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Maxi tamponamento con oltre 100 vetture coinvolte. La testimonianza di un automobilista: “Vedevo a malapena la macchina davanti alla mia, è stato spaventoso”
Più di 100 veicoli sono stati coinvolti in un maxi tamponamento in Michigan, negli Stati Uniti, a seguito di una bufera di neve verificatasi lo scorso lunedì 26 gennaio. Come comunicato dalla Polizia dello Stato, l’autostrada Interstate 196 a sud-ovest di Grand Rapids è stata chiusa in entrambe le direzioni per l’asfalto completamente ghiacciato. Le autorità hanno dichiarato che ci sono molti feriti ma nessuno è in condizioni gravi. Le immagini pubblicate sui social sono impressionanti: una lunga fila di automobili e camion finiti fuori strada o schiacciati tra le vetture. Il Servizio meteorologico nazionale degli Stati Uniti ha lanciato l’allarme sulle temperature estremamente fredde e sulle tempeste invernali che si stanno abbattendo su diversi Stati tra cui Minnesota, Wisconsin e New York. Pedro Mata Jr, uno degli automobilisti coinvolti nell’incidente, ha rilasciato alcune dichiarazioni ad Abc News. L’uomo ha dichiarato: “Riuscivo a malapena a vedere l’auto davanti alla mia mentre guidavo a 30 chilometri orari”. E ancora: “È stato spaventoso sentire i colpi e i rimbombi degli incidenti dietro di me. Non si vedeva nulla”. Le autorità hanno invitato gli automobilisti alla massima prudenza nei prossimi giorni, quando le temperature potrebbero scendere fino a -22 gradi Celsius. > ???????? Around 100 vehicles collided on a highway in Michigan, USA, due to > icy conditions and poor visibility. > > There are reports of numerous injuries, and the highway has been completely > shut down. pic.twitter.com/7GQCTY9SfD > > — Visegrád 24 (@visegrad24) January 20, 2026 L'articolo Maxi tamponamento con oltre 100 vetture coinvolte. La testimonianza di un automobilista: “Vedevo a malapena la macchina davanti alla mia, è stato spaventoso” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Usa
World News
Incidente
“Non sono esseri umani”, il padre di Davide Borgione contro i due sciacalli che hanno derubato il figlio mentre era in fin di vita
Mentre Davide Borgione era a terra, agonizzante, qualcuno ha rovistato nelle sue tasche e gli ha rubato il portafoglio. Il diciannovenne è morto poche ore dopo, per il trauma cranico riportato dopo una caduta accidentale dalla bicicletta elettronica che aveva noleggiato per tornare a casa, dopo una serata passata con gli amici nella discoteca Milk. L’impatto è avvenuto a Torino, in San Salvario tra via Nizza e Corso Marconi. I soccorsi per il ragazzo, trasportato d’urgenza al Cto di Torino, sono arrivati tardi perché per ore nessuno li ha chiamati. Inizialmente si pensava che la caduta e la conseguente morte di Borgione fosse dovuta all’impatto avvenuto con un’auto, ma le telecamere della zona hanno evidenziato come questo sia avvenuto solo dopo. L’uomo alla guida del mezzo ha testimoniato di non aver visto nessuno quella notte del 25 gennaio e, dalle telecamere, l’andamento dell’auto appare effettivamente costante – senza accelerazioni e frenate improvvise. Il conducente è stato comunque sottoposto ai test del caso e la pm della procura di Torino Delia Boschetto ha aperto un fascicolo sull’accaduto. Borgione non utilizzava il casco, come praticamente nessuno alla guida dei mezzi elettronici a noleggio. Guidava una bici a pedalata assistita, ritrovata accanto al suo corpo. Il ragazzo era uno studente universitario, ex calciatore e grande tifoso del Torino che aveva smesso da poco di giocare, come racconta il padre in un’intervista a La Repubblica. Grande appassionato di musica, componeva canzoni rap con il nome d’arte “Borgi“. “Non voleva mai andare in auto perché lì non si trova parcheggio”, ricorda il papà sulle pagine locali del quotidiano. Non è la prima tragedia della famiglia: due anni fa Andrea, l’altro figlio e vice comandante della polizia locale di Vercelli, era morto a 35 anni per un malore. E mentre Davide era a terra qualcuno, invece che aiutarlo, ne avrebbe addirittura