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Avena, acqua e un po’ di succo di limone: sui social spopola l’Oatzempic, l’alternativa fai da te all’Ozempic. L’esperto: “Funziona, ma gli effetti non sono paragonabili”
Potrà mai questa bevanda a base di avena, che impazza nei video di Tiktok e Instagram come un’alternativa naturale all’Ozempic, eguagliare mai il grande modello? Certamente no, come evidenzia un recente articolo di The Conversation. Pensavate di contribuire ad alleggerire il peso degli aerei – come farebbe l’Ozempic secondo un nuovo studio – sostituendo una seria terapia farmacologica a base di semaglutide con una bevanda all’avena? Sarà piuttosto dura! Per cominciare, dell’Oatzempic non esiste nemmeno una ricetta standardizzata, ma per lo più si tratta di frullare mezza tazza di fiocchi di avena con una tazza di acqua e un po’ di succo di lime o di limone, ed eventualmente aromi come cannella. Tanto basterebbe perché questa semplice bevanda si fregi del nome di Oatzempic, un mix tra oat (avena in inglese) e Ozempic, il farmaco a base di semaglutide, nato per combattere il diabete di tipo 2 e rivelatosi poi anche un grande alleato nella lotta all’obesità. Secondo gli influencer, la bevanda va assunta preferibilmente la mattina, per colazione, ma è ottima anche come snack pomeridiano per non mangiare troppo a cena. Perché infatti questo mix favorirebbe la pienezza e quindi il calo dell’appetito, con conseguente dimagrimento. Ma la scienza, per bocca delle due nutrizioniste autrici del pezzo su The Conversation (le australiane Lauren Ball della University of Queensland ed Emily Burch della Southern Cross University), toglie ogni illusione. E rincara la dose pure il dottor Andrea Coco, specialista in nutrizione clinica: “All’Oatzempic non è dedicata nessuna pubblicazione scientifica”. PERCHÉ NON PUÒ FUNZIONARE Per cominciare, osservano le due esperte, il nome può essere fuorviante: “Invita al confronto con un farmaco da prescrizione, il che può dare l’impressione che la bevanda abbia effetti simili a quelli del medicinale”. Ma le loro azioni sono completamente diverse: l’Oatzempic si limita a fornire un po’ di fibra solubile, per la scienza capace sì di ridurre l’appetito, ma non certo di favorire un dimagrimento significativo e rapido. Cosa che invece il farmaco può fare grazie al suo principio attivo, la semaglutide. Questa, mimando l’azione dell’ormone Glp-1 naturale, impatta significativamente sul senso di sazietà e sul calo dell’appetito, con risultati concreti e dimostrati: un calo del 10-15% del peso corporeo in pochi mesi. “L’Ozempic è un vero e proprio farmaco, con una potente azione cinetica sull’intestino”, osserva il dottor Coco. “All’interno di una dieta bilanciata, l’avena può favorire la produzione dell’ormone Glp-1, ma blandamente, nulla di paragonabile con il marcato effetto metabolico del medicinale”. E poi, come anticipato da Coco, nessuno studio scientifico ha testato l’Oatzempic, di cui per altro non esistono nemmeno dosaggi rigorosi. Ma se anche qualcuno dimagrisse un po’ assumendolo, sottolineano le due nutrizioniste, sarebbe impossibile dire se ciò dipenda dalla bevanda in sé o piuttosto da una dieta complessiva, o ancora dall’inserimento dell’attività fisica nella quotidianità. Qualche piccolo risultato non giustificherebbe comunque il ricorso all’Oatzempic, una bevanda certamente ipocalorica (circa 150 calorie), ma squilibrata dal punto di vista nutrizionale. “La presenza di un ingrediente sano non basta a comporre un pasto equilibrato. L’avena è un carboidrato utilissimo per l’organismo, ma va assunto con gli altri macronutrienti e con i micronutrienti”, avverte lo