“Si è parlato veramente poco della situazione disastrosa in Sicilia dopo il
maltempo e il ciclone Harry, ma anche in Sardegna e in Calabria. È una tragedia
e dovremmo aiutare tutti a ricostruire”. Eva Riccobono apre così la sua
intervista a Verissimo, ospite di Silvia Toffanin, con una riflessione
sull’attualità e sull’emergenza che riguarda direttamente la sua terra
d’origine. Nata a Palermo, l’attrice ripercorre un’adolescenza segnata da
insicurezze profonde: “Mi sentivo il brutto anatroccolo: magra, con colori
sbiaditi”, racconta. Il passaggio a Milano segna una svolta: è lì che inizia a
sentirsi accettata e riconosciuta. Un ruolo decisivo lo hanno avuto due figure
centrali della moda italiana recentemente scomparse: “Quando poi sono arrivata a
Milano mi sono sentita accettata. Persone come Valentino Garavani e Giorgio
Armani mi hanno aiutato a credere in me stessa”. A loro va una gratitudine
dichiarata senza idealizzazioni: “Quando le mie amiche mi dicono che sono bella
nei book fotografici rispondo che è stato possibile grazie a coloro che lavorano
dietro questa macchina”.
La parte più dolorosa del racconto riguarda la perdita del fratello, morto a
soli 19 anni quando lei era ancora molto piccola: “Uno psicologo mi disse che
sono un ‘figlio copri lutto’, perché sono nata durante questo lutto”. Nonostante
la tragedia, la famiglia riesce a rimanere unita. “Io sentivo di dover portare
allegria dove c’era tristezza. Mi piace far ridere la gente”, spiega, indicando
un tratto che l’ha accompagnata nel tempo. Molto forte anche il legame con il
padre, scomparso tre anni fa dopo una lunga malattia: “Era orgoglioso di me
perché sono diventata una donna indipendente”. Ricorda l’ultimo saluto con
parole precise: “Ho avuto la fortuna di stringergli la mano. Gli ho detto:
‘Papà, puoi andare a trovare tuo figlio’”. Con la madre, invece, il rapporto è
quotidiano e continuo: “La chiamo due volte al giorno, è un’amica, una
confidente. Non mi ha mai giudicata”.
Poi la maternità, vissuta in modo consapevole e controcorrente. “Soffro di
mammitudine”, dice senza esitazioni. “Tutti mi dicevano che dopo la nascita dei
figli sarei dovuta tornare subito a lavorare, che i figli si lasciano a casa. Io
ho avuto la fortuna di poter lasciare il lavoro e fare la mamma”. Una scelta
personale che porta con sé anche una riflessione sociale: “Mi dispiace che non
tutte possano permetterselo”. Infine l’amore, quello con Matteo Ceccarini,
conosciuto quando aveva 19 anni: “Un colpo di fulmine. Io non mi innamoro del
fisico, ma della testa. Però la prima volta che l’ho visto nella hall dell’hotel
ho pensato: ‘Però…’”. Una relazione nata in un momento complicato, tra partenze
e silenzi: “Doveva finire perché io ripartivo per New York e lui si era appena
lasciato. Siamo stati insieme mesi senza dirci nulla”. Anche il linguaggio dei
sentimenti segue una strada poco convenzionale. “Non mi ha mai detto ‘ti amo’,
se non una volta da ubriaco. Poi mi disse: ‘Non usare quella parola, è
inflazionata. L’amore si dimostra, non si dice’”.
L'articolo “Uno psicologo mi disse che sono un ‘figlio copri lutto’. Valentino e
Armani mi hanno aiutata a credere in me stessa, prima mi sentivo il brutto
anatroccolo”: parla Eva Riccobono proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Dopo “La Paura che ho di perderti” e “La Gelosia”, Bianca Atzei e Kekko dei Modà
sono tornati a duettare insieme sulle note di “Ti amo ma non posso dirlo”,
uscito il 19 dicembre scorso. “Ti amo ma non posso dirlo è una canzone d’amore
che al contrario dalle classiche canzoni d’amore, – ha detto il frontman della
band – quelle che magari che raccontano storie finite, qui si parla di una
storia che non è mai cominciata: la storia di due migliori amici che sono
innamorati l’uno dell’altro ma non hanno il coraggio di dirselo perché hanno
paura di rovinare il loro rapporto”.
