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“Lei deve lavorare e io faccio la sua assistente”: il video di Licia Colò con la figlia Liala è virale
Un breve video di Licia Colò con sua figlia Liala ha raggiunto in poche ore il milione di visualizzazioni sui social. Non si tratta di annunci clamorosi né di polemiche: semplicemente madre e figlia in attesa di un treno, in un momento quotidiano catturato senza filtri. Il filmato, pubblicato sul profilo ufficiale di Instagram di Licia Colò mostra Liala con lineamenti che ricordano quelli della madre da giovane. La somiglianza e la naturalezza della scena hanno catturato immediatamente l’attenzione di tantissimi utenti e hanno portato il video ad avere un milione di visualizzazioni in poche ore. Nella didascalia del post, la conduttrice ha scritto: “Condividere anche i momenti più semplici per essere felici. Buona domenica”. Il successo del contenuto non nasce, infatti, da effetti speciali o strategie elaborate, ma dalla semplice autenticità della scena. Nel video si vede la storica conduttrice di Rai 3 accompagnare la ragazza sul set: “Accompagno Liala sul set, dato che deve lavorare e io faccio la sua assistente”. La figlia, divertita e con tono scherzoso, risponde: “Mi potresti passare la cipria, per favore?”. Nei commenti, molti hanno sottolineato la somiglianza tra madre e figlia e la naturalezza dei gesti, apparsa molto lontana dai contenuti costruiti dei social. CHI È LIALA ANTONINO, LA FIGLIA DI LICIA COLÒ E ALESSANDRO ANTONINO Liala Antonino è nata il 15 ottobre 2005 da Licia Colò e il pittore Alessandro Antonino. Cresciuta lontana dai riflettori, ha iniziato a esplorare le proprie inclinazioni creative dopo il diploma, tra shooting fotografici, esperienze come modella e un interesse per il mondo della televisione e del cinema, cercando sempre di esprimersi in modo autentico. Nonostante la discrezione della madre, volto noto della televisione italiana da Eden a Alle falde del Kilimangiaro, Liala ha subito catturato l’attenzione del pubblico. Gli occhi chiari e i lineamenti che ricordano quelli di Licia da giovane hanno reso la sua apparizione sui social una piccola scoperta > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da Licia Colò (@licia_colo_) L'articolo “Lei deve lavorare e io faccio la sua assistente”: il video di Licia Colò con la figlia Liala è virale proviene da Il Fatto Quotidiano.
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E’ morta a 91 anni Malena, la “nonna Malè” di Mario De Lillo diventata una star sui social: “Tre fotografie non bastano per descrivere una vita”
Il mondo dei social saluta una delle sue figure più genuine e amate. È morta all’età di 91 anni Malena Porporino, da tutti conosciuta affettuosamente come “Nonna Malè”, la nonna del content creator e comico romano Mario De Lillo. A dare il triste annuncio è stato lo stesso nipote attraverso il suo profilo Instagram, condividendo un carosello di tre fotografie simboliche capaci di riassumere il loro profondo legame: dagli scatti dell’infanzia di De Lillo fino alle immagini più recenti, che li ritraggono insieme durante la realizzazione dei celebri video per il web. Prima ancora di diventare un volto noto per centinaia di migliaia di follower, Malena è stata un pilastro fondamentale nella vita privata del comico: “Tra i tanti video fatti insieme a mia nonna, non ne abbiamo mai registrato uno in cui le chiedessi come avrebbe voluto che parlassi di lei o cosa avrebbe voluto che dicessi dopo che se ne fosse andata”, scrive De Lillo nel post. ““NIENDE”, questo è quello che mi avrebbe risposto, oppure sarebbe rimasta semplicemente in silenzio, un silenzio denso, molto diverso da quello che sento adesso”. Nel post di