specialista. Insomma, servono anche proteine e grassi sani, vitamine, minerali e antiossidanti. Senza contare che l’avena non è tutta uguale; se i fiocchi hanno un indice glicemico medio-basso, quella precotta e raffinata può averlo invece più alto, e non favorisce dunque il dimagrimento. Last but not least, le esperte avvertono che affidarsi unicamente alla bevanda potrebbe ritardare un consulto medico, qualora questo fosse davvero necessario. Inutile dunque farsi illusioni: se si deve dimagrire, bisogna affidarsi a una dieta equilibrata e non a un blando rimedio da assumere una o due volte al giorno, e per il resto puntare magari su cibi processati e sulle lunghe soste sul divano. Ciò detto, l’avena e i cibi ricchi di fibre in genere restano un must per chiunque voglia perdere chili o mantenere il peso corporeo e il benessere. PREZIOSA AVENA Uno studio del 2024 si è concentrato proprio sui betaglucani, la principale fibra solubile contenuta in avena e orzo, ritenuta dagli autori la più efficace per il dimagrimento e per la tolleranza al glucosio. Alla fine, gli influencer non sbagliano a puntare sull’avena: sbagliano a mangiarla da sola (anche il sapore della bevanda non deve essere il massimo, perché non gustarsi allora un bell’overnight porridge?) e a usare solo quella. Pure orzo, mele, legumi, broccoli, legumi, semi oleosi, verdure a foglia e tanti altri vegetali sono ricchi di preziose fibre, indispensabili per una miriade di funzioni organiche. E insieme a buone fonti proteiche e lipidiche aiutano a comporre pasti sani, sazianti e bilanciati, alleati del peso corporeo. E c’è da chiedersi se davvero sazia l’Oatzempic, con il suo basso apporto calorico. Non farà invece venire più fame? > @abbyxacuna @TheChorroKing???????? trying his viral oat-zempic to lose my > stubborn belly fat! If I don’t see results I’m gonna cryyyy ???? > #oatmealrecipe #quickmeal #healthybrealfast @Quaker Oats 1/2c oats 1c water > 1/2 lime #creatorsearchinsights ♬ original sound – nicolette_fanelli L'articolo Avena, acqua e un po’ di succo di limone: sui social spopola l’Oatzempic, l’alternativa fai da te all’Ozempic. L’esperto: “Funziona, ma gli effetti non sono paragonabili” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Siete degli stro*zi. Non si trattano i lavoratori in questo modo”: nascondono 100 paperelle in casa per verificare che la domestica pulisse bene
Una coppia ha sfidato la domestica. I due hanno nascosto 100 piccole paperelle di gomma nell’appartamento, per vedere se la donna pulisse bene la casa. La sfida ha fatto infuriare il web. I protagonisti della storia hanno condiviso la loro azione sul web. Oltre alle paperelle, i due hanno attaccato un post-it a un barattolo con la scritta: “Alla nostra donna delle pulizie, abbiamo nascosto 100 paperelle in miniatura nel nostro appartamento. Lo facciamo per garantire un lavoro ben fatto! Per favore, lasci tutte le paperelle in questo barattolo”. L’immagine del biglietto firmato “S + J” (le iniziali dei nomi degli inquilini) ha fatto il giro del web, scatenando l’indignazione degli utenti dei social. Il profilo Instagram @PatsKam ha ripubblicato le immagini scrivendo: “Non pulirei mai per loro!”. Un iscritto ha definito la sfida come “una mossa da stron*i”, mentre alcune persone hanno suggerito altri modi per verificare se la donna svolga a dovere il suo lavoro. Un’utente ha dato ragione alla coppia, portando la sua esperienza. La persona ha scritto: “È difficile fidarsi dei servizi a pagamento in anticipo al giorno d’oggi, sono stato fregato molte volte da servizi come quelli di riparazione domestica”. Tuttavia, ha aggiunto: “Ma non si fa una cosa del genere, cavolo”. Infine, un utente ha preso le parti della domestica scrivendo: “Non dovresti trattare nessun lavoratore in questo modo, ma soprattutto non i lavoratori che hanno accesso al tuo spazzolino da denti e al tuo frigorifero!”