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“La polizia inglese ha chiesto la pubblicazione degli Epstein files non censurati, è determinata ad andare fino in fondo sull’ex principe Andrea. Indaga anche per corruzione e traffico sessuale”: la rivelazione del Times
La polizia inglese questa volta sembra davvero determinata ad andare a fondo nell’inchiesta scaturita dagli Epstein Files che hanno definitivamente compromesso la posizione dell’ex principe Andrea, tanto che un commissario della Metropolitan Police si è recato a Washington per cercare di esercitare pressioni sulle autorità statunitensi affinché accelerino la pubblicazione dei documenti, non censurati, contenuti nei fascicoli. L’ex principe non ha mai smesso di negare le accuse nei suoi confronti, ma oggi, all’ipotesi di abuso d’ufficio aggravato dall’alto tradimento, per il fratello del sovrano si ipotizza anche l’apertura di altri filoni, con l’ipotesi di accusa per corruzione e traffico sessuale. A fornire elementi utili potrebbe essere la testimonianza di una donna che, recentemente, ha dichiarato di essere stata mandata da Jeffrey Epstein nel Regno Unito per finire a casa di Andrea con il quale avrebbe avuto un rapporto sessuale. Queste nuove accuse sono al vaglio della polizia che aveva già sentito Virginia Giuffre che aveva dichiarato di essere stata abusata da Andrea in tre occasioni, compresa una volta a Londra, quando ancora minorenne. A quel tempo, la Metropolitan Police aveva deciso di non avviare un’indagine approfondita, mentre l’ex principe negava persino di aver mai conosciuto la Giuffre, morta suicida un anno fa e con la quale, nel 2022, aveva poi raggiunto un accordo extragiudiziale da 12 milioni di sterline. Ma non finisce qui, perchè secondo quanto riferito dal Times, oltre ad un’indagine preliminare sul presunto traffico sessuale, Andrea potrà essere indagato anche per altri potenziali reati di corruzione. Oggi il vento è cambiato, sono almeno dieci le forze di polizia impegnate nelle inchieste e la Thames Valley Police sta andando oltre l’abuso d’ufficio per evitare che un cavillo possa portare all’archiviazione. Il 19 febbraio scorso, il fratello del re era stato prelevato dalla sua residenza per essere posto in stato di fermo per undici ore. Ad inchiodarlo, alcune email scambiate con Jeffrey Epstein quando l’ex principe svolgeva l’incarico di inviato speciale per il commercio e gli investimenti per conto del governo britannico. In diverse occasioni, il figlio prediletto della regina Elisabetta II aveva condiviso con il faccendiere americano informazioni riservate e sensibili, ottenute nello svolgimento della sua funzione. Andrea, tra il 2010 e il 2011, era stato in missione in Asia, in viaggio tra Vietnam, Singapore, Hong Kong e pochi istanti dopo aver ricevuto dai suoi collaboratori un report dettagliato, lo aveva girato alla casella di posta elettronica di Epstein, che lo ospitava a casa sua a Manhattan. Lo stesso copione era avvenuto dopo una missione svolta in Afganistan, sempre alla ricerca di occasioni di investimento per conto del governo che non lo pagava per svolgere quell’attività, ma le spese erano tutte rimborsate, comprese le voci messe a piè di lista che fanno riferimento a non meglio precisati ospiti e a massaggi, sui quali oggi, finalmente, anche il parlamento sta cercando di fare chiarezza. La ragione che ha spinto la polizia a cercare di estendere le indagini è legata al cavillo formale che dovrà inquadrare con esattezza il ruolo di Andrea Mountbatten-Windsor nel momento in cui svolgeva quell’attività per conto del governo e che rischia di impedire di procedere penalmente. Una fonte di polizia sentita dal quotidiano britannico avrebbe spiegato come “la soglia legale per l’abuso d’ufficio è alta”. Il punto è definire il ruolo di Andrea, ovvero se fosse da considerarsi “effettivamente un funzionario pubblico, in quel momento, o che avesse effettivamente firmato dei documenti”. Sarebbero stati proprio esperti legali a suggerire la difficoltà nell’avviare procedimenti penali a suo carico vista la zona d’ombra aperta nella definizione esatta del suo incarico. L’ex principe, per commettere il reato di abuso d’ufficio aggravato dall’alto tradimento, deve avere sfruttato la sua carica: non basta essersi comportato in modo scorretto mentre stava ricoprendo quel ruolo. Il presunto reato deve avvenire “mentre sta specificamente esercitando le proprie funzioni”, insomma, deve aver agito in modo intenzionale e volontario in qualità di pubblico ufficiale, solo così si dimostrano il tradimento, la cattiva condotta e l’abuso. Un cavillo che in realtà potrebbe trasformarsi nella via di fuga per Andrea, che, al momento, condivide la sorte dell’ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Peter Mandelson, anch’egli accusato del medesimo abuso che sarebbe stato commesso quando era membro del Gabinetto di governo di Tony Blair. Da qui si spiegherebbe anche la ragione che ha spinto un commissario della Metropolitan Police a volare fino a Washington per esercitare pressioni sulle autorità statunitensi affinché accelerino la pubblicazione degli scambi epistolari utili alle indagini, ma questa volta, senza censure. L'articolo “La polizia inglese ha chiesto la pubblicazione degli Epstein files non censurati, è determinata ad andare fino in fondo sull’ex principe Andrea. Indaga anche per corruzione e traffico sessuale”: la rivelazione del Times proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Jeffrey Epstein
Re Carlo inaugura il cammino costiero più lungo del mondo: tra scogliere mozzafiato, paludi e villaggi storici, ecco il ‘King Charles III England Coast Path’
Re Carlo III ha inaugurato il cammino costiero attrezzato più lungo del mondo, che porta il suo nome. Il ‘King Charles III England Coast Path’, con i suoi 4.327 chilometri (2.689 miglia), permette per la prima volta di percorrere a piedi ininterrottamente l’intera costa inglese, attraversando scogliere, paludi salmastre, spiagge e villaggi storici. Il sovrano, che ieri aveva accolto con tutti gli onori a Windsor il presidente nigeriano Bola Tinubu e la first lady Oluremi per la prima visita di Stato da 37 anni di un leader del popoloso Stato africano un tempo colonia dell’impero britannico, ha partecipato all’evento sulle scogliere di gesso delle Seven Sisters, nell’East Sussex. Accompagnato dalla ministra dell’Ambiente Emma Reynolds, Carlo III, grande appassionato di cammini e natura, ha percorso a piedi un tratto del nuovo tracciato. Per completare il progetto, l’ente Natural England ha dovuto realizzare oltre 1.600 chilometri di nuovi sentieri, installando ponti e passerelle per rendere accessibile ogni passo lungo la costa inglese. L'articolo Re Carlo inaugura il cammino costiero più lungo del mondo: tra scogliere mozzafiato, paludi e villaggi storici, ecco il ‘King Charles III England Coast Path’ proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Il principe Andrea trasloca in una casa di cinque stanze: ci sarà spazio per i suoi 72 orsi di peluche e le opere d’arte che non ha voluto restituire?