E an ora: “Bianca ed io siamo molto amici ed avevamo voglia di tornare a fare
qualcosa insieme. Sono più che orgoglioso e felice di averla avuta con noi in
questo progetto tanto che non credo ci fermeremo qui perché tra noi c’è una
grande alchimia, nella scrittura, nel lavoro, abbiamo gusti musicali simili.
Voglio bene a Bianca ed è giusto che la musica torni al centro della sua vita”.
“Qualche mese fa Kekko mi ha preso per mano e mi ha portato in studio standomi
molto vicino in un momento particolare della mia vita. – ha detto Bianca Atzei –
Abbiamo iniziato a scrivere insieme, ad ascoltare provini, melodie. Da lì è nata
‘Ti amo ma non posso dirlo’, una canzone che mi ha toccato il cuore
completamente. Era da tantissimo tempo che un brano non mi toccava corde così
profonde, intime, in modo così intenso e forse ne avevo bisogno in un momento di
blocco personale. Sono grata di questo regalo”.
I due cantanti sono stati ospiti a “Verissimo” e hanno svelato un aneddoto
legato alla loro amicizia. Il momento più difficile? Lo ha raccontato Kekko
stesso: “C’è stata una collaborazione che mi ha dato molto fastidio, però in
quel momento…Non sono permaloso e neanche rancoroso“. Pronta la risposta della
collega: “Abbiamo litigato una volta sola. Lui è sparito e io sono dovuta andare
sotto casa sua”.
L'articolo “Io e Bianca Atzei abbiamo litigato solo una volta per una
collaborazione che mi ha dato molto fastidio”. Lei risponde: “Sono dovuta andare
sotto casa sua” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Sto vivendo un bel periodo, mi sento amata, voluta bene. È una cosa strana”, ha
dichiarato Samira Lui a “Verissimo“, reduce dal clamoroso successo de “La Ruota
della Fortuna” al fianco di Gerry Scotti: “Non mi aspettavo il successo de La
Ruota della Fortuna, non me ne rendo neanche conto forse. Da bambina sognavo di
poter lavorare su un palcoscenico, intrattenere le persone. A Gerry posso dire
solo grazie. È un mito prima come persona e poi come professionista”. “C’è un
rapporto di stima e di amicizia, ridiamo, ci divertiamo ed è la cosa più bella
che si possa ottenere. È raro lavorare in un contesto in cui ci si diverte
anche. A volte – ha continuato la showgirl – mi devo tirare un po’ di pizzicotti
per ricordarmi che lavoro davvero con Gerry Scotti. Delle volte mi fermo e
realizzo che è tutto vero”.
Per lei è arrivata una sorpresa, un videomessaggio di Scotti in cui ha
sottolineato la sua educazione: “Ho preteso che non fosse solo una bellezza
giracaselle, ma anche che mettesse in difficoltà i concorrenti, facesse le sue
domande. È stata bravissima a cavalcare questa opportunità. (…) Samira il mio
sogno è che tra quarant’anni, quando ti intervisteranno da vera diva della
televisione e ti chiederanno ‘com’era Gerry Scotti?’, tu possa dire solo belle
cose su di me”.
Samira ha smentito anche le nozze con il compagno Luigi Punzo, la loro relazione
va avanti da otto anni: “E’ una fake news. Non ci sono state proposte. Credo che
arriverà, io sono convinta che lui sia la persona giusta. Vorrei costruire una
famiglia con lui”, ha dichiarato la Lui. Nel corso dell’intervista con Silvia
Toffanin ha risposto alle critiche sul suo aspetto fisico e alle voci su
presunti ritocchi estetici. “Non ho nulla contro la chirurgia. Direi tutto
quello che ho fatto. Mi sono rifatta il seno, ma in viso non ho fatto nulla. Ho
perso qualche chilo, ho imparato a truccarmi, ho sistemato meglio le
sopracciglia che ti cambiano il viso”.
