Uno studente di 15 anni del primo anno dell’istituto alberghiero di Fiuggi,
Francesco Latini, è stato trovato morto venerdì sera accanto alla sua bicicletta
in un dirupo a poca distanza dalla sua abitazione.
Il ragazzo era uscito dalla casa di famiglia a Torre Cajetani, in provincia di
Frosinone, verso le 15.30 per un giro in bici, come d’abitudine. Ma i genitori
non lo hanno visto rientrare e, dopo averlo chiamato sul cellulare senza però
ricevere risposta, hanno allertato i carabinieri.
Attraverso il segnale Gps del telefono, il ragazzo è stato localizzato in un
dirupo a poca distanza dall’abitazione. Quando lo hanno raggiunto, il 15enne era
già morto. Stando ad una prima ricostruzione, sembra sia andato a finire nel
fossato, in una discesa con la bici.
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giro in bici proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Un ragazzo di 17 anni è stato ferito con un coltello davanti al Liceo Artistico
di via Lucarelli, a Sora. L’aggressione è avvenuta questa mattina, al termine di
una breve ma accesa discussione con un giovane al momento non identificato, che
dopo averlo minacciato con la lama puntata alla gola lo ha colpito al collo,
provocandogli alcune escoriazioni. Lo riferisce l’Ansa, all’indomani
dell’accoltellamento mortale di un 18enne a La Spezia.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Sora, intervenuti
sul posto, la vicenda si è consumata in pochi istanti. Dopo un alterco, un
giovane al momento non identificato avrebbe estratto un coltello, minacciando il
liceale con la lama puntata alla gola, per poi colpirlo al collo durante una
colluttazione. L’episodio è avvenuto all’esterno dell’istituto, sotto gli occhi
di altri studenti e di alcuni passanti.
Subito dopo l’aggressione, l’autore si è allontanato rapidamente, riuscendo a
far perdere le proprie tracce prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Sul
posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato immediatamente le
indagini. Il ragazzo ferito è stato accompagnato al Pronto soccorso
dell’ospedale di Sora, dove i sanitari hanno riscontrato un’escoriazione al
collo. Le sue condizioni non sono gravi: è stato giudicato guaribile in dieci
giorni e non è in pericolo di vita. I militari stanno ora lavorando per risalire
all’identità dell’aggressore, ascoltando i testimoni presenti al momento dei
fatti e analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza, sia
pubbliche sia private, presenti nella zona.
Al momento non sono stati resi noti elementi sul movente della discussione né se
tra i due giovani vi fosse una conoscenza pregressa. Le indagini proseguono per
chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto e individuare il responsabile
dell’aggressione.
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ferito davanti a scuola a Sora, si cerca l’aggressore proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Momenti di forte apprensione nel pomeriggio a Cervaro, in provincia di
Frosinone, dove uno scuolabus con a bordo sette bambini delle elementari si è
ribaltato su un fianco al termine di una ripida discesa. L’incidente è avvenuto
in via Fionda, all’altezza dell’incrocio con via Pacitti, mentre il mezzo stava
affrontando una curva.
Secondo le prime ricostruzioni, il veicolo avrebbe perso aderenza proprio lungo
il tratto in pendenza. I piccoli passeggeri sono stati fatti uscire rompendo il
vetro posteriore: nessuno di loro ha riportato ferite serie, anche se lo
spavento è stato notevole. Un bambino è stato accompagnato in via precauzionale
al pronto soccorso di Cassino dopo aver battuto la testa e riportato un lieve
livido; le sue condizioni non destano preoccupazione. Per accertamenti è stato
condotto in ospedale anche l’autista.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, insieme alla polizia locale e ai
soccorsi, per mettere in sicurezza l’area ed effettuare i rilievi necessari a
chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella
del possibile surriscaldamento dei freni. A poche ore dall’episodio, il Comune
di Cervaro ha diffuso una nota ufficiale per rassicurare la cittadinanza e le
famiglie coinvolte: oltre alle forze dell’ordine, anche il sindaco Ennio
Marrocco si è recato immediatamente sul luogo dell’incidente.
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delle elementari proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un testimone che sarà ascoltato e intercettazioni ammesse. Il processo d’appello
bis per l’omicidio di Serena Mollicone, la diciottenne di Arce uccisa il 1°
giugno 2001, inizia a entrare nel vivo. La terza sezione della Corte d’assise
d’appello di Roma, presieduta da Galileo D’Agostino, ha disposto l’ammissione di
numerosi testimoni e consulenti (l’accusa alla scorsa udienza ne aveva chiesti
50), accogliendo le indicazioni della Cassazione che a ottobre 2023 aveva
annullato le assoluzioni dei tre imputati (“motivazioni contradditorie e
incomprensibili”): l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Arce Franco
Mottola, il figlio Marco e la moglie Anna Maria, imputati per concorso in
omicidio.
Tra le decisioni più attese c’è l’ammissione a testimoniare di Gabriele
Tersigni, carabiniere a cui il brigadiere Santino Tuzi – morto suicida nel 2008
– avrebbe confidato di aver visto Serena entrare in caserma il giorno della
scomparsa. La sua presenza in aula viene considerata centrale dalle parti
civili: potrebbe incidere sulla valutazione dell’attendibilità delle
dichiarazioni rese da Tuzi prima della morte. “Per noi Tersigni è un testimone
importante – ha commentato l’avvocato Antonio Iafrate, che assiste Consuelo
Mollicone, sorella di Serena –. Le indicazioni della Cassazione sono state
recepite correttamente. L’acquisizione della sua testimonianza e
dell’intercettazione tra Venticinque e Da Fonseca rappresentano due elementi
fondamentali per provare la veridicità del racconto di Tuzi”.