I lavori di restauro ed i preparativi per il trasferimento di Andrea Mountbatten-Windsor sono ormai ultimati: prima di Pasqua l’ex principe verrà trasferito al Marsh Farm, la casa colonica del Norfolk che gli è stata assegnata dal re. In questi giorni sono stati avvistati i camioncini del supermercato e di una famosa agenzia di traslochi che sposta, in sicurezza, opere d’arte anche per i musei e il dubbio che molti si pongono nel vedere i grandi movimenti in atto è: ma dove metterà tutte le sue cose, Andrea, che da una casa di trenta stanze passa ad una casetta di cinque? Il problema principale che sembra affliggere l’ex principe, in realtà, è legato soprattutto alla sorte della sua vasta collezione di orsacchiotti: ne avrebbe in tutto 72 e ognuno di questi ha la sua posizione in batteria che dal più piccolo al più grande e deve essere rispettata con rigore e precisione massima, quando posizionati sul suo letto. Il personale di servizio viene controllato e redarguito se il lavoro non è eseguito con precisione scrupolosa, ma dove troverà lo spazio per sistemarli nella casa colonica? Non solo. Il furgone che trasporta opere d’arte, avvistato davanti alla Marsh Farm, potrebbe essere stato incaricato di trasferire i numerosi quadri che si trovavano al Royal Lodge; di questi, parte erano di proprietà della Royal Collection Trust, mentre altri appartengono alla collezione privata della famiglia reale. In realtà, tutti i pezzi del Trust, una volta che Andrea ha perso i suoi titoli nobiliari, dovevano essere restituiti per essere conservati altrove e, di tanto in tanto, venire esposti nelle mostre destinate al pubblico. Le opere d’arte in questione, passando di mano in mano tra le dinastie reali, ma non sono di proprietà privata, a maggior ragione se non si è più nè principi, nè duchi. Ma, stando ai movimenti fuori dalla Marsh Farm pare che la cocciutaggine del fratello del re abbia avuto la meglio nonostante, anche in questo caso, molti si domandano che posto potranno trovare tutte quelle opere in una casa così piccola. Le intemperanze e pretese di Andrea, del resto, sono cosa nota. Le lamentele trapelate da chi lo ha servito e seguito per anni parlano del figlio prediletto della regina Elisabetta II come di un personaggio arrogante e fiero del suo sangue blu, che verrebbe usato come un’arma per pretendere tutto ciò che vuole: dal sistemare gli orsacchiotti sul letto in base ad un disegno ben stabilito, alla pretesa di essere chiamato “sua altezza reale” nonostante non lo sia più e lo stesso Carlo III, nei comunicati ufficiali nei quali lo consegnava in pasto alla giustizia senza offrire alcuna rete, si riferiva a lui come “il Sig Mountbatten-Windsor”. Ma l’arroganza del fratello pare non voglia sentire ragioni e chi lavora per lui deve continuare a fargli l’inchino perchè lui stesso avrebbe detto chiaramente “le regole del palazzo non valgono dentro queste mura” e il suo diritto di nascita sarebbe qualcosa che “il re non può cancellare”. Vero è anche che non è stato facile assumere personale di servizio a Marsh Farm. Il sovrano gli avrebbe messo a disposizione solo di un cuoco, un maggiordomo e una persona addetta alle pulizie, ma erano in pochi a mostrarsi disponibili a lavorare per lui dopo tutto ciò che è emerso del suo passato insieme a Jeffrey Epstein e dopo all’arresto di 11 ore avvenuto il 19 febbraio scorso. Secondo Tom Quinn, esperto di reali, le sue pretese del passato, poi, sono diventate leggendarie. Famosa la storia di un dipendente licenziato perchè indossava una cravatta di tessuto acrilico, mentre un altro sarebbe stato allontanato perchè aveva un neo sul viso che lo infastidiva. Andrew Lownie, scrittore esperto delle vicende dalla famiglia degli ex duchi di York, ha invece ricordato come le sue abitudini private prevedessero che la mattina, il personale addetto alla sua cura dovesse recuperare tutti i fazzoletti sporchi che lui lasciava sul pavimento intorno al letto. Andrea, secondo i suoi detrattori, non avrebbe mai superato la frustrazione di non essere nato primogenito e per questo avrebbe sempre avuto un atteggiamento dispotico e da bullo con tutti, anche oggi, quando siamo ormai fuori tempo massimo. L'articolo Il principe Andrea trasloca in una casa di cinque stanze: ci sarà spazio per i suoi 72 orsi di peluche e le opere d’arte che non ha voluto restituire? proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Camilla pensa che Meghan Markle abbia fatto il lavaggio del cervello a Harry, ora è ossessionato dal desiderio di vendetta nei confronti della famiglia”: le rivelazioni in un nuovo libro