. L'articolo “Siete degli stro*zi. Non si trattano i lavoratori in questo modo”: nascondono 100 paperelle in casa per verificare che la domestica pulisse bene proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Come si mettono le posate nella lavastoviglie? La soluzione (quasi) definitiva dell’esperta: “Ecco qual è l’opzione più igienica e meno rischiosa”
In quale verso vanno messe le posate nella lavastoviglie? I dubbi e le discussioni sul tema sono all’ordine del giorno. C’è chi è convinto si debbano mettere a testa in giù e chi, invece, sostiene sia opportuno rivolgerle verso l’alto. Dopo anni di tentativi per capire quale potesse essere, delle due, la soluzione più opportuna, l’esperta di pulizie Hailey Becnel – oltre 300.000 follower su Instagram -, ha risolto l’enigma, fornendo una spiegazione (quasi) definitiva su come posizionare correttamente le nostre stoviglie, evitandoci ulteriori grattacapi. Quando si tratta di caricare forchette, cucchiai e coltelli in lavastoviglie, Becnel afferma che il modo migliore per sistemarli sia con i manici rivolti verso l’alto e, di conseguenza, coi bordi taglienti o pungenti posizionati verso il basso. La soluzione, come riportato da Southern Living, oltre ad essere più sicura per l’eventuale presenza di bambini in casa, è preventiva anche per gli adulti. La parte affilata (soprattutto) dei coltelli, essendo a testa in giù, risulta essere meno pericolosa da estrarre. Dovessimo essere sovrappensiero mentre scarichiamo la lavastoviglie, l’aver messo verso il basso le posate, rende l’azione più sicura. Oltre alla precauzione, Becnel spiega di posizionare all’ingiù le posate anche perché risulta essere “l’opzione più igienica quando scarico la lavastoviglie”. Afferrare le forchette con le dita per i rebbi, soprattutto se non lavate in maniera accurata, potrebbe trasferire germi e batteri sulla posata appena pulita, vanificando (buona) parte del lavoro appena svolto dalla lavastoviglie. Ma cerchiamo di capire da quali, lecite, teorie è nato il dibattito delle posate. I sostenitori del metodo “verso l’alto” dicono sia l’unico modo per ottenere posate davvero pulite e asciutte. Il polo opposto, e quindi quelli del “verso il basso”, affermano che impilare gli utensili affilati verso il basso sia, per l’appunto, la soluzione più sicura. Il metodo “down”, inoltre, favorisce lo scarico dei residui di cibo una volta completato il ciclo di lavaggio. “Tutti gli altri elementi devono essere posizionati in modo alternato, dall’alto verso il basso, per evitare che si annidino tra loro e per garantire la massima qualità di pulizia. Anche se lo scarico potrebbe richiedere un po’ più di tempo, pensiamo che ne valga la pena”, sottolinea Which?. Nonostante entrambe le argomentazioni siano fondate, i produttori concordano per lo più sul fatto che le posate debbano essere lavate in lavastoviglie con i rebbi e le lame rivolte verso il basso. Per sgomberare la mente da ogni dubbio, occorre “leggere il manuale della lavastoviglie”, ricorda Becnel. I metodi di pulizia e caricamento corretti possono variare anche tra elettrodomestici della stessa marca, ed è importante consultare attentamente il manuale per mantenere la lavastoviglie in perfette condizioni. È bene ricordare che viene fortemente sconsigliato mettere coltelli da cucina nella lavastoviglie, perché la temperatura e l’intensità del getto di spruzzo potrebbero smussarne le lame nel tempo. Si suggerisce, dunque, l’attento