Un breve video di Licia Colò con sua figlia Liala ha raggiunto in poche ore il
milione di visualizzazioni sui social. Non si tratta di annunci clamorosi né di
polemiche: semplicemente madre e figlia in attesa di un treno, in un momento
quotidiano catturato senza filtri. Il filmato, pubblicato sul profilo ufficiale
di Instagram di Licia Colò mostra Liala con lineamenti che ricordano quelli
della madre da giovane. La somiglianza e la naturalezza della scena hanno
catturato immediatamente l’attenzione di tantissimi utenti e hanno portato il
video ad avere un milione di visualizzazioni in poche ore.
Nella didascalia del post, la conduttrice ha scritto: “Condividere anche i
momenti più semplici per essere felici. Buona domenica”. Il successo del
contenuto non nasce, infatti, da effetti speciali o strategie elaborate, ma
dalla semplice autenticità della scena. Nel video si vede la storica conduttrice
di Rai 3 accompagnare la ragazza sul set: “Accompagno Liala sul set, dato che
deve lavorare e io faccio la sua assistente”. La figlia, divertita e con tono
scherzoso, risponde: “Mi potresti passare la cipria, per favore?”. Nei commenti,
molti hanno sottolineato la somiglianza tra madre e figlia e la naturalezza dei
gesti, apparsa molto lontana dai contenuti costruiti dei social.
CHI È LIALA ANTONINO, LA FIGLIA DI LICIA COLÒ E ALESSANDRO ANTONINO
Liala Antonino è nata il 15 ottobre 2005 da Licia Colò e il pittore Alessandro
Antonino. Cresciuta lontana dai riflettori, ha iniziato a esplorare le proprie
inclinazioni creative dopo il diploma, tra shooting fotografici, esperienze come
modella e un interesse per il mondo della televisione e del cinema, cercando
sempre di esprimersi in modo autentico.
Nonostante la discrezione della madre, volto noto della televisione italiana da
Eden a Alle falde del Kilimangiaro, Liala ha subito catturato l’attenzione del
pubblico. Gli occhi chiari e i lineamenti che ricordano quelli di Licia da
giovane hanno reso la sua apparizione sui social una piccola scoperta
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Colò con la figlia Liala è virale proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Il mondo dei social saluta una delle sue figure più genuine e amate. È morta
all’età di 91 anni Malena Porporino, da tutti conosciuta affettuosamente come
“Nonna Malè”, la nonna del content creator e comico romano Mario De Lillo. A
dare il triste annuncio è stato lo stesso nipote attraverso il suo profilo
Instagram, condividendo un carosello di tre fotografie simboliche capaci di
riassumere il loro profondo legame: dagli scatti dell’infanzia di De Lillo fino
alle immagini più recenti, che li ritraggono insieme durante la realizzazione
dei celebri video per il web.
Prima ancora di diventare un volto noto per centinaia di migliaia di follower,
Malena è stata un pilastro fondamentale nella vita privata del comico: “Tra i
tanti video fatti insieme a mia nonna, non ne abbiamo mai registrato uno in cui
le chiedessi come avrebbe voluto che parlassi di lei o cosa avrebbe voluto che
dicessi dopo che se ne fosse andata”, scrive De Lillo nel post. ““NIENDE”,
questo è quello che mi avrebbe risposto, oppure sarebbe rimasta semplicemente in
silenzio, un silenzio denso, molto diverso da quello che sento adesso”. Nel post
di addio, De Lillo ha ricordato con grande commozione l’importanza della sua
figura durante gli anni della crescita. La prima immagine condivisa mostra
proprio un giovanissimo Mario tenuto in braccio dalla nonna: “Tre fotografie non
bastano per descrivere una vita di momenti passati assieme ma ne sono la
testimonianza e se penso a mia nonna, mi vengono in mente le mille volte in cui
veniva a prendermi a scuola, la gioia che provai quando mia madre mi disse che
avrebbe vissuto a casa nostra per un po’, anche se mio padre non era molto
d’accordo…”. E ancora: “I lunghi pomeriggi d’estate passati insieme al terreno,
perché volevo essere abbronzato ma di andare al mare mi vergognavo”. È stata
proprio la forza di questa vicinanza quotidiana a spingerlo, negli ultimi anni,
a coinvolgerla nei suoi progetti digitali, presentandola al grande pubblico. Una
scelta di cui De Lillo si è detto particolarmente orgoglioso, poiché gli ha
permesso di “raccontare la nostra complicità, la sua presenza, la sua
sincerità”.
