Non sarà soltanto l’atleta più giovane del Team Italia, ma anche la prima
sciatrice alpina napoletana nella storia dei Giochi Olimpici Invernali. A soli
16 anni, Giada D’Antonio farà il suo debutto olimpico proprio nell’edizione di
Milano Cortina 2026, al via il 6 febbraio con la cerimonia d’apertura che si
terrà allo Stadio San Siro. Non sarà l’esordio assoluto in maglia azzurra per la
giovanissima atleta campana, che ha già indossato il tricolore in Coppa del
Mondo nelle gare di slalom a Semmering (Austria). Ma le sue recenti prestazioni
hanno convinto la Federazione Italiana Sport Invernali (FISI) e il CONI, che
hanno deciso di puntare su di lei, chiamandola tra le 11 atlete convocate
accanto a leggende come Sofia Goggia e Federica Brignone.
DALLE TRASFERTE DI 12 ORE AL SOGNO OLIMPICO: CHI È GIADA D’ANTONIO, LA PIÙ
GIOVANE ATLETA DEL TEAM ITALIA
“Ho tanta strada da fare, ma se domani mi dicono ‘vai a fare le Olimpiadi’, non
posso mica dire ‘guarda, non sono pronta’”. A dirlo, in un’intervista a
Repubblica dello scorso novembre, è proprio Giada D’Antonio. Una sorta di
premonizione, quella della giovanissima promessa dello sci alpino partenopeo,
che farà il suo debutto olimpico il prossimo 18 febbraio, nella gara di slalom
femminile che si terrà a Cortina d’Ampezzo.
Partenopea con radici colombiane da parte di madre, l’atleta classe 2009 cresce
in un piccolo paese ai piedi del Vesuvio, San Sebastiano, non proprio un luogo
famoso per gli sport invernali. E infatti il sogno di una carriera con gli sci
ai piedi prende forma lungo gli Appennini, più precisamente a Roccaraso, in
provincia dell’Aquila. Comincia a sciare a poco più di 4 anni, accompagnata da
suo padre Fabio, e cresce nel mito di Mikaela Shiffrin, il suo idolo da sempre:
“Nel tempo ho provato altri sport, ma non c’è nulla per me di paragonabile a
quello che provo quando scio”, aveva raccontato in un’intervista a La Gazzetta
dello Sport.
Già da piccola mostra tutto il suo talento nello sci alpino, specialità in cui
inizia a competere con addosso la tuta dello Sci Club Vesuvio, la società per la
quale ancora oggi gareggia. La sua carriera è segnata dalle difficoltà e dalle
lunghissime trasferte da Napoli verso il Nord Italia: “Facevo 12 ore di pulmino
per partecipare alle gare. Ho stupito me stessa”, disse alla Gazzetta. È per
questo motivo che, dopo aver dominato le categorie giovanili, lo scorso
settembre decide di trasferirsi a Predazzo, in Val di Fiemme, insieme a sua
madre Sandra.
Due mesi più tardi, a novembre, fa il suo esordio tra le “grandi”, prendendosi
meritatamente le luci della ribalta: due gare FIS (la Federazione internazionale
di Sci e Snowboard) a Schilthorn, in Svizzera, due slalom e due vittorie
sensazionali, ottenute partendo con due pettorali non proprio semplici, l’82 e
il 63. Si è conquistata così la sua prima convocazione in Coppa del Mondo, lo
scorso dicembre nello slalom di Semmering (Austria), dove però non è riuscita a
superare la prima manche. A Špindlerův Mlýn, invece, ha mancato la seconda
manche per un solo centesimo, dando così un segnale incoraggiante ai tecnici
federali che hanno puntato sulla sua convocazione.
Soprannominata “Black Panther”, in onore dell’omonimo supereroe Marvel
interpretato dall’attore (oggi defunto) Chadwick Boseman, la giovanissima
sciatrice campana ora può sognare in grande: “Spero che la mia storia possa
essere un’ispirazione, che faccia ricredere molti: anche una ragazza cresciuta
al Sud ce la può fare. Sono fiera di portare con me la mia città e il mio
accento”.
