffici di
minorenni â proprio allâimprenditore egiziano, che ha abusato di lei sul suo
yacht, scrive il Sunday Times. La donna, indicata con lo pseudonimo Natalie, ha
raccontato di essere stata presa di mira da Epstein allâetĂ di 17 anni prima di
essere âmandataâ due anni dopo, nel 1997, al proprietario di Harrods.
Natalie sostiene di essere volata a Saint Tropez, sulla Costa Azzurra in
Francia, dove che il miliardario, descritto come âun uomo molto piĂš anzianoâ,
lâha incontrata a bordo del suo superyacht Jonikal. Diana e Dodi furono
fotografati su quello yacht nel 1997 pochi giorni prima di morire in un
incidente dâauto. Natalie dice di non aver visto nessuno dei due durante la sua
visita. E racconta che Al Fayed iniziò a dirle che voleva âprovare cose nuoveâ
con lei e che non le permise di lasciare la lussuosa imbarcazione finchĂŠ non
attraccò. Natalie ha dichiarato al The Sunday Times che fu allora che il magnate
abusò sessualmente di lei. âMi sentivo come se fossi arrivata a un punto in cui
mi ero abituata a questo trattamentoâ, ha detto. La donna afferma di aver capito
solo recentemente che era Al Fayed lâuomo che lâaveva abusata, quando ha visto
una notizia su di lui online lo scorso novembre. Natalie, che proviene da un
Paese in cui il defunto miliardario non è una figura molto nota, dice di essere
disposta a parlare con la polizia britannica. âEro sicuramente su quella barca
ed era sicuramente quellâuomoâ, ha dichiarato. âRicordo il suo volto. Queste
cose non si dimenticanoâ, ha aggiunto. Epstein era noto per trafficare donne
verso associati potenti e di alto profilo, ma non esistono prove documentate che
lo abbia fatto per Al Fayed. Nei milioni di documenti su Epstein recentemente
pubblicati dal dipartimento di giustizia non câè alcun riferimento a un
collegamento diretto tra i due uomini.
L'articolo âEpstein mi mandò a Saint Tropez sullo yacht di Mohamed Al Fayed: lĂŹ
ha abusato di meâ proviene da Il Fatto Quotidiano.
Neppure Caracas si è salvata dai tentacoli di Jeffrey Epstein. Lâimprenditore
statunitense, morto nel 2019, condannato per abusi sessuali e traffico di
minori, ha investito fino a 4,5 milioni di dollari su Bond emessi dal colosso
PetrĂłleos de Venezuela sociedad anĂłnima (Pdvsa). Il suo broker di riferimento
era Francisco DâAgostino, anchâegli imprenditore, ispano-venezuelano, arrestato
a Bardonecchia il 5 gennaio â su mandato di cattura dellâInterpol â e scarcerato
cinque giorni dopo su ordine della Corte dâappello di Torino, nonostante la
richiesta di estradizione di Caracas. âSussistono gravi indizi di colpevolezza,
ma bisogna tenere conto della situazione esistente in Venezuela sulla condizione
dei detenuti nelle carceriâ, è la motivazione con cui la giudice Alessandra
Pfiffner esclude lâeventuale estradizione a Caracas, dove DâAgostino è accusato
di âtruffa aggravataâ, âtraffico e commercio illecito di risorse o materiali
strategiciâ, âriciclaggioâ e altri reati. DâAgostino â cognato di Luis Alfonso
de BorbĂłn e dellâex-parlamentare Henry Ramos Allup â è stato ospite alla Little
Saint James, meglio nota come Epstein Island, dove ha stretto un rapporto
dâamicizia con lâimprenditore, come si evince nel carteggio di mail desecretato
dal Dipartimento di Stato Usa.
âMi sono divertito moltissimoâ, scrive DâAgostino a Epstein in una mail datata 2
ottobre, facendo riferimento a una donna soprannominata âWater Gazelleâ: âĂ
davvero impressionante⌠Che ragazza cosĂŹ bella e intelligenteâ. Nella mail
DâAgostino auspica âlâinizio di unâamicizia divertita e durevoleâ con Epstein,
con il quale intendeva âesplorare le diverse possibilitĂ di fare soldi insiemeâ.