approfittato. “Quando mi hanno detto che a Davide qualcuno aveva rubato il portafoglio sono rimasto scioccato, mi sembrava impossibile – ha dichiarato il papà Fabrizio Borgione a La Stampa – “Ma come si fa a derubare un ragazzo in fin di vita sulla strada? Come si fa a non pensare di aiutarlo, chiamare i soccorsi. Davvero sono senza parole, impietrito. Come tutta la mia famiglia”. I fatti sono stati immortalati dalle telecamere della zona che hanno permesso alle forze dell’ordine di risalire all’identità degli sciacalli. Sarebbero due giovani ventenni, cittadini di Torino, che dovranno rispondere dei reati di furto e omissione di soccorso. “Preferisco non incontrarli mai, perché non sono esseri umani – insiste l’uomo – Mi auguro solo vengano puniti adeguatamente”. E sull’automobilista i dubbi comunque persistono: “Mi sembra davvero strano che uno non si renda conto di aver urtato un corpo in mezzo a una strada. Ma come si fa a non vederlo? Ora ci siamo affidati a dei legali perché vogliamo che sia appurato tutto quello che è successo a Davide quella notte”. Come riportato in precedenza, l’automobilista è già stato rintracciato e interrogato, ed anche lui è indagato per omissione di soccorso. La tragedia ha scosso fortemente il capoluogo piemontese e il mondo granata. In una nota del club, in memoria del diciannovenne, si legge: “Il presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club, addolorati per la tristissima notizia, sono vicini con affetto alla famiglia Borgione nel ricordo del caro Davide Borgione, mancato tragicamente a 19 anni. Appassionato calciatore, studente esemplare, amante della musica, da sempre orgoglioso tifoso del Toro, Davide lascia un ricordo indelebile in tutti coloro che lo hanno conosciuto. Agli affetti più cari, ai parenti e ai tantissimi amici l’affettuosa vicinanza e il fraterno abbraccio di tutto il mondo granata”. Nei giorni scorsi, all’ingresso dello Stadio Olimpico, i tifosi della squadra hanno esposto uno striscione in memoria del giovane, che recita così: “Ad ucciderti è stata l’indifferenza. Ciao Davide”. L'articolo “Non sono esseri umani”, il padre di Davide Borgione contro i due sciacalli che hanno derubato il figlio mentre era in fin di vita proviene da Il Fatto Quotidiano.
Torino
Cronaca Nera
Incidente
Tragedia a Vibo Valentia: bambina di 2 anni muore soffocata da un wurstel
Una bimba di due anni è morta dopo essere rimasta soffocata, con ogni probabilità dall’ingestione di un wurstel. L’episodio è successo nella tarda mattinata di oggi, 20 gennaio, a Vibo Valentia. La piccola ha ingerito l’alimento che è andato ad ostruire le vie respiratorie. Non riuscendo a superare la crisi, i genitori l’hanno immediatamente trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Vibo dove la bimba è arrivata in arresto cardiaco. I medici hanno provato in tutti i modi a rianimarla per circa un’ora ma purtroppo senza successo. Sull’accaduto è attesa nelle prossime ore l’apertura di una indagine. Foto d’archivio L'articolo Tragedia a Vibo Valentia: bambina di 2 anni muore soffocata da un wurstel proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Calabria
Incidente
Vibo Valentia
Sbatte con la minimoto e precipita da 4 metri: grave un 11enne a Napoli
Un bambino di 11 anni è in prognosi riservata dopo essere precipitato da un’altezza di 4 metri con la sua piccola moto da cross. L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di oggi 17 gennaio, a seguito dell’impatto contro un parapetto al secondo piano del parcheggio del centro commerciale La Birreria, a Miano, in provincia di Napoli. Il ragazzino guidava il suo LEM, piccola moto da cross a scoppio, ed è ora ricoverato in prognosi riservata presso l’ospedale Santobono: non si hanno ancora notizie precise sulla gravità delle sue condizioni. A intervenire sul posto i carabinieri della compagnia Stella, che ora indagano sulla dinamica precisa dell’incidente e cercano di stabilire possibili responsabilità esterne. Foto d’archivio L'articolo Sbatte con la minimoto e precipita da 4 metri: grave un 11enne a Napoli proviene da Il Fatto Quotidiano.