LE CRITICHE PER LA SUA CONVOCAZIONE
Quando si è saputo che la giovane D’Antonio avrebbe preso parte alla spedizione
olimpica azzurra sono arrivate le prime reazioni positive, in particolare da
coloro che, negli anni, hanno contribuito ad aiutarla nel suo percorso di
formazione. “È un’emozione fortissima. L’esordio in Coppa del mondo del 28
dicembre è stato il coronamento di un lavoro lungo anni. Le doti principali di
Giada sono l’umiltà e la normalità, valori che hanno sempre guidato il nostro
percorso”, ha detto infatti Stefano Romano, presidente dello Sci Club Vesuvio.
La scelta del CONI, però, non è stata accolta in maniera unanime. E in poco
tempo si sono levate le prime voci critiche. La più rilevante, probabilmente, è
quella di Maria Rosa Quario, ex sciatrice olimpionica e madre di Federica
Brignone, che ai microfoni di Radio Anch’io Sport, su Rai Radio 1, ha espresso
la sua opinione a riguardo: “Non voglio fare polemica, ma non sono d’accordo con
questa convocazione”, ha detto.
Quello di Quario, però, non è sembrato un attacco diretto a D’Antonio, che lei
ha descritto come una ragazza dal “grande talento, un futuro fantastico, ha
dimostrato di essere forte tecnicamente e di testa”, quanto piuttosto una
critica alla decisione di convocarla. Una scelta che, a suo dire, sarebbe stata
troppo frettolosa e che potrebbe avere conseguenze negative sulla carriera del
giovane talento campano: “Non ha le credenziali per essere convocata alle
Olimpiadi. Potrebbe rivelarsi un boomerang contro di lei. Magari poi ci stupirà,
ma nelle gare che ha fatto confrontandosi con altre ragazze della squadra di
Coppa Europa non le ha mai battute. Perché lei e non una ragazza del 2002?
Questa scelta sinceramente ma non mi trova d’accordo”, ha concluso.
IL PRECEDENTE DI LARA COLTURI
Dietro la convocazione, però, potrebbero nascondersi altri motivi. Oltre
all’incredibile talento di cui è dotata la 16enne, infatti, la Federazione
potrebbe aver accelerato le procedure anche per tenere alla larga le possibili
lusinghe di altre Nazionali, come già successo in passato con un’altra atleta
molto promettente.
Nel 2022, a poco meno di 16 anni, la giovane promessa torinese dello Sci alpino,
Lara Colturi, sceglie di rappresentare la Nazionale albanese, escludendo di
fatto una possibile convocazione in maglia azzurra. Una decisione che l’atleta
classe 2006, figlia della campionessa olimpica italiana Daniela Ceccarelli, ha
detto di aver preso per motivazioni tecniche, senza secondi fini: “Amiamo
l’Italia e non la vediamo come una scorciatoia, o una scelta contro qualcosa o
qualcuno, né tantomeno abbiamo motivazioni economiche. È stata piuttosto una
scelta in funzione di un’opportunità”, spiegò all’epoca la madre, che proprio
per la Federazione albanese ha ricoperto il ruolo di Direttrice Tecnica.
Per il Team Italia, però, è stata una perdita importante, proprio perché Colturi
è una potenziale fuoriclasse nello sci alpino. E infatti i numeri parlano per
lei: è stata campionessa mondiale juniores nel 2023 e nel suo palmares conta già
7 podi in Coppa del Mondo, a soli 19 anni. Proprio come D’Antonio, la torinese
farà il suo debutto olimpico ai Giochi di Milano Cortina 2026, ma sotto la
bandiera albanese con cui ha gareggiato durante tutta la stagione.
Quello di Colturi, dunque, sembra essere un precedente pesante. Proprio per
evitare il rischio di un secondo caso del genere, la Federazione potrebbe aver
accelerato i tempi con D’Antonio, bypassando il passaggio dal circuito di Coppa
Europa e optando così per una convocazione immediata. Ciononostante, l’atleta
partenopea resta uno dei talenti più promettenti del panorama sciistico
italiano. E ora potrà coronare il suo sogno di slalomeggiare sulle Alpi italiane
ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026.
L'articolo Giada D’Antonio, la prima sciatrice napoletana alle Olimpiadi: a 16
anni è la più giovane del Team Italia. Le critiche: “Potrebbe essere un
boomerang” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Sci
Una giornata di vacanza e spensieratezza si è trasformata in tragedia su una
pista da sci in Giappone. Domenica 1 febbraio, Brooke Day, una ragazza
australiana di 22 anni, è morta perché il suo zaino è rimasto impigliato nella
seggiovia dell’impianto sciistico.