ed accurato lavaggio manuale. Gli utensili più lunghi, invece, è meglio sistemarli sui cestelli laterali superiori. Se non lo si fa, specialmente lasciandoli nello scompartimento inferiore, si potrebbe bloccare la rotazione dei bracci irroratori. Da ora non avrete più tentennamenti: le vostre lavastoviglie saranno perfette. L'articolo Come si mettono le posate nella lavastoviglie? La soluzione (quasi) definitiva dell’esperta: “Ecco qual è l’opzione più igienica e meno rischiosa” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Siete degli irresponsabili pezzi di me*da”: Federica Pellegrini costretta ad annullare tutti gli impegni, la rabbia di Matteo Giunta. Ecco cosa è successo
“Siete degli irresponsabili pezzi di me*da”. Matteo Giunta, marito di Federica Pellegrini, non ricorre alla diplomazia su Instagram, dove ha criticato duramente quei genitori che mandano all’asilo nido i propri figli anche se ammalati. Le parole di Giunta arrivano in seguito all’annullamento di tutti gli impegni da parte di Federica Pellegrini. La “Divina” ha infatti comunicato sui social di aver dovuto annullare tutti i programmi già concordati a causa dello stato di salute della figlia Matilde: il sospetto della coppia è che la bimba abbia contratto l’influenza all’asilo. Sul suo profilo Instagram Pellegrini ha scritto: “Capendo che se non è su Instagram non esiste…mi scuso con tutte le persone che stavano lavorando da tempo a ‘impegni’ che questa settimana ho dovuto cancellare!! Settimana difficile, molto!!“. E infine un riferimento alla storia pubblicata su Instagram dal marito Matteo. Federica ha dichiarato: “E sottoscrivo la story di mio marito” con l’emoji arrabbiata. La nuotatrice è al settimo mese di gravidanza e, tra poco, darà alla luce la seconda bimba. A dicembre, la coppia aveva annunciato l’arrivo di un nuovo figlio con una tenera foto su Instagram. Negli scorsi giorni, Pellegrini è stata criticata sui social per alcuni allenamenti definiti dagli utenti come “troppo intensi”. L'articolo “Siete degli irresponsabili pezzi di me*da”: Federica Pellegrini costretta ad annullare tutti gli impegni, la rabbia di Matteo Giunta. Ecco cosa è successo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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È morta Gina, la gatta mascotte del Vittoriale degli italiani. Il ricordo della Fondazione su Instagram: “Rimarrai per sempre nel nostro cuore”
Il Vittoriale degli italiani di Gardone Riviera, in provincia di Brescia, ha perso una delle sue frequentatrici più assidue: la gatta Gina. Il micio, diventato mascotte della dimora eretta da Gabriele D’Annunzio e l’architetto Gian Carlo Maroni, è morta lo scorso 19 gennaio. L’animale era comparso per la prima volta tra i giardini del palazzo nel 2010. La notizia della sua scomparsa è stata annunciata sul profilo Instagram della Fondazione del Vittoriale. L’associazione ha scritto: “Ciao Gina, rimarrai per sempre nel nostro cuore e in quello di tutti i visitatori che ti hanno conosciuta al Vittoriale”. Gina era arrivata al palazzo 16 anni fa, quando aveva 6-7 mesi. La Fondazione ha raccontato la sua storia: “Si era arrampicata sulla Nave Puglia, poi era scesa piano piano verso il bookshop. Qui l’hanno accolta, coccolata, sfamata e lei non se n’è più andata. Era sempre la prima a presentarsi quando al Vittoriale veniva organizzato un buffet per qualche evento”. Lo staff del Vittoriale si era preso cura del micio, sfamandola e contattando un veterinario che la visitava periodicamente. Alcuni utenti di Instagram hanno commentato il video postato in memoria di Gina. Una persona ha scritto: “L’ho conosciuta la scorsa estate e mi ha fatto una tenerezza infinita. Se ne stava all’ingresso a riposare e il personale del Vittoriale ci ha raccontato la sua storia”. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da Il Vittoriale degli Italiani (@fondazione_vittoriale) L'articolo È morta Gina, la gatta mascotte del Vittoriale degli italiani. Il ricordo della Fondazione su Instagram: “Rimarrai per sempre nel nostro cuore” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Japanese cheesecake”, la ricetta giapponese con solo due ingredienti diventa virale su Tiktok. Ecco come si prepara il dolce del momento
Su Tiktok spopola una nuova moda culinaria: la “Japanese cheesecake”. La ricetta virale promette risultati simili a una classica cheesecake, utilizzando solo due ingredienti, yogurt greco e un pacchetto di biscotti. Il nuovo trend ha avuto origine in Giappone, spopolando successivamente negli Stati Uniti. La ricetta ha già attirato milioni di visualizzazioni e altrettante polemiche. La “Japanese cheesecake” prevede solo due ingredienti, mentre i content creators degli Usa aggiungono zucchero, salse e condimenti. Dunque, come si prepara la vera cheesecake giapponese? Basta un qualsiasi yogurt greco, purché il contenitore sia abbastanza grande da contenere i biscotti senza zucchero. La versione statunitense prevede l’uso dei biscotti Lotus Biscoffs. Dopo averli inseriti nello yogurt bisogna lasciar riposare il composto in frigorifero per circa sei ore. Il risultato è un dessert o una colazione sfiziosa e povera di zuccheri, una cheesecake priva di formaggio più grasso rispetto allo yogurt. Il tiktoker @explorewithtaka ha consigliato di aggiungere miele o succo di limone per insaporirlo. Oltre 19.600 video pubblicati su Instagram e Tiktok riportano l’hashtag #japanesecheesecake. > @explorewithtaka The Viral Japanese Yogurt Cheesecake! Honestly really good. > Give it a try! #fypシ゚viral #fypシ #cheesecake #greekyogurt ♬ Old Film – Kairo > Vibe L'articolo “Japanese cheesecake”, la ricetta giapponese con solo due ingredienti diventa virale su Tiktok. Ecco come si prepara il dolce del momento proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Federica Pellegrini criticata sui social per gli allenamenti in palestra al settimo mese di gravidanza, lei replica: “Li faccio tenendo conto di 3 cose specifiche”
Hanno fatto discutere le immagini di Federica Pellegrini che si allena in palestra al settimo mese di gravidanza. La campionessa olimpica è a pochi mesi dal parto della seconda genita. Il sesso della nascitura è già noto (sarà una femmina), mentre Federica e il marito Matteo Giunta non hanno ancora rivelato il nome della bimba. Nell’attesa della nascita, Pellegrini continua a tenersi in forma con gli allenamenti in palestra. La sportiva ha condiviso un video su Instagram, attirando critiche e scatenando il dibattito nei commenti. Un utente ha scritto: “Non esagerare, puoi fare qualcosa di più leggero”, mentre un altro ha commentato così: “Concordo con l attività fisica, ma alcuni esercizi personalmente non li farei in gravidanza”. Tanto che la Divina ha deciso di replicare, spiegando di aver concordato gli esercizi con un personal trainer che le ha indicato come allenarsi senza correre rischi. In una storia di Instagram Pellegrini ha chiarito: “Bisogna tenere conto di tre specifiche molto importanti. La prima: cosa è stato abituato a fare il corpo della donna in passato, la seconda è la tipologia di parto che si andrà a fare e la terza è la situazione corrente a livello ginecologico e fisiologico della donna in gravidanza. Quindi, tenendo conto di questi tre aspetti, abbiamo impostato un determinato tipo di preparazione atletica“. Insomma, la nuotatrice ha assicurato di allenarsi in completa sicurezza. L’ANNUNCIO DELLA GRAVIDANZA Lo scorso dicembre, Federica Pellegrini ha annunciato sui social la seconda gravidanza. La campionessa olimpica ha postato una foto della pancia, stretta tra le mani del marito Matteo Giunta e della prima figlia Matilde, insieme alla frase: “Inaspettata come le cose più belle. Ti aspettiamo piccolina”. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da Federica Pellegrini (@kikkafede88) L'articolo Federica Pellegrini criticata sui social per gli allenamenti in palestra al settimo mese di gravidanza, lei replica: “Li faccio tenendo conto di 3 cose specifiche” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Il 2026 è il nuovo 2016: ecco perché tutti (vip inclusi) stanno pubblicando foto di 10 anni fa su Instagram e TikTok
“Il 2026 è il nuovo 2016”. È questo il primo, massiccio, trend del nuovo anno che nelle ultime ore sta spopolando su Instagram e TikTok. Per molti è soprattutto un ritorno romantico e nostalgico dell’oramai lontana annata. Per altri, invece, suona come un “si stava meglio quando si stava peggio”. I social, nel 2016, sono un lontano ricordo rispetto a quelli odierni. Un po’ come quel parente che conosciamo solo di nome e che, dopo averci rivisto a distanza di anni dall’ultima volta, se ne esce con la frase “ma come sei cresciuto, sei quasi irriconoscibile”. Instagram, per rendere l’idea, è nato nel 2010 mentre Musical.ly, solo nel 2018, è diventato TikTok. Ma capiamo, nel dettaglio, cosa c’è dietro l’inaspettata tendenza. A differenza di molti contenuti che diventano virali, il trend del 2016 è nato in maniera del tutto inaspettata. Dietro ai video ed alle foto condivise in massa, non c’è traccia di alcuna iniziativa o campagna pubblicitaria. Si tratta di “un tuffo nel passato” da parte di vip, cantanti e, soprattutto, degli utenti comuni. Il 2016 era l’anno del referendum che aveva sancito la Brexit, ma anche il periodo in cui era esplosa definitivamente la musica trap e, per rimanere in tema social, quando gli utenti postavano contenuti più naturali. I filtri c’erano eccome, ma erano per lo più simpatici, non tanto di bellezza. Le foto ed i video diffusi non avevano (nella maggioranza dei casi) finalità commerciali. Erano in molti a divertirsi nel postare balletti e scatti spiritosi col filtro di un cagnolino. Non si badava troppo alla “patinatura” di ciò che si condivideva. I trend sono fumosi, lasciano il tempo che trovano. Ma nel loro essere rapidi e in continua evoluzione, possono rinsegnarci cose che, a causa della frenesia tipica della nostra società, stiamo disimparando. Come, ad esempio, prenderci del tempo per riflettere, per chiederci se, a volte, mettere in stand by la nostra giornata possa essere una piccola, e costruttiva, valvola di sfogo. O anche il non prenderci, costantemente, troppo sul serio. Nel 2016 il web era invaso da challenge come la Mannequin (dove i partecipanti rimanevano immobili in pose “congelate”, come manichini), dalla mossa della Dab (l’esultanza del calciatore Paul Pogba diventata un fenomeno globale) e dai video delle camminate chilometriche per acciuffare i Pokémon di “Pokémon GO”. Ma chi sono gli artefici del “movimento 2016”? Senz’altro i Millennials, che nel 2016 avevano all’incirca tra i 25 e i 35 anni, ma anche i più giovani della Generazione Z. Molti dei quali frequentavano le superiori o addirittura le scuole medie e che, nonostante la minore età, utilizzavano già i social. Spesso condividendo immagini che oggi, trend escluso, si scorderebbero di pubblicare. Ad aumentare la tendenza retrò, ci hanno pensato anche l’influencer Kylie Jenner (391 milioni di followers su