L'articolo “A Gerry Scotti posso dire solo grazie, mi devo tirare un po’ di
pizzicotti per ricordarmi che lavoro davvero con lui I ritocchini? Mi sono
rifatta il seno, ma in viso nulla”: così Samira Lui a Verissimo proviene da Il
Fatto Quotidiano.
“Con Re Carlo abbiamo parlato della nostra situazione oncologica. Mi ha detto
che dobbiamo avere sempre fiducia nella ricerca e nei medici”. A rivelarlo è
Carolyn Smith nel suo racconto a Verissimo. Ospite di Silvia Toffanin, la
coreografa e giudice di Ballando con le Stelle ha raccontato i dettagli di
questo incontro che per lei ha un valore personale preciso, legato sia alla
storia familiare sia alla lunga battaglia contro il tumore al seno: “Mia mamma
lavorava per la famiglia reale“, spiega Smith. “Ho conosciuto la Regina Madre,
la Regina Elisabetta, Lady Diana, la principessa Margaret, e finalmente anche Re
Carlo e la Regina Camilla“. Quindi ha svelato: “Sono rimasta ferma davanti alla
porta perché volevo parlare con la Regina e appena è arrivata le ho detto che
per essere lì avevo cancellato una seduta di chemioterapia“. È stata proprio
Camilla, racconta, a invitarla a rivolgersi al sovrano: “La Regina Camilla mi
disse: ‘Devi parlare con il Re’”. Da qui lo scambio: “Abbiamo parlato della
nostra situazione oncologica”, dice Smith, riportando il messaggio ricevuto:
fiducia nella ricerca e nei medici.
Quindi la coreografa ha fatto il punto della situazione sulla malattia, con cui
fa i conti da oltre dieci anni: “Mi sono stancata della situazione oncologica,
sono più di dieci anni di battaglia”. Il momento più critico è stato nel luglio
scorso, durante una vacanza, “quando ho rifatto la Tac e la Pet. Dopo gli esami,
ci hanno chiamati per dirci che si era riattivato in tre punti: uno l’abbiamo
risolto perché era solo un’infiammazione, l’altro era al solito posto e uno
nuovo si era attaccato alla costola”. Per tre mesi i medici della coreografa
hanno lavorato a un percorso di cure: “Ho dovuto fare trenta sedute di
radioterapia. Due al giorno: una la mattina e una il pomeriggio. Il primo giorno
è stato devastante perché ho avuto un attacco di panico“. Per affrontare il
percorso decide di trasferirsi: “Mi sono trasferita a Roma da sola. Volevo
proteggere Tino, perché se lui soffre, soffro anche io”. Il prossimo controllo è
fissato per il 6 febbraio: “Scoprirò se ne è valsa la pena”.
Nel corso dell’intervista Smith parla anche del modo in cui ha imparato a
convivere con la malattia: “Non sono sempre positiva”, chiarisce, “ma la vita è
troppo bella per guardare solo al dolore”. Infine affronta il tema della
maternità: “Ho voluto figli quando ero un po’ più grande, ma non sono mai
arrivati“. A darle una prospettiva diversa sono state le parole della nonna di
Tino: “Mi disse: ‘Stai educando tanti ragazzi in giro per il mondo con la danza.
Se i figli non arrivano vuol dire che Dio ha altri piani’”.