“Meghan ha fatto il lavaggio del cervello a Harry“. Parole dal significato inequivocabile che stanno facendo molto rumore soprattutto perché a pronunciarle non sarebbe stata una persona qualsiasi, ma Camilla, la seconda moglie di re Carlo III. Scoppiata come una bomba, la frase pubblicata sul Times ha riacceso un faro sulle faide interne alla famiglia reale, ma di questi tempi il suo suono sarà apparso quasi soave all’udito di un re che sta facendo i conti con il momento storico più basso della monarchia. Forse è meglio parlare delle liti familiari che accomunano tutti, reali e non, piuttosto che dei legami di Andrea Mountbatten-Windsor con il predatore sessuale Jeffrey Epstein. LE RIVELAZIONI NEL LIBRO DI TOM BOWER La rivelazione che potrebbe dare una breve pausa ai tormenti di Carlo III è contenuta nell’ultimo libro di Tom Bower: Betrayal: Power, Deceit and the Fight for the Future of the Royal Family. Sulla copertina si vede una foto della coppia, che ha lasciato la famiglia reale nel 2020, immortalata in primo piano. Lui guarda davanti a sé, mentre lei guarda in alto con lo sguardo di chi sembra vedere oltre. Tutto quello che può essere passato nella testa dell’ex attrice americana viene descritto nelle pagine dedicate al racconto della rottura dei rapporti tra i due fratelli che hanno smesso definitivamente di parlarsi dopo che William aveva messo in guardia Harry sulla decisione di correre troppo veloce con questa fidanzata. I RETROSCENA DEL TÈ DELLA DISCORDIA Un estratto breve del libro dettaglia i retroscena del famoso tè del giugno 2018 che mise a confronto William, Kate, Meghan ed Harry. Il momento topico si consuma a Kensington Palace. Kate sostiene il marito e lo lascia parlare, William si avvicina a Meghan puntando il dito indice verso di lei mentre spiega che il matrimonio non deve essere affrettato. Sarebbe a quel punto che la reazione di Meghan è passata alla storia. “Se non ti dispiace, togli quel dito dalla mia faccia”. Così si è consumata la rottura irreparabile tra le giovani coppie d’oro che la regina Elisabetta II immaginava alla conquista del consenso popolare utile a dare nuova linfa alla vecchia corona britannica. “MEGHAN HA ALLONTANATO HARRY DALLA CORONA” Ma Meghan aveva altro in mente, tanto che Bower ricostruisce la sua delusione: “I Cambridge ritenevano che Meghan non si fosse rassegnata a quello che a Londra era considerato il suo destino. Pensavano che lei rimpiangesse le scarse possibilità che Harry avesse di diventare un giorno re, proprio come lei stessa rimpiangeva la possibilità di non diventare mai regina”. Da qui le sue prese di posizione, le sue pretese che si scontravano con le regole ferree del palazzo e la fuga dal protocollo di Harry intento a seguire quella che sembrava una regia precisa, quella di Meghan. Scrive Bower: “I timori iniziali di William si concretizzarono ben presto. Meghan era diventata un elemento di divisione. Per compiacerla, Harry stava trascurando i suoi vecchi amici. Con l’incoraggiamento di Meghan, Harry iniziò a sottrarsi al controllo di Palazzo. Invece di seguire le orme di personaggi come il suo insipido zio Edward, Harry si rifiutò di accettare il suo destino di “riserva” superflua”. E ancora, l’autore ricostruisce che: “Aveva persino cambiato numero di telefono senza dirlo alla sua famiglia. Il ragazzo gioviale e mondano era ormai ossessionato dal desiderio di vendetta. Il suo carattere rispecchiava sempre più quello di Meghan. Dal punto di vista emotivo, stava scivolando verso gli estremi. Le semplici antipatie si trasformavano in odio viscerale”. LA VENDETTA DI HARRY SU CAMILLA Camilla è stata una delle principali vittime della vendetta di Harry che, nelle interviste che sono seguite alla partenza della coppia dal Regno Unito e nel suo libro Il Minore, ha dedicato parole durissime alla donna che ha preso il posto di sua madre al fianco del padre. Ma Camilla, con ogni probabilità, la pensa come Bower. Harry è il fratello minore, quello che non ha saputo metabolizzare (se mai fosse possibile farlo) la morte prematura ed improvvisa della madre, Lady D. Ha affondato il suo lutto e il suo dolore nelle droghe, nella sregolatezza e nella incapacità di vivere relazioni stabili. E, secondo l’opinione dei suoi familiari, Meghan ha semplicemente dato forza alla deriva che anziché riavvicinarlo alla corona, lo ha portato via, trasformandola da possibile alleata ad una chiara nemica della “ditta”. I commenti raccolti dall’uscita di queste anticipazioni rafforzano l’idea che i sudditi sarebbero sempre pronti a perdonare Harry, per le sue scelte e i suoi errori; ma lo stesso non può dirsi per la moglie, Meghan. LA REPLICA DI HARRY E MEGHAN La replica dei Sussex è arrivata attraverso le parole di un portavoce che ha dichiarato: “Le osservazioni del signor Bower hanno da tempo superato il confine tra critica e ossessione. Si tratta di una persona che ha dichiarato pubblicamente: ‘La monarchia dipende, di fatto, dall’effettiva eliminazione dei Sussex dalla nostra vita’, un linguaggio che parla da sé. Ha costruito la propria carriera elaborando teorie sempre più complesse su persone che non conosce e che non ha mai incontrato. Chi è interessato ai fatti cercherà altrove; chi è alla ricerca di complotti deliranti e melodrammi sa esattamente dove trovarlo“. 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Re Carlo III
Principe Harry
“Parassiti, cosa sapevi di tuo fratello e Epstein?”: re Carlo III contestato dai sudditi. E intanto Meghan mette in vendita weekend con lei da 1600 euro
