Un’ondata di freddo sta mettendo a dura prova la sopravvivenza delle iguana
della Florida, negli Stati Uniti. Come riportato dai media locali, gli animali
sono storditi dalle temperature gelide degli ultimi giorni, in uno degli Stati
più caldi degli Usa. A causa del freddo, i rettili perdono il controllo del
proprio corpo, precipitando dalle piante. In alcuni casi, l’impatto col suolo si
è rivelato fatale. La popolazione ha lanciato diversi allarmi alle autorità
competenti.
Le persone hanno raccontato di aver trovato in giardino le iguana prive di
sensi. Le associazioni hanno specificato che, nella maggior parte dei casi, i
rettili non muoiono ma si ibernano a causa del gelo. Le segnalazioni delle
persone stanno aiutando i responsabili della fauna selvatica della Florida a
catturare le iguana. I rettili soffrono il gelo perché non sono autoctoni.
Gli enti che si occupano della salvaguardia degli animali hanno dichiarato che
la presenza delle iguana è dovuta al gesto di alcune persone che, dopo averli
acquistati, gettano gli animali per strada. Il freddo e la conseguente
immobilità può aiutare le autorità a raccoglie e trasportare le iguana nelle
apposite strutture della Florida Fish & Wildlife Conservation Commission, dove i
rettili saranno poi smistati in ambienti a loro idonei.
Le iguana rappresentano un pericolo anche per la fauna locale e per la
popolazione. Sono tendenzialmente vegetariane ma, quando si sentono in pericolo,
possono aggredire il predatore con i denti affilati. Le iguana non sono gli
unici animali che tendono a fuggire dal freddo. Come vi abbiamo raccontato,
nelle scorse settimane centinaia di lamantini si sono radunati nell’area di
Three Sisters Springs, una zona della Florida ricca di sorgenti naturali che
mantengono la temperatura dell’acqua attorno ai 23 gradi Celsius.
L'articolo La strana “pioggia” di iguana in Florida: per il freddo perdono il
controllo del loro corpo e cadono dagli alberi. Le autorità: “Non muoiono, sono
ibernate” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Florida
Si è vista amputare le dita dei piedi per colpa della casa infestata da ragni e
scarafaggi. È la vicenda al centro di una causa civile intentata in Florida da
Patricia Shields contro il suo ex proprietario di casa. A riportare la notizia è
People, che cita gli atti depositati il 25 novembre presso la Corte della Contea
di Pinellas. Secondo la denuncia, Shields sta facendo causa al complesso
residenziale Grand Oak Apartments di Largo, in Florida, chiedendo un
risarcimento di 50.000 dollari. La donna sostiene di essere stata costretta a
lasciare l’appartamento dopo che la direzione avrebbe ignorato per mesi una
grave infestazione di ragni, culminata in ripetuti morsi e in gravi
complicazioni mediche: “È stato un anno lunghissimo, voglio solo che finisca”,
ha raccontato Shields a WBDJ, citata da People. “Facevano male. Bruciavano. Era
una sensazione di bruciore continuo”. E parlando dell’amputazione ha aggiunto:
“È imbarazzante e odio dovermi spiegare continuamente”.
Patricia Shields si era trasferita nell’appartamento nel novembre 2024. Due
settimane dopo, secondo quanto riferito nella causa, avrebbe iniziato a notare
la presenza di numerosi ragni nel bagno, che a suo dire provenivano dalle
bocchette di aerazione. Quando ha segnalato il problema alla direzione del
complesso, sostiene di essersi sentita rispondere che l’amministrazione
interveniva solo in caso di infestazioni di scarafaggi. Le sarebbe stato inoltre
suggerito di pagare di tasca propria la pulizia delle prese d’aria. Un punto
centrale della causa riguarda la condizione personale della donna: Shields è
“disabile, con reddito fisso” e viveva nell’appartamento grazie al programma
federale Section 8, che sostiene economicamente le persone a basso reddito
nell’accesso alla casa. Nonostante questo, afferma di non aver ricevuto alcun
supporto concreto.
Nel frattempo, racconta la denuncia, i morsi sarebbero aumentati. Prima sulla
fronte, poi sulle gambe, costringendola a “numerose visite mediche e trattamenti
continui”. In un episodio, Shields avrebbe portato “un sacchetto pieno di ragni”
all’ufficio del complesso residenziale, ricevendo come risposta che si trattava
di esemplari “non velenosi”. Dubitando di quella versione, Shields racconta di
aver fatto ricerche online, arrivando a identificare almeno uno dei ragni come
un brown recluse, il cosiddetto ragno violino. Secondo i Centers for Disease
Control and Prevention (CDC) degli Stati Uniti, il veleno di questo aracnide può
causare la distruzione dei tessuti cutanei e richiede cure mediche immediate. La
situazione sarebbe precipitata nel giugno 2025: sempre secondo quanto riportato
nella causa, la donna stava uscendo dal bagno quando un grande ragno marrone
l’ha morsa all’alluce del piede. La ferita è peggiorata progressivamente fino a
rendere necessaria l’amputazione del dito. Il medico, sempre secondo la
denuncia, le avrebbe detto che restare in quell’appartamento significava
“mettere a rischio la propria vita”.