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L'articolo “Ho parlato con Re Carlo dei nostri tumori, per vederlo ho saltato la
chemio. Mia mamma lavorava per la Famiglia Reale: ho conosciuto anche Lady
Diana”: la rivelazione di Carolyn Smith a Verissimo proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Il figlio, l’artista, l’uomo. Carlo Conti si racconta per la prima volta a
“Verissimo” nella puntata in onda domenica 1 febbraio, a partire dagli esordi
professionali: “Il mio primo contrattino in Rai è datato 1985 con ‘Disco Ring’,
lo scorso anno ho festeggiato i 40 anni, anche di fedeltà verso la Rai. Prima
avevo iniziato con le radio, facendo un po’ di tutto. Io scherzo sempre dicendo
che quelle erano radio private, perché erano private di tutto, c’erano un mixer,
un microfono, parlavi. Era un momento bellissimo, abbiamo conquistato l’etere e
imparato moltissimo, parlo al plurale perché riguarda me ma anche tanti amici e
colleghi che oggi sono i protagonisti della tv”.
IL RICORDO DELLA MAMMA LOLETTE
Ben presto il discorso si sposta sul piano privato. Silvia Toffanin fa notare
come Conti sia molto legato alla parola “babbo” pur non avendola potuta mai
pronunciare: “Il mio babbo è morto quando io avevo 18 mesi, la mia mamma è stata
molto forte, avrei potuto chiamare babbo la mia mamma perché aveva due attributi
notevoli, si è rimboccata le maniche e mi ha tirato su da sola. Mi sono chiesto:
‘Chissà se fosse successo il contrario, se avessi perso mia mamma e mi avesse
cresciuto il mio babbo se sarei stato quello che sono, non lo so. Molto merito
di quello che sono ce l’ha quella signora lì (spiega osservando con commozione
una foto della mamma, ndr)”.
Carlo Conti sottolinea una volta di più la forza d’animo della madre: “Abbiamo
speso tutti i soldi per curare il babbo, ha avuto un tumore ai polmoni, abbiamo
fatto tutte le prove sperimentali possibili negli anni ’60, poi lei diceva che
quando non ha avuto più gli occhi per piangere le hanno detto che non c’era più
niente da fare. Ha ritrovato grande forza per rimboccarsi le maniche e tirare su
questo Calimero, che qualche soddisfazione gliel’ha data”. “Se sono stato un
bravo figlio? Non lo so, lei non mi ha mai detto ‘bravo’, però probabilmente,
sotto sotto… Non mi dava tanta soddisfazione, ma sono sicuro che sia stata
contenta. Mi ha fatto da babbo, faceva mille lavori per tirarmi su, ma non c’è
mai stato un giorno in cui tornavo da scuola e la tavola non fosse
apparecchiata. Era quel momento in cui io e lei ci ritrovavamo per
chiacchierare, ed era importante”.
Per amor suo, Conti ha anche tentato la strada rassicurante del posto fisso
accettando in un primo momento un impiego in banca: “Finite le scuole,
casualmente vinco un concorso in banca e mi son trovato col posto fisso, però
tutti i giorni mi obbligavo per 8 ore a fare qualcosa che non mi piaceva”. Da lì
la decisione di lasciare: “Quando mi licenziai dalla banca, mia madre è svenuta”
racconta alle telecamere di Canale 5. “Ricordo che (mia madre, ndr) capì che
qualcosa era cambiato quando feci un programma che si chiamava In Bocca al Lupo.
Qui a Canale 5 provarono a batterlo con un certo Passaparola”, scherza con la
conduttrice, che proprio a “Passaparola” iniziò a muovere i primi passi nel
mondo dello spettacolo come letterina.
L’AMORE PER IL FIGLIO MATTEO
Quanto invece al proprio modo di essere genitore del piccolo Matteo, il
conduttore, divenuto papà dopo i 50 anni, fa sapere: “Cerco di togliere il
telefonino a mio figlio, sembra una convenzione internazionale averlo in prima
media, io e mia moglie abbiamo ceduto, dosandolo perché credo sia uno dei
problemi delle nuove generazioni. Parliamo di dipendenza dalle droghe, ma quella
dal telefonino deve essere osservata con attenzione, è già una dipendenza per
noi, inizia a esserlo per le nuove generazioni”. Per godersi di più la famiglia,
Carlo Conti ha rivisto le proprie priorità: “Ho fatto una scelta di vita
lasciando il preserale, così non ho un impegno quotidiano, ci siamo trasferiti a
Firenze e mi godo di più la famiglia. Con il matrimonio sono passato dall’io al
noi, e con la nascita di Matteo le priorità sono cambiate, grazie a Dio ho avuto
la fortuna gigantesca di poter rallentare il lavoro, visto che le disponibilità
economiche non mancano per fortuna, anche se sono partito da zero, anzi forse da
meno zero”.