addio, De Lillo ha ricordato con grande commozione l’importanza della sua figura durante gli anni della crescita. La prima immagine condivisa mostra proprio un giovanissimo Mario tenuto in braccio dalla nonna: “Tre fotografie non bastano per descrivere una vita di momenti passati assieme ma ne sono la testimonianza e se penso a mia nonna, mi vengono in mente le mille volte in cui veniva a prendermi a scuola, la gioia che provai quando mia madre mi disse che avrebbe vissuto a casa nostra per un po’, anche se mio padre non era molto d’accordo…”. E ancora: “I lunghi pomeriggi d’estate passati insieme al terreno, perché volevo essere abbronzato ma di andare al mare mi vergognavo”. È stata proprio la forza di questa vicinanza quotidiana a spingerlo, negli ultimi anni, a coinvolgerla nei suoi progetti digitali, presentandola al grande pubblico. Una scelta di cui De Lillo si è detto particolarmente orgoglioso, poiché gli ha permesso di “raccontare la nostra complicità, la sua presenza, la sua sincerità”. La naturalezza di Nonna Malè davanti all’obiettivo aveva conquistato immediatamente gli utenti, trasformandola in una presenza fissa e attesissima all’interno dei contenuti virali del nipote. L’ultima sua apparizione in video risaliva all’inizio di gennaio 2026: in quell’occasione, cavalcando le classiche riflessioni di inizio anno, Mario le aveva domandato: “Che cosa ti aspetti da questo nuovo anno e che cosa conservi di quello appena passato?“. La risposta della donna, laconica e perfettamente in linea con il suo umorismo disincantato, era stata la sua iconica battuta in dialetto: “Niende“. Decine i messaggi di cordoglio lasciati dai fan sotto il post di annuncio, a dimostrazione di come la genuinità di Malena avesse fatto breccia nel cuore del pubblico. Tra i tantissimi commenti di vicinanza spiccano anche quelli di numerosi personaggi del mondo dello spettacolo e del web che, proprio grazie ai video, avevano imparato ad apprezzare Nonna Malè: da Roberta Rei a Paolo Ruffini, Enzo Salvi, Andrea Dianetti, Awed e il rapper Shade. > View this post on Instagram > > > > > A post shared by RIVOLUZIOMARIO (@mario_delillo) L'articolo E’ morta a 91 anni Malena, la “nonna Malè” di Mario De Lillo diventata una star sui social: “Tre fotografie non bastano per descrivere una vita” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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È nata Ozzy Matilda, la nipote di Ozzy Osbourne. Ad annunciarlo è il figlio Jack: “Hello World, vi presentiamo nostra figlia”
La famiglia Osbourne si allarga con una nuova arrivata. Jack Osbourne, figlio della leggenda del rock Ozzy Osbourne, e la moglie Aree Osbourne hanno annunciato la nascita della loro bambina attraverso un post condiviso su Instagram insieme alla nonna Sharon Osbourne. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da Jack Osbourne (@jackosbourne) La piccola si chiama Ozzy Matilda Osbourne ed è venuta al mondo il 5 marzo. Nel breve video pubblicato sui social, i genitori hanno mostrato un cartoncino con la scritta “Hello World” e i primi dati della neonata: è nata alle 7:49, pesa 3,6 chilogrammi ed è alta 48 centimetri. Vi presentiamo Ozzy Matilda Osbourne, si legge nella didascalia che accompagna le immagini della bambina. La nascita arriva a pochi mesi dalla scomparsa di Ozzy Osbourne, morto il 22 luglio 2025 all’età di 76 anni nella sua casa nel Buckinghamshire dopo un infarto. La scelta del nome della neonata appare quindi come un omaggio diretto alla storica voce dei Black Sabbath, figura centrale nella storia dell’heavy metal. Per Jack Osbourne si tratta del quinto figlio. Dalla precedente relazione con Lisa Stelly sono nate Pearl, Andy e Minnie, mentre dalla relazione con