Nel loro carteggio (in data 22 ottobre 2012) DâAgostino proponeva a Epstein una
rosa di nove nomi da incontrare durante un suo eventuale viaggio a Caracas. In
elenco: Baldo Sansò (cognato dellâex-presidente di Pdvsa Rafael RamĂrez),
lâimprenditore Oswaldo Cisneros e Alejandro Betancourt, Ceo della Derwick, che
(secondo Transparencia Venezuela) avrebbe fatturato un sovrapprezzo da 3
miliardi di dollari a Pdvsa. âPranziamo da lui?â, chiede DâAgostino.
Allâinizio Epstein resta prudente: accenna una prima disponibilitĂ (âil 26
novembre, se può andareâ), attende la rielezione presidenziale di Hugo ChĂĄvez
(ottobre 2012), che ritiene âgenialeâ, pensando alla stabilitĂ economica del
Paese. Nelle settimane successive DâAgostino ed Epstein speculano sullo stato di
salute di ChĂĄvez, sottoposto a cure oncologiche allâAvana e deceduto il 5 marzo
2013. âĂ molto probabile che a ChĂĄvez rimangano sei mesi di vitaâ, scrive
DâAgostino, ipotizzando elezioni imminenti e la probabilitĂ che âqualcuno del
movimento di ChĂĄvez, ma meno radicale, vinca le elezioniâ.
In seguito il loro scambio diventa piĂš fitto. âCome sta la mia Water Gazelle?â,
chiede DâAgostino. âQui, e nudaâ, la risposta di Epstein, che rinnova a
DâAgostino il suo invito a visitare lâisola: âQuando vuoiâ. Non è chiaro se
Epstein abbia mai fatto visita a Caracas ma, secondo lâOrganized Crime and
Corruption â Reporting Project, dal 2013 al 2015 lâimprenditore Usa si rivelerĂ
un acquirente assiduo di bond petrolieri venezuelani. Secondo El Universal il
legame tra DâAgostino ed Epstein è giĂ stato oggetto di indagini da parte
dellâFbi in qualitĂ di âinterlocutore costanteâ, intento a âcapitalizzare
lâinfluenza di Epsteinâ, attraverso progetti congiunti. Lâimprenditore spagnolo
venezuelano è stato anche sottoposto a sanzioni Usa (2021-2025) per il suo
coinvolgimento nel traffico di greggio venezuelano. Interpellato piĂš volte dai
media, ha sempre evitato di riferire pubblicamente sui suoi affari.
Attualmente DâAgostino vive a Palma di Maiorca â dovâè tornato in un jet privato
dopo il suo rilascio a gennaio â e si presenta al mondo come âimmobiliaristaâ e
investitore nel settore taurino, in Spagna. âColui che mi dica che la Spagna non
è taurina, non è cattolica e non si intrattiene giocando a calcio non conosce
questo Paeseâ, ha detto DâAgostino recentemente, in riferimento ai suoi
investimenti nella tauromachia. Fonti sostengono che lâimprenditore è legato a
circuiti conservatori e tradizionalisti di Madrid, vicini alla monarchia. âQui
DâAgostino è un intoccabileâ, assicura Jorge Castro, giornalista dâinchiesta
radicato in Spagna, secondo il quale lâimprenditore âvive sotto la protezione di
Luis Alfonso de BorbĂłn e le notizie negative sul suo conto non attecchiscono
nella Penisola ibericaâ. Tuttavia Caracas non molla lâosso e, dopo il suo
rilascio in Italia, il Tribunal supremo de justicia ha rinnovato la richiesta di
estradizione (AA30P2026000006) contro lâimprenditore in data 21 febbraio.
âDâAgostino resta sotto indagine per aver dato vita a una struttura che,
attraverso societĂ di comodo, e mediante flotte fantasma, trafficava petrolio in
Cina, senza che gli introiti del suddetto greggio passassero dalla Banca
centrale del Venezuelaâ, sostiene lâesperto legale Eligio Rojas, che segue da
vicino il dossier.
L'articolo I soldi di Epstein nel petrolio venezuelano. Il suo broker era
Francisco DâAgostino, âlâintoccabileâ proviene da Il Fatto Quotidiano.
