Chuck Norris, il campione di arti marziali che è diventato un’iconica star del
cinema d’azione statunitense, è morto. Aveva 86 anni. Il celebre Cordell Walker
del telefilm Walker Texas Ranger, ma anche l’ufficiale delle forze speciali
McCoy di Delta Force, e ancora lo sfidante di Bruce Lee tra le stanze del
Colosseo in L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente, era ricoverato da
giovedì scorso in ospedale delle Hawaii.
“Per il mondo era un campione di arti marziali, un attore, un simbolo di forza.
Per noi, un marito devoto, un padre e un nonno amorevole”, hanno scritto i
familiari in un post su Instagram dove ne hanno annunciato pubblicamente la
morte. Se c’è stato, infatti, un elemento che ha caratterizzato la presenza di
Norris in scena, è stata proprio la credibilità del suo ruolo di combattente
nelle arti marziali.
Nato in Oklahoma nel 1940, con anche un quarto di sangue Cherokee nelle vene,
Norris raccontò più volte di aver passato un’infanzia infelice, lui così
piccino, timido e in balia dei bulli della scuola. È grazie all’aver prestato
servizio nella United States Air Force ad inizio anni sessanta, e al
trasferimento in una base della Corea del Sud che Norris impara le arti
marziali, soprattutto karate e taekwondo. A forza di allenamenti, tornato negli
Stati Uniti è sul finire degli anni sessanta che comincia a mietere vittorie
sportive. Norris apre diverse catene di palestre di arti marziali e in una di
queste ha come allievo Chad, il figlio di Steve McQueen.
Proprio grazie al legame con la star di Hollywood, Norris inizia ad interpretare
piccoli ruoli in Quella sporca dozzina di Aldrich e Berretti verdi di John Wayne
che poi verranno tagliati in sede di montaggio. Nel 1969 incontra su un tappeto
di gara Bruce Lee che nel 1972 gli offre un ruolo, appunto, in L’urlo di Chen
terrorizza l’Occidente. Norris si esibisce in un lungo combattimento con il
collega finendo sconfitto. La lunga sequenza diventa presto un cult. Ed è nel
1974 che Norris spicca definitivamente il volo a Hollywood. Sarà in almeno una
trentina di film sempre un duro, generalmente un militare o simile, pronto a
sparare ma soprattutto a menare le mani. Lui non proprio così prestante
fisicamente che invece riesce a ribaltare ogni possibile logica di forza in
campo nel combattimento.
La tripletta The octagon (1980), Triade chiama Canale 6 e Vendetta a Hong Kong
sono tre grandi successi al box office; ma è con una Magnum per McQuade, Rombo
di tuono (che spesso è stato accostato a Rambo 2) e infine il succitato Delta
Force (1986) che Norris diventa figura cruciale degli action movie ben più dei
coevi Schwarzenegger o Stallone, magari più inclini ad una certa autoironia in
scena, ma meno schiettamente popolari.
Norris tra gli anni ottanta e novanta è la star di punta della produzione Cannon
Films, ma non tutto fila liscio e la Cannon fallirà lasciando a Norris un via
libera dove esplorerà toni da commedia e drammatici non proprio a lui
congeniali. Il 1993 è l’anno in cui inizia a lavorare in “Walker Texas Ranger”
sulla CBS. Un’autentica svolta in una carriera in fase totalmente calante. Basti
dire che la serie ha avuto più seguito di pubblico de “La Signora in giallo”.
Tanti i tentativi di rilanciare Norris nel cinema grazie al trampolino tv, ma
sono tanti gli insuccessi nei primi anni duemila. La vera rimpatriata
smargiassata avviene ne 2011 quando raggiunge i colleghi Stallone, Van Damme,
Jet Li, Lundgren e Statham sul set di I mercenari 2. Vicinissimo al partito
repubblicano, l’icona Norris, come ricorda Variety, è diventata talmente
caricaturale nella sua figura di invincibile uomo d’ordine che numerosi meme lo
immortalano in imprese impossibili dove si ironizza sulla sua invincibilità.
L'articolo Chuck Norris morto, il riscatto con il cinema e le arti marziali: “Ho
passato un’infanzia infelice, ero timido e in balia dei bulli della scuola”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Il verdetto è arrivato: ho subito danni cerebrali”. L’attrice Evangeline Lilly
ha raccontato ai suoi followers di Instagram la disavventura accaduta lo scorso
settembre, quando è svenuta su una spiaggia delle Hawaii e ha battuto la testa
contro una roccia.
E ha anche rivelato che quasi tutte le aree del suo cervello funzionano a
capacità ridotta dopo l’incidente in spiaggia. L’attrice ha dichiarato che ci
vorrà tempo per ristabilirsi completamente.