Aree è arrivata prima Maple, a cui ora si aggiunge la piccola Ozzy Matilda. OZZY OSBOURNE, L’EREDITÀ DEL MITO E UNA MOSTRA SULLA SUA CARRIERA Negli ultimi mesi il nome di Ozzy Osbourne è tornato spesso al centro dell’attenzione pubblica. Poco prima della sua morte, il cantante aveva partecipato all’evento d’addio dei Black Sabbath, il concerto Back To The Beginning, una celebrazione della carriera della band che ha segnato la storia del rock. Nello stesso periodo Sharon Osbourne ha annunciato anche il ritorno dello storico festival Ozzfest, previsto nuovamente per il 2027. L’eredità artistica del cantante è stata celebrata anche ai Brit Awards, dove gli è stato conferito un Lifetime Achievement Award alla carriera. A ritirare il riconoscimento sono state Sharon Osbourne e la figlia Kelly Osbourne, che hanno ricordato l’impatto del musicista sulla storia della musica. Nel frattempo continua anche il percorso espositivo dedicato alla sua carriera. La mostra Ozzy Osbourne: Working Class Hero, allestita al Birmingham Museum and Art Gallery, raccoglie alcuni dei più importanti riconoscimenti ottenuti dall’artista: dai Grammy Awards agli ingressi nella Rock and Roll Hall of Fame, fino ai premi MTV, alle stelle sulla Hollywood Walk of Fame e ai numerosi dischi d’oro e di platino. Inizialmente prevista per il 2025, l’esposizione è stata prorogata fino al gennaio 2026 con il consenso della famiglia Osbourne e, secondo quanto annunciato da Sharon, potrebbe presto diventare una mostra itinerante in giro per il mondo. L'articolo È nata Ozzy Matilda, la nipote di Ozzy Osbourne. Ad annunciarlo è il figlio Jack: “Hello World, vi presentiamo nostra figlia” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Il mio concetto di matrimonio e il suo”: la frecciatina di Giulia De Lellis che pubblica il bacio tra Tony Effe e un altro uomo
Tra Instagram, storie e post, il matrimonio diventa un ping pong social per Giulia De Lellis e Tony Effe. Dopo le dichiarazioni del trapper a Le Iene, in cui ammetteva di non amare feste e cerimonie, l’influencer ha replicato con ironia, trasformando le storie in un piccolo botta e risposta pubblico. In una prima storia, De Lellis appare in abito bianco e velo di pizzo, mentre insieme a Tony Effe mimano un bacio verso la fotocamera. La didascalia non lascia dubbi: “Il mio concetto di matrimonio”, un chiaro richiamo alle parole del compagno e alla sua riluttanza verso cerimonie ed esposizione pubblica. Il racconto social non si è fermato qui. L’ex gieffina ha ricondiviso una clip pubblicata originariamente da Effe, che lo mostra insieme a Side Baby, entrambi membri della Dark Polo Gang, mentre si scambiano un bacio. Sopra il video, la didascalia della De Lellis recita: “Il suo, Tony Side”, accompagnata da un cuore. LE PAROLE DI TONY EFFE SUL MATRIMONIO Il confronto social arriva dopo le dichiarazioni del trapper a Nicolò De Divitiis, inviato de Le Iene. Per Effe il matrimonio è un “dibattito che andrà avanti per molto tempo”, mentre per Giulia De Lellis il tema sembra più semplice: “Lei vorrebbe tanto sposarsi, io invece no perché non mi piace stare al centro dell’attenzione, non mi piace fare le feste”, aveva spiegato il cantante. Chi dei due riuscirà a convincere l’altro? Per ora la questione resta aperta, ma al di là delle divergenze sul matrimonio, la coppia sembra più unita che mai, soprattutto dopo la nascita della loro primogenita Priscilla, venuta al mondo il 7 ottobre 2025. L'articolo “Il mio concetto di matrimonio e il suo”: la frecciatina di Giulia De Lellis che pubblica il bacio tra Tony Effe e un altro uomo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Pin, Puk, Otp… è difficile! Fate un tasto che dica solo: sono io”: lo sfogo di Leonardo Pieraccioni sulla nuova carta d’identità elettronica
