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La Capitale debutta nel circuito dei concorsi d’eleganza con Anantara Concorso Roma
Il prossimo 16 aprile Roma entrerà ufficialmente nella geografia internazionale dei concorsi d’eleganza. Per quattro giorni, fino al 19 aprile 2026, andrà in scena la prima edizione dell’Anantara Concorso Roma, evento dedicato alle più significative auto storiche italiane, con 70 esemplari provenienti da alcune delle più importanti collezioni private di tutto il mondo. L’iniziativa, organizzata da Anantara Hotels & Resorts e presentata da UBS, si propone come piattaforma di valorizzazione del patrimonio automobilistico nazionale, con un focus su design, ingegneria e storia del motorsport. Le vetture saranno suddivise in 16 classi e valutate da una giuria internazionale guidata da Adolfo Orsi Jr, affiancato da esperti del settore e con Lorenzo Ramaciotti nel ruolo di giudice onorario. Il parterre comprenderà brand chiave del Made in Italy. Dalle Ferrari alle Maserati, passando per Alfa Romeo, Lancia, Lamborghini e altre case scomparse nel tempo con una selezione che spazierà dalle auto anteguerra fino alle prime supercar. Particolarmente significativo il tributo alle vetture del Cavallino e la sua partecipazione nell’Endurance con la presenza di modelli legati alla 24 Ore di Le Mans, come 250 LM, 275P e 499P. Il programma prevede una prima giornata dinamica, venerdì 17 aprile, con il Giro d’Anantara: un percorso urbano riservato ai partecipanti che attraverserà il centro di Roma. L’esposizione statica, aperta al pubblico, si svolgerà invece sabato 18 e domenica 19 aprile nell’area di Villa Borghese, tra Casina Valadier e Piazza Bucarest, con accesso tramite biglietti giornalieri. Oltre all’aspetto espositivo, l’evento integra elementi legati all’hospitality di lusso, al food e all’artigianato italiano, posizionandosi come esperienza lifestyle completa. Parallelamente, sono previste iniziative sociali, con progetti legati al recupero e la redistribuzione delle eccedenze alimentari. L’obiettivo dichiarato è la costruzione di un appuntamento annuale capace di attrarre collezionisti, appassionati e operatori del settore, consolidando il ruolo di Roma come hub culturale anche per l’automobile storica. L'articolo La Capitale debutta nel circuito dei concorsi d’eleganza con Anantara Concorso Roma proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Auto storiche, via libera alle riproduzioni originali delle targhe dal 1931
Una targa non è solo un numero. È un segno del tempo, un dettaglio che racconta la storia di un’automobile o di un motociclo prima ancora della carrozzeria o del rombo del motore. Ed è proprio da qui che passa una delle novità più significative degli ultimi anni per il motorismo storico italiano: il via libera alla riproduzione fedele delle targhe originali dei veicoli immatricolati a partire dal 1931. Una svolta attesa e finalmente operativa grazie alla circolare n. 33941 del 20 novembre 2025, presentata ufficialmente l’11 febbraio 2026 a Roma presso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il risultato di un lavoro corale che ha visto coinvolti il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Direzione Generale della Motorizzazione, l’Automobile Club d’Italia, il Poligrafico dello Stato e tutti i principali enti certificatori del settore: Automotoclub Storico Italiano, Federazione Motociclistica Italiana, Registro Fiat Italiano, Registro Storico Lancia e Registro Italiano Alfa Romeo. Fino a ieri, la possibilità di ottenere targhe riprodotte secondo i criteri originali era limitata ai veicoli immatricolati dopo il 1952. Oggi il perimetro si amplia in modo decisivo, includendo le targhe ante ’52 e, soprattutto, consentendo di presentare la domanda di immatricolazione dopo l’effettiva realizzazione della targa. Un passaggio tutt’altro che formale: significa che l’auto può continuare a circolare regolarmente fino alla consegna del duplicato, evitando lungaggini e inutili fermi amministrativi. Come ha sottolineato il Gen. C.A. cong. Tullio Del Sette, Commissario Straordinario ACI, la misura dimostra come “la collaborazione tra istituzioni possa tradursi in soluzioni concrete, capaci di valorizzare il patrimonio storico italiano nel segno della correttezza amministrativa”. Dietro questo risultato c’è anche un iter lungo. L’On. Giovanni Battista Tombolato, Sub Commissario ACI e Presidente ACI Storico, u firmatario del primo ordine del giorno sul tema nel 2020. Un concetto ribadito anche dal Presidente ACI, Avv. Geronimo La Russa, che ha spiegato come il riconoscimento della targa sia parte integrante dell’identità del veicolo, non un semplice accessorio burocratico, ma un elemento che racconta la storia tecnica, industriale e sociale del Paese. Un dettaglio che, nel mondo dell’auto storica, fa spesso la differenza tra una ricostruzione corretta e una stonatura evidente. Non è un caso che la presentazione si sia svolta proprio al Poligrafico dello Stato, luogo simbolo della qualità manifatturiera e della fedeltà storica. Le nuove targhe potranno essere riprodotte con materiali, caratteri e design coerenti con quelli originali dell’epoca, restituendo alle vetture d’anteguerra e del primo dopoguerra un tassello fondamentale della loro autenticità. L'articolo Auto storiche, via libera alle riproduzioni originali delle targhe dal 1931 proviene da Il Fatto Quotidiano.
