Laura Pirovano non riesce ancora a crederci. La sciatrice azzurra ha conquistato
la Coppa del Mondo di discesa libera alle Finali di Kvitfjell, firmando il terzo
successo consecutivo dopo la doppietta in Val di Fassa. Un’impresa inattesa fino
a poche settimane fa, raccontata dalle sue parole a caldo: “Ho una paura folle
di farla cadere, questa coppa. Davvero non so cosa dire”, ha confessato subito
dopo la gara. La 28enne trentina, che fino a questo marzo non era mai salita su
un podio in Coppa del Mondo, si ritrova ora con tre vittorie consecutive e la
Sfera di Cristallo di specialità tra le mani. “Se già le vittorie in Val di
Fassa mi avevano tolto le parole, oggi è davvero incredibile”.
A Kvitfjell, Pirovano ha vinto ancora, davanti a Breezy Johnson e Kira Weidle,
precedendo soprattutto la rivale Emma Aicher, quinta e distante 37 centesimi. Un
risultato decisivo per la conquista della coppa, arrivato in una giornata
vissuta ovviamente con grande tensione. “Al traguardo sono crollata in lacrime.
In partenza ero tesa, in gara non mi sentivo perfetta e le prove non erano
andate bene”, ha spiegato. Fino all’ultimo, l’azzurra non si aspettava un
epilogo del genere: “Avevo quasi paura a guardare il risultato perché non mi
aspettavo nulla e poi quando ho visto è stato devastante”.
Il successo assume un valore ancora più significativo se si considera il
percorso recente. Pirovano era spesso vicina alle migliori, senza però riuscire
a fare il salto definitivo. L’errore all’ultima porta a Crans Montana, il quinto
e sesto posto alle Olimpiadi. Poi, improvvisamente, la svolta: “Sono passata
dall’essere sempre lì ma mai abbastanza vicina, a collezionare risultati che non
avrei mai immaginato, come questa coppetta”. Una trasformazione arrivata nel
momento decisivo della stagione.
Nemmeno durante la gara la trentina aveva piena consapevolezza della situazione.
“Non sapevo del risultato di Aicher, avevo solo visto la gara di Weidle e mi
dicevo che sarebbe stata dura”, ha raccontato. Poi, la scoperta finale e
l’esplosione emotiva: “È incredibile – credo sia l’aggettivo migliore”. Con
questa vittoria, Pirovano entra in un gruppo ristretto di azzurre capaci di
conquistare la Coppa del Mondo di discesa libera, accanto a nomi come Federica
Brignone, Sofia Goggia e Isolde Kostner. Un traguardo che fino a poco tempo fa
sembrava lontano: “Forse tra qualche giorno troverò le parole per esprimere
tutto questo. Intanto oggi ho fatto un bel regalo di compleanno a mio papà”.
L'articolo “Ho una paura folle di farla cadere, questa coppa. Guardare il
risultato è devastante”: Pirovano non riesce a crederci proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Sci
Ci ha preso gusto in Val di Fassa e ha deciso di non fermarsi più: una
meravigliosa Laura Pirovano vince anche l’ultima discesa libera femminile della
stagione, nelle Finali di Coppa del Mondo in corso a Kvitfjell, in Norvegia, e
conquista la Sfera di Cristallo di specialità. È la giornata dell’impresa della
28enne trentina, che fino a questo marzo non aveva mai vinto una gara di Coppa
del Mondo. Poi è arrivata appunto la doppietta sulla pista di La VolatA, che
l’ha proiettata improvvisamente in testa alla classifica di specialità. Oggi,
nell’ultima discesa, invece di tremare Pirovano ha scelto di andare all’attacco:
ha vinto ancora, davanti a Emma Aicher, quarta a 0″37 e sua avversaria
principale. Così l’azzurra ha conquistato la sua prima Coppa di specialità.
Con questa impresa, Pirovano entra in un club composto da Federica Brignone,
Sofia Goggia e Isolde Kostner: le uniche azzurre che prima di oggi avevano
conquistato la Coppa del Mondo di discesa libera. Al maschile ci è riuscito solo
Peter Fill.