Le condizioni sono apparse subito gravi. “Il verdetto è arrivato: ho subito
danni cerebrali a causa del trauma cranico” ha svelato l’attrice di “Lost” e “Lo
Hobbit”. Nel video postato sui social, la donna, apparsa col viso tumefatto, ha
detto che la strada da percorrere per ristabilire le funzioni cognitive sarà “in
salita”.
L’attrice ha dichiarato: “È rassicurante sapere che il mio calo cognitivo non è
solo dovuto alla perimenopausa, ma è difficile accettare che sarà una battaglia
in salita cercare di invertire le carenze”.
Evangeline è determinata a lottare per recuperare nel minor tempo possibile: “Il
mio lavoro ora è capire l’entità dei danni con l’aiuto dei medici e
intraprendere un lungo cammino per recuperare“.
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L'articolo “Ho danni cerebrali dopo una caduta in spiaggia. Tutte le aree del
mio cervello funzionano a capacità ridotta”: la confessione di Evangeline Lilly
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“Ok Bub, ora devi scendere dalla mia schiena. Sto per annegare. Voglio che tu
vada. Devi nuotare. Non fermarti. Ce la fai. Non mollare. Ti voglio bene”. Sono
le ultime parole di un padre che ha dato la vita per salvare i suoi figli.
Proprio i bambini hanno riferito del gesto eroico del papà, che li ha salvati
dalle forti onde dell’oceano, per poi affogare, stremato. Era un marinaio della
Marina statunitense ed è morto alle Hawaii mentre stava cercando di salvare i
suoi bambini.
Il marinaio è stato identificato dal Dipartimento di Polizia di Kauai come il
Master-at-Arms di 1ª classe Jeffrey Diaz, 47 anni. Sua moglie, Keyonna Fairley,
ha raccontato all’emittente CBS affiliata HawaiiNewsNow che Diaz stava nuotando
nella baia di Waiapua’a, a Kauai, con i loro due figli. La baia si trova
all’interno della Pacific Missile Range Facility, dove Diaz era di stanza.
Secondo Fairley, Diaz e i bambini erano in acqua quando il più piccolo è stato
trascinato via da un’onda forte. La donna ha spiegato all’emittente che Diaz ha
detto al figlio maggiore di tornare a riva, poi è andato a salvare il più
piccolo. “Secondo ciò che mi ha detto mio figlio, era in mezzo all’oceano e suo
padre stava nuotando con un braccio cercando di portarlo in salvo”, ha
raccontato Fairley a HawaiiNewsNow.
“Poi è salito sulla schiena di suo padre e hanno nuotato per un po’, e poi mio
figlio ha detto di aver sentito dal padre queste parole: “Ok bub, devi scendere
dalla mia schiena. Sto per annegare. Voglio che tu vada. Voglio che tu nuoti.
Non fermarti. Ce la fai. Non mollare. Ti voglio bene”. Quelle sono state le
ultime parole che ha sentito da suo padre”.
Fairley e la polizia hanno dichiarato che entrambi i bambini sono riusciti a
tornare a riva sani e salvi. I soccorritori hanno ricevuto una segnalazione di
un nuotatore in difficoltà intorno alle 15:00, ora locale. Hanno recuperato Diaz
dall’oceano e hanno iniziato le manovre salvavita. È stato poi trasportato al
Kauai Veterans Memorial Hospital, dove è stato dichiarato morto. Verrà fatta
un’autopsia.
“Il Dipartimento di Polizia di Kaua’i porge le sue condoglianze alla famiglia e
ai cari del Master-at-Arms di 1ª classe Jeffrey Diaz in questo momento
difficile” ha dichiarato la polizia in un comunicato. Fairley ha raccontato a
HawaiiNewsNow che la famiglia vive a Kauai da tre mesi e che Diaz aveva
intenzione di ritirarsi dal servizio militare dopo questa missione.
“Siamo profondamente addolorati per la scomparsa del nostro marinaio e amico,
MA1 First Class Jeffrey Diaz, e porgiamo le nostre più sincere condoglianze alla
famiglia, agli amici e ai colleghi che stanno soffrendo”, ha dichiarato il
capitano Robert Prince, comandante della Pacific Missile Range Facility, a
HawaiiNewsNow. “Siamo grati ai soccorritori, ai marinai e alle loro famiglie che
hanno offerto assistenza immediata, e rimaniamo impegnati a sostenere la sua
famiglia e tutti coloro che sono stati colpiti mentre affrontiamo insieme questo
momento difficile”.
L'articolo “Sto per annegare, tu nuota e non fermarti. Ti voglio bene”: padre
muore per salvare i suoi figli dalle onde proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Vedere quel video è stato inquietante e disgustoso, mi si è fermato il cuore”.
Melina Clark, attivista per la tutela della vita marina, ha commentato così il
video che sta facendo il giro dei social in cui un turista esibisce in trofeo
una tartaruga marina verde hawaiana sulle spiagge di Honolulu alle Hawaii.