La naturalezza di Nonna Malè davanti all’obiettivo aveva conquistato
immediatamente gli utenti, trasformandola in una presenza fissa e attesissima
all’interno dei contenuti virali del nipote. L’ultima sua apparizione in video
risaliva all’inizio di gennaio 2026: in quell’occasione, cavalcando le classiche
riflessioni di inizio anno, Mario le aveva domandato: “Che cosa ti aspetti da
questo nuovo anno e che cosa conservi di quello appena passato?“. La risposta
della donna, laconica e perfettamente in linea con il suo umorismo disincantato,
era stata la sua iconica battuta in dialetto: “Niende“.
Decine i messaggi di cordoglio lasciati dai fan sotto il post di annuncio, a
dimostrazione di come la genuinità di Malena avesse fatto breccia nel cuore del
pubblico. Tra i tantissimi commenti di vicinanza spiccano anche quelli di
numerosi personaggi del mondo dello spettacolo e del web che, proprio grazie ai
video, avevano imparato ad apprezzare Nonna Malè: da Roberta Rei a Paolo
Ruffini, Enzo Salvi, Andrea Dianetti, Awed e il rapper Shade.
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L'articolo E’ morta a 91 anni Malena, la “nonna Malè” di Mario De Lillo
diventata una star sui social: “Tre fotografie non bastano per descrivere una
vita” proviene da Il Fatto Quotidiano.
La famiglia Osbourne si allarga con una nuova arrivata. Jack Osbourne, figlio
della leggenda del rock Ozzy Osbourne, e la moglie Aree Osbourne hanno
annunciato la nascita della loro bambina attraverso un post condiviso su
Instagram insieme alla nonna Sharon Osbourne.
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La piccola si chiama Ozzy Matilda Osbourne ed è venuta al mondo il 5 marzo. Nel
breve video pubblicato sui social, i genitori hanno mostrato un cartoncino con
la scritta “Hello World” e i primi dati della neonata: è nata alle 7:49, pesa
3,6 chilogrammi ed è alta 48 centimetri. Vi presentiamo Ozzy Matilda Osbourne,
si legge nella didascalia che accompagna le immagini della bambina.
La nascita arriva a pochi mesi dalla scomparsa di Ozzy Osbourne, morto il 22
luglio 2025 all’età di 76 anni nella sua casa nel Buckinghamshire dopo un
infarto. La scelta del nome della neonata appare quindi come un omaggio diretto
alla storica voce dei Black Sabbath, figura centrale nella storia dell’heavy
metal. Per Jack Osbourne si tratta del quinto figlio. Dalla precedente relazione
con Lisa Stelly sono nate Pearl, Andy e Minnie, mentre dalla relazione con Aree
è arrivata prima Maple, a cui ora si aggiunge la piccola Ozzy Matilda.
OZZY OSBOURNE, L’EREDITÀ DEL MITO E UNA MOSTRA SULLA SUA CARRIERA
Negli ultimi mesi il nome di Ozzy Osbourne è tornato spesso al centro
dell’attenzione pubblica. Poco prima della sua morte, il cantante aveva
partecipato all’evento d’addio dei Black Sabbath, il concerto Back To The
Beginning, una celebrazione della carriera della band che ha segnato la storia
del rock. Nello stesso periodo Sharon Osbourne ha annunciato anche il ritorno
dello storico festival Ozzfest, previsto nuovamente per il 2027. L’eredità
artistica del cantante è stata celebrata anche ai Brit Awards, dove gli è stato
conferito un Lifetime Achievement Award alla carriera. A ritirare il
riconoscimento sono state Sharon Osbourne e la figlia Kelly Osbourne, che hanno
ricordato l’impatto del musicista sulla storia della musica.