Elisabetta II nel 1992 si lamentava per l’annus horribilis della monarchia afflitta da una serie di divorzi: Carlo e Diana, Andrea e Sarah Ferguson e la principessa Anna, da sommare all’incendio dell’amato castello di Windsor. Cosa dovrebbe dire oggi Carlo III diventato re da quattro anni nei quali non ha avuto un solo giorno di pace? La ciliegina sulla torta di un regno disgraziato gliela stanno servendo i suoi familiari più stretti, tra il figlio Harry e la moglie Meghan ed il fratello Andrea e la ex moglie Fergie. Il calo di popolarità della corona, sopraffatta dagli scandali, è tangibile al punto che le ultime uscite del sovrano sono costellate di proteste, manifestanti anti monarchici e cori che chiedono la verità sui rapporti tra il predatore sessuale americano Jeffrey Epstein e la famiglia dell’ex duca di York, comprese le due figlie. L’ultimo assalto, a suon di cartelli e grida come “parassiti”, “cosa sapevi?” (di tuo fratello ndr), ha accolto l’arrivo di Carlo e Camilla alla cerimonia per il Commonwealth Day Service di inizio marzo. Fuori dall’abbazia di Westminster, un gruppo di manifestanti ha inveito contro il sovrano che ha continuato a salutare chi lo stava accogliendo con un sorriso, portando avanti il dovere per cercare di far dimenticare gli scandali. Le proteste ormai sono diventate un appuntamento fisso ad accompagnare le uscite pubbliche del re che le ignora, mostra sicurezza e incassa, suo malgrado. Ma il segnale non è positivo e l’attesa dei prossimi passi che la polizia intende condurre nel prosieguo delle indagini sul fratello Andrea, posto in stato di fermo per 11 ore il giorno del suo ultimo compleanno, non fanno presagire nulla di buono. Come se non bastasse, poi, i fendenti che arrivano all’indirizzo di Buckingham Palace non si fermano all’Inghilterra. La pioggia di brutte notizie è sempre in agguato quando si valica l’oceano, in direzione California. Harry, il figlio ribelle che da un lato mostra di voler tendere la mano alla famiglia reale e dall’altra tira dritto nel voler condurre la vita di uno pseudo reale in salsa americana, ha fatto sapere che in aprile sarà in Australia insieme alla moglie. Sarà un viaggio ricco di appuntamenti legati alle loro attività benefiche, ma Meghan si è già guadagnata l’attenzione dei media britannici, e non solo dei tabloid, perchè è stata messa in vendita la possibilità di trascorrere un weekend al femminile, insieme a lei, pagando circa 1600 euro. Un’occasione imperdibile per ascoltare la duchessa del Sussex durante la cena di gala per ospiti VIP, con foto di gruppo con Meghan. D’altronde la debacle dell’esperienza tra i fornelli con le serie sul lifestyle vendute a Netflix va recuperata facendo soldi in qualche altro modo. With Love, Meghan è stato un fiasco, le due serie, compreso lo speciale per Natale, non hanno conquistato altro se non critiche e sfottò senza fine, al punto da spingere il colosso americano a chiudere il contratto siglato con i Sussex che, nel 2020, era valso 100 milioni di sterline. As Ever, il marchio fondato da Meghan, deve cercare di portare a casa introiti da fonti alternative e per questo, la sua titolare è banalmente in vendita al miglior offerente. Presto, 300 signore australiane potranno godere dell’opportunità di un fine settimana esclusivo con Meghan organizzato da Gemma O’Neill, personaggio noto per aver lavorato come assistente per Nicole Kidman. E’ stata lei stessa, nel suo podcast Her Best Life, ad annunciare l’appuntamento lanciando la vendita dei posti a tavola con Meghan in una due giorni di attività, incontri, yoga, meditazione e musica. Harry nel frattempo porterà avanti le sue attività caritatevoli tenendosi lontano dagli Stati Uniti e questa, per Carlo III, alla fine potrebbe essere una buona notizia perchè proprio in aprile è prevista la sua visita di Stato in America per rispondere all’invito di Donald Trump. Separati da un oceano, padre e figlio eviteranno l’imbarazzo di trovarsi nello stesso Paese senza avere un posto in agenda per potersi incontrare. L'articolo “Parassiti, cosa sapevi di tuo fratello e Epstein?”: re Carlo III contestato dai sudditi. E intanto Meghan mette in vendita weekend con lei da 1600 euro proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Re Carlo III
Jeffrey Epstein
Meghan Markle
Londra
“Re Carlo III vorrebbe offrire al figlio ribelle Harry e alla moglie Meghan la Royal Lodge, l’ex residenza di Andrea”: il primo gesto di pace in pubblica piazza
Lo hanno già ribattezzato il ramo d’ulivo teso da re Carlo III al figlio ribelle. Il Royal Lodge, la residenza reale nella quale l’ex principe Andrea ha trascorso gli ultimi vent’anni insieme alla ex moglie Sarah Ferguson, è vuoto dai primi di febbraio quando, in un blitz notturno, il fratello del re è stato prelevato dalla tenuta per essere portato via, nascosto tra le campagna del Norfolk. Ora, il progetto della corona sarebbe quello di passarlo di mano ai duchi del Sussex, offrendoglielo su un piatto d’argento. Trenta stanze piene di lusso e storia oggi versano in condizioni di forte degrado perchè, lo zio Andrea, nel tempo, non se n’è mai occupato come avrebbe dovuto e non ha nemmeno contribuito alle casse dello stato pagandone l’affitto. Gli ultimi ad entrare nella tenuta, che si trova all’interno del grande parco di Windsor, sono stati i poliziotti che per giorni lo hanno ispezionato, stanza per stanza, alla ricerca di fonti di prova per incastrare Andrea e Fergie, sotto indagine per le loro relazioni con il predatore sessuale americano Jeffrey Epstein. Certo, la storia recente della magione non è delle più edificanti, ma sicuramente il tenore di vita che si può condurre al suo interno, una volta fatte le ristrutturazioni necessarie, potrebbe ridare lustro ad un pezzo di storia della monarchia e del Paese. Carlo III, schiacciato dal peso degli scandali e dalla parabola che ha portato suo fratello a firmare una delle pagine più buie della corona, sta cercando in tutti i modi di tenere saldo il timone e di lasciare al mondo una monarchia in buono stato, solido, così come l’aveva