La giovane stava andando a fare snowboard allo Tsugaike Mountain Resort di
Otari, quando la fibbia dello zaino è rimasta incastrata nel carrello della
seggiovia in risalita. Secondo le ricostruzioni della polizia, la vittima è
rimasta bloccata a mezz’aria ed è stata trascinata mentre la seggiovia
proseguiva il suo percorso.
Un membro dello staff, non appena ha notato la ragazza, ha subito premuto il
pulsante d’emergenza arrestando la corsa della seggiovia. Per Brooke, però, era
ormai troppo tardi. Quando l’ambulanza è arrivata sul posto la giovane era
ancora viva. Secondo la stampa locale, la ragazza sarebbe morta in ospedale a
causa di un arresto cardiaco.
L’azienda che gestisce l’impianto sciistico ha pubblicato un comunicato in cui
afferma di collaborare con le indagini della polizia e di migliorare la
sicurezza delle sue strutture. Brooke lavorava in Giappone da circa un anno,
come receptionist in una clinica di Hakuba, non lontana da dove la 22enne ha
perso la vita.
L'articolo Lo zaino si blocca nella seggiovia di un impianto sciistico: una
22enne muore per arresto cardiaco. L’azienda sotto accusa: “Collaboriamo con la
polizia” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Incredibile Lindsey Vonn: gareggerà alle Olimpiadi nella discesa libera
nonostante un crociato rotto dopo la brutta caduta a Crans–Montana. Ad
annunciarlo è stata la stessa sciatrice statunitense nel corso di una conferenza
stampa a Cortina. “A Crans Montana ho completamente rotto il crociato sinistro,
ma sono fiduciosa di poter gareggiare domenica“, ha dichiarato facendo
riferimento alla gara di discesa libera ai Giochi di Milano-Cortina.
Vonn ha dichiarato oggi – martedì 3 febbraio – di essersi “completamente rotta”
il legamento crociato anteriore, di avere una contusione ossea “oltre a un danno
al menisco“. Ma dopo tre giorni di fisioterapia e visite mediche, la fuoriclasse
americana è tornata a sciare martedì con un tutore al ginocchio. “Lo sento
stabile, lo sento forte”, ha detto, aggiungendo di essere “fiduciosa” di poter
gareggiare. “Farò tutto il possibile per essere al cancelletto di partenza”, ha
aggiunto.
Vonn è caduta in una discesa libera a Crans-Montana, in Svizzera, venerdì ed è
finita tra le reti di sicurezza. Dopo essere scesa fino a fondo pista in lacrime
toccandosi il ginocchio sinistro (non il destro, dove ha una protesi), è stata
trasportata in elicottero per le cure mediche. La 41enne americana è una delle
più grandi star dei giochi invernali, che inizieranno venerdì con la cerimonia
di apertura. La sua prima gara sarà appunto due giorni dopo, nella discesa
libera femminile in programma domenica. Vonn aveva in programma di gareggiare
anche nel superG e nella nuova combinata a squadre. La prima prova di
allenamento è prevista per giovedì.
“Ovviamente, non è quello che speravo. Ho lavorato duramente per arrivare a
questi Giochi in una posizione molto diversa. So quali erano le mie possibilità
prima dell’incidente e so che non sono le stesse di oggi, ma so che c’è ancora
una possibilità e finché ci sarà una possibilità, ci proverò“, ha dichiarato
ancora una decisa Vonn in conferenza stampa. Sulla sfida che deve affrontare, la
campionessa americana ha ribadito che “purtroppo, nella mia carriera, ne ho
dovute affrontare molte. Ho sempre spinto ai limiti e la discesa libera è uno
sport molto pericoloso e tutto può succedere. E poiché mi spingo ai limiti, cado
e mi infortunio più volte di quanto vorrei ammettere, anche a me stessa”.