Nel frattempo continua anche il percorso espositivo dedicato alla sua carriera.
La mostra Ozzy Osbourne: Working Class Hero, allestita al Birmingham Museum and
Art Gallery, raccoglie alcuni dei più importanti riconoscimenti ottenuti
dall’artista: dai Grammy Awards agli ingressi nella Rock and Roll Hall of Fame,
fino ai premi MTV, alle stelle sulla Hollywood Walk of Fame e ai numerosi dischi
d’oro e di platino. Inizialmente prevista per il 2025, l’esposizione è stata
prorogata fino al gennaio 2026 con il consenso della famiglia Osbourne e,
secondo quanto annunciato da Sharon, potrebbe presto diventare una mostra
itinerante in giro per il mondo.
L'articolo È nata Ozzy Matilda, la nipote di Ozzy Osbourne. Ad annunciarlo è il
figlio Jack: “Hello World, vi presentiamo nostra figlia” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tra Instagram, storie e post, il matrimonio diventa un ping pong social per
Giulia De Lellis e Tony Effe. Dopo le dichiarazioni del trapper a Le Iene, in
cui ammetteva di non amare feste e cerimonie, l’influencer ha replicato con
ironia, trasformando le storie in un piccolo botta e risposta pubblico.
In una prima storia, De Lellis appare in abito bianco e velo di pizzo, mentre
insieme a Tony Effe mimano un bacio verso la fotocamera. La didascalia non
lascia dubbi: “Il mio concetto di matrimonio”, un chiaro richiamo alle parole
del compagno e alla sua riluttanza verso cerimonie ed esposizione pubblica.
Il racconto social non si è fermato qui. L’ex gieffina ha ricondiviso una clip
pubblicata originariamente da Effe, che lo mostra insieme a Side Baby, entrambi
membri della Dark Polo Gang, mentre si scambiano un bacio. Sopra il video, la
didascalia della De Lellis recita: “Il suo, Tony Side”, accompagnata da un
cuore.
LE PAROLE DI TONY EFFE SUL MATRIMONIO
Il confronto social arriva dopo le dichiarazioni del trapper a Nicolò De
Divitiis, inviato de Le Iene. Per Effe il matrimonio è un “dibattito che andrà
avanti per molto tempo”, mentre per Giulia De Lellis il tema sembra più
semplice: “Lei vorrebbe tanto sposarsi, io invece no perché non mi piace stare
al centro dell’attenzione, non mi piace fare le feste”, aveva spiegato il
cantante.
Chi dei due riuscirà a convincere l’altro? Per ora la questione resta aperta, ma
al di là delle divergenze sul matrimonio, la coppia sembra più unita che mai,
soprattutto dopo la nascita della loro primogenita Priscilla, venuta al mondo il
7 ottobre 2025.
L'articolo “Il mio concetto di matrimonio e il suo”: la frecciatina di Giulia De
Lellis che pubblica il bacio tra Tony Effe e un altro uomo proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Puk, Otp, password e mail da confermare: per molti sono strumenti di sicurezza,
ma per tanti “boomer” possono rappresentare un rompicapo. A dirlo con la sua
solita ironia è Leonardo Pieraccioni, che in un video sul suo profilo Instagram
si è sfogato contro le complicazioni della carta d’identità elettronica: “È
difficile… perché chiede Pin, Puk, Otp… poi la password, poi la mail… e nella
mail devi rimettere tutto da capo!”, racconta in un monologo esilarante.