Puk, Otp, password e mail da confermare: per molti sono strumenti di sicurezza, ma per tanti “boomer” possono rappresentare un rompicapo. A dirlo con la sua solita ironia è Leonardo Pieraccioni, che in un video sul suo profilo Instagram si è sfogato contro le complicazioni della carta d’identità elettronica: “È difficile… perché chiede Pin, Puk, Otp… poi la password, poi la mail… e nella mail devi rimettere tutto da capo!”, racconta in un monologo esilarante. Il video è diventato virale e sotto al post sono arrivati anche i commenti di diversi volti noti. Tra questi Adriana Volpe, che ha scritto “Quanta verità”, e Sergio Friscia, che ha reagito divertito allo sfogo dell’attore. A rispondergli con ironia anche il sindaco di Bagno a Ripoli (comune toscano dove Pieraccioni vive), Francesco Pignotti: “Vieni in Comune, allo sportello anagrafe ti aiutiamo noi… ma anche la funzione “son io” potrebbe essere rivoluzionaria!”. LA PROPOSTA AGLI “SPIPPOLATORI”: “FATE LA FUNZIONE ‘SONO IO’” Nel video, intitolato “Per quelli come noi”, Pieraccioni racconta il suo percorso a ostacoli: “Ho provato ad entrare ed è difficile… perché chiede il Pin, il Puk, l’Otp e poi devi entrare con il codice della password della mail. Ma poi nella mail devi mettere la data di nascita e tutto il resto”. Un monologo ironico che ha trovato l’approvazione di molti utenti e che fotografa il rapporto complicato tra tecnologia e chi non è cresciuto nell’era digitale. Poi arriva la proposta, ovviamente in stile Pieraccioni agli esperti di tecnologia, programmatori e informatici, quelli che con computer e app “smanettano” con facilità: “A voi spippolatori lo dico: avete l’occasione di fare non i milioni, ma i miliardi. Dovete fare una funzione dove per riconoscermi basta che dica uh, son io! Magari mostrando il qr code, perché quello lo so fare”. CARTA D’IDENTITÀ ELETTRONICA: ECCO QUANDO DIVENTERÀ OBBLIGATORIA Lo sfogo dell’attore toscano arriva in un momento in cui la carta d’identità elettronica è destinata a diventare sempre più centrale. Dal 3 agosto 2026, infatti, il documento digitale sarà obbligatorio e sostituirà definitivamente la vecchia carta d’identità cartacea. L'articolo “Pin, Puk, Otp… è difficile! Fate un tasto che dica solo: sono io”: lo sfogo di Leonardo Pieraccioni sulla nuova carta d’identità elettronica proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“C’è una guerra tra narcotrafficanti ed esercito, ci sono incendi di auto e camion”: Benedetta Rossi e il marito bloccati in Messico dopo la morte di El Mencho
“Stamattina c’è stato l’arresto e l’uccisione di un capo di un cartello, c’è una sorta di guerra tra narcotrafficanti e esercito“. Questo è il racconto di Benedetta Rossi, foodblogger e influencer, che insieme al marito Marco Gentili è rimasta bloccata in Messico. Il motivo è legato al caos scoppiato dopo l’uccisione di Menesio Oseguera Cervantes, conosciuto come “El Mencho”, il boss del Cartello di Jalisco Nuova Generazione. La guerra tra bande ha trasformato la vacanza da sogno di Rossi e il marito in un vero e proprio incubo per la sicurezza. La morte del boss, infatti, ha scatenato una rappresaglia da parte dei narcotrafficanti, con diverse aree del paese trasformatesi in campi di battaglia. La violenza per le strade del Messico è stata raccontata su Instagram da Benedetta Rossi e Marco Gentili che, chiusi nella loro stanza d’hotel, hanno rassicurato i followers. L’uomo ha spiegato: “Molti di voi si sono preoccupati perché hanno visto i disordini che ci sono qui in Messico. Stamattina c’è stato l’arresto e l’uccisione di un capo di un cartello, c’è una sorta di guerra tra narcotrafficanti ed esercito”. Gentili ha