L'articolo Lindsey Vonn choc dopo la caduta a Crans-Montana: “Ho il crociato
rotto, ma alle Olimpiadi gareggio lo stesso” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un grave incidente si è verificato nella tarda mattinata del 2 febbraio sulle
piste da sci del Monte Elmo, in val Pusteria. Secondo una prima ricostruzione ,
un bambino polacco di 10 anni è rimasto seriamente ferito dopo uno scontro con
un altro sciatore. Quest’ultimo non avrebbe riportato conseguenze rilevanti. Le
cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento.
L’incidente è avvenuto intorno alle 11:30 nella località situata tra l’Alto
Adige e il Tirolo Orientale. Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto sono
arrivati i carabinieri di San Candido in servizio sull’impianto, insieme ai
sanitari della Croce Bianca. Vista la gravità delle condizioni del minore, è
stato attivato anche l’elicottero di soccorso Pelikan 2. Dopo le prime cure
prestate direttamente sulla neve, il piccolo è stato infatti elitrasportato
all’ospedale di Bolzano, dove è stato ricoverato nel reparto di terapia
intensiva.
L'articolo Incidente sugli sci in val Pusteria: bimbo di 10 anni in terapia
intensiva all’ospedale di Bolzano proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’Italia dello sci sorride ancora quando mancano pochi giorni al via delle
Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. È arrivato anche lo squillo di Dominik Paris:
il 36enne altoatesino trova la seconda piazza nella discesa libera di Crans
Montana, vinta dallo svizzero Franjo Von Allmen. Paris ha dimostrato sulla neve
elvetica di essere finalmente in grande forma, proprio a ridosso della gara
olimpica nella “sua” Bormio, dove ha trionfato 7 volte in Coppa del Mondo. Tutta
la squadra azzurra della velocità si presenta ai Giochi con grandi ambizioni: a
Crans Montana anche
Benjamin Jacques Alliod, Mattia Casse e Florian Schieder hanno chiuso in top
ten. Senza dimenticare Giovanni Franzoni (male quest’oggi), che viene dai
successi di Kitzbuhel e Wengen. E poi ci sono le speranze al femminile: il
secondo posto di Sofia Goggia sabato, il rientro di Federica Brignone e anche
una Laura Pirovano in grande condizione.
LA LIBERA DI CRANS MONTANA
Von Allmen torna al successo tra i tifosi di casa, su una pista inusuale per il
programma maschile. Oggi ha sciato meglio di tutti: 65 centesimi rifilati a
Paris e 70 all’americano Ryan Cochran-Siegle, a sorpresa sul podio. Solo quarto
il dominatore Marco Odermatt, ma per una volta l’Italia fa concorrenza allo
squadrone svizzero. Dietro Odermatt infatti si piazza Alliod: è la prima volta
tra i migliori 5 in Coppa del Mondo per il 26enne di Fénis. Poi arriva un altro
svizzero a sorpresa, Lars Roesti. Ottimo settimo Casse, davanti allo svizzero
Alessio Miggiano. E in nona posizione ancora un azzurro: Schieder. Sicuramente
Casse e Alliod sono stati anche favoriti da una pista che si è via via
velocizzata, ma sono stati tra i pochi (insieme appunto agli svizzeri) a
sfruttare l’occasione. Fuori anche dai primi 20 invece Franzoni, subito dietro a
Christof Innerhofer, su un tracciato che sicuramente non esalta le sue
caratteristiche. La gara che conta, tanto, è quella del 7 febbraio a Bormio.
L’Italia della velocità ci arriva con la fiducia alle stelle.
L'articolo Dominik Paris in forma olimpica: è secondo nella libera di Crans
Montana, altri tre azzurri in top ten proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il superG di Crans Montana ha dato indicazioni positive all’Italia in vista di
Milano–Cortina – con il secondo posto di Sofia Goggia – ma anche una delusione
enorme a Laura Pirovano, sciatrice azzurra che aveva quasi portato a termine la
gara della vita e stava per trionfare in Svizzera. Poi l’errore alla penultima
porta ha compromesso tutto. E quell’errore ha scatenato una reazione d’istinto
in telecronaca Rai, con protagonisti Enrico Cattaneo e Nadia Fanchini, presto
diventati virali sui social, soprattutto su X.