LA 25ESIMA MERAVIGLIA DI PARIS
Prima di Pirovano, c’è stata un’altra festa azzurra, per la straordinaria
vittoria di Dominik Paris nella discesa maschile che ha aperto le Finali di
Coppa del Mondo. Per il trentaseienne della Val d’Ultimo si tratta del primo
successo stagionale, il 25esimo complessivo di una carriera impressionante, che
lo ha reso il discesista italiano più forte di sempre. Paris, che ama le nevi
norvegesi (sette successi complessivi a Kvitfjell) ha dominato l’ultima prova
della stagione: solo Franjo von Allmen lo ha insidiato, chiudendo a 19
centesimi. Molto lontani tutti gli altri, a cominciare da Vincent Kriechmayr,
terzo a sei decimi per completare il podio di giornata. Più indietro invece
Florian Schieder (decimo) e ill vicecampione olimpico Giovanni Franzoni,
undicesimo.
“Non è stata una gara perfetta ma ho cercato di far correre al massimo gli sci.
Avevo buone sensazioni, mi sentivo sicuro e percepivo la velocità: vedere quel
tempo è stato magnifico. Vuol dire tanto per me questo successo, arrivato
davanti a tanti amici e alla mia famiglia“, ha commentato Dominik Paris dopo la
vittoria. “Domani c’è un SuperG ancora molto importante, devo restare
concentrato e non pensare troppo in avanti”, ha aggiunto. Lasciando poi il
testimone per il futuro a Franzoni: “In questa stagione ha fatto vedere di
essere veloce in tutte le condizioni, ha fatto un inverno pazzesco ed oggi l’ho
visto un pò deluso, ma queste giornate sono importanti anche per imparare
qualche segreto in più in situazioni diverse”.
L'articolo Laura Pirovano conquista la Coppa di discesa libera: fino a un mese
fa non aveva mai vinto, oggi è in cima al mondo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Giacomo Bertagnolli, Chiara Mazzel, Federico Pellizzari e Rene De Silvestro.
Sono questi i quattro nomi che nella mattinata del 10 marzo hanno fatto la
storia dello sci alpino paralimpico italiano. Era la giornata delle combinate e
l’Italia ha conquistato un oro con Giacomo Bertagnolli e tre argenti con Chiara
Mazzel, Federico Pellizzari e Rene De Silvestro. Due ore da sogno per gli
azzurri alle Paralimpiadi di Milano-Cortina. Medaglie che consentono di superare
già al quarto giorno di gare di Pechino 2022, quando l’Italia aveva chiuso con
sette medaglie e due ori.
La prima è arrivata da Chiara Mazzel, che ha vinto la sua terza medaglia alle
Paralimpiadi di Milano Cortina. La sciatrice azzurra, insieme alla guida Nicola
Cotti Cottini, ha vinto l’argento nella combinata di sci alpino, battuta solo
dall’austriaca Veronika Aigner, che l’ha preceduta di 3″06. Bronzo a un’altra
austriaca, Elina Stary. Finisce giù dal podio invece un’altra italiana, Martina
Vozza, quinta a 8″76 dalla vincitrice. Mazzel ha vinto l’oro nel superG, più due
argenti: quello di oggi nella combinata e quello nella discesa.
La seconda è quella di Giacomo Bertagnolli, che insieme alla guida Andrea
Ravelli, ha vinto la medaglia d’oro ancora nella combinata. Con questo risultato
il Team Italia ha equiparato il numero di medaglie conquistate a Pechino 2022,
ma con un oro in più. L’Italia ha poi superato quanto fatto nell’edizione cinese
nella combinata slalom uomini standing, con l’argento di Federico Pellizzari.
Oro per il francese Arthur Bauchet, argento per l’azzurro Federico Pellizzari,
bronzo per l’austriaco Grochar. L’ultimo metallo della lunga sfilza tra le 13 e
le 15 è arrivato da Rene De Silvestro, che nella combinata slalom uomini sitting
ha chiuso dietro all’olandese Kampschreur e davanti all’altro olandese De
Langen. L’Italia è a quota otto medaglie, di cui quattro proprio nella magica
giornata di oggi.
L'articolo Paralimpiadi, Italia da sogno nello sci alpino: poker di medaglie in
due ore, Bertagnolli vince l’unica d’oro proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ancora Laura Pirovano, ancora per un solo centesimo. Nel giro di due giorni il
grande credito che l’atleta azzurra vantava con la sorte è tornato utile. In un
colpo solo la trentina ha sfatato il tabù del podio e si è imposta per la prima
volta in carriera, a 28 anni compiuti, nella discesa libera di ieri, in Val di
Fassa, per un centesimo di vantaggio sulla tedesca Emma Aicher. Oggi il bis, per
la stessa incollatura nei confronti dell’austriaca Cornelia Huetter. Il tutto
dopo una sfilza di quarti posti e piazzamenti nelle prime dieci posizioni (29,
in tutto).