spiegato che la zona dove alloggiano non è stata luogo di scontri. In base all’itinerario, la coppia dovrebbe dirigersi verso lo Stato Di Quintana Roo, uno dei campi di battaglia della guerra tra narcos e polizia. Marco ha aggiunto: “Ci sono stati incendi di auto e camion. Cerchiamo di tenerci informati con il personale e i numeri di emergenza”. LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO La coppia ha ovviamente dato priorità alla sicurezza. A causa della guerriglia i piani dei due cambieranno e Gentili ha chiarito che non correranno rischi inutili. Il compagno di Rossi ha dichiarato: “Il viaggio è poco importante, l’importante è la sicurezza. A questo punto non possiamo fare molto se non restare informati e cercare di rispettare le indicazioni che danno le autorità”. I due restano in attesa di comunicazioni per capire come spostarsi in maniera sicura. I viaggiatori hanno concluso dicendo che proveranno a rispettare le tappe prefissate, solo se le condizioni lo permetteranno. L'articolo “C’è una guerra tra narcotrafficanti ed esercito, ci sono incendi di auto e camion”: Benedetta Rossi e il marito bloccati in Messico dopo la morte di El Mencho proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Sei tornata. Sempre con me a casa come ti avevo promesso”: Giada De Blanck mostra l’urna con le ceneri della della mamma Patrizia
Giada De Blanck ha mantenuto la promessa fatta alla madre Patrizia prima della sua morire. Come testimoniato sui social, la figlia della Contessa ha posizionato in un angolo della casa l’urna a forma di cuore contenente le ceneri della mamma. L’altarino è stato allestito con rose, fiori bianchi e una candela accesa. Vicino al cuore, una fotografia di Patrizia sorridente. Giada De Blanck ha condiviso un video sul suo profilo Instagram scrivendo: “Sei tornata. Sempre con me a casa come ti avevo promesso e nel cuore sei e nel cuore mio vivrai sempre”. Intanto, Patrizia De Blanck continua a vivere sui social network. Negli scorsi giorni, gli storici amici Lorenzo Castelluccio, Igor Righetti e la figlia Giada hanno reso noto di voler continuare a postare foto e video d’archivio per tenere vivo il ricordo della nobile. Sulla causa del decesso la famiglia ha voluto mantenere il massimo riserbo. Patrizia combatteva contro una malattia da diversi mesi. Dopo la sua morte, Giada ha pubblicato un messaggio su Instagram per spiegare la situazione. La 45enne ha dichiarato: “Per scelta ho vissuto tutto nel silenzio e nella riservatezza, in un momento estremamente delicato e terribile per tutte e due proteggendola da tutto, dalla sua devastante malattia e affrontando il dolore lontano da tutti“. IL PATRIMONIO Con la morte di Patrizia si è aperta la questione eredità. La Contessa viveva in una grande villa nel centro di Roma. Secondo quanto ha riportato negli scorsi giorni Il Messaggero, De Blanck possedeva arredi antichi, opere d’arte e oggetti preziosi. Alle proprietà si aggiungono i soldi guadagnati grazie alla carriera televisiva. In base ai dati pubblicati da QuiFinanza, la sola partecipazione al Grande Fratello 5, nel 2021, ha fruttato alla nobile 10 mila euro a settimana, oltre a un cache per la partecipazione pari a 100 mila euro. > Giada De Blanck mostra l’urna della madre Patrizia sui social: “Sei tornata a > casa, come ti avevo promesso”. Noi vogliamo ricordarti cosi cara Patrizia, la > tua simpatia rimarrà sempre nei nostri cuori ❤️#giadadeblanck > #patriziadeblanck #ricordo #mamma #contessa pic.twitter.com/ZksBaMddB7 > > — SPYit.it (@SPYit_official) February 17, 2026 L'articolo “Sei tornata. Sempre con me a casa come ti avevo promesso”: Giada De Blanck mostra l’urna con le ceneri della della mamma Patrizia proviene da Il Fatto Quotidiano.