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The I.C.E. The I.C.E. St. Moritz 2026, capolavori d’epoca brillano sul lago ghiacciato
In una radiosa finestra di fine gennaio, il lago ghiacciato di St. Moritz si è trasformato per due giorni in un palcoscenico bianco e luminoso dove storia, estetica e ingegneria automobilistica hanno dialogato tra loro in un clima unico al mondo. Sotto un sole pieno che rincarava il contrasto tra ombra e abbagliante neve, centinaia di appassionati hanno vissuto una versione d’inverno del miglior stile automobilistico. L’edizione 2026 di The I.C.E. St. Moritz, andata in scena lo scorso week end, ha confermato il concorso internazionale di eleganza come una delle manifestazioni più originali e coerenti del calendario mondiale. Più di cinquanta vetture d’epoca e di grande valore storico hanno affiancato il rigore alpino con le loro forme e i loro motori, in una sorta di “museo che respira”, dove le linee eleganti hanno preso vita sul ghiaccio. La giuria internazionale — riunita sotto la guida di esperti di storia dell’automobile, design e arte — ha dovuto affrontare un compito tutt’altro che banale. Nelle cinque categorie in concorso, hanno prevalso vetture capaci di incarnare significati diversi: dalla Lancia Stratos per le Legendary Liveries, simbolo di livree entrate nell’immaginario collettivo, alla Maserati 4CLT per le Open Wheels, fino alla Jaguar XJ220 per Birth of the Hypercar e alla Ferrari 750 Monza nella categoria Barchettas on the Lake. Grande protagonista estetica, infine, la Talbot-Lago T150C SS Teardrop (nella foto), che ha conquistato il titolo di Best in Show. Per la prima volta a The Ice è stato assegnato anche il premio Best Sound — nato con il supporto di Bang & Olufsen — è stato assegnato alla Pontiac Vivant per la sua voce unica e coinvolgente. A fare da cornice all’evento, oltre all’architettura naturale dell’Engadina, è stato un fitto programma culturale: visite ai musei locali, installazioni artistiche e talk hanno trasformato St. Moritz in un hub di cultura visiva e tecnica, dove auto e arte non si guardano da lontano ma si rispecchiano come due lati dello stesso patrimonio estetico. Le giornate sono state animate anche da momenti spettacolari: la Pattuglia Acrobatica Svizzera ha sollevato l’attenzione del pubblico verso il cielo alpino e una mongolfiera panoramica è stata presa d’assalto per ammirare lo spettacolo dall’alto. Il meteo, con temperature gelide al mattino e poi un sole instancabile, ha contribuito a rendere ogni scena perfettamente nitida e suggestiva. Numeri e atmosfera restituiscono il senso di un evento cresciuto rapidamente negli anni: lago e tribune sold out, hotel e locali dell’Engadina gremiti, e un flusso significativo di visitatori italiani arrivati in giornata. Sul versante delle case automobilistiche, happening e installazioni hanno animato il centro città, con marchi come Ferrari, Porsche e Pagani protagonisti di eventi che hanno unito heritage e visione contemporanea, trasformando St. Moritz in un elegante salotto diffuso. L'articolo The I.C.E. The I.C.E. St. Moritz 2026, capolavori d’epoca brillano sul lago ghiacciato proviene da Il Fatto Quotidiano.