La svolta è arrivata proprio a inizio anno, quando Pirovano, nel super-g di
Crans-Montana, era in vantaggio con margine sulle concorrenti, ma un errore nel
finale del tracciato le ha portato via quello che sarebbe stato il primo trionfo
in Coppa del mondo. La trentina delle Fiamme gialle ha saputo reagire alla
grande, salendo sul gradino più alto del podio in due giorni consecutivi sulla
nota pista VolatA. Terza, oggi, la svizzera Corinne Suter. Per quanto riguarda
le altre italiane: nona Nicol Delago a 1.03 dalla compagna di squadra,
undicesima Sofia Goggia a 1.05. Dopo l’affermazione di oggi, Pirovano è in testa
nella classifica di discesa libera – quando manca una sola gara – con 28 punti
di vantaggio su Aicher.
L'articolo Pirovano-bis, vince la seconda discesa libera in due giorni (sempre
per un centesimo). Goggia fuori dalle dieci proviene da Il Fatto Quotidiano.
La prima medaglia dell’Italia alle Paralimpiadi di Milano–Cortina arriva dallo
sci alpino: Chiara Mazzel è argento nella discesa libera. “Sono soddisfatta di
questa medaglia, sono consapevole che poteva anche essere d’oro però ci ho messa
tutta me stessa“. Così la sciatrice azzurra, che ha conquistato il primo metallo
della delegazione azzurra ai Giochi. “Mezzo secondo di troppo ma va bene così.
Sono super soddisfatta. Mi sono allenata tanto”, ha concluso la sciatrice.
Soddisfatto anche Nicola Cotti Cottini, guida di Chiara Mazzel: “Partiamo subito
con il botto. Brava Chiara sono molto contento, essendo Olimpiadi in casa un po’
di emozione c’è sempre, ha rotto il ghiaccio. Poteva fare qualcosa di più perché
conosco Chiara e il suo potenziale. Ma da oggi in poi sarà tutto in discesa”.
L'articolo Prima medaglia italiana alle Paralimpiadi: Mazzel vince l’argento
nella discesa libera. “Ho messo tutta me stessa” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
“Credo di avere chiesto molto al mio corpo nel corso di questi mesi”. Federica
Brignone si ferma. La bicampionessa olimpica di superG e gigante a
Milano-Cortina 2026, rientrata in pista con risultati pazzeschi dopo il brutto
infortunio del 3 aprile 2025, ha deciso di non prendere parte né alle prossime
tappe di Coppa del Mondo in programma da venerdì 6 a domenica marzo in Val di
Fassa, né ai successivi impegni di Are del 14/15 marzo (gigante e slalom) e
delle finali in Norvegia dal 21 al 25 marzo. La sua breve ma incredibile
stagione si è conclusa così a Soldeu. Brignone aveva parlato dell’ipotesi ritiro
nei giorni scorsi. Per il momento lo stop riguarda solo questa stagione.
A comunicarlo è la Fisi. “Credo di avere chiesto molto al mio corpo nel corso di
questi mesi – dichiara Brignone -. Dal giorno stesso in cui mi sono infortunata
ho dedicato tutta me stessa all’obiettivo di partecipare alle Olimpiadi di
Milano–Cortina 2026, ottenendo il doppio risultato di portare la bandiera
tricolore e di salire sul podio. Ce l’ho fatta addirittura in due occasioni,
salendo oltretutto sul gradino più alto del podio. Ho provato a proseguire la
stagione, adesso però il mio fisico mi sta presentando il conto“, spiega la
campionessa italiana di sci.
“Quindi approfitto della stagione ormai al capolinea per concedermi una pausa e
continuare successivamente al meglio la riabilitazione, che è stata logicamente
forzata nel corso di tutto questo tempo per arrivare al miracolo che siamo stati
capaci di compiere. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto nel sogno olimpico
e mi hanno permesso di rimettermi in piedi e partecipare a questa stagione”. La
squadra italiana si presenterà dunque con Sofia Goggia, Laura Pirovano, Elena
Curtoni, Nicol Delago, Nadia Delago, Roberta Melesi, Asja Zenere, Sara Allemand,
Sara Thaler e Ilaria Ghisalberti. Il programma prevede due discese venerdì 6
marzo e sabato 7 marzo, seguite da un supergigante domenica 8 marzo.