ricevuta dalla madre. Una brutta notizia deve essere sovra scritta da una positiva e la rappacificazione con il figlio ribelle potrebbe essere una ciliegina sulla torta del re. I segnali dell’intenerimento di Carlo III verso il figlio sono chiari da tempo e continuano a trasmettere luci di speranza intermittenti. In base alle testimonianze anonime raccolte dall’ultimo episodio Substack dell’esperto di reali, Rob Shuter: “Il re sarebbe pronto a sotterrare l’ascia di guerra” e disponibile ad offrire il Royal Lodge ad Harry e Meghan, per riavvicinarli alla famiglia. “Il re vuole l’unità” e, pur di ottenerla, pare sia disponibile a fare diverse concessioni al figlio che gli ha dato più grattacapi. La pace familiare potrebbe essere l’unica ricetta in grado di far dimenticare, o forse solo perdonare, che i reali hanno coltivato tanta morbidezza nei conforti delle malefatte di Andrea. Prima di lasciare il Regno Unito per trasferirsi in California, Harry e Meghan si erano visti assegnare il “piccolo” Frogmore Cottage che avevano ristrutturato spendendo 2 milioni e mezzo di sterline (quasi 3 milioni di euro) che erano poi stati costretti a restituire quando lasciarono il Paese. In quella piccola residenza di Windsor ha poi vissuto Eugenie di York che, successivamente, si è trasferita in Portogallo. Le cose sono cambiate oggi, tanto che per Harry e Meghan “la porta è aperta” al punto che, il re avrebbe offerto al figlio e alla sua famiglia anche una sistemazione temporanea per la prossima estate. Nel 2027, a Birmingham, si terranno gli Invictus games, i giochi in stile paraolimpico che Harry ha creato per sostenere i veterani e che nelle prime edizioni avevano visto la presenza ed il forte sostegno dell’intera famiglia reale. Oggi, dopo il divorzio dalla corona e tutte le polemiche che ne sono seguite, i tempi sembrano maturi per riaprire le braccia ad Harry che sarebbe stato inviato a vivere ad Highgrove, la residenza privata (preferita) dal padre durante la permanenza della sua famiglia in Inghilterra. Questo, dunque, potrebbe essere un primo passo, una prova generale per preparare il terreno al possibile rientro di Harry e Meghan nelle file della Royal Family, così da permettere a Carlo di lasciare una monarchia in buona salute ed unita. Ma tutti i suoi piani dovranno fare i conti con il figlio William che non ha mai perdonato il fratello e che, qualora lui dovesse decidere di tornare per stare al Royal Lodge, diventerebbe anche il suo nuovo vicino di casa. L'articolo “Re Carlo III vorrebbe offrire al figlio ribelle Harry e alla moglie Meghan la Royal Lodge, l’ex residenza di Andrea”: il primo gesto di pace in pubblica piazza proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Principe Harry
“Il principe William ha preso in mano la situazione e ora vince la linea dura: le cugine Beatrice ed Eugenia escluse da tutti gli eventi ufficiali”. I retroscena
Il principe William ha preso in mano la situazione e a corte gli effetti sono già tangibili. La linea dura dell’erede al trono, che vuole assicurarsi di avere un trono sul quale sedersi quando sarà tempo, ha già mietuto le sue vittime illustri. Le principesse di York sono state bandite dai pubblici eventi e non dovranno più essere associate all’immagine della famiglia reale. Lontanissimi, dunque, i tempi nei quali lo zio magnanimo e comprensivo accoglieva Beatrice ed Eugenie a Sandringham per partecipare alla messa di Natale, in sfilata con la famiglia reale e poi le invitava a pranzo. Una promessa concessa al fratello, l’ex principe Andrea, aveva portato re Carlo III ad occuparsi delle due nipoti e a tenerle accanto a sé. Ma poi i contenuti emersi dagli Epstein Files e l’arresto di Andrea Mountbatten-Windsor, trattenuto con cella per 11 ore, hanno portato la linea dura di William ad avere il sopravvento. Le cuginette non sono accusate di altro se non di aver seguito due genitori scellerati che, per anni, le hanno portate nella rete del predatore sessuale americano che foraggiava i conti correnti della famiglia. Eppure, il principe del Galles e la moglie, nelle ultime uscite di gruppo con il resto della Royal Family, hanno sempre cercato di non farsi mai sorprendere accanto a Beatrice ed Eugenie, evitando accuratamente di fermarsi o di trovarsi nell’angolatura giusta per essere fotografati insieme. Che si tratti di feste o funerali, da oggi in poi questo pericolo non esisterà più perché il diktat è stato emesso e le principesse di York dovranno tenersi a debita distanza dalla corona. Le due sorelle, da sempre molto unite e soprattutto molto legate alla madre, Sarah Ferguson, non sono considerate membri attivi della famiglia reale e non ricevono uno stipendio per conto della corona. Non partecipano alle foto simbolo sul balcone di Buckingham Palace e non sostengono le attività della corte. Ciò non toglie, però, che la loro presenza e quella delle loro famiglie sia sempre stata puntuale in tutte le occasioni che contano: anche a loro è stato dato il privilegio di sfilare in carrozza durante il giro d’onore al Royal Ascot, dove Beatrice nel 2025 ha salutato la folla insieme al marito Edoardo Mapelli Mozzi, ai Garden Parties che si tengono a Buckingham Palace, così come al compleanno del re, il Trooping the Colours e alle varie celebrazioni che vedono il gruppo di famiglia sfilare davanti al castello di Windsor per raggiungere la St George Chapel o la chiesa di