IL LEGAME CON LA MOGLIE FRANCESCA
Molto riservato sulla sfera privata, Conti accenna comunque al rapporto con la
moglie Francesca Vaccaro, a cui è legato da oltre 20 anni: “C’è stata una prima
fase di alti e bassi per colpa mia, non ero pronto, volevo essere maturo e
consapevole, diciamo così. Antonella Clerici è stata complice, nella fase dei
tira e molla io ho detto: ‘Ho capito che la donna della mia vita è Francesca’,
lei quindi mi ha detto: ‘O vai e le porti un bell’anellino e le dici ti sposo
seriamente, se no non ti presentare’, e così ho fatto. Dopo pochi mesi siamo
arrivati alle nozze”. E ancora: “Sono un bravo marito? Devi chiedere a lei, ma
credo di sì, almeno ci provo, anche con delle piccole cose e piccoli gesti,
svegliarsi la mattina e portare il caffè a letto è un piccolo gesto e io lo
faccio. Ho letto, prendete nota, che se uscendo di casa si dà un bacio alla
moglie si vive più a lungo, io lo faccio tutte le mattine. C’è molta complicità,
ci piacciono le stesse cose, una vita normale, uno dei momenti più belli è la
spesa al supermercato insieme”.
IL “SEGRETO” DELL’ABBRONZATURA
Abituato com’è ai riflettori, Conti dice di non emozionarsi facilmente quando è
in scena. Qualche eccezione però c’è stata: “A Sanremo è successo solo due
volte, nel 2015 alla mia prima puntata, e nel 2017 quando sono arrivati dal
fondo Pieraccioni e Panariello come ospiti, lì ho detto: ‘Guarda dove siamo
arrivati’”. La strada in effetti non è stata sempre in discesa artisticamente
parlando: “Ci sono stati anche alti e bassi, stai per fare un programma per il
quale ti han chiamato e invece c’è un altro (conduttore, ndr) all’ultimo
momento. Ma io ho fatto tutto con un unico riferimento, il pubblico” spiega.
“Quando ho capito che ce l’avevo fatta? Mai, l’ho capito dal conto corrente, lì
ho visto che era cambiato qualcosa dai giorni della radio a oggi. Per il resto
dentro sono rimasto lo stesso. Credo che la mia normalità sia la mia fortuna,
qualcuno la critica, dice che sono troppo normale, ma io sono così”.
Nel congedarsi, l’ospite si concede una battuta parlando della sua iconica
abbronzatura: “Forse l’avete intuito, una cosa che mi piace è stare l’estate a
prendere il sole”. Non farebbe però uso di lampade: “Ho una pelle leggermente
scura e non ho la fase del rosso a differenza di voi umani. Uso sempre la
protezione, ma se c’è un raggio di sole è mio”. Esilarante l’aneddoto con cui
chiude l’intervista: “Al mare, da piccolino, a mia mamma chiesero se fossi stato
adottato. Io risentito dissi: ‘Caro signore, sono fiorentino purosangue’”.
L'articolo “Non ho mai potuto dire la parola ‘babbo’, è morto quando avevo 18
mesi. Mia mamma ha speso tutti i soldi per provare a curarlo”: Carlo Conti si
commuove proviene da Il Fatto Quotidiano.