L'articolo Brignone si ferma: “Ho chiesto troppo al mio corpo, mi sta
presentando il conto” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Sono consapevole che si tratta di un danno permanente e che dovrò conviverci:
il nostro corpo si abitua a tutto e con il passare degli anni migliorerà, ma la
lesione resta per la vita. Se non migliorerà difficilmente mi vedrete l’anno
prossimo”. A parlare è Federica Brignone, sciatrice italiana e campionessa
olimpica con due ori tra superG e slalom gigante alle Olimpiadi di
Milano–Cortina 2026, in videoconferenza dal Principato di Andorra, dove oggi ha
rinunciato alla seconda prova di discesa per non sovraccaricare il ginocchio
sinistro che le procura ancora molti problemi.
“Abbiamo deciso di venire qui ad Andorra, che è uno dei miei posti preferiti,
dopo che lunedì scorso mi hanno svuotato il ginocchio e riempito con acido
ialuronico. Sinceramente, speravo di stare meglio e sto facendo ancora fatica:
ho parecchio dolore, fatico ad appoggiarmi sullo sci e quindi non mi avete visto
in prova oggi, come ho sempre detto valuterò giorno per giorno la situazione“,
ha spiegato la sciatrice che ad aprile 2025 si era procurata la rottura di
tibia, perone e crociato anteriore.
“Non deve essere una tortura, altrimenti non ho intenzione di buttarmi giù a 130
km/h“, ha aggiunto. “Se tutto va bene quanto voglio andare avanti? Tutto
dipenderà dal mio stato di salute. Se deve diventare una tortura farò fatica, se
non migliora sarà difficile vedermi il prossimo anno. Non ho preso una
decisione. Non ho ancora il sentimento che voglio smettere, ma ho anche le
scatole piene di stare male ogni giorno e con il dolore. A volte mi arrivano
fitte allucinanti e così non è bello”, ha sottolineato l’azzurra, evidentemente
stanca dei continui problemi alla gamba post infortunio.
“Adoro sempre questo periodo, c’è più luce e un’atmosfera rilassata. È ciò che
mi piace maggiormente di questo sport. Ma non è divertente se sto troppo male,
mi interessa solo sciare e stare in pista, ho lottato così tanto per farlo e non
voglio pensare alla prossima stagione o progetti a lungo termine”, ha proseguito
Brignone che nonostante tutto ha voluto partecipare alle Olimpiadi e contro ogni
pronostico ha anche vinto due ori.
“Tutto dipenderà dal mio stato di salute. La mia vita? Non è ancora quella di
prima, non corro e se scio presto al mattino zoppico tutto il giorno. Ho tenuto
duro per 10 mesi e sono disposta a provarci per un altro mese se non va
peggiorando, ma sono sotto antinfiammatori e non posso togliere la placca perché
la tibia non è a posto. Non è che mi metto a riposo e la tolgo prima”, ha
aggiunto l’azzurra.
L'articolo Brignone: “Ho delle fitte allucinanti. Se non migliorerò,
difficilmente mi vedrete l’anno prossimo”. L’ipotesi ritiro proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Due giovani ancora non identificati, un 25enne e una donna di età compresa tra i
20 e i 30 anni, sono morti dopo essere stati travolti da una valanga sul
versante sud ovest del Monte Cornaccia, nel territorio di Valdidentro, in
provincia di Sondrio. A darne notizia è stata l’Agenzia regionale emergenza
urgenza.
La tragedia si è verificata attorno alle 10.30 nella zona dei laghi di Cancano
in Valtellina, al confine con la Svizzera. I due stavano praticando
sci-alpinismo quando sono stati travolti e uccisi dalla massa di neve e ghiaccio
staccatasi dal pendio. A dare l’allarme è stato un terzo scialpinista che ha
assistito al momento dell’incidente. Secondo quanto riferito, l’uomo avrebbe
spiegato ai soccorritori di aver visto la valanga distaccarsi dal versante sud
ovest della montagna.
L’enorme mole di ghiaccio avrebbe travolto i due ragazzi, mentre lui sarebbe
riuscito a rimanere all’esterno del fronte della valanga. Visitato sul posto, è
in buone condizioni di salute e non è stato necessario il trasporto in ospedale.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti il Soccorso Alpino, i Vigili del fuoco
di Sondrio e due elicotteri di soccorso decollati da Sondrio e Bergamo. La
dinamica esatta dell’accaduto è al vaglio delle autorità, ma dalle prime
informazioni sembra trovare riscontro la versione fornita dall’unico testimone.
Foto d’archivio
L'articolo Valanga in Valdidentro: morti due giovani scialpinisti. Inutili i
soccorsi proviene da Il Fatto Quotidiano.