Spunta una nuova foto dal mega archivio americano su Jeffrey Epstein e questa
volta a essere immortalati con il finanziere pedofilo, morto in carcere a New
York nel 2019, sono lâex principe Andrea e lâex ambasciatore britannico negli
Usa, Peter Mandelson. Si tratta della prima immagine che ritrae tutti insieme i
tre personaggi coinvolti nello scandalo e tutti e tre appaiono in accappatoio,
in un momento di relax.
La caccia a documenti e foto compromettenti dallâenorme database americano fa
emergere ogni giorno elementi diversi. E questa volta a scovare la fotografia è
stata Itv, unâemittente del Regno Unito. Nella foto, i tre siedono attorno a un
tavolo di legno da giardino, presumibilmente tra il 1999 e il 2000, a MarthĂ s
Vineyard, meta balneare nel Massachusetts.
Lâimmagine, nonostante siano giĂ emersi elementi sufficienti a travolgere sia
lâex rampollo di casa Windsor che il politico Labour, tanto che entrambi sono
giĂ stati arrestati e rilasciati il mese scorso con lâaccusa dâaver condiviso
con lâamico comune informazioni riservate quando occupavano incarichi pubblici,
è la prova definitiva del legame dei due britannici con il finanziere americano.
Le accuse su Mandelson, la cui vicenda ha scatenato una bufera politica sul
premier laburista Keir Starmer che lo aveva scelto lâanno scorso come
ambasciatore in Usa, riguardano il suo operato da ministro, ma anche da
commissario Ue e quindi di consulente privato agganciato a svariati colossi del
business. Incarichi attraverso i quali aveva costruito solidi rapporti
dâintermediazione con la Cina, giocando verosimilmente un ruolo non minore nella
stessa designazione di Andrea, sotto i governi del New Labour, a testimonial
commerciale britannico in Asia e nel resto del mondo: protagonista di missioni a
margine delle quali, fra il 2001 e il 2011, lâex duca di York risulta aver poi
spifferato informazioni coperte al finanziere.
Lâennesimo elemento di scandalo emerge mentre a Westminster monta pure il
sospetto di un insabbiamento di parte della prima tranche di documenti del
dossier che il governo Starmer è stato obbligato dal Parlamento a rendere
pubblici nei giorni scorsi sul criticatissimo processo di nomina politica di
Mandelson alla guida dellâambasciata a Washington. Lâopposizione Tory si è giĂ
rivolta formalmente a sir Laurie Magnus, responsabile dellâautoritĂ etica
indipendente chiamata a sorvegliare il rispetto degli standard di condotta
governativi, per sollecitare lâapertura di unâinchiesta amministrativa ad hoc
sul primo ministro e sul suo ufficio di gabinetto.
L'articolo Epstein files, spunta una foto di Mandelson e lâex principe Andrea in
accappatoio col finanziere proviene da Il Fatto Quotidiano.
âSono io ad aver commesso un errore, e sono io a porgere le mie scuse alle
vittime di Epsteinâ. Keir Starmer interviene dopo lâuscita dei documenti che
riguardano la nomina di Lord Mandelson e prova a spegnere il caso. Impresa che
risulta al momento improbabile. Mentre il suo portavoce è dovuto intervenire per
respingere le accuse di insabbiamento nella rivelazione dei documenti relativi
alla nomina avanzate dalla leader dellâopposizione conservatrice Kemi Badenoch,
i Tory hanno puntato il dito contro due sezioni dei file, riservate ai commenti
del primo ministro laburista sullâincarico allâex ambasciatore a Washington, che
risultano vuote, avanzando il sospetto di una censura. Badenoch ha dichiarato
che, in base alla sua esperienza passata di ministra, si sarebbe aspettata di
vedere delle annotazioni di sir Keir che spiegassero la sua decisione di
scegliere lâex eminenza grigia come inviato britannico negli Usa di Donald
Trump, ancora di piĂš alla luce degli avvertimenti fatti da diversi alti
funzionari al premier sugli scheletri nellâarmadio di Mandelson. âRespingo
lâipotesi di un insabbiamento. Il governo ha rispettato pienamente le
procedureâ, ha detto ai giornalisti il portavoce di Starmer.