Napoli
Cronaca
Incidente
Maneggia una bomba della Prima guerra mondiale: muore collezionista 56enne
Collezionava residuati bellici in magazzino a aveva allestito un piccolo museo nella propria abitazione: è stato ucciso da una bomba che stava maneggiando. Il fatto è accaduto a Valdobbiadene, in provincia di Treviso, nel primo pomeriggio del 14 gennaio: un 56enne del posto, Attilio Frare, aveva trovato un ordigno austriaco risalente alla Prima guerra mondiale e l’aveva portato all’interno del suo ricovero attrezzi. Mentre svuotava la bomba, è avvenuto l’incidente e il 56enne è morto. L’uomo aveva precedenti di polizia per detenzione di esplosivi. La compagna, in casa con lui, ha lanciato l’allarme alle forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti il Suem 118, i carabinieri e i vigili del fuoco. Gli artificieri hanno messo in sicurezza il sito e fatto degli accertamenti sullo stato degli altri reperti collezionati. Verrà effettuato un secondo sopralluogo nella giornata di giovedì 15 gennaio. L'articolo Maneggia una bomba della Prima guerra mondiale: muore collezionista 56enne proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca Nera
Carabinieri
Incidente
Treviso
Ventenne travolta e uccisa da una Porsche sull’A33, arrestato il guidatore. L’ipotesi: “Schianto durante una gara clandestina”
Era sta travolta l’11 dicembre da una Porsche che viaggiava a una velocità di 212,39 chilometri orari sull’autostrada Asti-Cuneo. La 20enne Matilde Baldi, che era a bordo di una Fiat 500 condotta dalla madre Elvia, è morta cinque giorni dopo all’ospedale di Alessandria. Adesso, per quello schianto mortale, è finito agli arresti domiciliari Franco Vacchina, un commerciante di pneumatici di 64anni che era alla guida della Porsche. L’ipotesi contestata è che l’uomo abbia ingaggiato una sorta di gara, iniziata sulle strade di Asti e proseguita sull’autostrada A33, dove è avvenuto l’incidente. Insieme a lui è indagato anche un secondo uomo, alla guida di un’altra Porsche, che però non sarebbe rimasto coinvolto nello schianto. Secondo l’accusa, il commerciante avrebbe anche tentato, nei giorni successivi all’incidente, di inquinare le prove. Il provvedimento, eseguito dalla polizia stradale di Bra (Cuneo), è scattato su richiesta della Procura di Asti al termine della prima fase delle indagini finalizzate alla ricostruzione dei fatti. L’auto sulla quale viaggiava la giovane era stata tamponata dalla Porsche con estrema violenza: la mamma della ragazza è rimasta gravemente ferita al volto. Matilde, invece, aveva riportato lesioni cerebrali irreversibili ed è morta dopo cinque giorni di agonia. I suoi organi sono stati donati e salveranno 15 persone. L'articolo Ventenne travolta e uccisa da una Porsche sull’A33, arrestato il guidatore. L’ipotesi: “Schianto durante una gara clandestina” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Incidente
Porsche
Scuolabus si ribalta in provincia di Frosinone: a bordo sette bambini delle elementari
Momenti di forte apprensione nel pomeriggio a Cervaro, in provincia di Frosinone, dove uno scuolabus con a bordo sette bambini delle elementari si è ribaltato su un fianco al termine di una ripida discesa. L’incidente è avvenuto in via Fionda, all’altezza dell’incrocio con via Pacitti, mentre il mezzo stava affrontando una curva. Secondo le prime ricostruzioni, il veicolo avrebbe perso aderenza proprio lungo il tratto in pendenza. I piccoli passeggeri sono stati fatti uscire rompendo il vetro posteriore: nessuno di loro ha riportato ferite serie, anche se lo spavento è stato notevole. Un bambino è stato accompagnato in via precauzionale al pronto soccorso di Cassino dopo aver battuto la testa e riportato un lieve livido; le sue condizioni non destano preoccupazione. Per accertamenti è stato condotto in ospedale anche l’autista. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, insieme alla polizia locale e ai soccorsi, per mettere in sicurezza l’area ed effettuare i rilievi necessari a chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella del possibile surriscaldamento dei freni. A poche ore dall’episodio, il Comune di Cervaro ha diffuso una nota ufficiale per rassicurare la cittadinanza e le famiglie coinvolte: oltre alle forze dell’ordine, anche il sindaco Ennio Marrocco si è recato immediatamente sul luogo dell’incidente. L'articolo Scuolabus si ribalta in provincia di Frosinone: a bordo sette bambini delle elementari proviene da Il Fatto Quotidiano.