Nonostante ciò, sostiene Shields, la direzione del Grand Oak Apartments si
sarebbe rifiutata di liberarla dal contratto di locazione. Nell’agosto
successivo, dopo un nuovo morso, la donna avrebbe subito l’amputazione anche di
un secondo dito del piede. A causa dell’impossibilità di rescindere il
contratto, Shields afferma di essere rimasta senza casa dopo aver lasciato
l’appartamento. In totale, la causa parla di nove morsi di ragno subiti nel
periodo di permanenza nell’immobile. Al momento, secondo People, il complesso
residenziale non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sulla vicenda. L’azione
legale è in corso e sarà il tribunale a stabilire eventuali responsabilità.
L'articolo “Mi sono ritrovata la casa infestata dai ragni, anche velenosi. Mi
hanno morso ovunque e hanno dovuto amputarmi le dita del piede”: donna fa causa
al proprietario dell’appartamento proviene da Il Fatto Quotidiano.
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FERRARI 250 GTO 1962 BIANCA
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FERRARI 250 GTO 1962 BIANCA
Il prossimo gennaio, in Florida andrà all’asta un gioiello senza precedenti: la
Ferrari 250 GTO con numero di telaio 3729GT. Non si tratta di una “semplice”
GTO, ma dell’unico esemplare al mondo uscito dalla fabbrica di Maranello nella
livrea Bianco Speciale. Una rarità assoluta che, secondo gli esperti di Mecum
Auctions, potrebbe raggiungere una valutazione record, superiore ai 60 milioni
di euro.
Nel 1962, mentre la quasi totalità delle gran turismo da competizione firmate
Enzo Ferrari sfoggiava la canonica tinta Rosso Corsa, il telaio 3729GT rompeva
gli schemi. Ordinata originariamente da John Coombs, noto proprietario di
scuderie britanniche, la vettura fu consegnata in un bianco candido che la rese
immediatamente riconoscibile sui tracciati di tutto il mondo. Oltre alla
colorazione unica, questo modello vanta la guida a destra, una caratteristica
condivisa solo da altri sette esemplari tra i trentasei prodotti
complessivamente, elevando ulteriormente il suo status di “unicorno” tra le auto
d’epoca.
A rendere questo specifico telaio una vera leggenda vivente è la schiera di
piloti straordinari che ne hanno domato la potenza in pista: campioni del
calibro di Graham Hill e Roy Salvadori ne hanno saggiato le doti velocistiche,
affiancati da icone del volante come Jack Sears, Mike Parkes e Richie Ginther.
La bellezza estetica e il prestigio dei suoi piloti sono supportati da un
palmarès sportivo di altissimo livello: la vettura ha debuttato a Brands Hatch
nell’agosto del 1962 proprio con Salvadori e ha continuato a collezionare
successi sotto l’insegna della Coombs Racing.
Durante la sua carriera agonistica, ha ottenuto una vittoria assoluta e ben
cinque secondi posti di classe. Sotto la raffinata carrozzeria Scaglietti batte
il motore V12 Colombo da 3 litri e 300 CV di potenza, capace di assicurare
prestazioni che hanno reso la 250 GTO la regina indiscussa del Campionato
Mondiale Marche. La Ferrari 250 GTO è da sempre considerata il “Sacro Graal”
delle quattro ruote e la combinazione tra lo stato di conservazione impeccabile,
l’esclusività cromatica e la storia nobile rende questo esemplare un vero e
proprio unicorno su quattro ruote.
L'articolo L’asta che può riscrivere la storia? A gennaio, con una Ferrari GTO
bianca. Si parte da 60 milioni di euro proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dopo la morte di suo figlio, una donna ha dovuto interfacciarsi con un’altra
spiacevole scoperta. Si è trattato di un alligatore di quasi due metri e mezzo
ritrovato nella stanza del ragazzo morto. La mamma non ha potuto fare altro che
chiamare una compagnia di salvataggio di animali selvatici e così a pensarci è
stato Mark Rosenthal. Il fondatore di Animal Magic, un centro specializzato per
il recupero e l’educazione di animali esotici ha dichiarato in un post di essere
rimasto scioccato dalla richiesta della povera donna.
“Ormai sto diventando vecchio per questa roba! Mi ha appena chiamato una donna
da Detroit, il cui figlio è morto settimana scorsa. L’ha cremato lo scorso
sabato e non ha idea di dove mettere il grande e aggressivo alligatore che c’è
nella sua stanza. Sì avete letto bene – ha scritto Rosenthal – non può entrare
nella sua stanza perché c’è un grosso alligatore lì dentro. Le ho detto che nel
pomeriggio sarei passato a catturare l’alligatore. Non ho idea di come farò a
portare giù dalle scale un alligatore enorme, ma qualcosa mi inventerò”.
L’addestratore ha aggiunto: “Non aveva acqua, calore e nemmeno luce. Non so come
sia rimasto vivo in queste condizioni. Era in condizioni orribili”. Sebbene non
si opponga alla detenzione di animali esotici, particolarmente in uno Stato come
il Michigan dove tale pratica non è vietata dalla legge, Rosenthal ha
sottolineato l’importanza di assicurare cure appropriate e habitat idonei per
questi animali. Nel post in cui mostra l’animale, la Animal Magic ha scritto:
“Non possiamo credere che questo salvataggio sia diventato virale. L’alligatore
verrà portato in un santuario autorizzato per alligatori in Florida nella
prossima settimana. Sono molto orgoglioso che abbiamo le giuste connessioni per
ricollocare questi animali in luoghi appropriati e di primo livello per la loro
esistenza”.
L'articolo “Era in condizioni orribili, non so come sia vivo”: Mamma trova un
alligatore nella stanza di suo figlio proviene da Il Fatto Quotidiano.