I sospetti di insabbiamento â Intanto lâopposizione conservatrice si è anche
rivolta formalmente a sir Laurie Magnus, responsabile dellâautoritĂ etica
indipendente chiamata a sorvegliare sul rispetto degli standard di condotta
governativi, per sollecitare lâapertura di unâinchiesta amministrativa ad hoc
sul premier e sul suo ufficio di gabinetto. Lâaccusa è â nero su bianco â quella
di âun potenziale insabbiamentoâ di alcuni dei file del materiale che
lâesecutivo si era impegnato a divulgare in questa prima tranche, su precisa
indicazione della Camera dei Comuni: cosa che configurerebbe un âoltraggio al
Parlamentoâ. A mancare allâappello non sarebbero infatti solo le specifiche
carte mantenute riservate come previsto per non intralciare lâindagine
giudiziaria aperta dalla polizia su Mandelson. BensĂŹ anche possibili annotazioni
e risposte a messaggi scritte di proprio pugno dallo stesso Starmer o dal suo
potente capo dello staff Morgan McSweeney (costretto a sua volta a dimettersi
sulla scia dellâex ambasciatore per la stretta vicinanza a Mandelson), di cui
non è emersa alcuna traccia: essendo il file che li riguarda risultato
singolarmente vuoto. Downing Street ha negato giĂ ieri qualunque insabbiamento,
ma limitandosi ad assicurare dâaver seguito âle procedureâ: senza rispondere nel
dettaglio ai sospetti di media e opposizioni.
Il caso Mandelson â Secondo il Guardian, che cita fonti governative di alto
livello, Starmer potrebbe vedersela con nuove dimissioni non appena i messaggi
WhatsApp di Mandelson saranno pubblicati. Cosa che non potrĂ avvenire prima di
diverse settimane. I messaggi saranno esaminati dalla commissione parlamentare
per lâintelligence e la sicurezza, composta da membri del Parlamento e della
Camera dei Lord, che valuterĂ , per motivi di sicurezza nazionale, quali possono
essere divulgati. La pubblicazione era stata richiesta con una mozione
parlamentare approvata dai conservatori, dopo che Mandelson era stato licenziato
dopo soli nove mesi dal suo incarico di ambasciatore negli Stati Uniti, in
seguito allâemergere di nuovi dettagli sui suoi legami con Epstein. Lâex membro
del partito laburista è stato arrestato con lâaccusa di cattiva condotta
nellâesercizio di una carica pubblica, dopo che alcune e-mail provenienti dai
file Epstein del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti avrebbero
dimostrato che aveva inoltrato informazioni riservate a Epstein mentre era
segretario alle imprese nel governo di Gordon Brown. Mandelson aveva negato
qualsiasi illecito. I funzionari ritengono che alcuni degli scambi che saranno
resi pubblici nella prossima tranche dei file Mandelson saranno sufficientemente
dannosi da provocare ulteriori dimissioni. A tutti i ministri di alto livello,
ai funzionari pubblici e ai consiglieri speciali è stato chiesto di far
esaminare i propri messaggi telefonici, compresi quelli di coloro che non fanno
piĂš parte del governo, come lâex vice primo ministro Angela Rayner, lâex capo di
gabinetto del primo ministro Morgan McSweeney e lâex direttore della
comunicazione Matthew Doyle.
L'articolo Starmer chiede scusa su Mandelson, ma i Tory lo accusano di
insabbiamento e chiedono unâinchiesta proviene da Il Fatto Quotidiano.
Donald Trump di nuovo al centro di un file del caso Epstein. Una vittima ha
dichiarato che il finanziere pedofilo disse a una ragazza di 16 anni di
spogliarsi e di fargli un massaggio mentre lui era impegnato al telefono con
Trump in una chiamata in vivavoce. La notizia, riferita dal Daily Mail,
testimonierebbe un rapporto per nulla superficiale tra il tycoon ed Epstein. Il
fatto, secondo le testimonianze, è accaduto nella stanza dei massaggi allestita
nella sua casa di sette piani a Manhattan. Come raccontato dalla giovane,
âEpstein â si legge nel memo dellâFbi â salĂŹ sul lettino da massaggi ed era
impegnato in una telefonata in vivavoce con Donald Trumpâ.