Il video è diventato virale e sotto al post sono arrivati anche i commenti di
diversi volti noti. Tra questi Adriana Volpe, che ha scritto “Quanta verità”, e
Sergio Friscia, che ha reagito divertito allo sfogo dell’attore. A rispondergli
con ironia anche il sindaco di Bagno a Ripoli (comune toscano dove Pieraccioni
vive), Francesco Pignotti: “Vieni in Comune, allo sportello anagrafe ti aiutiamo
noi… ma anche la funzione “son io” potrebbe essere rivoluzionaria!”.
LA PROPOSTA AGLI “SPIPPOLATORI”: “FATE LA FUNZIONE ‘SONO IO’”
Nel video, intitolato “Per quelli come noi”, Pieraccioni racconta il suo
percorso a ostacoli: “Ho provato ad entrare ed è difficile… perché chiede il
Pin, il Puk, l’Otp e poi devi entrare con il codice della password della mail.
Ma poi nella mail devi mettere la data di nascita e tutto il resto”. Un monologo
ironico che ha trovato l’approvazione di molti utenti e che fotografa il
rapporto complicato tra tecnologia e chi non è cresciuto nell’era digitale.
Poi arriva la proposta, ovviamente in stile Pieraccioni agli esperti di
tecnologia, programmatori e informatici, quelli che con computer e app
“smanettano” con facilità: “A voi spippolatori lo dico: avete l’occasione di
fare non i milioni, ma i miliardi. Dovete fare una funzione dove per
riconoscermi basta che dica uh, son io! Magari mostrando il qr code, perché
quello lo so fare”.
CARTA D’IDENTITÀ ELETTRONICA: ECCO QUANDO DIVENTERÀ OBBLIGATORIA
Lo sfogo dell’attore toscano arriva in un momento in cui la carta d’identità
elettronica è destinata a diventare sempre più centrale. Dal 3 agosto 2026,
infatti, il documento digitale sarà obbligatorio e sostituirà definitivamente la
vecchia carta d’identità cartacea.
L'articolo “Pin, Puk, Otp… è difficile! Fate un tasto che dica solo: sono io”:
lo sfogo di Leonardo Pieraccioni sulla nuova carta d’identità elettronica
proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Stamattina c’è stato l’arresto e l’uccisione di un capo di un cartello, c’è una
sorta di guerra tra narcotrafficanti e esercito“. Questo è il racconto di
Benedetta Rossi, foodblogger e influencer, che insieme al marito Marco Gentili è
rimasta bloccata in Messico. Il motivo è legato al caos scoppiato dopo
l’uccisione di Menesio Oseguera Cervantes, conosciuto come “El Mencho”, il boss
del Cartello di Jalisco Nuova Generazione. La guerra tra bande ha trasformato la
vacanza da sogno di Rossi e il marito in un vero e proprio incubo per la
sicurezza. La morte del boss, infatti, ha scatenato una rappresaglia da parte
dei narcotrafficanti, con diverse aree del paese trasformatesi in campi di
battaglia. La violenza per le strade del Messico è stata raccontata su Instagram
da Benedetta Rossi e Marco Gentili che, chiusi nella loro stanza d’hotel, hanno
rassicurato i followers. L’uomo ha spiegato: “Molti di voi si sono preoccupati
perché hanno visto i disordini che ci sono qui in Messico. Stamattina c’è stato
l’arresto e l’uccisione di un capo di un cartello, c’è una sorta di guerra tra
narcotrafficanti ed esercito”. Gentili ha spiegato che la zona dove alloggiano
non è stata luogo di scontri. In base all’itinerario, la coppia dovrebbe
dirigersi verso lo Stato Di Quintana Roo, uno dei campi di battaglia della
guerra tra narcos e polizia. Marco ha aggiunto: “Ci sono stati incendi di auto e
camion. Cerchiamo di tenerci informati con il personale e i numeri di
emergenza”.
LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO
La coppia ha ovviamente dato priorità alla sicurezza. A causa della guerriglia i
piani dei due cambieranno e Gentili ha chiarito che non correranno rischi
inutili. Il compagno di Rossi ha dichiarato: “Il viaggio è poco importante,
l’importante è la sicurezza. A questo punto non possiamo fare molto se non
restare informati e cercare di rispettare le indicazioni che danno le autorità”.
