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Ordine dei medici di Chieti cerca addetto stampa. Lo stipendio offerto? 400 euro al mese
L’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Chieti cerca un addetto stampa per un impegno continuativo (rinnovabile) di un anno. Ma lo stipendio complessivo previsto, più altri dettagli delle “regole d’ingaggio” fanno infuriare l’altro ordine professionale coinvolto: quello dei giornalisti. La paga è indicata in una somma forfettaria di 4.850 euro, ossia 404 euro al mese per 12 mesi). L’avviso della discordia parla di un “affidamento diretto del servizio di natura intellettuale di giornalista referente ufficio stampa e pubbliche relazioni”: il termine per l’invio delle candidature è stato prorogato al 7 febbraio. Ma in cosa consiste l’incarico? L’annuncio richiede che l’addetto stampa prepari una rassegna stampa quotidiana di settore “attraverso l’utilizzo di strumenti propri quali abbonamenti online ai quotidiani o altro”: insomma, il giornalista dovrebbe pagarsi di tasca propria questi abbonamenti. Un investimento non indifferente, e da scalare al compenso. Inoltre dovrà scrivere fino a 100 comunicati stampa l’anno, sfornare articoli e testi per la gestione della comunicazione istituzionale, curare e gestire i rapporti con gli organi di informazione, realizzare interviste su richiesta dei vertici dell’ordine, organizzare conferenze stampa ed eventi per i media, aggiornare il sito web istituzionale. Un “carico di lavoro ampio, continuativo e altamente qualificato”, sottolinea la presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Marina Marinucci, che in una nota manifesta tutta la sua “forte e motivata preoccupazione”. L’avviso è indirizzato a giornalisti professionisti o pubblicisti “con comprovata esperienza, cui affidare un ruolo strategico nella comunicazione istituzionale dell’ordine”: in un allegato al bando si legge, infatti, che i candidati devono aver “maturato esperienza documentabile almeno quinquennale come referente ufficio stampa e pubbliche relazioni di amministrazioni pubbliche”. Marinucci commenta che: “Si tratta, a tutti gli effetti, di un insieme di attività che configurano un servizio professionale strutturato di comunicazione pubblica con responsabilità editoriali, relazionali e deontologiche, incompatibile con una remunerazione che risulta oggettivamente incongrua e non dignitosa rispetto all’impegno richiesto”. La presidente dell’Ordine dei giornalisti abruzzesi, quindi, alza il tiro: “Riteniamo inaccettabile che un ordine professionale, chiamato a tutelare la dignità e il valore delle competenze dei propri iscritti, possa avallare un’impostazione che svilisce il lavoro giornalistico, alimentando una pericolosa deriva di sottopagamento. La comunicazione istituzionale non è un’attività accessoria né un favore personale: è una funzione strategica che richiede professionalità, continuità, autonomia e adeguata retribuzione. Proposte di questo tipo rischiano di legittimare l’idea che il lavoro giornalistico possa essere compensato simbolicamente, o addirittura autofinanziato”. Il suo appello finale è dunque lapidario: “Invitiamo l’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Chieti a riconsiderare profondamente i contenuti della manifestazione di interesse, adeguandoli ai principi di correttezza, equità e rispetto delle professioni, nell’interesse non solo dei giornalisti, ma della qualità stessa dell’informazione istituzionale”. Dal canto loro i medici di Chieti negano ogni addebito, anzi. “Ribadisco il nostro pieno rispetto per la dignità professionale e il ruolo fondamentale dei giornalisti nella corretta informazione dei cittadini, in particolare quando si parla di salute – replica a ilfattoquotidiano.it la dottoressa Lucilla Gagliardi, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Chieti – La nostra esigenza era di strutturare in modo più efficace la comunicazione istituzionale, nell’interesse degli iscritti e della collettività e non aveva in alcun modo la finalità di svilire il lavoro giornalistico o di proporre condizioni non rispettose delle competenze richieste. Prendiamo tuttavia atto delle osservazioni formulate dall’Ordine dei giornalisti e comprendiamo le sensibilità espresse sulla congruità del compenso e sul riconoscimento del valore del lavoro informativo”. Solidarietà, “dignità, autonomia, dialogo e rispetto” tra gli ordini e le professioni, conclude Gagliardi, “nell’interesse dei cittadini e della qualità dell’informazione in ambito sanitario”. L'articolo Ordine dei medici di Chieti cerca addetto stampa. Lo stipendio offerto? 400 euro al mese proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Morto Domenico Mugnaini, direttore di Toscana Oggi ed ex colonna dell’Ansa di Firenze. Cordoglio di giornalisti e politica