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È morto Damiano Alberti, aveva 23 anni. Il content creator raccontava sui social il suo percorso con un cancro alla gamba
È morto Damiano Alberti. Il giovane content creator aveva 23 anni e raccontava sulle piattaforme YouTube, Twitch e sui social network la convivenza con un tumore alla gamba. A comunicare la notizia è stata la famiglia di Damiano. Il ragazzo aveva scelto di raccontare ai suoi followers la malattia. Il racconto senza filtri aveva colpito gli utenti, che si erano legati a lui e alla sua storia. Dopo un lungo silenzio causato da alcuni interventi e dalla chemioterapia, Damiano era tornato a pubblicare contenuti sul suo profilo social. A dicembre, il 23enne aveva rivelato di essere tornato a camminare. Su YouTube aveva ripercorso la sua storia con un video intitolato “365 giorni dopo – la storia della mia malattia”, in cui riassumeva gli alti e i bassi vissuti tra il 2024 e il 2025. Negli ultimi mesi la situazione sembrava essere migliorata. Il ragazzo, infatti, postava con frequenza contenuti su Instagram, Twitch e YouTube. La notizia della sua morte è stato uno shock per la community. I followers hanno scritto messaggi di cordoglio sotto le sue ultime fotografie, ringraziandolo per aver condiviso fino all’ultimo la sua storia e per aver donato forza alle persone che stavano attraversando le sue stesse difficoltà. La famiglia ha reso noto che la camera ardente sarà allestita oggi, 16 febbraio, alle 15 nella Domus Caere di Cerveteri, mentre i funerali si terranno il prossimo mercoledì 18 febbraio alle ore 15.00, nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maggiore. IL RICORDO DI MR. MARRA Tra le tante persone che hanno ricordato Damiano Alberti c’è lo youtuber Davide Marra, in arte Mr. Marra. Lo streamer ha postato una foto per ricordare due amici morti a distanza di poche ore l’uno dall’altro: Damiano e Federico Frusciante. Il critico cinematografico Frusciante e youtuber aveva fondato il circolo de “I Criticoni” ed era noto come proprietario del Videodrome, un negozio di videocassette e dvd a noleggio a Livorno. Mr.Marra ha scritto su Instagram: “È il giorno più buio della mia vita. Spero di svegliarmi da questo incubo nefasto, che nello stesso giorno mi ha tolto Damiano e Federico. Solo un giorno fa ci siamo salutati per l’ultima volta: con un abbraccio, dicendoci reciprocamente ‘che bello tutto questo, ti voglio bene'”. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da Damiano Alberti (@damiano_alberti) L'articolo È morto Damiano Alberti, aveva 23 anni. Il content creator raccontava sui social il suo percorso con un cancro alla gamba proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Class action contro i social network, il legale: “Meta e TikTok contestano la giurisdizione nazionale per trattare solo con l’Ue”
Mentre langue in Commissione al Senato la proposta di legge per vietare l’uso dei social network ai minori di 15 anni, un gruppo di associazioni e uno studio legale sfidano i colossi Meta e TikTok con una class action al tribunale di Milano. “Milioni di ragazzi patiscono la dipendenza e gli effetti degli algoritmi, il governo è inerte mentre Big tech contesta la competenza dei magistrati nazionali”, dice a ilfattoquotidiano.it Stefano Bertone, legale dello studio torinese Ambrosio & Commodo, promotore dell’azione giudiziaria. Perché Meta e TikTok contesterebbero il giudizio dei tribunali nazionali? “Secondo loro le regole le decide l’Europa dunque rivendicano il loro dialogo con le istituzioni del Vecchio continente”, dice l’avvocato. Ma anche l’Ue ha abbandonato la carota per impugnare il bastone, pur di tutelare i minori dagli abusi dei social network. Il 6 febbraio la Commissione ha contestato formalmente a TikTok, in via preliminare, la violazione del Digital service act. Secondo palazzo Berlaymont le piattaforme hanno sottovalutato i rischi sulla dipendenza e la salute degli utenti. Il colosso ora rischia una multa fino al 6 per cento del