Pirovano per tutta la prova era stata nettamente la più veloce, mettendo in
mostra passaggi perfetti e un’aggressività che le avrebbe consentito di ottenere
la prima vittoria in carriera in Coppa del mondo di sci alpino. Purtroppo un
errore nel finale l’ha costretta a saltare la penultima porta e a dire addio ai
sogni di gloria. Ed è lì che in particolare Nadia Fanchini ha urlato fortissimo
in cuffia. Urlo amplificato ovviamente dal microfono, che non avrà fatto piacere
ai telespettatori.
A ciò si aggiunge la “gufata” involontaria di pochi attimi prima, quando
Pirovano stava sciando benissimo e Franchini – commentando – ha esclamato:
“Entrata strettissima, bravissima. Sta sciando da paura, anche qui è super
presente, sta sciando benissimo…”, poi la voce interrotta proprio nel momento in
cui Pirovano ha commesso l’errore fatale e l’urlo in cuffia: “No! No!“, che non
ha sicuramente fatto bene alle orecchie di chi stava ascoltando.
> L’urlo della disperazione all’errore di Laura Pirovano. Il microfono. Le mie
> cuffie. Le mie orecchie, le vostre orecchie. #FISAlpine
> #CransMontanapic.twitter.com/OVtwRQLxOa
>
> — LALLERO (@see_lallero) January 31, 2026
L'articolo Un urlo fortissimo spezza la telecronaca Rai: la disperazione per
l’errore di Laura Pirovano durante il superG di Crans Montana proviene da Il
Fatto Quotidiano.
“Sinner mi ha scritto un messaggio dopo ogni prova cronometrata a Kiztbuhel,
dandomi un’enorme motivazione, e poi mi ha mandato i complimenti dopo la
vittoria“. Giovanni Franzoni oggi è la grande speranza dell’Italia ai Giochi
Olimpici di Milano-Cortina 2026, ha vinto il superG a Wengen, ma soprattutto ha
trionfato in discesa a Kitzbuhel, su una delle piste più difficili e pericolose
del mondo. Insomma, l’anno in corso è stato quello della sua esplosione nello
sci.
C’è stato però un periodo – o meglio, una gara nello specifico (a San Sicario,
nel 2009) – in cui prendeva quattro secondi da Jannik Sinner, che ha poi scelto
il tennis e oggi è il numero due al mondo. I due sono coetanei (24 anni) e lo
stesso Franzoni – nel corso di un’intervista a La Gazzetta dello Sport – ha
raccontato il suo rapporto con Sinner, soprattutto da quando si è diffusa la
curiosa storia citata della gara da sci nella categoria Junior.
“Sarò sincero, se non le avessero riproposte i giornali, non mi sarebbero mai
venute in mente. Non ho una grande memoria e poi a quell’epoca ero veramente
scarso e quindi più che agli avversari dovevo pensare a me stesso. Ma quando la
storia è uscita di nuovo, ci siamo messi in contatto su Instagram“, ha rivelato
Franzoni, a proposito del campione italiano di tennis, fresco di eliminazione in
semifinale agli Australian Open. “Non sapete quale onore sia e quanto mi renda
felice essere apprezzato da uno dei più grandi campioni di quest’epoca”.
Sperava di diventare un campione tra i pali stretti dello slalom, oggi è un
astro nascente della velocità. “Quando ho cominciato a sciare avrei voluto
diventare un campione di slalom. Ma quando provi la velocità per la prima volta,
è una sensazione che non ti abbandona più, ti dà qualcosa che ti resta dentro
per sempre. Io a 150 km all’ora mi sento completamente libero”.
Lo sta dimostrando in questi mesi, periodo in cui ha trovato il suo primo podio
in Val Gardena e conquistato anche il superG di Wengen, dove nel gennaio 2023
arrivò un terribile infortunio che ne frenò l’ascesa tra i big. Due tendini
rotti e un’operazione chirurgica. A distanza di due anni – su quella pista – il
trionfo che lo ha lanciato tra i grandi. Poi il capolavoro in discesa a
Kitzbuhel. Due successi in due delle piste più iconiche del circuito sciistico.
La terza è Bormio, dove il 7 febbraio alle Olimpiadi si assegna l’oro nella gara
più attesa, la discesa libera. E dove Franzoni cerca – questa volta sì – la
definitiva consacrazione.