Sandringham, nelle campagne del Norfolk. Tutto questo non dovrà più accadere anche se Beatrice, Eugenie e i loro bambini restano iscritte nella linea di successione al trono, sine die. Il padre, Andrea, è sotto indagine e quando gli inquirenti avranno formulato i loro eventuali capi d’imputazione, il governo guidato dal primo ministro Keir Starmer metterà mano ad una legge per rimuoverlo dall’ottavo posto sulla linea di successione al trono sul quale continua a figurare. Carlo III, lo scorso ottobre, quando non ha più potuto farne a meno, gli ha tolto il titolo di principe e di duca di York, così come tutte le medaglie ed onorificenze conquistate negli anni di carriera militare. Ma vedere il figlio di una regina finire in stato di fermo di polizia è stata un’onta troppo grande per la monarchia e la linea morbida del re non può più essere accettata. Andrea e Sarah Ferguson, della quale si sono perse le tracce, sono nel mirino delle indagini relative alla grande inchiesta su Epstein e le figlie non possono pensare fingere che nulla sia accaduto. Beatrice, che oggi ha 37 anni figura al nono posto sulla linea di successione, seguita dalla figlia Sienna al decimo. Dietro di loro Eugenie, oggi 35enne, che dall’11 posto precede il figlio August prima dell’altro fratello di re Carlo III, il principe Edoardo. Qualcuno, malignamente, sottolinea come le due principesse potranno trovare facile consolazione in un’altra corte reale, quella di Montecito, dove Harry e Meghan vivono come una “Royal Family” in salsa californiana, che ha sempre accolto le cuginette con grande affetto tanto da essere state le uniche a venire salvate da tutte le accuse indirizzate al resto della famiglia nel libro biografico, Il Minore. L'articolo “Il principe William ha preso in mano la situazione e ora vince la linea dura: le cugine Beatrice ed Eugenia escluse da tutti gli eventi ufficiali”. I retroscena proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Principe William
William e Kate
“Re Carlo è pronto ad abdicare per salvare la Corona, lasciare il trono a William è l’unica via d’uscita. Anche se non volesse, sarà costretto a farlo”: cosa sta succedendo a Londra
Per salvare la corona britannica dagli effetti dello scandalo Epstein esiste solo una soluzione: l’abdicazione di Carlo III. Ne è convinto il giornalista Antonio Caprarica che lo ha ribadito anche in una intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale dove ha spiegato come “la via d’uscita definitiva sarebbe voltare pagina con l’abdicazione”. Tra l’altro, questo gesto supremo del sovrano eviterebbe di lasciare al figlio un regno “gravato da ombre e sfiducia” riducendo così anche “l’impatto del cambiamento”. “Quando i giovani prenderanno il suo posto – ha concluso – saranno sfiancati e la Corona avrà sprecato le sue carte migliori”. E se il re non volesse abdicare, “sarà comunque costretto a farlo dagli eventi”. Eppure, l’opinione pubblica britannica non è ancora così severa nei confronti di un sovrano sfortunato, anziano e malato; certo, l’impatto dei danni portati dai comportamenti del fratello è incontenibile, al punto che, nel Paese, si sta lentamente riaprendo anche una discussione sul ruolo e sulle eventuali “coperture” offerte da Elisabetta II, che quest’anno avrebbe compiuto 100 anni. La foto “iconica” del rilascio di Andrea Mountbatten-Windsor, in auto, accasciato sul sedile posteriore dopo 11 ore passate in stato di fermo di polizia, questa mattina è stata appesa al Louvre, a Parigi. Il gruppo di attivisti autore del gesto le ha dato anche un titolo: “Adesso suda”. Il riferimento è legato alle dichiarazioni dell’ex principe che, durante l’intervista rilasciata nel 2019 alla Bbc, per rispondere alle accuse di Virginia Giuffrè che aveva affermato di aver ballato con lui e che lui era “tutto sudato”, aveva spiegato di essere affetto da una sindrome in base alla quale lui non suda. La foto è rimasta su quelle pareti per 15 minuti e ha fatto il secondo giro del mondo, finché le guardie non sono intervenute per rimuoverla, ma resterà impressa nell’immaginario collettivo per sempre e sarà difficile per la famiglia reale inglese riuscire a cancellarla. Gli sforzi di William e Kate, che la sera precedente si erano mostrati raggianti al gala dei Bafta di Londra, sono uno dei tanti tentativi messi in atto da Buckingham Palace per mostrare la sua parte migliore, ma serve a poco. Il senso di indignazione globale generato dalle rivelazioni che vedono il fratello del sovrano accusato di aver violato il segreto d’ufficio a possibile danno del suo stesso Paese e di aver abusato di donne messe a sua disposizione dall’amico pedofilo Jeffrey Epstein, è incontenibile. La stampa ha sempre mostrato molta (troppa) timidezza davanti alla famiglia reale, ma ormai la situazione è sfuggita da ogni controllo e sono lontani i tempi nei quali l’allora principe Carlo mandava le regole d’ingaggio scritte in contratti di 15 pagine, prima di concedere una intervista ai giornalisti. Da settimane ormai, ogni uscita pubblica dei membri della famiglia reale è accompagnata da domande urlate sulle accuse rivolte ad Andrea e richieste di spiegazioni su cosa fosse già noto a palazzo. Ieri sera, l’erede al trono e Kate sono stati affrontati dagli stessi tentativi mentre salutavano la folla ed i flash all’entrata della Royal Festival Hall. Come d’abitudine, anche loro hanno tirato dritto, ma William, poi, si