Instagram) e Billie Eilish. Lato Italia hanno partecipato la modella Bianca Balti e le cantanti Rose Villain e Clara, che hanno pubblicato storie o caroselli di alcuni momenti spensierati del loro 2016. Statistiche citate da BBC News, evidenziano che le ricerche dell’anno 2016 su TikTok sono aumentate del 452% nel giro di una settimana. Al momento, invece, i post con l’hashtag #2016 creati sull’applicazione cinese sono poco meno di due milioni. Ma attenzione anche alla numerologia. Il 2026 “sarà un anno guidato dall’energia del numero 1, legata ai nuovi inizi, alla chiarezza d’intenti, alla direzione e all’avvio di progetti che si concretizzeranno negli anni futuri. Entreremo, a livello collettivo, in una nuova fase e in un nuovo ciclo che durerà fino al 2034”, ha spiegato Carlotta Trumino, esperta in numerologia. E ancora: “Il 2026 apre una soglia nitida: decidere chi si vuole essere e, soprattutto, che cosa si vuole seminare ora, senza ulteriori rinvii. L’1 è legato all’archetipo del Guerriero e all’energia del Sole. Il Guerriero avanza sostenuto dal Sole, simbolo del padre: non combatte contro tutto e tutti, ma segue e afferma la sua direzione con responsabilità, consapevolezza e fiducia, senza dimenticare da dove è partito e da dove proviene. L’anno 1 è come il seme che viene messo nella terra. (…) L’energia attiva dei nuovi inizi può manifestarsi appieno solo se viene compiuto questo passo di riconciliazione con l’energia maschile del proprio sistema familiare, in particolare con il proprio padre. Avere il padre nel cuore significa saperlo vedere per ciò che è, al di là delle sue ferite e dei suoi comportamenti; significa saper prendere il suo amore così come può darlo, senza desiderarlo diverso da ciò che è”, ha proseguito l’esperta. Un’occhiata è bene darla anche all’oroscopo. Secondo l’astrologo romano Paolo Fox: “Il 2026 si apre sotto l’insegna di un importante cambiamento astrale: a fine gennaio, infatti, Nettuno ritorna in Ariete, dando inizio a un transito che accompagnerà il cielo per ben quattordici anni. Questo passaggio sancisce la conclusione della lunga permanenza del pianeta della spiritualità in una regione a lui affine e lo spinge all’interno della carica impulsiva e combattiva dell’Ariete, segno dominato da Marte. Dal 14 febbraio, anche Saturno fa il suo ingresso in Ariete, rafforzando ulteriormente la componente dinamica, conflittuale e ‘incendiaria’ che caratterizza il panorama astrologico del 2026”. Branko, astrologo dal 1982, sostiene che nel 2026 sarà “tempo di diventare più razionali e moderni… e più buoni”. Il 2026 è iniziato con un importante carico di nostalgia. E chissà se tra qualche anno lo rimpiangeremo o meno. 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“Amore addio, faccio schifo”: Raffaella Fico si preoccupa per il messaggio criptico del compagno Armando Izzo. Poi il mistero viene svelato
Uno strano messaggio che ha fatto preoccupare Raffaella Fico. Il compagno della showgirl, stanno insieme da quasi un anno, avrebbe scritto su Instagram “Addio amore mio, faccio schifo”. Ieri, 15 gennaio, poi è apparso anche un’altro messaggio piuttosto forte “sono a pu**ane, telefono spento”. Le stories sono state rimosse. Qualche attimo dopo i due messaggi sono scomparsi e poi ne è apparso un altro che ha fatto decisamente chiarezza: “Buongiorno a tutti, purtroppo è stato hackerato il mio profilo. Se avete visto contenuti impropri o se vi sono arrivati messaggi offensivi o inopportuni sappiate che non sono stato io. Ho già dato mandato ai miei legali di procedere”. È intervenuta anche Raffaella Fico: “Continuo a leggere cose non vere. Non so perché mettete in giro certe voci, ma la