Silvia Toffanin ha accolto Claudia Pandolfi nel salotto di “Verissimo” per
promuovere il film, ora al cinema, “Due cuori e due capanne” che la vede
protagonista con Edoardo Leo. Nella vita l’attrice è legata sentimentalmente dal
2013 al produttore cinematografico Marco De Angelis: “Cerco di litigare
pochissimo con Marco perché non mi piace il conflitto, preferisco essere chiara
da subito, raccontandomi, rivelandomi per quella che sono, un po’ come dire
viaggio con il libretto di istruzioni accanto”.
“Io e Marco stiamo insieme da quasi tredici anni – ha aggiunto Pandolfi – lui è
diverso da me però è un rapporto molto bello, proprio perché è vivo, è dinamico,
io non ho mai voluto che diventasse stantio, che diventasse scontato”. Dal loro
amore è nato dieci anni fa Tito, secondogenito dell’attrice, già mamma di
Gabriele nato nel 2006: “Mi sento molto adatta come età a Gabriele, a un figlio
di 20 anni, per logistica, per conversazioni. Per il piccolo mi sento vecchia“,
ha spiegato Claudia.
Suscitando l’immediata reazione di Silvia Toffanin: “Ma non è vero, non si è
vecchi a 50 anni”. “Calma calma, scherzavo. Si arrabbia la ragazza. Ma bisogna
essere realisti”, ha replicato Pandolfi. “Ok, lo dici perché vuoi complimenti?”,
ha continuato la padrona di casa. Nel corso dell’intervista l’ospite ha
spiazzato ancora Toffanin: “A volte penso che un film potrebbe essere l’ultimo,
che potrebbe tutto finire. Nessuno te lo garantisce. Cosa farei dopo? Coltiverei
fiori, che neanche amo e tu lo sai. Ti ricordi quando mi hai regalato i fiori e
li ho tirati? Era il mio compleanno, li tirai in aria”.
“Quindi ho sbagliato regalo, e me lo dici dopo 20 anni?”, la reazione della
conduttrice. “No, amore, ma dai. Ma la pianta, o piantina, è più carina”, ha
replicato l’attrice prima che Toffanin replicasse: “Un ficus? Non ti piace.
Possiamo finire l’intervista?”. “Sì, senza diventare botaniche”, ha scherzato
Pandolfi.
L'articolo “Quando mi hai regalato i fiori per il mio compleanno li ho tirati in
aria”: Claudia Pandolfi spiazza Silvia Toffanin a Verissimo. La reazione della
conduttrice proviene da Il Fatto Quotidiano.
Filippo Magnini ospite a “Verissimo”. ieri 25 gennaio, è tornato a parlare di
Federica Pellegrini, alla quale è stato legato dal 2011 al 2017. La sua ex,
infatti, durante la sua intervista sempre a “Verissimo” aveva dichiarato: “La
storia con lui per me è stata importante, anche se travagliata”.
La puntualizzazione era stata fatta perché tempo prima Magnini a “Belve” alla
domanda “È stato un amore importante?”, l’ex nuotatore aveva risposto: “Un amore
molto travagliato, ad oggi direi più no che sì. Non c’è stato tanto rispetto nei
miei confronti: a parte i primissimi tempi, non è stata una bella storia, no,
non mi ha lasciato un bel ricordo. Lei non si è rivelata la persona che
pensavo”.
L’ex campione del nuoto dunque ieri ha cercato di spiegare meglio quelle parole
a Silvia Toffanin: “Non ho tirato fuori io l’argomento, ho risposto a una
domanda. Non è il tempo con cui stai con una persona che determina se una storia
è importante o no. È stata una storia importante ma travagliata. Il primo anno è
stato molto bello”.
“A determinare se una persona è importante nella tua vita sono i fatti e le
azioni. – ha continuato – Se ripenso al doping, il mio momento difficile, io
stavo ancora con Federica ed eravamo in casa insieme. Su quella vicenda le
persone importanti della mia vita avevano preso una posizione. Lei non ha detto
niente pur sapendo che io ero innocente. Una persona che ha preferito il
silenzio, un silenzio accusatorio. Non puoi essere tra le persone importanti
della mia vita”.