I due restano in attesa di comunicazioni per capire come spostarsi in maniera
sicura. I viaggiatori hanno concluso dicendo che proveranno a rispettare le
tappe prefissate, solo se le condizioni lo permetteranno.
L'articolo “C’è una guerra tra narcotrafficanti ed esercito, ci sono incendi di
auto e camion”: Benedetta Rossi e il marito bloccati in Messico dopo la morte di
El Mencho proviene da Il Fatto Quotidiano.
Giada De Blanck ha mantenuto la promessa fatta alla madre Patrizia prima della
sua morire. Come testimoniato sui social, la figlia della Contessa ha
posizionato in un angolo della casa l’urna a forma di cuore contenente le ceneri
della mamma. L’altarino è stato allestito con rose, fiori bianchi e una candela
accesa. Vicino al cuore, una fotografia di Patrizia sorridente. Giada De Blanck
ha condiviso un video sul suo profilo Instagram scrivendo: “Sei tornata. Sempre
con me a casa come ti avevo promesso e nel cuore sei e nel cuore mio vivrai
sempre”. Intanto, Patrizia De Blanck continua a vivere sui social network.
Negli scorsi giorni, gli storici amici Lorenzo Castelluccio, Igor Righetti e la
figlia Giada hanno reso noto di voler continuare a postare foto e video
d’archivio per tenere vivo il ricordo della nobile. Sulla causa del decesso la
famiglia ha voluto mantenere il massimo riserbo. Patrizia combatteva contro una
malattia da diversi mesi. Dopo la sua morte, Giada ha pubblicato un messaggio su
Instagram per spiegare la situazione. La 45enne ha dichiarato: “Per scelta ho
vissuto tutto nel silenzio e nella riservatezza, in un momento estremamente
delicato e terribile per tutte e due proteggendola da tutto, dalla sua
devastante malattia e affrontando il dolore lontano da tutti“.
IL PATRIMONIO
Con la morte di Patrizia si è aperta la questione eredità. La Contessa viveva in
una grande villa nel centro di Roma. Secondo quanto ha riportato negli scorsi
giorni Il Messaggero, De Blanck possedeva arredi antichi, opere d’arte e oggetti
preziosi. Alle proprietà si aggiungono i soldi guadagnati grazie alla carriera
televisiva. In base ai dati pubblicati da QuiFinanza, la sola partecipazione al
Grande Fratello 5, nel 2021, ha fruttato alla nobile 10 mila euro a settimana,
oltre a un cache per la partecipazione pari a 100 mila euro.
> Giada De Blanck mostra l’urna della madre Patrizia sui social: “Sei tornata a
> casa, come ti avevo promesso”. Noi vogliamo ricordarti cosi cara Patrizia, la
> tua simpatia rimarrà sempre nei nostri cuori ❤️#giadadeblanck
> #patriziadeblanck #ricordo #mamma #contessa pic.twitter.com/ZksBaMddB7
>
> — SPYit.it (@SPYit_official) February 17, 2026
L'articolo “Sei tornata. Sempre con me a casa come ti avevo promesso”: Giada De
Blanck mostra l’urna con le ceneri della della mamma Patrizia proviene da Il
Fatto Quotidiano.
È morto Damiano Alberti. Il giovane content creator aveva 23 anni e raccontava
sulle piattaforme YouTube, Twitch e sui social network la convivenza con un
tumore alla gamba. A comunicare la notizia è stata la famiglia di Damiano. Il
ragazzo aveva scelto di raccontare ai suoi followers la malattia. Il racconto
senza filtri aveva colpito gli utenti, che si erano legati a lui e alla sua
storia. Dopo un lungo silenzio causato da alcuni interventi e dalla
chemioterapia, Damiano era tornato a pubblicare contenuti sul suo profilo
social. A dicembre, il 23enne aveva rivelato di essere tornato a camminare. Su
YouTube aveva ripercorso la sua storia con un video intitolato “365 giorni dopo
– la storia della mia malattia”, in cui riassumeva gli alti e i bassi vissuti
tra il 2024 e il 2025.