persona che ha visto e raccontato si è persa i passaggi più salienti. Quasi tutta la sera ci siamo tenuti per mano, e il mio fidanzato si è alzato molto più di una volta a baciarmi e abbracciarmi. Consiglio vivamente a chi ha scritto questo, una visita oculistica. Siamo sereni e felici”. Fico ha raccontato a “Verissimo” di aver perso il bimbo che aspettava dal suo compagno: “Ero incinta di cinque mesi. Si sono rotte le acque prematuramente. È stato un vero parto con cinque ore di travaglio. Un dolore immenso. Fino all’ultimo chiedevo di sentire il battito del cuoricino e mi dicevano: Ti fai solo del male”. E ancora: “Non si è ancora capito il motivo. Si attribuisce a una probabile infezione, ma non c’è certezza. Avevo fatto un controllo tre giorni prima per delle perdite che avevo avuto e stava andando tutto bene. Dopo tre giorni si sono rotte le acque”. “Un dolore immenso. – ha concluso . Ci penso sempre, probabilmente il tempo allevierà il dolore. È stato devastante”. L'articolo “Amore addio, faccio schifo”: Raffaella Fico si preoccupa per il messaggio criptico del compagno Armando Izzo. Poi il mistero viene svelato proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Corona accende micce e io adesso sgancio le bombe. Non avete idea di quanti segreti ho scoperto, dopo aver lavorato in televisione”: così Andreas Muller
Andreas Müller, vincitore della sedicesima edizione del talent show “Amici di Maria De Filippi“, è tornato a fare sentire la sua voce sui canali social, dopo essersi sfogato e aver respinto i gossip e le dicerie sul suo conto. Sempre più attivo sul Web, Muller ha voluto anche citare Fabrizio Corona, ma c’è un motivo. “Non avete idea di quanti segreti ho scoperto dopo aver lavorato in televisione. – ha detto Müller – Corona accende micce e io adesso sgancio le bombe. Allora, io mi sono sempre esposto sui social, ma mai per la persona che sono realmente, solo per quello che gli altri si aspettavano che io dovessi essere. E di questo la colpa sicuramente è anche la mia, perché viviamo in un mondo completamente finto. Tant ‘è che se mi stai ancora ascoltando è per le cazzate che ho detto nei primi tre secondi”. Poi affronta l’argomento reale: “Tutto ciò che vedete credo che sia una montatura studiata a tavolino semplicemente per attirare attenzione ed engagement. D’altronde, come si dice, l’importante è che se ne parli, no? Fino ad oggi avete visto una vita costruita, ma non perché finta, costruita perché pensavo di dover far vedere solo quello che era giusto far vedere per rispettare il canone di una persona che stava costruendo una carriera”. E ancora: “Credo che il successo ti renda schiavo di un sistema che non comprendi a pieno. Una volta che ci sei dentro, sei obbligato a conviverci senza più porti delle domande, ma io personalmente, Andreas, non ci sono mai riuscito. Conclusione, da oggi voglio iniziare ad utilizzare questa piattaforma in un modo diverso, l’ingrediente segreto per fare tutto questo è non mettere filtri e quindi racconterò tutto in totale trasparenza”. Poi la conclusione: “Quindi chi scriverà il classico commento’ e sti cazzi’, la porta è di là. Io sono una persona semplice come vuoi, tutte le mattine mi sveglio, prendo la mia vespa e vado a lavorare. Voglio semplicemente liberarmi da delle catene di cui io stesso personalmente mi sono reso schiave in questi anni. Voglio esistere pezzo dopo pezzo per quello che sono realmente”. L'articolo “Corona accende micce e io adesso sgancio le bombe. Non avete idea di quanti segreti ho scoperto, dopo aver lavorato in televisione”: così Andreas Muller proviene da Il Fatto Quotidiano.
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