La Corte ha infatti autorizzato anche l’acquisizione di due intercettazioni del
2008 – una ambientale, del 28 settembre, e una telefonica, del 10 ottobre –
relative a conversazioni tra Sonia Da Fonseca ed il carabiniere Ernesto
Venticinque, entrambi ammessi al nuovo processo come testimoni. La trascrizione
delle registrazioni, incise originariamente su cassetta, è stata affidata al
perito Alessandro Perri.
UNA LUNGA LISTA DI TESTIMONI
Nel tentativo di ricostruire in modo completo l’eventuale ingresso di Serena
nella caserma dei carabinieri di Arce, che secondo la procura sarebbe il luogo
dell’omicidio, la Corte ha ammesso numerosi testimoni: Pietro Caprio, Giuseppe
D’Ammasso, Sonia Da Fonseca, Gaetano Evangelista, Massimiliano Gemma, Marco
Malnati, Pasquale Simone, Marco Sperati, Anna Rita Torriero, oltre ai
carabinieri Ernesto Venticinque, Francesco Suprano, Vincenzo Quatrale, Rosario
Casamassima e Anna Teresa Magnante. La Corte ha inoltre disposto l’esame in aula
dei tre imputati, i coniugi Mottola e il figlio Marco.
Sono stati ammessi anche i consulenti tecnici: Cristina Cattaneo, Ernesto
D’Aloja, Paola Magni, Elena Pilli, Remo Sala, Carmelo Lavorino, Giorgio Bolino,
Pio Di Milla, Mario Dell’Orio e Laura Ricci. La difesa ha chiesto che i
consulenti vengano ascoltati in contraddittorio e si è riservata di proporre le
coppie di confronto. Resta al momento sospesa, invece, la decisione
sull’audizione dei testimoni relativi ai presunti avvistamenti di Serena in
luoghi diversi dalla caserma nel giorno della scomparsa: la Corte potrebbe
valutarli in un secondo momento.
La Corte ha invece respinto la richiesta di Maria e Fabio Tuzi, figli del
brigadiere Santino, di costituirsi parte civile nel nuovo processo d’appello.
Una scelta motivata dalla necessità di mantenere il perimetro del dibattimento
concentrato sui fatti al centro dell’annullamento disposto dalla Cassazione.
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della 18enne nella caserma di Arce proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Stefano, scendi, scendi. Daniela dov’è, in macchina con te?”. Le frasi, poi i
vetri della sua auto in frantumi, la paura e la confusione. La vittima, di nome
Claudio, Stefano e Daniela non ha idea di chi siano. E venerdì scorso, a
Frosinone, ha rischiato qualcosa di ben più grave di un danno materiale. La
notizia è stata raccontata dal Messaggero.
L’uomo, un manager di un’azienda bolognese originario di Milano, era fermo in un
parcheggio del comune laziale quando è stato aggredito da un impiegato di 48
anni. Il motivo? Uno scambio di persona, la convinzione di aver trovato l’amante
(presunto) della moglie. L’aggressore ha colpito ripetutamente il finestrino
della BMW X3 con un martello da carpentiere. Delle schegge del finestrino hanno
ferito Claudio all’occhio sinistro. “Questo mi ammazza” ha detto di aver
pensato. Il manager parla di un “incubo”. La storia si è conclusa con l’auto
fuori uso, una prognosi di 15 giorni ed una denuncia per lesioni personali nei
confronti dello sconosciuto aggressore.
Questo il fatto: il manager, diretto in Calabria, si era fermato a Frosinone per
salutare dei parenti. Verso le 22 parcheggia sotto casa, sta per aprire la
portiera e sente un uomo urlare “Stefano, scendi, scendi”. L’uomo sembra fuori
di sé e non c’è tempo per chiarire l’equivoco. Con un martello da carpentiere di
60 centimetri colpisce tre volte il finestrino dell’auto: “Al primo colpo il
vetro ha resistito, al secondo è andato in frantumi, ma quell’uomo ha sferrato
un terzo colpo che mi ha mancato per un soffio” dice il dirigente d’azienda, che
comunque viene investito dai frammenti di vetro.
La vittima riesce ad accendere l’auto, ma nel fare retromarcia colpisce il
marciapiede rompendo il cerchione della ruota. Allora prova a ripartire, fa il
giro largo ma investe l’aggressore: “Nel ripartire, me lo sono trovato davanti,
sul cofano. Non so se si sia buttato volutamente contro la mia auto, ma di certo
nel fare le manovre in maniera veloce ho fatto del tutto per evitare di
colpirlo”.
Sul posto sono poi arrivati la polizia ed un’ambulanza, chiamate dalla vittima,
e diversi inquilini attirati dal trambusto. Lo scambio di persona sarebbe stato
causato da una corporatura simile (la vittima è molto alta), il modello
dell’auto e dalla zona.
Proseguono le indagini per capire verso chi fosse rivolta realmente questa
violenza e se adottare o meno misure cautelari visto il comportamento dell’uomo.
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aggredisce con un martello proviene da Il Fatto Quotidiano.