Tocca segnalare che incidenti come questo non sono rari. Le Honu, la specie di
tartarughe locali, sono spesso soggette a dimostrazioni esibizioniste da parte
di turisti incuranti del quieto vivere della fauna marina. I funzionari del
Dipartimento delle risorse terrestri e naturali sono ora al lavoro per
individuare il responsabile, del resto il disturbo o la molestia (che
costituisce anche esclusivamente un avvicinamento forzato) di una specie
protetta è un reato punito fino ad un anno di reclusione e con un minimo di 250
dollari di multa. Che l’animale fosse vivo o morto non vi è differenza.
“Quell’uomo ha dimostrato ancora una volta che siamo nel 2025 e non è migliorato
nulla”, ha aggiunto Clark.
Subito dopo la pubblicazione sul profilo TikTok @itsbluworld, il video si è
rapidamente diffuso, suscitando indignazione tra gli utenti e soprattutto della
comunità hawaiana che ormai da tempo percepisce un usurpamento e un degrado
dell’interesse nei confronti della fauna marina locale. “Queste tartarughe sono
qui da milioni di anni – ha specificato Clark – Più persone non mostrano
interesse o non insegnano agli altri quanto siano importanti per le isole, più
danni continueremo a vedere. La gente del posto ci tiene. Gli hawaiani ci
tengono”. Il Dipartimento sottolinea che le Honu sono protette sia dalla legge
statale che dalla legge federale sulle specie in via di estinzione.
“La nostra legge prevede che chiunque commetta tale reato e venga giudicato
colpevole sia punibile con un reato minore”, ha affermato Jason Redulla,
responsabile dell’applicazione della legge per la Divisione Conservazione e
Applicazione delle Risorse del Dipartimento. “Ciò significa fino a un anno di
reclusione e una multa non inferiore a 250 dollari per la prima infrazione”.
Redulla ha affermato che le indagini sono ancora nelle fasi iniziali.
Sulla base dello sfondo del video, ritiene che l’incidente sia avvenuto nella
zona est di Honolulu, vicino all’area di Hawai‘i Kai.
Ha anche rivolto un messaggio alle persone coinvolte. “Smettetela. Rispettate la
nostra fauna selvatica come rispettereste quella del vostro paese”, ha affermato
Redulla. “Molte persone vengono alle Hawaii rilassate e senza pensare pienamente
a ciò che stanno facendo o alle conseguenze che le loro azioni potrebbero
avere”. I funzionari statali raccomandano di mantenere una distanza di almeno 3
metri dalle tartarughe marine. Avvertono che, sebbene le honu possano sembrare
calme, hanno becchi potenti e possono causare gravi lesioni.
> @itsbleuworld PSA: My pawrent took me to the beach today and we saw people
> touching a sea turtle. Please remember DO NOT touch sea turtles in Hawai‘i,
> regardless of their condition, alive or dead. They are protected animals. You
> must stay at least 10 feet away from them and avoid taking close-up photos or
> interacting with them in any way. This is not okay. #fyp #seaturtle #awareness
> #hawaii #dontdothis ♬ Funny Song – Sounds Reel & Funny Song Studio & Thomas
> Hewitt Jones
L'articolo Uomo molesta una tartaruga alle Hawaii per farsi una foto, scoppia la
polemica sul Web: “Disgustoso e inquietante” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Alcuni turisti e appassionati si sono soffermati a osservare un evento
straordinario, il “volnado”, un vortice di cenere e aria calda simile a un
piccolo tornado, che è stato ripreso presso il cratere Keanakakoi del vulcano
Kilauea, alle Hawaii. Il fenomeno, documentato dal fotografo 808hiker, si è
verificato durante l’episodio 36 dell’attuale eruzione, con getti di lava alti
fino a circa 300 metri.
Il termine “volando Hawaii Kilauea” si riferisce al fenomeno del “vortice di
cenere”. Questo evento, che assomiglia a un piccolo tornado, si forma quando
l’aria calda emessa dal vulcano solleva particelle vulcaniche e cenere, creando
una colonna d’aria in movimento. Le particelle iniziano quindi a ruotare
rapidamente fino a formare una spirale di polvere e cenere e i cosiddetti
“Pele’s hair”, ovvero sottili filamenti di vetro vulcanico generati dal
raffreddamento della lava.
Il Kilauea è uno dei vulcani più attivi del mondo e il recente evento ha
attirato l’attenzione di esperti e visitatori, nonostante l’attività non
rappresentasse una minaccia per i residenti.
Credit: Instagram [@808hiker]
L'articolo Alle Hawaii uno straordinario “volnado” si è formato accanto al
vulcano Kilauea in eruzione – VIDEO proviene da Il Fatto Quotidiano.