è lasciato sfuggire un commento che non è passato inosservato. “Ha visto Hamnet?” gli hanno chiesto alcuni organizzatori della serata, durante una conversazione informale all’ingresso del teatro. “Devo essere in uno stato d’animo tranquillo, e in questo momento non lo sono”, ha risposto a denti stretti, promettendo di guardare la pellicola più avanti. E come dargli torto quando ogni giorno porta la sua pena per la casa reale britannica, che deve fare i conti con gli aggiornamenti delle indagini a carico del fratello minore del re e con l’ondata inarrestabile di gole profonde pronte a raccontare segreti che finora erano rimasti custoditi nell’assoluto silenzio. L’ultimo atto, per ora, arriva da due impiegati statali che lavoravano al Dipartimento del Commercio negli anni nei quali Andrea era inviato speciale per conto del governo. Sentito dalla Bbc, uno di loro ha spiegato come l’allora principe mettesse in nota spese massaggi e tante voci giudicate “eccessive”, come ad esempio le numerose stanze da pagare per il suo staff coinvolto in un numero ingiustificabile di missioni. “Pensavo che fosse sbagliato – ha detto il testimone – dicevo che non dovevamo pagare, ma andava a finire che pagavamo lo stesso”. Un’altra testimonianza ha anche spiegato come le voci di spesa riconducibili ai viaggi di Andrea fossero spalmate su budget diversi e per questo era difficile ricostruirle nel loro insieme e che non era affatto facile determinare chi fossero i suoi ospiti aggiunti a piè di lista, per i quali lo stato doveva pagare. Accuse pesanti che hanno spinto i deputati che fanno parte della commissione parlamentare del Commercio e degli Affari a valutare l’apertura di una inchiesta interna. La politica ribolle sulla questione e oggi, il primo ministro australiano, Anthony Albanese, ha scritto all’omologo britannico, Keir Starmer, per confermare la sua assoluta disponibilità a sostenere qualsiasi provvedimento utile a rimuovere Andrea Mountbatten-Windsor dalla linea di successione al trono, ove ancora figura all’ottavo posto. “Ci sono accuse gravi – ha scritto – e gli australiani le prendono molto sul serio.” All’indomani dall’arresto e successivo rilascio, dell’ex principe era stato lo stesso primo ministro britannico ad avanzare la proposta di redigere questa legge ad hoc che, per essere promulgata, ha anche bisogno di un passaggio firmale tra i 15 Paesi del Commonwealth Realms che vedono in re Carlo III il loro Capo di Stato. Tra questi figurano l’Australia, il Canada e diverse isole caraibiche come la Jamaica e le Bahamas. “Come osate, io sono il figlio della regina” aveva redarguito Andrea a inizio febbraio quando gli uomini incaricati dal re e dal figlio erano entrati nel Royal Lodge per portarlo a Sandringham. Colto di sorpresa e oltraggiato dall’affronto, il fratello disgraziato di re Carlo III aveva chiamato in causa il suo lignaggio per tentare in tutti i modi di resistere. L’arroganza di Andrea è nota da sempre e così sarebbe anche oggi quando, le sue uniche preoccupazioni sarebbero ancora rivolte solo ai suoi privilegi, ai suoi amati cavalli e alla vasta collezione di orsacchiotti di peluche che sarebbero stati messi in salvo prima del grande trasloco dal Royal Lodge. L'articolo “Re Carlo è pronto ad abdicare per salvare la Corona, lasciare il trono a William è l’unica via d’uscita. Anche se non volesse, sarà costretto a farlo”: cosa sta succedendo a Londra proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“William e Kate sono pronti a sbarazzarsi delle cugine Beatrice ed Eugenie di York. Tutto ciò che è connesso allo zio va eliminato”: il piano dopo l’arresto dell’ex principe Andrea
I loro nomi sono apparsi ripetutamente tra gli Epstein Files, così come le loro vite, in effetti, si sono a lungo intrecciate con quella del predatore sessuale trovato morto in carcere a New York, sette anni fa. A gettare le due principesse di York nella tela del pedofilo americano ci avevano pensato i genitori, Andrea e Sarah Ferguson, assidui frequentatori del circolo e delle lussuose abitazioni di Epstein. Sicuramente, quando erano ancora minorenni non avevano alternativa se non quella di assecondare i desiderata di una madre che le portava in America come due trofei e di un padre che condivideva con quell’uomo le loro fotografie. Poi, però, da adulte, stando alle ricostruzioni degli esperti di questioni reali, le connessioni generate da Epstein avrebbero comunque prodotto vantaggi anche per loro, che hanno avuto due “ottimi” matrimoni e che nonostante non abbiano mai goduto dei “dividendi” della corona, hanno sempre potuto vivere a livelli più alti di quelli che i loro stipendi potevano garantire. CHE NE SARÀ DELLE SORELLE DI YORK? Beatrice ed Eugenie hanno viaggiato a spese di Epstein, hanno partecipato a feste ed eventi che hanno permesso loro di stringere relazioni e fare carriera. Dopo la drammatica caduta in disgrazia e l’arresto del padre, posto in stato di fermo per 11 ore il giorno del suo 66esimo compleanno, di loro si sono perse le tracce. Le ultime foto di Eugenie la ritraggono prima sulle Alpi svizzere in vacanza con la famiglia, poi ad Art Basel a Doha; mentre Beatrice, in gennaio, è stata immortalata a passeggio a cavallo con il padre, quando Andrea Mountbatten-Windsor ancora viveva nel Royal Lodge. La loro scomparsa dai radar ed il loro silenzio social dimostrano quanto la loro posizione oggi sia