L'articolo “Sinner mi ha scritto un messaggio dopo ogni prova a Kiztbuhel”:
Franzoni racconta come è nato il loro rapporto proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sofia Goggia lancia un segnale positivo in vista delle Olimpiadi di
Milano–Cortina, classificandosi seconda nel superG di Crans Montana – località
ancora scossa dalla tragedia di capodanno, dove ieri è stata annullata la
discesa dopo le prime sei partenze – a soli 18 centesimi da Malorie Blanc,
21enne padrona di casa che ha trionfato con il tempo di 1’17″34. Male Federica
Brignone, diciassettesima al rientro in velocità dopo il grave infortunio che
l’ha tenuta fuori quasi un anno. “Non mi è venuta la gara come pensavo di
interpretare”, ha dichiarato la sciatrice azzurra a fine gara. Brignone aveva
soli tre giorni di allenamento nelle gambe e dopo una buona partenza, ha perso
parecchi decimi a causa di un pericoloso slittamento che ne ha condizionato la
prestazione. Nel finale però ha ritrovato un ottimo assetto per chiudere al
17esimo posto, a 1″28 da Blanc.
Tornando a Goggia, aveva inizialmente fatto segnare ottimi parziali, ma nel
tratto finale ha concesso 26 centesimi alla rivale svizzera e di conseguenza la
vittoria. La sciatrice azzurra ha comunque battuto un colpo a pochi giorni
dall’inizio delle Olimpiadi, ottenendo il quarto podio stagionale, il terzo in
superG, ma soprattutto il primo in questo inizio di 2026. “Non è stato facile
gareggiare qui per quello che è successo. Il pensiero di quel dramma mi ha
accompagnato per tutto questo mese, sapendo di dover gareggiare proprio in
questa località”, ha esordito Goggia al termine della competizione, ricordando
le vittime della strage di Capodanno.
Goggia consolida comunque il suo primo posto nella classifica di specialità,
allungando su una Alice Robinson (oggi sesta), che in questa parte di stagione
rende molto meglio nelle discipline veloci, piuttosto che in gigante. Sono 280 i
punti della bergamasca, contro i 220 della neozelandese. “Per quello che
riguarda la mia gara, devo dire che sono soddisfatta. Ho fatto un paio di
errori, soprattutto in alto, ma sentivo di avere la velocità e questo è molto
importante. Gennaio non è mai stato un mese facile per me, e terminarlo con un
podio è il miglior modo per presentarsi alle Olimpiadi, che per me sono sacre.
Pensare alle gare olimpiche mi gasa”.
Ma dall’Italia impegnata nel superG di Crans Montana arrivano altri segnali
positivi, a partire da Roberta Melesi, autrice di una prova di qualità,
soprattutto nella parte alta e in quella centrale, dove contava lo scivolamento.
Qualche decimo lasciato nella parte tecnica finale, ma la prova dell’azzurra di
Ballabio è stata assolutamente positiva. Per molto tempo Melesi è rimasta al
terzo posto e ha accarezzato il sogno del podio, alle spalle di Goggia, ma è
stata poi battuta da Breezy Johnson, con il pettorale 29.
Un vero peccato invece per la trentina Laura Pirovano, che per tutta la pista è
stata nettamente la più veloce, mettendo in mostra passaggi perfetti e
un’aggressività che le avrebbe consentito di ottenere la prima vittoria in
carriera. Purtroppo un errore nel finale l’ha costretta a saltare la penultima
porta e a dire addio ai sogni di gloria. La discesa cancellata venerdì a Crans
Montana sarà recuperata il prossimo 6 marzo in Val di Fassa.
L'articolo Goggia batte un colpo, è seconda nel superG a Crans Montana: “Pensare
alle Olimpiadi mi gasa”. Rimandata Brignone, al rientro in velocità proviene da
Il Fatto Quotidiano.
Alberto Tomba aveva chiesto alla squadra azzurra di sci femminile di non
presentarsi al cancelletto di partenza della libera di Crans Montana, annullata
dopo che treatlete sono cadute in appena sei discese. Le condizioni della pista
e del meteo erano troppo pericolose: la giuria di gara non lo ha capito subito e
ne hanno fatto le spese Marte Monsen, Nina Ortlieb e Lindsey Vonn. Tomba invece
lo aveva capito subito, come ha svelato in diretta sulla Rai Paolo De Chiesa, ex
sciatore della valanga azzurra e oggi commentatore per la televisione pubblica.