Negli ultimi mesi la situazione sembrava essere migliorata. Il ragazzo, infatti,
postava con frequenza contenuti su Instagram, Twitch e YouTube. La notizia della
sua morte è stato uno shock per la community. I followers hanno scritto messaggi
di cordoglio sotto le sue ultime fotografie, ringraziandolo per aver condiviso
fino all’ultimo la sua storia e per aver donato forza alle persone che stavano
attraversando le sue stesse difficoltà. La famiglia ha reso noto che la camera
ardente sarà allestita oggi, 16 febbraio, alle 15 nella Domus Caere di
Cerveteri, mentre i funerali si terranno il prossimo mercoledì 18 febbraio alle
ore 15.00, nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maggiore.
IL RICORDO DI MR. MARRA
Tra le tante persone che hanno ricordato Damiano Alberti c’è lo youtuber Davide
Marra, in arte Mr. Marra. Lo streamer ha postato una foto per ricordare due
amici morti a distanza di poche ore l’uno dall’altro: Damiano e Federico
Frusciante. Il critico cinematografico Frusciante e youtuber aveva fondato il
circolo de “I Criticoni” ed era noto come proprietario del Videodrome, un
negozio di videocassette e dvd a noleggio a Livorno. Mr.Marra ha scritto su
Instagram: “È il giorno più buio della mia vita. Spero di svegliarmi da questo
incubo nefasto, che nello stesso giorno mi ha tolto Damiano e Federico. Solo un
giorno fa ci siamo salutati per l’ultima volta: con un abbraccio, dicendoci
reciprocamente ‘che bello tutto questo, ti voglio bene'”.
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L'articolo È morto Damiano Alberti, aveva 23 anni. Il content creator raccontava
sui social il suo percorso con un cancro alla gamba proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Mentre langue in Commissione al Senato la proposta di legge per vietare l’uso
dei social network ai minori di 15 anni, un gruppo di associazioni e uno studio
legale sfidano i colossi Meta e TikTok con una class action al tribunale di
Milano. “Milioni di ragazzi patiscono la dipendenza e gli effetti degli
algoritmi, il governo è inerte mentre Big tech contesta la competenza dei
magistrati nazionali”, dice a ilfattoquotidiano.it Stefano Bertone, legale dello
studio torinese Ambrosio & Commodo, promotore dell’azione giudiziaria. Perché
Meta e TikTok contesterebbero il giudizio dei tribunali nazionali? “Secondo loro
le regole le decide l’Europa dunque rivendicano il loro dialogo con le
istituzioni del Vecchio continente”, dice l’avvocato. Ma anche l’Ue ha
abbandonato la carota per impugnare il bastone, pur di tutelare i minori dagli
abusi dei social network. Il 6 febbraio la Commissione ha contestato formalmente
a TikTok, in via preliminare, la violazione del Digital service act. Secondo
palazzo Berlaymont le piattaforme hanno sottovalutato i rischi sulla dipendenza
e la salute degli utenti. Il colosso ora rischia una multa fino al 6 per cento
del fatturato. Ma le obiezioni rivolte al social network cinese potrebbero
giungere anche all’indirizzo di Facebook e Instagram.