fatturato. Ma le obiezioni rivolte al social network cinese potrebbero giungere anche all’indirizzo di Facebook e Instagram. “L’ESECUTIVO NON TUTELA I MINORI, SERVE INFORMARE SUI RISCHI PER LA SALUTE” La class action italiana contro Facebook, Instagram e TikTok è partita subito in salita. La prima udienza si sarebbe dovuta celebrare il 12 febbraio ma è slittata di tre mesi: problemi tecnici con le notifiche all’estero. A sostenere il ricorso in tribunale sono le associazioni delle famiglie e dei genitori, senza alcuna interlocuzione con il governo. Eppure Giorgia Meloni e le destre si ergono sovente come paladini della famiglia. “Al netto del divieto si smartphone a scuola, apprezzabilissimo, l’esecutivo non sta tutelando i più giovani dalla dipendenza dei social network”, dice l’avvocato Bertone, “dunque ci pensano i singoli e le organizzazioni dal basso”. Non basta verificare l’età e spegnere i social agli adolescenti, secondo il legale, perché “il grande problema è la carenza di informazioni per i genitori”. In quanti sono consapevoli dei rischi per i minori? “Troppo pochi, il dibattito langue e molti adulti non sono neppure messi nelle condizioni di proteggere i loro figli”, dice Bertone. Come all’alba della diffusione delle sigarette: nessuna regola e divieto, in principio, solo con il tempo si è diffusa la consapevolezza dei danni e sono fioccate regole per Big Tobacco. Possiamo nascondere il pacchetto di sigarette, ma l’ambizione, secondo Bertone, è “convincere i ragazzi a non fumare: lo stesso vale per i social e l’unica via è informarli sulle conseguenze”, ammonisce l’avvocato. CLASS ACTION, IL CASO PHILLIPS E LA VITTORIA CONTRO LA GRANDE INDUSTRIA La letteratura scientifica sugli effetti dei social network è vasta: diversi studi sostengono l’analogia tra la dipendenza indotta dai social e il “vizio” di alcol e nicotina. L’azione giudiziaria collettiva poggia sul pregiudizio alla salute per milioni di minori. “Abbiamo scelto la class action inibitoria perché è uno strumento molto potente”, spiega Bertone. Attraverso questa via legale, chiunque può chiedere al giudice lo stop dei comportamenti pregiudizievoli per un gruppo di persone, senza dimostrare colpa o dolo di chi li mette in atto. Basta una firma per presentare il ricorso in sede civile. Così è più semplice far accogliere il ricorso. “Tuttavia – dice l’avvocato – alcuni documenti interni in nostro possesso dimostrano come gli organi aziendali di una piattaforma fossero al corrente della dipendenza indotta dall’algoritmo, soprattutto sui più giovani”. Del resto, aggiunge, “gli statuti delle big tech depositati in camera di commercio c’è chiaramente scritto che il loro modello di business dipende dalla capacità di trattenere l’utente sulla piattaforma”. Grazie alla prima class action inibitoria europea, nel campo sanitario, lo studio Ambrosio & Commodo ha già vinto in tribunale contro Phillips, il gigante tecnologico. In quel caso, la minaccia per la salute erano i dispositivi medici difettosi. “L’azienda si era impegnata a ritirarli dal mercato, ma i pazienti lamentavano ritardi e temevano le conseguenze”, ricorda Bertone. Phillips ha perso in primo e secondo grado, rinunciando al ricorso in Cassazione. “Con le azioni collettive anche i singoli possono avere giustizia contro le grandi industrie”, ammonisce Bertone. Phillips è stata portata in giudizio anche per il risarcimento collettivo, respinto in primo grado: troppe differenze tra le situazioni dei singoli ricorrenti, secondo il giudice. Ma entro l’estate si attende la sentenza in Corte d’appello. “Se il ricorso sarà accolto, valuteremo la richiesta di risarcimento anche per Meta e TikTok”, avvisa il legale. Che nota una similitudine tra i colossi chiamati in tribunale: “Phillips chiedeva di rispettare il programma concordato con il ministero della Salute, le piattaforme social si appellano al dialogo con la Commissione europea”. In entrambi i casi, la competenza dei giudici nazionali si vorrebbe attenuata. Del resto, i dirigenti