Scuola
Cronaca
Bambini
Frosinone
Incidente
Sassari, elettricista muore vita durante lavori di manutenzione nel capannone di una ditta
L’ultimo giorno dell’anno si chiude in modo tragico in Sardegna, con l’ennesimo morto sul lavoro. La vittima aveva 56 anni. Secondo una prima ricostruzione stava lavorando nel capannone della ditta di distribuzione alimentare Gruppo Alimentare Sardo, nella zona industriale di Predda Niedda a Sassari, strada numero 8, per effettuare un intervento sulla rete elettrica. Il tecnico, per portare a termine il suo compito, era salito su un cestello elevatore, azionato da un collega. Non è chiaro cosa sia accaduto, fatto è che l’elettricista è rimasto schiacciato contro la parete della struttura. Nonostante l’intervento dei carabinieri e dei vigili del fuoco per l’operaio non c’era più nulla da fare. Il magistrato ha disposto il sequestro dell’area e del mezzo elevatore. Secondo i dati forniti dall’Inail, nell’anno che si conclude, fino allo scorso ottobre ci sono state 889 vittime sul lavoro, in aumento rispetto al 2024. L'articolo Sassari, elettricista muore vita durante lavori di manutenzione nel capannone di una ditta proviene da Il Fatto Quotidiano.
Lavoro
Sardegna
Morti Bianche
Incidente
Si affaccia alla finestra e vede la suocera che viene investita da un’auto, nuora ha un malore: morte due donne di 87 e 59 anni
Una donna di 87 anni investita mentre attraversa la strada, la nuora che assiste alla scena dalla finestra e viene colta da un malore fatale pochi istanti dopo. È la drammatica concatenazione di eventi che nel tardo pomeriggio di Santo Stefano ha portato alla morte di due donne a Pistoia, lungo via Fiorentina, nella zona dello Sperone. Secondo le prime ricostruzioni, un’auto che procedeva in direzione Bottegone ha investito una donna di 87 anni, Liliana Podestà, mentre attraversava la strada. L’impatto è stato violento e le condizioni dell’anziana sono apparse subito gravissime. Il conducente del veicolo si è fermato immediatamente dopo l’incidente e, sotto shock, avrebbe accusato un malore. Ad assistere alla scena è stata la nuora dell’anziana, Laura Mecheri, 59 anni, che si trovava nell’abitazione di famiglia affacciata sulla strada, a pochi metri dal punto dell’investimento. È stata lei a lanciare l’allarme chiamando il 112, ma poco dopo, alla vista della suocera gravemente ferita, è stata colta a sua volta da un improvviso malore. I soccorsi sono arrivati in pochi minuti. Sul posto sono intervenute le ambulanze della Misericordia di Agliana e della Croce Verde di Chiazzano, oltre all’automedica. Entrambe le donne sono state trasportate in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale San Jacopo di Pistoia. Per Laura Mecheri, però, i sanitari non hanno potuto fare nulla: il decesso è stato constatato poco dopo l’arrivo. Liliana Podestà è morta invece a causa dei gravissimi traumi riportati nell’investimento, nonostante i tentativi di salvarle la vita. La polizia municipale di Pistoia ha messo in sicurezza l’area e avviato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Sono in corso accertamenti per chiarire eventuali responsabilità e verificare le condizioni di visibilità e sicurezza della strada al momento dell’impatto. Le due vittime erano entrambe molto conosciute nel quartiere. Laura Mecheri lavorava come fisioterapista alla Maic, era sposata con un medico e il figlio è volontario della Croce Verde. Liliana Podestà, pensionata di 87 anni, viveva da tempo nella stessa zona. L'articolo Si affaccia alla finestra e vede la suocera che viene investita da un’auto, nuora ha un malore: morte due donne di 87 e 59 anni proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Incidente
Pistoia
Cade nella piscina comunale, bambino di 4 anni muore dopo giorni in ospedale
È morto ieri, 22 dicembre, il bambino di 4 anni che lunedì scorso era caduto nella piscina coperta di Curon, val Venosta, vicino Bolzano. Soccorso dal personale medico dopo il suo ritrovo, il piccolo era ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale San Maurizio di Bolzano, dov’è stato trasportato tramite l’elisoccorso del Pelikan 3. L’incidente era avvenuto il 15 dicembre nella piscina Curunes, inaugurata da poco, e le cause e la dinamica dell’annegamento sono ancora da chiarire. Su queste indagano i carabinieri, coordinati alla Procura di Bolzano. Il comune di Curon intanto esprime il suo cordoglio tramite il sindaco Franz Prieth, e si stringe assieme alla comunità cittadina alla famiglia della vittima. L'articolo Cade nella piscina comunale, bambino di 4 anni muore dopo giorni in ospedale proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Bolzano
Incidente