Lâepisodio risale al 2004. Se la testimonianza, fatta allâFbi nel luglio 2020,
fosse vera, testimonierebbe un rapporto confidenziale con Trump che ha sempre
dichiarato di aver rotto con Epstein allâinizio degli anni duemila e di
considerarlo una conoscenza superficiale. In quegli anni, lâattuale presidente
aveva giĂ avviato una relazione con Melania. In aggiunta, dai file pubblicati
finora dal dipartimento di Giustizia emergono riferimenti a frequentazioni tra
Epstein e Trump anche negli anni successivi, durante il primo mandato
presidenziale del tycoon, cominciato nel 2017.
Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, ha bollato le accuse come
âinfondateâ, medesimo termine scelto per screditare unâaltra testimone che,
sentita per quattro volte dallâFbi, aveva accusato Trump di averla stuprata
quando lei aveva 13 anni. La donna che avrebbe sentito la telefonata tra Epstein
e Trump è nata in Cile, cresciuta nel Queens e oggi ha 40 anni. La seconda,
invece, è cresciuta in South Carolina. In entrambi i casi, lâFbi decise di non
procedere con le indagini, ma ora, anche sulla spinta dei media che potrebbero
presto rintracciarle, le due testimonianze assumono tuttâaltra importanza.
L'articolo âEpstein mi chiese di spogliarmi e di fargli un massaggio mentre era
in vivavoce con Trumpâ: nuova testimone parla del rapporto tra il finanziere e
il tycoon proviene da Il Fatto Quotidiano.
Gli Epstein files si spingono oltre i confini statunitensi. Anche il governo
britannico è stato obbligato a pubblicare a partire da oggi i documenti sugli
scambi di messaggi e di rapporti avvenuti transitati per Downing Street al tempo
della designazione di Lord Peter Mandelson, che ha avuto una stretta
frequentazione col defunto faccendiere pedofilo americano amico di vip e
potenti. Ed emerge che lâattuale premier Keir Starmer ne fosse a conoscenza. In
un rapporto preparato proprio per il primo ministro dal suo ufficio di gabinetto
9 giorni prima della formalizzazione della nomina di Mandelson, annunciata a
dicembre del 2024, si fa riferimento allâevidenza di ârischi generaliâ sulla
reputazione del potente ex ministro ed eminenza grigia del New Labour.
Si citano inoltra le conclusioni di unâinchiesta di JP Morgan risalente al 2009
in cui si sottolineava âla relazione particolarmente vicinaâ mantenuta dal
futuro ambasciatore con Epstein anche dopo la prima condanna di questi negli Usa
per istigazione alla prostituzione di minorenni. Non solo: si faceva riferimento
a un documento custodito nei National Archives britannici in grado di
certificare almeno un incontro avvenuto fra Tony Blair, allora primo ministro, e
lo stesso faccendiere americano âfacilitato a suo tempo da Mandelsonâ in prima
persona. Indicazioni che sembrano contrastare con lâautodifesa di Starmer,
trinceratosi in Parlamento dietro una presunta consapevolezza non piena sugli
scheletri nellâarmadio di Mandelson e delle âbugieâ che questi gli aveva detto.
E su cui è scattata immediatamente la polemica delle opposizioni alla Camera dei
Comuni nel dibattito seguito allo statement difensivo affidato dal governo al
ministro Darren Jones subito dopo la pubblicazione dei primi documenti.
Pubblicazione che per oggi riguarda solo una parte del materiale destinato a
essere divulgato. E che porta fra lâaltro alla luce carte imbarazzanti pure
sulla mega buonuscita che Mandelson ha potuto reclamare allâatto del
siluramento: pari a ben 547mila sterline (633mila euro) dopo appena 9 mesi di
mandato. Cifra ridotta poi a 75mila sterline, versategli dal Tesoro nel pieno
dello scandalo in seguito a una transazione negoziata.