di Meta e TikTok lo hanno ribadito il 14 gennaio, in audizione alla Camera dei deputati: in Europa vige il Digital service act (Dsa) e le leggi locali rischiano di frammentare eccessivamente il mercato. Ma anche nel Vecchio continente è girato il vento per i colossi social. LA COMMISSIONE UE CONTRO TIKTOK: SOTTOVALUTATE “QUELLE FUNZIONALITÀ CHE CREANO DIPENDENZA” Il 6 febbraio gli uffici guidati da Ursula von der Leyen hanno pubblicato le conclusioni preliminari dell’indagine su TikTok. La multinazionale asiatica era accusata di aver violato il Digital service act, con il fascicolo aperto il 19 febbraio 2024. Dopo due anni, è arrivato l’avviso: secondo la Commissione, la piattaforma ha “ignorato importanti indicatori dell’uso compulsivo dell’app, come il tempo che i minorenni trascorrono su TikTok di notte”. Soprattutto, non ha valutato a dovere quelle “funzionalità che creano dipendenza e potrebbero danneggiare il benessere fisico e mentale dei suoi utenti, compresi i minori”. Quali funzionalità? “Lo scorrimento infinito, la riproduzione automatica, le notifiche push e il suo sistema di raccomandazione altamente personalizzato”. TikTok ha tempo per controbattere, prima della conclusione del procedimento. Ma rischia una multa fino al 6 per cento del fatturato. Nulla esclude che nel mirino di Bruxelles entrino anche Facebook e Instagram, i social del colosso statunitense Meta. Anzi, secondo il giurista Guido Scorza, le contestazioni verso TikTok “potrebbero, agevolmente, esser mosse all’indirizzo della più parte dei suoi concorrenti”. “L’impressione – scrive l’esperto su agendadigitale.eu – è che sul banco degli imputati, almeno sul piano dei principi, non ci sia solo TikTok ma un intero sistema”. 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Ursula Corbero è diventata per la prima volta mamma: è nato il figlio avuto con l’attore Chino Darin. La dolce dedica: “Che la forza sia con te”
Ursula Corbero è diventata mamma. L’attrice, famosa per il ruolo di Tokyo nella serie tv “La Casa di carta”, ha partorito lo scorso 9 febbraio in una clinica di Barcellona. A riportare la notizia è il sito La Nacion, che ha svelato anche il sesso del bimbo: un maschietto. Corbero e il compagno Chino Darin, attore argentino con origini venete, hanno mantenuto il massimo riserbo sulla gravidanza, resa pubblica a settembre con un post su Instagram. L’ultima foto postata sul social network dai due risale all’8 febbraio, il giorno prima del parto. Nello scatto si vede Ursula con le mani al cielo in segno di devozione e la scritta “May the force be with you” (in italiano “Che la forza sia con te”), tratta dalla saga di Star Wars. Ursula e Chino stanno insieme da circa 15 anni. I due attori si sono conosciuti sul set della serie tv spagnola “L’ambasciata”. In passato, i due neo genitori hanno raccontato che l’incontro sul set ha cambiato le loro vite. Darin viveva in Argentina, paese natio, e per amore ha deciso di trasferirsi in Spagna. Da allora, non si sono più separati. Nel 2025, l’uomo ha attraversato un periodo complicato a causa della morte della sorella. Chino è figlio di Ricardo Darin, un attore molto famoso in Argentina. Recentemente, l’uomo ha rilasciato alcune dichiarazioni a un’emittente televisiva sudamericana, raccontando l’emozione di diventare nonno e il dolore per la morte della figlia. Darin ha dichiarato: “Sapere che diventeremo nonni a febbraio è meraviglioso, ci ha risollevato il morale”. E ancora: “È una delle poche cose straordinarie della vita: ti ricompensa, quasi inaspettatamente, anche se nessuno può sostituire nessuno. È stato un anno molto intenso”. Chino Darin e Ursula Corbero non hanno ancora pubblicato fotografie del neonato e il suo nome è, per il momento, sconosciuto. L'articolo Ursula Corbero è diventata per la prima volta mamma: è nato il figlio avuto con l’attore Chino Darin. La dolce dedica: “Che la forza sia con te” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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