“L’ESECUTIVO NON TUTELA I MINORI, SERVE INFORMARE SUI RISCHI PER LA SALUTE”
La class action italiana contro Facebook, Instagram e TikTok è partita subito in
salita. La prima udienza si sarebbe dovuta celebrare il 12 febbraio ma è
slittata di tre mesi: problemi tecnici con le notifiche all’estero. A sostenere
il ricorso in tribunale sono le associazioni delle famiglie e dei genitori,
senza alcuna interlocuzione con il governo. Eppure Giorgia Meloni e le destre si
ergono sovente come paladini della famiglia. “Al netto del divieto si smartphone
a scuola, apprezzabilissimo, l’esecutivo non sta tutelando i più giovani dalla
dipendenza dei social network”, dice l’avvocato Bertone, “dunque ci pensano i
singoli e le organizzazioni dal basso”. Non basta verificare l’età e spegnere i
social agli adolescenti, secondo il legale, perché “il grande problema è la
carenza di informazioni per i genitori”. In quanti sono consapevoli dei rischi
per i minori? “Troppo pochi, il dibattito langue e molti adulti non sono neppure
messi nelle condizioni di proteggere i loro figli”, dice Bertone. Come all’alba
della diffusione delle sigarette: nessuna regola e divieto, in principio, solo
con il tempo si è diffusa la consapevolezza dei danni e sono fioccate regole per
Big Tobacco. Possiamo nascondere il pacchetto di sigarette, ma l’ambizione,
secondo Bertone, è “convincere i ragazzi a non fumare: lo stesso vale per i
social e l’unica via è informarli sulle conseguenze”, ammonisce l’avvocato.
CLASS ACTION, IL CASO PHILLIPS E LA VITTORIA CONTRO LA GRANDE INDUSTRIA
La letteratura scientifica sugli effetti dei social network è vasta: diversi
studi sostengono l’analogia tra la dipendenza indotta dai social e il “vizio” di
alcol e nicotina. L’azione giudiziaria collettiva poggia sul pregiudizio alla
salute per milioni di minori. “Abbiamo scelto la class action inibitoria perché
è uno strumento molto potente”, spiega Bertone. Attraverso questa via legale,
chiunque può chiedere al giudice lo stop dei comportamenti pregiudizievoli per
un gruppo di persone, senza dimostrare colpa o dolo di chi li mette in atto.
Basta una firma per presentare il ricorso in sede civile. Così è più semplice
far accogliere il ricorso. “Tuttavia – dice l’avvocato – alcuni documenti
interni in nostro possesso dimostrano come gli organi aziendali di una
piattaforma fossero al corrente della dipendenza indotta dall’algoritmo,
soprattutto sui più giovani”. Del resto, aggiunge, “gli statuti delle big tech
depositati in camera di commercio c’è chiaramente scritto che il loro modello di
business dipende dalla capacità di trattenere l’utente sulla piattaforma”.
Grazie alla prima class action inibitoria europea, nel campo sanitario, lo
studio Ambrosio & Commodo ha già vinto in tribunale contro Phillips, il gigante
tecnologico. In quel caso, la minaccia per la salute erano i dispositivi medici
difettosi. “L’azienda si era impegnata a ritirarli dal mercato, ma i pazienti
lamentavano ritardi e temevano le conseguenze”, ricorda Bertone. Phillips ha
perso in primo e secondo grado, rinunciando al ricorso in Cassazione. “Con le
azioni collettive anche i singoli possono avere giustizia contro le grandi
industrie”, ammonisce Bertone. Phillips è stata portata in giudizio anche per il
risarcimento collettivo, respinto in primo grado: troppe differenze tra le
situazioni dei singoli ricorrenti, secondo il giudice. Ma entro l’estate si
attende la sentenza in Corte d’appello. “Se il ricorso sarà accolto, valuteremo
la richiesta di risarcimento anche per Meta e TikTok”, avvisa il legale. Che
nota una similitudine tra i colossi chiamati in tribunale: “Phillips chiedeva di
rispettare il programma concordato con il ministero della Salute, le piattaforme
social si appellano al dialogo con la Commissione europea”. In entrambi i casi,
la competenza dei giudici nazionali si vorrebbe attenuata. Del resto, i
dirigenti di Meta e TikTok lo hanno ribadito il 14 gennaio, in audizione alla
Camera dei deputati: in Europa vige il Digital service act (Dsa) e le leggi
locali rischiano di frammentare eccessivamente il mercato. Ma anche nel Vecchio
continente è girato il vento per i colossi social.