GiĂ chiacchieratissima eminenza grigia del New Labour di Tony Blair, Mandelson
era stato riesumato da sir Keir per un ruolo di primo piano prima del
siluramento forzato dei mesi scorsi. Normalmente i materiali che vengono
divulgati in queste ore restano riservati nel Regno Unito, ma il Parlamento ha
costretto il governo non solo a pubblicarli, bensĂŹ anche a subentrare ad esso â
tramite una commissione bipartisan â nella valutazione di documenti che
eventualmente verranno lasciati coperti per ragioni di riserbo rispetto alle
indagini giudiziarie in corso o di asserita tutela della sicurezza nazionale del
Regno. La pubblicazione è prevista in varie ondate, a partire da quella di oggi
accompagnata da una illustrazione alla Camera dei Comuni affidata al ministro
Darren Jones: braccio destro del premier e coordinatore del suo Ufficio di
Gabinetto. Il 72enne Mandelson â sottoposto il mese scorso a un clamoroso fermo
di polizia di alcune ore per essere interrogato â resta intanto sotto indagine
da parte di Scotland Yard con lâaccusa dâaver condiviso con Epstein a suo tempo
informazioni governative riservate (e lucrose). Sospetto analogo a quello
rinfacciato allâex principe Andrea nellâambito di una delle altre inchieste
aperte nel Regno in relazione alle ricadute britanniche dello scandalo legato al
nome del finanziere newyorchese.
L'articolo Epstein files, Londra costretta a pubblicare i documenti su
Mandelson: âStarmer avvertito del rischio reputazionaleâ proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Fino a poche settimane fa viveva nel suo appartamento, a Washington. Ma ora,
scrive il New York Times, la residenza della procuratrice generale Pam Bondi è
stata trasferita in una base militare della capitale federale, a seguito delle
minacce ricevute nella gestione degli Epstein files e da parte dei cartelli dopo
la cattura del dittatore venezuelano Nicolas Maduro. Non è la prima funzionaria
di questa amministrazione a essere trasferita in una base: come lei anche il
principale consigliere del presidente Stephen Miller, il segretario di Stato
Marco Rubio, lâex segretario alla sicurezza interna Kristi Noem, e il segretario
alla Difesa Pete Hegseth. Per quanto non sia un inedito nella storia degli Stati
Uniti, âquesta â prosegue il Nyt â sembra essere la prima amministrazione a
sfruttare in modo cosĂŹ diffuso gli alloggi militari finanziati dai contribuenti
per ospitare persone nominate politicamente che non hanno un legame diretto con
lâesercitoâ. Sebbene manchino dichiarazioni ufficiali rispetto ai motivi del
trasferimento, in queste settimane Bondi â accusata di insabbiamento degli
Epstein files â si trova ad affrontare continue critiche per la gestione da
parte del dipartimento dei fascicoli pubblicati in base a una legge approvata
dal Congresso dopo mesi di pressioni pubbliche e politiche. Cinque repubblicani
della Commissione di Vigilanza della Camera si sono uniti ai democratici votando
il 4 marzo per citarla in giudizio, chiedendole di rispondere alle domande sotto
giuramento, in segno di crescente frustrazione tra i membri dello stesso partito
del presidente. Insomma, una storia complessa la cui fine è ben lontana.
I precedenti â Sono stati pochissimi i funzionari che negli ultimi decenni sono
stati trasferiti a vivere in basi militari. Tra loro lâex segretario alla Difesa
durante il primo mandato di Trump, Jim Mattis, e lâex segretario di Stato Mike
Pompeo, in carica dal 2018 al 2021. Il capo del Pentagono Robert M. Gates, che
ha gestito le guerre in Iraq e Afghanistan, âha vissuto in alloggi della Marina
nellâarea di Washington per gran parte del suo mandatoâ. Risalendo nel tempo,
nel 1974 Capitol Hill diede il suo consenso affinchĂŠ il vicepresidente abitasse
presso lâOsservatorio Navale, âche per 40 anni era stato la sede ufficiale del
capo delle operazioni navali. Da allora â continua il New York Times -, gli
ammiragli piĂš importanti della Marina hanno solitamente vissuto a Tingey House,
una proprietĂ storica situata dallâaltra parte della cittĂ , presso il Washington
Navy Yardâ.