“I campioni si definiscono per i momenti in cui vincono e per quelli in cui si
rifiutano di arrendersi”. Talento riconosce talento. Così Cristiano Ronaldo ha
esordito in un commento di incoraggiamento sotto un post di Lindsey Vonn,
campionessa di sci che due settimane fa a Milano–Cortina è caduta durante la
discesa libera (dove stava già gareggiando con il crociato rotto), procurandosi
una frattura della tibia.
A distanza di 15 giorni dall’infortunio, Lindsey Vonn ha raccontato di aver
rischiato di perdere la gamba prima di sottoporsi ai cinque interventi per
ridurre la frattura alla tibia. Lo ha fatto con un video sui social, in cui ha
raccontato tutti i dettagli di questi 15 giorni: “Ho rischiato l’amputazione
della gamba, ci vorrà circa un anno perché tutte le ossa guariscano poi deciderò
se tornare in sala operatoria per togliere le placche e riparare il mio
crociato“. Dopo il messaggi, Lindsey Vonn ha ricevuto messaggi da parte di
diversi vip, che hanno commentato il suo post.
Tra questi c’è Cristiano Ronaldo, che ha commentato: “I campioni si definiscono
per i momenti in cui vincono e per quelli in cui si rifiutano di arrendersi.
Lindsey Vonn, le montagne che hai conquistato non sono mai state più grandi
della forza che porti dentro di te. Continua a combattere. Le leggende si
rialzano sempre”, ha scritto il campione portoghese. Vonn ha risposto al cinque
volte Pallone d’Oro: “Detto da te significa moltissimo“.
“Finalmente sono uscita. Dopo quasi due settimane trascorse in un letto quasi
completamente immobile, sto abbastanza bene per trasferirmi in albergo. Non
ancora a casa, ma è un passo enorme. Spero di aver spiegato abbastanza bene il
mio infortunio. Non sono un medico quindi se non spiego qualcosa perfettamente
per favore perdonatemi“, aveva scritto Vonn nel video in questione. Tra gli
altri, ha commentato anche Zlatan Ibrahimovic: “Arrendersi non è un’opzione”.
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L'articolo “Le leggende si rialzano sempre”, “Detto da te significa moltissimo”:
lo scambio tra Lindsey Vonn e Cristiano Ronaldo proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Mi assumo la responsabilità per i deludenti risultati ottenuti dagli atleti
italiani nelle discipline tecniche”. In una marea di medaglie, uno dei pochi
flop della spedizione azzurra alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 è arrivato
dagli slalom maschili di sci alpino. E le prestazioni negative hanno avuto la
prima conseguenza: Mauro Pini si è dimesso dal ruolo di responsabile delle
discipline tecniche maschili. “Dopo un’attenta riflessione, e preso atto del
venir meno del necessario rapporto di fiducia reciproco con i superiori, ritengo
corretto fare un passo indietro”, ha comunicato il tecnico ticinese,
ringraziando la Federsci “per l’opportunità ricevuta”.
La Federazione italiana degli Sport Invernali dovrà ora decidere come provare a
rilanciare un movimento in crisi: “Ora seguirà un incontro a Milano, al termine
dei Giochi Olimpici”, fa sapere in una nota. I risultati alle Olimpiadi sono
stati disastrosi, ma non erano certo inaspettati. Nello slalom gigante, l’unico
qualificato alla seconda manche è stato Giovanni Franzoni, che però è
soprattutto un discesista e infatti nella libera ha vinto l’argento. Nello
speciale, a salvare gli onori ci ha pensato a sorpresa Tommaso Saccardi, che ha
chiuso dodicesimo. Hanno deluso in particolare Luca De Aliprandini, Tommaso Sala
e Alex Vinatzer. Quest’ultimo, in particolare, aveva gettato alle ortiche anche
la chance di andare a medaglia nella combinata a squadra, dopo una fantastica
discesa di Franzoni.
Ma, come detto, il flop nasce da lontano. Tra gli slalomisti in attività,
nessuno ha mai vinto una gara di Coppa del Mondo. Un podio proprio alle
Olimpiadi sarebbe stato un miracolo. E all’orizzonte non si vedono miglioramenti
immediati o giovani speranze. Anche se, in generale, tutto lo sci maschile
azzurro è in sofferenza. Questa stagione è stata salvata dagli exploit nelle
discipline veloci e dalla definitiva esplosione di Giovanni Franzoni. Ad oggi
però il 24enne è l’unica speranza a cui può aggrapparsi il movimento italiano
pensando al futuro.
L'articolo Sci alpino, Mauro Pini si dimette da responsabile delle discipline
tecniche maschili: “Venuta meno la fiducia” proviene da Il Fatto Quotidiano.