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L’asta che può riscrivere la storia? A gennaio, con una Ferrari GTO bianca. Si parte da 60 milioni di euro
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The I.C.E. St. Moritz 2026, il ritorno sul ghiaccio nel cuore dell’inverno
Ogni inverno, in Engadina, torna una musica particolare: il rumore del ghiaccio, dei passi sulla neve e dei motori che si scaldano sul lago di St. Moritz. È il suono di The I.C.E., l’evento che trasforma il lago in una pista dove le auto storiche non vengono semplicemente esposte, ma tornano a muoversi. Nel 2026, l’appuntamento arriverà prima del solito: 30 e 31 gennaio, nel cuore dell’inverno, quando il ghiaccio è più solido e il lago diventa un palcoscenico naturale perfetto. Qui le auto non sfilano: disegnano traiettorie che spariscono alla prima nevicata. Una Bugatti degli Anni Trenta può affiancare una Ferrari da corsa o una Pagani moderna, in un mix continuo di epoche e modi di intendere l’automobile. Nel 2025 il premio Best in Show è stato conquistato da una Bugatti Type 59. Il premio, consegnato da Norman Foster a Marc Newson, è una scultura in argento che richiama la luce e il gelo dell’Engadina, realizzata in collaborazione con un artigiano locale. Dal 2019, sul ghiaccio sono passati modelli come Alfa Romeo 8C, Ferrari 250, Jaguar D-Type, Mercedes 300 SL, Lancia Stratos, Lamborghini Miura e prototipi come la Stratos Zero. Non una semplice collezione, ma un modo per far respirare di nuovo auto spesso chiuse in caveau o musei e per avvicinare il pubblico più giovane al motorismo storico. L’atmosfera resta infatti unica: niente clamore, solo passione, curiosità e rispetto per mezzi che hanno scritto la storia. Nel 2026 The I.C.E. punta a una presenza ancora più ricca di vetture da competizione e a un dialogo più stretto con il design contemporaneo. Perché qui l’automobile non è nostalgia: è memoria viva che si muove sul ghiaccio, e lascia tracce che durano un attimo ma restano nella mente molto più a lungo. L'articolo The I.C.E. St. Moritz 2026, il ritorno sul ghiaccio nel cuore dell’inverno proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Milano AutoClassica 2025, un’edizione che mette il Cavallino al centro della scena
20Milano AutoClassica torna dal 21 al 23 novembre a Fiera Milano Rho con un’edizione che mette Ferrari al centro come raramente accaduto, ma senza rinunciare al suo ruolo naturale: essere il palcoscenico dove le grandi storie del motorismo dialogano tra loro. La presenza del Cavallino è un percorso che intreccia tecnologia e heritage: vent’anni di Programma XX – FXX, 599XX e FXX-K – il trentennale della F50 e un itinerario attraverso la 750 Monza del 1954 e la 499P Modificata, erede diretta della Hypercar che ha riportato Ferrari in cima al mondo. Una narrazione che collega il rombo analogico al sibilo ibrido, l’artigianato da corsa degli anni Cinquanta alla ricerca estrema dell’endurance moderna. Ma il Cavallino non è solo. Milano AutoClassica 2025 si conferma un ecosistema ricchissimo di presenze. L’area celebrazioni è dedicata a Rolls-Royce, in un viaggio che attraversa un secolo di eleganza: dalla Phantom I del 1927 alla Silver Cloud, dalla Silver Shadow alle rarissime Corniche. Una collezione che racconta la tradizione britannica del lusso come rito. Tra i brand protagonisti, Lotus porta l’anteprima italiana della Emira Cup e l’intera gamma Emeya, Eletre, Emira SOC Edition ed Elise. McLaren schiera Artura Coupé e Spider da 700 CV e la 750S Spider in livrea MSO. Corvette debutta con la E-Ray ibrida, la Stingray V8 aspirata, la Z06 da 8.800 giri e l’iconica C2 Split Window del ’63. Lamborghini Club Italia racconta il DNA di Sant’Agata con Diablo SV, Huracán STO, Monte Carlo Centenaire V12 e Murciélago Spider. BMW Club Italia attraversa venticinque anni di Motorsport con Z8, M3 E46, M3 E92 e M2 Competition. Tra i protagonisti del mondo dei club arriva anche la Scuderia Sant’Ambrogio, che porta a Milano alcune tra le più curate youngtimer e auto sportive italiane degli anni Ottanta e Novanta, vetture che rappresentano la passione meneghina per il restauro filologico e la guida autentica. Una presenza che rafforza il legame fra il salone e la tradizione motoristica lombarda, fatta di officine specializzate, collezionisti raffinati e una cultura dell’auto vissuta come identità. Accanto alle auto, la fiera conserva la sua dimensione culturale: ACI Storico con talk e incontri, l’ASI Village con club federati, la mostra “Donne e Motori? Gioie e basta”, i raduni classic e youngtimer e la serata Best in Classic di Ruoteclassiche. Torna e cresce il MAC Next Generation Hub, l’area dedicata alle nuove generazioni, alle elaborazioni e alle forme emergenti del collezionismo: stance, prototipi, supercar modificate, workshop e creator. E non manca il mare: la quarta edizione del Vintage Boat Show riunisce Riva Aquarama, Ariston, Super Tritone, Junior, Iseo, Monte Carlo Offshorer, Cigarette e il celebre Tullio Abbate SeaStar guidato da Gilles Villeneuve nella sfida del 1981 sul Lago di Como. Novità dell’anno, i Vintage Boat Show Talks, un salotto sulla cultura nautica e i suoi legami con l’automobile. L'articolo Milano AutoClassica 2025, un’edizione che mette il Cavallino al centro della scena proviene da Il Fatto Quotidiano.
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