Bondi chiamata a testimoniare davanti alla Commissione â La decisione è stata
presa grazie al voto di cinque repubblicani che si sono uniti a tutti i
democratici per portare la segretaria alla Giustizia americana a deporre sulla
gestione di uno dei piĂš grandi scandali degli ultimi ventâanni negli Stati
Uniti. Dâaltra parte, la base Maga non ha mai perdonato al tycoon di non aver
pubblicato subito le milioni di pagine di documenti sul caso del finanziere
pedofilo, come promesso da lui e Bondi durante la campagna elettorale. Ed è
stata la deputata repubblicana Nancy Mace a presentare la mozione per convocare
lâattorney general. âMancano oltre 65mila documenti e sappiamo che ci sono piĂš
di duemila video in circolazione. Il dipartimento di giustizia non sta fornendo
al Congresso tutte le informazioniâ, ha attaccato Mace. âHo delle domande molto
specifiche per lei, e non voglio parlare del Dow Jonesâ, ha incalzato la
repubblicana allâultima apparizione al Congresso durante la quale Bondi aveva
cercato di evitare di rispondere ad alcune domande su Epstein portando
lâattenzione sullâagenda economica di Trump. Unâuscita e unâaudizione giudicata
nel suo complesso fuori luogo da piĂš parti tanto che il mondo Maga era insorto
chiedendo le dimissioni immediata dellâattorney general.
âPer mesi, Bondi ha avuto un ruolo determinante nellâorchestrare lâinsabbiamento
dei dossier Epstein da parte della Casa Bianca e non ha ottemperato alla nostra
citazione bipartisan per la pubblicazione dei dossier completi e non censurati.
Il popolo americano merita trasparenza, i sopravvissuti meritano giustizia e noi
chiediamo risposteâ, ha attaccato il deputato Robert Garcia, il democratico di
maggior spicco della commissione. Nelle ultime settimane il dipartimento è stato
accusato non solo di mancanza di trasparenza sui file ma anche di aver censurato
appositamente i riferimenti al presidente americano. Secondo unâanalisi del Wall
Street Journal, mancherebbero dallâarchivio pubblicato sul sito della Giustizia
oltre 47mila file, compresi documenti dellâFbi che contengono accuse contro il
tycoon. Le vittime del mostro hanno anche fatto presente che i loro nomi non
sono stati protetti come promesso. âSiamo stanchi di questi giochetti. Quando
coloro che eleggiamo abusano della loro posizione lo paghiamo tuttiâ, ha
dichiarato una delle sopravvissute, Annie Farmer, presente in aula durante
lâaudizione di Bondi. Nei giorni scorsi è stato convocato un altro pezzo grosso
del governo di Trump, il segretario al Commercio. Dopo aver ripetutamente
smentito contatti e essersi detto disgustato dal finanziere pedofilo, Howard
Lutnick è stato costretto ad ammettere di aver visitato lâisola di Epstein e di
averlo sentito in alcuni casi per partecipare a delle raccolte di fondi, una per
Hillary Clinton candidata alla Casa Bianca. Prima di diventare sostenitore di
Trump, lâattuale segretario al commercio ha sostenuto la candidatura dellâex
segretario di Stato nel 2016. A Manhattan era inoltre vicino di casa di Les
Wexner, il miliardario considerato allâorigine della fortuna finanziaria di
Epstein. La sua abitazione era adiacente infatti a quella acquistata in un primo
momento dal fondatore di âVictoriaâs secretâ che venne ceduta al pedofilo alla
fine degli anni Novanta.
L'articolo âMinacciata per gli Epstein files e la cattura di Maduroâ: Pam Bondi
trasferita in una base militare proviene da Il Fatto Quotidiano.
Di resoconti ce nâera soltanto uno. Mancavano gli altri tre. Lâaccusatrice era
la stessa: una donna, minorenne allâepoca dei fatti â nel 1983 -, che dichiarava
di essere stata abusata sessualmente da Donald Trump. Si trattava di oltre
pagine che erano sparite dal sito del Dipartimento di Giustizia, e che Npr e Cnn
avevano denunciato. Ora il ministero guidato da Pam Bondi â che peraltro dovrĂ
comparire davanti alla commissione che indaga â li ha ripubblicati, spiegando
che fossero stati erroneamente omessi durante una precedente revisione.
Riguardano altre tre interviste condotte con la donna nellâagosto e nellâottobre
2019 e rientrano nella mole di files relativi al caso Epstein, il finanziere
pedofilo trovato morto nella sua cella nel 2019. Le accuse non sono comprovate.