“Alberto Tomba ha parlato col dt della squadra femminile, Gianluca Rulfi,
mettendolo in guardia da questa pista a pochi giorni dalle Olimpiadi”, ha
spiegato De Chiesa. Tomba avrebbe detto a Rulfi: “Uno può anche decidere di non
partire come feci io in passato”. Il riferimento era ovviamente a tutta la
squadra azzurra, da Sofia Goggia a Nicol Delago. Ma in primis per Federica
Brignone, che oggi sarebbe dovuta rientrare in discesa in Coppa del Mondo: un
test proprio in vista delle Olimpiadi.
Ma, come ha sottolineato Tomba, era davvero inutile rischiare di farsi male a
una settimana dal via dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026.
Fortunatamente, la gara è stata cancellata prima che toccasse alle azzurre
scendere in pista. Ma resta una follia quello che è successo. Le atlete che sono
scese hanno corso rischi gravissimi. Di più, Monsen e Vonn rischiano di aver
compromesso le Olimpiadi. La campionessa americana stava sognando di scrivere
un’impresa storica: vincere una medaglia ai Giochi a 41 anni e dopo un ritiro,
per via di un’operazione al ginocchio destro in cui le è stata inserita una
protesi in titanio. Tutto rischia di finire per colpa della folle discesa di
Crans Montana.
L'articolo “Alberto Tomba aveva messo in guardia da questa pista di Crans
Montana a pochi giorni dai Giochi”: il retroscena svelato da Paolo De Chiesa
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Incredibile quanto successo a Crans Montana. Nella località svizzera ancora
segnata dalla tragedia di Capodanno, in cui si è disceso comunque di disputare
una gara di Coppa del Mondo del sci, la discesa è stata annullata dopo le prime
sei partenze perché è troppo pericolosa. Su sei atlete, infatti, tre sono
cadute. Tra loro anche la 41enne Lindsey Vonn, che ora rischia un infortunio
proprio a una settimana dalle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina: la discesa
libera femminile dei Giochi è in programma l’8 febbraio.
Oltre a Vonn, anche la norvegese Marte Monsen potrebbe aver compromesso
l’Olimpiade: la sua caduta è stata la più brutale, ha anche perso il casco ed è
stata portata via in toboga. L’altra caduta ha visto protagonista invece
l’austriaca Nina Ortlieb: ha perso l’equilibrio in curva ed è volata contro la
rete di sicurezza. Fortunatamente l’airbag si è aperto e l’atleta è riuscita a
rialzarsi, senza gravi conseguenze. Dopo la caduta di Vonn, si è deciso di
fermare la gara. Nel frattempo Sofia Goggia e Federica Brignone – che doveva
rientrare oggi in discesa – stavano comunque valutando di non presentarsi al
via.
Le condizioni della discesa erano evidentemente troppo pericolose, già solo per
via del manto della pista. A questo si è aggiunto il meteo: una nevicata in
intensificazione nella parte superiore del tracciato e una scarsa visibilità.
Dopo le tre cadute, la giuria si è decisa a intervenire e cancellare la discesa.
Resta al momento programmata per le 12 la prima prova maschile in vista della
discesa di domenica, domani è in calendario alle 11 il superG femminile,
preceduto dalla seconda prova maschile. “La giuria deciderà se disputare domani
la discesa oppure il super gigante come da programma”, fa sapere la Fisi.
IL DRAMMA DI LINDSEY VONN
La campionessa americana ha perso il controllo atterrando da un salto ed è
finita impigliata nelle reti di sicurezza. Alla fine si è rialzata, dopo aver
ricevuto le cure mediche, e si è allontanata con cautela. Ha poi rimesso gli
sci, ma si è fermata per controllare il ginocchio sinistro. La 41enne Vonn è
tornata la scorsa stagione dopo una sostituzione parziale in titanio del
ginocchio destro. Si era ritirata, poi la decisione di rincorrere ancora il
sogno olimpico: se sta bene, è considerata una delle favorite per l’oro nelle
prove veloci di sci alpino. Ma ora un possibile infortunio rimette tutto in
discussione.
L'articolo Follia Crans Montana, la discesa è troppo pericolosa: tre cadute e
gara annullata. Vonn ko a una settimana dalle Olimpiadi proviene da Il Fatto
Quotidiano.