Una volta gli chiesero come sta cambiando il giornalismo. Lui, avvertendo dei rischi di andare dietro alla fretta del ritmo dei social, raccontò un aneddoto di quando era corrispondente del Popolo, il giornale della Democrazia Cristiana: “A Coltano venne Ciriaco De Mita. Uno dei colleghi delle agenzie gli chiese: che fa presidente, torna a Roma? Lui si fermò, si voltò e rispose: sì, vado a dimettermi. Successe davvero poche ore dopo. Io ero un giovane corrispondente e fui aiutato dai più esperti, ma i colleghi delle agenzie dovettero cercare un telefono a 4 km di distanza”. Domenico Mugnaini era rimasto sempre cronista: per lui comandava la notizia e infatti arrivava sempre primo, raccontano colleghi e amici. Da sei anni era direttore di Toscana Oggi, il settimanale delle Diocesi toscane. E’ morto oggi a 65 anni, da tempo era malato. Dodo, così lo chiamava chi lo conosceva meglio, lascia la moglie Barbara e i figli Andrea e Giovanni. Carattere forte, pragmatico, di rara concretezza dal punto di vista professionale, iscritto all’Ordine già dal 1987, Mugnaini aveva iniziato a muovere i primi passi nel giornalismo proprio con Toscana Oggi. Corrispondente per Il Popolo dal 1987 al 1994, collaboratore di Avvenire, aveva svolto il praticantato a La Gazzetta di Firenze tra il 1989 e il 1991. Dal 1990 aveva iniziato la collaborazione con l’agenzia Asca. Dopo una collaborazione con il Gr2 Rai, dal 1993 al 1999 è stato caporedattore per la Cecchi Gori Comunications, guidando la redazione giornalistica di Canale 10. Dal 1999 al 2002 ha lavorato all’ufficio stampa del Comune di Firenze, nel 2002 è diventato redattore dell’agenzia Asca di Firenze. Nel 2004 è entrato come redattore nella sede Ansa di Firenze, di cui nel 2018 è stato nominato caposervizio aggiunto. Durante gli anni all’Asca e poi all’Ansa si è occupato principalmente politica ed economia, oltre alle grandi inchieste di cronaca nera e giudiziaria, come il processo per il mostro di Firenze, la Strage dei Georgofili, il naufragio della Costa Concordia e soprattutto, sin dal 1990, alle vicende legate alla banca Monte dei Paschi. Ha anche curato, nel 2015, l’ufficio stampa per la visita di Papa Francesco a Firenze e dal 2017 era nel cda dell’Opera di Santa Maria del Fiore mentre tra il 2019 e il 2022 è stato consigliere della Scuola di Arte Sacra di Firenze. Era anche consigliere della Fisc, la federazione che riunisce i settimanali cattolici d’Italia. Nel 2023 aveva ricevuto il premio giornalistico Pirovano-Liverani, organizzato dal Movimento per la Vita “per il suo impegno in difesa della vita”. “Firenze perde oggi una voce autorevole del mondo dell’informazione – dichiara la sindaca di Firenze Sara Funaro – capace di raccontare la nostra città e la nostra regione con rigore, passione e senso civico. Competenze che ha sempre dimostrato in tutte le sue tappe professionali”. “Un percorso in cui si è sempre contraddistinto come profondo conoscitore delle istituzioni e interlocutore attento e preparato, offrendo sempre con il suo lavoro un contributo prezioso al dibattito pubblico e alla crescita culturale della comunità” ha concluso la sindaca, che ha espresso la vicinanza alla famiglia e ai colleghi. Cordoglio anche da parte di Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, anche lui fiorentino. “Con Domenico Mugnaini se ne va un pezzo di Firenze, un uomo che è stato punto di riferimento per generazioni di cronisti e di politici, con la sua capacità unica di interpretare il ruolo di giornalista nel rapporto con le istituzioni – dichiara Donzelli -. Dodo era una persona franca e diretta, con cui ci si poteva confrontare in modo aperto: rappresentava per tutti un’istituzione, a prescindere dal modo di vedere le cose e il mondo. La sua perdita ci provoca un gran dolore, condoglianze alla famiglia e alle tantissime persone legate a lui per essere stato un riferimento nella loro vita o professione”. “Domenico era speciale – commenta Giampaolo Marchini, presidente dell’Ordine dei giornalisti toscani – Non solo è sempre stato un giornalista attento e scrupoloso ma anche e soprattutto una persona dalla profonda umanità, un punto di riferimento per tanti. Siamo tutti un pò più soli”. I funerali saranno nella cattedrale sabato 22, alle 10. A renderlo noto l’Opera di Santa Maria del Fiore col presidente Luca Bagnoli e i componenti del Consiglio di amministrazione (di cui Mugnaini faceva parte) e tutti i dipendenti. “In questi anni – si legge in una nota – ha contribuito in maniera significativa e appassionata alla crescita e allo sviluppo dell’Opera di Santa Maria del Fiore”. “Ha rivestito un ruolo centrale e di grande rilievo per la Chiesa fiorentina – prosegue il comunicato – e per il cattolicesimo toscano attraverso il suo impegno nel giornalismo e in incarichi istituzionali. Nel 2015 ha curato l’ufficio stampa per la visita di Papa Francesco a Firenze, collaborando per l’organizzazione di un evento che ha segnato la vita fiorentina e la vita della Chiesa italiana”. L'articolo Morto Domenico Mugnaini, direttore di Toscana Oggi ed ex colonna dell’Ansa di Firenze. Cordoglio di giornalisti e politica proviene da Il Fatto Quotidiano.
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