Gli agenti dellâFBI lâhanno interrogata quattro volte, ma nel database del
Dipartimento di Giustizia, reso pubblico allâinizio di questâanno, era
disponibile solo un promemoria che ricordava unâintervista del luglio 2019. In
quellâintervista, la donna ha affermato di essere stata ripetutamente abusata da
Epstein quando era minorenne e viveva nella Carolina del Sud. Nella stessa
intervista, però non aveva mosso alcuna accusa contro Trump.
Nella seconda intervista, la donna ha descritto ulteriori abusi subiti da parte
di Epstein e di diversi suoi collaboratori maschi. Ha raccontato agli
investigatori che il pedofilo âlâha accompagnata in auto e/o in aereo a New York
o nel New Jerseyâ quando lei aveva soltanto tra i 13 e i 15 anni, e lâha portata
in un âedificio molto altoâ. Ed è lĂŹ, secondo la sua versione, che Epstein lâha
presentata a Trump. Una volta arrivata davanti a lui, lâattuale presidente
chiese a chi era nella stanza di uscire e âdisse qualcosa del tipo: âLasciate
che vi insegni come dovrebbero essere le bambine'â, ha dichiarato la donna
nellâintervista. Poi, racconta, si sbottonò i pantaloni e le mise la testa âsul
peneâ. La donna racconta agli agenti di averlo morso e a quel punto il tycoon,
dopo averle dato un pugno, ha detto âparole del tipo: âPortate questa piccola
stronza fuori di qui'â.
Il documento prosegue: nel corso dellâinterrogatorio, la donna ha dichiarato
agli agenti âdi aver sentito Trump ed Epstein parlare di come Epstein ricattasse
le persone e di aver sentito anche Trump âparlare di riciclaggio di denaro
attraverso i casinòâ. Tre settimane dopo, arriva il terzo interrogatorio, sempre
allâFbi: la donna dichiara di avere ricevuto minacce al telefono che, a suo
dire, avevano a che fare con Epstein o Trump, nonchĂŠ diversi incidenti in cui
era stata âquasi spinta fuori stradaâ da altre auto. Infine, lâultimo incontro
che avviene quasi due mesi dopo. Per la prima volta si presenta allâFbi sola,
senza avvocato. Diceva di sentirsi a disagio ad essere registrata e si domandava
quale fosse il motivo per continuare a parlare perchĂŠ forse era giĂ tutto caduto
in prescrizione. Nel promemoria si legge che gli agenti la incoraggiavano âad
andare a casa e a prendersi tutto il tempo necessario per pensare a parlare
ulteriormenteâ. Ma quale è stato il seguito delle dichiarazioni della presunta
vittima? Non è chiaro: secondo una mail tra gli agenti che risale allâestate
2025 âuna vittima identificata ha affermato di aver subito abusi da parte di
Trump, ma alla fine si è rifiutata di collaborareâ. Tuttavia si sa se si tratti
della stessa persona intervistata 4 volte. CosÏ come non è chiaro se fosse la
stessa vittima che ha intentato una causa agli eredi di Epstein: aveva
dichiarato di essere stata abusata dal finanziere â senza mai citare Trump â in
Carolina del Sud e portata a incontri a New York con âuomini ricchi e di
spiccoâ. Informazioni che corrispondono con quelle della testimone interrogata
dallâFbi. Secondo un verbale del tribunale del maggio 2021, la vittima,
identificata come âJane Doe 4â, è stata âritenuta non idonea a ricevere un
risarcimentoâ dallâEpstein Victimsâ Compensation Program, un sistema istituito
per esaminare in modo indipendente le richieste delle vittime. Non si sa quali
siano stati i motivi che non ne hanno riconosciuto lâidoneitĂ . Ma il suo
avvocato ha dichiarato che la donna ha ricevuto un risarcimento dopo avere
ritirato la denuncia a dicembre 2021.
L'articolo âTrump parlava di riciclaggio coi casinò e di ricatti con Epsteinâ:
pubblicate altre accuse di abusi sessuali del tycoon su una minorenne proviene
da Il Fatto Quotidiano.