LA COMMISSIONE UE CONTRO TIKTOK: SOTTOVALUTATE “QUELLE FUNZIONALITÀ CHE CREANO
DIPENDENZA”
Il 6 febbraio gli uffici guidati da Ursula von der Leyen hanno pubblicato le
conclusioni preliminari dell’indagine su TikTok. La multinazionale asiatica era
accusata di aver violato il Digital service act, con il fascicolo aperto il 19
febbraio 2024. Dopo due anni, è arrivato l’avviso: secondo la Commissione, la
piattaforma ha “ignorato importanti indicatori dell’uso compulsivo dell’app,
come il tempo che i minorenni trascorrono su TikTok di notte”. Soprattutto, non
ha valutato a dovere quelle “funzionalità che creano dipendenza e potrebbero
danneggiare il benessere fisico e mentale dei suoi utenti, compresi i minori”.
Quali funzionalità? “Lo scorrimento infinito, la riproduzione automatica, le
notifiche push e il suo sistema di raccomandazione altamente personalizzato”.
TikTok ha tempo per controbattere, prima della conclusione del procedimento. Ma
rischia una multa fino al 6 per cento del fatturato. Nulla esclude che nel
mirino di Bruxelles entrino anche Facebook e Instagram, i social del colosso
statunitense Meta. Anzi, secondo il giurista Guido Scorza, le contestazioni
verso TikTok “potrebbero, agevolmente, esser mosse all’indirizzo della più parte
dei suoi concorrenti”. “L’impressione – scrive l’esperto su agendadigitale.eu –
è che sul banco degli imputati, almeno sul piano dei principi, non ci sia solo
TikTok ma un intero sistema”.
L'articolo Class action contro i social network, il legale: “Meta e TikTok
contestano la giurisdizione nazionale per trattare solo con l’Ue” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Ursula Corbero è diventata mamma. L’attrice, famosa per il ruolo di Tokyo nella
serie tv “La Casa di carta”, ha partorito lo scorso 9 febbraio in una clinica di
Barcellona. A riportare la notizia è il sito La Nacion, che ha svelato anche il
sesso del bimbo: un maschietto.
Corbero e il compagno Chino Darin, attore argentino con origini venete, hanno
mantenuto il massimo riserbo sulla gravidanza, resa pubblica a settembre con un
post su Instagram. L’ultima foto postata sul social network dai due risale all’8
febbraio, il giorno prima del parto.
Nello scatto si vede Ursula con le mani al cielo in segno di devozione e la
scritta “May the force be with you” (in italiano “Che la forza sia con te”),
tratta dalla saga di Star Wars. Ursula e Chino stanno insieme da circa 15 anni.
I due attori si sono conosciuti sul set della serie tv spagnola “L’ambasciata”.
In passato, i due neo genitori hanno raccontato che l’incontro sul set ha
cambiato le loro vite. Darin viveva in Argentina, paese natio, e per amore ha
deciso di trasferirsi in Spagna. Da allora, non si sono più separati. Nel 2025,
l’uomo ha attraversato un periodo complicato a causa della morte della sorella.
Chino è figlio di Ricardo Darin, un attore molto famoso in Argentina.
Recentemente, l’uomo ha rilasciato alcune dichiarazioni a un’emittente
televisiva sudamericana, raccontando l’emozione di diventare nonno e il dolore
per la morte della figlia. Darin ha dichiarato: “Sapere che diventeremo nonni a
febbraio è meraviglioso, ci ha risollevato il morale”. E ancora: “È una delle
poche cose straordinarie della vita: ti ricompensa, quasi inaspettatamente,
anche se nessuno può sostituire nessuno. È stato un anno molto intenso”. Chino
Darin e Ursula Corbero non hanno ancora pubblicato fotografie del neonato e il
suo nome è, per il momento, sconosciuto.
L'articolo Ursula Corbero è diventata per la prima volta mamma: è nato il figlio
avuto con l’attore Chino Darin. La dolce dedica: “Che la forza sia con te”
proviene da Il Fatto Quotidiano.