Magnini ha affrontato una squalifica di quattro anni per tentato doping da cui è
stato assolto nel 2020. “Giorgia (Palmas, l’attuale compagna, ndr) c’era durante
l’accusa di tentato doping infondata. È stato il momento più difficile e anche
il più bello perché stavo conoscendo Giorgia. Lei è stata, insieme alla mia
forza mentale, la persona più importante per quel momento. Un momento che è
durato tre anni”.
L'articolo “Durante la vicenda del doping, vivevo con Federica Pellegrini che è
rimasta in silenzio. Pur sapendo che ero innocente, non mi ha sostenuto”: lo
sfogo di Filippo Magnini proviene da Il Fatto Quotidiano.
La famosa criminologa Roberta Bruzzone, vista recentemente ospite a “Striscia la
Notizia” per la rubrica “Striscia Criminale”, si è raccontata a “Verissimo”
nella puntata odierna di domenica 25 gennaio. Durante la chiacchierata con
Silvia Toffanin, Bruzzone ha parlato anche delle minacce di more che ha ricevuto
per aver analizzato in tv e nella sua carriera alcuni dei casi crime più famosi.
“Per il mio lavoro è successo spesso di ricevere minacce di morte. Ho ricevuto
minacce di morte anche per il caso Garlasco. – ha affermato – in quest’ultimo
periodo. Peraltro una vicenda che non mi vede protagonista in prima persona,
perché io non mi sono occupata del caso di Chiara Poggi e Alberto Stasi. Lo
conosco perché c’ho scritto un libro, perché ho studiato tutti gli atti, quindi
lo conosco con grande dettaglio. Quindi sono tra coloro che ritengono, che la
condanna sia fondata”.
“Faccio parte di coloro che vengono bersagliati per questa cosa. – ha aggiunto –
Non è la prima volta che mi capita, in passato anche da soggetti paranoidi altre
no. Vita tranquilla? Fino a un certo punto. Sicuramente questo elemento ha fatto
ci fosse attorno a me maggiore controllo e sicurezza, ho terrore di attacco con
acido e anche questo scenario è stato evocato. Questo raffredda per forza di
cose il rapporto col pubblico. Sicuramente questo mi ha cambiato la vita”.
Poi Bruzzone ha toccato un argomento privato ed intimo: “Non credo di essere
adatta a fare la madre. L’ho sempre pensato, mi piace troppo la vita che
conduco. Non sono disposta a sacrificare un aspetto così importante ed è
un’esperienza così totalizzante fare la madre, credo, che non me la sono sentite
di affrontarla. Non credevo di averne gli strumenti per gestire poi la parte mia
prevalente, quindi ho fatto una scelta di consapevolezza”.
Infine la confessione di aver vissuto un amore tossico: “Aveva capito cosa mi
interessava, mi aveva fornito tutta una serie di elementi che ritenevo
straordinari. In un momento di vulnerabilità. Non ho subito violenze
psicologiche, ma tentativi di addomesticare un certo tipo di versione di me,
certamente sì. Questa cosa l’aveva un po’ destabilizzato. Ma poi ha preso il
sopravvento la parte sana. Potessi cancellare quel pezzo della mia vita lo
farei”.
L'articolo “Ho ricevuto minacce di morte anche per il caso Garlasco. Ho scelto
di non avere figli. Non credo di essere adatta a fare la madre”: così Roberta
Bruzzone proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ospiti a “Verissimo”, oggi 25 gennaio Gabriel Garko e Anna Safroncik che tornano
con la nuova fiction in tre puntate “Colpa dei sensi”, in onda venerdì 30
gennaio in prima serata su Canale 5 e in streaming su Mediaset Infinity. Durante
la chiacchierata con Silvia Toffanin l’attore ha toccato l’argomento dei
sentimenti e dell’amore.
“Chiunque deve stare prima bene con se stesso e conoscersi bene – ha detto Gargo
-, in modo da poter mettere dei paletti e dei limiti nel rapporto. Penso che
ognuno debba avare i propri spazi, i propri vizi, il disordine o l’ordine e che
nessuno dei due debba sovrastare l’altro. Penso che siamo fatti per stare in
coppia”.