molto precaria, tanto dal punto di vista familiare quanto da quello delle indagini condotte dalle forze di polizia britanniche. Sul fronte delle inchieste, la Metropolitan Police sta invitando tutti coloro che hanno lavorato per Andrea Mountbatten-Windsor a collaborare e dire tutto ciò che hanno visto e che potrebbe essere utile alle indagini. Eugenie, da anni, è madrina di Anti-Slavery Collective, un’associazione caritatevole che supporta le vittime di tratta sessuale e, proprio per questo, ora ci si aspetta che possa alzare la mano per aiutare le vittime di Epstein. La polizia britannica sta lavorando con quella americana e la testimonianza della figlia minore di Andrea potrebbe rivelarsi fondamentale. Stesso dicasi per Beatrice, la figlia maggiore che si è sempre mostrata più vicina al padre e che lo supportò anche in occasione della catastrofica intervista resa alla Bbc nel 2019. Fu lei, infatti a diventare il suo alibi quando gli fu chiesto se avesse incontrato Virginia Giuffrè a Londra, come provato dalla foto che li vedeva insieme a casa di Ghislaine Maxwell. Lui negò di aver mai conosciuto la sua accusatrice spiegando che quella sera era andato a prendere Beatrice ad una festa in un locale, Pizza Express, a Woking, fuori Londra. Beatrice era la stessa che dava consigli alla madre per aiutare Epstein a riguadagnare la sua reputazione dopo l’arresto avvenuto nel 2008, ma fonti anonime vicine alla sorelle avrebbero dichiarato la loro assoluta estraneità ad ogni coinvolgimento con il predatore sessuale spiegando che, leggendo le e-mail scambiate dai genitori con Epstein erano rimaste “inorridite”. IL FRONTE APERTO CON LA CORONA Ma poi c’è il fronte aperto con la famiglia reale. Beatrice e Eugenie non sono “working Royals”, non lavorano per conto della corona, soprattutto dopo i tagli drastici operati dalla spending review di re Carlo III, ma sono comunque accolte a corte nelle occasioni importanti, come i pranzi e le cene e lo scorso Natale hanno sfilato insieme a tutta la “Ditta” per andare a messa. Un gesto importante per dimostrare che le colpe del padre non ricadono sulle figlie; ma in pochi mesi le cose hanno preso una piega drammatica e nonostante il sovrano avrebbe promesso al fratello di prendersi cura di loro, difficilmente questa posizione potrà restare invariata. William delle due cugine non vuole saperne. L’esperto di reali, Richard Fitzwilliam, ha detto chiaramente che “William e Kate non sentiranno la loro mancanza”, ergo: l’erede al trono è pronto a fare piazza pulita e a sbarazzarsi anche di loro. Tutto ciò che è connesso allo zio va eliminato così come sarebbe dovuto accadere con lui e con Fergie, da anni. Carlo III ha sempre mostrato il volto più benevolo della corona, ma la furia del figlio, oggi, potrebbe divorare tutto e diventare implacabile. Beatrice ed Eugenia che William vorrebbe far sparire ma pare che Carlo abbia promesso al padre di tenerle ancora a corte sotto la sua ala L'articolo “William e Kate sono pronti a sbarazzarsi delle cugine Beatrice ed Eugenie di York. Tutto ciò che è connesso allo zio va eliminato”: il piano dopo l’arresto dell’ex principe Andrea proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Caso Epstein | “Nessuno è al di sopra della legge”: se è la monarchia a ricordarci cos’è la democrazia – il commento
“Nessuno è al di sopra della legge”. Fa impressione – abituati a questo tempo in cui comanda il più forte e non esiste regola, mandato, condizione politica che possa rimettere al centro la sovranità della legge – che sia una monarchia a ricordarci che nessuno, persino il re, può sottrarvisi. È dalla monarchia inglese, la più antica del mondo, ed è da Londra, la capitale del Paese che da più tempo ha conosciuto la democrazia, che viene questa dichiarazione. Poco interessa se questa frase sia stata pronunciata perché il coinvolgimento del principe Andrea nella vicenda Epstein è super documentato. Resta il fatto che accettare la galera (seppur per poche ore) per un membro della famiglia reale, accompagnandola da quella frase, è sinceramente strabiliante. Perciò suona ancor più vergognoso il fatto che a comandare il mondo (o quasi) sia un tizio che ha fomentato, accompagnato, sostenuto quel che fu un vero e proprio un colpo di Stato. Fu Donald Trump, oggi rieletto presidente degli Stati Uniti, a organizzare, gestire, fomentare l’irruzione armata nel Campidoglio, il cuore del potere legislativo statunitense. Sul trono del mondo c’è di nuovo lui a spiegare che nessuna legge è valida se non quella emessa da lui, che nessuno Stato è veramente sovrano, se non quelli che decide lui, e sono le armi a regolare il contratto sociale, è la forza a deliberare la pace o la guerra, la vita o la morte. Questo sopruso è purtroppo giudicato dal mondo libero come legittimo, accettabile. Il mondo occidentale giudica la forza, la soverchieria, la potenza militare ed economica fattori di stabilizzazione. Perciò quella dichiarazione di Buckingham Palace, “nessuno è al di sopra della legge”, suona come una boccata d’aria, è ossigeno puro per chi crede che la democrazia non sia divenuta già un rudere, e la nostra coscienza di uomini liberi ormai solo memoria perduta. L'articolo Caso Epstein | “Nessuno è al di sopra della legge”: se è la monarchia a ricordarci cos’è la democrazia – il commento proviene da Il Fatto Quotidiano.
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