Poi l’attore ha spiegato la sua situazione attuale: “Oggi sono sereno, sto bene,
ho trovato il mio equilibrio e ho un compagno, stiamo insieme a quasi quattro
anni”. E poi a sorpresa: “Mi sono sposato un paio di anni fa”. Silvia Toffanin
ha voluto sapere ogni dettaglio di questa inaspettata notizia.
“Ho sempre tenuto scisse la mia sfera privata da quella pubblica. Ci sono state
le storie inventate quella con Eva Grimaldi soprattutto, ma quella era una
fiction. Poi ho avuto altre storie che ho tenuto riservate, sempre attento che
non ci fossero i paparazzi. Le storie vere le ho tenute per me, ci tengo tanto
alla privacy perché non sono d’accordo che bisogna dire sempre tutto”.
Poi il matrimonio con Giorgio: “Quando ho preso questa decisione è stato perché
stavo bene. È stato il 2 dicembre e lo abbiamo fatto proprio perché vicino di
Natale, quando tutti sono impegnati a pensare ai regali, quindi all’anagrafe
magari nemmeno si sono resi conto della situazione. Almeno questo è stato il mio
pensiero, in effetti è andata proprio così. Non abbiamo detto nulla alle
rispettive famiglie, eravamo in quattro chiusi in Comune, da soli. Abbiamo detto
tutto lo stesso giorno del matrimonio alle persone a cui volevamo bene e agli
amici”.
E infine: “Nella mia vita ho già nascosto troppo e non lo voglio fare più”.
L'articolo “Ho sposato Giorgio due anni fa. Eravamo solo quattro in Comune e non
l’ho nemmeno detto alla mia famiglia”: lo rivela Gabriel Garko a “Verissimo”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Donatella Rettore è stata ospite ieri, 24 gennaio, a “Verissimo” e durante la
chiacchierata con Silvia Toffanin ha raccontato della sua storia d’amore con
Claudio Filacchioni che dura da 49 anni: “Dopo 49 anni insieme come potrei fare
a meno di lui?”. Poi un aneddoto curioso: “Ho chiesto a Maria De Filippi di
invitarci a Temptation Island. Lei mi ha detto: ‘Da quanto tempo state insieme?
49 anni? No, non è valido vincereste voi'”.
Durante i 49 anni di vita insieme ci sono stati anche momenti di discussioni e
tensione: “Nel momento in cui sono stanca, mi sto riposando, lui se ne esce
sempre con cose di lavoro. Mi arrabbio e litighiamo. In casa nostra c’è una
stanza in cui non accendiamo mai i riscaldamenti perché la usiamo raramente. C’è
un freddo che sembra un frigorifero. Quando litighiamo, lui va a dormire in
quella stanza. Si mette tutti i cappotti sopra e ci va”.
Il fine 2025 è stato complicato per l’artista, ma per fortuna poi si è risolto
tutto: “Dopo diverse traversie mi sono fatta male lavorando, stavo in treno e
sono caduta come una stupida. Ho dovuto subire un operazione al ginocchio e
l’abbiamo risolta dopo tre mesi di fisioterapia. Insomma mi sono data da fare”.
La cantante si è poi esibita sulle note dell’ultimo singolo “Malamocco”,
contenuto in “Antidiva Putiferio” che è “un percorso attraverso emozioni, suoni
e storie diverse, che unisce gioco, ironia, introspezione e provocazione”. La
canzone prende il nome da Malamocco, suggestiva località della laguna veneziana,
luogo dell’anima “dove passato e presente si incontrano, tra malinconia e
rinascita”.
L'articolo “Maria De Filippi mi ha detto: ‘State insieme da 49 anni? No, non è
valido’. Io e mio marito volevamo andare a Temptation Island”: lo rivela
Donatella Rettore proviene da Il Fatto Quotidiano.